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ELEMENTI DI ECONOMIA E DI DIRITTO CORPORATIVO: il 19°titolo della Biblioteca del Covo!

sc. 1 sc 2Siamo davvero lieti di annunciare la pubblicazione del 19° titolo della Biblioteca fascista de “IlCovo”. Si tratta degli ELEMENTI DI ECONOMIA E DI DIRITTO CORPORATIVO, un testo pubblicato per le scuole superiori italiane dal docente universitario nonché filosofo Michele Federico Sciacca [Giarre (CT), 1908 – Genova 1975]; a prima vista un coscienzioso ed agile volumetto scolastico che in realtà si presenta con una linea propria e non certo comune. Sciacca, infatti, già professore di Storia della Filosofia all’Università di Pavia dal 1938, aveva sviluppato il proprio pensiero partendo dall’attualismo gentiliano. Nel 1939 egli polemizzò però con l’idealismo, affermando che la risoluzione della crisi della coscienza contemporanea è « nella restaurazione di quella metafisica tradizionale cristiano-cattolica, che è sempre la spina dorsale di ogni verace autentica civiltà, il fondamento incrollabile di ogni verace autentica concezione morale della vita », passando così allo spiritualismo critico e approdando allo spiritualismo cristiano ed alla filosofia dell’integralità, teorizzante l’aprirsi dell’esistente all’attualità dell’Essere assoluto. Uno spiritualismo che pone in evidenza il nesso di continuità tra metafisica classica e pensiero moderno, riportando meritevolmente l’idealismo ad un’affermazione della trascendenza. In qualità di docente di filosofia e fascista, essendo il Fascismo una concezione eminentemente spiritualista, nel febbraio 1940 partecipò come relatore al convegno nazionale indetto dalla “Scuola di Mistica fascista”, con una relazione dal titolo Anti-intellettualismo ed anti-razionalismo nella filosofia italiana. Proprio in questi Elementi di Economia e di Di­ritto Corporativo, pubblicati nel settembre del 1940, espone la propria linea originale, tracciando una breve storia delle dottrine economiche dal Mercan­tilismo al Corporativismo con rapidi cenni sull’ordinamento politico, costituzionale ed amministrativo dello Stato fascista, sforzandosi con successo di dare ai problemi ed alle dot­trine economiche un’impostazione filosofica, individuando i presupposti specula­tivi di ogni singola dottrina. Egli vi manifesta la convinzione che l’attività dello spirito è unitaria e che non c’è soluzione di un pro­blema, la quale non implichi dallo stesso punto di vista la soluzione di tutti gli altri problemi, mostrando chiaramente come ogni dottrina economica sia l’aspetto di una concezione generale della vita. Sciacca evidenzia in modo argomentato come quasi tutti i sistemi economici moderni dipendano più o meno dal liberismo economico e ne con­servino i presupposti fondamentali, e come, invece, sol­tanto il sistema corporativo fascista, egli sottolinea, superi davvero il liberismo, perchè imposta i problemi economici, come tutti gli altri, su presupposti diversi rispetto alle precedenti scuole di pensiero individualiste e materialiste, come quella liberale e socialista. Con ciò dimostrando come l’ordine corporativo del Fascismo costituisca l’unico sistema economico veramente originale ve­nuto dopo il liberalismo. In appendice a questa nuova edizione è inclusa la voce del “Dizionario di Politica del P.N.F.” pubblicato anch’esso nel 1940 e dedicata espressamente al Corporativismo. Il testo attualmente è disponibile da subito sul sito dell’editore LULU.COM, a breve lo sarà anche su AMAZON.

IlCovo

 

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75°ANNIVERSARIO DELLO SBARCO-INVASIONE DELLA SICILIA: FINALMENTE LA VERITA’!

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 In qualità di associazione culturale fascista, “IlCovo” si occupa fin dalla sua nascita degli eventi relativi all’invasione della Sicilia nel 1943. Ebbene, quest’anno, nella notte tra il 9 – 10 luglio, ricorre il 75° anniversario dal momento in cui gli eserciti invasori dell’alleanza demo – pluto – massonica anglo-americana realizzarono il loro primo colossale sbarco in Italia (e dunque in Europa!), avviando così quell’occupazione del continente, di cui ancor oggi tutti noi italiani ed europei patiamo le conseguenze politico-sociali, in quanto nazioni tutt’ora invase da quell’esercito, sempre presente sul nostro territorio,  dunque nazioni senza alcuna oggettiva sovranità politica e militare. Ritornando però sugli avvenimenti epocali di quel tragico luglio di 75 anni fa, va detto a chiare lettere che è molto recente la riscoperta di quella fondamentale campagna militare dal punto di vista dei fatti storici (alla quale, ci sia consentito scriverlo, in piccola parte abbiamo direttamente contribuito anche noi) e la voglia di fare finalmente luce sulle reali dinamiche e gli eventi di quella che, a dispetto della propaganda dei vincitori e dei loro sodali nostrani, non fu affatto una “passeggiata di salute” per gli occupanti anglo-americani, ma una sanguinosa e dura campagna militare, dove questi ultimi ebbero migliaia di perdite ed altrettante ne cagionarono tanto ai combattenti dell’Asse italo-tedesco quanto alla popolazione civile dell’isola. Insomma, fu guerra guerreggiata fino in fondo!

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CIMITERO MILITARE AMERICANO DI GELA.

Noi fascisti de “IlCovo” abbiamo voluto ricordare una tale verità, negata sistematicamente per decenni tanto dalle autorità politiche della repubblica italy-ota antifascista quanto da pseudo-storici e pennivendoli della carta stampata, da questa stipendiati per negare scientemente un fatto per loro inaudito e scandaloso, e cioè che sul suolo italiano vi fu una dura e sanguinosa lotta, misconosciuta da decenni, tra l’Italia Fascista e gli anglo-americani, in una fase storica dove ancora ufficialmente risultava che il nemico fosse invasore della nostra penisola e non, come invece esso in modo propagandistico si auto-qualificava, “liberatore”. Proprio a causa di tale metamorfosi dovuta alla propaganda orchestrata abilmente prima dagli Alleati anglosassoni e poi nel dopoguerra fatta propria acriticamente dalla repubblica antifascista ad essi asservita, i tanti episodi di caparbio valore e sacrificio degli italiani in quella campagna militare, che costarono loro 4.578 morti, 36.072 dispersi e oltre 30.000 feriti (i tedeschi ebbero 4.325 morti, 4.583 dispersi), furono colpevolmente accantonati, in favore di quelli numericamente inferiori di diserzione di fronte al nemico, una manovra di disinformazione attuata per legittimare la falsa immagine di un paese che, secondo l’antifascismo mondiale, non avrebbe visto l’ora di buttarsi fra le braccia dei propri nemici.

paracadutisti-nemici-calati-centro-dell-isola-vengono-48607316-eb60-44ca-8537-23da87ee4247Ma la carneficina che nell’estate del 1943 insanguinò la Sicilia dimostra, invece, il contrario; cioè che quella campagna militare non fu affatto una “passeggiata” per gli anglo-americani, che lamentarono perdite per decine di migliaia di uomini. Mentre la corretta analisi dei fatti svela l’immagine inedita di un evento storico che, sebbene tragico, vide però rifulgere nella maggior parte dei casi il valore dei combattenti italiani; ci mostra, attraverso le testimonianze di alcuni dei diretti protagonisti, lo spaccato sconosciuto di una parte della Nazione, di una Sicilia fatta di civili e militari che sebbene stanchi e prostrati da privazioni di ogni genere, in una terra martoriata da una serie infinita di bombardamenti devastanti, vollero e seppero ancora reagire, benché la sproporzione di mezzi e forze in campo fosse loro nettamente sfavorevole. Questo rivelano le memorie del Generale Emilio Faldella, questo mostra il diario di guerra del Generale Ottorino Schreiber, questo svela il Diario storico del XII° Corpo d’Armata Italiano, questo provano le gesta dei Gruppi Mobili corazzati dell’esercito italianotutte testimonianze che palesano incontrovertibilmente come, proprio in Sicilia nella calda estate del 1943, tanto nella zona occidentale contro gli americani, quanto nella zona orientale contro gli inglesi, migliaia di italiani scrissero l’ennesima pagina misconosciuta di immenso sacrifico e sublime valore. E’ significativo che i pochi episodi di diserzione e sabotaggio nelle forze armate italiane vedessero nella massima parte dei casi come protagonisti pochi alti ufficiale in comando, piuttosto che gli ufficiali di rango intermedio o la stessa truppa; in tal senso appare indicativo il criminale comportamento tenuto da alcuni ammiragli della Marina italiana, che avrebbero tenuto ben lontane le nostre navi in grado di contrastare le operazioni di sbarco alleate in Sicilia, in seguito ad un accordo siglato con le forze anglo-americane nell’ambasciata di Lisbona (1), desiderosi con ciò di far cadere prima possibile il Regime fascista; come altresì indicativo al riguardo risulta evidente il ruolo fondamentale giocato nell’abbassamento dello spirito combattivo  e del morale degli italiani la destituzione e l’arresto di Mussolini, perpetrati con l’inganno a mezzo di un vero e proprio colpo di stato militare dal reuccio savoiardo, un evento che da decenni, al contrario, ci sentiamo raccontare dalla propaganda antifascista sarebbe stato accolto da tutti gli italiani con grande sollievo.

