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LA COSTITUZIONE ANTIFASCISTA: BASE DELLA DISTRUZIONE!

lavoratore-fascistaSiccome noi fascisti de “IlCovo” non siamo mai stati “generici” nella nostra denuncia contro il sistema partitocratico antifascista, tentiamo brevemente un’analisi più dettagliata della “Costituzione Italiana”, evidenziandone le palesi contraddizioni prendendo spunto dagli articoli più rappresentativi. Quella che il buffone Benigni (strapagato milioni di euro dal sistema dei partiti coi denari del pubblico erario!) ha definito in uno spettacolo “ad hoc” “la più bella del mondo”, verrà mostrata per quello che è: una tragica farsa, imbastita per accontentare più partiti diversi nella spartizione di potere e prebende. Essa nasce quale frutto di un compromesso storico per cercare di “normalizzare” il quadro politico postbellico, comprendendovi tutti i partiti “resistenziali”, offrendo loro “qualcosa” che potesse permettergli di radicarsi stabilmente nella società, ciascuno col proprio orticello di voti e clienti da coltivare, nell’erigendo “stato democratico” post ed anti fascista … liberamente imposto dagli anglo-americani dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.  Ed infatti, a parte le ciarle pompose degli articoli che vanno millantando di sovranità popolare e di repubblica fondata sul lavoro (SIC!), evidenziando solo la fantasia e la malafede di questi dettati mai messi in pratica, essa è e rimane una carta che instaura di fatto non già una “Democrazia popolare”, bensì una “Parlamentocrazia” o “Partitocrazia”. Il Popolo vi è identificato genericamente solo come UN NUMERO indefinito, e la sua cosiddetta “volontà sovrana” si limita ad ogni scadenza elettorale nel poter “apporre” una ICS su una scheda. Questo è tutto! A tale “altissimo compito” viene chiamato, quale DOVERE “civile”, per dare FORMALMENTE un aspetto “consensuale” al PARLAMENTO, che ufficialmente da quel momento è libero di fare TUTTO SENZA DOVER RISPONDERE AL POPOLO DI NULLA!  La realtà, dunque, è che la stessa ambiguità della Costituzione concretizza, una situazione ben diversa dalle chiacchiere millantate sul “potere del popolo”. Il Parlamento HA IL POTERE ASSOLUTO. Il Parlamento (ovvero i partiti e cioè i gruppi di potere economico di cui essi sono emanazione!) ha la prima e l’ultima parola! IL PARLAMENTO può IGNORARE ( di fatto lo fa continuamente) la volontà e le necessità reali del cosiddetto “popolo sovrano”, come è avvenuto di recente per la legge COSTITUZIONALE sul pareggio di bilancio, la quale è stata approvata non solo da un PARLAMENTO, ma pure da un GOVERNO NON ELETTI DA NESSUNO! Prendiamo spunto, dunque, da alcuni di questi articoli “intangibili”, per evidenziare le contraddizioni del testo e quindi il fondamento giuridico della plutocrazia in cui viviamo. Il testo lo prendiamo da un sito che decisamente non è sospettabile di essere ideologicamente ostile alla “più bella del mondo” : http://www.governo.it/costituzione-italiana/principi-fondamentali/2839

Art. 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Per come esordisce questa carta, sembrerebbe di essere catapultati nel “paese delle meraviglie”.. Solo che andando avanti nella lettura si scopre che Alice non c’è, e il Bianconiglio ci ha fregato! Ebbene, questa “repubblica” sarebbe “fondata sul lavoro” (!) e il “popolo” sarebbe in grado di esercitare la sua piena “sovranità”….MA attenzione! C’è subito una parolina che tutti quelli che leggono questo articolo, piangendo per la “commozione”, non notano (volutamente): questa sovranità verrà esercitata “nelle forme e nei limiti della Costituzione”! Ebbene queste “forme” e questi “limiti”, dopo aver definito il “popolo” come “sovrano”, DI ESSO SI FANNO GRANDI BEFFE! Però, i paroloni retorici sono salvi eh!
L’articolo 5 pone le “fondamenta” di quell’autentico CASINO che è costituito dalle istituzioni delle Regioni, delle province e dei comuni. Ma ne riparleremo più avanti.

