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L’INDECENTE SCENEGGIATA ITALY-OTA SUI DEPORTATI CONTINUA!

Risultati immagini per doppiezza

Proseguendo nella nostra denuncia della indegna operazione di inganno delle masse, attuata dal mondialismo plutocratico affamatore di popoli e nazioni, a mezzo dei governi ad esso asserviti, ci soffermiamo su un altro “fatto del giorno” avvenuto nella repubblica delle banane Italy-ota: la cosiddetta “tragedia dei migranti”. Ebbene, tiene banco la sceneggiata della “nave Aquarius“, delle solite “O.N.G.”. Tale “nave”, carica di deportati dalla Libia, pretende lo sbarco in Italia. Secondo una procedura consolidata che avviene ormai regolarmente da molto tempo, grazie anche alla giustificazione generata dalle guerre per procura scatenate proprio dalla N.A.T.O. in varie parti del vicino oriente (qui) e che ha generato l’ondata di sbarchi nella ex Italia di centinaia di migliaia di moderni deportati, rispettivamente 153.000 nel 2015, 181.000 nel 2016, 119.000 nel 2017.

Siccome la campagna elettorale non è mai finita, cosa accade, “diversamente” da altri casi analoghi? Beh, l’occasione è ghiotta e favorita dai media, al fine di spargere un buon quantitativo di aria fritta, ed è ciò che puntualmente si verifica. Così il cosiddetto “ministro dell’Interno”, tuona: “DIFENDIAMO I CONFINI, VENGANO CHIUSI I PORTI”! E giù, la ridda di polemiche fasulle, le consuete grida al “fascista e razzista”(che non possono mai mancare, ovviamente!), e il “mondo civile e democratico” dei ben pensanti radical-chic  che si indigna per “il rifiuto a soccorrere i profughi”. Ovviamente, i media-servi focalizzano la questione su ciò che ha un rilievo pari a zero! La massa, diseducata ad avere una coscienza, non si chiede il vero perché, non si interroga su quale sia la radice del problema, istupidita ad arte ed etero-diretta, sempre pronta a dividersi sul nulla, come del resto avviene in ogni ambito,  dalla questione sulla  “TAV” (fronte del “sì”, e del “no”, con le rispettive fazioni politiche); ai vaccini, così come per il cosiddetto “Job’s Act” del toscano di plastica, e via di seguito fino anche alla costruzione o meno di nuovi stadi… in questo caso sul “migrante-sì, migrante-no”.

Dunque, dicevamo: Salvini “tuona” contro (?) la cosiddetta U.E. La nave Aquarius, viene respinta (almeno così sembra!) mentre ancora si trova in navigazione a largo di Malta. A questo punto gli italy-oti al soldo del F.M.I., “fanno la voce grossa” (sic!). Tale “voce”, dal timbro tonante, genera …un battibecco adolescenziale con il governo del principale paese europeo responsabile del disastro Libico che ci ha portati a questa situazione (e non solo) per conto terzi: quello del “presidente” francese, che tra un gallico “mi fai vomitare” e un italico “la Francia stia zitta”, dei rispettivi cosiddetti “presidenti”, scatena un tripudio mediatico di “osanna al figlio di Mediolanum”! …il quale, con toni (…solo quelli ovviamente!) possenti, parrebbe ergersi a difensore della sovranità nazionale! Così tutti i “movimenti contestatori”, di tutti i colori, si ritrovano allineati e coperti nel tributare omaggi al “novello difensore” dei sacri confini! “BRAVO SALVINI! IL DIFENSORE CHE MANCAVA! LUI SI CHE NON LE MANDA A DIRE! Ed ecco che la Francia “cattiva”, diventa il “nemico” del “governo del cambiamento”, proprio quando ci si dimentica che fu la prima in Europa, proprio per bocca di Macron, a dare il benvenuto a Conte e a sperare che fosse incaricato presidente del consiglio (chissà perchè)! Concentrati su questo bailamme a base di aria fritta, come abbiamo detto, la sostanza dei problemi viene sapientemente occultata dagli stessi media che ci bombardano di notizie false e tendenziose. Mentre, infatti, la nave “incriminata” della O.N.G. che traffica con i deportati gironzola nel mediterraneo, una delle tante navi della Guarda Costiera dello “stato sovranissimo” italy-ota, si carica circa 1000 deportati (qui), e li scarrozza fino a Catania! Ma non finisce qui! Ignorando le regole del Mare, che impongono di soccorrere natanti in difficoltà e traghettarli nel primo porto sicuro alle autorità di pertinenza, prima che attraversino il mediterraneo, la civilissima nave Aquarius della O.N.G. in questione, se ne frega anche delle condizioni meteo. Le quali non sono un problema, finchè non possono essere strumentalizzate per approdare non a Valencia, in terra di Spagna come il ministro “lumbard” aveva “tuonato”, bensì in SARDEGNA (qui)! Dunque lo scenario è LO STESSO di quello della Nave della Guardia Costiera DICIOTTI. Ovvero: lo “stato sovranissimo” italy-ota agli ordini di Washington, dopo tanti proclami sbandierati ai quattro venti sulla fermezza e la fine della pacchia per gli sciacalli che trafficano in vite umane, cosa fa? … si va a prendere direttamente i deportati, stavolta addirittura scortando le navi ONG, e li accompagna gentilmente a terra proprio sul suolo della “sovranissima” repubblica delle banane! La messinscena si rivela per quello che è. Ormai ci sono prove evidenti dell’organizzazione pianificata della deportazione e dell’esodo di uomini provenienti dalle nazioni del vicino oriente di cultura generalmente araba sul continente europeo. Questo progetto di deportazione di massa, abbiamo già spiegato, alimentato proprio dalle guerre pianificate dal governo statunitense a dai suoi vassalli della N.A.T.O. come la repubblica delle banane Italy-ota (qui), ha come obiettivo primario la destabilizzazione politico-sociale delle nazioni del “vecchio continente”, a spese ovviamente dei popoli europei, per trasformarci in cloni dei cittadini del “nuovo continente”. Nel caso italiano, si sta volutamente aumentando il disagio economico dei cittadini, introducendo schiavi, nella migliore delle ipotesi, che continuano ad abbassare il costo della manodopera, e favorendo anche l’aumento della delinquenza sotto varie forme (qui), oltre che facendo lievitare il traffico di danari per le “organizzazioni” che gestiscono questa “opera di civiltà”! A questo, sul piano interno, si aggiunge la tecnica del “false flag” (attentati e stragi, disordini pre-ordinati), che è azionata ad orologeria secondo le modalità di quella che un tempo era definita “strategia della tensione”, e sul versante degli esteri la tecnica del “doppio standard” statunitense, ricordata anche di recente dal Segretario della N.A.T.O., in merito ai rapporti da istaurare con la Russia… si sa, il governo statunitense è da sempre maestro di doppiezza!

Dopo questa breve rassegna stampa, possiamo concludere, chiedendoci che cosa si sia davvero verificato dopo tali sceneggiate attinenti la presunta “difesa sovranista”. Beh, in concreto assolutamente NULLA! Una cagnara inutile, l’ennesima montatura mediatica fondata sul nulla più totale! Dopo il gran “clamore”, i “presidenti” fanno la pace col mignoletto (qui), e la situazione attuale è esattamente identica a quella di sempre, l’ennesima riprova che cambiano i saltimbanchi al governo della repubblica dei pulcinella, ma il “padrone a stelle e strisce” è il solo a dettar legge! Così, si capisce bene la funzione e l’utilità di queste pantomime, e il conseguente stordimento delle masse amorfe. Una annotazione a margine, che invece riveste un grande interesse per il discorso che facciamo. E’ stata data notizia, contestualmente, che una nave impegnata nel traffico di esseri umani, ha “dovuto” gettare in mare i corpi senza vita di 12 deportati… Sapete di che nave si tratta? DELLA US-TRENTON! Sapete di che nazionalità è? Una NAVE MILITARE statunitense, che si trovava a gironzolare vicino alle coste libiche, e che, sia chiaro, per “puro caso”, ha imbarcato circa 40 deportati, ops, migranti! Il sovranista “lumbard” evidentemente è stato prontamente ascoltato! Non aveva detto che avrebbe voluto che la N.A.T.O. si occupasse dei migranti? Eccolo servito! (qui) Ma stia tranquillo: la N.A.T.O. se ne occupa già da molto tempo! …fin dal principio! …e i risultati si vedono!

Come al solito, a voi le considerazioni!

IlCovo

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LA NOSTRA ANALISI CONFERMATA DAI FATTI!

Cari lettori, non siamo per nulla felici delle ripetute e lampanti conferme a quanto affermiamo. Questo perchè i fatti certificano che il dramma è di gravità massima. Ma mostriamo tali elementi, per cercare di contribuire alla vostra “presa di coscienza”, ed altresì per addivenire, un giorno, a quel nuovo “risveglio Nazonale”, basato sulla nostra Civiltà, di cui il Fascismo Mussoliniano è perfetto continuatore. Di fatto, quel che nessuno ha il coraggio di affermare a chiare lettere, noi fascisti de “IlCovo” ve lo scriviamo da sempre…e quel che più conta, i fatti ci danno ragione! Eccovi una piccola e veloce “rassegna stampa” dello stupidario italy-ota, ove vedrete sotto i vostri stessi occhi le prove di ciò che abbiamo esaminato nel nostro articolo precedente. Per punti:

  1.  Il “capo del governo del cambiamento”, conferma che la cosiddetta Italia (di cui lui non rappresenta nulla, visto che oltretutto è l’ennesimo presidente del consiglio non eletto), si impegna a rimanere saldamente nella Unione Europea dei banchieri e a confermare tutti i trattati sottoscritti (da chi?), ricordando i “doveri nei confronti dei mercati” (non già quelli nei confronti del popolo!):  qui .
  2. Per chi, da inguaribile “ottimista”, crede ai “complotti contro il governo del cambiamento ad opera di Mattarella e dei suoi sodali europei”, il “presidente del cambiamento” si affretta a dire che l’uscita dall’Euro, e/o la sola messa in questione dello status quo, non è MAI stata in discussione: qui .
  3. Manco a farlo apposta, proprio dopo il nostro articolo sullo stato di occupazione militare permanente che subiamo, il cosiddetto “governo del cambiamento” se ne esce, timidamente, con una boutade: allentare (per carità, non sia mai dovessero abolirle!) le sanzioni contro Mosca. Naturalmente con tutti i suoi membri a sperticarsi in rassicurazioni: “non cambia nulla rispetto alla politica degli alleati, solo cercare dialogo (sic!)”! Ebbene, detto fatto, la N.A.T.O. si pronuncia con un bel: NO, YOU CAN’T! La politica italiana, ribadiscono, la decidono loro, mica gli italiani! Leggete qui.
  4. …fatto ciò, il “sovranista” Salvini, ovviamente, ripiega in bell’ordine. Dopo aver detto che “si deve riprendere a commerciare” con Mosca, si affretta subito a non mettere in discussione le “alleanze” (ma quali alleanze? Quali e dove sono? Si parla di “alleanza” tra 2 stati sovrani e alla pari…Tale scenario è inesistente per la ex Italia asservita agli ordini del governo statunitense!..altro che amicizia!). Anzi! Suprema presa per i fondelli nei confronti del popolo ritenuto totalmente rimbecillito, va a chiedere aiuto alla N.A.T.O. per regolare i flussi di deportati, ops, immigrati nel mediterraneo. Ma guarda un pò, lo chiede proprio al principale organismo responsabile di tale disastroso stato dei fatti! (Naturalmente ricordate chi ha fatto la guerra alla Libia che tratteneva i migranti, distruggendo e destabilizzando quel paese!) Immaginate che battuta divertente! Al “lumbard” non manca il senso dell’umorismo!
  5. A chiudere il cerchio, il “presidente del consiglio del governo del cambiamento”, sigilla la sua obbedienza: l’Italia (quale? quella dei politicanti!) crede nella N.A.T.O. Nientemeno: l’Italia (ma quale?) CREDE. Manco fosse Iddio onnipotente, questa cosiddetta N.A.T.O. Ed infatti, come se fosse Dio, si prostra ad essa… e obbedisce! Come avevamo già scritto… e come hanno fatto da oltre 70 anni TUTTI i suoi predecessori, NESSUNO ESCLUSO!

