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ATTUALITA’ DEL COVO – 2013/2020! …scaricate e leggete!

…Vi ringrazio (Rivolgendosi a De Begnac, ndc.) della lettera che mi avete inviato da Bir Gandula, da quello squallido luogo di tappa della sud-gebelica cirenaica in cui Berto Ricci morì. Giorgio Pini vi ha avuto accanto nell’ora in cui i resti del poeta vennero tumulati nel cortile della caserma di Barce. Terrò care le foto di quella tomba, così come sempre terrò care quelle di Guido Pallotta morto ad Alam-el-Nibeiwa, come quelle di Luciano Mele, vostro compagno d’Africa Orientale, morto durante i giorni spagnoli dell’Ebro. Il mio pensiero va a Niccolò Giani, a Renzo Bertoni, a tutti i vostri amici, a me devotissimi, caduti per la difesa della rivoluzione, offerta dalla cultura del fascismo al Moloch della guerra proletaria. Finché una civiltà è in grado di destinare alla propria vicenda ragazzi degni del nome di quei letterati, nessuna speranza italiana di libertà andrà mai per­duta.

BENITO MUSSOLINI (in Y. De Begnac,“Taccuini mussoliniani”, pp. 438 – 439)

Carissimi lettori! Siamo orgogliosi di presentarvi anche quest’anno la nuova stampa di “Attualità del Covo” (scaricate gratis il Pdf. QUI), soprattutto a motivo di quanto sta accadendo politicamente in Italia e in Europa in questo tragico frangente, dove tutti i “nodi storico-politici” irrisolti di cui scriviamo da anni, sono purtroppo “venuti al pettine”, dimostrando che quanto denunciamo puntualmente su questo blog dal 2013 sta trovando drammaticamente conferma. Ecco allora la quinta edizione, riveduta, corretta ed ampliata dell’antologia di scritti pubblicati sul blog “Biblioteca Fascista del Covo”. Essi rappresentano una selezione degli articoli più rappresentativi stesi negli anni che vanno dal novembre 2013 al marzo 2020. La scelta di pubblicarli non è stata certamente dettata da vanità ma da una precisa necessità politico-ideologica. In primis, quella di tramandare nel tempo la testimonianza della nostra esperienza, ben al di là della fruizione transitoria sulla rete virtuale telematica. Ma ciò sarebbe apparso a noi un movente secondario ed insufficiente se, verificata di già la gravità del ruolo assunto dall’asfissiante  e continuo martellamento ideologico della propaganda antifascista, non avessimo altresì constatato quanto sia radicata oltremodo l’incapacità di trovare una feconda corrispondenza tra la richiesta di un verace cambiamento (diffusa a vari livelli nella società odierna) e le soluzioni già proposte a suo tempo nella Dottrina del Fascismo e dai teorici ufficiali del Partito Fascista, che riteniamo, in linea di principio, presentino un elevatissimo grado di attualità, oltreché una corrispondenza lampante rispetto alle vitali esigenze manifestate dal popolo italiano nel tempo presente. Una caratteristica, purtroppo, misconosciuta dai più! Anzi, lo scetticismo rivelato nei confronti della originale concezione politica espressa da Benito Mussolini, risulterebbe ancor più incomprensibile riguardo a coloro che proclamano di non disdegnare, almeno in linea teorica di principio, talune simpatie politiche per il Fascismo. Se non fosse che quest’ultimo viene identificato da costoro, erroneamente ed in modo pretestuoso, come un “passaggio politico concluso”, ancorché “utilizzabile” solo per alcuni spunti ideologici, suscettibili però di una necessaria “evoluzione” e/o di una “definitiva maturazione”, immaginandone  l’approdo politico definitivo, in modo ambivalente, a seconda delle “sensibilità politiche” degli interessati, sempre e comunque all’interno di un sistema di tipo liberale-parlamentare (e non, piuttosto, come alternativo ad esso!) e verso forze politiche di già esistenti: o nel campo conservatore, oppure, all’opposto tra i gruppi socialisti a tinte nazionali. Con ciò, degradandone comunque l’essenza ideale a mera reazione anticomunista oppure, al contrario, ad ennesima rivolta sociale imperniata sterilmente sull’economicismo materialista; in entrambi i casi alterando e distorcendone il vero significato filosofico-politico, quando non usurpandone platealmente l’Identità, delegittimandolo e associandolo falsamente ad idee di violenza, razzismo e sopraffazione, esattamente come vuole la vulgata antifascista ufficiale.

Ecco spiegato il perché di questa antologia che, invece, mostra la tenace attualità dell’identità fascista più autentica, il cui peculiare messaggio ideologico sfida il tempo, perché fondato su ideali spirituali e valori etici immutabili, che distinguono nettamente tra gli irrinunciabili presupposti dottrinali (incentrati sullo Stato Etico Corporativo mussoliniano) dalle strategie politiche pragmatiche transeunti. Inoltre,  nell’affrontare temi politici nazionali ed internazionali di stretta attualità, denunciando i crimini e l’ipocrisia del sistema  vigente, tale raccolta evidenzia come la concezione fascista, espressione profonda della millenaria Civiltà italiana, costituisce la soluzione più giusta e confacente alla natura integrale dell’Uomo, che è quella di un Essere inscindibilmente costituito di materia e di Spirito, che mira all’armonia sociale. Al di là delle apparenze, dei timori, delle false speranze e di tutto il ciarpame fasullo diffuso dai media ufficiali asserviti al potere vigente, l’ora tragica che stiamo vivendo tutti in questo storico frangente è assai grave, poiché appare ormai palese che il sistema antifascista pluto-massonico ha cominciato a scoprire il proprio “gioco”, mostrando chiaramente di voler avvalersi dello stato di crisi, dovuto alla “emergenza coronavirus”, come pretesto per attuare quella che ormai risulta manifestamente essere una DITTATURA PLANETARIA INCENTRATA SULLA PAURA, ASSERVITA ALLA FINANZA SPECULATRICE APOLIDE ED ALLE IDEE MESSIANISTE POLITICHE DI RISTRETTE MINORANZE! Noi fascisti de “IlCovo” fino a che saremo in grado, continueremo nel nostro compito, dediti a formare ideologicamente e polemizzare politicamente, esprimendo le opinioni che da tale formazione discendono (secondo gli articoli 2,13,15,18,21, della Costituzione Italiana. Sempre che le forme politiche fittizie fin qui mantenute dalla repubblica italiana esistano ancora!), senza cedere di un millimetro e tirando dritto! Ma invitiamo comunque tutti quanti voi che ci leggete a scaricare e salvare il materiale storico-politologico dottrinario che in questi anni abbiamo fornito, poiché il “governo fantoccio Italy-ota” ha già fatto capire che, temendo la libera formazione dissonante rispetto ai propri proclami e presente sulla rete internet, potrà avvalersi “democraticamente” in qualunque momento della facoltà di…“spegnere la rete!”(QUI)

Viva l’Italia, Viva la Rivoluzione Fascista!

IlCovo

 

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UNIVERSALITA’ LATINA DELLA DOTTRINA FASCISTA! … sei testi politici fascisti per i “latinos” di tutto il mondo!

Carissimi lettori, è un anniversario epocale in tutti i sensi quello del 23 marzo 2020, in cui noi fascisti de “IlCovo” celebriamo i 101 anni dalla nascita ufficiale del Fascismo; poiché esso cade in un momento estremamente difficile e doloroso per tutti i popoli latini dell’Europa e soprattutto per il popolo italiano. Infatti, la plutocrazia usuraia e apolide  Internazionale di Washington, servendosi del suo braccio armato “a Stelle e Strisce”, nonché dei vassalli dell’Unione Europea e del parlamento Italy-ota, ha fatto la propria mossa sullo scacchiere euro-asiatico, quella che immagina come risolutiva e che da tempo ci si aspettava, sferrando il proprio ATTACCO TOTALE ALLA NOSTRA CIVILTA’! Essa, nei suoi calcoli canaglieschi e devastanti, proprio a mezzo del pretesto costituito dal “coronavirus”,  proprio in ragione del terrore diffuso in modo ossessivo e martellante da tutti i media di cui è in possesso, proprio in virtù della simultanea distruzione premeditata del nostro tessuto economico nazionale imposto col blocco totale di tutte le attività in territorio italiano, proprio alla luce della carcerazione preventiva ai domiciliari applicata su di un intero popolo, cagionata dai politicanti di cui regge i fili, ha così dato ufficialmente il via all’incubo politico dell’apocalittica dittatura degli “Stati Uniti d’Europa”. Ma noi fascisti de “IlCovo” sappiamo bene che in tale frangente è vitale mantenere la calma più assoluta, al fine di smascherare pubblicamente i piani nefandi di questa gente, abilmente coperti dall’isteria collettiva che essi stessi hanno suscitato nella cittadinanza. In questo momento, più che mai, soltanto l’unione di tutto il nostro popolo all’insegna dei valori etici e morali che stanno a fondamento della Dottrina del Fascismo, rappresenta l’unico efficace antidoto al veleno della paura che l’apparato pluto-massonico sta instillando con tutti i mezzi nei cuori della gente. Oggi più che mai va diffusa la consapevolezza dell’universalità latina dell’ideale fascista, poiché la sfida che dobbiamo affrontare è anch’essa universale.

