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15 MARZO 2022: TRIPLICE VITTORIA! …un’altra data storica per “IlCovo” e gli italiani!

Muro della menzogna - Biblioteca del Covo

Cari lettori, già in altri casi (Deo Gratias!) abbiamo sottolineato i “momenti storici” per la nostra “piccola” ma importante Associazione. La data dello scorso 15 marzo però rimarrà storica non soltanto per “IlCovo”, ma da oggi in avanti potrà rappresentare una pietra miliare per molti cittadini. Come ben sanno i nostri lettori assidui, avendone letto i resoconti che abbiamo pubblicato nel corso degli anni (1: qui, 2: qui, 3: qui), a partire dal 2017 si è palesato sotto la forma ben precisa del processo giudiziario, un evidente attacco politico e ideologico, indiretto nella forma, ma il cui obiettivo direttissimo era evidente nella sostanza, da parte della nomenklatura antifascista istituzionale ufficiale, nei confronti della “piccola formica fascista” che noi rappresentiamo. A dire il vero, in virtù dell’esperienza che abbiamo maturato a partire dal 2006 (l’anno in cui, dal sodalizio tra Marco Piraino e Stefano Fiorito, nacque ufficialmente “llCovo”!) ci era chiaro che tale aggressione, niente affatto inaspettata, avveniva a coronamento di altre che avevamo subìto secondo differenti gradi e modalità, ma tutte con il medesimo obiettivo di colpire i nostri lavori attinenti la cultura politica e la storiografia, indirizzati alla formazione ideologica ed alla ricerca storica inerenti il Fascismo. Ma l’attacco in questione è stato sferrato a mezzo di un pretesto politico che si colloca nel passato, che a sua volta, restando alla stretta norma giuridica, è stato reso possibile solo in virtù di un palese arbitrio che ha scientemente strumentalizzato in senso maggiormente vessatorio la lettura delle stesse leggi costituzionali vigenti. Il 15 marzo 2022, dunque, come avevamo annunciato in precedenza (qui) si è così giunti al terzo ed ultimo grado di giudizio, in cui la Suprema Corte di Cassazione di Roma avrebbe dovuto stabilire la legittimità o meno della precedente sentenza di secondo grado della corte di Appello di Assise di Brescia, che si era a sua volta pronunciata in linea col giudizio in primo grado del Tribunale di Mantova, per l’assoluzione con formula piena per gli imputati perché “il fatto non sussiste”. Quale fatto? Quello relativo all’accusa di aver “ricostituito” nel 2000, sotto la forma del movimento dei “Fasci italiani del Lavoro – MFL”, il “disciolto partito fascista” ed a mezzo di stampa e di atti politici, aver perseguito la “violenza, il razzismo e la sovversione dell’ordine democratico”, tutti elementi associati arbitrariamente come centrali ed intrinsecamente connaturati all’essenza stessa dell’identità ideologica del fascismo, per come citati dalle Leggi Scelba e Mancino. Il “quid novi” di questo atto di accusa – perseguito negli anni, a partire dal 2017, con assoluta tenacia, invero degna di miglior causa! – fino ad arrivare al 2022, sta nell’aver sventolato come “prova della condotta apologetica, violenta, razzista e sovversiva”, tra le presunte altre, la stampa di un Libretto di formazione politica, contenente anche lo statuto ed alcuni documenti storici, redatto proprio nel 2000 dall’allora giovane Marco Piraino, in quel frangente responsabile della Cultura e Propaganda del suddetto movimento. Il quale nel 2002, dopo due anni dalla fondazione del gruppo, si dimise da ogni incarico, in polemica con la linea politica assunta dal soggetto politico in questione, in quanto, come tutti i partiti “neofascisti”, stava palesando i connotati partitici tanto cari alla vulgata antifascista e altrettanto osteggiati e combattuti dallo stesso Marco Piraino, che nel frattempo, terminata quella esperienza, aveva ormai compreso la valenza strumentale del concetto stesso di “movimentismo politico” in senso lato, quale “cavallo di Troia” per incatenare la vera Formazione Culturale e Dottrinaria e impedire ogni reale Revisione ideologica della “damnatio memoriae” rispetto alla Dottrina Fascista (proprio l’obiettivo primario che, invece, aveva ufficialmente dichiarato di voler perseguire a mezzo del suo ruolo ricoperto in seno a quel gruppo). Nei primi due gradi di giudizio, dunque, impostando la Difesa sulla disamina puntuale ed approfondita di tali punti e sulla valenza preminente del “Libretto” sotto accusa, che è stato analizzato proprio alla luce dell’obiettivo storico-politologico che lo stesso Piraino vi esplicitava nelle sue pagine, si è arrivati a sentenziare inequivocabilmente da parte dei giudici su due punti fondamentali:

  1. …che non è possibile definire il MFL quale “ricostituzione del disciolto partito Fascista”; poiché né lo statuto, né il programma politico, che si ispirava formalmente solo ad alcuni elementi politico-sociali del fascismo, potevano essere riconosciuti e ricondotti ai reati rispondenti alle caratteristiche illustrate dalla Legge Scelba e Mancino;
  2. …che non è possibile definire il Libretto politico-culturale di cui sopra, quale mezzo finalizzato alla diffusione a mezzo stampa di condotte definite criminali come quelle elencate dalle già citate Leggi Scelba e Mancino.

Questo perché le Corti, in due casi, ossia in primo grado e nell’appello in Corte d’Assise, accogliendo la disamina della difesa e riconoscendola veritiera, si sono limitate a confermare ed a sottolineare che, qualora si fosse proceduto alla condanna, sulla base di elementi soggettivi e di atteggiamenti di singoli imputati, si sarebbe avallata una lettura non restrittiva delle norme costituzionali, come la Cassazione aveva di già evidenziato in passato, e si sarebbe entrati, di fatto, nella sanzione del reato di opinione. Le Corti, nella fattispecie, hanno preso ad ipotetico esempio proprio una forma associativa come quella che si è data non a caso “Il Covo”, ammettendo che se si fosse attuata una condanna al riguardo, sarebbe stato come avallare la persecuzione politica e pratica nei confronti di chiunque si fosse voluto associare con lo scopo di diffondere la reale conoscenza storico-ideologica attinente il fenomeno politico fascista: sarebbe, cioè, bastato fondare tale conoscenza sullo studio e la diffusione dei principi dottrinali del fascismo, scevri da qualsivoglia condanna aprioristica! …proprio come avviene nel caso de “IlCovo”.

Sentenza N. 97/19 – Tribunale di Mantova (pag. 9), confermata in appello.

[…] Del resto si pensi ai risultati paradossali che potrebbe comportare una interpretazione estensiva dell’articolo 11 L. 645/52. Per integrare il reato basterebbe che un gruppo, anche se innocuo, di almeno 5 persone […] fondasse una associazione per ricordare, con toni altamente elogiativi, la figura e l’opera di Alfredo Rocco, o di Giovanni Gentile, o di Italo Balbo. Non si tratterebbe di un gruppo che rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti proprio del disciolto partito fascista? Idem per una associazione […], fondata per ricordare, con accenti celebrativi, la Marcia su Roma o la conquista dell’Etiopia. Anche in tal caso, seguendo una interpretazione estensiva, vi sarebbe ricostituzione del disciolto partito fascista, in quanto gruppo che rivolge la sua attività di un fatto proprio del predetto partito…

Ordunque, risulta oltremodo chiaro che gli accusatori volessero pervenire proprio a tale “interpretazione estensiva” delle leggi, per aprire la porta al reato di opinione, rivolto a colpire, guardate voi i casi della vita, proprio quelle associazioni che svolgono esattamente l’attività su descritta. Vi lasciamo indovinare quale tipo Associazione svolge tale opera formativa dal 2006 (NOI!) e in compagnia di quante altre (NESSUNA!). Non ci siamo mai dimenticati, infatti, della campagna propagandistica gestita da sinistri e destri che ha accompagnato tale persecuzione politica, tantomeno a chi abbia fatto direttamente riferimento! (qui e qui e qui).