In sintesi: questa breve rassegna stampa, non fa che ribadire il vero ed unico grande problema che ci affligge. Lo stato di occupazione permanente, ed ormai evidente al quale è sottoposta la nazione italiana ed il suo popolo. Chi ha dettato l’agenda politico-economica, oltre ai plutocrati usurai della B.C.E.? LA N.A.T.O. E la N.A.T.O. chi e cosa rappresenta? Ancora una volta, a voi la risposta.

IlCovo

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I SERVI ITALY-OTI HANNO ESEGUITO GLI ORDINI DI WASHINGTON!

 

nato

“Per occupazione militare si intende, nel diritto internazionale, la presenza di forze armate straniere all’interno del territorio di uno Stato in una misura preponderante rispetto a quella delle forze armate dello Stato occupato” (cit).

Mentre il sipario è calato sull’ignobile sceneggiata del presunto quanto inesistente “governo del cambiamento”, possiamo di certo già affermare che “gli ordini”, diramati da oltreoceano, sono stati “eseguiti”, in modo assolutamente preciso. Se avrete la pazienza di arrivare fino in fondo all’articolo, vedrete come e capirete il perché, anche dell’immagine posta in apertura.

1. LA SCENEGGIATA.

Come sappiamo, il 4 Marzo scorso è andata in onda la sceneggiata elettorale, che per l’occasione è stata condita dalle grida di allarme generalizzate dei media in merito ai presunti quanto fantasiosi “contestatori del sistema”, rappresentati teoricamente dai “signori” Salvini e Di Maio, ovvero, rispettivamente dalla “Lega” e dal “Movimento 5Stelle”. La loro “ascesa”, ovviamente inverificabile (i “numeri” sono sempre espressione delle “istituzioni della repubblica voluta dagli americani”, il fondamento dei quali è IGNOTO, ma parliamo sempre della stessa repubblica nata dal referendum truccato che ufficiosamente “perse” con la monarchia!) è stata ampiamente propagandata e preparata da giornali e televisioni del sistema, che, con i loro attacchi smaccatamente vergognosi (sembrerà paradossale a molti, ma di fatto è così) li hanno aiutati e li stanno aiutando potentemente ad acquisire consensi tra la gente, proprio a fronte delle polemiche fasulle che gli stessi media hanno innescato e continuano ad inscenare, ossia a seguito degli allarmi rivolti contro il “populismo” o l’ “anti-europeismo”. Ma gli allarmi e le grida di “paura” (!), senza che nessuno, incredibilmente, noti la vera contraddizione che esponiamo, vengono diffuse NON a seguito di reali opzioni politiche e programmi concretamente sovranisti e anti-europeisti, ma proprio in presenza del loro esatto contrario! Come nelle peggiori tirannie orwelliane, la realtà non è quella che è, ma quella che viene dipinta dalla psico-polizia al soldo del potere costituito. Infatti, i movimenti cosiddetti “populisti sovranisti”, già da qualche anno si sono premurati di rinunciare ai loro “programmi contestatori delle origini“. Noi fascisti de “IlCovo” ne abbiamo già discusso in altri articoli ( qui ).

Anche all’apice del loro successo mediatico (sapientemente preparato), le contraddizioni evidenti nei  propositi dichiarati da tali movimenti non erano oscure, per chi avesse voluto approfondire il tema. Ebbene, il fatto stesso di dichiararsi “contestatori” di un “sistema”, che essi stessi si apprestano a sostenere ed applicare, chiedendo formalmente di esserne parte integrante, costituisce la prima e più grande contraddizione irrisolvibile. Pensate, già oggi i “contestatori” hanno una maggioranza nel “parlatoio” in grado di governare, non c’é bisogno di nuove elezioni che sanciscano nuovamente tale maggioranza, ma la costituzione che essi difendono glielo impedisce, poiché il presidente ha facoltà di bloccare la presenza al governo di uomini sgraditi al potere che egli, in qualità di garante non della volontà popolare, ma dell’oligarchia finanziaria internazionale che regge davvero i fili del potere in questo paese, deve tutelare. Dunque, al di là degli odierni protagonisti e fatti contingenti, siamo in presenza di un evidente difetto di rappresentanza congenito, insito proprio nella carta costituzionale del sistema, che non potrà comunque essere risolto mai in virtù di una ulteriore vittoria elettorale… finalmente, forse, si comincia a far strada l’idea che VOTARE IN UN SIMILE CONTESTO ISTITUZIONALE E’ INUTILE! Ma i “contestatori”, invece, cosa propongono nuovamente al popolo per risolvere l’evidente contraddizione di cui sopra? …di andare nuovamente al voto! Il secondo fatto eclatante si ricollega proprio al vulnus venuto fuori in questa situazione e riguarda le “regole della costituzione”, che rappresentano il fondamento “giuridico” su cui il suddetto sistema plutocratico si sostiene; regole che non solo vengono osannate dai cosiddetti “contestatori”, ma anche invocate, proprio come presunto “contraltare” verso chi, secondo gli pseudo contestatori, invece le starebbe disattendendo. Ebbene, queste due clamorose ed evidenti contraddizioni, sono già ignorate dalla massa, sapientemente etero-diretta dall’informazione ufficiale. Ignorando e tacendo i due primi evidenti “falsi ideologici di stato”, si concentra l’attenzione esclusivamente sulle “grida”. Le “grida” che non impegnano nulla e nessuno, che sono un mezzo di propaganda rivolto a catalizzare l’attenzione delle masse e che possono essere (come di fatto sono state) utili vettori per indirizzarle verso una contestazione “addomesticata”… al fine di IMBRIGLIARLE. In tal senso il Movimento 5Stelle, fin dalla sua nascita, ha dimostrato di saper applicare sapientemente la “regola del doppio standard” statunitense. Da un inizio extra-parlamentare, etero-diretto, si è passati alla “fase parlamentare”, addirittura INVOCATA per “mettere alla prova” la presunta “onestà e preparazione” dei militanti. Dalla “fase parlamentare“, si è passati stabilmente a quella “istituzionale” dove le velleità anti sistemiche sono ormai un ricordo. Queste tre fasi “canoniche”, sono emblematiche rispetto alla fine che fanno sempre, da oltre 70 anni, tutti i movimenti della partitocrazia antifascista che a parole contestano il potere costituito dentro il “parlatoio”; fasi che approdano inevitabilmente, sempre, alla “normalizzazione” dei movimenti “riottosi”, costruiti tutti col preciso scopo di  addomesticare le folle, da chi davvero regge i fili di quell’osceno teatro dei pupi che è la repubblica delle banane italy-ota, proprio come è nuovamente avvenuto anche in quest’ultimo caso. Alla “fase istituzionale” potrà succedere, al bisogno, la “fase governativa“. Questo era quello che già stava accadendo, dopo l’incarico affidato a Conte, ennesimo “presidente del consiglio” dei Ministri, non eletto (nemmeno formalmente), quindi di fatto capo di un governo TECNICO. Anche lo stratega della campagna elettorale di Donald Trump, Steve Bannon, aveva espresso il proprio apprezzamento per un governo Lega – 5 stelle ( qui ). Ma le “grida mediatiche” hanno contribuito in modo determinante a cancellare tale possibile realtà. Resta il fatto che in ogni caso in cui si è formato uno qualunque degli ultimi “governi tecnici” (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni), si è gridato (more solito) al “colpo di stato”! Nei precedenti ludi cartacei, così come anche nelle precedenti campagne elettorali, ci si è concentrati comunque su due elementi: 1) la “legge elettorale”, che ogni governicchio fa e disfà per impedire la governabilità senza inciuci; 2) la “tecnocrazia”, che avrebbe “esautorato” la presunta e chimerica “sovranità popolare”, mai realmente rappresentata in tutta la storia di questa pseudo-repubblica. Ovviamente due temi funzionali a distogliere l’attenzione delle masse, al fine di nascondere i fondamenti reali del disastro politico-economico in atto, che hanno dei nomi precisi: il Trattato di Maastricht, il Trattato di Lisbona, la cosiddetta Alleanza Atlantica, e, ultima ma non per importanza, l’occupazione militare dell’Europa da parte dell’esercito americano, facente capo a interessi plutocratici lobbistici anti-nazionali. La “legge elettorale”, nelle precedenti sceneggiate, era un indegno papocchio anti-giuridico che tutelava la vita e la sussistenza di un’unica realtà: il “governo tecnico” funzionale ai diktat della Banca Centrale Europea, o più prosaicamente, le “larghe intese”. Alle ultime “elezioni”, dopo una ridda di polemiche che riguardavano l’aria fritta, è stata partorita l’attuale “legge elettorale”; che ha assicurato la stessa cosa: la realtà di un “governo senza un’autonoma maggioranza”. Dunque siamo sempre punto e accapo. Sebbene l’attenzione adesso sia stata sapientemente dirottata, ci ritroviamo comunque con lo stesso scenario politico di 5,10, 20 anni fa; le stesse “leggi-farsa”; la stessa “ingovernabilità”; gli stessi trattati e pseudo-alleanze santificati da tutti i soggetti politici e considerati intangibili; gli stessi vincoli economici capestro (peggiorati). Di fatto, il sistema della repubblica delle banane, camaleonticamente cambia solo la “pelle”. Nella forsennata rincorsa a depistare, spostare, occultare, ignorare (ad opera dei media e della politica serva di interessi anti-nazionali) si vuole nascondere la realtà concreta che racconta sempre più chiaramente di una “assicurazione sulla vita” di tale satanico sistema lobbistico plutocratico, rappresentata proprio da coloro i quali, a differenza di ciò che viene falsamente diffuso, sono aiutati e sostenuti dal regime mediatico, venendo tuttavia definiti come suoi “contestatori”. Grazie al loro fattivo apporto, entrati nella preparazione della “fase governativa“, hanno eliminato tutto ciò che poteva costituire un problema per la compattezza dei sistemi privati globali, anche solo a livello formale, ed hanno invece polemizzato su altra “aria fritta”: la presunta “compagine di governo”. Tale “squadra”, che doveva “aprire il parlamento come una scatola”, ha dato ai media il destro per continuare sulla stessa falsariga della propaganda pre-elettorale: poco importa cosa ci sia al fondo. Poiché, come dicevamo, essendo questa una ignobile sceneggiata, gli attori debbono fare tutti la loro parte. Conte è stato “attaccato”, ma nel suo discorso di pochi minuti, all’insediamento come Capo del governo (tecnico), si è ben guardato dal criticare o attaccare “l’ordine costituito” ( qui ); anzi, ha ribadito a chiare lettere la “collocazione” dell’Italia, nella Unione Europea, nell’Euro e nell’Alleanza Atlantica, e che da tali fondamenti sarebbe derivata la politica interna ed estera che avrebbe seguito (ovvero ciò che determina se una nazione è libera e sovrana oppure occupata ed asservita!). I media al soldo della plutocrazia, però, come sempre, diffondono una lettura deformata dei fatti, come vedete dal titolo dell’articolo sopra linkato: Conte, “avvocato degli italiani”, “difensore dei desiderata, nelle sedi preposte” (SIC! E queste “sedi”, chi le ha stabilite e chi le vuole?), ecc. ecc. Quindi un Conte ufficialmente “attaccato” per la sua presunta ed indimostrabile “volontà popolaristica”! “Conte è morto, Viva Conte”! Dopo tali “attacchi”, la “seconda fase” si è concertizzata nel nome del Signor Savona, candidato del “magnifico duo” Salvini-Di Maio, per il dicastero economico. Ma anche in questo caso, si è trattato di un’altra pantomima fasulla basata sul nulla profuso a piene mani da giornali e televisioni. Qualificato come “anti-europeista”, anti-euro, cosa “pensa” in realtà il Savona? Facciamolo dire ad uno dei media che lo hanno “attaccato”, leggendolo però “andando fino in fondo”: Cosa pensa Savona. Nell’era delle forme spacciate per sostanza, del vuoto spinto ricoperto di oro e incenso, Savona è stato “attaccato” per quello che dice, ma ignorato nel merito di ciò che propone. Stranamente, ciò che propone il Savona è molto diffuso nell’ “area anti-europeista”, che si bea di questi personaggi, i quali sono liberissimi addirittura di candidarsi al governo (dopo aver già fornito i loro “servigi” nel ministero dell’Industria, nel 1993, per il governo Ciampi!), invece di essere politicamente “cancellati”.