Ecco perché, stimolati dai numerosi lettori che ci leggono anche al di fuori dell’Italia, presenti soprattutto in tutta l’America Latina, vogliamo ribadire loro la validità dei principi che ci animano, offrendo un segno tangibile della nostra reciproca vicinanza. Verso quei popoli ai quali ci sentiamo idealmente affratellati, non solo per la presenza tra essi di milioni di discendenti di cittadini italiani, ma anche e soprattutto nel nome della comune civiltà romano-cristiana e in quanto ugualmente consci della sciagura di patire insieme il giogo del “deep state” mondiale, che tutti quanti noi, da un capo all’altro del globo, ci vessa in nome del profitto, a mezzo dei governi corrotti e proni ai propri voleri che in tutte le nostre nazioni ha installato. Proprio per i nostri fratelli “Latinos“, mettiamo a disposizione 6 TESTI: tre in lingua spagnola,1) “El Estado Corporativo” (digitando QUI); 2) “Bonificacion Integral en Italia” (digitando QUI); 3) “La Autarquia” (digitando QUI); ed altri tre in lingua portoghese, 1) “A Obra Nacional Dopolavoro” (digitando QUI); 2) “O Estado Corporativo” (digitando QUI); 3) “Autarquia” (digitando QUI); che illustrano alcuni degli aspetti sociali della CIVILTA’ FASCISTA! Ci auguriamo con ciò di contribuire ulteriormente alla diffusione globale della consapevolezza su tale Civiltà, che costituisce il primo passo sulla via inderogabile del cambiamento che vogliamo, sulla via dell’ottenimento della vera indipendenza alla luce della rivoluzione nazionale e popolare rappresentata esclusivamente dal Fascismo, la vera battaglia che tutti uniti dobbiamo combattere insieme, in nome della comune civiltà latina, contro la barbarie pluto-massonica liberal-capitalista! Ancora una volta, vogliamo fortemente che riecheggi nell’Orbe il motto della “Scuola di Mistica fascista“, di cui noi fascisti de “IlCovo” abbiamo raccolto idealmente il testimone: “PER ORBIS UNIONEM SUB LICTORII SGNO!”

IlCovo

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NICCOLO’ GIANI, ANIMA DE “ILCOVO”!

Il 14 marzo del 1941, da volontario di guerra, sulla cima del Mali Scindeli (fronte greco-albanese), moriva eroicamente all’età di 31 anni il giovane direttore della Scuola di Mistica Fascista (S.M.F.), Niccolò Giani. Uomo del popolo e per il popolo, con la sua condotta integerrima ed intransigente di autentico fervente fascista, col suo esempio di Credente e Combattente, di Uomo di Pensiero ed Azione, artefice di una vita integralmente vissuta all’insegna della conoscenza, comprensione, diffusione ed attuazione concreta della Dottrina del Fascismo, egli incarna per questo lo spirito più puro, l’anima più vera della nostra associazione fascista. Essa, infatti, non a caso è stata chiamata nel 2006 “IlCovo”; poiché così era conosciuta quella che fu, prima, la sede primigenia del giornale di Mussolini, “Il Popolo d’Italia”, poi, la sede della Scuola di Mistica Fascista. Così come non è casuale che il logo ufficiale della “Biblioteca del Covo” nata nel 2013, sia il medesimo della scuola politica diretta da Giani. Egli fu colui che trasse dai discorsi del fratello del Duce, Arnaldo, il “decalogo” dell’Uomo Nuovo Fascista, la legge morale degli italiani di Mussolini, scolpita con lettere di fuoco nelle menti e nei cuori di noi che vi stiamo scrivendo:

1) Non vi sono privilegi, se non quello di compiere per primi la fatica e il dovere.

2) Accettare tutte le responsabilità, comprendere tutti gli eroi­smi, sentire come giovani italiani e fascisti la poesia maschia dell’avventura e del pericolo.

3) Essere intransigenti, domenicani. Fermi al proprio posto di dovere e di lavoro, qualunque esso sia. Ugualmente capaci di comandare e di ubbidire.

4) Abbiamo un testimonio da cui nessun segreto potrà mai liberarci: il testimonio della nostra coscienza. Deve essere il più severo, il più inesorabile dei nostri giudici.

5) Aver fede, credere fermamente nella virtù del dovere com­piuto, negare lo scetticismo, volere il bene e operarlo in silenzio.

6) Non dimenticare che la ricchezza è soltanto un mezzo, necessario sì, ma non sufficiente a creare da solo una vera civiltà, qualora non si affermino quegli alti ideali che sono essenza e ragione profonda della vita umana.

7) Non indulgere al mal costume delle piccole transazioni e delle avide lotte per arrivare. Considerarsi soldati pronti all’ap­pello, ma in nessun caso arrivisti e vanitosi.

8) Accostarsi agli umili con intelletto d’amore, fare opera con­tinua per elevarli a una sempre più alta visione morale della vita. Ma per ottenere questo occorre dare l’esempio della pro­bità.

9) Agire su se stessi, sul proprio animo prima di predicare agli altri. Le opere e i fatti sono più eloquenti dei discorsi.

10) Sdegnare le vicende mediocri, non cadere mai nella vol­garità, credere fermamente nel bene. Avere vicina sempre la verità e come confidente la bontà generosa. (1)

Vogliamo ricordarne degnamente la figura prendendo a prestito le parole utilizzate dal Vicesegretario del P.N.F. nonché Vicepresidente della stessa S.M.F. Fernando Mezzasoma, che il 20 aprile 1941 pronunciò questo accorato discorso commemorativo, alla presenza dei quadri direttivi e dei militanti della Scuola suddetta che, a sua volta, lo diede, poi, alle stampe:

…”Niccolò Giani apparteneva alla categoria dei mistici per i quali è bello vivere se la vita è nobilmente spesa ma è più bello morire se la vita è donata all’Idea. Arnaldo Mussolini fu il suo Maestro: da Arnaldo imparò che prima di agire e costruire è necessario elevarsi, purificare il proprio spirito, temprare il proprio carattere; allora soltanto si potrà essere certi che l’azione sarà feconda e l’edificio sicuro. Da Arnaldo imparò che per conoscere, giudicare e guidare gli altri è prima indispensabile conoscere bene se stessi, punire inesorabilmente i propri difetti, affinare incessantemente le proprie virtù: allora soltanto si potrà aspirare all’onore del comando. Da Arnaldo imparò che solo il sacrificio può suscitare le opere grandi e buone e distruggere le cose piccole e vili. Ciò che non costa non vale; ciò che non procura fatica e sofferenza non dura; quanto è al di fuori di noi non conta; gli onori, le cariche, le ricchezze sono effimere e caduche cose. Quello che importa è quanto è dentro di noi, perchè è nostro e nessuno potrà mai portarcelo via, neanche a strapparci la carne viva di dosso. Essere se stessi in ogni momento, rimanere se stessi sempre: ecco la più grande conquista degli uomini.

Uomo di fede

Un uomo di fede fu Niccolò Giani. E la sua fede era di quelle che non vacillano mai, di quelle che restano intatte nella buona e nella cattiva sorte e che traggono anzi dalle difficoltà e dalle sfortune un più profondo contenuto e sempre nuovi motivi. La sua fede era di quelle alte cui fonti cristalline attingono le intelligenze chiare e gli animi trasparenti degli uomini puri i quali sanno che se si vuole raggiungere l’ultima cima, molte vette bisogna scalare e talvolta anche scendere da alcune per risalire su altre vette più alte ancora. In Giani la fede nasceva da un inesausto tormento spirituale, da un’ansia incontenibile di elevazione e di conquista per divenire, come dice il Poeta, «cara gioia sopra la quale ogni virtù sì fonda ». Egli credeva in Dio, nel Dio di noi Italiani fascisti e cattolici a cui dobbiamo non soltanto il dono misterioso della vita ma anche il privilegio di averci chiamati a continuare la missione di civiltà e di giustizia che la gente nostra svolge nel mondo da più di due millenni. Egli credeva nella dottrina politica enunciata da Mussolini, scaturita dall’azione, alimentata dalla fede, consacrata dal sacrificio e nella sua possibilità di instaurare un nuovo sistema di vita, di educare gli uomini a una visione vasta ed umana delle cose, di creare un nuovo tipo di civiltà italiana, ed europea. Credeva in Mussolini perchè lo considerava l’uomo della Provvidenza, l’esponente di una razza eletta, il fondatore di una civiltà universale, il protagonista e l’artefice di una nuova storia, il condottiero di giovani generazioni, il DUCE, a cui non occorre chiedere prima di iniziare la marcia dove ci porta e quando si arriverà, perchè dal giorno in cui un destino fortunato lo pose alla testa del suo popolo, la meta era già nei suoi occhi e la vittoria nel suo pugno.