Così come è agli atti che, nonostante tale disamina giuridica volta a sconfessare qualsiasi interpretazione della legge di carattere estensivo, fosse stata nettamente ribadita con chiarezza e in modo ufficiale in due distinti gradi di giudizio, il ricorso in Cassazione è stato pervicacemente presentato comunque dall’accusa! Quindi, è legittimo affermare con sicurezza e senza tema di smentita, che il fine degli accusatori, doppiamente ricorrenti, fosse fin dall’inizio POLITICO, oltreché PERSECUTORIO e VESSATORIO contro persone che non si sono macchiate di nessun reato, nemmeno di quelli ipotizzati nelle Leggi Scelba e Mancino! Chiaramente, lo scopo palese dell’accusa, era di associare “sic et simpliciter” la definizione di Fascismo al reato penale “strictu sensu” – in verità tutta la vicenda in questione, alla luce della evidente marginalità politica del soggetto contro cui è stata nominalmente diretta, acquisisce il suo vero senso politico, proprio in virtù dei fatti emersi nell’ambito giuridico riguardante tali processi, solo ed esclusivamente se si riconosce che l’intento recondito di chi ha voluto che questa causa giudiziaria balzasse agli onori della ribalta nazionale, era di procedere contro “qualcuno” che aveva scoperchiato il vaso di Pandora ideologico sigillato dall’antifascismo istituzionale, denunciandone e sbugiardandone TUTTE le menzogne inerenti il “fascismo-male assoluto” in esso contenute – e per far ciò si è vistosamente cercato di far leva sulle definizioni di reato presenti nelle Leggi Scelba e Mancino, tentando di estenderne forzosamente la portata anche alla espressione del pensiero o della opinione in relazione al Fascismo, non importa se corroborata o meno da prove storico-politologiche. A favorire questa palese forzatura ideologica presso l’opinione pubblica, contribuiva altresì il clima politico di “caccia alle streghe” sapientemente montato ad arte da partiti e movimenti di tutte le correnti, culminato non a caso con la  proposta di Legge del deputato del PD Emanuele Fiano, il quale, in merito agli inasprimenti delle Leggi Scelba e Mancino, sebbene non ancora approvati in via definitiva, aveva espressamente introdotto il “reato di propaganda fascista”, proprio inerente al contenuto delle idee, che doveva andare ad aggiungersi a quello del “tentativo di ricostituzione del disciolto partito fascista”. Al riguardo va rilevato che, assai singolarmente, la querelle giudiziaria intentata dall’accusa, ha ricalcato in modo pedissequo proprio quell’iter presente nelle proposte di legge del Fiano e della sua parte politica, così come stranamente l’obiettivo degli accusatori-ricorrenti era esattamente quello di definire quale reato anche la sola e semplice attribuzione o assimilazione al fascismo di un gruppo di soggetti o la diffusione di contenuti attinenti la Dottrina Politica Fascista, associandola arbitrariamente, non importa se in ciò corroborati dai fatti, a quel “male assoluto” da reprimere con tutti i mezzi legali possibili. Ovviamente, il fatto che tale attacco sia stato rivolto con tali modalità proprio verso il dottor Piraino (a mezzo di una accusa pretestuosa accampata riguardo a fatti risalenti ad un ventennio prima!) e tramite esso, verso l’ambito cui si rivolge esplicitamente l’opera divulgativa dell’associazione “IlCovo” dal 2006, dovremmo pensare che rappresenta soltanto una pura e sfavorevole coincidenza fortuita!

Così siamo giunti al 15 marzo 2022. In discussione, dunque, non c’era soltanto la persecuzione in atto nei confronti di persone che non avevano commesso alcun reato penale, ma quel che più conta per tutti gli italiani, anche e soprattutto la possibile introduzione ufficiale di fatto del reato di opinione, diretto in primis a sanzionare il pensiero politico dottrinale fascista; con la figura del magistrato eventualmente non più incaricata di far luce su di una possibile condotta dolosa oggettivamente dimostrabile in base a precisi comportamenti, ma preposta a condannare a priori ogni riferimento politico-ideologico al fascismo, con ciò definitivamente inserito per sé stesso nella giurisprudenza della repubblica quale reato di pensiero, inaugurando l’era del processo alle idee e percorrendo in tale modo il primo vero passo verso la proclamazione ufficiale del regime di “democrazia protetta”, altro modo “politicamente corretto” per definire formalmente lo Stato di Polizia. Tuttavia, è pur vero che un atto di simile gravità non poteva essere intrapreso con leggerezza. Attuare un passo di questo tipo, infatti, equivaleva a proclamare apertamente una persecuzione istituzionale delle idee in quanto tali!

Così, cari lettori, vi possiamo annunciare che la Suprema Corte di Cassazione non solo non ha compiuto un tale passo nefasto, ma ha RIGETTATO IL RICORSO PRESENTATO DAGLI ACCUSATORI, NON ACCOGLIENDO NESSUNA DELLE OBIEZIONI IVI PRESENTI!

Muro della menzogna II - Biblioteca del Covo

La nostra Difesa, curata dall’impareggiabile avvocato Monica Longo, nel corso di tutti e tre i processi, ha sagacemente individuato fin dal principio come elemento centrale della materia del dibattimento dovesse essere non solo il dato meramente politico ma anche e soprattutto quello POLITOLOGICO E CULTURALE, proprio sulla scorta del curriculum del dottor Piraino e dell’attività di approfondimento storico-ideologico da egli compiuta con la nostra associazione, a mezzo delle sue pubblicazioni riconosciute in ambito accademico internazionale! Indubitabilmente grazie a questa esperienza ed alla tenacia dell’Avvocato Difensore, che ne ha riconosciuto il valore dei presupposti filosofico-culturali universali e li ha rimarcati proprio in relazione al vero obiettivo posto in essere dall’accusa che ha dato vita a tale incresciosa vicenda giudiziaria, si è potuti arrivare, PER LA PRIMA VOLTA IN 80 ANNI, ALLO SDOGANAMENTO CULTURALE UFFICIALE DELLA DOTTRINA DEL FASCISMO COME ELEMENTO POLITOLOGICO DOTATO DI UNA SUA DIGNITA’ FILOSOFICA, MA ANCHE E SOPRATTUTTO DELLA LICEITA’ DELLA SUA DISCUSSIONE IN PUBBLICO DA PARTE DI COLORO CHE SE NE DICHIARANO ESTIMATORI IN QUALITA’ DI FASCISTI. Ovviamente ci riserviamo di analizzare in dettaglio, quando verranno rese note, le motivazioni che hanno portato i giudici a pronunciarsi in tal senso.

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Dante e Virgilio assistono alla punizione di Bruto, uccisore di Cesare.