2. LA PROPAGANDA TERRORISTICA DEI MEDIA SUL DEBITO E LO “SPREAD”

Adesso poniamo a chi ha letto fin qui una domanda. Rileggete l’articolo “Cosa pensa Savona“. Fatelo per bene, fino in fondo e senza omettere nulla. Ebbene, cosa direste in merito al nocciolo dell’articolo? Cosa vi è rimasto impresso? Vi diamo la nostra opinione. Secondo noi, ciò che rimane impresso, nello svolgimento dell’intero discorso, è lo strisciante “pericolo”. La “stigmatizzazione” dell’Uomo-Savona, rappresentato come un “radicalista”, “putiniano” (nuovo peccato mortale), anti-europeista, che, secondo le citazioni estrapolate, dice anche delle evidenti fesserie in materia storica. Ecco così preparata l’impalcatura mediatica, il dogma demonizzante che viene rispettato da tutti i soggetti della cosiddetta informazione (chi in un senso, chi in un altro). Ora arriviamo al nocciolo della questione: Chi di voi ricorda 3 punti salienti, essenziali, nelle citazioni del Savona? Ovvero i seguenti:

  1.  Savona, dopo aver “insultato e vilipeso l’Euro”, dice che le opzioni per l’Italia sono due.
  2. L’Italia non deve necessariamente “uscire dall’Euro”, ma “prepararsi all’eventualità”.
  3. Savona, attaccato, risponde che lui non ha mai affermato che l’Italia DEVE uscire dall’Euro, o che l’abbia chiesto.

Se qualcuno di voi ha notato tali punti, vi facciamo i nostri complimenti! Questo perché tali 3 punti, annullano definitivamente tutto il resto del discorso presente nell’articolo in questione. Sono i punti che hanno permesso a Savona di ribadire che “non ha mai rifiutato per principio il dialogo con l’Europa, per ottenere condizioni migliori”. Stesso discorso che ha ribadito in merito al “niet” di Mattarella. Ma allora, sorge spontanea la domanda, a quale scopo questa pantomima? Perché allevare e poi eventualmente “accompagnare al governo” dei presunti quanto falsissimi “contestatori”, orchestrando questa messinscena? Perché non usare i metodi “ordinari”? Semplice! Perché il sistema demo-pluto massonico vuol sempre garantirsi una uscita di sicurezza”. Esso pur essendo  grandemente “intelligente” (nel senso del coinvolgimento dei Servizi segreti che usa con zelo e in quantità) ha pensato bene di operare in questo modo; per farlo si avvale comunque anche di “armi ordinarie”. Infatti, una volta costituite le nemesi fasulle, tanto amate dalla marea montante dei cittadini scontenti della politica dei partiti tradizionali (oggi le “cinque stelle”, ieri le varie leghe, un tempo c’era il partito comunista), sfrutta l’opportunità di terrorizzare i cittadini, ancora una volta, nel tempo presente con i fantasmi dello “spread” e del “debito”. Così, in nome della “responsabilità” e del rispetto nei confronti degli investitori, si fanno accettare al popolino tutti i provvedimenti economici imposti dalla B.C.E. che lo getteranno sul lastrico definitivamente (proprio come è avvenuto in Grecia col “grande rivoluzionario” Tsipras ed il suo partito “rivoluzionario anti-casta ed antisistema” Syriza, che doveva mettere in discussione tutto e che invece ha avallato tutto quel che il Fondo Monetario Internazionale ha ordinato, ricordate?), questo quando il quadro politico lo permette; nei casi più gravi, se occorre, il sistema demo-pluto massonico ha da sempre previsto, comunque, anche le maniere forti, ossia le immancabili strategie della tensione…sta di fatto che, le liberal democrazie esportate a suon di bombardamenti dai “liberatori” a stelle e strisce, sopravvivono e si perpetuano da sempre sfruttando ripetutamente le paure da essi inculcate nei propri cittadini.

Abbiamo evidenziato questa contraddizione permanente, anche nel nostro precedente articolo ( qui ). Nella realtà dei fatti, nè la Banca Centrale Europea, nè gli altri “creditori” del “sistema Euro”, sono davvero “a rischio” per eventuali insolvenze dei debitori (tra cui figura la “repubblica italy-ota”), poiché la liquidità dei contanti prodotta dalla B.C.E. è a costo zero (l’euro, di fatto, non essendo ancorato ad alcun bene materiale di riferimento, è carta straccia, che noi cittadini, però, dobbiamo pagare profumatamente ai banchieri privati che la stampano!). Ciò vale esattamente anche per la possibilità di assorbire eventuali insolvenze. Ma il problema reale sta proprio in questo debito “fittizio” artificialmente alimentato dagli sprechi della classe politica asservita alla B.C.E. , risolvibile secondo molti analisti senza colpo ferire, senza che mai alcuno di costoro però vada in fondo alla questione stabilendo cause oggettive e rimedi definitivi. Ed infatti, proprio nell’articolo di Blondet da noi citato, che riprendeva la prosa di un illustre economista INGLESE, la descrizione della soluzione non contempla anche la risoluzione del problema che sta a mote di tutta la faccenda! Il paradosso è proprio questo! L’economista considera “una conquista” il fatto che le Banche Centrali non emettano più moneta in relazione a precisi beni stabili di riferimento (e quindi verrebbe da chiedere da cosa è influenzato, ad esempio, l’aumento del prezzo degli idrocarburi!). In questa situazione, è vero che la moneta può essere distribuita senza soluzione di continuità, ma è anche vero che non vale assolutamente NULLA. Si tratta di carta che ha lo stesso valore del soldo del monopoli! Dunque, davanti a una moneta che non ha valore reale, ma fittizio, tutto ciò che è inerente la sua distribuzione a debito, è frutto degli arbitrii di enti privati, a cui NESSUNO vuole (o può, nel caso degli Stati europei fagocitati dalle politiche della B.C.E.) rispondere adeguatamente. Ed infatti, l’illustre economista inglese, sostiene il metodo keynesiano, da adottare da par suo. Controbilanciare, secondo lui, la situazione di debito, con la remissione di quello “tossico” (vedi: finanziario), e con la circolazione di moneta per fare debito interno (dunque per la cosiddetta “crescita”). Ma il problema è che in questa situazione si contribuisce da un lato a far “respirare” i debitori, dall’altro a produrre nuovo debito a “servaggio”. Il problema capitale, infatti, è che gli “stati sovrani” in Europa sono ormai spariti, e le larve che ad essi sono stati sostituiti non hanno più possibilità di produrre ricchezza interna, e dunque gli rimane solo la produzione di debiti contratti verso soggetti terzi privati! Nessuno di costoro, ovviamente, focalizza questo problema e nessuno individua le  sue radici storiche , anche se esse si ritrovano non molto lontano nel tempo ( qui ).

Nel clima instaurato dall’attuale propaganda terroristica dei media ufficiali del sistema pluto-massonico, vanno evidenziati anche i risultati da essa conseguiti. Il terrorismo informativo è stato alimentato SENZA che le cosiddette “forze del cambiamento” abbiano MAI inserito nelle loro campagne elettorali alcunché possa far pensare ad una seria e concreta messa in discussione, sia pur minima, del sistema politico-economico vigente. Questa campagna di disinformazione sta ottenendo che il discorso sia definitivamente spostato verso temi mai messi in discussione dagli pseudo contestatori, ossia la solita aria fritta. Mattarella che si arroga scelte “anti-popolari”; l’ingerenza tedesca e francese negli affari interni del paese; il governo che si dimette. Tutto, ripetiamo, TUTTO, è sapientemente studiato, col fine di occultare il problema fondamentale, NEGATO DA TUTTE LE FORZE POLITICHE DEL PARLATOIO.