Credeva nei giovani nati e cresciuti col sorgere del Fascismo, educati alla severa scuola del Partito e li voleva rivoluzionari nello spirito e nel sangue, generosi ed audaci, pronti alla lotta e alla rinunzia. Sognava una classe dirigente che sapesse dimostrare con l’esempio, nelle opere e nel sacrificio, di essere degna del nostro grande popolo e del nostro grande Capo; una classe dirigente fatta di uomini integrali, forti della loro indipendenza morale — la sola ricchezza umana che non abbia un valore misurabile in denaro — e dotati di tutte le virtù spirituali, intellettuali e fisiche che sono indispensabili per poter esercitare con dignità e con efficacia la missione del comando. Concepiva la famiglia nel senso più tradizionalmente nostro; amava cioè la sana numerosa famiglia italiana, ricca di onestà e prodiga di figli, sbocciata dall’amore tra l’uomo che vive lavorando o combattendo per la Patria e la donna che nel piccolo grande regno della casa vive nella serena ed operosa attesa del ritorno di lui; e se l’uomo non tornerà la donna lo piangerà senza lacrime perchè egli sopravviva nella fierezza dei figli. I quali continueranno, nella luce del suo esempio, l’opera sua. Credeva nella Patria come ne « la più pura, la più grande, la più umana delle realtà », amava la Patria « più della propria anima ». Tutto per la Patria: fu la sua consegna. Niente per lui valeva qualche cosa se non serviva alla Patria. Perchè la Patria è tutto e tutti; sè e gli altri; le generazioni che furono, che sono e saranno; la storia di ieri, di oggi e di domani. La Patria è la sintesi di tutte le più nobili aspirazioni. Essa è fatta di uomini da rendere sempre più degni e di territori da fare sempre più vasti. Per essa si lavora, si soffre, si spera; per essa si combatte, si vince o si muore… (POTETE SCARICARE DIGITANDO QUI IL PDF. DEL TESTO INTEGRALE DEL 1941).

Ma lasciamo che sue siano le parole conclusive dell’omaggio che gli tributiamo. Giani stesso, infatti, aveva redatto il proprio testamento spirituale, dedicandolo al figlio appena nato (ebbe tre figli!) – lo aveva scritto durante il precedente conflitto in Etiopia al quale anch’egli aveva partecipato, sempre da volontario in camicia nera – che, proprio dopo la sua morte, per ordine di Mussolini fu diffuso in tutta Italia, presso tutte le scuole:

“Tu non conoscerai fazioni, non partiti. Non vedrai nemici entro i confini sacri della Patria. Solo conoscerai un nome: «Italia»; una cosa sola amerai: «Italia»; e per essa sola dovrai essere capace di tutto lasciare, tutto perdere, tutto dimentica­re. Di essere odiato e vilipeso, umiliato e straziato; solo, solo per questa Italia dovrai saper morire col corpo e coll’anima: e mai, mai dovrai dimenticare che per questo sacro nome madri hanno salutato col sorriso i figli che andavano a morire, mariti hanno abbandonato in fiera letizia le giovani spose, padri han­no, orgogliosi, baciato per l’ultima volta i loro bimbi. Che per questa Italia si sono fatti di sangue i fiumi, le montagne hanno tremato, i morti sono usciti dalla terra. E che per essa io oggi non ti conosco e potrei non conoscerti mai: ma se così fosse, tu amala anche per me, sacrificati anche per me, muori ancora anche per me. E ricordati che solo quando vedrai cadere il tuo amico più caro, quello che ti è spiritualmente fratello, e tu tro­verai soltanto il tempo di chinarti a baciarlo, e dalla tua bocca non uscirà una sola parola di rabbia e nel tuo cervello non affiorerà un solo pensiero di imprecazione, ma tu vorrai solo andare avanti per conoscere la Vittoria, e così facendo sarai certo di vendicare l’amico caduto, allora, allora appena sarai certo di averla imparata a conoscere, sarai certo di amarla!” (2)

IlCovo

NOTE

1) Aldo Grandi, “Gli eroi di Mussolini – Niccolò Giani e la Scuola di Mistica fascista”, Milano, 2004, BUR. pp. 34-35.

2) Idem, p. 46.

 

 

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DIFENDICI NELLA BATTAGLIA!

Risultato immagini per san michele arcangelo

Sancte Michael Archangele,
defende nos in proelio;
contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium.
Imperet illi Deus,
supplices deprecamur:
tuque, Princeps militiae caelestis,
Satanam aliosque spiritus malignos,
qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,
divina virtute, in infernum detrude.

+ Amen.

 

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ATTACCO TOTALE ALLA NOSTRA CIVILTA’! – propaganda bellica antifascista perenne e legge del più forte, l’ultimo stadio della dittatura pluto-massonica globale!

 

Il fondamento della questione.

Cari lettori, a costo di risultare ripetitivi, vogliamo ribadire che quando si vuol descrivere una situazione tragica come quella italiana, dove a monte di tutte le sciagure economiche, politiche e sociali che attanagliano la nostra società sta un’unico specifico problema, da cui scaturiscono tutti i nostri mali, un problema che va affrontato in modo chiaro e netto al fine di trovare la soluzione, ebbene, bisogna analizzare tale questione partendo dal principio che il suddetto problema, prima di ogni altra cosa, va però universalmente identificato in modo univoco come tale, soprattutto da parte di chi lo subisce. Quanti hanno imparato a conoscerci a mezzo di tutto quel che abbiamo scritto finora in tema di politica (che non può in nessun caso, a maggior ragione per quel che ci riguarda, essere mai disgiunto dalla concomitante analisi storica!), sanno bene che la nostra denuncia è chiara in merito al fondamento dell’oppressione che tutti quanti noi subiamo, in quanto popolo italiano. L’Italia (ma non solo essa) – dopo la conferenza di YALTA nel 1945, seguita allo sciagurato “Armistizio” del 1943 (ovvero, la “resa senza condizioni” accettata da Vittorio Emanuele III, e impostaci dal Comando militare anglo-americano) – dalla fine della Seconda guerra mondiale si trova a vivere tutt’ora in una condizione di palese occupazione militare permanente. Tale scenario, abilmente camuffato agli occhi del nostro popolo, denota l’uso della Legge del più forte, applicata dallo “Stato fantoccio” chiamato “repubblica antifascista nata dalla resistenza“, che l’ha inflitta agli italiani (e continua a farlo!) per conto dell’Occupante straniero “a stelle e strisce”. Concretamente, il sistema politico liberal-democratico pluripartitico impostoci dagli invasori, rappresenta solo una “foglia di fico”, il paravento strumentale attraverso il quale gli occupanti hanno potuto agevolmente piegare le leggi già esistenti e/o vararne di nuove, a loro esclusivo favore, in tutti i campi nei quali hanno ritenuto opportuno ingerirsi, senza che la massa degli italiani se ne sia mai avveduta. Tutto ciò attraverso le forme di tale sistema, che a tutt’oggi hanno reso molto facile per il nostro vero Governo, che non risiede a Roma, usare le “istituzioni asservite” da esso create, per mantenere ( spolpare e prossimamente anche cancellare!) nell’orbita dell’ “ordine pluto-massonico” il nostro popolo e la nostra nazione, da esso presidiata militarmente negli ultimi ottant’anni.

Dal 1945 viviamo in evidente regime di “occupazione convenzionale post-bellica”. Per approfondire questo aspetto dell’argomento rimandiamo chi volesse farlo alla letteratura giuridica del caso (alcuni accenni qui e qui). Tale stato di fatto, ha generato delle palesi limitazioni alla nostra presunta sovranità, peraltro sancite nelle clausole del Trattato di Parigi del 1947 imposto al popolo italiano; tanto palesi nelle loro pratiche conseguenze vessatorie, quanto segrete nella loro reale sostanza (la cui esistenza è però pubblicamente confermata, nonostante il contenuto non sia accessibile ai comuni cittadini italiani). Di recente, anzi, esse vengono palesandosi in modo più frequente ed assiduo a causa della congiuntura politica in cui ci troviamo a vivere nel presente momento storico, in cui è stata  impressa volutamente una accelerazione ai processi economici e sociali avviati a partire dal secondo dopoguerra.

Proprio attraverso il riferimento ad alcuni articoli che vi segnaliamo di seguito, ancora una volta vogliamo farvi notare come il metodo utilizzato dagli occupanti, genericamente identificabile in modo immediato nella “propaganda bellica antifascista”, si manifesti di continuo, sebbene preferibilmente in modo indiretto, allo scopo di applicare quella che in tutto e per tutto rappresenta (tanto nel nostro paese quanto al di fuori di esso, in altre nazioni europee e non, ma sempre “affratellate” dal patire il comune giogo “a stelle e strisce”!) la legge marziale applicata normalmente in guerra da una potenza occupante ad una nazione sconfitta, in tutto e per tutto ad essa succube.

Guerra batteriologica e chimica.

Impossibile non fare riferimento al nuovo e recente presunto “virus letale” (termine tanto caro alla pubblicistica cinematografica a statunitense!) chiamato “Covid 19“. Tale virus mutato (ma depotenziato in laboratorio), si è “manifestato” in forma di epidemia, partendo dalla cittadina di Wuhan, in Cina. Per chi non lo sapesse, Wuhan è l’unico centro Cinese ad essere sede di un Laboratorio Chimico-Batteriologico ( quiqui ,qui,) la cui autorità i cinesi condividono con l’occidentalissima Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.). Molti dubbi suscitano alcune strane coincidenze verificatesi prima dello scoppio “improvviso” di tale epidemia; che, come in molti recenti casi analoghi, coinvolge malattie la cui genesi è per lo meno dubbia.