Ma è indubbio come quello che si è configurato da subito quale processo alle idee, che nelle intenzioni delle forze politiche che hanno aizzato tale persecuzione immotivata (forti del loro ruolo istituzionale!), doveva rappresentare il definitivo requiem tanto per le idee del Fascismo mussoliniano quanto per coloro che ne volevano diffondere, difendere e dibattere i principi filosofico-politici, invece si è miracolosamente trasformato in concreto nel clamoroso sdoganamento ideologico del pensiero fascista. Un successo ascrivibile di fatto e di diritto alla condotta di una “piccola” ma caparbia e motivata Associazione: ilCovo, Studio del Fascismo Mussoliniano, Scuola di Mistica Fascista “Niccolò Giani”! Le sofferenze da noi patite nel corso di questi anni, le dedichiamo con tutto il cuore ai banditori ed ai martiri di tale luminosa Dottrina fondata da Benito Mussolini: a Niccolò Giani ed ai mistici fascisti in primis, poi a Carlo Alberto Biggini, Armando Carlini, Giovanni Gentile, Alfredo Rocco, Gastone Silvano Spinetti, Carlo Costamagna, Bruno Biagi, Emilio Bodrero ed a tutti, davvero tutti gli italiani che, con animo grande e generoso, hanno sacrificato ogni cosa, finanche la propria vita, per diffondere tale filosofia politica. Una dottrina che, sebbene misconosciuta e bistrattata indistintamente da tutti i gruppi politici contigui al sistema di potere vigente (a cominciare dai pupazzi cosiddetti neofascisti!), DA OGGI, FINALMENTE, NON PUO’ PIU’ ESSERE ASSOCIATA ARBITRARIAMENTE IN MODO LEGALE AD ALCUN “MALE ASSOLUTO” E COME TALE UTILIZZATA COME PRETESTO POLITICO PER INTIMIDIRE, TACITARE E PERSEGUITARE I SUOI RICERCATORI, EPIGONI O SEMPLICI ESTIMATORI CHE VOGLIONO QUALIFICARSI ED ESSERE RICONOSCIUTI PUBBLICAMENTE COME FASCISTI!

Ringraziamo il nostro legale, tutti coloro che ci hanno sostenuto nel corso degli anni e soprattutto ringraziamo l’Altissimo IDDIO, la Santissima Trinità e la Regina di tutte le Vittorie, che ci hanno procurato questa soffertissima eppure splendida e luminosa VITTORIA!

IlCovo

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GLI IMMORTALI PRINCIPI DELL’89 E LO STATO FASCISTA… SECONDO BENITO MUSSOLINI!

Il Duce d'Italia - Biblioteca del Covo

Come scriveva il direttore della Scuola di Mistica Fascista, Niccolò Giani, la fonte ideale della Dottrina fascista risiede primariamente nel pensiero e nei discorsi del Duce, soltanto da essi allora è possibile trarre, per chi lo desidera, l’interpretazione sicura e verace in chiave autenticamente fascista, rispetto a tutti quei temi che di volta in volta interessano la vita politica in senso stretto e lato. Al riguardo, in certi casi commentare le parole di Mussolini può risultare cosa superflua quanto il rallentarne la scorrevole lettura con postille intercalate nel testo o con note pretenziose, tanto esse sono chiare nella lettera e nello spirito, correndo dirittamente al cuore ed incidendosi immediatamente nell’animo del lettore come vive verità umane. Un linguaggio attualissimo, tanto rispetto alla forma quanto riguardo ai contenuti. Quindi si è soltanto cercato di collegare le frasi mussoliniane — relativamente agli argomenti trattati, pure estratte da discorsi pronunziati anche a distanza di lustri — con un filo logico tematico che non disperdesse la caratteristica dello stile… buona lettura!

IlCovo

… “Andiamo energicamente contro corrente. Noi rappresentiamo un principio nuovo nel mondo, noi rappresentiamo l’antitesi netta, categorica, definitiva di tutto il mondo della democrazia, della plutocrazia, della massoneria, di tutto il mondo, per dire, in una parola, degli immortali principii dell’89. 
Siamo i primi ad avere affermato, di fronte all’individualismo demo-liberale, che l’individuo non esiste, se non in quanto è nello Stato e subordinato alle necessità dello Stato, e che, man mano che la civiltà assume forme sempre più complesse, la libertà dell’individuo sempre più si restringe. 
Qui è la stoltezza dello stato liberale; che dà la libertà a tutti, anche a coloro che se ne servono per abbatterlo. Noi non daremo questa libertà. Nemmeno se la richiesta di questa libertà fosse avvolta nella vecchia carta stinta degli immortali principii. Immortali principii, i quali consistono nel ritenere che ci sia un solo Governo buono in questo mondo, che esso sia applicabile a tutti i popoli, in tutti tempi, in tutte le parti del mondo. Ora il liberalismo sta per chiudere le porte dei suoi templi deserti, perché i popoli sentono, che il suo agnosticismo nell’economia, il suo indifferentismo nella politica e nella morale, condurrebbe, come ha condotto, a sicura rovina gli Stati. Si spiega con ciò che tutte le esperienze politiche del mondo contemporaneo sono anti-liberali. Il Fascismo si pone fieramente contro quel complesso di dottrine che l’esperienza più recente della storia ha irreparabilmente condannato. Il Fascismo rappresenta la negazione completa di tutta l’ideologia societaria, democratica, socialistoide. Se mi fosse concesso di chiudere in sintesi, quello che sembra il dato fondamentale di questi ultimi tempi, io direi che essi segnano il declino fatale ed inevitabile di tutte le dottrine e di tutte le esperienze socialistiche. Nel 1919, finita la guerra, il socialismo era già morto come dottrina: esisteva solo come rancore, aveva ancora una sola possibilità, specialmente in Italia, la rappresaglia contro coloro che avevano voluto la guerra e che dovevano « espiarla ». Non si può fare a meno di essere intransigenti contro tutti i residui del vecchio regime, perché soprattutto, non si può fare a meno di essere intransigenti contro le forze democratiche, massoniche, demagogiche, plutocratiche, che tentano di accerchiare il partito. La lotta contro le dottrine liberali, democratiche, socialistiche, massoniche, popolaresche fu condotta contemporaneamente alle « spedizioni punitive ». L’antitesi sistematica, sulla quale hanno giocato tutte le teorie socialistiche, non è un dato della realtà.
 Ne abbiamo abbastanza del socialismo di Stato! La generazione degli irriducibili, di quelli che non hanno capito la guerra e non hanno capito il Fascismo, ad un certo momento, si eliminerà per legge naturale. Ci troviamo di fronte a idee che hanno esaurito la loro forza di propulsione; di fronte, dico meglio, a delle degenerazioni di queste idee, che il Fascismo rinnega superandole. Siamo i primi ad aver detronizzato la politica pura, cioè, la politica dei partiti, la quale è dovunque in decadenza e non interessa più le masse, come forti studiosi di sociologia hanno constatato. Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l’illusione di essere sovrano, mentre la vera effettiva sovranità sta in altre forze, talora irresponsabili e segrete. La democrazia è un regime senza re, ma con moltissimi re, talora più esclusivi, tirannici e rovinosi che un solo re che sia tiranno. Non ho nessuno scrupolo a dichiarare che il suffragio universale è una pura finzione convenzionale. Non dice nulla e non significa nulla. Di fronte alle dottrine liberali, il Fascismo è in atteggiamento di assoluta opposizione, e nel campo della politica e in quello dell’economia. Il Fascismo ha impegnato, secondo la buona strategia, le sue battaglie a scaglioni. Prima ha demolito il bolscevismo, poi ha affrontato la massoneria, finalmente il regime demo-liberale. Dopo il socialismo, il Fascismo batte in breccia tutto il complesso delle ideologie democratiche e le respinge, sia nelle loro premesse teoriche, sia nelle loro applicazioni o strumentazioni pratiche. Se per democrazia s’intende facilonismo, irresponsabilità, tendenza al compromesso e alla transazione, noi siamo recisamente antidemocratici. La democrazia ha tolto lo « stile » alla vita del popolo; cioè, una linea di condotta, cioè il colore, la forza, il pittoresco, l’inaspettato, il mistico; insomma, tutto quello che conta nell’animo delle moltitudini.
 Le negazioni fasciste del socialismo, della democrazia, del liberalismo, non devono tuttavia far credere che il fascismo voglia respingere il mondo a quello che esso era prima di quel 1789, che viene indicato come l’anno di apertura del secolo demo-liberale. Non si torna indietro. Noi lottiamo contro un mondo in declino, ma ancora potente, perché rappresenta una enorme cristallizzazione d’interessi. I fascisti se ne rendano conto. L’antifascismo non è morto, l’opposizione esiste ancora. Soltanto il terreno della lotta si è dilatato: ieri era l’Italia, oggi è il mondo, poiché dovunque si battaglia pro e contro il Fascismo. E’ perfettamente logico che il mondo internazionale della democrazia, del liberalismo, della massoneria, della plutocrazia, dei senza Patria, è perfettamente logico che tutte queste forze siano contro di noi. Si è osato perfino parlare di una guerra di dottrine, che doveva essere mossa dalla democrazia dagli immortali principii, contro questa irriducibile Italia fascista, antidemocratica, anti-liberale, antisocialista ed anti-massonica. Abbiamo frantumato tutti gli ostacoli all’interno, affronteremo, con la disciplina tenace dei forti, quelli che ci venissero dall’estero. Mondo antifascista, che sembra quasi offeso di dover constatare che, ancora una volta, è l’Italia che dà una parola d’ordine nuova nel campo politico e sociale. Oltre le frontiere, ci sono dei farneticanti, i quali non perdonano all’Italia Fascista di essere in piedi. Per questi residui, o residuati, di tutte le logge, è veramente uno scandalo inaudito che ci sia l’Italia fascista, perché essa rappresenta una irrisione documentata ai loro principii, che il tempo ha superato. Essi hanno inventato il popolo, non già per andargli incontro alla nostra franca maniera, ma lo hanno inventato, per mistificarlo, per dargli dei bisogni immaginari e dei diritti illusori. Costoro non sarebbero alieni dal considerare quella che si potrebbe chiamare una guerra di dottrina tra principii opposti, poiché nessuno è nemico peggiore della pace, di colui che fa di professione il panciafichista o il pacifondaio. Ebbene, se questa ipotesi dovesse verificarsi, la partita è decisa sin dall’inizio, poiché, tra i principii che sorgono e si affermano e i principii che declinano, la vittoria è per i primi, è per noi!

