1 Commento

A DUE PASSI DALLA VERITA’! – LETTERA APERTA A LUCA DONADEL

Caro Luca. Permettici questo incipit, in forma così diretta. Ti scriviamo, tenendo ferme le nostre grandi differenze di princìpi, per due motivi fondamentali: 1) ti seguiamo da quando, circa quattro anni fa, ti sei “affacciato” nel mondo “mediatico” con un gesto coraggioso, per la realtà in cui viviamo; 2) di recente hai pubblicato due video, su quella che potremmo definire “vicenda Paragone”, che ci hanno fatto immaginare uno sviluppo potenzialmente positivo in merito alla tua lettura della realtà politico-sociale italiana e  mondiale (qui).

Non possiamo certo definirci “coetanei”. Ma, il nostro “salto generazionale” non è poi così grande. Come in ogni dialogo che si rispetti, è giusto che ci si “ri-presenti”. Ecco chi siamo noi;  ed ecco la nostra Associazione  e la nostra collana editoriale

Al nostro attivo abbiamo ormai lustri di studi, ricerche, conferenze (se vuoi potrai dare un’occhiata nella sezione video, l’ultimo dei quali, “come saprai”, ripreso da Informal TV): il percorso che abbiamo intrapreso, arrivando a fondare questa associazione di “veri liberi pensatori”, potrebbe esserti molto congeniale. Liberi da ogni “lavaggio del cervello”, poiché ce ne siamo infischiati delle “liste di proscrizione”, ed abbiamo intrapreso una vera e propria battaglia per la Conoscenza della Verità. Alla fine, la Verità l’abbiamo scoperta… e abbracciata! Per questo, era ed è per noi impossibile non diffonderla. Forse ti stupirai nel notare che noi de “IlCovo” siamo l’esatto opposto di come i fascisti vengono dipinti dal “ministero della verità” (con la “v” minuscola). Forse, se vorrai approfondire la cosa, noterai che l’immagine diffusa dalla “propaganda ufficiale”, è stata realizzata pensando appositamente di creare lo stereotipo del “mostro”. Ma, non vogliamo precorrere gli eventi. Andiamo per ordine.

Al fondo della tua “discesa in campo”, pensiamo ci sia stata una sincera “voglia di Verità”. Probabilmente sei stato sospinto dall’esperienza diretta che hai fatto, riguardo la realtà della manipolazione dell’informazione (il potere più grande!). Sappiamo bene che la disillusione e la consapevolezza di essere stati ingannati, costituisce un grande detonatore morale. Lo è stato anche per noi, che, da militanti in formazioni politiche che si appiccicavano determinate etichette e facendo proprie immagini stereotipate di un certo tipo, ne abbiamo verificato tutta la strumentalità e falsità, constatando in ultimo l’usurpazione della verace identità fascista (qui). Quello fu il nostro “detonatore”, che da giovani volenterosi, fin da allora studiosi desiderosi di scoprire la Verità, intanto ne constatavamo il vilipendio e  la distorsione realizzati a suo danno! Non eravamo affatto “violenti, razzisti, tantomeno favorevoli ad alcuna tirannia”. Le idee che professavamo non erano affatto “mostruose”. Ma il “mostro politico”, casomai, constatavamo che era stato “creato a bella posta” e la messinscena mandata in onda dagli stessi che dicevano di “essere i portatori di grandi ideali di progresso e libertà”. Questo inganno, allestito proprio nell’agone politico, anzi, il fulcro stesso della cosiddetta “democrazia antifascista”, è il “padre” di tutti gli inganni che patiamo tutti noi cittadini italiani.. e non solo noi! Per questo, ora che tu hai iniziato ad accorgerti di certi fatti, vorremmo aiutarti ad aprire definitivamente i tuoi occhi sulla vera natura della realtà politica che ci circonda.

La nostra esperienza ci ha portato, già “molto tempo fa”, a formulare la frase che tu di recente hai pronunciato nel video in cui, giustamente, denunci “l’inganno” dell’Italexit” di Paragone: “non mi fido più della politica”. Purtroppo, caro Luca, quella che si svolge regolarmente sotto gli occhi dei cittadini italiani, dal 1945 ad oggi, non è affatto “politica” ma solo una contraffazione di essa. Si tratta di un regime oligarchico installato a mezzo di una “occupazione militare permanente” (qui. Questo articolo è stato l’ispiratore della successiva conferenza che abbiamo tenuto a Roma, qui). E’ per questo, non per altro, che qualunque formazione che preveda di agire all’interno di un siffatto quadro politico-istituzionale, senza metterne affatto in discussione i fondamenti, pur proclamandosi a chiacchiere favorevole ad una qualsivoglia “sovranità e partecipazione popolare”, non potrà mai ottenerle né realizzare concretamente quel che proclama!