Epidemie, che, guardate voi la fatalità, hanno sempre reso necessaria la produzione in massa di “vaccini” (in questo caso già pronti? qui), che ovviamente hanno a loro volta generato altri problemi legati alla salute pubblica (così come hanno prodotto profitti spropositati per le case farmaceutiche produttrici!); ma che nel caso Italy-ota, con una massiccia azione congiunta di vero e proprio terrorismo mediatico riversato sulla gente da parte di giornali e televisioni, sapientemente studiata a tavolino e subito inserita nella falsa contrapposizione politica tra le parti, tanto fittizie quanto inutili che compongono il mosaico partitocratico nostrano, sono stati anche abilmente sfruttati per ottenere ulteriori evidenti vantaggi politici, tanto congeniali al sistema di potere imperante, quanto nocivi per il nostro popolo (qui). Ovviamente non è mai casuale che tali “atti”, generino molteplici risultati, mediati e immediati, ma sempre positivi per i burattinai della plutocrazia mondialista. Altrettanto non casuale risulta il ruolo di vari e propri agenti disinformatori, svolto da parte della maggioranza assoluta dell’informazione ufficiale accreditata del cosiddetto “occidente democratico”, come a suo tempo aveva già denunciato il giornalista tedesco Udo Ulfkotte (morto in circostanze misteriose!), di cui recentissimamente è stata pubblicata la traduzione italiana del suo libro-denuncia (qui); e sui quali “agenti”, proprio alla luce di tale denuncia, è lecito nutrire serissimi e fondati dubbi in merito al loro reale ruolo in seno alla società (usati dalla CIA?) così come sui loro obiettivi, che nulla hanno a che vedere con l’informazione.

Alcune tra le conseguenze generate dall’andazzo provocato a tavolino da tali manovre, ci ricordano sinistramente la “purificazione razziale” di cui si vaneggia nel cosiddetto piano Kalergi, di cui già scrivemmo (qui). Ma in tale frangente ciò che puntualmente si sta verificando (in modo “fortuito”, si capisce!), non è soltanto la possibilità di incrementare la capacità di selezionare a tavolino la futura “razza schiava” di cui si vuole popolare il pianeta attraverso la gestione etero-diretta dei flussi migratori, ma all’uopo anche ottenere altri proficui vantaggi per chi detta legge nel sistema demo-pluto-massonico vigente, come, ad esempio, il risultato di colpire più facilmente anche i diretti antagonisti economici (come in Cina?) e magari favorire su altri fronti gli alleati politici (meglio sarebbe qualificarli come servi compiacenti!) del momento ivi presenti. Medesime azioni vantaggiose per l’oligarchia finanziaria globalista, che innescano conseguenze differenti su più fronti e in diversi scacchieri, ottenendo così i proverbiali due, tre o anche quattro “piccioni con un’unica fava”! Certamente, i risultati immediati riguardano direttamente l’attacco frontale al grande rivale asiatico del momento, col fine recondito di mettere in ginocchio la sua capacità economica, piegandolo socialmente. Ma gli effetti mediati e nel lungo periodo di questo tipo di guerra, dove la popolazione civile ha assunto oggettivamente il ruolo di cavia da esperimenti, soprattutto riguardo allo scenario nazionale nostrano, andrebbero analizzati anche in relazione alla massiccia, quotidiana e continua diffusione premeditata di veleni di vario genere nell’ambiente in cui viviamo così come nell’atmosfera e nell’aria che respiriamo, nonché delle immediate conseguenze sul clima dovute a tali azioni sconsiderate (qui), di cui, naturalmente, a tutti i costi e contro ogni evidenza, il potere ufficiale, nega persino l’esistenza, irridendo in mala fede chi denuncia tali fenomeni.

Guerra psicologica e Strategia della tensione.

Ma l’offensiva si sviluppa su più fronti, dove la politica derubricata al rango di asfissiante propaganda unilaterale riveste un ruolo centrale nel disegno criminale dei “padroni del discorso”, soprattutto nel territorio della cosiddetta “Unione Europea made in U.S.A”; non è casuale, allora, che alla “guerra batteriologica e chimica”, si affianchi l’immancabile e ben più vecchia “guerra politica”, come conferma il recente attentato terroristico ai danni della comunità etnica turca, messo a segno in Germania, nel solco dell’intramontabile “strategia della tensione”, portato a termine ufficialmente, indovinate un pò, da chi? …ma ovviamente dai cosiddetti “neo-nazisti”, che nel linguaggio orwelliano dei media asserviti al potere pluto-massonico, si equivalgono e dunque diventano …i fascisti! Dove i criminali in questione, prima di agire, “naturalmente”, lasciano un video su YouTube, in cui invocano direttamente lo sterminio delle etnie extra europee (come da copione!), cui politicamente, secondo quanto da loro diffuso, non si potrebbe più opporre null’altro che la violenza! (casualmente, fomentando così l’eterna guerra tra i poveri e le vittime del sistema plutocratico!) …insomma, delle vere “menti geniali”, che, sempre in modo assolutamente “casuale”, le cui azioni la polizia non riesce mai a prevenire, né i cui responsabili riesce mai a catturare… almeno da vivi (qui) ! Tutto ciò mentre, sempre per  puro “caso”, a Idlib, in Siria (nazione che ha un governo legittimo, guidato dal Presidente Assad, trasformato dai media del cosiddetto occidente democratico nel consueto “mostruoso dittatore sanguinario”!), la Turchia (che è parte integrante della N.A.T.O.!), nel silenzio totale del “mondo democratico civilizzato” (impegnato in tutt’altre faccende!), ne ha invaso palesemente il territorio, combattendo contro il legittimo Stato Sovrano siriano!   …che di recente, altra “casualità”, aveva osato riconoscere ufficialmente il genocidio degli armeni perpetrato proprio dai turchi nel XX secolo (qui), una mossa che aveva suscitato oltre che le ire della Turchia, anche l’evidente disappunto del governo degli Stati Uniti e dell’altro grande alleato storico turco, ossia Israele, per il quale non possono esistere altri genocidi al di fuori della Shoah (qui)! Dunque, sempre del tutto “casualmente”, stiamo parlando proprio del gruppo di nazioni che della Siria hanno “invaso il territorio”, attaccandone proditoriamente e massacrandone scientemente il popolo nell’ultimo decennio! Parliamo proprio di quella Turchia, nazione “alleata di ferro” degli U.S.A., che sta riversando nell’Unione Europea, al confine con la Grecia, l’ondata immensa di migranti provenienti da Iraq, Afghanistan, e Siria, ossia, casualmente, le nazioni attaccate e massacrate proditoriamente, appunto, dalla “democraticissima” N.A.T.O. anglo-americana! (qui) Tali scenari, in tutto o in parte, ovviamente, generano paura e/o disorientamento nella pubblica opinione, che a sua volta diventa preda dell’incertezza, della quale si alimentano le suddette crisi, pianificate dalle lobby finanziarie che governano occultamente tutte le nazioni ricadenti nell’influenza geopolitica statunitense, per ribadirne presso l’opinione pubblica la bontà del modello sociale e/o comunque la mancanza di una qualunque accettabile alternativa politica ad esso. Attenzione, non si tratta di congetture, ma di fatti più volte verificati che ciclicamente si ripetono seguendo schemi precisi.

La “Strategia della tensione” in funzione di supporto al dominio plutocratico globale di Washington (non a caso sede del Fondo Monetario Internazionale), non è affatto una novità né è mai stata abbandonata dal Governo statunitense, come abbiamo più volte già sottolineato (qui, qui, qui, qui)! Ed in concomitanza con l’attentato “neo-nazista” tedesco, sempre per puro “caso”, nella pseudo-repubblica Italy-ota, accade un altro fatto per nulla eccezionale nell’era della psicosi antifascista montante (meglio sarebbe dire montata!). Il solertissimo giornale “La Repubblica”, da par suo, “scova” e denuncia un “raduno carbonaro” degli immancabili “neo-nazisti de noantri”! Chi sono? Cosa fanno? Ovviamente, si tratta di un “pericolosissimo concerto” messo in scena da un gruppo riconducibile a Casa Pound Italia (C.P.I), nel quale si esalta l’organizzazione delle S.S. nazional-socialiste, nonché una tanto astratta quanto inventata “Europa sognata da Hitler”.

I BURATTINI DEL SISTEMA ANTIFASCISTA

Se non si dimentica che, nella narrazione orwelliana del giornalismo ufficiale demo-plutocratico, il termine nazista si DEVE equivalere apoditticamente a fascista, per i motivi che già abbiamo spiegato con chiarezza in un nostro articolo precedente (qui), allora tanto basta per costituire un tremendo crimine sicuramente foriero, prima o poi, di “violenza, razzismo e persecuzione”, motivo per cui la sceneggiata di tali burattini destrorsi è stata “prontamente smascherata” dal solertissimo giornale. La qual cosa, (come da copione!) immancabilmente attiva, a sua volta, i “collettivi antifascisti”, che, chiaramente, ed anche qui da par loro, gridano per l’orrendo delitto consumatosi! …“Ora i camerati si mascherano con attività culturali, mentre fanno apologia di fascismo (sic.!) Ma noi li abbiamo scoperti”… paventando, con fare intimidatorio, denunce alla magistratura competente. Questo, in sintesi, il tenore della “denuncia” (qui). Ma la messinscena non sarebbe stata completa se, sempre per i medesimi “casi della vita”, C.P.I. non avesse pensato bene di dedicarsi a quella che senza vergogna osa qualificare come “attività politico-culturale”, consistente nelle consuete carnevalate radical-destrorse, dove vengono esaltati fatti e personaggi che, palesemente, col Fascismo non hanno mai avuto nulla da spartire (per inciso: le S.S. furono quel corpo militare INFAME che, dopo aver anche operato devastazione al proprio passaggio in territorio italiano, VENDETTE Mussolini agli Alleati lasciandolo nelle mani dei partigiani [qui], consegnando loro anche i fascisti, votandoli così a quello che fu lo stermino post-bellico delle “radiose giornate” nella primavera del 1945! qui). Ma per la solita fatalità, è a mezzo di tali teatrini, guardate un po’ voi la coincidenza, che si alimenta lo stereotipo fasullo del “nazi-fascismo”, prontamente associato a idee “di violenza e sterminio dai negatori della persecuzione nazista”, sempre pronti ad offrire uno spettacolo ridicolo di sé alla stampa antifascista! In tale modo, di fatalità in fatalità, si arriva sempre a constatare come proprio tali attività pseudo-culturali, di C.P.I. così come di tutto il variopinto cosmo carnascialesco della destra “neofascista”, cozzino prepotentemente con quelle, per converso, rivolte davvero a formare il senso di una verace formazione culturale ideologica fascista, svolte da oltre un decennio, proprio da NOI DE ILCOVO, che fascisti lo siamo davvero, di nome e di fatto!