Ma senza lo Stato, non c’è Nazione. Ci sono soltanto degli aggregati umani, suscettibili di tutte le disintegrazioni che la storia può infliggere loro. Non so nemmeno pensare nel secolo XX uno che possa vivere fuori dello Stato, se non allo stato di barbarie, allo stato selvaggio. E’ solo lo Stato che dà l’ossatura ai popoli. Se il popolo è organizzato, il popolo è uno Stato, altrimenti è una popolazione che sarà alla mercé del primo gruppo di avventurieri interni o di qualsiasi orda di invasori che venga dall’estero. Incontestabile merito del Fascismo è di aver dato agli italiani il senso dello Stato. Lo Stato Fascista, sintesi suprema ed equilibratrice di tutte le forze e di tutti gli interessi, è la creazione originale della rivoluzione fascista. L’idea centrale del nostro movimento è lo Stato: lo Stato è l’organizzazione politica e giuridica delle società nazionali e si intrinseca in una serie di istituzioni di vario ordine. Lo Stato non rappresenta un partito, lo Stato rappresenta la collettività nazionale, comprende tutti, supera tutti, protegge tutti, e si mette contro chiunque attenti alla sua imprescrittibile sovranità. Lo Stato non è soltanto presente, ma è anche passato, e soprattutto futuro. Lo Stato, autorità suprema in cui tutto si accentra e si armonizza: individui e gruppi, passato e futuro, spirito e materia. La nostra formula è questa: tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato. Stato uno e intangibile, come dev’essere lo Stato Fascista. Lo Stato non intende abdicare davanti a chicchessia. Lo Stato non è soltanto presente, ma è anche passato, e soprattutto futuro. Lo Stato, autorità suprema in cui tutto si accentra e si armonizza: individui e gruppi, passato e futuro, spirito e materia. Lo Stato corporativo fascista non vuole essere il semplice guardiano notturno nella politica, non vuole nemmeno essere soltanto una specie di congregazione di carità, dal punto di vista sociale. Lo Stato fascista è quello che più direttamente è entrato nella sfera dell’« economico » creando una disciplina nei conflitti degli interessi collettivi, riconoscendo giuridicamente i gruppi professionali, conferendo ad essi la rappresentanza di tutte le categorie. E’ lo Stato italiano, fascista e corporativo, anzi fascista perchè corporativo e viceversa, poiché, senza la costituzione corporativa, elaborata nelle memorabili e ardenti ed entusiastiche sedute del Gran Consiglio degli anni 1925-26, fissata nella legge del 3 aprile e coronata con la Carta del Lavoro, non è rivoluzione fascista; poiché una rivoluzione è molto di più della semplice costituzione di un governo forte, che può garantire in ogni evenienza l’ordine pubblico. Questa concezione filistea, piccolo-borghese, della Rivoluzione fascista è da respingere come una parodia e un insulto.
Noi fascisti, che governiamo da fascisti, non possiamo assolutamente tollerare che ci siano di coloro, che sono nello Stato, prendono il denaro dello Stato e tradiscono o sabotano lo Stato. L’epoca delle agitazioni, degli agitati, degli agitatori a rotazione permanente è finita. Chiunque si erga contro lo Stato, sarà punito.
Il Governo è duro, perché considera che nello Stato non abbiano diritto di cittadinanza i nemici dello Stato. Il Governo, voi lo vedete, governa, governa per tutti, al disopra di tutti e, se è necessario, contro tutti, perché si tiene conto degli interessi generali, governa contro tutti, quando categorie, siano borghesi, siano di proletari, vogliono anteporre i loro interessi a quelli che sono gli interessi generali della Nazione. La gente del lavoro fu sino a ieri misconosciuta o negletta dallo Stato, vecchio regime. La gente del lavoro si accampò fuori dello Stato e contro lo Stato. Oggi tutti gli elementi della produzione — il capitale, la tecnica, il lavoro — entrano nello Stato. Nel regime fascista, l’unità di tutte le classi, unità politica, sociale e morale del popolo italiano, si realizza nello Stato e soltanto nello Stato Fascista. Non si crei il dissidio anacronistico, grottesco ed assurdo, di credere che l’autorità dello Stato fascista sia autorità dalla quale si può prescindere, cadendo, cioè, in quella mentalità demagogica, stolta ed anarcoide, che noi abbiamo cauterizzata col ferro e col fuoco. Abbiamo creato lo Stato unitario italiano. Pensate che dall’Impero romano in poi, l’Italia non fu più uno Stato unitario. L’unità italiana è stato sforzo di popolo. Accanto a questa unità politica e geografica mancava l’unità morale: la coscienza di sè stessi e dei propri destini. Ora questa unità della Patria è intangibile. Noi la difenderemo a qualunque costo, anche a prezzo di lacrime e di sangue, contro i tiranni di fuori e contro i vigliacchi di dentro. Non si parli, dunque, di federalismo e di autonomismo, perché dal federalismo provinciale e così via di seguito, per una catena infinita, l’Italia ritornerebbe a quella che era un secolo fa. Uno dei grandi meriti del fascismo è di avere abolito le distanze tra regione e regione. Il disagio morale di un tempo è finito. Per il Regime, nord e sud non esistono; esiste l’Italia ed il popolo italiano. L’Italia è, oggi, un grande Stato politicamente unitario, unicamente omogeneo, moralmente compatto, splendidamente ordinato, come nessun altro in Europa. Siamo cioè in uno Stato che controlla tutte le forze che agiscono in seno alla Nazione. L’autorità è una e autoritaria. Siamo i primi ad aver rialzato l’idea dello Stato. Il Fascismo ha restituito alla Stato la sua attività sovrana, rivendicandone contro tutti i particolarismi di classe e di categoria l’assoluto valore etico; ha restituito al Governo dello Stato, ridotto a strumento esecutivo dell’assemblea elettiva, la sua dignità di rappresentante della personalità dello Stato e la pienezza della sua potestà di imperio; ha sottratto l’amministrazione alle pressioni di tutte le faziosità e di tutti gli interessi. L’eliminazione della setta massonica dalla vita italiana si riconnette intimamente a questa funzione epuratrice del Regime nel campo dell’organizzazione