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CONFERENZA DEL COVO A ROMA SU “STRATEGIA DELLA TENSIONE PERMANENTE” – 09/11/2019.

Chi volesse scaricare e diffondete la locandina ufficiale dell’evento digiti QUI!

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12 OTTOBRE 2019 – IL SISTEMA SI RICICLA !

Cari lettori, si è diffusa abbastanza capillarmente  sulla rete la “notizia” della prossima, ennesima “grande manifestazione di piazza” romana (…ca va sans dire! dicono i francesi), per riaffermare l’esistenza del “movimento sovranista” e la volontà di uscire dall’Unione Europea e dall’euro, che dovrebbe opporre tale “salda identità” al decadente europeismo U.E.ista affamatore dei popoli, al quale tutti i governi del “vecchio continente” sono proni. Ebbene, lasciate che vi citiamo il particolare brano, che riportiamo di seguito:

“…vogliamo cambiare il mondo, come già detto. Una cosuccia, no? E vogliamo farlo attraverso vari passaggi, alcuni già identificati altri no. Iniziamo col denunciare lo stato di OPPRESSIONE monetario, economico, sociale e psicologico che vige nell’attuale sistema monetario italiano [e internazionale]. Vogliamo diffondere tale denuncia, tramite i mezzi e le iniziative che riterremo più opportuni (tutte pacifiche naturalmente), vogliamo creare una alternativa concreta alla realtà che i banchieri usurai ci hanno imposto per secoli, depredandoci della nostra SOVRANITA’ MONETARIA…”

Avete letto con attenzione? Probabilmente, penserete che sia uno dei tanti appelli che precedono la prossima manifestazione del 12 ottobre? Beh, se lo avete pensato, ci spiace per voi, ma avete sbagliato di grosso! Infatti, questo “appello alla mobilitazione”, risale al 2008 (qui)!!! Avete letto bene! Le tematiche cosiddette “sovraniste”, ripropongono in forma stereotipata temi propagandistici già vecchi più di 10 anni!!! Eppure, vengono spacciati come la quintessenza della “novità” e dell’ “appello al cambiamento”! Le dinamiche poste in essere dal “grande movimento sovranista” sono le medesime di quelle che ci hanno portato all’ex “governo del cambiamento” (di rotta) leghista-pentastellato, con le conseguenze che abbiamo abbondantemente visto e già commentato (qui). Tutto si ripropone ciclicamente, in modo speculare, come fosse “la prima volta”. Tutto è organizzato nella medesima maniera dai soliti “pupari”, evolvendo solo la struttura mediatica, che tiene il passo con lo sviluppo della tecnologia e degli scenari politico-sociali, che “naturalmente” approdano comunque verso i “cambiamenti” posti in essere proprio dal sistema di potere vigente, che tali pseudo-contestatori, invece, dovrebbero teoricamente “arginare”. Eccoci così giunti alla costituenda “alleanza sovranista”, che manifesterà a Roma il prossimo 12 ottobre e che, usando il cliché mai tramontato degli “anni di piombo”, può essere tranquillamente sovrapposta alle ali “estreme” (quelle extraparlamentari), rispetto alle ali “moderate” (quelle parlamentari), di un qualsiasi partito odierno. La preparazione di questo evento, ha mostrato, inalterati, TUTTI gli stereotipi che hanno già riguardato i passati MeetUp, che poi sono approdati a quel capolavoro di inganno che è stato (il passato è ormai d’obbligo) il Movimento 5Stelle dei grillini.