Di noi che abbiamo smontato, pezzo per pezzo, a suon di documenti storici, l’edificio traballante e menzognero dell’antifascismo di “stato” che, invece, il cosiddetto “neo-fascismo” con la sua condotta ingannevole e usurpatrice, da sempre tende a puntellare e legittimare, palesando con ciò il suo vero ruolo di quinta colonna del sistema antifascista (qui)! Come si tratta sempre di un “puro caso” che i cosiddetti  auto-nominati “fascisti del terzo millennio”, abbiano deciso a suo tempo di usurpare anche il nome di Ezra Pound, poeta e patriota americano, che amava profondamente la sua nazione e la Costituzione del suo Paese, e che disse a chiare lettere di NON ESSERE MAI STATO FASCISTA… a meno che, assurdamente, per essere qualificati come fascisti doc., possa semplicemente bastare l’esprimere ammirazione per l’operato di Benito Mussolini, in tutto o in parte! A questo punto, però, la lista dei fascisti includerebbe innumerevoli personaggi “scomodi”, che vanno da Gandhi a Churchill, passando per Freud a Roosevelt…etc. etc.

IL VERO SCOPO DEL NEOFASCISMO

Ma ovviamente per C.P.I. non è assolutamente in questione la “vicinanza” o l’ “evoluzione” politica elaborata da questo o quel personaggio nei confronti dell’ “ideale di Mussolini”. Assolutamente no! Essi hanno dichiarato più volte ufficialmente, che il loro riferimento al Patriota statunitense Pound è relativo alla sua lotta contro l’usura (qui). Il doppio profilo biforcuto tenuto dalle “tartarughe del terzo millennio“, col pallino di creare confusione e mischiare tra loro idee e figure politiche assai differenti, anche per la magistratura antifascista è del tutto ininfluente, anzi, alla repubblica delle banane Italy-ota i “finto fascisti atlantisti” hanno sempre fatto comodo (…avendo iniziato ad avvalersi dei loro servigi fin dalla fondazione del fu M.S.I.). Tutto ciò rappresentava un problema, casomai, per la figlia di Pound, che non voleva vedere associato a questa gente il nome del proprio padre; ma, ovviamente, nel gioco della politica nostrano, ella non conta nulla! Quindi, di coincidenza in coincidenza, di fatalità in fatalità, rappresenta solo un “caso” che le “tartarughe” si siano nominate “Poundiane”, per poi, nelle tornate elettorali, definirsi anche “socialiste nazionali”, appellarsi alle destre unite, nonché devote alla costituzione antifascista, economicamente keynesiane… etc. etc. Chiaramente, noi fascisti non siamo in grado di comprendere la “sottile strategia” che si annida dietro queste scelte, così come non riusciamo proprio a cogliere cosa abbia da spartire tutto ciò col Fascismo e la sua Dottrina… evidentemente, per costoro, poco importa che tale condotta politicamente ipocrita sia strettamente congeniale ai desiderata dei “padroni a stelle e strisce” che occupano l’Italia da 75 anni …in fin dei conti, è solo un mero “caso”, una questione assolutamente irrilevante!

Propaganda bellica e dittatura militare.

Ma accanto alla propaganda attiva, svolta sul campo dai falsissimi partiti politici e dalle loro propaggini più o meno estreme, per conto del sistema plutocratico, vi è anche quella passiva ma più subdola del martellamento mediatico quotidiano, che trasuda finto buonismo da ogni poro, dove i burattinai del sistema fanno, per l’appunto, appello ai “buoni sentimenti”, alle immagini che colpiscono a livello emozionale la psiche familiare, che richiama per fini esclusivamente retorici l’uso dei ruoli tradizionali (donna, madre, nipote – proprio loro che vogliono cancellare la stessa idea di Famiglia per come è stata concepita e vissuta negli ultimi duemila anni!), che con ipocrisia invereconda veicolano chiari messaggi politici tendenziosi; propaganda ignobile come quella emblematicamente sintetizzata da quest’altro articolo (qui). In questa prosa delirante, una “tormentatissima” giornalista ormai affermata, di origini italiane, ma vissuta in terra “albionica”, poi emigrata a far fortuna nel paese degli sceicchi, il cui nonno, a suo dire, ebbe la sciagura di essere un “fascista”, qualifica criminale già di per sé (almeno, secondo la “logica” del sistema!), cerca la “catarsi” televisiva per questa indelebile colpa ancestrale! E con un “atto di purificazione” collettiva rivolto a tutti noi italiani, perché “tutti noi abbiamo o abbiamo avuto almeno un fascista in famiglia”, ci esorta a liberarci di tale ingombrante fardello, poiché in fin dei conti non è colpa nostra!  …in quanto italiani saremmo stati “generati da delinquenti”, in modo inconsapevole siamo stati “marchiati a fuoco”!

E allora, come fare se addirittura, adesso persino il Qatar ( nazione fondamentale per gli interessi degli Stati Uniti nell’area del Golfo Persico insieme agli Emirati Arabi Uniti ed all’ Arabia Saudita!) nel quale la signora ha fatto fortuna (badate bene!), attraverso il citato (nell’articolo) documentario, ci indirizza verso un tale “lavacro di coscienza” collettivo? Come fare, se tale lezione di vita ci viene data attraverso l’esempio “coraggioso” di una donna i cui congiunti ebrei (attenzione!) hanno dovuto sopportare l’onta immonda di avere una parentela con chi discende da dei “criminali fascisti”? Ce lo vengono a spiegare loro, dal Qatar, come fare! Loro, che, alleati dell’ “Israele eterno secondo la carne”, islamisti di confessione fondamentalista, hanno “lottato contro i fascisti”! Loro, che hanno guerreggiato contro i “fascisti del Baath” di Saddam, di Gheddafi e di Assad (che fascisti, a lume di Dottrina del fascismo, non sono mai stati, ma questo è sempre un altro discorso. Anzi, no! E’ proprio lo stesso discorso!). Loro, i cui “padri”, prima ancora, hanno lottato, in Libia, contro gli “italiani criminali”! Sono loro che, con grande pietà e misericordia, ci insegnano come “purificarci dall’onta”! Ossia, “eleggendo il nemico fascista” come “nemico eterno” e globale da estirpare, anche dalle coscienze, persino dai ricordi familiari, con qualsiasi mezzo (senza lesinare nell’attacco ideologico all’altro “fuoco dell’ellissi”, il Cattolicesimo Romano, qui), almeno finché la (dis)informazione ufficiale non lo decreterà “sconfitto” (cioè mai, perché anche se non ci fosse, con le caratteristiche che gli hanno appioppato, se lo inventerebbero anche ex novo, come hanno fatto e continuano a fare!). Ecco il perché della “legge militare” imposta a tutti noi, che veniamo considerati quali infimi vassalli del loro “disordine mondiale” a trazione anglo-americana; ecco la formale giustificazione che dobbiamo accettare con gioia “per il nostro bene”! Per questo, tutte le limitazioni all’espressione del pensiero, del dissenso, della critica; così come le limitazioni della possibilità di riunirsi (senza essere spiati e col timore perenne di essere denunciati A-PRESCINDERE dalla pericolosità dell’atto); come la definizione della pericolosità non già di un atto concretamente compiuto bensì di una CATEGORIA DI PENSIERO, o le minacce di PERSEGUITARE per il solo fatto di RAPPRESENTARE qualcuno a livello ideale e non di AVER FATTO qualcosa (di illegale); per questo, dicevamo, tutto ciò risulta oggettivamente conforme alle LEGGI CONCERNENTI UNA VERA E PROPRIA DITTATURA MILITARE! Quanto, si sta concretizzando proprio adesso, proprio nella nostra amata Italia, proprio sotto i nostri occhi resi appositamente ciechi, senza, che la maggioranza dei cittadini si avvedano di tutto ciò. Se ancora non fosse chiaro di cosa stiamo scrivendo, vi consigliamo di leggere la cronistoria contenuta nel seguente articolo, che sintetizza egregiamente la questione: QUI!

…per concludere davvero!