3. LA VERITA’ INDICIBILE

Ed eccoci arrivati al punto dirimente della questione. Perché, dunque, anche la messinscena dei “contestatori” si inserisce all’interno della “scenggiata maggiore”, ovvero la tutela di un “disordine costituito” nel quale non esiste più nulla che abbia attinenza con la giustizia e l’interesse politico, economico e morale del Popolo italiano? Perché, ormai, viene dato per scontato dai media, tutti servi della plutocrazia apolide usuraia, che non vi sia nulla di strano se gli speculatori finanziari dettino le regole alla politica; che sia giusto tagliare pensioni e servizi sociali, poiché altrimenti, non facendo ciò, aumentando la spesa pubblica, diminuisce la possibilità di ottenere introiti per gli speculatori finanziari che hanno investito sul nostro debito? Perché il consesso della Banca Centrale Europea, che è un organismo finanziario privato, a sua volta appendice europea del Fondo Monetario Internazionale con sede a Washington, può decidere insindacabilmente delle nostre vite, ordinando per noi le stesse politiche economiche che hanno massacrato il popolo greco (riducendolo alla fame svendendo i beni dello Stato greco e le sue risorse), senza che il presidente della repubblica delle banane abbia nulla da ridire in contrario, anzi, arrogandosi il diritto di obbedire ciecamente a tali esecrabili e criminali direttive economiche, anche contro la volontà popolare? Perché, tutti gli esponenti politici del “parlatoio”, di governo e di opposizione, vanno sempre a prendere direttive al di là dell’atlantico? Perchè, udite, udite, in Italia la “Sovranità” politica, economica e militare e con essa la possibilità di distribuire i beni in modo potenzialmente equo, NON ESISTE PIU’ …dalla fine della II guerra mondiale. Il problema riguarda tutto il continente europeo. Ma, per ovvi motivi geo-strategici, maggiormente l’Italia. La quale, peggio degli altri ex-stati, ha subito un trattamento atroce, che ancora è in atto. La nostra polemica contro le sceneggiate, tutte le sceneggiate inique che mortificano la vita degli italiani da oltre 70 anni, che essi se ne rendano conto o meno, viene magistralmente sintetizzata nell’immagine che apre questo articolo, che mostra la dislocazione dell’apparato militare statunitense sul territorio della ex Italia. La nostra Nazione subisce da oltre 70 anni una mortificante occupazione militare che lo stesso occupante, a mezzo dei suoi innumerevoli servi nostrani prezzolati che gestiscono “cultura” e “informazione”, ci obbliga a qualificare come “liberazione”. Qualcuno potrebbe obiettare che, in base ai dati aggiornati, i numeri della presenza militare americana sono da vedere al ribasso (vedere qui ). Alcune “installazioni”, infatti, sono state dismesse. La realtà, invece, dice il contrario. Poichè un documento datato 1954, e mai impugnato da nessun governo della repubblica antifascista, descrive lo stato di occupazione militare permanente dell’Italia in modo limpido (vedere articolo di cui sopra): si tratta di un  BIA (accordo bilaterale sulle infrastrutture militari). L’accordo specifica che, anche se le basi militari (tutte le basi militari) italiane sono di pertinenza italiana, la gestione delle stesse è da ritenersi affidata nella plenitudo potestatis agli STATI UNITI (o alla N.A.T.O., la foglia di fico che nasconde l’egemonia statunitense). Questo riguarda dunque non solo le installazioni direttamente Statunitensi o della cosiddetta Alleanza Atlantica, ma anche le basi strettamente italiane; ciò perchè gli accordi prevedono che, in caso di necessità (stabilita da chi?), TUTTE LE BASI MILITARI, DI OGNI TIPO, siano direttamente AGLI ORDINI della N.A.T.O. ossia degli USA (cit: “In teoria [in base agli accordi] tutte le basi militari italiane potrebbero essere messe a disposizione dell’Alleanza e quindi essere considerate basi Nato”). Il governo americano, dunque, dispone pienamente ed incondizionatamente del territorio italiano (ad esempio, ci piazza tutti gli ordigni atomici che ritiene opportuni, qui) e delle vite dei cittadini italiani, tramite l’ingerenza sulla politica Italiana che, a sua volta, resta da oltre 70 anni al suo pieno ed incondizionato servizio. Oggi, la presenza militare statunitense in territorio Italiano, ammonta a circa 20.000 uomini. Quella degli italiani, è di crica 95.000. Ma, alla luce di tali protocolli, gli italiani in realtà NON ESISTONO che sulla carta. Essi DI FATTO E DI DIRITTO, rappresentano TRUPPE AUSILIARIE del governo americano nel territorio della ex Italia. Questo, alla luce del diritto internazionale, costituisce de facto e di diritto una OCCUPAZIONE MILITARE! Dunque, in base a questo scenario, appare del tutto evidente il perché della situazione politica ed economica che subiamo da decenni e vi chiediamo:restando immutata tale situazione, le cosiddette elezioni, A COSA DIAMINE SERVONO?

A voi la risposta!

IlCovo

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LA MENZOGNA DEL DEBITO PUBBLICO: perché la B.C.E. può cancellare il debito senza fallire mai!

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Se ci fosse bisogno di ribadirlo ancora una volta, torniamo volentieri a ripetere che NOI fascisti de “IlCovo” siamo e saremo sempre contrari a qualsiasi pseudo governicchio espressione di uno qualunque dei soggetti politici del “parlatoio” della “repubblica delle banane antifascista”, essendo indistintamente TUTTI, da destra a sinistra, passando per il centro ed i finto-contestatori di tutti i colori, nè più né meno che pedine asservite al sistema plutocratico dominante, cioè, TUTTI burattini dell’oligarchia finanziaria massonica mondialista del Fondo Monetario Internazionale con sede a Washington! Ciò premesso doverosamente, vogliamo riaffermare il nostro assoluto disgusto per l’ennesimo rivoltante teatrino messo in piedi in questi ultimi giorni dai media ufficiali, servi della finanza mondialista, fatto di “proclami terroristici” ad orologeria sui giornali e le televisioni che rilanciano lo spauracchio del fantomatico SPREAD, in base al quale, ogni possibile cambio di rotta politico-economico, vero o presunto (nel caso del “prossimo” governicchio in fieri grillino-leghista, più che presunto certamente inesistente, non essendo presente nei loro programmi alcuna uscita dall’euro e dalla N.A.T.O.) rispetto a quanto stabilito dagli usurai “mamma santissima” della Banca Centrale Europea (ovvero del F. M. I.), vedrebbe aumentare il debito pubblico, obbligandoci pertanto ineluttabilmente (dovendo per costoro scongiurare a qualunque costo tale apocalittica eventualità) a realizzare tutto quel che i “soloni sanguisughe della finanza ” hanno già deciso per tutti quanti noi poveri cittadini, cioè l’eterna politica del taglio della spesa pubblica, ossia della voce di bilancio dedicata, in teoria, ad investire sul futuro economico-sociale del Popolo; dopo averci già imposto di devolvere il potere politico e legislativo dello Stato, ovvero, in teoria, del solo ente di natura genuinamente pubblica di rappresentanza permanente di tutti gli interessi del Popolo, ad un comitato di finanzieri privati, desiderosi solo di accrescere sulla pelle del popolo le proprie ricchezze ed il proprio potere, col fine di trasformarci a tempo pieno in una massa di schiavi senza anima al loro servizio  per i secoli a venire… E dunque, BUUH!! Nascondetevi tutti ! Ritorna lo spread!  …E se invece il famigerato debito contratto volutamente, a furia di sprechi e ruberie cagionati dalla classe politica più corrotta, imbelle, incapace e servile della ultra millenaria storia d’Italia, proprio su mandato dei padroni banchieri usurai, al fine di terrorizzarci col ricatto politico summenzionato, potesse essere realmente cancellato senza colpo ferire e senza conseguenze rilevanti per gli stessi usurai della B.C.E.? …non lo credete possibile? Ebbene, leggete coi vostri stessi occhi il successivo articolo e state pure tranquilli, la fonte di certo non è fascista! E la conclusione a cui perviene tale “fonte”, conferma il perché tali usurai delinquenti abbiano una assicurazione sulla vita: perché anche le critiche più condivisibili approdano sempre e comunque, nel migliore dei casi, nella immancabile esaltazione della “vera democrazia liberale” tradita da chissà chi; che, non si sa mai come, sarebbe stata soppiantata con quella corrotta dalle altrettanto presunte mele marce bacate… Insomma, che ci possa essere una concezione popolare e rappresentativa differente dal modello di marca illuministico liberal-anglo-sassone, è un “dubbio” che non sembra sfiorare nemmeno i critici più gettonati. Ecco perché questi articoli, pur condivisibili nella loro parte critica, risultano però assurdi nelle conclusioni! E in ultima analisi, senza la logica contemplazione della soluzione FASCISTA, esclusivamente funzionali allo status quo. Detto questo, leggete e meditate… (fonte qui ):

IlCovo

 

Perché la BCE può cancellare 250 miliardi (e chi lo nega è ignorante o in malafede)

Il motivo lo ha spiegato  – in un articolo del  giugno 2013 –  Paul De Grauwe, attualmente docente alla John Paulson Chair in European Political Economy,   nella London School of Economics, già membro del parlamento belga dal 1991 al 2003, autore di ricerche e libri fondamentali  sulla politica monetaria, di cui è considerato fra le  massime autorità.

De Grauwe ha scritto l’articolo perché  il governatore Weidmann della Bundesbank, la banca centrale tedesca,  s’era appellato alla Corte Costituzionale  tedesca, sostenendo che gli acquisti a palate di titoli di debito pubblico  dei paesi dell’eurozona che sta  operando la BCE, esponevano i contribuenti tedeschi al rischio di dover  pagare con le tasse le “perdite” che avrebbe subito la BCE in caso di insolvenza  dell’Italia, Spagna, Grecia, Portogallo.

Paul De Grauwe, London School of Economics.

De Grauwe mostra che la Bundesbank è ignorante, come quasi tutti gli economisti italiani (e non parliamo dei giornalisti) a ventilare una simile spaventosa ipotesi. Il motivo: applicano alle banche centrali i criteri di solvibilità e insolvenza di una banca privata, o di una qualsiasi impresa privata.

Il livello di confusione è così alto  – scrisse appunto –  che il presidente della Bundesbank si è rivolto alla Corte Costituzionale Tedesca sostenendo che il programma OMT  della BCE esporrebbe i cittadini tedeschi al rischio di dover pagare tasse per coprire potenziali perdite generate dalla BCE”.

“Tale paura è mal posta”. Anzi: “In realtà, i contribuenti tedeschi sono i principali beneficiari del programma di acquisto di titoli di debito”.

“Le società private si ritengono solvibili quando il valore del loro patrimonio netto è positivo, ossia quando il valore dei loro asset è superiore a quello del debito. La solvibilità di una società privata può anche essere espressa come il massimo ammontare di perdite che una società può assorbire in un dato momento. Pertanto, una società privata si dice solvibile quando le sue perdite non sono superiori al patrimonio netto” .

Ma “questi vincoli di solvibilità non dovrebbero essere applicati alle banche centrali; le banche centrali non possono fallire”.

Oddio, e perché?

Perché  “una banca centrale può emettere tutta la moneta che vuole e chi gli serve per ripagare i suoi “creditori”.

E chi sono i creditori della banca centrale?

Sono “i detentori della sua moneta. Per la banca centrale, il loro “ripagamento”  consisterebbe semplicemente nel sostituire la moneta vecchia con moneta nuova”.

Non siamo più nel  sistema del tallone aureo, quando una banca centrale prometteva di convertire la moneta che emetteva in oro.

“Al contrario delle società private, i debiti delle banche centrali non rappresentano un diritto sugli asset delle banche centrali. Quindi, il valore degli asset della banca centrale non ha influenza sulla sua solvibilità.

“La sola promessa che una banca centrale fa  […] mercato è che il denaro sarà convertibile in un paniere di beni e servizi a un prezzo più o meno fisso. In altri termini, la banca centrale fa una promessa di stabilità dei prezzi. Tutto qui.

La banca centrale assorbe qualsiasi perdita

(…) . La banca centrale può assorbire qualsiasi perdita, a patto che questa perdita non comprometta la stabilità dei prezzi.