amministrativa. Per il Governo fascista la giustizia dell’amministrazione non è una vana formula abbandonata alle disquisizioni teoriche dei giuristi solitari, ma un programma politico concreto. L’amministrazione fascista, non legata a nessun compromesso di parte ed a nessun interesse di categoria, non può essere che un’amministrazione giusta. Un regime totalitario, come quello fascista, deve porre la massima diligenza e lo scrupolo sino all’estremo per quanto concerne l’amministrazione del pubblico denaro. Tutti coloro che amministrano pubblico denaro devono essere di specchiatissima probità. Ci vantiamo di essere un regime autoritario e non si deve nemmeno pensare, nemmeno dubitare, che abbiamo adottato questa severa disciplina, semplicemente per nascondere qualche cosa che non sia purissima e cristallina. Abbiamo portato al primo piano il potere esecutivo, intenzionalmente, perché il portare al primo piano il potere esecutivo è veramente nelle linee maestre della nostra dottrina. Il potere esecutivo è il potere onnipresente ed operante nella vita della nazione, è il potere che esercita il potere ad ogni minuto, è il potere che in ogni momento si trova di fronte a problemi che deve risolvere. Naturalmente, da questa preminenza del potere esecutivo, discende, per ragione diretta, tutta la nostra legislazione. Il potere esecutivo è il potere sovrano della nazione. Le costituzioni non sono che degli organi strumentali, risultati di determinate circostanze storiche, delle quali seguono lo sviluppo, la nascita, il declino. Non possono essere un gancio, al quale si devono appiccare tutte le generazioni italiane. La Camera sarà l’organo attraverso il quale si attua la collaborazione sul terreno legislativo tra i rappresentanti della Nazione e il Governo. La Camera di domani potrà liberamente discutere l’opera del Governo; beninteso, non a scopo di rovesciamento, ma a scopo di critica e di collaborazione. Ma il Governo deve essere rimorchiato dal Parlamento? il Governo deve essere in balia del Parlamento? il Governo deve essere abulico ed acefalo dinanzi al Parlamento? No. Non posso accettare questa teoria dell’abulia e dell’acefalia del Governo dinanzi al Parlamento. Non il Governo abulico e amorfo, che si lascia insidiare e insultare in una specie di duello ridicolo, per cui l’opposizione sarebbe sacra e intangibile: avrebbe tutti i diritti, mentre il Governo avrebbe l’unico dovere di costituire un comodo e indulgente bersaglio. Un popolo non rispetta un Governo che si lascia vilipendere.
 Il popolo vuole rispecchiata la sua dignità, nella dignità del Governo. 
Non vi è autorità dello Stato, se l’ordine pubblico non è perfettamente normale. 
L’illegalismo, anche se fascista, non solo non è tollerato, ma severamente punito. La disciplina deve essere accettata. Quando non è accettata, deve essere imposta.
Il Governo fascista, quando impone delle leggi o attua delle riforme, obbedisce sempre a criteri di ordine generale e nazionale, non già ad interessi singoli o di categoria. Il senso dello Stato grandeggia nella coscienza degli italiani, i quali sentono che solo lo Stato è l’insostituibile garanzia della loro unità e della loro indipendenza: che solo lo Stato rappresenta la continuità nell’avvenire della loro stirpe e della loro storia! Questo stile di Governo, che è il mio stile e del quale rivendico orgogliosamente tutta la responsabilità, non impedisce di andare al popolo, di andare verso il popolo che lavora e che soffre, che non turba l’ordine pubblico, verso il popolo che è la base granitica sulla quale si costruisce la grandezza delle Nazioni, di andare verso questo popolo non vendendogli del fumo, ma dicendogli la verità aperta con cuore fraterno. Se mai vi fu nella storia un regime di democrazia, cioè, uno stato di popolo, è il nostro. Si lancia un trinomio che, in Regime Fascista non è una formula soltanto, ma una realtà: autorità, ordine e giustizia. Fuori di questi termini, ve lo dico con assoluta schiettezza, fuori di questi termini, non vi può essere che rovina e miseria. Reazionari noi? No: precursori, anticipatori, realizzatori di quelle nuove forme di vita politica e sociale. Quanto di giusto, di pratico, di effettuabile le vecchie dottrine contenevano è applicato coraggiosamente dal mio Governo. Oggi annunziamo al mondo la creazione del potente Stato unitario italiano, dall’Alpi alla Sicilia, e questo Stato si esprime in una democrazia accentrata, organizzata, unitaria, nella quale democrazia il popolo circola a suo agio, perchè, o voi immettete il popolo nella cittadella dello Stato, ed egli la difenderà, o sarà al di fuori ed egli l’assalterà. Se democrazia significa non respingere il popolo ai margini dello Stato, il Fascismo poté, da chi scrive, essere definito una «democrazia organizzata, centralizzata, autoritaria ». Ma la nostra non è una democrazia rinunciataria e vile e condiscendente agli istinti meno nobili delle masse, una democrazia che ha sempre paura e soprattutto, ha paura, quando ha avuto un pò di coraggio. Il Regime fascista è, in fatto di legislazione sociale, all’avanguardia di tutte le Nazioni, anche di quelle che battono bandiera sovietica o bandiera democratica. Tutta l’opera del Governo Fascista, anche quella minuta quotidiana, tutta la legislazione è stata diretta a un solo scopo: quello di migliorare materialmente e moralmente il popolo italiano. Ogni aiuto materiale occorre però che abbia un substrato educativo e morale: senza la luce dello spirito nessuna opera è feconda o duratura. Lo Stato, così come il Fascismo lo concepisce e lo attua, è un fatto spirituale e morale, poiché concreta l’organizzazione politica, giuridica, economica della Nazione; e tale organizzazione è, nel suo sorgere e nel suo sviluppo, una manifestazione dello spirito. Lo Stato è garante della sicurezza interna ed esterna; ma è anche il Custode ed il trasmettitore dello spirito del popolo, così come fu dai secoli elaborato nella lingua, nel costume, nella fede. Viviamo nello Stato fascista, abbiamo sepolto il vecchio Stato demo-liberale…”