manifestoCommuove, invece, lo spirito combattivo di tutti quei semplici cittadini in divisa, non soltanto militari di carriera, ma anche di leva, che persino insieme a semplici civili, in quelle tragiche giornate non esitarono un istante ad imbracciare un fucile od una mitragliatrice per opporsi agli enormi carri armati statunitensi ed alla marea di truppe messe in campo dall’avversario (qui), che contro ogni previsione più di una volta dovette cedere all’impeto di coloro che nella propaganda bellica anglo-americana venivano sprezzantemente definiti “italiani straccioni”. Fa rabbia constatare che di tanti atti di eroismo così come dei molteplici crimini perpetrati dagli invasori “a stelle e strisce” contro militari e civili italiani, la massa italica lobotomizzata da decenni di propaganda bellica filo-americana non abbia alcuna conoscenza, dando per buona una versione bugiarda dei fatti che vuole descrivere gli Alleati anglo-americani come i “buoni liberatori”, dispensatori di caramelle e cioccolata! Ebbene, nel nostro piccolo, noi fascisti de “IlCovo” abbiamo detto NO ALLA STORIA FASULLA DEI VINCITORI! Infatti, tale campagna militare, che dovrebbe più giustamente essere qualificata come “BATTAGLIA DI SICILIA”, fino ad oggi è stata oggetto di mistificazioni e reticenze incredibili. Ma, come abbiamo avuto già modo di sottolineare, alcuni dati al riguardo dovrebbero far riflettere: in primis quello sui soldati Alleati che vi morirono e che a fronte delle stime ufficialmente dichiarate, ad esempio nella pubblicazione dell’Ufficio Storico dello Stato maggiore dell’Esercito Italiano a cura di Alberto Santoni, in cui è scritto testualmente che… “le forze terrestri alleate lamentarono in tutto 4.299 morti, suddivisi in 2.237 americani e 2.062 inglesi”,(2) vede di contro la presenza nei cimiteri militari di guerra del solo Commonwealth britannico presenti nell’isola (a Catania, Siracusa e Agira) la presenza di 3.692 morti sui campi di battaglia, oltre 1600 in più rispetto a quanto riportato dal Santoni! Per i caduti americani, poi, non è possibile nemmeno fare alcuna verifica attendibile, in quanto gli stessi cimiteri di guerra che essi avevano allestito a Gela, Licata, Palermo e Caronia, furono smantellati pochi anni dopo la fine del conflitto e le salme traslate altrove, in parte a Nettuno ed in parte rimpatriate. Dunque, ci sono validissimi motivi per ritenere il dato ufficiale sui caduti anglo-americani decisamente sottostimato.

2Se a questo aggiungiamo poi alcuni altri dati molto importanti, sempre presenti nella relazione del Santoni, in cui si parla di 9.892 perdite americane e ben 11.590 perdite inglesi a causa della …malaria! (possibile mai che le super fornite truppe degli Alleati, in possesso non solo di tutti i mezzi ma anche di tutti i medicinali, abbiano patito così tanto per la malaria, che stranamente, invece, non ha falcidiato affatto le truppe dell’Asse?), di 13.083 soldati Alleati feriti (5.946 americani e 7.137 inglesi); di 3.242 soldati prigionieri (598 americani e 2.644 inglesi compresi i dispersi); di 546 marinai americani morti e 484 feriti; di 314 marinai inglesi morti e 411 feriti;
 di 156 aviatori americani tra morti, feriti e dispersi; di 736 aviatori inglesi della R.a.f., tra morti, feriti e dispersi; ebbene, facendo una somma di tutti codesti numeri abbiamo così un totale di 46.383 uomini messi fuori combattimento in 38 giorni di campagna militare, ossia la media di 1.220 uomini al giorno …alla faccia della “allegra passeggiata”! Ma più dei freddi numeri, per sfatare gli innumerevoli luoghi comuni fasulli montati ad arte da 75 anni di propaganda antifascista, abbiamo voluto soprattutto ricordare tanto alcuni dei grandi scontri dimenticati tra i soldati dell’Asse italo-tedesco e gli Alleati anglo-americani avvenuti a ridosso del litorale siciliano, come la misconosciuta Battaglia di Agrigento (dal 10 al 16 luglio 1943) e la grande  “Battaglia di Gela” (dal 10 al 12 luglio 1943), quanto i piccoli e ignoti scontri minori nella parte occidentale dell’isola, come quelli avvenuti il 21 luglio presso le Case Tumminello (Portella Misilbesi) nel trapanese (3), il 22 luglio 1943 alle porte di Palermo , il 24 luglio nel territorio di Marsala, dove si sacrificò il Ten. Colonnello Sommaruga, Medaglia d’oro al valor militare. Clamorosa risulta poi la montatura storiografica imbastita sul mancato utilizzo dei treni armati della Marina italiana, notizie assurte al rango di verità perché i cosiddetti storici dell’Italia antifascista, senza alcuna verifica, avevano preso per buone le notizie inventate di sana pianta dalla propaganda bellica inglese, notizie confutate platealmente solo in anni recenti (qui).

Ital.Sic. 43

FANTI DELLA DIV. LIVORNO ALL’ATTACCO NELLA ZONA DI GELA (CL).

 Senza dimenticarci, però, del lato più oscuro dell’invasione degli Alleati, fatto di stragi a sangue freddo a danno di militari dell’Asse e di civili italiani, eccidi compiuti dalla Settima Armata americana; che fece anche utilizzo di vergognosi espedienti, come l’avvalersi dei buoni uffici dei mafiosi locali (da essi prontamente liberati!) per tener buona la popolazione, o di ignobili  tattiche per avere ragione della resistenza degli avversari, come quella di utilizzare i prigionieri di guerra italiani come scudi umani (4). Una campagna militare dove gli autoproclamatisi “liberatori” avevano fatto precedere il loro sbarco dalla famigerata pratica dei “bombardamenti di saturazione”, che si tradusse, a partire dal 9 maggio 1943, in quasi due mesi d’ininterrotti bombardamenti a tappeto indiscriminati, diurni e notturni su tutto il territorio siciliano, non solo su obiettivi militari ma anche e soprattutto su obiettivi civili, con migliaia di morti, che avevano letteralmente lo scopo di “terrorizzare” la popolazione e fiaccarne il morale, seguiti dalla costante guerra psicologica dei messaggi che invitavano civili e militari italiani alla resa immediata in cambio della sospirata pace! (5) Ebbene, come avevamo già sottolineato, anche in virtù della sempre più ampia diffusione di documenti come quelli da noi acclusi in questo articolo, la vulgata fasulla della propaganda favorevole agli Alleati si sta ormai sgretolando, come mostrano persino alcuni degli organi ufficiali del sistema antifascista (qui).

CARRO ARMATO SHERMAN BRITANNICO DISTRUTTO A SUD DI PRIOLO (SR).

Lentamente, ma inesorabilmente, 75 anni di bugie, alimentate dal poderoso apparato propagandistico elaborato e impostoci dai cosiddetti “liberatori” anglo-americani, vanno sciogliendosi come neve al sole, mettendo a nudo una sola verità: che lo sbarco non poteva essere impedito perché, come scrisse l’Ammiraglio della flotta americana Morison, “gli Alleati avevano chiuso in una muraglia di navi un buon terzo della Sicilia e nessuna forza al mondo avrebbe potuto impedire loro di stabilirvi le loro teste di ponte” ma che, come puntualizzò successivamente il Generale Faldella, essi di fronte si “trovarono dei fanti e degli artiglieri che pur sapendo di combattere la lotta della carne contro l’acciaio, l’affrontarono per l’onore d’Italia e seppero anche sacrificare la vita”.

VIVA L’ITALIA, PROLETARIA E FASCISTA!

IlCovo

NOTE

1) Tale particolare è stato ufficialmente divulgato durante il convegno storico organizzato dalla Regione Sicilia nel 2013 per i 70 anni dello Sbarco, dal giornalista saggista (antifascista!) Alfio Caruso. La notizia  è riportata sul forum de IlCovo:
http://ilcovo.mastertopforum.net/novita-importanti-sullo-sbarco-in-sicilia-nel-1943-vt2697.html

2) Alberto Santoni, Le operazioni in Sicilia e Calabria (Luglio-Settembre 1943), a cura dello Stato Maggiore Esercito, Roma, 1989, pp. 401 -402.