Non c’è NESSUNA vera “novità”, nemmeno dal punto di vista programmatico. Viene, invece, spacciato come “fatto inedito” l’utilizzo esclusivo della “bandiera tricolore” che tutti i contestatori, si dice, dovrebbe rappresentare, senza steccati ideologici di sorta. Ma, ovviamente, bontà loro, c’è solo una eccezione in deroga a tale disposizione; difatti è ammesso anche un altro simbolo tricolore, ma non si tratta affatto del vero Tricolore Italiano! …perché verrà utilizzato con un particolare simbolo: la stella del Comitato di Liberazione Nazionale. Si, avete letto bene! Il fondamento imprescindibile di tali “sovranisti”, che dicono di contestare il disordine vigente, resta e sarà sempre la “Costituzione della Repubblica antifascista nata dalla resistenza”, figlia della resa incondizionata agli invasori statunitensi e della Guerra Civile da essi voluta; proprio quella “Costituzione” imposta militarmente dai vincitori anglo-americani, che rappresenta in pieno il frutto avvelenato di quelle tragiche contingenze storiche che hanno prodotto l’attuale sfascio politico-sociale e morale, che tali soggetti dicono di voler contrastare! Dunque, ricapitolando: da una presunta “unione trasversale” all’insegna della sola italianità che tutti i cittadini dovrebbe riunire, siamo passati gradualmente all’esaltazione, nell’ordine, della Guerra Civile imposta dagli attuali occupanti militari stranieri, seguita dalla glorificazione della Carta costituzionale attraverso la quale, la partitocrazia impostaci con le armi dall’invasore a stelle e strisce, ha definitivamente cancellato ogni concetto legato allo Stato, al Popolo, alla Sovranità popolare. Forse non  credete alle nostre parole? Allora, guardate voi stessi! (qui)

Proclamata a gran voce la forza dell’aggregazione dei “diversi contestatori” all’insegna della “sovranità nazionale” sui siti della rete più rinomati tra coloro che criticano l’ordine sistemico vigente, l’evidente “leggerissimo” cortocircuito logico e “unitario” generato da tale situazione (ma di cui, forse, solo noi fascisti de IlCovo ci avvediamo!) si manifesta però platealmente nel momento in cui si afferma di voler fondare tale “unione” trasversale perpetuando il retaggio storico di una Guerra Civile tra italiani, assurta artificialmente, (cioè con una ultracinquantennale martellante propaganda di Stato!) a mito politico fondatore dell’unità popolare! La “Guerra Civile che unisce”? Gia! Notoriamente si sa che, in generale, tutte le Guerre civili, UNISCONO (sic!) i popoli! Poi, è da sempre risaputo come, a maggior ragione nel caso di quella combattuta in Italia tra il 1943 e il 1945… (dove oltre centomila fascisti furono ammazzati dai partigiani e cancellati dalla memoria collettiva dalle istituzioni democratiche ufficiali, che ricordano sempre e solamente alcune vittime, mai tutte quante!) essa unisca felicemente tutti gli italiani!  Successivamente, il nostro viaggio nei “cortocircuiti logici” di chi ha organizzato tale evento prosegue con la “strenua difesa ad oltranza, senza se e senza ma”, della “Carta Costituzionale”. Per carità, liberissimi di farlo! Ma, c’è un piccolissimo particolare. Del tutto “insignificante”, si intende. Siamo noi Fascisti che, maliziosissimamente, vogliamo cercare il pelo nell’uovo… e il particolare è il seguente: la “Carta Costituzionale”, che è la risultante di una imposizione militare messa in atto dai vincitori del secondo conflitto mondiale, rappresenta la sintesi di più “ispiratori” provenienti da vari partiti politici, ma tutti uniti nell’obbedienza agli ordini verso i “padroni-liberatori” stranieri, dunque appositamente così concepita, proprio perché doveva garantire il permanere della DIVISIONE POLITICA, seguita alla guerra civile. Tale “Carta”, dunque, descrive i tratti di  una “Repubblica Parlamentare”, dove cioè, la Sovranità PIENA appartiene al PARLAMENTO, cioè ai partiti, che il Popolo ha l’obbligo di eleggere mediante la preferenza di un partito piuttosto che un altro, e dove tutti questi soggetti si premurano sempre di fare i propri interessi, fatto salvo che tali interessi risultino sempre subordinati agli ordini del “padrone straniero occupante” anglo-americano! Infatti, l’articolo 1, che eccita tanto i cosiddetti “sovranisti”, recita testualmente che la Sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione“. In tal senso, la “sovranità popolare” teorica descritta costituzionalmente e della quale i “sovranisti” proclamano l’intangibilità, è esattamente quella relativa al voto di preferenza dato dall’elettore a uno o più partiti (che, a loro volta, solo il sistema di potere al governo può riconoscere come legalmente accettabili nelle competizioni elettorali!) …E LI FINISCE! AMEN! FUORI DA QUESTI LIMITI, la Costituzione, NON VA E NON E’ MAI ANDATA! Dunque, attraverso la Costituzione, (ben prima dell’entrata nella U.E.) la sovranità popolare rappresentava già in principio solo un espediente propagandistico! O forse si può  onestamente affermare che il Popolo italiano era “sovrano” e che non vi erano problemi di iniquità, sperequazione, e soprattutto che eravamo una nazione indipendente e sovrana che non dipendeva economicamente da nessuno? Poi, certamente, siamo arrivati all’adesione alla U.E. ed ai suoi perversi meccanismi escogitati a danno del popolo, come l’introduzione nella Costituzione dell’obbligo del pareggio di bilancio, che ci rende schiavi degli speculatori finanziari, ma tutto ciò sarebbe forse avvenuto illegalmente rispetto al dettato costituzionale?… oppure è stato possibile semplicemente applicando gli articoli della suddetta Costituzione, da sempre “interpretabili” a seconda della convenienza politica del momento? (convenienza dei padroni stranieri occupanti, si intende!).