Art. 10
L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute…

Questa è la prima parte dell’articolo 10… Non vi sembra ci sia qualcosa di strano?  Per esempio che l’ordinamento giuridico interno ad uno Stato, che si presume essere sovrano, si debba conformare, PRIMA CHE ALLA PROPRIA CULTURA E ALLA PRORPIA INDIPENDENZA ED ALLE ESIGENZE DEL PROPRIO POPOLO, alle norme del diritto internazionale… una domanda! E se queste norme confliggessero con gli interessi dello Stato e dunque del popolo italiano?  Domanda retorica! ADEGUIAMOCI O PEGGIO PER NOI!

Art. 11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Questo articolo è un capolavoro di fumosa IPOCRISIA. Insomma, l'”Italia” ha o non ha delle Forze armate (di fatto non le ha, ma questo è un altro discorso)? Se le ha, che ci stanno a fare? Attenzione poi: la presunta “Italia” consente limitazioni di sovranità agli “stati”, col presunto fine della “pace e della giustizia” fra le presunte nazioni! … ovvero, prima nel suddetto articolo si ripudia la guerra, perchè non sarebbe un giusto strumento di risoluzione delle controversie internazionali; poi subito dopo si acconsente affinchè gli ordinamenti “democratici” possano limitare le sovranità nazionali (!!!!!!!!!) sempre in nome della presunta “pace”… e se questi “stati”, i quali bisognerebbe sapere in base A COSA potrebbero essere definiti “pericolosi per la pace”, non si volessero (giustamente!) far imporre limitazioni alla propria sovranità in nome della “giustizia” stabilita “democraticamente” da terzi? Cosa succederebbe?  Ovviamente… arriva il Bianconiglio e sistema tutto con una partita a scacchi!
Eh no! L’ “Italia ripudia la guerra…” ! E infatti questo articolo permette di ripudiare la guerra….e allo stesso tempo però di farla per i comodi e gli interessi altrui, attaccando minoranze nazionali o stati sovrani …. tramite le cosiddette “missione di pace”… d’altra parte è molto più pacifico massacrare civili a traino di vere potenze militari come gli Stati Uniti, piuttosto che combattere autonomamente per assicurare la GIUSTIZIA al proprio popolo! … ca c’est la vie! pardon, c’est la democratie!

Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

Articolo che insieme al nome, usurpa il Simbolo dell’Italia.
Il TITOLO I è un panegirico di esaltazione! Che bello! Le libertà inviolabili sono tutte garantite e sacralizzate! Non sia mai! Il cittadino è libero di fare quello che gli pare! Ti vuoi associare? Associati! Ti vuoi sollazzare? Sollazzati! Ti vuoi fare mille giri sul territorio della “repubblica”? Falli, chi ti dice niente! Però…..Eh, eh, eh…! Prima devi avvertire le autorità!

Art. 17.
I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica

Vi piace? A me tantissimo! E’ spassosissimo! Prima si dice che le riunioni pubbliche (quale potrà mai essere un “luogo aperto al pubblico”?) di cittatini, sono libere e non necessitano di preavviso alle autorità! Poi invece si dice che non solo la pubblica autorità si deve avvisare quando ci si riunisce “in luogo pubblico”, ma che si deve addirittura richiedere il permesso alla polizia! Che lo può negare… “per comprovati motivi di sicurezza” (di chi?) !  Ma allora mi sa che, forse, le riunioni pubbliche… NON SONO PIU’ MICA TANTO “LIBERE”… bensì sono soggette alla discrezione degli organi di polizia, ovvero degli organi politici che li manovrano! A che pro dunque prendere per i fondelli gli entusiasti cittadini allevati a “pane e libertà antifascista”? Ma è semplice! Perchè così la retorica è più altisonante! Cosa c’è di meglio di una frase che non significa assolutamente nulla, che anzi nega nel periodo successivo quello che ampollosamente afferma in quello precedente, ma che però suona pomposamente “democratica e libera”? …in democrazia è la forma ciò che più conta, mica la sostanza!
Il TITOLO II è un crescendo di “fumo”! Si definiscono i “rapporti etico-sociali”, vi sono descritti dei diritti mai esercitati in modo concreto ed eguale nel territorio “italiano”… ad esempio quello all’istruzione, alla famiglia, alla salute, alla libera cultura. Ma andiamo avanti,  finora sono state evidenziate contraddizioni, articoli pieni di retorica del tutto inapplicati, e presupposti giuridico-filosofici incoerenti e inconsistenti. Ma il bello deve ancora arrivare!