3) Il 21 luglio 1943, secondo testimonianze statunitensi, il 504° Rgt. fanteria-paracadutisti della 82a Divisione Aviotrasportata americana, lungo la strada che da Sciacca portava a Marsala, venne attaccato frontalmente non lontano dal paese di Santa Margherita Belice, presso il “Passo Tumminello”, da unità di fanteria italiana sostenute da una batteria di cannoni da 75 mm e due da 90 mm, ne seguì una lunga e dura azione di fuoco, con una serie di vittime da entrambe le parti, dove gli americani lamentarono la perdita di 14 uomini. Cfr. Phil Nordyke,  All American, All the Way: A Combat History of the 82nd Airborne Division in World War II: From Sicily to Normandy , p. 92, Zenith Press, 2009. Sebbene non abbia trovato traccia, di un “Passo Tumminello” superato il paese di Santa Margherita, esiste invece un luogo chiamato “Case Tumminello” situato a poche centinaia di metri dal passaggio di “Portella Misilbesi”, luogo nel quale era stata dislocata la 5ª cp. e il nucleo comando 102º btg., gruppo mobile “C”, inquadrata nel 102º (CII) btg. (successivamente, a sua volta, protagonista degli scontri con la 3a divisione di fanteria americana alla stazione di Cammarata). Mi pare più probabile che proprio li fosse collocato lo sbarramento difensivo nel quale incapparono i paracadutisti americani della 102a Divisione aviotrasportata.

4) Il primo ad occuparsi dei prigionieri italiani utilizzati come scudi umani dai soldati americani durante la campagna di Sicilia del 1943 è stato il ricercatore gelese Nuccio Mulé, i cui articoli sono stati ripresi dal ricercatore Ezio Costanzo, che sul tema ha pubblicato, a sua volta, un articolo sul quotidiano “La Repubblica” del 23 luglio 2011 intitolato “I segreti dello sbarco – soldati siciliani scudi umani dei marines”. Il professor Mulè così scrive al riguardo :

…la motivazione della resa di interi reparti italiani che combatterono strenuamente a Gela, probabilmente fu dovuta anche ad un altro motivo. Lo scrivente, in merito ad una ricerca nell’archivio storico militare di Roma, è nelle condizioni di dimostrare che sicuramente un caso di resa di un reparto italiano, avvenuto nella prima giornata dello sbarco Alleato a Gela, fu dovuto al fatto che gli americani in un’azione di guerra avanzarono dietro una moltitudine di prigionieri italiani, questi ultimi dunque “utilizzati” come scudi umani, tant’è che i nostri soldati allora non poterono fare altro che arrendersi anziché sparare sui loro commilitoni; già lo sbarco sulla spiaggia di Gela era iniziato fin dalle ore 3,00 e posizione su posizione i soldati italiani arretrarono, martellati incessantemente dai cannoni delle navi americane. Mi piace qui reiterare un passo riportato nella “Relazione cronologica degli avvenimenti” di cui sopra: “…Ore 9,20: il Col. Giuseppe Altini comunica che la 49° btr. si è arresa perché il nemico veniva avanti facendosi coprire dai nostri soldati presi prigionieri…”. Una comunicazione di tre righe su una pagina ingiallita daltempo, a firma di un colonnello dell’Esercito Italiano, rimasta sconosciuta all’interno di un faldone, che mette in luce per la prima volta in assoluto un caso così clamoroso. Certamente questo espediente fu purtroppo vincente e nulla vieta a pensare che sia stato utilizzato dai comandi americani anche in altre occasioni.

Successivamente alla pubblicazione di tali fatti, il professor Mulè mi ha personalmente riferito di aver ricevuto una lettera scritta dal figlio di un reduce siciliano, il sig. Pietro Mirabile, il quale scriveva che il padre, ormai defunto,  tutte le volte che parlava dello “Sbarco” gli spuntavano le lacrime per la rabbia ed il disprezzo che provava per gli invasori. Egli aveva fatto la guerra da richiamato ed era sergente maggiore del 18° Comando Brigata Artiglieria Costiera, il 10 Luglio del ‘43 si trovava tra Palma di Montechiaro e Licata. Raccontava che nella primavera di quell’anno c’erano stati avvicendamenti nella linea di comando degli Ufficiali superiori, e raccontava sempre che tutta la batteria aveva ricevuto l’ordine di non togliere le cappotte ai cannoni quella notte. Preso prigioniero dagli americani, lo avevano usato come scudo umano fino quasi a Leonforte dove c’erano le retrovie tedesche. Una ulteriore testimonianza di tale indegna pratica attuata dai soldati statunitensi è presente nell’articolo del ricercatore Francesco Paolo Calvaruso, intitolato “Sergio Barbadoro: un eroe dimenticato”, in Rassegna siciliana di Storia e Cultura n°19, a cura dell’Istituto Siciliano Studi Politici ed Economici; il testo è consultabile al seguente indirizzo: http://www.isspe.it/news/45-numeri-rassegna-siciliana/rassegna-siciliana-di-storia-e-cultura-n-19/159-sergio-barbadoro-un-eroe-dimenticato-di-francesco-paolo-calvaruso.html , alla nota numero 60. Qui risulta che il tenente Barbadoro, stanziato alle porte di Palermo in difesa di una delle portelle di accesso alla città (Portella della Paglia), vide avanzare la colonna corazzata americana preceduta da prigionieri italiani che facevano da battistrada. Il tenente, nonostante ciò, attaccò la colonna nemica, bloccandola per 9 ore al prezzo della propria vita. Dunque, in tre distinti casi ed in tre zone differenti della Sicilia (Gela, Licata, Palermo), ci sono testimonianze dell’uso di prigionieri italiani come scudi umani, sempre da parte della Settima armata americana.

5) Per un resoconto puntuale e dettagliato sulla guerra aerea nei cieli siciliani e sui bombardamenti Alleati nell’isola, Alessandro Bellomo, 1943, Il martirio di un’isola – La guerra aerea sulla Sicilia nei diari Usaaf, Raf, Regia Aeronautica e Luftwaffe, Genova, 2011.

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IL VERO DRAMMA E’ LO STATO DI ADDORMENTAMENTO DELLE COSCIENZE

“Il sonno della ragione, produce mostri”. Purtroppo, il paragone è più che pertinente in questi nostri tristissimi tempi. Lo si vede in ogni momento, in ogni ambito della società del “consumo” e del “vuoto“. E’ precisamente questo “sonno”, indotto artificialmente, iniettato come una droga che “consuma da dentro” individui e masse, il vero e solo motivo della prosecuzione della più grande falsificazione criminale che il continente europeo abbia visto nella sua storia. E’ esattamente il “sonno della ragione” che permette ad  una intera classe di politicanti imbonitori e falsificatori, che si mascherano in un modo o in un altro, secondo la necessità, di mantenere nella più nera oppressione, morale e materiale, l’intero continente europeo e il mondo. In questi giorni stiamo vedendo lo svolgersi di questo inganno colossale, nelle sue parti più evidenti. Avviato ormai molti decenni addietro, i nostri occhi, quelli di chi non “dorme”, ne osservano sconcertati il suo sviluppo giunto ad uno stadio sempre più “maturo”. Ecco alcuni dei fatti che fungono da esempio del livello a cui è giunta la diffusione globale a tappeto di una menzogna di proporzioni gigantesche:

  1. Yanis Varoufakis, ha fondato un partito “europeo”, e lo sta presentando nelle varie nazioni del “vecchio continente”. Per chi non lo ricordasse, tale signore è l’ex ministro greco del governo di Alexīs Tsipras, il cosiddetto “rivoluzionario” che ha garantito la permanenza della Grecia nella “UE” dei banchieri usurai del Fondo Monetario Internazionale, attraverso una mastodontica depredazione ed affamazione del popolo greco, teoricamente “sovrano”, praticamente reso schiavo della finanza plutocratica apolide! Varoufakis si dimise, davanti alle decisioni dell’esecutivo di cui pure faceva parte, e che pure aveva contribuito in modo determinante ad inserire stabilmente “nell’Europa al comando della B.C.E. “. Proprio quell’ “Europa” asservita ad una istituzione finanziaria privata che era stata sfiduciata dal popolo greco e che però, a detta dei suddetti banchieri e dei loro servi dell’informazione al guinzaglio, non poteva essere “abbandonata” perché, sempre secondo i soggetti succitati, costituirebbe un processo politico-economico “irreversibile” (cosa che, naturalmente, hanno deciso sempre i suddetti banchieri e finanzieri, di sicuro NON IL POPOLO GRECO!). Ebbene, tale grande “economista”, si distingue nella galassia degli “europeisti”, non per il suo distacco, ma per il suo “keynesismo” (ormai in grande rispolvero). In breve, sulla scia di quanto già esposto nei nostri articoli precedenti, riassumiamo dicendo che l’insigne ex ministro greco chiede di cartolarizzare il debito, dunque, non di eliminarlo senza pagarlo in quanto debito illegittimo, ma semplicemente di posticiparne il pagamento e creare così una maggiore spesa (dunque un ulteriore accrescimento del debito stesso da pagare agli usurai apolidi della B.C.E.) e tutto ciò ufficialmente al fine di… sviluppare la “crescita”. In nome di una tale “magnifica rivoluzione” graditissima ai finanzieri del F.M.I., l’ex ministro fonda così l’ennesimo partito-specchietto per le allodole, che si chiama, guardate un po voi i casi della vita, “PRIMAVERA EUROPEA“, che si posiziona nella galassia “dem”, la stessa in cui si trovano per esempio i Gentiloni ed i Renzi nostrani. In una recente intervista il prode alfiere della B.C.E. (qui), si fa “sfuggire” quel che per noi fascisti de “IlCovo” è ormai una ovvietà e che sono tali per chi ha gli occhi aperti e “vede” l’attuale scenario politico desolante per quel che è. Egli dice chiaro e tondo che il sistema costruisce a tavolino le proprie “nemesi” e lo fa per perpetuarsi (come avviene nel caso italiano per i soggetti politici pseudo-contestatori del disordine vigente, quali Lega e 5Stelle). Si fa l’esempio di Macron, il quale non occuperebbe il suo attuale posto senza il fattivo “aiuto” della Le Pen e di tutto l’impianto mediatico che sostiene il suddetto teatrino. Inoltre Varoufakis fa notare una cosa che da queste colonne virtuali abbiamo dimostrato molte volte: ossia, la reale inerzia di tutti i “contestatori”, che partono dal presupposto dell’accettazione del sistema liberal-demo-plutocratico vigente quale unica possibile opzione politica all’interno della quale fanno finta di “agire”. Tutti questi soggetti, in ultima analisi, servono a perpetuare l’esistenza del sistema che fanno finta di contestare, essi rappresentano niente altro che “armi a salve”… il giocattolo della finanza plutocratica per tener buono il popolino. Varoufakis colloca questo discorso in un certo ambito, per arrivare alla sua “conclusione”, ovvero la presunta “pericolosità culturale” della “espansione della destra radicale in Europa”. Ma i meno avveduti non si accorgono che il discorso fatto or ora da Varoufakis per Macron, è ugualmente applicabile in modo perfettamente speculare anche a lui stesso e al suo cosiddetto partito “Primavera europea”, che, ribadiamo, come tutte le cosiddette primavere politiche indotte, secondo un metodo ormai collaudato dalla C.I.A., rappresenta un devastante metodo MILITARE, che tanti lutti e tragedie ha già portato nel mondo e che serve come “uscita di sicurezza” al sistema criminale politico-finanziario vigente ;la “via anglo-sassonse” al F.M.I.
  2. Il “Def”, la cosiddetta “manovra finanziaria”, è stata approvata e presentata alla “UE” (qui). Tale “manovra” è esattamente quella del governo “Gentiloni”. Ci sono alcune modifiche marginali, con la promessa di trovare i soldi per non far scattare l’aumento dell’Iva (rimasta ben in vista come “clausola di salvaguardia”, come del resto accade da molti anni). Oltre le tonnellate di “aria fritta” che circonda tale Def, come tutto ciò che riguarda la politica italy-ota, la sostanza è che si andrà, col cappello in mano, davanti alle “commissioni europee”, per chiedere le elemosina. Le quali elemosine saranno tutte fatte pagare salatamente, come al solito, al “popolo bove”… “prossimamente”, proprio quando, magari, chi lo sa, i “contestatori populisti” faranno finta di prendere “l’impegno” di rivedere la legge “Fornero” e reinseriranno in agenda il cosiddetto “reddito di cittadinanza”, ora chiamato “reddito di dignità”, largamente ridimensionato. Quanto basta, insomma, per farne propaganda elettorale.
  3. Ed infatti a rimettere in riga i cosiddetti “contestatori”, dopo la N.A.T.O. che ha zittito i finto sovranisti tanto per la “questione russa che per quella dei migranti” (qui), arriva pure Visco (qui). Nell’Europa dei banchieri, se e come “metter mano” alla “legge Fornero”, lo decide chi ne è vero “padre”. E’ in questi momenti salienti che si dipana la matassa ingarbugliata delle menzogne mediatiche “un tanto al chilo”, perché il “tira e molla” da applicare alle masse dormienti è “sapientemente” dosato dai veri mandanti del disastro attuale. Ma, proprio grazie al “sonno della ragione”, i pluto-massoni globalisti continuano a spadroneggiare e prendere solennemente per i fondelli una massa amorfa e deliberatamente svuotata della propria coscienza.

Ecco perché, cari lettori, la soluzione a tale disastro risiede nel “risveglio dei cuori e delle menti”. Un “risveglio” che porta con sé l’attesa e il sacrificio, ma anche la vera e sola SPERANZA politico-sociale ed etico-morale. Lo scriviamo con la maiuscola, perché tale risveglio non può prescindere dal suo contenuto Religioso. Quello che vediamo sotto i nostri occhi, è infatti un progetto satanico messo in atto da gruppi di potere radicati nella finanza apolide globale e fortemente radicati nelle realtà delle demo-plutocrazie del cosiddetto occidente liberale, gruppi auto-proclamatisi “messia” di un mondo d’inferno. L’aspetto messianico di questo assetto globale, in senso negativo e distruttore, è del tutto evidente se si osserva con più attenzione agli eventi. Solo il radicamento nella Speranza, Virtù teologale, può rendere possibile un’autentica rinascita in senso lato e verace. Ed è per questo motivo che noi, contro tutto e tutti, continuiamo a Sperare! Ed è sempre per questo motivo che indichiamo senza tentennamenti, per l’amministrazione della Giustizia in questo martoriato mondo, quell’ idea di Civiltà che proprio nella Virtù della Speranza è ben radicata: il Fascismo!

Sursum Corda!

IlCovo

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L’INDECENTE SCENEGGIATA ITALY-OTA SUI DEPORTATI CONTINUA!

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Proseguendo nella nostra denuncia della indegna operazione di inganno delle masse, attuata dal mondialismo plutocratico affamatore di popoli e nazioni, a mezzo dei governi ad esso asserviti, ci soffermiamo su un altro “fatto del giorno” avvenuto nella repubblica delle banane Italy-ota: la cosiddetta “tragedia dei migranti”. Ebbene, tiene banco la sceneggiata della “nave Aquarius“, delle solite “O.N.G.”. Tale “nave”, carica di deportati dalla Libia, pretende lo sbarco in Italia. Secondo una procedura consolidata che avviene ormai regolarmente da molto tempo, grazie anche alla giustificazione generata dalle guerre per procura scatenate proprio dalla N.A.T.O. in varie parti del vicino oriente (qui) e che ha generato l’ondata di sbarchi nella ex Italia di centinaia di migliaia di moderni deportati, rispettivamente 153.000 nel 2015, 181.000 nel 2016, 119.000 nel 2017.

Siccome la campagna elettorale non è mai finita, cosa accade, “diversamente” da altri casi analoghi? Beh, l’occasione è ghiotta e favorita dai media, al fine di spargere un buon quantitativo di aria fritta, ed è ciò che puntualmente si verifica. Così il cosiddetto “ministro dell’Interno”, tuona: “DIFENDIAMO I CONFINI, VENGANO CHIUSI I PORTI”! E giù, la ridda di polemiche fasulle, le consuete grida al “fascista e razzista”(che non possono mai mancare, ovviamente!), e il “mondo civile e democratico” dei ben pensanti radical-chic  che si indigna per “il rifiuto a soccorrere i profughi”. Ovviamente, i media-servi focalizzano la questione su ciò che ha un rilievo pari a zero! La massa, diseducata ad avere una coscienza, non si chiede il vero perché, non si interroga su quale sia la radice del problema, istupidita ad arte ed etero-diretta, sempre pronta a dividersi sul nulla, come del resto avviene in ogni ambito,  dalla questione sulla  “TAV” (fronte del “sì”, e del “no”, con le rispettive fazioni politiche); ai vaccini, così come per il cosiddetto “Job’s Act” del toscano di plastica, e via di seguito fino anche alla costruzione o meno di nuovi stadi… in questo caso sul “migrante-sì, migrante-no”.