Ebbene, proprio per questo motivo, caro Luca, scoprirai che il problema che percepisci esistere ma che ancora non sei riuscito ad inquadrare pienamente nei suoi esatti contorni, non è a valle degli innumerevoli inganni, segreti, falsificazioni e crimini perpetrati fino ad oggi contro il popolo italiano ed operati da tutti gli “attori politici” nostrani (e non)… bensì sta monte! E si tratta del fondamento stesso di quel che taluni hanno eufemisticamente definito un “protettorato”, che descrive la situazione concreta del sistema politico Italy-ota (ma più corretto sarebbe qualificarlo come “regime militare coloniale permanente”). Di fatto, l’Italia non è più uno Stato-Nazione dal 1945! La sua costituzione è stata scritta appositamente per smantellare, nel tempo, tutto ciò che potesse riferirsi ai concetti di “Stato” o “Sovranità” (qui). Non essendo più rappresentato il popolo italiano nel suo divenire, si è rotta la linea di continuità con l’Unità Nazionale, di già fragilissima. Da quel momento, nessuna esperienza politica ha mai più avuto la benchè minima possibiltà di rappresentare davvero gli interessi della popolazione! Le oligarchie politiche messe al comando dal padrone straniero occupante, hanno dovuto rispondere primariamente ad organismi sovranazionali, predisposti già all’indomani del trattato di pace del 1947, che ci hanno scientemente condotti agli odierni risultati disastrosi… nulla è avvenuto casualmente!

Dunque, caro Luca, tu hai osservato e constatato solo un brandello infinitesimale di Verità. Infatti, il problema non è costituito solo dal “Paragone di turno”, che ha seguito il “percorso obbligato” che altri come lui, prima di lui, e dopo di lui, hanno fatto e faranno; il problema è proprio la strategia del “Trojan Horse” – il “Cavallo di Troia”, che rappresenta il metodo “normalmente” usato per imbonire le masse in questo nostro disgraziato paese, ormai da settantacinque anni! Sono quasi dieci anni che, ad esempio, le “maschere politiche” abitualmente utilizzate nella tragicommedia allestita dal sistema di potere al comando, vengono  gradualmente gettate; la tragedia della cosiddetta “pandemia assassina” ha dato  la misura della degenerazione cui vogliono pervenire i soggetti che reggono i fili delle marionette politiche nostrane (qui). Sono stati proprio coloro che stigmatizzano concetti quali la “dittatura, il razzismo e la violenza”, ad essersi comportati esattamente come “dittatori, razzisti e violenti”, per ben 75 anni! Dunque, il primo inganno risiede proprio nel fondamento della cosiddetta “democrazia parlamentare” italiana, che mai è stata né mai sarà un regime di “liberi e uguali”!

Prima che tu ti affacciassi alla politica, noi denunciammo, proprio alla nascita del Movimento 5Stelle, la tattica e l’inganno che tu saggiamente hai citato rispetto alla Microsoft di Gates (qui). Caro Luca: Paragone, Amodeo, Fusaro e chiunque pensi di “fornire la soluzione” alla società “mangia-uomini” in cui viviamo, permanendo all’interno delle regole dettate dalla cosiddetta liberal-democrazia-parlamentare, o mente sapendo di mentire, oppure è totalmente stolto e/o ignorante (il che alla fine è lo stesso) da costituire un pericolo per se stesso e gli altri. In tutti i casi summenzionati, il risultato è già scritto! Dunque, Luca, ti chiediamo: vuoi davvero cambiare? Te la senti di intraprendere un atto che necessita davvero di un coraggio sovrumano, accettandone oneri ed onori? …Rimanendo nell’ambito della metafora, quale pillola scegli di prendere, la rossa o quella blu?

In attesa di una tua risposta, ti salutiamo!

IlCovo

 

Lascia un commento

LA MENZOGNA COME UNICA MADRE DI QUESTA REPUBBLICA!