Art. 39.
L’organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Il titolo a cui fa riferimento questo articolo è quello dei “rapporti economici”. Ebbene, iniziamo ad intravedere la creazione di quei FEUDI di potere fondati sul CLIENTELISMO che abbiamo denunciato essere il fondamento di tale costituzione. Infatti il “sindacato” per come vi è configurato risulta, di fatto, un “partito” o se preferite una fazione di interesse, organizzata e rappresentata non in base alla categoria lavorativa di appartenenza ma in base al numero di iscritti. I sindacati devono essere “a base democratica” e vedremo in cosa consiste codesta “democrazia” (= elettivismo). Possono addirittura siglare contratti vincolanti per tutta la categoria a cui essi si riferiscono, ma che non è detto rappresentino unitariamente (ed infatti ci sono un miliardo di sindacati, oggi, anche per la stessa categoria sociale!). Ciò che li rende “ufficiali” è il numero, proporzionato (in base a che?) degli iscritti! Questo significa che se anche essi non rappresentano l’intera categoria lavorativa del caso (come è ovvio, perché nel nostro sciagurato sistema non esistono sindacati di categoria che contemplino l’iscrizione automatica per il solo fatto di essere lavoratori di una determinata categoria) e dunque, pur non avendo la rappresentanza generale degli iscritti non avendo ricevuto nessun mandato al riguardo, essi possono comunque legiferare  in nome e per conto di quella data categoria in generale! Ciò li qualifica come FEUDO e fazione di interesse che genera le relative clientele!
Lasciamo perdere poi l’articolo 46 che sancirebbe la possibilità di attuare la socializzazione delle imprese, perché, in tale assetto risulta  semplicemente un “assurdo” presente in mezzo alle altre cento contraddizioni fantasiose sancite dalla “più bella del mondo”. Contraddizioni presenti negli articoli che, da una parte, “preferiscono” la “proprietà privata”, dall’altra mantengono il principio ipotetico di quella pubblica, anche con possibilità di esproprio… una eventualità che faccio fatica a ricordare come mai concretizzatasi! E adesso arriva il bello:

Art. 48.

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.[7] Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge. 
Art. 49.
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. 
Art. 50.
Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità

Qui si comincia a intravedere lo strumento fondamentale a mezzo del quale si “esercita” la cosiddetta “democrazia italiana”, già invocata anche negli articoli precedenti! CON IL VOTO, ovviamente! … il “dio-voto” che costituirebbe l’esercizio pratico della “democrazia”! … attraverso il voto, e solo attraverso quello, si permette che il “sistema” funzioni come voluto dai “padri democratici della patria antifascista”! Il voto è l’assoluto davanti al quale tutto è relativo. Infatti, chi è votato, in questo “sistema” ha sostanzialmente “carta bianca”, a prescindere, anzi andando pure contro l’interesse generale del cosiddetto “popolo sovrano”, come avvenuto in più casi… che poi sono proprio quelli determinanti la presunta “sovranità” dello stesso, che quindi alla prova dei fatti NON ESISTE!
Viene dunque sancito per LEGGE costituzionale che i partiti (la declinazione al plurale non è casuale), cioè dei gruppi di interesse contrapposti, sono gli unici “strumenti ritenuti legali della cosiddetta democrazia”. Solo per mezzo di essi, il cosiddetto “popolo sovrano “, che in teoria è uno, è costretto a dividersi e frazionare l’interesse generale ed il bene pubblico (anch’esso in teoria dovrebbe essere uno ed uno soltanto!) affinché  si possa esercitare  “la cosiddetta sovranità”, e quindi concorrere alla “politica nazionale”.
Insomma, finora abbiamo visto già due casi clamorosi, in cui per poter “partecipare” alla vita pubblica bisogna che si costituiscano FAZIONI di interesse, sindacati e partiti ! Quella dei Partiti, però, costituisce l’archetipo poichè sono essi che, dal “parlamento”, legiferano, non già il “popolo”. Divertente risulta allora l’articolo 50 che fa credere ai cittadini di contare qualcosa, in quanto potrebbero (bontà dei partiti!) addirittura presentare delle richieste alle Camere!!!! …MIZZICA! Camere che infatti, dopo averne debitamente e democraticamente preso atto, possono tranquillamente continuare ad infischiarsene…certamente sempre in nome della libertà!