Dunque, dicevamo: Salvini “tuona” contro (?) la cosiddetta U.E. La nave Aquarius, viene respinta (almeno così sembra!) mentre ancora si trova in navigazione a largo di Malta. A questo punto gli italy-oti al soldo del F.M.I., “fanno la voce grossa” (sic!). Tale “voce”, dal timbro tonante, genera …un battibecco adolescenziale con il governo del principale paese europeo responsabile del disastro Libico che ci ha portati a questa situazione (e non solo) per conto terzi: quello del “presidente” francese, che tra un gallico “mi fai vomitare” e un italico “la Francia stia zitta”, dei rispettivi cosiddetti “presidenti”, scatena un tripudio mediatico di “osanna al figlio di Mediolanum”! …il quale, con toni (…solo quelli ovviamente!) possenti, parrebbe ergersi a difensore della sovranità nazionale! Così tutti i “movimenti contestatori”, di tutti i colori, si ritrovano allineati e coperti nel tributare omaggi al “novello difensore” dei sacri confini! “BRAVO SALVINI! IL DIFENSORE CHE MANCAVA! LUI SI CHE NON LE MANDA A DIRE! Ed ecco che la Francia “cattiva”, diventa il “nemico” del “governo del cambiamento”, proprio quando ci si dimentica che fu la prima in Europa, proprio per bocca di Macron, a dare il benvenuto a Conte e a sperare che fosse incaricato presidente del consiglio (chissà perchè)! Concentrati su questo bailamme a base di aria fritta, come abbiamo detto, la sostanza dei problemi viene sapientemente occultata dagli stessi media che ci bombardano di notizie false e tendenziose. Mentre, infatti, la nave “incriminata” della O.N.G. che traffica con i deportati gironzola nel mediterraneo, una delle tante navi della Guarda Costiera dello “stato sovranissimo” italy-ota, si carica circa 1000 deportati (qui), e li scarrozza fino a Catania! Ma non finisce qui! Ignorando le regole del Mare, che impongono di soccorrere natanti in difficoltà e traghettarli nel primo porto sicuro alle autorità di pertinenza, prima che attraversino il mediterraneo, la civilissima nave Aquarius della O.N.G. in questione, se ne frega anche delle condizioni meteo. Le quali non sono un problema, finchè non possono essere strumentalizzate per approdare non a Valencia, in terra di Spagna come il ministro “lumbard” aveva “tuonato”, bensì in SARDEGNA (qui)! Dunque lo scenario è LO STESSO di quello della Nave della Guardia Costiera DICIOTTI. Ovvero: lo “stato sovranissimo” italy-ota agli ordini di Washington, dopo tanti proclami sbandierati ai quattro venti sulla fermezza e la fine della pacchia per gli sciacalli che trafficano in vite umane, cosa fa? … si va a prendere direttamente i deportati, stavolta addirittura scortando le navi ONG, e li accompagna gentilmente a terra proprio sul suolo della “sovranissima” repubblica delle banane! La messinscena si rivela per quello che è. Ormai ci sono prove evidenti dell’organizzazione pianificata della deportazione e dell’esodo di uomini provenienti dalle nazioni del vicino oriente di cultura generalmente araba sul continente europeo. Questo progetto di deportazione di massa, abbiamo già spiegato, alimentato proprio dalle guerre pianificate dal governo statunitense a dai suoi vassalli della N.A.T.O. come la repubblica delle banane Italy-ota (qui), ha come obiettivo primario la destabilizzazione politico-sociale delle nazioni del “vecchio continente”, a spese ovviamente dei popoli europei, per trasformarci in cloni dei cittadini del “nuovo continente”. Nel caso italiano, si sta volutamente aumentando il disagio economico dei cittadini, introducendo schiavi, nella migliore delle ipotesi, che continuano ad abbassare il costo della manodopera, e favorendo anche l’aumento della delinquenza sotto varie forme (qui), oltre che facendo lievitare il traffico di danari per le “organizzazioni” che gestiscono questa “opera di civiltà”! A questo, sul piano interno, si aggiunge la tecnica del “false flag” (attentati e stragi, disordini pre-ordinati), che è azionata ad orologeria secondo le modalità di quella che un tempo era definita “strategia della tensione”, e sul versante degli esteri la tecnica del “doppio standard” statunitense, ricordata anche di recente dal Segretario della N.A.T.O., in merito ai rapporti da istaurare con la Russia… si sa, il governo statunitense è da sempre maestro di doppiezza!

Dopo questa breve rassegna stampa, possiamo concludere, chiedendoci che cosa si sia davvero verificato dopo tali sceneggiate attinenti la presunta “difesa sovranista”. Beh, in concreto assolutamente NULLA! Una cagnara inutile, l’ennesima montatura mediatica fondata sul nulla più totale! Dopo il gran “clamore”, i “presidenti” fanno la pace col mignoletto (qui), e la situazione attuale è esattamente identica a quella di sempre, l’ennesima riprova che cambiano i saltimbanchi al governo della repubblica dei pulcinella, ma il “padrone a stelle e strisce” è il solo a dettar legge! Così, si capisce bene la funzione e l’utilità di queste pantomime, e il conseguente stordimento delle masse amorfe. Una annotazione a margine, che invece riveste un grande interesse per il discorso che facciamo. E’ stata data notizia, contestualmente, che una nave impegnata nel traffico di esseri umani, ha “dovuto” gettare in mare i corpi senza vita di 12 deportati… Sapete di che nave si tratta? DELLA US-TRENTON! Sapete di che nazionalità è? Una NAVE MILITARE statunitense, che si trovava a gironzolare vicino alle coste libiche, e che, sia chiaro, per “puro caso”, ha imbarcato circa 40 deportati, ops, migranti! Il sovranista “lumbard” evidentemente è stato prontamente ascoltato! Non aveva detto che avrebbe voluto che la N.A.T.O. si occupasse dei migranti? Eccolo servito! (qui) Ma stia tranquillo: la N.A.T.O. se ne occupa già da molto tempo! …fin dal principio! …e i risultati si vedono!

Come al solito, a voi le considerazioni!

IlCovo

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LA NOSTRA ANALISI CONFERMATA DAI FATTI!

Cari lettori, non siamo per nulla felici delle ripetute e lampanti conferme a quanto affermiamo. Questo perchè i fatti certificano che il dramma è di gravità massima. Ma mostriamo tali elementi, per cercare di contribuire alla vostra “presa di coscienza”, ed altresì per addivenire, un giorno, a quel nuovo “risveglio Nazionale”, basato sulla nostra Civiltà, di cui il Fascismo Mussoliniano è perfetto continuatore. Di fatto, quel che nessuno ha il coraggio di affermare a chiare lettere, noi fascisti de “IlCovo” ve lo scriviamo da sempre…e quel che più conta, i fatti ci danno ragione! Eccovi una piccola e veloce “rassegna stampa” dello stupidario italy-ota, ove vedrete sotto i vostri stessi occhi le prove di ciò che abbiamo esaminato nel nostro articolo precedente. Per punti:

  1.  Il “capo del governo del cambiamento”, conferma che la cosiddetta Italia (di cui lui non rappresenta nulla, visto che oltretutto è l’ennesimo presidente del consiglio non eletto), si impegna a rimanere saldamente nella Unione Europea dei banchieri e a confermare tutti i trattati sottoscritti (da chi?), ricordando i “doveri nei confronti dei mercati” (non già quelli nei confronti del popolo!):  qui .
  2. Per chi, da inguaribile “ottimista”, crede ai “complotti contro il governo del cambiamento ad opera di Mattarella e dei suoi sodali europei”, il “presidente del cambiamento” si affretta a dire che l’uscita dall’Euro, e/o la sola messa in questione dello status quo, non è MAI stata in discussione: qui .
  3. Manco a farlo apposta, proprio dopo il nostro articolo sullo stato di occupazione militare permanente che subiamo, il cosiddetto “governo del cambiamento” se ne esce, timidamente, con una boutade: allentare (per carità, non sia mai dovessero abolirle!) le sanzioni contro Mosca. Naturalmente con tutti i suoi membri a sperticarsi in rassicurazioni: “non cambia nulla rispetto alla politica degli alleati, solo cercare dialogo (sic!)”! Ebbene, detto fatto, la N.A.T.O. si pronuncia con un bel: NO, YOU CAN’T! La politica italiana, ribadiscono, la decidono loro, mica gli italiani! Leggete qui.
  4. …fatto ciò, il “sovranista” Salvini, ovviamente, ripiega in bell’ordine. Dopo aver detto che “si deve riprendere a commerciare” con Mosca, si affretta subito a non mettere in discussione le “alleanze” (ma quali alleanze? Quali e dove sono? Si parla di “alleanza” tra 2 stati sovrani e alla pari…Tale scenario è inesistente per la ex Italia asservita agli ordini del governo statunitense!..altro che amicizia!). Anzi! Suprema presa per i fondelli nei confronti del popolo ritenuto totalmente rimbecillito, va a chiedere aiuto alla N.A.T.O. per regolare i flussi di deportati, ops, immigrati nel mediterraneo. Ma guarda un pò, lo chiede proprio al principale organismo responsabile di tale disastroso stato dei fatti! (Naturalmente ricordate chi ha fatto la guerra alla Libia che tratteneva i migranti, distruggendo e destabilizzando quel paese!) Immaginate che battuta divertente! Al “lumbard” non manca il senso dell’umorismo!
  5. A chiudere il cerchio, il “presidente del consiglio del governo del cambiamento”, sigilla la sua obbedienza: l’Italia (quale? quella dei politicanti!) crede nella N.A.T.O. Nientemeno: l’Italia (ma quale?) CREDE. Manco fosse Iddio onnipotente, questa cosiddetta N.A.T.O. Ed infatti, come se fosse Dio, si prostra ad essa… e obbedisce! Come avevamo già scritto… e come hanno fatto da oltre 70 anni TUTTI i suoi predecessori, NESSUNO ESCLUSO!