Anche quest’anno, la triste e monotona retorica degli anniversari scandisce quello della “strage di Bologna”. Abbiamo, in abbondanza, mostrato la falsità delle “versioni ufficiali” (qui), in questa come in altre “stragi di stato”, così come la strumentalità dell’ uso del “mostro neofascista”, creato a bella posta proprio per queste “necessità”, e sfruttato in vari modi, tra cui quello di “capro espiatorio”.

Quest’anno la lugubre retorica antifascista, non cambia, ma si consolida. Dopo che il cosiddetto “Presidente della Repubblica” aveva di già più volte puntato il dito contro “il neofascismo” e si era detto “sicuro” che i mandanti sarebbero stati presto smascherati, è arrivato il “coronamento”: il “sempreverde” Massone Licio Gelli (ma la smentita è arrivata subito: qui ), sarebbe il mandante della Strage! Così si prendono i due proverbiali piccioni,  con la fava massonica: si salva la retorica antifascista, ma allo stesso tempo si confermano i motivi sovranazionali del gesto dei “manutengoli fascisti”. Così, tutti “contenti”. Ma, come vi abbiamo dimostrato, la realtà è diversa: ed è quella che emerge. Ovvero che la vera vittima è l’intero popolo italiano! Ingannato, trattato come carne da macello, ed in ultimo anche preso per i fondelli! VERGOGNA!

IlCovo

Lascia un commento

MISTICA DELL’AUTARCHIA FASCISTA!