Non è nemmeno corretto affermare che la banca centrale ha bisogno di mantenere un patrimonio netto positivo per “restare solvibile”. Una banca centrale non necessita di un patrimonio netto.  Dunque l’affermazione che una banca centrale con un patrimonio netto negativo necessiti di essere ricapitalizzata dal Tesoro non ha alcun senso”.

Visto che qualcuno ancora non capisce, De Grauwe spiega di nuovo:

“Per essere chiari:

  • La banca centrale (che non può fallire) non ha bisogno di alcun sostegno fiscale dal governo (che invece può fallire)
  • L’unico sostegno di cui la banca centrale necessita da parte del governo è che essa possa mantenere il monopolio sull’emissione di moneta in tutto il territorio su cui il sovrano ha giurisdizione. Una volta che abbia  dal sovrano tale potere, la banca centrale è libera da ogni limite di solvibilità”.

Chiarito ciò, De Grauwe  illustra il caso più semplice, di una banca centrale che emetta moneta per un solo stato. Lo fa comprando i Buoni del Tesoro  di quello Stato ed emettendo moneta.

“Acquistando i titoli di debito statali, la banca centrale trasforma  la natura del debito pubblico.

Quando la banca centrale compra il debito del proprio governo, il debito viene trasformato:

  • Il debito governativo, che porta con sé un tasso di interesse e un rischio di default, diventa una passività della banca centrale (base monetaria); che è priva di rischio default,  ma soggetta a rischio di inflazione”.

Per capire  cosa sia questa trasformazione, e  come agisca nel bilancio, supponiamo  che Banca Centrale e Governo siano tutt’uno (come dopotutto sono: due rami separati del settore pubblico, ed erano prima del “divorzio” fra Tesoro e Bankitalia).

Attenzione attenzione, perché nelle righe seguenti troviamo spiegato perché 250 miliardi di debiti possono essere “cancellati”:

dunque seguiamo il ragionamento.

“Dopo la trasformazione, il debito governativo detenuto dalla banca centrale viene cancellato. Esso è un attivo in un ramo dello stato (la banca centrale) e un passivo nell’altro ramo (il governo). Quindi, scompare”.

E attenti, non è ancora finita:

“La banca centrale può ancora tenerlo a bilancio  [come fa la BCE coi nostri  250 miliardi], ma esso non ha più alcun valore economico. Di fatto la banca centrale può sbarazzarsi di questa FINZIONE ed eliminarla dal suo bilancio, e il governo può quindi eliminarlo dall’ammontare del suo debito. Esso non ha più valore in quanto è stato rimpiazzato da una nuova forma di debito, ossia la moneta, che comporta un rischio inflattivo, ma NON  un rischio di default”.

Dunque non ha senso – come voleva far credere la Bundesbank –  che le banche centrali,  quando il prezzo di mercato dei titoli di stato scende, ci perdono. Se ci fosse una perdita per la banca centrale, essa sarebbe compensata alla pari da un guadagno equivalente da parte del governo (perché il valore di mercato del suo debito è sceso in uguale proporzione). Non ci sono perdite per il settore pubblico”.

Chiaro o no? L’esperto sottolinea:

“Arriviamo a una conclusione importante: Quando una banca centrale ha acquisito titoli di stato, un declino nel prezzo di mercato di questi titoli non ha alcuna conseguenza fiscale. La perdita in un ramo (la banca centrale)  è compensata dal profitto nell’altro (lo Stato)”.

Che se poi ancora non fosse chiaro ai vari “economisti” dei miei stivali che strillano, De Grauwe riprende:

“Un altro modo di vedere questo effetto, è guardare ai flussi degli interessi sottostanti ai titoli pubblici. Poniamo ad esempio che la banca centrale abbia comprato un miliardo di euro in titoli di stato. Questi hanno una cedola, diciamo, del 4%. Perciò la banca centrale che ha in portafoglio i titoli riceve 40 milioni di euro all’anno da parte del governo. Nella pratica della contabilità, questo viene contato come un profitto per la banca centrale. Alla fine dell’anno, la stessa banca centrale girerà  i propri profitti al governo. Assumendo che il costo marginale della gestione di questi bond sia pari a zero, la banca centrale girerà al governo i 40 milioni di euro. E’, per così  dire,  la mano sinistra  che  paga la mano destra”.

La classica partita di giro.

“La tecnicalità della tenuta dei libri contabili ha potuto far credere a qualcuno che tali interessi siano signoraggio  (ossia profitto per la banca centrale). Non lo sono. Non c’è alcun profitto nel settore pubblico.  Il profitto della banca centrale è esattamente compensato da una perdita del governo”.

Capito? L’economista vuol essere ancora più chiaro.

“L’uno e l’altra potrebbero eliminare questa convenzione contabile perché in queste perdite e profitti non  c’è alcuna sostanza economica”.

“La BCE può distruggere i titoli di stato, senza nessuna perdita”

Ma, probabilmente temendo che questo sia al disopra delle possibilità intellettuali del governatore Weidmann della Bundesbank, il belga insiste:

“E’ letteralmente  vero che la banca centrale potrebbe distruggere i titoli di Stato nel trituratore della carta: niente sarebbe perduto”.

Vogliamo copiare la frase in inglese:

It is literally true that the central bank could put the government bonds ‘into the shredding machine’; nothing would be lost.

 

“Nel nostro esempio, la banca centrale non riceverebbe più 40 milioni di euro l’anno,  e non dovrebbe più girarli al governo ogni anno.

Cosa succede se il governo fa default sui suoi bond in scadenza? Il default causa delle perdite ai detentori privati dei titoli.

Ma è irrilevante per i titoli detenuti dalla banca centrale: infatti essi adesso non valgono più nulla, ma erano già privi di valore anche prima del default. Si tratta della mano destra che paga la sinistra.

Per il settore pubblico, non è successo nulla. Perciò la perdita della banca centrale a causa del default non ha alcuna conseguenza fiscale”.

Nel caso dell’eurozona,  una unione monetaria imperfetta (che non è anche una unione di bilancio), le cose sono alquanto più complesse. Ma all’osso, ci limitiamo a riportare l’esempio di De Grauwe:

“Immaginiamo che la BCE acquisti 1 miliardo di titoli spagnoli a un tasso del 4%. Le conseguenze fiscali sono ora le seguenti.

  • La BCE riceve 40 milioni di euro in interessi annuali dal tesoro spagnolo.
  • La BCE restituisce questi 40 milioni di euro non alla sola Spagna, ma  a tutti gli anni alle banche centrali nazionali dell’eurozona.

La distribuzione avviene proporzionalmente alla quota di capitale nella BCE (vedere BCE 2012).

  • La banca centrale nazionale trasferisce quanto ricevuto al proprio tesoro nazionale.

Per esempio, la BCE trasferirà l’11.9% dei 40 milioni al Banco de España. Il resto andrà alle banche centrali degli altri paesi membri. Chi riceverà di più è la Bundesbank tedesca; che con una quota di capitale del 27.1%, riceverà quindi 10.8 milioni di euro”.

Ecco perché, all’inizio del discorso il nostro monetarista diceva che,  anziché essere danneggiati, “i tedeschi sono i principali beneficiari del programma di acquisti di debiti pubblici  avviato da Draghi.

L’effetto paradossale è questo:

“In un’unione monetaria che non è  anche un’unione fiscale,  un programma di acquisto di titoli di stato porta a trasferimenti all’interno dell’unione – ma non a quelli a cui pensa l’opinione pubblica tedesca

  • “Un programma di acquisto titoli della BCE porta a un trasferimento annuale dai paesi i cui titoli vengono acquistati verso tutti gli altri”

Cioè dai paesi più indebitati e poveri a quelli non indebitati e ricchi. 

“Un trasferimento fiscale dai paesi più deboli (debitori) verso i paesi più forti (creditori)”.

La  Germania lucra anche su questo.

Mario Draghi e  Jens Weidmann  Presidente  Bundesbank .

 

Che cosa serve ancora per realizzarla perversione  del sistema euro?  E di chiamare chi lo sostiene in Italia un traditore? Perché la protesta di Weidmann contro gli acquisti della BCE, anche se non escludo possa essere dovuta ad ignoranza (non sarebbe il primo banchiere a non sapere come si crea il denaro),   servepiuttosto ad uso interno, per rafforzare nei cittadini tedeschi l’impressione che essi stanno pagando per i debtii italiani, spagnoli, greci. Il che pone il problema dei tecnocrati non eletti: non c’è niente di peggio di un tecnocrate incompetente. Anzi di peggio c’è, ed è un tecnocrate che fa’ politica e propaganda contro un paese  alleato, fondatore, e dellas tessa zona monetaria.   Ma che dire dei giornalisti ed economisti italiani che tifano per  la bancarotta  dell’Italia in odio al govenro Salvini-Di Maio?

  • Dal testo qui sopra si vede anche che i tassi d’interesse sul nostro debito non dipendono dai “mercati” e se è aumentato lo spread   a causa del governo Lega-Cinque Stelle, è un avvertimento artificiale delle  banche centrali ostili. Ricordiamo che quando Sarko e Merkel vollero  rovesciare Berlusconi,  aumentarono lo spread vendendo – non loro,  le loro banche centrali per carità, sono indipendenti – a vagonate titoli di Stato italiani. Draghi  dispose poi che li comprassero le banche italiane, che per questo vengono accusate ogni giorno da Weidmann di essersi riempite di Bot e BTP.

Post Scriptum: 

Il testo dell’economista prosegue, per smentire, “come si  sente dire spesso nei paesi creditori che, nel caso di default di un paese i cui titoli di stato sono nel bilancio della BCE, essi (i creditori) sarebbero i primi a rimetterci. Questa è una conclusione sbagliata”.

Al massimo, il contribuente tedesco dovrebbe rinunciare alla rendita annua degli interessi che percepisce dal paese debitore.

Potete constatarlo da voi leggendo l’originale inglese qui:

https://voxeu.org/article/fiscal-implications-ecb-s-bond-buying-programme

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LO STATO CORPORATIVO : il diciottesimo titolo della “Biblioteca del Covo”!