(Estratto da “Fascismo e Popolo”, Roma, 1933, pp. 31 – 48 / 229 – 232)

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FARSA ATLANTICA INFINITA!

La farsa atlantica in Ucraina - Biblioteca del CovoE subito dopo che la crisi pseudo-pandemica – scatenata e gestita da massoni che dettano legge al Fondo Monetario Internazionale ed alla Banca di Londra – ha toccato il suo acme senza essersi conclusa, arriva puntuale l’ulteriore emergenza, sempre scatenata dal medesimo blocco plutocratico-massonico, frutto avvelenato della promessa fatta alla Russia post sovietica (che dal canto suo sbracciava!) ma disattesa da Washinghton stessa, di non allargare la N.A.T.O. ad est; a ricordare agli smemorati che non bisogna mai fidarsi di mentitori inveterati, a meno che non si cerchi la famosa quadratura del cerchio. Già, perché la guerra in Ucraina, è figlia di questa espansione politico-militare che dura da quando il governo golpista di Kiev installato dalla “C.I.A. sorosiana” nel 2014, ha deciso di scatenarsi sulla propria popolazione russofona al fine di arrivare ai ferri corti con Mosca, dove, nel frattempo, le “rivoluzioni colorate” pagate e foraggiate dai medesimi “filantropi” della plutocrazia atlantista, non sono riuscite nel loro intento di scalzare Putin ed installarsi al governo della Russia. Come è stato giustamente evidenziato da osservatori più smaliziati della realtà politica odierna, tra i sudditi italy-oti del Draghistan antifascista, anime belle che si limitano a leggere solo il “Corriere” dei sudditi e la “Repubblica” delle banane o magari soltanto a guardare i Tg diretti dai pennivendoli del regime bancario U.E.ista …nulla si sa del milione di dollari sganciato giornalmente dall’ambasciata USA agli euro-maidanisti e non considera invasione la presenza di funzionari, istruttori americani, truppe americane e alleate in Ucraina da anni; non si sa niente dei fatti di Odessa alla casa dei sindacati del 2 maggio, né si definisce il bombardamento da parte della capitale dei propri territori etnicamente e linguisticamente differenti una guerra civile e pulizia etnica (anche se a nessun suddito italy-ota verrebbe in mente di bombardare i germanofoni del Trentino Alto-Adige, dove piuttosto si è preferito concedere ad esso e ad altre 4 regioni uno statuto speciale, con libertà derivanti), si ignora il fatto che Kiev da anni non vuole dare seguito agli accordi di Minsk con la Russia, né si conosce la drammatica situazione degli abitanti del Donbass e ci si rifiuta di definirla pulizia etnica e genocidio, credendo che l’espansione della N.A.T.O. verso est sia un fatto di rilevanza minore rispetto alla necessità di concessione dei diritti alle minoranze sessualmente non tradizionali e nemmeno si ritiene che siano importanti le dichiarazioni ucraine riguardanti il nucleare, ignorando bellamente che i propri politici non hanno mai voluto trovare alcuna soluzione sulla sicurezza in Europa in modo da garantirla a tutte le parti. Costoro hanno solo il “coraggio” di attribuire alla Russia colpe che neanche ha… perché così ci dicono i media istituzionali ufficiali! (qui e qui)

Ma per tutto questo esiste una spiegazione lampante, e noi Fascisti del Covo l’abbiamo data in tempi assolutamente non sospetti, leggendo già la realtà di quei fatti, che costituivano i prodromi di tutto quanto è accaduto in seguito (qui). La volontà, da parte di TUTTI gli attori geopolitici odierni, compresa la Russia, è quella di mantenere ben saldo il dualismo della guerra fredda, sollecitato dalle guerre civili permanenti globali, usate come strumento di destabilizzazione 2.0., ma che si fonda sul vecchio predominio ideologico antifascista dei vincitori del 1945, dominato dalla plutocrazia massonica mondialista.

Ebbene,  Noi fascisti de “IlCovo” ribadiamo la verità in modo equilibrato, nonostante che proprio da parte russa si sia confermata, in un caso specifico che ci riguarda, la volontà di rimanere ben saldi nelle vecchie e putride logiche della guerra fredda, insultando di fatto le nostre persone e inserendoci dentro schemi che non ci appartengono e né mai ci sono appartenuti (qui). In proposito, ci sembra quanto mai opportuno, anche se può esser tacciato di ridondanza (ma decisamente azzeccata!), citare quanto scrivevamo in quel tempo, e che, purtroppo, trova ancora una perfetta, precisa, indiscutibile applicazione al momento presente:

“Noi fascisti abbiamo evidenziato che, sebbene  per certi versi , l’attuale stagione politica della Russia di Putin risulti positiva per il suo popolo, costituisce, però, di fatto, solamente un risposta transeunte, contingente, limitata ad una evidente aggressione esterna e ad un accerchiamento politico internazionale, che non prevede il benché minimo cambiamento reale nei sistemi e nei principi, ma semplicemente un contro-bilanciamento di forze, all’interno di una GARA per la supremazia tra potenze planetarie… L’obiettivo non ha nessun ampio raggio di azione e non guarda a nulla se non al MOMENTO POLITICO PRESENTE! Mira al contro-bilanciamento delle influenze e alla protezione immediata degli interessi geopolitici russi. Il che, lo ripetiamo, può certamente avere un senso, fermo restando che tutti gli attori dello “sceneggiato” si muovono all’interno di una cornice politica volutamente ambigua, lasciando intendere, nel caso russo, ai propri burattini esterni, pedine di un gioco sempre più grande di loro, agli uni, che la Russia ” prosegue in altre forme la grandezza dell’URSS”, agli altri che Santa Madre Russia ” è diversa politicamente e cerca un legame con la sua Civiltà Cristiano-Bizantina, dunque Romana” (e a noi sembra chiara questa seconda ipotesi, maggiormente evidenziata sempre per gli interessi geo-politici di cui sopra). Ma, tutto resta, ormai sempre più chiaramente, parte di una grande messinscena.”

Questo ricordiamo agli illusi che attendono in modo più o meno quieto “i salvatori della patria”, volendo comodamente restare ancorati alle logiche politiche imposte globalmente dai vincitori criminali del 1945 e che per questo, concretamente, dimostrano di non voler guardare oltre il proprio naso. L’Europa e il mondo potranno rinascere esclusivamente in un unico modo: tornando alla Civiltà Romano-Cristiana ed alla sua Statualità (qui), di cui la concezione dottrinale e mistica del Fascismo rappresenta l’apice politico (qui), vero faro di luce per tutti i popoli! Viceversa, il mondo rimarrà ancorato alla gara per la supremazia di pochi pescecani, che, scannandosi vicendevolmente per brama di potere, lasciano dietro sé cumuli di macerie e cadaveri, tra il giubilo dei burattinai pluto-massoni della finanza speculatrice che vedono gradualmente realizzarsi i loro piani sulla “quarta rivoluzione industriale”! Quanti altri drammi dovremo vedere e vivere prima che tutto ciò venga finalmente compreso?

IlCovo

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LA CIVETTA DI MINERVA BATTE LE ALI! …adesso “si scopre” che il problema d’indipendenza nazionale è Costituzionale!