Oggi, 29 luglio 2020, 137° anniversario della nascita di Benito Mussolini, ci interrogavamo su quale fosse il modo più appropriato per ricordare onorevolmente e soprattutto fascisticamente, la figura politica del Duce! Fiori, canzonette e lamenti sono modi degni solo di nostalgici passatisti che del Fascismo non hanno mai compreso l’essenza ideale verace, non certo adeguati a chi fascista lo è concretamente e misticamente come Noi de “IlCovo”! E poiché il Fascismo è una concezione politico-morale nuova e migliore rispetto a tutto quel che lo ha preceduto e seguito, è proprio nello spirito che investe ed avvolge in modo totale ed onnicomprensivo la vita degli uomini che ad essa si votano, di cui è portatrice questa concezione davvero unica, che va rintracciato il lascito intramontabile di tale ideale a motivo del quale è possibile celebrare degnamente la figura dell’Uomo politico che di tale concezione fu artefice, o se preferite, il levatore, in quanto fu lo stesso Mussolini ad affermare di aver tratto il Fascismo dall’inconscio del popolo italiano! Ebbene, il documento che abbiamo ritrovato, attinente la Mistica dell’Autarchia Fascista, proprio attraverso le parole di due grandi esponenti del pensiero politico fascista come Tullio Cianetti e Niccolò Giani, pensiamo possa rendere giustizia all’azione rivoluzionariamente benefica che egli si assunse la responsabilità di intraprendere quale Guida del nostro popolo! Oggigiorno va di moda, tra i finto contestatori del sistema demo-plutocratico massonico al potere, il tema della sovranità economica e monetaria! Ci si illude (o si fa finta!) che esse possano essere conseguite senza pensare di mutare il disastroso quadro politico che caratterizza l’attuale entità pseudo-statale Italy-ota, asservita al Governo U.S.A., a sua volta retto dalla finanza speculatrice apolide!  Ma, come illustra chiaramente il documento che abbiamo messo a disposizione dei nostri lettori, il perseguimento dell’indipendenza economica è indicato dal fatto stesso della Rivoluzione Fascista, che fu subito un fatto «mistico». Scrive Cianetti: … L’indipendenza economica fu l’obiettivo che il Duce indicò al Popolo italiano il giorno stesso in cui gli mostrò la necessità dell’espansione nazionale. Il Duce disse all’indomani del 9 maggio 1936: « L’autonomia politica, cioè la possibilità di una politica estera indipendente, non si può concepire senza una correlativa capacità di autonomia economica ». L’indipendenza economica è la conquista dell’Italia che assume l’iniziativa e la responsabilità del proprio destino nazionale. Non da oggi l’autarchia è naturale obiettivo di ogni Stato che esca dal guscio della minorità. Con altri nomi, è sempre presente. Quest’enorme visione politica è, per la dottrina fascista, niente altro che la più alta espressione dello spirito nazionale. Non si circoscrive nemmeno in un programma, perchè non si possono mettere confini nè allo spirito, nè al destino di una Nazione concepita come unità eterna e trascendente, liberata dagli egoismi delle classi e degli individui. In questo quadro l’autarchia economica è uno strumento di potenza morale, di volontà, di sacrificio, con sue proprie leggi che, per essere di natura spirituale, non sono meno definibili nella dottrina del Regime Fascista. Si tratta — come di tutti i fenomeni a fondo spirituale — di un apporto di valore internazionale che sarebbe erroneo circoscrivere ad un fattore della politica interna. L’autarchia è, sì, un fenomeno che si alimenta da un geloso amore nazionale: ma in quanto è il sentimento base di una società che intende farsi più perfetta, appartiene all’ordine internazionale, o, se si vuole, della giustizia internazionale che presuppone una collettività di Stati giusti, cioè compiutamente indipendenti. Tuttavia una teoria morale dell’autarchia non è nemmeno necessaria per chi sa intendere la dottrina fascista. Si può dire che essa è un aspetto della dottrina economica fascista, mentre è la manifestazione concreta della nascita della nazione imperiale. Ma solo con Mussolini si fonda una teoria veramente definitiva e creatrice, perchè supera i confini di una Nazione, per diventare uno dei fattori fondamentali dell’ingresso dei popoli giovani nel mondo. Difatti la dottrina autarchica italiana è squisitamente concetto internazionale perchè mira ad un radicale mutamento dei rapporti economici. L’autarchia fortifica la nostra posizione nel commercio internazionale, perchè ci sottrae dalla dipendenza nei rami vitali delle industrie e ci consente di negoziare importazioni ed esportazioni. Il principio autarchico, animato dall’equivalenza economia-morale, non è campato in aria, ma è logico progresso dal passato. Il sistema mercantilista suggeriva di accumulare ricchezze con gli scambi internazionali, ma riduceva le ricchezze all’oro e alla moneta. Per noi si accumula ricchezza col lavoro e con i mezzi di sussistenza. Da qui l’importanza, nel quadro autarchico, della bonifica integrale, della battaglia del grano, della colonizzazione interna, dell’incremento demografico, della preparazione militare. Tutti aspetti di un’identica necessità, modi di essere di una sola realtà. L’asse della potenza economica dovrà spostarsi dall’egemonia data dal possesso delle materie prime e dalla preponderanza geografica, alla giustizia internazionale voluta dalle forze del lavoro, della scienza, del genio; onde il Gran Consiglio nella sessione primaverile del 1937-XV chiese alla scienza e alla tecnica di « collaborare al sollecito raggiungimento di questo massimo di autarchia, perchè solo con la scienza, col dolore e con lo spirito pronto ad ogni evento, i popoli meno dotati possono resistere all’eventuale aggressione di paesi ricchi di denaro e possessori di maggiori risorse naturali ». Il principio italiano è chiaramente in funzione di un principio internazionale, non solo per gli scopi, ma anche per i presupposti. A prescindere da ciò, il valore morale del principio vale per tutti i popoli. Vale per tutti che la ricchezza e l’oro non sono più i despoti del mondo. L’Italia ha ormai sanzionato la legittimità della ribellione allo stato di fatto e di diritto della povertà. La conquista territoriale e la rivendicazione di sacrosanti diritti hanno sostituito l’adattamento passivo che aveva diviso il mondo in ricchi e in poveri. Peggio per chi non ha capito la Rivoluzione Fascista, se questa ha proiettato su un piano internazionale la lotta di classe.