 

Come già annunciato nel precedente articolo, la Biblioteca fascista de “IlCovo” è lieta di presentare il diciottesimo titolo della sua collana editoriale: la nuova edizione ampliata del libello “LO STATO CORPORATIVO”, scritto nel 1934 da Bruno Biagi e pubblicato dall’Istituto Nazionale Fascista di Cultura. Biagi nasce nella provincia Bolognese nel 1889 e muore a Roma nel 1947. Giurista, sindacalista, si unisce al nascente movimento fascista divenendone milite. Risulta tra i feriti a seguito dell’attentato antifascista di Palazzo d’Accursio a Bologna nel 1920. La sua passione ideale lo porta nel novero dei militi fascisti che marciano su Roma nel 1922. Nel 1924 viene nominato Deputato, per poi divenire Consigliere Nazionale alla “Camera dei Fasci e delle Corporazioni”, nell’ambito della Corporazione tessile. Teorico di spicco del sindacalismo fascista, alla stessa stregua di Alfredo Rocco e Sergio Panunzio, diviene il successore di Giuseppe Bottai al Ministero delle Corporazioni e poi presidente dell’Istituto Nazionale Fascista per la Previdenza Sociale. La sua levatura intellettuale lo porta ad ottenere la cattedra in “Diritto Corporativo”, all’Università Alma Mater studiorum. Con grande capacità di sintesi e chiarezza espositiva, Biagi descrive l’originalità e la novità rappesentati dal sindacalismo fascista, mostrando come esso costituisca certamente una parte determinante nel Fascismo, che va però comunque contestualizzato nel più ampio ambito dell’attuazione integrale della dottrina fascista dello Stato Nuovo, dunque, da ritenere essenzialmente propedeutico alla realizzazione di quest’ultimo. Egli spiega con chiarezza come il sindacalismo fascista, formatosi nell’alveo della elaborazione ideologica di Benito Mussolini, rappresenti la soluzione definitiva al “problema sociale”, non solo in ambito italiano, ma europeo e mondiale. Affermando l’assoluta originalità del Fascismo, Biagi evidenzia ugualmente l’alterità e unicità del sindacalismo fascista, spiegando che il fulcro di tale dottrina non è imperniato sul determinismo o sull’economicismo, ma sulla Solidarietà Nazionale, sull’aspetto etico-educativo e sul riconoscimento da parte dei cittadini dell’appartenenza alla comune Civiltà Fascista Italiana.  Negando la tripartizione della società, scaturita dalla Rivoluzione francesce, e poi esasperata dal socialismo marxista, criticando tanto il Liberalismo quanto il suo “figlio legittimo”, ossia il Socialismo, Biagi definisce i tratti inequivocabili della concezione sociale fascista, basandosi sull’organicismo politico presente nella Dottrina del Fascismo, identificando la vera libertà nella “sovranità partecipativa” del “cittadino fascista”, attuata nel quadro delle Leggi espresse dallo “Stato Nuovo” mussoliniano, etico e corporativo. Egli spiega che la vera Libertà “riposa nell’ordine e nella Legge fascista” e che tale nuovo ordine scaturisce dalla dottrina di Mussolini. Certi che l’esempio politico analizzato da Biagi risulti estremamente attuale, affidiamo la sua opera ai lettori della “Bibliteca del Covo” con questa nuova edizione ampliata. In appendice è presente un ulteriore documento, tratto dal “Dizionario di Politica”del P.N.F. e pubblicato nel 1940, intitolato “L’Ordinamento Sindacale Corporativo”. Tale scritto mostra l’evidente coerenza e continuità ideale nell’attuazione dei provvedimenti politici e legislativi varati dal Regime negli anni successivi alla pubblicazione del testo di Biagi, sempre nel solco delle specifiche direttive dottrinali fasciste che egli aveva già  precedentemente descritto in modo lucidissimo nel proprio libello. Il testo, attualmente, può essere acquistato sul sito dell’editore LULU.COM, prossimamente anche su AMAZON.

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REDUCTIO AD UNUM! …quando la Verità risponde agli “eretici” pseudo-contestatori!

Coloro che ci seguono con attenzione, sanno che la nostra battaglia politico-culturale si fonda sulla chiarezza e l’univocità dell’ “Identità Fascista” ; nondimeno, essa si basa sull’oggettività dell’analisi dei fatti inerenti l’attualità, osservati attraverso l’immensa sapienza scaturita da quella grandiosa Idea di Civiltà incarnata dal Fascismo. E proprio dipendentemente dai riscontri che emergono, in relazione alle tesi elaborate nella Dottrina del Fascismo, affermiamo con cognizione di causa e senza giri di parole che nel tempo presente non esiste concretamente alcun’altra verace soluzione politica rivoluzionaria possibile, plausibile ed applicabile, diversa dalla soluzione fascista. Dunque, la nostra analisi e la conseguente tesi, non deriva da forme di pregiudizio, tantomeno da apriorismi chiusi alla verifica della realtà dei fatti. Assolutamente NO! In realtà, come dimostrano tutti gli articoli di attualità politica pubblicati su questo blog da cinque anni (QUI), la conclusione cui perveniamo è data, al contrario, dalla verifica diretta sia delle problematiche politico-sociali odierne che della possibile soluzione applicabile paventata più o meno inconsciamente dalle masse, e vieppiù osteggiata con qualunque mezzo dal sistema demo-pluto-massonico al potere. Precisamente questo è il motivo principale per cui il FASCISMO di Benito Amilcare Andrea Mussolini viene tutt’oggi continuamente attaccato da ogni parte. E questo, altresì, è il motivo per cui, tra i lasciti della “guerra civile per procura” scatenata a suo tempo dai “padroni-liberatori” atlantici e ancora perdurante in Italia, oltre agli antifascisti dichiarati di professione che campano di rendita spesati dalla repubblica delle banane Italy-ota, vi sono anche i cosiddetti pseudo-fascisti “eredi-evolutori-eretici“, autoproclamatisi tali, che rappresentano il primo presidio usato dai “pupari” che reggono i fili del teatrino politico nostrano per disinnescare la “mina politica mussoliniana”. Infatti, la guerra culturale al Fascismo, come abbiamo più volte rimarcato (QUI), si svolge da decenni su vari fronti politici, tanto sul fronte “sinistro” che su quello “destro”. Dopo quella “calda”, che ha lasciato dietro di sé una gigantesca scia di sangue fraterno, si è proseguiti con quella “fredda”, provvedendo a disintegrare l’immenso e per questo pericoloso fondamento ideologico del Fascismo, al fine di occultare quel luminoso ideale di Civiltà rappresentato dalla dottrina di Mussolini e dunque, in ultima analisi, non permetterne la sua futura ripresa e realizzazione. E’ per questo motivo, non per altro, che come Associazione “IlCovo”, abbiamo SEMPRE osteggiato i cosiddetti “eretici” di turno e di ogni tipo! Iniziando dagli “evolutori” SocialDemocratici, gli auto-proclamati “fascisti del terzo millennio” (ultimo esempio, qui), per finire sempre con gli auto-proclamati “Socialisti del 21° secolo” (alcuni esempi, qui e qui), entità che di fatto rappresentano le tante teste della multiforme “idra antifascista” demo-plutocratica!

In verità, tra le molte cose di cui difettano tali soggetti, animatori di vere e proprie “valvole artificiali di sfogo e depistaggio ideale”, vi è la mancanza fantasia! Difatti, in un recente articolo (qui), ascrivibile alla suddetta galassia politica, vengono fatte ritornare in auge tesi vecchie di secoli ma spacciate come quintessenza del “nuovo” che avanza! I personaggi in questione, dopo aver dismesso (almeno per il momento!) i panni del “fascismo eretico”, chiudendo temporaneamente il discorso sulle “tante anime del fascismo”, tutte amenità risibili che il nostro lavoro di ricerca ideologico-dottrinale ha contribuito a smontare definitivamente, hanno deciso di ripiegare verso i lidi più sfumati ed evanescenti (e dunque, per loro, ben più sicuri!) del cosiddetto populismo, assai gettonati dalla propaganda del sistema liberal-massonico, dichiarati dallo stesso quale vero “pericolo” per gli equilibri ad esso congeniali… e se lo proclamano i media servi del sistema, possiamo forse non crederci?

Ebbene, gli “eretici” in servizio permanente effettivo alla vulgata pluto-massonica, dopo averci informato che le ideologie rivoluzionarie novecentesche del Marxismo e del Fascismo si sarebbero dissolte, dimenticano, in primis, che il marxismo appartiene di diritto all’Ottocento mentre il solo Fascismo è ascrivibile pienamente al Novecento, costituendo in senso assoluto l’ideale politico più giovane; in seconda battuta, che quest’ultimo non si è affatto “dissolto” ma che dopo essere stato sopraffatto militarmente da una coalizione planetaria, chissà perché viene tutt’ora attaccato, osteggiato e mistificato di continuo da una martellante propaganda attuata su scala globale, segno evidente che se di “morto politico dissolto” si tratta, resta pur sempre un morto che terrorizza il potere costituito, molto più degli odierni cosiddetti “contestatori vivi”. Ora, secondo gli “eretici spargitori di aria fritta”, il vizio ideologico del Fascismo (inutile dilungarci in questa sede sul marxismo, le cui tare materialiste sono state sufficientemente indagate nella nostra DOTTRINA!) risiederebbe nella sua “incapacità ontologica di adeguarsi al processo Tecno Economico e a dare ad esso delle risposte” e peggio ancora, nella intrinseca “tendenza atta ad omologare, operando una “totalitaria” “reductio ad unum”, volta a precludere, in tal modo, qualunque tipo di apertura al molteplice che, invece, ne avrebbe consentito una comprensione più completa della realtà, permettendone la sopravvivenza politica”. In realtà i novelli scienziati della politica fanno finta di dimenticare che il Fascismo, avendo una chiara e concreta percezione della realtà, riconoscendo dunque chiaramente le origini dei mali politici odierni e facendone risalire la causa prima all’individualismo materialista di matrice illuminista, altrettanto lucidamente diede una propria chiara ed originalissima risposta, in grado di sopperire alle tare del liberalismo-plutocratico, proponendo e realizzando a livello economico il “corporativismo”, la risposta sul piano dell’economia della ben più vasta Rivoluzione totalitaria, ossia antropologica, etica e morale, realizzata dal Fascismo, tramite lo Stato Nuovo fascista, etico e corporativo, che a sua volta, lungi dall’omologare l’individuo, secondo quanto da sempre malevolmente affermato in ambito antifascista, al contrario, volle realizzare il Cittadino Nuovo Integrale della rivoluzione mussoliniana, le cui potenzialità individuali sarebbero state vieppiù sviluppate al massimo grado e messe al servizio dell’intera comunità nazionale e imperiale.

In breve si tratta della solita polemica di chi vuol spargere fumo, preferendo restare sul piano vago dell’indeterminatezza, poiché in tal caso, chi regge davvero i fili del teatrino della politica avrà sempre buon gioco e vita facile, trovandosi di fronte degli “oppositori” la cui alternativa politica assume la concretezza del vuoto. Secondo gli eretici, infatti,  “il Populismo, facendosi portavoce di istanze che incarnano un generico “buon senso” delle masse, inizialmente prive di una definita connotazione ideologica, (e pertanto di quella rigidità intellettuale che, abbiamo già visto, ne determinano il superamento ed il sopravanzamento da parte della Globalizzazione, sic!), può divenire lo strumento, la piattaforma di lancio da cui partire per portare l’attacco al cuore del sistema globale”. Ecco, per costoro il problema del Fascismo, risiede precisamente in quella che essi definiscono eufemisticamente come “rigidità intellettuale” e che, invece, i fascisti, definivano coerenza verso un ideale di vita, intransigenza nell’affermazione della VERITA’ di cui essi erano portatori, fede assoluta nella bontà di tali principi, che si tramutava nella disponibilità all’obbedienza per giungere al trionfo della rivoluzione morale di cui essi erano latori, anche a mezzo della lotta senza quartiere contro i nemici del popolo italiano; il tutto riassunto magistralmente nel trinomio CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE! Al contrario, il “buon senso” del populismo anti-ideologico, con l’assenza di un ideale inderogabile e preciso, facendo affidamento su quel che “la pancia” suggerisce come buono e giusto, questo si che risulterebbe vincente, tanto da impensierire la plutocrazia usuraia dominante! Non c’é che dire, un ragionamento impeccabile! Ma no! … l’eretico di turno, qualche crepa nel quadretto idilliaco summenzionato è costretto a vederla, ed allora si affretta a correggere il tiro, informandoci che il “buon senso” populista, se non vuol nascere e morire nell’arco di un battito di ciglia, prima o poi, purtroppo, dovrà pur sfornare dei “contenuti ideali” da opporre  al sistema di potere vigente. E quale sarebbe questo ipotetico “nuovo” ideale cui approdare? Dopo un funambolico giro di parole, dove nel ragionamento dell’eretico fanno capolino i “quasi fascismi” altrimenti detti “socialismo pan arabo” e “peronismo”, esperienze che mai ebbero il coraggio di affermare apertamente di ispirarsi al Fascismo e che dunque, pur scimmiottando alcuni aspetti del Regime mussoliniano, mai ebbero la volontà di far propria integralmente la sua Dottrina, concludendosi tutte in un nulla di fatto, si arriva a pronunciare la fatidica nuova parola d’ordine cui far riferimento per l’avvenire: socialismo! …una novità assoluta nel panorama politico mondiale, non c’é che dire!