Siamo giunti così alla Parte Seconda – TITOLO I. Qui si descrive come si esercita il potere nella “repubblica antifascista”, chi lo impone e su mandato di chi e soprattutto COME OPERA.
Ebbene: è il PARLAMENTO ad esercitare il potere. Il cittadino è chiamato al VOTO, per eleggere il parlamento. Il quale poi LEGIFERA, anche senza chiedere il consenso del cittadino nel caso di leggi costituzionali o nel caso di leggi che impattano in modo devastante sul bene comune.
Qualcuno potrebbe obiettare che le leggi emanate sono sempre frutto della volontà “popolare”, poichè già premesse nei programmi elettorali di governo delle varie forze politiche in nome dei quali detti parlamentari sarebbero stati votati, dal 50%+1 dei cittadini (L’altra metà della popolazione, ovviamente, deve subire il governo del 50%+1, tenendo anche conto che delle procedure di “conteggio dei voti” non è mai stata chiarita la modalità!  … ennesimo dogma inspiegabile a cui sono tenuti a credere i seguaci della “dea” democratico-parlamentare!).
Ma…colpo di scena! …invece no! Le leggi emanate dai governi non si limitano mai all’attuazione dei cosiddetti “programmi” (che tra l’altro non sono mai stati rispettati da nessuno!) poiché non esiste in tal senso alcun vincolo elettorale per il rappresentante eletto ; esse dunque spaziano anche alle leggi “finanziarie”, quindi a quelle tributarie ed a quelle di ogni ordine e grado inerenti la pubblica amministrazione dei beni e altro ancora. Ebbene, queste leggi vengono emanate DAL PARLAMENTO senza alcun mandato diretto e vincolante inerente gli interessi del “popolo sovrano”. Anzi, il parlamento può rimanere in carica, come capita sempre, prescindendo dai programmi espressi in campagna elettorale, fino alla fine della legislatura, anche di fatto ignorando la volontà espressa dal voto popolare. Solo dopo il parlamento potrà riassettarsi, nel gioco di alternanza destra-sinstra-centro, dove una volta governa uno, una volta un altro, facendo credere al cosiddetto “popolo sovrano” che sia esso  a determinare l’indirizzo delle leggi e il percorso politico del governo, quando invece al massimo può solo determinare l’alternanza dei “feudatari” al potere, con relativi vassalli, valvassori e valvassini, tutti a caccia di prebende, che invece continuano a legiferare sempre e solamente in nome e per conto delle lobby economiche del “sistema plutocratico” di cui sono al servizio, contro le reali necessità del popolo.

Art. 75.
È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalità di attuazione del referendum. [13]