In sintesi: questa breve rassegna stampa, non fa che ribadire il vero ed unico grande problema che ci affligge. Lo stato di occupazione permanente, ed ormai evidente al quale è sottoposta la nazione italiana ed il suo popolo. Chi ha dettato l’agenda politico-economica, oltre ai plutocrati usurai della B.C.E.? LA N.A.T.O. E la N.A.T.O. chi e cosa rappresenta? Ancora una volta, a voi la risposta.

IlCovo

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I SERVI ITALY-OTI HANNO ESEGUITO GLI ORDINI DI WASHINGTON!

 

nato

“Per occupazione militare si intende, nel diritto internazionale, la presenza di forze armate straniere all’interno del territorio di uno Stato in una misura preponderante rispetto a quella delle forze armate dello Stato occupato” (cit).

Mentre il sipario è calato sull’ignobile sceneggiata del presunto quanto inesistente “governo del cambiamento”, possiamo di certo già affermare che “gli ordini”, diramati da oltreoceano, sono stati “eseguiti”, in modo assolutamente preciso. Se avrete la pazienza di arrivare fino in fondo all’articolo, vedrete come e capirete il perché, anche dell’immagine posta in apertura.

1. LA SCENEGGIATA.

Come sappiamo, il 4 Marzo scorso è andata in onda la sceneggiata elettorale, che per l’occasione è stata condita dalle grida di allarme generalizzate dei media in merito ai presunti quanto fantasiosi “contestatori del sistema”, rappresentati teoricamente dai “signori” Salvini e Di Maio, ovvero, rispettivamente dalla “Lega” e dal “Movimento 5Stelle”. La loro “ascesa”, ovviamente inverificabile (i “numeri” sono sempre espressione delle “istituzioni della repubblica voluta dagli americani”, il fondamento dei quali è IGNOTO, ma parliamo sempre della stessa repubblica nata dal referendum truccato che ufficiosamente “perse” con la monarchia!) è stata ampiamente propagandata e preparata da giornali e televisioni del sistema, che, con i loro attacchi smaccatamente vergognosi (sembrerà paradossale a molti, ma di fatto è così) li hanno aiutati e li stanno aiutando potentemente ad acquisire consensi tra la gente, proprio a fronte delle polemiche fasulle che gli stessi media hanno innescato e continuano ad inscenare, ossia a seguito degli allarmi rivolti contro il “populismo” o l’ “anti-europeismo”. Ma gli allarmi e le grida di “paura” (!), senza che nessuno, incredibilmente, noti la vera contraddizione che esponiamo, vengono diffuse NON a seguito di reali opzioni politiche e programmi concretamente sovranisti e anti-europeisti, ma proprio in presenza del loro esatto contrario! Come nelle peggiori tirannie orwelliane, la realtà non è quella che è, ma quella che viene dipinta dalla psico-polizia al soldo del potere costituito. Infatti, i movimenti cosiddetti “populisti sovranisti”, già da qualche anno si sono premurati di rinunciare ai loro “programmi contestatori delle origini“. Noi fascisti de “IlCovo” ne abbiamo già discusso in altri articoli ( qui ).