E gli “eretici”, senza vergogna, lo qualificano come nuova istanza, quale “futuro”, mentre il “passato” sarebbe il Fascismo di Benito Mussolini. Peccato che proprio il Fascismo più di 70 anni addietro aveva ampiamente superato tanto il liberalismo, vecchio di oltre tre secoli, quanto il socialismo, con più di duecento anni portati male sulle proprie spalle! In realtà, la vecchiezza di queste tesi, fa il paio con quelle del teorico russo Dugin, come abbiamo già avuto modo di dimostrare (qui), producendo solamente l’ennesimo camaleontico “cambiamento di pelle” istituzionalizzato negli anni della “guerra fredda”, mai morta, poiché tenuta bene in vita da queste cosiddette “valvole politiche di sfogo” eterodirette dallo stesso sistema. Dall’alto del loro “avvenierismo”, tali “socialisti” rappesentano un elemento fondamentale per la prosecuzione della creazione di “nemesi” preparate appositamente, al fine di poter giustificare lo stato di perenne crisi che serve alle elites mondialiste al potere per portare avanti la loro agenda aggressiva e demolitrice! Col risultato di produrre da decenni tanta, troppa, inutile aria fritta…precisamente il solo possibile “traguardo” del presunto e mai pervenuto “populismo” dei  fasulli “movimenti anti-casta”. Tale “traguardo”, dovrebbe “salvare l’Europa e il Mondo dal Capitalismo, favorendo il pluralismo, contro il totalitarismo dell’UE”, creando un presunto “quarto sistema“. In realtà il “populismo contestatore”, dimostra solamente di aver accettato fondamentalmente la struttura portante del sistema egemonico vigente: quella demo-pluralistica, eticamente borghese, filosoficamente illuministica. Di fatto, all’interno di tale configurazione ideologica, non può esistere alcun “Comunitarismo identitario”. Questo perché ciò che si finge di voler cacciare dalla porta, è già rientrato dalla finestra! Se non si capisce, come invece aveva fatto chiaramente il FASCISMO, che il problema risiede proprio nell’individualismo pluralistico e nel materialismo, nella valutazione del “problema economico” quale fondamento dei problemi delle società (vedi determinismo, economicismo), la cui presunta risoluzione dovrebbe rappresentare l’esclusivo obiettivo da raggiungere, NESSUNA SOLUZIONE, per quanto pretestuosamente orientata alla “nazional-socializzazione“, potrà garantire stabilità e giustizia in modo duraturo! Senza abbattere il principio che fonda le società post ottantanoviste (ovvero quelle seguite alla “rivoluzione francese”) dunque, senza la REDUCTIO AD UNUM cui era già pervenuto il Regime mussoliniano,  si contribuirà esclusivamente a dare ossigeno ad un sistema criminale malato, che così, potrà affinare le proprie armi rivolte a perpetuare il suo eterno trionfo!

Lo avevano capito, prima di tutti, i teorici del Fascismo e tra loro i Sindacalisti Fascisti. A tacer di Sergio Panunzio, prendiamo in prestito alcuni brani del Sindacalista Bruno Biagi, scritti per l’Istituto Nazionale Fascista di Cultura, nel 1934, in un libello che “IlCovo” ristamperà a breve (cfr. B. Biagi, LO STATO CORPORATIVO, I.N.F.C., 1934). Egli vi afferma che…

“Lo Stato, che trovò nel mondo antico la sua concezione integrale e la sua più completa attuazione storica nell’Impero Romano, cadde sotto la pressione di varie forze disgregatrici. Nella età intermedia esso non poté risorgere, nella sua piena sovranità, perché si trovò di fronte, dapprima, la nobiltà ed il clero, con i loro privilegi e con le loro milizie, e, più tardi, la borghesia mercantile e curialesca, nonché le formazioni comunali e regionali…La Rivoluzione francese, proclamando i diritti del cittadino ed a questo garantendo una astratta libertà, volle spezzare tutti i vincoli e le formazioni su cui si reggeva la società di allora ma non si accorse che la libertà da essa proclamata era un concetto puramente nominale, una parola vuota di ogni contenuto, là dove sussistevano disuguaglianze e quindi condizioni di privilegio…La crisi dello Stato, uscito dalla Rivoluzione francese, si andava accelerando, per i concomitanti fenomeni dell’industrialismo e del sindacalismo, per assumere, specialmente nei Paesi economicamente più progrediti, l’aspetto ed il nome di questione sociale. Il problema sociale non è nato di certo con la seconda metà del secolo XIX : esso ha intessuto, con le sue alterne vicende di lotte, di pause, cd anche di concordie operose, la storia dei popoli. Il problema è esistito sotto tutti i regimi economici e sociali, tanto che vi è stato chi ha voluto fare di esso il perno di tutta la storia…Oggi stesso che i Sindacati hanno diritto di cittadinanza in tutti i Paesi più importanti, l’intervento dello Stato è meramente e prevalentemente estrinseco e non riguarda il loro intimo funzionamento, cioè la loro finalità, la loro funzione e il loro apporto sociale. Se si eccettua l’Italia, i Sindacati delle categorie produttive rimangono avulsi dal complesso nazionale e vivono una vita propria che noi consideriamo doloroso segno di separazione, più che di indipendenza…Mussolini, che aveva tratto dallo studio dei dottrinari del sindacalismo rivoluzionario la concezione più aderente alla realtà economica e sociale e questa aveva valutato in istretto rapporto con le idealità nazionali, comprese che bisognava accettare il fenomeno sindacale, come un fatto necessario della società moderna; comprese ed affermò che non bastava restaurare l’autorità dello Stato e gettare le basi di un nuovo ordine politico e sociale, ma occorreva anche operare una profonda trasformazione nella coscienza delle masse lavoratrici, per emanciparle dall’utopia socialista e comunista e per conciliarle con la Nazione. Nella parola di Benito Mussolini, nella continuità del suo pensiero, noi troviamo la genesi spirituale del sindacalismo e del corporativismo fascista ed insieme dello Stato corporativo italiano…Il sindacalismo fascista, si delineò e si impose come atto storico fin dal sorgere del Fascismo. Mussolini ne ha tracciato lucidamente i primi lineamenti storici…Il pensiero mussoliniano si oppone nettamente alla concezione materialistica della storia, per cui gli uomini non sarebbero che comparse sulla scena del mondo e per cui tutto il “sociale” sarebbe determinato dall’ “economico”. Conseguentemente, Mussolini nega l’antitesi delle classi, che di questa concezione economicistica della storia costituisce la naturale derivazione, e nega che la lotta tra le classi sia l’agente preponderante delle trasformazioni Sociali. Ed invero, uno dei massimi errori del marxismo è stato quello di rappresentare ln società divisa in due classi, fatalmente contrastanti. La società appare piuttosto composta di categorie, di gruppi, a cui gli individui possono contemporaneamente appartenere e fra i quali possono liberamente muoversi. La società è fondata non su un principio di lotta, bensì su un principio di organizzazione e di gerarchia…Mentre il sindacalismo socialista, per la strada della lotta di classe, sfocia sul terreno politico, avente per programma finale la soppressione della proprietà privata e della iniziativa individuale, il sindacalismo fascista, attraverso la collaborazione e la solidarietà di tutti i fattori della produzione, sbocca nella corporazione; salvaguarda la proprietà, ma la eleva a funzione sociale; rispetta le iniziative individuali, ma nell’ambito della vita e della economia della Nazione. Nel sindacalismo Mussolini scorge un grande serbatoio di forze umane, un mezzo potente di elevazione morale e materiale delle vaste masse che stanno alla base della società nazionale. Il sindacato deve però superare il suo esiguo obiettivo originale, la difesa e il miglioramento delle condizioni di lavoro, per assurgere ad una funzione educativa, assistenziale, diretta a formare essenzialmente la coscienza dei produttori. Il sindacalismo deve divenire il principale fattore del miglioramento materiale e della elevazione morale delle classi lavoratrici…I principi dottrinari del sindacalismo fascista, scaturiti dal pensiero di Mussolini, hanno acquistato consistenza e forma nel crogiuolo rivoluzionario, per essere più tardi trasfusi nell’ordinamento giuridico dello Stato Fascista e per costituire la base della nuova organizzazione della società nazionale…Sulla base del principio individualistico e del principio socialistico si sono formati, di fronte al fatto sindacale, i due indirizzi antitetici del liberalismo e del socialismo. L’uno predica la inerzia dello Stato nei confronti dei gruppi organizzati, poiché per esso l’associazione non costituisce altro che un diritto naturale ed inviolabile dell’individuo ; l’altro, movendo dal dogma della classe, concepisce il sindacalismo come lo strumento migliore per rovesciare la società capitalista con il trionfo del proletariato. Ad un esame più penetrante, le due dottrine si presentano però antitetiche soltanto sul piano teorico, giacché in pratica i partiti socialisti trovano nella inerzia dello Stato liberale l’ambiente più favorevole per l’attuazione dei loro principî programmatici..La […] soluzione […] fascista, […] riposa sul sindacato di diritto pubblico e rispecchia i più generali principii della concezione fascista dello Stato. Dalla concezione organicistica della Nazione, che dello Stato fascista rappresenta il principio vitale, discende che l’attività ed i fini di tutti gli aggruppamenti devono essere subordinati ai superiori fini nazionali. E poiché l’attività e gli scopi delle formazioni sindacali hanno rilevanza nazionale, lo Stato fascista non si limita a conferire la personalità giuridica di diritto privato ai sindacati, bensì rende le associazioni professionali partecipi della sovranità e fa di esse vere e proprie istituzioni di diritto pubblico. Di qui la personalità di diritto pubblico, la rappresentanza di categoria, il potere normativo ed il potere tributario, la efficacia erga omnes del contratto collettivo di lavoro.Per la sua stessa natura pubblicistica, il sindacato non può essere che unico per ciascuna categoria…Questo principio nuovo, questa idea nuova è, nell’ordinamento creato dal Regime fascista, la Corporazione. L’idea corporativa costituisce l’essenza di questo ordinamento giuridico, ma la sua stessa essenza, prima che giuridica, è etica e sociale. Etica, perché essa implica tutta una serie di precetti e di doveri, morali prima che giuridici come quelli della solidarietà e della collaborazione e perché racchiude un ideale ed un proposito di giustizia. Sociale, perché il principio corporativo risponde ad esigenze della vita collettiva e costituisce il fondamento di una nuova organizzazione giuridica ed economica della società nazionale. Il principio corporativo pone in essere un sistema che si contrappone nettamente, da un lato, all’atteggiamento meramente astensionista del liberalismo e, dall’altro, alle finalità ed ai metodi anti statali del sindacalismo marxista e neomarxista. Il sistema corporativo presuppone il sindacalismo, cioè il movimento di associazione professionale, come, un fenomeno insopprimibile della società moderna…Lo Stato fascista ha così scorto che una concezione livellatrice di tutti gli uomini, se pur spiegabile storicamente, come reazione al sistema feudale, non basta a costituire la base della società moderna, in cui gli aggruppamenti economici e professionali si vanno sempre più sviluppando ed estendendo. Già si è detto che lo Stato fascista ha garantito la giustizia nell’ordine sociale cd economico. Si può aggiungere che esso ha così garantito anche la libertà dei produttori. Fuori dell’ordine giuridico non vi è libertà, ma impera la legge del più forte. La vera libertà riposa sull’ordine e sulla giustizia : essa non è l’arbitrio, ma la certezza del diritto. Il corporativismo costruisce il suo sistema sulla Nazione, non sulla classe, e antepone il problema della produzione a quello della distribuzione della ricchezza, rovesciando, così, i termini della formula socialista. Anche dalle idee e dal pensiero di Giorgio Sorel la dottrina corporativa si differenzia profondamente, pure avendo raccolto qualche prezioso legato di quel nobile spirito. Se ne differenzia in quanto ripudia la concezione agonistica delle classi sociali, ripudia l’azione diretta e quindi il mito dello sciopero generale, e, per converso, concilia il Sindacato con lo Stato e, come disse Mussolini, al Sindacato rosso contrappone il Sindacato tricolore . Ma, come Sorel, essa fa del Sindacato l’asse della vita sociale. Con ciò non si esprime tutto quello che il sindacalismo fascista deve alla predicazione soreliana: si tratta di una eredità di spirito e di carattere, più che di dottrina e di metodi. Ne ha fatto suo, infatti, lo spirito eroico, l’ardore rivoluzionario, l’austerità morale, e cioè la parte più viva e più vitale della eredità che il Sorel ha lasciato al sindacalismo contemporaneo. I principii su cui si fonda il sistema corporativo lo fanno distinguere nettamente anche da altre dottrine sociali, che pur riposano su un superiore principio etico…