Nel terminare questa disamina, quindi, volgiamo il nostro sguardo con nuovi occhi verso la realtà che ci circonda e che adesso appare finalmente svelata. Osserviamo finalmente l’assoluta vacuità e inutilità delle “categorie politiche liberali, di destra, centro e sinistra”. In un tale scenario di guerra permanente, le forme a noi familiari della partitocrazia ci si presentano adesso per quello che davvero sono, semplicemente inutili orpelli criminali, funzionali al mantenimento dello status quo a danno del nostro popolo. Esse non rappresentano altro che una gigantesca mistificazione, a sua volta parte integrante di una ulteriore sceneggiata di proporzioni mondiali!

Ma perché il sistema liberal-democratico, imposto dal potere pluto-massonico a mezzo del gendarme U.S.A., è così terrorizzato proprio dal Fascismo? Non dal comunismo, morto e seppellito dall’inutilità della sua criminale utopia materialista; nemmeno dal nazismo, universalmente inaccettabile per la propria vacuità tutta incentrata sull’efferato determinismo razziale pangermanista, sebbene per ciò stesso si sia rivelato il sosia ideale per nascondere e sostituire agli occhi delle masse, istupidite a bella posta, la vera natura politica del Fascismo, ingiustamente equiparato ad esso. No! Il sistema teme proprio il disprezzassimo (ed ancor più ridicolizzato da decenni!) Fascismo, per come Benito Mussolini lo trasse dall’inconscio del popolo italiano, riassumendone con ciò duemila anni di Civiltà. Giacché il sistema liberale è quello che meglio si presta per la sperequazione e l’oppressione, essendo fondato sull’edonismo individualista e sulla ricerca della felicità materiale, con ciò risultando quello più congeniale al dominio globale dell’oligarchia finanziaria pluto-massonica, che fa appositamente leva sugli istinti più bassi dell’umanità e pertanto risulta il più compatibile con la dittatura militare che abbiamo osservato. Di fatto, la democrazia liberale “a stelle e strisce”, anche in assenza di una concreta occupazione militare da parte del proprio braccio armato sul territorio, porta comunque alla diseguaglianza sociale e all’oppressione politica; così come in presenza di una tale occupazione, porta alla sottomissione controllata delle masse, realizzando sempre e in tutti i casi, di fatto, la situazione più congeniale ai propri interessi! Stante tale situazione, sembrerebbe, dunque, una storia già tutta scritta e senza altri possibili esiti, quindi perché temere ancora il Fascismo, che oltretutto nemmeno può più vantare da svariati decenni alcuna concreta forza politica che ne rappresenti genuinamente le istanze sul terreno nazionale? Cosa è in grado spaventare tanto le sanguisughe della finanza speculatrice apolide, addirittura solo sul piano delle idee, tanto da volerla a tutti i costi e con tutti i mezzi mistificare e così cancellare anche sul piano filosofico? Ebbene, li terrorizza proprio il concetto di CIVILTA’ FASCISTA! …che esprime la summa della Civiltà italiana e che, a sua volta, volenti o nolenti, è in grado di rappresentare le istanze più genuine e sentite di tutti i cristiani e tutti i latini del mondo, poiché unica e legittima erede universale sul piano politico della Civiltà Romano Cattolica! [1]

Alla fine, se si hanno il coraggio e la determinazione di saper scegliere tra una bugia rassicurante ed una verità sconvolgente, optando sempre e comunque per la VERITA’, si tratta semplicemente di capire e di accettare concretamente che SIAMO IN GUERRA! …in un conflitto globale e permanente, dove tutti quanti noi siamo vittime di una dittatura militare planetaria, abilmente camuffata dietro una formale ma inutile pseudo rappresentanza  politica, che in realtà rappresenta solo gli interessi criminali della ristretta minoranza plutocratico-massonica che ci opprime, attraverso la speculazione finanziaria ed a mezzo della forza militare dell’apparato governativo statunitense, sul quale essa domina incontrastata. Ecco  rivelato l’indicibile segreto! Ed ecco perché proprio noi fascisti de IlCovo lanciamo il nostro appello indistintamente a tutti coloro che nel mondo amano la CIVILTA’ ITALIANA e le riconoscono il ruolo di Faro universale per tutte le genti. Li invitiamo ad aprire i cuori e le menti a questa verità, li invitiamo a seguirci ed a sostenerci con tutte le loro forze, con tutto il cuore e tutta l’anima, giacché il compito di risvegliare le coscienze sopite e mortificate di interi popoli e nazioni, costituisce una impresa titanica ed immane, ma con l’aiuto di Dio e la collaborazione di tutti gli uomini e le donne di buona volontà, INSIEME, riusciremo a scuotere le coscienze, a ridare la speranza ed il coraggio per combattere!

IlCovo

NOTA [1]

“Una civiltà non è una semplice somma di beni materiali e spirituali, né una combinazione statica di concezioni e di credenze, di tradizioni e di consuetudini, di forme di arte o di tecnica, ma è soprattutto una costruzione unitaria e continua, sorretta da uno sforzo essenzialmente omogeneo ispirato ad un ideale consapevole, fondata su di un sistema di fini e di valori composti in armonia e produttivi di un ordine spirituale interiore: costruzione che diviene realtà viva e assume concretezza efficiente per virtù di un’organizzazione politica che di quell’ideale, di quei fini, di quei valori è l’espressione e insieme la banditrice e propagatrice. Ciò che determina pertanto il carattere di una civiltà è la direzione verso la quale si volge la sua energia intima, ineffabile e incomparabile, cioè il complesso di fini ai quali tende la volontà di un popolo o di una nazione. […] Presso nessuna civiltà la costanza dei caratteri fondamentali e la continuità della linea di sviluppo sono evidenti come nella civiltà romana. […] queste caratteristiche traggono la loro origine dal contenuto di questa civiltà e soprattutto dalla viva consapevolezza dell’esistenza di un ordine al quale deve sottomettersi ogni momento dell’esistenza: ordine nella vita interiore come nelle manifestazioni esteriori, nell’attività dell’individuo come in quella dello stato: ordine che si esprime attraverso una gerarchia di valori, in cui la preminenza è riservata ai valori politici, nel senso che qualunque siano gli aspetti della vita e della storia, non esclusi quelli della religione e dell’etica, il momento dominante è quello della regolamentazione dei rapporti fra gli uomini, il fine essenziale è quello della loro organizzazione in vista di un interesse e di una elevazione comune. Precetti religiosi, norme etiche, principi giuridici non sono che lo sviluppo di questo motivo politico, originario e fondamentale. […] Nella convinzione della preminenza dei valori politici e in queste singolari attitudini costruttive è da ricercare il segreto del genio romano: che, attraverso l’educazione familiare e la vita militare, ha infuso così vivace energia al principio della subordinazione del singolo al gruppo e al sentimento di devozione del cittadino verso lo stato: che ha affermato il principio dell’unità organica della res publica, quello della maiestas del popolo romano, della sovranità dello stato impersonata nei suoi organi: che ha fondato sull’idea dell’imperium tutto il sistema del diritto pubblico e la teorica della gerarchia; che ha costruito un concetto positivo di libertas, messa in relazione non col mondo astratto della ragione ma con la vita concreta dello stato, e riconosciuta come un diritto correlativo alla posizione, ai compiti, ai doveri del cittadino: che ha scoperto e rivelato praticamene la funzione costruttrice del diritto, forza operante che determina i rapporti, limita le facoltà, coordina in una superiore unità gli elementi onde la società è composta: che su queste basi foggiate attraverso una lunga e dura esperienza creò prima la salda struttura dello stato cittadino, poi l’unità della nazione italiana e infine l’impero mediterraneo e universale. […] Non v’ha dubbio che una delle caratteristiche più evidenti della civiltà romana, conforme alla preminenza in essa del momento politico, è la tendenza ad un progressivo rafforzamento dello stato, mediante un continuo processo di integrazione inteso a far partecipare alla vita della civitas e a disciplinare entro le sue strutture una massa sempre maggiore di uomini suscitando in loro la coscienza della funzione e della missione dello stato romano e attribuendo ad essi un’attività responsabile in pace e in guerra”. (In “Dizionario di Politica a cura del Partito Nazionale Fascista-Antologia, Volume unico”, Lulu.com, 2014, pp.572-573)

Il perno della concezione politica, economica e sociale espressa nella Dottrina del Fascismo scritta da Benito Mussolini, come già scrivemmo a conclusione dell’edizione del Decennale del nostro lavoro sull’Identità Fascista, sta tutto in queste in queste righe:

“Il fondamento dottrinale del Fascismo è rappresentato dalla Nazione italiana concepita spiritualmente come coscienza e volontà di una moltitudine unificata da un’idea di Civiltà, organismo avente fini, vita, mezzi di azione superiori per potenza e durata a quelli degli individui divisi o raggruppati che la compongono, costituente un’unità morale, politica ed economica, realizzantesi integralmente nello Stato etico corporativo fascista, che è volontà di potenza e d’imperio universale.” (In “L’Identità Fascista – Edizione del Decennale, Lulu.com, 2018, p.396)