Ecco  l’altro grande inganno della costituzione antifascista. La favola del Referendum “popolare”. Nessuno si chiede per quale motivo, nella “nostra” costituzione democraticissima, esso abbia SOLO facoltà di ABROGARE  leggi esistenti! …Quale strumento politico più diretto per il popolo se non quello di esercitare la propria cosiddetta “volontà sovrana” del referendum propositivo? INVECE NO!  I buoni e saggi padri costituenti antifascisti hanno stabilito che non si può! Inoltre nessuno si chiede perchè non sia ammesso indire referendum proprio su quel ventaglio di leggi che, si da il caso, incidano più direttamente sulla vita dei cittadini, ovvero del cosiddetto popolo sovrano…! Questo tipo di referendum, come vuole il “sistema plutocratico”, è nei fatti semplicemente una inutile formalità, tale da poter essere aggirato e disatteso dal Parlamento, giacché rimane fermo e intangibile il potere legislativo del parlamento stesso, che può in alcuni casi persino ignorare i referendum. E vedremo come.
Nel TITOLO II è descritta la funzione del Presidente della “repubblica”; nel titolo III la funzione del Governo; il TITOLO IV definisce l’ordinamento giurisdizionale, la magistratura cui è capo il presidente della “repubblica”.
Il TITOLO V istituisce tre enti legislativi distinti: le regioni, le province e i comuni. Permette a questi enti di legiferare, a meno delle disposizioni statali. La “repubblica” si riserva un ambito di legislazione, lasciando il resto a questi tre “enti”, le cui competenze quasi sempre risultano tra loro in conflitto. Perché dunque tollerare un simile caos conclamato, che genera solo sperpero di denaro pubblico, inefficienza ed una inutile perdita di tempo? Perché così facendo, cioè quadruplicando gli organi in grado di legiferare, si quadruplicano anche i feudi di potere e le clientele politiche! …proprio quel che vuole la costituzione antifascista! Va aggiunto che al governo di questi tre enti possono andare anche fazioni politiche diverse. Per cui si creano situazioni feudali di influenza all’interno del medesimo ente amministrativo, dove un gruppo risulta essere l’opposto/uguale a quello di riferimento presente nell’ “ente superiore”, mettendosi non di rado di traverso nello svolgimento delle altrui funzioni nei casi di “lesa competenza”… con i conseguenti problemi per la vita del cittadino medio…vittima designata dal sistema democratico antifascista!
Il TITOLO VI definisce una istituzione particolare: la Corte Costituzionale. Tale istituzione, così per come è definita, sembrerebbe essere una istituzione Suprema, a cui tutte le altre sottostanno, compreso il Presidente della Repubblica. In realtà anche questa istituzione, che potrebbe addirittura mettere sotto accusa il capo dello stato, risulta ugualmente lottizzata per legge dai partiti politici,  venendo comunque ignorata più volte nel corso della storia della “repubblica”, sempre a fronte delle prerogative del PARLAMENTO e delle sue leggi, il quale, così, oltre a poter ignorare il “referendum”, visto che può legiferare  in modo da poter eluderne o aggirarne nei fatti i contenuti, può anche ignorare la Corte costituzionale.

Art. 138.
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

CHIARO? Il referendum, per l’emanazione di leggi costituzionali, quindi leggi che impattano direttamente sulla vita del cittadino, può essere ABOLITO nel caso in cui il parlamento approvi con i 2/3 di maggioranza! Questo è quanto è capitato di recente con la legge per il pareggio di bilancio! Il referendum, dunque, oltre ad essere solo “abrogativo” nei casi ordinari, oltre ad essere previsto solo per casi particolari sulle leggi costituzionali, può anche essere IGNORATO nell’uno e nell’altro caso!
Perchè è il PARLAMENTO, cioè i partiti e dunque le lobby economiche a cui essi fanno capo, che comanda davvero! Ed è il PARLAMENTO che decide con o senza il consenso “popolare”! Con o senza il “voto”, che è una mera forma di consenso PASSIVO obbligatorio…e tutto questo avviene in virtù dell’osservanza più scrupolosa della cosiddetta “COSTITUZIONE DEMOCRATICA ANTIFASCISTA”!!! Ecco servita “LA PIU’ BELLA DEL MONDO”!
Questa “costituzione” rappresenta il vero fondamento giuridico in base al quale l’oligarchia plutocratica affarista fondata sul ladrocinio ci governa da oltre 60 anni su mandato degli Stati Uniti! …E NON POTREBBE ESSERE ALTRIMENTI! IL FIGLIO SI VEDE DALLA MADRE … in questo caso forse meglio sarebbe dire IL SERVO SI VEDE DAL PADRONE!

MEDITATE GENTE!

RomaInvicta Aeterna

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