Grande Inganno - Biblioteca del Covo

Cari lettori, amici e avversari, chi ci segue, conosce perfettamente la nostra linea di azione ideale, fondata sui nostri principii-guida (qui). La nostra Associazione, NON FA questioni di “programmi politici”; NON FA questioni di SOGGETTI politici che dovrebbero eventualmente formarsi in base ai suddetti “programmi”; NON FA questioni di prassi politica e NON FA questioni, soprattutto, di “partito”. FA SOLTANTO QUESTIONI D’IDEALE, relative ad una chiara Dottrina politica, ossia quella del Fascismo! (leggere qui) In base ad esso, espone la propria critica filosofica RADICALE, TOTALE ED INTRANSIGENTE al SISTEMA POLITICO GLOBALE VIGENTE. La nostra Associazione, che per questo ESSENZIALE motivo è EMINENTEMENTE “Politica”, pur essendo costituzionalmente Culturale, nel senso più alto del termine (qui), ha posto, pone e porrà all’attenzione dei cittadini finché avremo respiro, un problema generale essenziale, che è quello identificato dal titolo del presente articolo: il problema dell’indipendenza della Nostra Nazione e il problema COSTITUZIONALE strettamente correlato ad essa, che sta a monte della questione  (qui). 

La volontà reiterata di rimarcare ancora una volta tale questione, di già da noi affrontata a più riprese nel corso degli anni, è frutto del fatto che sembra stia circolando, presso alcune associazioni di giuristi e costituzionalisti italiani, impegnate nella denuncia a livello internazionale dei crimini istituzionali commessi in virtù del pretesto emergenziale pandemico, un dubbio “tremendo” (per loro, ovviamente!), ovverosia: sono forse tali abominii frutto di violazioni specifiche ma estemporanee del nostro Diritto Costituzionale, OPPURE ATTENGONO PROPRIO ALLA FORMA ED ALLA NATURA INTRINSECA DELLA COSTITUZIONE “più bella del mondo”?

Noi la risposta a tali “dubbi amletici” l’abbiamo fornita almeno dal 2006! Sulla base di quanto scriviamo da anni (qui) risulta EVIDENTE, infatti, che la “più bella del mondo” sia stata emanata praticamente sotto “dettatura” degli occupanti Alleati, risultando fin dal principio un ibrido giuridico che necessariamente esprimesse le posizioni politiche interne al fu cosiddetto C.L.N. alias “Comitato di liberazione nazionale”, e che, per questo, potesse essere facilmente manipolata; primariamente in ragione degli interessi dei “liberatori atlantici” e secondariamente dei vassalli politici a loro sottoposti. Un C.L.N. che, lo ricordiamo per inciso, era stato armato, finanziato e gestito direttamente proprio dagli invasori anglo-americani, i veri vincitori dal punto di vista bellico della guerra mondiale (es. qui). In tale cornice politica va inquadrato l’espediente redatto dai “padri costituenti” e attinente il concetto di “pericolo” e di “emergenza” straordinaria che vennero introdotti immediatamente, dalla famosa e tristissima XII norma (non) transitoria e finale, aggiunta in ossequio agli ordini del Comando militare Alleato che, fin dalla firma del cosiddetto “Armistizio di Cassibile” del settembre 1943, imponeva lo scioglimento delle organizzazioni fasciste. Si è voluto inventare con ciò l’assurdo di un reato giuridico “a priori”, ipotizzandone il dolo come concreto, persino prima che esso possa essere oggettivamente provato, relativamente alla sola associazione di soggetti che si danno un simbolo politico e un programma che attiene a quel simbolo definito con un nome specifico. Prima, cioè, della constatazione di un qualsiasi reato contro la collettività, di presunta associazione per delinquere, di progettazione sovversiva ai danni dell’ordine costituito – NON già in base al volere del popolo italiano, bensì esclusivamente in base a specifiche esigenze espresse da parte dei vincitori stranieri del conflitto e occupanti il territorio nazionale – venne prevista ed imposta alla cittadinanza una eccezione vera e propria di uno “stato di emergenza permanente”, tale che potesse abolire i diritti elementari di tutti i cittadini, se e quando “categorizzati” di generazione in generazione in base a quella norma del dettato “costituzionale”, come abbiamo abbondantemente argomentato (qui). MA NULLA OSTAVA dall’utilizzare ed estendere da parte delle istituzioni ufficiali LO STESSO principio alla vita quotidiana ed a tutta la cittadinanza (cosa che sta avvenendo di fatto oggigiorno in questo tempo tristissimo), per indicare da parte delle istituzioni governative una qualsiasi “emergenza” da “affrontare risolutamente”, che prevedesse l’abolizione dei diritti fondamentali di una o più categorie politiche o sociali e quant’altro, ovviamente sempre in nome di un presunto pericolo incombente da scongiurare!

La cosiddetta “costituzione democratica”, inoltre, nel sancire mendacemente che la “sovranità” apparterrebbe “al popolo”, specifica poi DIRETTAMENTE che l’ESERCIZIO di codesta sovranità tanto declamata (ciò che rappresenta il fatto dirimente e che stabilisce se essa esista o meno!) è DEMANDATA, con delega IN BIANCO, al cosiddetto “Parlamento”, in modo che la presunta Repubblica NON E’ AFFATTO una Repubblica Popolare, bensì una “Partitocrazia Liberal-Parlamentare”! L’esercizio del potere in un tale tipo di pseudo “democrazia”, viene attuato così dai PARLAMENTARI che, senza nessun vincolo di mandato e senza nessuna necessità di rappresentanza reale degli interessi materiali e morali della popolazione, esercitano di fatto e di diritto il governo, a maggioranza, su tutta la popolazione… in favore dei padroni esteri occupanti, veri e soli titolari della sovranità italiana!

Così, al fine di garantire lo status perpetuo di colonia angloamericana del fu “Bel Paese” – dopo aver instaurato concretamente uno Stato di Polizia, gestito da una amministrazione militare ausiliaria locale, rappresentata pubblicamente da una cricca di gruppi di interesse (alias partiti!) nominatisi “rappresentanti del popolo”, che ne dirige le sorti su mandato dell’occupante straniero – si è proceduto nei decenni alla pubblica istituzionalizzazione formale della fandonia in merito alla “sovranità popolare” costituzionalmente garantita, proprio quella cui si appellano i finti contestatori dello status quo attuale, alias “sovranisti” (qui e qui), presumibilmente per uscire dal cono d’ombra presente, paradossalmente facendo appello ad un principio anti-sovrano… per recuperare la chimerica sovranità!

Persino la medesima contraddittoria definizione costituzionale di “Libertà di associazione”, di già negata dal dettato della norma XII citata, è ulteriormente resa nulla dal fatto che risulta essere SEMPRE la prefettura (un organo di nomina politica!) che DEVE autorizzare le riunioni, che sono formalmente “libere” solo se fatte, ad esempio, in “luogo aperto al pubblico” ( dove la definizione giuridica di “luogo aperto al pubblico” è la seguente: “È un luogo privato, al quale però è possibile accedere a determinate condizioni o in determinati momenti. “). Come abbiamo fatto notare, l’uso del termine “luogo aperto al pubblico”, per definire invece, esattamente al contrario, un luogo PRIVATO, quale può essere una abitazione o una sede di qualsiasi altra natura, ma sempre privata, rappresenta un ulteriore ossimoro elaborato in ambito istituzionale per confondere i cittadini sprovveduti. Concretamente, le riunioni pubbliche sono SEMPRE soggette ad autorizzazione, indipendentemente dal motivo e dal contesto, e solo quelle private sono formalmente “libere”, fermo restando che comunque e SEMPRE possono essere sgomberate per “motivi di sicurezza”. Dunque, a mo di esempio, la riunione di un soggetto politico che si volesse definire fascista, secondo voi sarebbe “libera”? E quella di un qualsiasi soggetto che, per “estensione”, dovesse essere definito arbitrariamente tale dal potere giudiziario – legato a doppia mandata a quello politico (qui) – sarebbe libera? In questo modo risulta oggettivamente “libero” SOLTANTO CHI, PREVENTIVAMENTE, VIENE DECISO LO SIA, da parte dei “Maggiordomi dell’occupante” in ragione del proprio tornaconto!