…una concezione tradizionalmente romana ed italiana, che nega il significato razionalista, cosmopolitico, universaleggiante della civiltà, e riconosce in essa l’azione costruttiva dell’individuo inquadrato ed organizzato nell’unità etnica del popolo e in quella storica di nazione. Pertanto l’idea di civiltà sta a significare la conquista che un popolo compie dei valori supremi dello spirito che trovano forma di espressione nella sua vita politica, morale, sociale, giuridica e cioè nello Stato; è, perciò, il modo di vivere, di operare, di pensare e di creare la vita; il modo suo, intrinseco, di esistenza; che, tuttavia, può essere riflesso sugli altri popoli, in quanto si dà al mondo il frutto delle conquiste raggiunte. Univer­salismo e particolarismo vengono superati mercé questa interpretazione della storia; un popolo si conquista, sì, un modo elevato di vita; ma è portato a proiettare la sua civiltà sulla vita degli altri popoli, elevando, così, la sua particolarità ad universalità. La civiltà è, dunque, moto creatore, ed atto di conquista di valori di un popolo; è espressione delle formazioni spirituali acquistate e volute; è vittoria dello spirito sulla natura, del genio sui tempi, delle facoltà morali degli uomini organizzati, che si sentono nazione. La civiltà si manifesta in opere di pensiero, di arte, di scienza; in realiz­zazioni sociali e politiche; e cioè nello Stato; e soprattutto in una determinata forma di stato, che riassuma e realizzi un modo di vita, un ideale di elevamento e di potenza. Di volta in volta, nella storia dell’umanità, diversi popoli hanno improntato della loro capacità spirituale le varie epoche, che caratterizzano e distinguono le fasi storiche […] Ma il tipo di civiltà, prevalentemente borghese, di marca franco–britannica, dominante fino alla guerra mondiale è del tutto superato. La Rivoluzione fascista è la portatrice di una civiltà nuova; civiltà di valori e di ideali; civiltà culminante nella concezione unitaria e perciò umana dello stato. (In,“Dizionario di Politica a cura del Partito Nazionale Fascista-Antologia, Volume unico”, Lulu.com, 2014, p.82)

Ecco perché la plutocrazia massonica, anche in assenza del regime fascista, ha sferrato la sua offensiva finale al Fascismo, in quanto esso si traduce un attacco totale alla Civiltà di Roma, Roma repubblicana, Roma imperiale e Roma cristiana, tutta la nostra Civiltà che rappresenta LA CIVILTA’ in quanto tale! Come acutamente riassunto di recente da un insigne studioso nonché sacerdote cattolico…“L’odio per Roma che caratterizza ed accomuna Ebraismo e Luteranesimo (“Los von Rom / Lontani da Roma”) è indicativo. Lo stato attuale di abbrutimento dell’umanità e soprattutto della “Vecchia Europa”, distrutta dal Piano Kalergi, è il frutto del dominio giudaico-americanista sul mondo; la salvezza e la restaurazione dell’uomo, della famiglia e della società, sarà il frutto miracoloso del trionfo di Roma “immortale di martiri e di santi”! (In, Curzio Nitoglia,”Non abbiamo fratelli maggiori”, 2019, Edizioni Radio Spada, p.105)

 

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VANGELO E MOSCHETTO: un’opera valente che rende un grande servizio alla verità storica !

Vangelo e Moschetto

Nel panorama Culturale italiano, completamente monopolizzato a livello istituzionale dalla pregiudiziale antifascista, esiste una concreta situazione di “egemonia politica”, che rappresenta il principale elemento di chiusura alla verace ricerca storico-politologica sul versante degli studi accademici ufficiali riguardanti il fenomeno fascista. Questo innegabile status quo, non permette né una libera ricerca in campo universitario, tantomeno la diffusione presso il grande pubblico di opere indipendenti serie ed innovative, pur presenti sulla scena editoriale, frutto di alcuni ristretti ambiti di nicchia (come il nostro!), impedendo così che tali studi possano giungere alle loro estreme e naturali conseguenze, cioè quelle di innescare un serio dibattito storiografico capace, a sua volta, di mettere in discussione interpretazioni vecchie e superate, fondate su pregiudizi politici consolidati ancorché errati, con ciò ponendo potenzialmente fine ad una egemonia culturale e politica fondata sulla menzogna… quanto, per l’appunto, il sistema demo-pluto-massonico al potere, tenta di impedire ad ogni costo! Ecco perché (tra intimoriti  e compiacenti!) tutti i ricercatori che vogliono fare una “carriera ufficiale”, sanno già, fin dal principio della loro attività, all’interno di quali schemi ideologici consolidati (ancorché tendenziosi!) possono e debbono muoversi.

Per questo motivo, non possiamo che essere felici le rare volte che vediamo comparire nel campo degli studi storici contemporanei – in quello che a livello nazionale rappresenta un panorama culturale desolante – opere in grado di portare una ventata di aria nuova, capaci di spazzare via i miasmi mefitici della palude culturale Italy-ota, ricerche come quella di Raffaele Amato, intitolata: VANGELO E MOSCHETTO – Fascismo e Cattolicesimo – Sintonie, Attriti, Battaglie ComuniL’autore, che già dal titolo mostra di non avere alcun timore di “entrare a gamba tesa” in una tra le questioni più spinose nel vasto ambito della ricerca sul Fascismo, si muove con grande competenza nel campo dell’analisi storica e della filosofia politica, ponendo all’attenzione dei lettori, a mezzo di uno studio tanto agile, snello e dal linguaggio semplice, quanto scientificamente rigoroso ed assai documentato, la vera natura del rapporto ideologico e politico che intrecciarono Fascismo e Chiesa Cattolica, alla luce dei principali avvenimenti storici del Regno d’Italia che interessarono tale ambito, illustrandone in modo pieno e completo il valore non transeunte, ossia il fondamento etico ed i fini morali alla luce delle rispettive dottrine. Con ciò, il lavoro di Amato si colloca idealmente nel solco da noi già tracciato e dedicato all’analisi dottrinale del Fascismo come concezione politica religiosa, ampliandone però notevolmente la prospettiva in senso storico.

Studio delle Origini.

Uno dei meriti principali dell’opera di Amato risiede nel raggiunto equilibrio tra chiarezza espositiva e dote di sintesi, che rendono il testo piacevole alla lettura anche per chi non è uno specialista. La struttura dei capitoli è studiata in modo da guidare il lettore in un percorso virtuoso di comprensione, che partendo dagli elementi fondanti, arriva gradualmente ed in modo cronologico a descrivere fatti e relative conseguenze. Particolarmente degna di nota è l’attenzione posta dall’Autore ad un elemento irrinunciabile per la comprensione del tema in oggetto: lo studio delle origini della “Questione Romana”. L’autore pone alla base della sua trattazione, il rapporto tra la Religione Cattolico-Romana e la forma di Stato scaturita dalla “modernità borghese”; partendo da questa analisi, egli pone la nascita del Fascismo Mussoliniano in relazione sia con la suddetta “modernità”, che con la Civiltà Romano-Cattolica, identificata quale fondamento della stessa Civiltà Italiana e mediterranea. Il libro, dunque, dopo un preambolo storico che inquadra i termini del problema, partendo dalla cosiddetta “Questione Romana”, la inquadra storicamente definendola in tutti gli ambiti che ebbero un impatto profondo sulla società italiana. Da ciò scaturisce quel che l’Autore rileva quale vero problema attinente tale questione, che fu tanto di tipo filosofico-culturale, quanto politico; ossia, quello relativo alla polemica sui valori effettivi all’insegna dei quali si realizzò concretamente “l’Unità d’Italia“. Molto opportunamente Amato analizza i fatti relativi a quella che si rivelò essere la più grande lacerazione politica del tessuto sociale italiano, inserendo la nascita del Fascismo, correttamente, in questo ambito. L’autore delinea, dunque, all’interno del “movimento Unitario Italiano”, le varie correnti filosofiche e politiche che lo hanno animato. In questo contesto, si colloca la “gestazione” del movimento fascista e della stessa personalità politica di Benito Mussolini. La descrizione delle correnti di pensiero che hanno influenzato Mussolini, e dunque il Fascismo, risulta pertinente e precisa. Al suo interno, Amato guida il lettore nella comprensione della particolarità delle coordinate ideologiche che mossero il futuro Duce, già agli inizi della parabola fascista, rilevandone tanto i punti fermi quanto quelli che furono oggetto di evoluzione politica: in particolare sull’atteggiamento politico del Fascismo e su come esso si sia inserito in modo peculiare nel dibattito inerente la “Questione Romana”, palesando come la concezione ideale che espresse risultasse originale e diversa da tutte quelle dei gruppi politici italiani che l’avevano preceduto (e che l’hanno seguito, ci permettiamo di aggiungere noi!).

Le “mani tese”.