Anche all’apice del loro successo mediatico (sapientemente preparato), le contraddizioni evidenti nei  propositi dichiarati da tali movimenti non erano oscure, per chi avesse voluto approfondire il tema. Ebbene, il fatto stesso di dichiararsi “contestatori” di un “sistema”, che essi stessi si apprestano a sostenere ed applicare, chiedendo formalmente di esserne parte integrante, costituisce la prima e più grande contraddizione irrisolvibile. Pensate, già oggi i “contestatori” hanno una maggioranza nel “parlatoio” in grado di governare, non c’é bisogno di nuove elezioni che sanciscano nuovamente tale maggioranza, ma la costituzione che essi difendono glielo impedisce, poiché il presidente ha facoltà di bloccare la presenza al governo di uomini sgraditi al potere che egli, in qualità di garante non della volontà popolare, ma dell’oligarchia finanziaria internazionale che regge davvero i fili del potere in questo paese, deve tutelare. Dunque, al di là degli odierni protagonisti e fatti contingenti, siamo in presenza di un evidente difetto di rappresentanza congenito, insito proprio nella carta costituzionale del sistema, che non potrà comunque essere risolto mai in virtù di una ulteriore vittoria elettorale… finalmente, forse, si comincia a far strada l’idea che VOTARE IN UN SIMILE CONTESTO ISTITUZIONALE E’ INUTILE! Ma i “contestatori”, invece, cosa propongono nuovamente al popolo per risolvere l’evidente contraddizione di cui sopra? …di andare nuovamente al voto! Il secondo fatto eclatante si ricollega proprio al vulnus venuto fuori in questa situazione e riguarda le “regole della costituzione”, che rappresentano il fondamento “giuridico” su cui il suddetto sistema plutocratico si sostiene; regole che non solo vengono osannate dai cosiddetti “contestatori”, ma anche invocate, proprio come presunto “contraltare” verso chi, secondo gli pseudo contestatori, invece le starebbe disattendendo. Ebbene, queste due clamorose ed evidenti contraddizioni, sono già ignorate dalla massa, sapientemente etero-diretta dall’informazione ufficiale. Ignorando e tacendo i due primi evidenti “falsi ideologici di stato”, si concentra l’attenzione esclusivamente sulle “grida”. Le “grida” che non impegnano nulla e nessuno, che sono un mezzo di propaganda rivolto a catalizzare l’attenzione delle masse e che possono essere (come di fatto sono state) utili vettori per indirizzarle verso una contestazione “addomesticata”… al fine di IMBRIGLIARLE. In tal senso il Movimento 5Stelle, fin dalla sua nascita, ha dimostrato di saper applicare sapientemente la “regola del doppio standard” statunitense. Da un inizio extra-parlamentare, etero-diretto, si è passati alla “fase parlamentare”, addirittura INVOCATA per “mettere alla prova” la presunta “onestà e preparazione” dei militanti. Dalla “fase parlamentare“, si è passati stabilmente a quella “istituzionale” dove le velleità anti sistemiche sono ormai un ricordo. Queste tre fasi “canoniche”, sono emblematiche rispetto alla fine che fanno sempre, da oltre 70 anni, tutti i movimenti della partitocrazia antifascista che a parole contestano il potere costituito dentro il “parlatoio”; fasi che approdano inevitabilmente, sempre, alla “normalizzazione” dei movimenti “riottosi”, costruiti tutti col preciso scopo di  addomesticare le folle, da chi davvero regge i fili di quell’osceno teatro dei pupi che è la repubblica delle banane italy-ota, proprio come è nuovamente avvenuto anche in quest’ultimo caso. Alla “fase istituzionale” potrà succedere, al bisogno, la “fase governativa“. Questo era quello che già stava accadendo, dopo l’incarico affidato a Conte, ennesimo “presidente del consiglio” dei Ministri, non eletto (nemmeno formalmente), quindi di fatto capo di un governo TECNICO. Anche lo stratega della campagna elettorale di Donald Trump, Steve Bannon, aveva espresso il proprio apprezzamento per un governo Lega – 5 stelle ( qui ). Ma le “grida mediatiche” hanno contribuito in modo determinante a cancellare tale possibile realtà. Resta il fatto che in ogni caso in cui si è formato uno qualunque degli ultimi “governi tecnici” (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni), si è gridato (more solito) al “colpo di stato”! Nei precedenti ludi cartacei, così come anche nelle precedenti campagne elettorali, ci si è concentrati comunque su due elementi: 1) la “legge elettorale”, che ogni governicchio fa e disfà per impedire la governabilità senza inciuci; 2) la “tecnocrazia”, che avrebbe “esautorato” la presunta e chimerica “sovranità popolare”, mai realmente rappresentata in tutta la storia di questa pseudo-repubblica. Ovviamente due temi funzionali a distogliere l’attenzione delle masse, al fine di nascondere i fondamenti reali del disastro politico-economico in atto, che hanno dei nomi precisi: il Trattato di Maastricht, il Trattato di Lisbona, la cosiddetta Alleanza Atlantica, e, ultima ma non per importanza, l’occupazione militare dell’Europa da parte dell’esercito americano, facente capo a interessi plutocratici lobbistici anti-nazionali. La “legge elettorale”, nelle precedenti sceneggiate, era un indegno papocchio anti-giuridico che tutelava la vita e la sussistenza di un’unica realtà: il “governo tecnico” funzionale ai diktat della Banca Centrale Europea, o più prosaicamente, le “larghe intese”. Alle ultime “elezioni”, dopo una ridda di polemiche che riguardavano l’aria fritta, è stata partorita l’attuale “legge elettorale”; che ha assicurato la stessa cosa: la realtà di un “governo senza un’autonoma maggioranza”. Dunque siamo sempre punto e accapo. Sebbene l’attenzione adesso sia stata sapientemente dirottata, ci ritroviamo comunque con lo stesso scenario politico di 5,10, 20 anni fa; le stesse “leggi-farsa”; la stessa “ingovernabilità”; gli stessi trattati e pseudo-alleanze santificati da tutti i soggetti politici e considerati intangibili; gli stessi vincoli economici capestro (peggiorati). Di fatto, il sistema della repubblica delle banane, camaleonticamente cambia solo la “pelle”. Nella forsennata rincorsa a depistare, spostare, occultare, ignorare (ad opera dei media e della politica serva di interessi anti-nazionali) si vuole nascondere la realtà concreta che racconta sempre più chiaramente di una “assicurazione sulla vita” di tale satanico sistema lobbistico plutocratico, rappresentata proprio da coloro i quali, a differenza di ciò che viene falsamente diffuso, sono aiutati e sostenuti dal regime mediatico, venendo tuttavia definiti come suoi “contestatori”. Grazie al loro fattivo apporto, entrati nella preparazione della “fase governativa“, hanno eliminato tutto ciò che poteva costituire un problema per la compattezza dei sistemi privati globali, anche solo a livello formale, ed hanno invece polemizzato su altra “aria fritta”: la presunta “compagine di governo”. Tale “squadra”, che doveva “aprire il parlamento come una scatola”, ha dato ai media il destro per continuare sulla stessa falsariga della propaganda pre-elettorale: poco importa cosa ci sia al fondo. Poiché, come dicevamo, essendo questa una ignobile sceneggiata, gli attori debbono fare tutti la loro parte. Conte è stato “attaccato”, ma nel suo discorso di pochi minuti, all’insediamento come Capo del governo (tecnico), si è ben guardato dal criticare o attaccare “l’ordine costituito” ( qui ); anzi, ha ribadito a chiare lettere la “collocazione” dell’Italia, nella Unione Europea, nell’Euro e nell’Alleanza Atlantica, e che da tali fondamenti sarebbe derivata la politica interna ed estera che avrebbe seguito (ovvero ciò che determina se una nazione è libera e sovrana oppure occupata ed asservita!). I media al soldo della plutocrazia, però, come sempre, diffondono una lettura deformata dei fatti, come vedete dal titolo dell’articolo sopra linkato: Conte, “avvocato degli italiani”, “difensore dei desiderata, nelle sedi preposte” (SIC! E queste “sedi”, chi le ha stabilite e chi le vuole?), ecc. ecc. Quindi un Conte ufficialmente “attaccato” per la sua presunta ed indimostrabile “volontà popolaristica”! “Conte è morto, Viva Conte”! Dopo tali “attacchi”, la “seconda fase” si è concertizzata nel nome del Signor Savona, candidato del “magnifico duo” Salvini-Di Maio, per il dicastero economico. Ma anche in questo caso, si è trattato di un’altra pantomima fasulla basata sul nulla profuso a piene mani da giornali e televisioni. Qualificato come “anti-europeista”, anti-euro, cosa “pensa” in realtà il Savona? Facciamolo dire ad uno dei media che lo hanno “attaccato”, leggendolo però “andando fino in fondo”: Cosa pensa Savona. Nell’era delle forme spacciate per sostanza, del vuoto spinto ricoperto di oro e incenso, Savona è stato “attaccato” per quello che dice, ma ignorato nel merito di ciò che propone. Stranamente, ciò che propone il Savona è molto diffuso nell’ “area anti-europeista”, che si bea di questi personaggi, i quali sono liberissimi addirittura di candidarsi al governo (dopo aver già fornito i loro “servigi” nel ministero dell’Industria, nel 1993, per il governo Ciampi!), invece di essere politicamente “cancellati”.

2. LA PROPAGANDA TERRORISTICA DEI MEDIA SUL DEBITO E LO “SPREAD”

Adesso poniamo a chi ha letto fin qui una domanda. Rileggete l’articolo “Cosa pensa Savona“. Fatelo per bene, fino in fondo e senza omettere nulla. Ebbene, cosa direste in merito al nocciolo dell’articolo? Cosa vi è rimasto impresso? Vi diamo la nostra opinione. Secondo noi, ciò che rimane impresso, nello svolgimento dell’intero discorso, è lo strisciante “pericolo”. La “stigmatizzazione” dell’Uomo-Savona, rappresentato come un “radicalista”, “putiniano” (nuovo peccato mortale), anti-europeista, che, secondo le citazioni estrapolate, dice anche delle evidenti fesserie in materia storica. Ecco così preparata l’impalcatura mediatica, il dogma demonizzante che viene rispettato da tutti i soggetti della cosiddetta informazione (chi in un senso, chi in un altro). Ora arriviamo al nocciolo della questione: Chi di voi ricorda 3 punti salienti, essenziali, nelle citazioni del Savona? Ovvero i seguenti:

  1.  Savona, dopo aver “insultato e vilipeso l’Euro”, dice che le opzioni per l’Italia sono due.
  2. L’Italia non deve necessariamente “uscire dall’Euro”, ma “prepararsi all’eventualità”.
  3. Savona, attaccato, risponde che lui non ha mai affermato che l’Italia DEVE uscire dall’Euro, o che l’abbia chiesto.

Se qualcuno di voi ha notato tali punti, vi facciamo i nostri complimenti! Questo perché tali 3 punti, annullano definitivamente tutto il resto del discorso presente nell’articolo in questione. Sono i punti che hanno permesso a Savona di ribadire che “non ha mai rifiutato per principio il dialogo con l’Europa, per ottenere condizioni migliori”. Stesso discorso che ha ribadito in merito al “niet” di Mattarella. Ma allora, sorge spontanea la domanda, a quale scopo questa pantomima? Perché allevare e poi eventualmente “accompagnare al governo” dei presunti quanto falsissimi “contestatori”, orchestrando questa messinscena? Perché non usare i metodi “ordinari”? Semplice! Perché il sistema demo-pluto massonico vuol sempre garantirsi una uscita di sicurezza”. Esso pur essendo  grandemente “intelligente” (nel senso del coinvolgimento dei Servizi segreti che usa con zelo e in quantità) ha pensato bene di operare in questo modo; per farlo si avvale comunque anche di “armi ordinarie”. Infatti, una volta costituite le nemesi fasulle, tanto amate dalla marea montante dei cittadini scontenti della politica dei partiti tradizionali (oggi le “cinque stelle”, ieri le varie leghe, un tempo c’era il partito comunista), sfrutta l’opportunità di terrorizzare i cittadini, ancora una volta, nel tempo presente con i fantasmi dello “spread” e del “debito”. Così, in nome della “responsabilità” e del rispetto nei confronti degli investitori, si fanno accettare al popolino tutti i provvedimenti economici imposti dalla B.C.E. che lo getteranno sul lastrico definitivamente (proprio come è avvenuto in Grecia col “grande rivoluzionario” Tsipras ed il suo partito “rivoluzionario anti-casta ed antisistema” Syriza, che doveva mettere in discussione tutto e che invece ha avallato tutto quel che il Fondo Monetario Internazionale ha ordinato, ricordate?), questo quando il quadro politico lo permette; nei casi più gravi, se occorre, il sistema demo-pluto massonico ha da sempre previsto, comunque, anche le maniere forti, ossia le immancabili strategie della tensione…sta di fatto che, le liberal democrazie esportate a suon di bombardamenti dai “liberatori” a stelle e strisce, sopravvivono e si perpetuano da sempre sfruttando ripetutamente le paure da essi inculcate nei propri cittadini.