Ma, evidentemente, senza un’alta tensione morale, non sarebbe stato possibile all’Italia creare questo nuovo atteggiamento internazionale; non sarebbe stato possibile neppure se il principio autarchico italiano non fosse stato sorretto da un sistema di vita politica ed economica; se, in altri termini, la mistica autarchica non avesse avuto già una base nella realtà dei fatti e della dottrina. E’ la dottrina fascista che afferma come economia e politica si identifichino, in quanto l’economia non è che un aspetto dell’etica che attua fini politici servendosi di una tecnica che si chiama appunto « economia ». Del resto, questa, nello Stato totalitario non potrebbe essere altro che adeguamento dei mezzi a fini di ordine etico e politico. Però non è vero che lo Stato corporativo risolva la politica in economia; è vero proprio il contrario, perchè uno Stato che è destinato a tracciare un solco maestro nella storia, è sempre uno Stato « politico ». Sull’autarchia è pertanto imperniata una vasta campagna che supera la stessa finalità economica. La mistica, cioè il senso della ineluttabilità, ci avverte che la battaglia antiliberista ha per principio tattico il principio autarchico. Il liberismo economico è, difatti, non solo anti-corporativo, ma anti-autarchico, secondo una logica che valse ad asservire i Paesi consumatori ai Paesi produttori. Ma quel che è essenziale tenere sempre ben a mente, interviene Giani, è… l’assunzione dell’identità Stato eguale concezione di vita, che a sua volta pone, come conseguenza logica e necessaria, l’abbandono e l’assoluta eliminazione e negazione, in questa vita  su questa terra — di qualsiasi valore o principio che sia non solo al di sopra ma anche semplicemente al di fuori dello Stato concepito fascisticamente. Ora, se lo Stato puntualizza ed assorbe tutta la vita terrena, sia spirituale che organizzativa, non può rimanere dubbio o riserva sull’assoluta e totale dipendenza dell’economia dalla politica. Questa subordinazione rappresenta indubbiamente il punto rivoluzionario d’origine del pensiero fasciata nel campo economico. Nessuno può invero negare che solo partendo da questa base si può arrivare al corporativismo e all’autarchia. È pacifico infatti che il problema fondamentale di ogni Stato, se nei suoi aspetti interni è un problema di giustizia — che noi fascisti chiamiamo giustizia sociale volendo dire che deve risolversi nella reale ed equa ripartizione, in funzione delle singole personalità, degli oneri e degli onori dei cittadini che formano lo Stato — nei rapporti con gli altri Stati si pone come un problema di potenza. Ora, se il corporativismo ha indiscutibilmente risolto il problema della giustizia sociale e se ha creato con ciò le condizioni necessarie ma non sufficienti per la soluzione del problema della potenza, per raggiungere questo secondo obiettivo lo Stato ha dovuto ricorrere all’autarchia. Corporativismo e autarchia perciò rappresentano la successione logica e storica dell’affermarsi dei principi politici del Fascismo prima nell’ambito statuale e poi nei rapporti internazionali… Potete scaricare il testo integrale del documento in formato Pdf. digitando QUI! 

IlCovo

1 Commento

DITTATURA “CORONATA” CON LO STATO DI POLIZIA! …ma tranquilli…tutto è fatto per il “bene”!