In quella che idealmente potremmo definire la “seconda parte” del testo, il lettore viene guidato verso la comprensione dello sviluppo della Dottrina Fascista quale concezione eminentemente spiritualista, la cui peculiarità viene sempre più a manifestarsi, mano a mano che l’autore si sofferma nel palesarne la coerenza inerente ai presupposti etici e morali, e soprattutto in rapporto alla religione in generale ed in modo particolare in relazione al Cattolicesimo Romano. In netta polemica con la vulgata culturale “ufficiale”, sia marxista che liberale, l’autore identifica in Mussolini e nel Fascismo una linearità ideologica di fondo, portando all’attenzione del lettore quanto realizzato negli Anni 30 quale logico sviluppo di quegli stessi principi più volte pubblicamente enunciati dal Regime. Amato fa opportunamente notare, nell’ambito dell’analisi rigorosa che porta innanzi, l’apertura preferenziale del Cattolicesimo Romano rispetto al movimento Fascista, rimarcando la parallela chiusura nei riguardi del “Liberale Sturzo”. Concretamente, Amato mostra che alla “mano tesa” del Cattolicesimo corrispose la “mano tesa” del Fascismo. Come egli evidenzia con numerosi esempi, tale “predisposizione” venne a manifestarsi ed a consolidarsi proprio nei momenti dove più acuto sembrava essere lo scontro politico tra di essi, che egli pure non nasconde affatto, ma descrive minuziosamente, manifestando chiaramente la contingenza di tali divergenze. Al contrario della “interpretazione ufficiale” maturata negli ambiti dell’antifascismo popolare sturziano, Amato, in aperta polemica con la “vulgata cattolico-liberale”, porta all’attenzione del lettore proprio le parti polemiche dei documenti pontifici, che ribadiscono al loro stesso interno (sic!) la continua apertura di principio nei confronti del Fascismo (mai manifestata riguardo al comunismo né, tantomeno, riguardo al liberalismo!) proprio durante i frangenti di maggiore tensione, proseguendo poi nell’analisi del rapporto tra la Dottrina sociale della Chiesa e quella del Fascismo, nonché della comune battaglia ideale anti-massonica. Qui l’autore va ulteriormente elogiato per aver manifestato col proprio approccio una profonda onestà intellettuale, poiché tale metodo di ricerca virtuoso, capace di analizzare fatti e documenti nella loro interezza, senza trascurare di utilizzare e citare correttamente tutte le fonti, è patrimonio davvero non comune tra chi si occupa di ricerca storica, in quanto risulta (volutamente?) negletto (non solo in campo antifascista, ma anche in ambito Cattolico tradizionale!). Per questa ragione rappresenta, a parer nostro, la parte del libro che maggiormente merita di essere additata all’attenzione dei lettori e che apprezziamo con particolare slancio: laddove l’autore, si inserisce nel filone che abbiamo, per così dire, indicato per primi come Associazione Culturale “IlCovo”. Egli analizza la Dottrina del Fascismo (1932), evidenziandone l’innegabile fondamento Spiritualistico e il particolare humus Filosofico affine all’idealismo trascendente, comparandolo coerentemente con le sue origini culturali, risalenti alla nascita dei Fasci di Combattimento. Amato mostra la tenace coerenza della Dottrina del Fascismo di Benito Mussolini, svolgendo un sintetico excursus tra i principali documenti degli ideologi e filosofi fascisti. In tale modo si comprendono tanto il perché della complementarità tra Fascismo e Cattolicesimo sul piano dei valori etici, quanto il motivo per cui, con innegabile correttezza storico-politologica, egli inserisce la “Conciliazione“, e dunque la risoluzione della “Questione Romana“, non semplicemente tra i grandi successi politici dello Stato Fascista e del suo Capo, ma quale base stessa della nuova concezione dell’Unità Italiana. In ciò risiede principalmente l’originalità del suo lavoro. Egli, molto opportunamente, identifica la “Conciliazione” come il nuovo fondamento dell’Unità d’Italia, spiegando il motivo filosofico-politico dell’adozione dell’11 febbraio quale Festa Nazionale.

Un discorso da completare?

Nella “terza parte” del libro, vengono analizzati i grandi eventi in cui si concretizzò in modo operativo la collaborazione virtuosa tra Fascismo e Cattolicesimo Romano. I momenti salienti sono identificati nella Campagna militare Etiopica e nella “Nuova Crociata Spagnola”. L’autore non manca però di mostrare i rapporti intrecciati tra Stato Fascista e Cattolicesimo anche durante la tragica parabola bellica del Secondo conflitto mondiale e l’epilogo della Repubblica Sociale Italiana, facendo giustamente notare come la politica della “mano tesa” venne confermata anche dal Fascismo Repubblicano, il quale non è da identificare come “nuovo Fascismo”, ma come la forma assunta dallo stesso Fascismo nelle eccezionali circostanze del momento. Il libro si conclude con l’analisi del percorso spirituale di Benito Mussolini e della sua “personale conversione religiosa”.

A nostro avviso, il testo di Raffaele Amato si staglia nel panorama culturale italiano come una valente opera storico-politologica ed un nuovo punto di riferimento della storiografia, sia sul Fascismo che sulla Chiesa; ecco perché merita certamente di essere letto. Se proprio dobbiamo muovergli un appunto, possiamo rilevare che il “discorso incominciato”, in parte non è stato completato, non certo per demerito dell’autore, quanto per la mancanza di prospettive nuove e differenti slegate dalla morale dell’antifascismo di maniera espressa dalla storiografia ufficiale accreditata, che egli pure ha utilizzato nella sua ricerca e di cui qualche influenza affiora nel testo. Ci riferiamo all’utilizzo di categorie interpretative come quella defeliciana del “fascismo-regime” e del “fascismo-movimento”, che potevano avere un senso politico nella cornice storica italiana degli Anni 70, ma che con il progresso delle ricerche degli ultimi decenni, risultano ormai superate. Sul piano del rapporto tra principi ideologici fondamentali e prassi politica, come abbiamo già argomentato nelle nostre ricerche, il Fascismo non operò mai in modo da conseguire risultati tra essi difformi; contrariamente a quel che lascivano supporre le categorie interpretative usate dal De Felice, nell’arco del ventennio che esso ebbe a disposizione, il regime fascista, casomai, realizzò gradualmente tutto quel che poté in conformità con quanto espresso nella propria Dottrina. Non bisogna mai dimenticare che nessuno degli esponenti del Fascismo, a cominciare da Mussolini, pensava che l’operato della rivoluzione delle camicie nere sarebbe stato bloccato e sovvertito a partire dal 1945. In tal senso, a nostro parere, il Fascismo, contrariamente a quanto sembra emergere dal libro di Amato, non si trovò ad “approdare” alla forma statuale descritta dall’autore, poiché ideologicamente esso già la conteneva “in nuce”. Sicuramente, al proprio interno, si manifestarono tendenze ideali e figure particolari minoritarie che mal si conciliavano con le idee ufficiali, ma, noi rileviamo che esse non avrebbero potuto, nè in realtà riuscirono mai ad inficiare i fondamenti dottrinali dell’Identità Fascista, poiché il suo fondatore Benito Mussolini, l’aveva plasmata dandole una forma coerente, così come gli uomini di cui si circondò, ai quali diede il compito di codificarne principi teorici e prassi politica, a tale forma precisa e inequivocabile chiaramente si ispirarono. Naturalmente, come abbiamo sempre sostenuto, questi fondamenti, dopo oltre 70 anni di propaganda antifascista, che ogni mezzo ha utilizzato per cancellarli, andavano riscoperti. Con il lavoro di Raffaele Amato, è stato aggiunto un ulteriore tassello che ci consente di riscoprire proprio tali fondamenti.

IlCovo

2 commenti

RICORDO?

Risultato immagini per LUTTO ITALIA FOIBEPurtroppo, in una “repubblica nata dalla resistenza”, l’aver inserito, nel marasma politico in cui siamo immersi una “giornata del ricordo delle Foibe”, non ha nessun senso reale. Anche l’eventuale buona fede di chi, giustamente, vuole che si ricordino non solo “determinate” vittime, ma TUTTE, senza nessuna distinzione, e TUTTI gli sterminii, per condannare TUTTI i razzismi, non ha e non avrà nessun seguito. Nè ora, nè in futuro, in un contesto come questo.

Si assiste, infatti, da quando per opportunità politica è stato inaugurato questo giorno, ad una ulteriore dannazione della memoria. L’esatto opposto di ciò che si voleva, o si sperava di ottenere. Questo perchè le “forze” al servizio dell’occupante militare, e grazie a questo, sono ovviamente in una posizione di preminenza. Politica e sociale. Per questo, ciò che è impedito a chi “contesta”, ovvero esser “liberi” di discutere, opinare, rivedere, su basi fattuali, non lo è ai “padroni del discorso”. Non solo essi “opinano”. Ma lo fanno NEGANDO SPUDORATAMENTE fatti, dati, documenti. O peggio, “giustificando” eccidi di proporzioni immani (per i gruppi coinvolti), su basi che se venissero “usate” da altri, darebbero luogo a gogne, processi, carcere! E, altrettanto ovviamente, per tali “padroni del discorso” non vi sono magistrati o pubblici ministeri accusatori, nè reati da contestare!

E’ OVVIO, che il “negazionismo” è a “senso unico”. Che lo si agita come un grimaldello per TACITARE gli onesti, mentre non esiste per coloro che “comandano”. Che un giorno dedicato allo sterminio antitaliano, il cui epilogo sono state anche quelle orrende cave ricolme di corpi di nostri fratelli, non avrebbe provocato altro se non dolore e altra ignobile indifferenza.

A quei nostri fratelli sterminati, in mezzo al clamore politico che li ignora, noi mandiamo il nostro reverente saluto. Lo facciamo alzando il braccio destro verso il sole. L’ultima luce che Essi hanno visto, prima di essere inghiottiti dagli antri inverecondi di coloro che continuano ad ucciderli 2,3 venti, mille volte. Ogni volta che li nominano, indegnamente. Tutti.

IlCovo

Risultato immagini per lutto italia