Così, lo “stupore” costernato delle “anime belle” sovraniste in merito agli “sgomberi” delle piazze a suon di manganellate e idranti, attuati dal governo a mezzo delle forze di polizia a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi in tante parti d’Italia e che corrispondono ad un chiaro progetto politico imposto a livello istituzionale (qui) – con relativa violenza esercitata a danno di cittadini inermi, convenuti nelle piazze semplicemente per manifestare il loro dissenso, e, per questo, pesantemente infiltrati dalle stesse forze di polizia del governo militare di occupazione (che esiste come tale dal 1945!) in questo disgraziato paese – a cosa mai sarebbe dovuto da parte degli estimatori della Costituzione? Perché mai oggettivamente tutto ciò risulta “legalmente” attuabile? Per il semplice fatto che è perfettamente inserito nel dettato costituzionale! Gli articoli della “più bella del mondo” sono leggibili in modo doppio, ab origine! In più, vi sono esplicitamente previsti elementi che rendono possibile un controllo “dall’alto”, esercitabile su tutta la cittadinanza con le “giustificazioni” succitate, in quanto ciò viene ascritto all’elemento emergenziale inserito nella carta in tutti gli ambiti: politici, sociali e anche sanitari!

La stessa “sovranità popolare” che viene teoricamente rivendicata come “fondamento” della cosiddetta costituzione, in realtà, come abbiamo visto, rappresenta uno specchietto per le allodole, dove, in uno specifico articolo, viene relativizzata, prevedendone cessioni condizionate. Al riguardo, chi tra i cosiddetti sovranisti, per contestare la cessione in quanto tale ed ormai portata alle sue conseguenze ultime dalle istituzioni cosiddette democratiche, si è tenacemente aggrappato formalmente a codeste “condizioni” di cessione costituzionalmente previste e che non sarebbero state puntigliosamente rispettate, dimostra nella più benevola delle ipotesi di essere prigioniero del mondo dei sogni, poiché tale è l’appiglio “giuridico” (ovvero etereo!) a cui tenta di appigliarsi (qui)! Infatti, è stabilito costituzionalmente che la presunta “Sovranità” (di già abolita con il trattato di Parigi del 1947, dove si specificano gli obblighi di vera sottomissione dalla “fu Italia” nei confronti dei vincitori angloamericani dell’ultima Guerra mondiale), può essere “limitata” in modo condizionato, senza specificare QUALI siano le condizioni e QUANTA la limitazione possibile. Si proclama soltanto che ciò è fattibile in nome di una generica garanzia di “pace e sicurezza”, sull’altare della quale vengono ufficialmente sacrificate le presunte “prerogative sovrane” del cosiddetto “popolo sovrano”! Il che significa che proprio in nome della “pace e della sicurezza”, si può estendere A TOTALE PIACIMENTO della summenzionata “cricca di gruppi d’interesse” tale grado di limitazione! Ed infatti, è ciò che è accaduto puntualmente!

Dunque la “forza” politico-propagandistica della “costituzione antifascista” sta fondamentalmente nella sua intrinseca doppiezza, una ambiguità di fondo che la propaganda istituzionale non rende mai pubblicamente manifesta alla cittadinanza; nella genericità di taluni articoli fondamentali e nell’inserimento ab origine del concetto di “pericolo” ed “emergenza”, senza, ovviamente, che esso venga ulteriormente specificato. Tale struttura portante appositamente realizzata in ossequio alla volontà degli occupanti stranieri, è determinante per mantenere il controllo MILITARE sui cittadini, di fatto degradati a sudditi inermi, al fine di proseguire lo status “coloniale” della “fu Italia”.

Ma come abbiamo più volte sottolineato, tale assetto costituzionale fondato sul “pericolo” e l’emergenza, viene ugualmente garantito dall’apporto irrinunciabile dei cosiddetti “neo-fascisti” alias “radicalisti di destra”, i quali, in TUTTE le vicende di “crisi” (artefatta!), si attivano o vengono attivati dalle istituzioni della repubblica antifascista (es: qui e qui), per corroborare la lettura falsa e fuorviante del “fascismo male assoluto” da cui la cittadinanza dovrebbe essere assolutamente “protetta” (dove anche nelle cosiddette “manifestazioni di dissenso” recenti, come in tutte quelle passate, l’infiltrazione e l’etero-direzione istituzionale di codesti soggetti, è risultata lampante! E altrettanto chiaro è appare il perché: far scivolare il disastro politico-sociale, e con esso i suoi reali responsabili, verso lo scontro fascismo-antifascismo, sempre utile per manipolare e opprimere la cittadinanza, rinnovando quella logica della “guerra civile” sulla quale è nata e si regge perennemente la “repubblica antifascista” creata dagli occupanti angloamericani ( quiqui), FACENDO CREDERE CHE, SU TUTTI, IL VERO PROBLEMA SAREBBE COSTITUITO  DAL “PERICOLO FASCISTA”. Es: qui).

A corroborare, per l’ennesima volta, la nostra tesi in merito all’oligarchia partitocratico-parlamentare il cui potere si fonda sulla “carta più bella del mondo”, la quale del cosiddetto “popolo sovrano” si fa beffe di continuo, dopo l’inserimento del “pareggio di bilancio” nella “costituzione” – senza ovviamente coinvolgere la cittadinanza (qui) – di recente è stato stabilito venga inserita anche la cosiddetta “tutela ambientale” (qui). Questa ennesima trovata rappresenta l’ulteriore riconferma che tale “carta”, progettata ed estesa da occupanti militari per il tramite di maggiordomi politici interni nel ruolo di facenti-funzione, ha come unico scopo generale quello di tenere ai margini i cittadini italiani, senza consentire loro alcun concreto margine politico che non sia precedentemente stabilito dall’alto, e così controllarli in modo poliziesco, alla faccia della “Libertà e uguaglianza inalienabile” e delle ciarle sulla “tolleranza ed  il rispetto”!

RSI

Dunque, la parola d’ordine impegnativa per tutti i cittadini la cui coscienza è ben desta, deve essere CONSAPEVOLEZZA! Così, la questione da risolvere a monte, per come ricordato dal titolo dell’articolo, risulta categoricamente vincolata a constatare in modo inoppugnabile che il problema dell’Indipendenza nazionale italiana è legato al contenuto dell’attuale Costituzione! A convenire che NESSUN MOVIMENTO politico che sia autenticamente onesto e sinceramente animato dal desiderio di fare il bene dell’Italia, per quanto ben intenzionato e dedito ad arginare presunti “mali politici e sociali maggiori”, potrà mai e poi mai arrivare in tal senso ad un risultato concreto seppur minimo, se prima non si risolverà il problema summenzionato! A prendere atto unanimemente che per risolverlo, sarà necessario convocare l’Assemblea Costituente di TUTTO il popolo italiano, senza escludere nessuna componente politico-sociale e varare così una nuova Costituzione, capace di sviluppare l’eredità dell’ultimo vero Stato legittimo presente sul territorio Nazionale (qui). Ma per farlo, occorrerà necessariamente conoscerne l’Identità ideale del Sistema Politico fondante, il vero fattore dirimente che può risolvere il problema della Giustizia fra i popoli: il Sistema Fascista (quiqui); facendo piazza pulita definitivamente del clima da guerra civile alimentato in modo perenne ed artificioso dai veri e soli mestatori di odio al soldo dei nemici dell’Italia… HOC DEUS VULT!

IlCovo

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