La storia del secondo conflitto mondiale e quella contemporanea, che proprio sull’esito di quest’ultimo si fonda, ci ha insegnato che incarnare il “Bene” rende possibile la sospensione delle norme morali più elementari. I fatti hanno dimostrato che il vero “discrimine”, tra i vari protagonisti del conflitto, non fu rappresentato dalla loro condotta in guerra sulla base dei risultati finali (gli obiettivi) che i vari contendenti si erano prefissati di raggiungere. Infatti, tutti i belligeranti, tranne uno, l’Italia, si ponevano obiettivi strategici e politici egemonici. Per raggiungerli, non facevano affatto caso alle modalità di attuazione. Anzi! Tutti, tranne l’Italia, usavano strategie brutali, stragiste, genocide. Dire “tranne l’Italia” non costituisce affatto una mancanza di obiettività storica. E’ un dato di fatto che la condotta della guerra da parte delle forze armate italiane, checché ne dica certa storiografia prezzolata italofona e non, di norma fu diversa da quella delle altre nazioni! Certamente non esente da errori né da azioni moralmente discutibili, ma in linea generale non fu mai orientata verso “l’annientamento ad ogni costo” della controparte. I vincitori, autoproclamatisi rappresentanti del “Bene”, proprio da allora hanno invece stabilito che non è l’opposizione ad una prassi politica o ad una particolare concezione ideologica espressa dal nemico a costituire il loro obiettivo. Poiché, quella prassi fu già da loro utilizzata in modo risoluto (per questo hanno vinto! Si pensi alla leggi razziste anti-giapponesi che in USA causarono la deportazione e l’internamento di circa 200.000 nipponici per il solo fatto di esserlo [qui], nonché alle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki [qui]). Ma ad esser decisivo fu allora, come lo è ancora oggi, l’imposizione universale “del concetto soggettivo di Bene”. Chi detiene la “potenza”  militare e politica, possiede la garanzia (che si concretizza in determinati risultati!) di essere “dalla parte del Bene”, poiché essendo vincitore, egli stesso stabilisce cosa è il “Bene”! Ed esso, come dimostrano i fatti dal termine della Seconda guerra mondiale, è stabilito esclusivamente in virtù della “potenza” espressa da chi la detiene, che permette di agire “al di fuori di qualsiasi criterio etico limitante”, se non quelli che egli stesso, in qualità di vincitore, ha stabilito, in virtù della propria potenza vittoriosa espressa sul campo. In breve, nella prospettiva di chi detiene tale potere, quanto più egli “può”, tanto più “agisce con ogni mezzo, nel solco di quello che egli stesso ha stabilito essere “il Bene”, la cui concezione soggettiva egli incarna, in quanto vincitore materiale, imponendola a tutti coloro che sono soggetti al suo potere. In base a questa impostazione è possibile comprendere la logica politica alla luce della quale si sono consumate tutte le principali tragedie ed i disastri sociali del tempo presente della recente storia d’Italia nonché dell’intero continente europeo. Gli stessi organismi politici nostrani che dirigono la cosa pubblica, che proprio dai vincitori del Secondo conflitto mondiale dipendono in tutto e per tutto, agiscono per servire questo concetto multiforme del “Bene”, incarnato dalla volontà del loro vero padrone. Proprio lo stesso concetto di “Bene” in nome del quale, almeno dal 2008 (in realtà dovremmo retrodatare di parecchio l’anno, ma diciamo per convenienza che da quel momento in poi i fatti assumono una evidenza più che palese), sono state imposte al popolo “le riforme”, “i sacrifici”, “l’obbedienza ai parametri” economici e politico sociali stabiliti sempre da organismi terzi, al di fuori del controllo popolare e le cui direttive vanno contro gli interessi del popolo… e che in ultimo, hanno decretato lo “stato di polizia sanitaria” nel quale ci hanno precipitato.

In questo contesto, ovviamente, termini che nel linguaggio odierno hanno assunto un senso negativo assoluto come “dittatura”, “intolleranza”, “violenza”, “razzismo”, vengono declinati esclusivamente ed in modo pretestuoso in funzione del mantenimento del potere da parte di chi rappresenta il famigerato “Bene”. Chi dissente da una simile concezione del “Bene” (lo ripetiamo, definito arbitrariamente come tale, esclusivamente da chi detiene la “potenza economico-militare”), finisce per essere rappresentato, “de plano”, come “intollerante, razzista, violento”. All’interno di un tale scenario, quando tutto ciò avviene in nome e per conto del summenzionato “Bene”, tale prassi è divenuta non solo auspicabile e consentita, ma addirittura inevitabilmente necessaria. Dunque, non è l’istituto della “Dittatura” in sé quale concetto a venire condannato, ma solo quella presumibilmente esercitata, non importa se realmente o meno, da chi “dissente” dalla linea stabilita dai portatori del “Bene”! Non è “l’intolleranza” in quanto tale che viene condannata. Ma soltanto quella che in modo arbitrario è definita come tale se espressa da chi “dissente” rispetto a quanto stabilito dai zelatori del “Bene”! E così via. Ecco brevemente spiegata la tirannia in cui siamo stati precipitati, formalizzata dal novembre del 2011. Ma tutto ciò, nel caso della nostra particolare situazione, deriva certamente dal particolare “Status” politico in cui versa l’Italia, che oggettivamente non gode più di alcuna sovranità dal 1945! (quiIl reato di opinione si fonda proprio sulla Costituzione e per ciò stesso questo è il segno evidente che la “Dittatura del Bene” era da decenni già in azione (… e continua, sottobanco, ad agire reiteratamente in tal senso, aumentando sempre di più la posta in gioco, con la famigerata Legge Fiano, [qui], e il Ddl Zan, [qui] che vogliono impedire definitivamente qualsiasi riflessione critica e qualunque seria contestazione riguardo gli sciagurati criminali ed immorali modelli politico-sociali che il sistema dominante vuole imporre con ogni mezzo all’umanità su scala planetaria). Quanto è accaduto dopo quella data, non fa che portare alle estreme conseguenze tali concetti. O magari vogliamo davvero credere che sarebbe, dunque, esclusivo “merito” dell’incapacità dei politici nostrani, il fatto che il paese non abbia mai una Legge elettorale che consenta la nascita di un governo espresso da un chiaro mandato popolare, in grado di svolgere i propri compiti per una intera legislatura? Sarebbe poi ugualmente per incapacità politica cronica che le cosiddette “riforme” (altro termine distopico che in realtà definisce la macelleria sociale che deve essere applicata alla popolazione) vengono sempre varate in un perenne stato di crisi provocata artificialmente? …e così di seguito per tante, troppe vicende che è inutile rienumerare per l’ennesima volta!