 

 

Ragioni di ordine pratico ci impongono di non proseguire oltre, sebbene il testo del Biagi andrebbe citato per intero, risultando avanti di secoli rispetto alle elucubrazioni economicistiche degli odierni “eretici” “Socialisti del 21° secolo” e di quanti spacciano per novità idee già sorpassate oltre 70 anni addietro dal Regime di Mussolini. Quest’ultimo, fu sempre orgoglioso della propria originalità e sempre pronto a sottolineare la differenze con liberalismo e socialismo, manifestando una peculiarità e una originalità ideali che lo avevano reso da un lato senza eguali, dall’altro vero e definitivo risolutore del “problema Sociale”. Spostando, cioè, il fulcro della discussione, da questione meramente economica a problema di natura ETICA; passando dal discorso del “pluralismo” all’interno delle Nazioni, all’Organicismo interno allo Stato Fascista; dalla “libertà individuale” alla SOVRANITA’ PARTECIPATIVA del CITTADINO FASCISTA! In tal modo si manifesta, ancora una volta, l’ennesima riprova della validità della formula politica fascista, per cui la Dottrina di Benito Mussolini risulta essere all’avanguardia rispetto alle problematiche poste e provocate dalla “modernità borghese”… e capite bene per quale motivo tale dottrina viene così osteggiata da tutti i suoi avversari e distorta e fraintesa dai più!

IlCovo

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CHI HA VOLUTO LA GUERRA CIVILE? La testimonianza dell’antifascista Carlo Silvestri sulle responsabilità della guerra civile in Italia.

Siamo certi che molti dei nostri lettori negli ultimi giorni non avranno potuto che indignarsi guardando la serie interminabile di trasmissioni e film dedicati, in occasione del 25 aprile, a Mussolini ed alla Repubblica Sociale Italiana e puntualmente mandati in onda sulle reti televisive Italy-ote, tutti spacciati come sempre per informazione storica, ma che in realtà si esauriscono da decenni nel ridicolo tentativo propagandistico reiterato di demonizzare il Fascismo e sminuire la figura del Duce. La repubblica delle banane antifascista, ancora una volta, non perde occasione per tentare di screditare politicamente il suo incubo peggiore; pur con l’acqua alla gola e travolta da ogni genere di scandali, non sente l’enormità della ridicolaggine di una sua qualsiasi accusa o invettiva, per quanto fantasiosa, rivolta a Mussolini ed al Fascismo, poiché esse rappresentano le accuse di un’entità politica fallimentare, asservita agli interessi del padrone americano e perciò screditata in ogni sua componente, di fatto priva di qualsiasi credibilità. Se si volesse uscire dal conformismo falso ed ottuso che anima la bassa propaganda degli pseudo storici al soldo della repubblica antifascista, realizzando pertanto una seria inchiesta storica davvero sensazionale e veritiera, pur volendo restare nell’ambito di testimonianze non fasciste, allora basterebbe pubblicizzare le  opere del giornalista antifascista Carlo Silvestri (accuratamente fatte cadere nell’oblio dai soloni della storiografia antifascista!) che da sole ribaltano totalmente la favola del “Duce” marionetta criminale e abulica, vassalla del tedesco invasore. Allora si che potremmo parlare di scoop sensazionale! …nulla e nessuno viene infatti risparmiato dalle testimonianze rilasciate dal Silvestri in alcuni famosi processi politici celebrati nel secondo dopoguerra in cui ebbe a testimoniare, rilasciando dichiarazioni provate e corredate da numerosi documenti che smontano integralmente gli oltre 70 anni di falsità storiografiche antifasciste, demolendo il mito fasullo sui cui è nata e si regge la traballante ed agonizzante repubblica delle banane nata dalla “resistenza”. Silvestri sancisce, al di là di ogni ragionevole dubbio, come la responsabilità della guerra civile in Italia nel 1943-45 fu essenzialmente della “resistenza antifascista” che a sua volta era succube delle direttive impartite dagli Alleati anglo-americani, mentre il Governo della R.S.I. tutelò in tutti i modi a sua disposizione le risorse del popolo italiano, subendo anche il sabotaggio politico da parte della grande industria, per l’occasione alleata sia dei tedeschi che dei partigiani. In realtà la maldestra strumentalizzazione tentata dai pennivendoli al servizio dell’antifascismo di Stato, che curano la pseudo storiografia agiografica resistenzialista o che ad essa più o meno direttamente si richiamano e che cercano di far passare il Mussolini della R.S.I. per un ectoplasma abulico e senza volontà né propositi politici se non quelli di servire i tedeschi, proprio grazie al quadro delle vicende tratteggiato dal Silvestri nei processi giudiziari in cui testimoniò quel che sapeva, risulta una pura invenzione propagandistica. Mussolini era certamente provato e sfiduciato per le vicende seguite al 25 luglio e all’8 settembre 1943, ma REAGI al meglio della proprie possibilità! Egli sapeva che la guerra per l’Italia era comunque persa, se però fino al 1944 pensava che in caso di vittoria tedesca occorresse comunque associare al Fascismo repubblicano anche altri gruppi politici italiani che guardassero prima di tutto agli interessi della NAZIONE prima che alla fazione di appartenenza (ed ecco spiegata la nascita in seno alla Repubblica fascista del famoso raggruppamento politico “afascista” di Cione!), una volta acclarata la vittoria certa degli Alleati anglo-americani, comprese perfettamente che non vi sarebbe stato più  spazio alcuno per il Fascismo nell’Italia antifascista e facendo appello alla generosità di quegli uomini e capi antifascisti che LUI stesso aveva risparmiato da morte sicura, sperò comunque di poter ancora salvare almeno le conquiste sociali attuate dal Regime, tentando in extremis di consegnarle ai gruppi repubblicani e socialisti della resistenza, promuovendo anche una collaborazione militare con alcune formazioni partigiane (brigate matteotti in primis!) in cambio dell’incolumità fisica per i fascisti e le loro famiglie. Ma se la dirittura morale e l’onestà di Silvestri non possono essere messi assolutamente in discussione così come il quadro storico dei fatti che egli tratteggia, ciò non può essere avallato anche riguardo alcune sue specifiche dichiarazioni contingenti, che non devono farci perdere, dal nostro punto di vista politico e dottrinario, il giusto orientamento. Silvestri, infatti, come potrà constatare chi avrà il coraggio di leggere le pagine sconvolgenti del suo lavoro, fa una dichiarazione di cui è lampante l’evidente contingenza legata a possibilità mai concretizzatesi, poiché ci dice che Mussolini, SE AVESSE VINTO, oppure, pur avendo perso, SE AVESSE AVUTO la possibilità di trattare con una parte “SANA” della resistenza, ossia di sentimenti sinceramente ITALIANI e disposta nella PROSECUZIONE delle riforme sociali da LUI avviate e ad evitare il bagno di sangue fratricida, IN QUELLE PRECISE CONDIZIONI, avrebbe in tal caso considerato il Fascismo, come una pagina  politica CONCLUSA. Ma oggettivamente nulla di tutto ciò si realizzò, come peraltro anche lo stesso Silvestri amaramente certifica ex post nel suo scritto. Gli oltre 75.000 fascisti trucidati a sangue freddo dopo il 25 aprile, testimoniano quanto anche l’ultimo auspicio del Duce fosse vano… e noi oggi siamo testimoni del fatto che dopo tutto quel sangue versato inutilmente, l’unica realtà che ci sta di fronte agli occhi è la miseria morale e materiale della repubblica delle banane antifascista, tutt’oggi sempre asservita politicamente al padrone “liberatore” anglo americano… una entità politica rispetto alla quale il FASCISMO e la figura di MUSSOLINI, anche in virtù della testimonianza schietta e disinteressata di Silvestri, giganteggiano ogni giorno di più e si stagliano luminosi quale unico presidio rivoluzionario di CIVILTA’… con buona pace anche delle illusioni democratiche di quel grande Uomo coraggioso, specchio di onestà, che fu il socialista, antifascista, mussoliniano, Carlo Silvestri… di cui noi fascisti de “IlCovo” vi riportiamo integralmente la prima parte della sua testimonianza inoppugnabile, QUI PRESENTE IN ALLEGATO!  …se è vero che la verità ci rende LIBERI, quanti di coloro che ci leggono avranno il coraggio e la volontà di sapere e liberarsi da oltre 70 anni di falsità e inganni? …ci auguriamo TANTI! Buona lettura!

IlCovo