Abbiamo evidenziato questa contraddizione permanente, anche nel nostro precedente articolo ( qui ). Nella realtà dei fatti, nè la Banca Centrale Europea, nè gli altri “creditori” del “sistema Euro”, sono davvero “a rischio” per eventuali insolvenze dei debitori (tra cui figura la “repubblica italy-ota”), poiché la liquidità dei contanti prodotta dalla B.C.E. è a costo zero (l’euro, di fatto, non essendo ancorato ad alcun bene materiale di riferimento, è carta straccia, che noi cittadini, però, dobbiamo pagare profumatamente ai banchieri privati che la stampano!). Ciò vale esattamente anche per la possibilità di assorbire eventuali insolvenze. Ma il problema reale sta proprio in questo debito “fittizio” artificialmente alimentato dagli sprechi della classe politica asservita alla B.C.E. , risolvibile secondo molti analisti senza colpo ferire, senza che mai alcuno di costoro però vada in fondo alla questione stabilendo cause oggettive e rimedi definitivi. Ed infatti, proprio nell’articolo di Blondet da noi citato, che riprendeva la prosa di un illustre economista INGLESE, la descrizione della soluzione non contempla anche la risoluzione del problema che sta a mote di tutta la faccenda! Il paradosso è proprio questo! L’economista considera “una conquista” il fatto che le Banche Centrali non emettano più moneta in relazione a precisi beni stabili di riferimento (e quindi verrebbe da chiedere da cosa è influenzato, ad esempio, l’aumento del prezzo degli idrocarburi!). In questa situazione, è vero che la moneta può essere distribuita senza soluzione di continuità, ma è anche vero che non vale assolutamente NULLA. Si tratta di carta che ha lo stesso valore del soldo del monopoli! Dunque, davanti a una moneta che non ha valore reale, ma fittizio, tutto ciò che è inerente la sua distribuzione a debito, è frutto degli arbitrii di enti privati, a cui NESSUNO vuole (o può, nel caso degli Stati europei fagocitati dalle politiche della B.C.E.) rispondere adeguatamente. Ed infatti, l’illustre economista inglese, sostiene il metodo keynesiano, da adottare da par suo. Controbilanciare, secondo lui, la situazione di debito, con la remissione di quello “tossico” (vedi: finanziario), e con la circolazione di moneta per fare debito interno (dunque per la cosiddetta “crescita”). Ma il problema è che in questa situazione si contribuisce da un lato a far “respirare” i debitori, dall’altro a produrre nuovo debito a “servaggio”. Il problema capitale, infatti, è che gli “stati sovrani” in Europa sono ormai spariti, e le larve che ad essi sono stati sostituiti non hanno più possibilità di produrre ricchezza interna, e dunque gli rimane solo la produzione di debiti contratti verso soggetti terzi privati! Nessuno di costoro, ovviamente, focalizza questo problema e nessuno individua le  sue radici storiche , anche se esse si ritrovano non molto lontano nel tempo ( qui ).

Nel clima instaurato dall’attuale propaganda terroristica dei media ufficiali del sistema pluto-massonico, vanno evidenziati anche i risultati da essa conseguiti. Il terrorismo informativo è stato alimentato SENZA che le cosiddette “forze del cambiamento” abbiano MAI inserito nelle loro campagne elettorali alcunché possa far pensare ad una seria e concreta messa in discussione, sia pur minima, del sistema politico-economico vigente. Questa campagna di disinformazione sta ottenendo che il discorso sia definitivamente spostato verso temi mai messi in discussione dagli pseudo contestatori, ossia la solita aria fritta. Mattarella che si arroga scelte “anti-popolari”; l’ingerenza tedesca e francese negli affari interni del paese; il governo che si dimette. Tutto, ripetiamo, TUTTO, è sapientemente studiato, col fine di occultare il problema fondamentale, NEGATO DA TUTTE LE FORZE POLITICHE DEL PARLATOIO.

3. LA VERITA’ INDICIBILE

Ed eccoci arrivati al punto dirimente della questione. Perché, dunque, anche la messinscena dei “contestatori” si inserisce all’interno della “scenggiata maggiore”, ovvero la tutela di un “disordine costituito” nel quale non esiste più nulla che abbia attinenza con la giustizia e l’interesse politico, economico e morale del Popolo italiano? Perché, ormai, viene dato per scontato dai media, tutti servi della plutocrazia apolide usuraia, che non vi sia nulla di strano se gli speculatori finanziari dettino le regole alla politica; che sia giusto tagliare pensioni e servizi sociali, poiché altrimenti, non facendo ciò, aumentando la spesa pubblica, diminuisce la possibilità di ottenere introiti per gli speculatori finanziari che hanno investito sul nostro debito? Perché il consesso della Banca Centrale Europea, che è un organismo finanziario privato, a sua volta appendice europea del Fondo Monetario Internazionale con sede a Washington, può decidere insindacabilmente delle nostre vite, ordinando per noi le stesse politiche economiche che hanno massacrato il popolo greco (riducendolo alla fame svendendo i beni dello Stato greco e le sue risorse), senza che il presidente della repubblica delle banane abbia nulla da ridire in contrario, anzi, arrogandosi il diritto di obbedire ciecamente a tali esecrabili e criminali direttive economiche, anche contro la volontà popolare? Perché, tutti gli esponenti politici del “parlatoio”, di governo e di opposizione, vanno sempre a prendere direttive al di là dell’atlantico? Perchè, udite, udite, in Italia la “Sovranità” politica, economica e militare e con essa la possibilità di distribuire i beni in modo potenzialmente equo, NON ESISTE PIU’ …dalla fine della II guerra mondiale. Il problema riguarda tutto il continente europeo. Ma, per ovvi motivi geo-strategici, maggiormente l’Italia. La quale, peggio degli altri ex-stati, ha subito un trattamento atroce, che ancora è in atto. La nostra polemica contro le sceneggiate, tutte le sceneggiate inique che mortificano la vita degli italiani da oltre 70 anni, che essi se ne rendano conto o meno, viene magistralmente sintetizzata nell’immagine che apre questo articolo, che mostra la dislocazione dell’apparato militare statunitense sul territorio della ex Italia. La nostra Nazione subisce da oltre 70 anni una mortificante occupazione militare che lo stesso occupante, a mezzo dei suoi innumerevoli servi nostrani prezzolati che gestiscono “cultura” e “informazione”, ci obbliga a qualificare come “liberazione”. Qualcuno potrebbe obiettare che, in base ai dati aggiornati, i numeri della presenza militare americana sono da vedere al ribasso (vedere qui ). Alcune “installazioni”, infatti, sono state dismesse. La realtà, invece, dice il contrario. Poichè un documento datato 1954, e mai impugnato da nessun governo della repubblica antifascista, descrive lo stato di occupazione militare permanente dell’Italia in modo limpido (vedere articolo di cui sopra): si tratta di un  BIA (accordo bilaterale sulle infrastrutture militari). L’accordo specifica che, anche se le basi militari (tutte le basi militari) italiane sono di pertinenza italiana, la gestione delle stesse è da ritenersi affidata nella plenitudo potestatis agli STATI UNITI (o alla N.A.T.O., la foglia di fico che nasconde l’egemonia statunitense). Questo riguarda dunque non solo le installazioni direttamente Statunitensi o della cosiddetta Alleanza Atlantica, ma anche le basi strettamente italiane; ciò perchè gli accordi prevedono che, in caso di necessità (stabilita da chi?), TUTTE LE BASI MILITARI, DI OGNI TIPO, siano direttamente AGLI ORDINI della N.A.T.O. ossia degli USA (cit: “In teoria [in base agli accordi] tutte le basi militari italiane potrebbero essere messe a disposizione dell’Alleanza e quindi essere considerate basi Nato”). Il governo americano, dunque, dispone pienamente ed incondizionatamente del territorio italiano (ad esempio, ci piazza tutti gli ordigni atomici che ritiene opportuni, qui) e delle vite dei cittadini italiani, tramite l’ingerenza sulla politica Italiana che, a sua volta, resta da oltre 70 anni al suo pieno ed incondizionato servizio. Oggi, la presenza militare statunitense in territorio Italiano, ammonta a circa 20.000 uomini. Quella degli italiani, è di crica 95.000. Ma, alla luce di tali protocolli, gli italiani in realtà NON ESISTONO che sulla carta. Essi DI FATTO E DI DIRITTO, rappresentano TRUPPE AUSILIARIE del governo americano nel territorio della ex Italia. Questo, alla luce del diritto internazionale, costituisce de facto e di diritto una OCCUPAZIONE MILITARE! Dunque, in base a questo scenario, appare del tutto evidente il perché della situazione politica ed economica che subiamo da decenni e vi chiediamo:restando immutata tale situazione, le cosiddette elezioni, A COSA DIAMINE SERVONO?

A voi la risposta!

IlCovo