Dal novembre 2011, ossia dalla nascita del governo Monti, l’Italia è preda della Dittatura formale stabilita dalla massoneria speculatrice internazionale. Da allora, nemmeno formalmente, tutti i Governi, compresi gli ultimi due del “facente funzione” Conte, hanno MAI più avuto alcuna relazione col voto espresso dai cittadini (per quanto esso fin dal referendum del 1946, di fatto, sia stato solo un comodo “specchietto per le allodole” messo su sempre dalla “Dittatura del Bene” per imbonire gli italiani dopo l’esperienza totalitaria fascista!). I Presidenti della cosiddetta “Repubblica” agiscono di fatto come governatori per conto terzi e creano i governi in base alle necessità di chi rappresenta “il Bene”. E’  quanto capitato anche nel secondo mandato di Conte. In questo contesto, anche le forme (fittizie quanto si vuole, ma utili per “l’opinione pubblica”), sono venute meno. La “crisi artificiale” rende necessario a tutti i costi “difendere il Bene”, e per farlo ogni mezzo è lecito. Chi taccia di incoerenza o chi accusa il presente corso politico di essere una volgare dittatura militare, non coglie nel segno con precisione la vera questione. Certamente, è una dittatura militare. Ma poiché essa agisce “per il Bene” dettato dai soliti noti, rappresentato da soggetti terzi rispetto al popolo italiano, è una dittatura consentita. Questa situazione consente di continuare con la fittizia e pretestuosa propaganda a base di “tolleranza e antirazzismo”, nonostante la palese contraddittorietà di tali espedienti, applicati in favore dei soliti noti contro chiunque dissente. Così i governi votati “al Bene” agiscono palesemente da intolleranti, razzisti e violenti. Ma lo fanno, ci dicono in tutti i modi e le maniere i media servi del sistema, “per il Bene”! Anzi, coloro che vengono perseguitati ed aggrediti, a detta dei volenterosi carnefici del sistema, lo sono perché incarnano “il Male”. Non importa se essi siano cittadini probi, onesti e solidali col prossimo. Se secondo i media asserviti “incarnano il Male”, vanno comunque eliminati! Fossero anche la maggioranza assoluta… 

Tante sono le responsabilità dei governi tirannici di questi ultimi dieci anni, causate proprio dalla macelleria sociale che essi hanno messo in atto; come la strage di 1000 morti (qui) dovuta ai suicidi direttamente provocati dallo stato di crisi alimentata artificialmente dalla  pluto-massoneria speculatrice, di cui proprio tali governi rappresentano l’espressione diretta. Ma, il primo di essi in ordine cronologico, quello presieduto dal “Salvatore della patria” Monti, poté con soddisfazione dichiarare che i morti “in Grecia sono stati di più” (qui)! Non è, cinismo! Chi condanna come aberrante questa affermazione, non coglie il problema nella sua più intima essenza. I rappresentanti del “Bene” non negano che ci siano dei costi da pagare! Ma se “il Bene” deve trionfare, tali costi in vite umane non saranno mai troppi! Anzi, “il Bene” va perseguito, con tutta la “potenza” necessaria! Poi, c’è sempre formalmente il “capro espiatorio” sul quale contare, difatti il responsabile è la “crisi”, mica i rappresentanti del “Bene”! E’ questa la differenza nodale tra il Liberalismo ed i regimi delle cosiddette dittature militari formali. I Liberali non si sporcano mai le mani direttamente! Non diramano ufficialmente ordini di strage! No! Il lavoro sporco lo fa “la Crisi”! Lo farà “il Male”, contro cui loro si ergono a censori e giustizieri! I morti sono “effetti collaterali” della loro “buona” battaglia! Ecco il perché le Crisi sono “necessarie”, come lo stesso Monti già affermò a suo tempo (qui)! Esse permettono ai paladini del “Bene” di presentarsi ufficialmente in tutte le circostanze con le “mani pulite”. Insomma, tutto è “il Bene” quel che finisce male!

Così, lo stato di polizia decretato dall’ennesimo governo tirannico, scaturito “necessariamente” dalla “pandemia”, e con possibile proroga “sine die” (qui), è ovviamente necessario per la “difesa del Bene”! Il “Bene” che lavora alacremente per propinare il taumaturgico “Vaccino” alla collettività e che impone “Norme igieniche e sanitarie” decretate per legge, sempre per meglio etero-dirigere in modo vessatorio la collettività! Tutto il resto non rappresenta “il Bene”! Dunque, le leggi che si oppongono a codesto potere oligarchico assoluto (alcuni articoli della stessa Costituzione italiana, cui, però, fanno da contraltare altri, come previsto dalla contraddittorietà con cui fu scritto quel documento), la ricerca Medica e le sperimentazioni, che inevitabilmente sono state svolte (qui e qui), le necessità vitali e di salute (mentale e fisica) della popolazione, le necessità economiche; tutto ciò non rappresenta primariamente “il Bene”, e quindi, deve sottostare a quanto deciso da terzi, ossia dal “bene” incarnato! Abbiamo osservato che le stesse norme “igieniche” dittatoriali stabilite, sovente compromettono la salute (in IMMEDIATO!) dei cittadini. E’ il caso, ad esempio, della patologia chiamata Ipercapnia, dovuta proprio all’uso indiscriminato delle mascherine (qui). Ma tutto questo, ci martellano i media servi del sistema, deve essere comunque subito senza fiatare, “per il Bene” della “Sconfitta del Virus”, in vista dell’atteso “vaccino” e in nome della “futura ripresa” (sic!), legata alla presunta “parte del Leone” svolta dal “prode”  Conte, per ottenere dalla U.E. il “recovery fund” (con o senza uso del M.E.S., poco importa, qui e qui), che “per il nostro Bene”, ci consentirà di “ripartire” grazie a nuovi e più grandi debiti contratti senza che nessun cittadino italiano abbia potuto esprimere la propria opinione al riguardo! Anche questo è “per il nostro Bene”, e dunque, VA FATTO! Chi dissente è un soggetto pericoloso “intollerante, razzista, un potenziale fautore di dittature non volte al Bene” e, ultimamente, anche “provocatore di epidemia” o se preferite un “untore” di manzoniana memoria! Chi recalcitra dall’essere deportato e traccaito in nome del “Bene”, chi rifiuta di essere indotto alla disoccupazione, all’ “isolamento” e al terrore, chi confida ancora nei Medici Ospedalieri più coscienziosi e seri, nelle cure che ormai sono state sperimentate con successo, chi dunque dissente dallo stato di polizia e dalle pseudo-verità imposte dalla dittatura militare sanitaria, è un rappresentante del “Male”! …è un “fascista” (qui)!

In tal senso, a rigor di logica, correrebbe l’obbligo di studiare cosa fece lo Stato Fascista, quello definito come “il male, orrenda dittatura”, quando dovette affrontare la Malaria e la Tubercolosi. Poiché, in teoria, stando al teorema dell’antifascismo votato al “Bene”, esso dovrebbe aver agito “male”, ovvero dovrebbe aver fatto il Male dei propri cittadini, operando “contro di loro”, perseguitandoli. Ma soltanto per avere un’idea succinta sull’argomento, che meriterebbe invece molti approfondimenti, invitiamo i nostri lettori a leggere alcuni testi interessanti (qui e qui).

A questo punto, la domanda é d’obbligo: chi e cosa procurano davvero “il Male” degli individui così come della popolazione? Cosa è lecito “sacrificare” e “perché”? Come abbiamo già detto più volte, checché se ne pensi, questi interrogativi attengono primariamente alla sfera Religiosa propriamente detta, perché la crisi che stiamo attraversando, ha in realtà al fondo motivi religiosi, poiché è una crisi religiosa (qui). Solo tornando a comprendere cosa è oggettivamente il Bene e cosa è il Male, potremo iniziare a comprendere davvero.

RomaInvictaAeterna