Noi fascisti de IlCovo crediamo da sempre che tali domande siano legittime e non abbiamo mancato di rilevare tutte le evidenti contraddizioni della cosiddetta “costituzione antifascista” (qui), che per i sovranisti rappresenta invece il riferimento politico essenziale. Perché è del tutto evidente che gli stessi politicanti fautori dell’odierno infernale “Status Quo“, che ci vuole assoggettati alla finanza plutocratica mondialista che ha sede a Washington, operano nei limiti espressi dalla Carta Costituzionale, come ugualmente dicono di voler fare i contestatori apparenti del medesimo “Status Quo”, anch’essi ossequianti verso la medesima Carta costituzionale. Quindi, delle due l’una: o i gruppi politici sovranisti  mentono spudoratamente sulle proprie reali intenzioni; oppure tale Carta è talmente ambigua ed ambivalente da poter essere interpretata secondo differenti modalità, che risultano ugualmente lecite, anche e soprattutto a danno e contro il volere del popolo italiano. In entrambi i casi E’ VITALE RILEVARE CHE ESISTE UN ENORME PROBLEMA POLITICO DI RAPPRESENTANZA DELLA REALE VOLONTA’ POPOLARE LEGATO A TALE “CARTA COSTITUZIONALE”, CHE STA A MONTE DI TUTTE LE QUESTIONI PIU’ IMPORTANTI!

Nessun “gruppo”, movimento, partito, associazione, sindacato, ha MAI, in alcun modo, posto la questione costituzionale all’ordine del giorno, e quando lo ha fatto, come nel caso del Governo Renzi, è stato solo per peggiorare ulteriormente, con modifiche ancor più radicali di senso anti-popolare, la situazione, già di per sé grave. Dunque, dal nostro punto di vista di autentici FASCISTI, qualsiasi contestazione vera e seria al disordine vigente, non può non avere come proprio fondamento imprescindibile la proclamazione e l’instaurazione della reale SOVRANITA’ NAZIONALE e POPOLARE, che non è prevista affatto dalla “costituzione della repubblica antifascista”, ma che racchiude in sé tutte le soluzioni concrete ai problemi veri che ci affliggono come popolo da decenni! Senza la ricerca di un simile obiettivo NESSUNA CONTESTAZIONE AVRA’ MAI ALCUNA REALE FORZA DI IMPENSIERIRE IL SISTEMA E SOPRATTUTTO NON POTRA’ MAI CAMBIARE CONCRETAMENTE LO STATUS QUO!

In fondo, per comprendere appieno il grande inganno perpetrato alle spalle del popolo italiano e di tutte le nazioni europee, basta addentrarsi un poco nella propaganda del “sovranismo”, per ritrovarvi inalterati i “dogmi” della filosofia liberale (il vero problema ideologico di cui disfarsi!) e l’ancoraggio ai “valori indiscutibili” dell’individualismo, gli stessi chi ci hanno portato all’attuale disastro odierno. In questo modo, rimaniamo permanentemente prigionieri di un ciclo infinito, che si riavvia (la logica di Matrix) al momento opportuno su impulso dei soliti noti, per garantire in modo permanente gli equilibri di potere favorevoli all’oligarchia pluto-massonica mondialista che ci vessa! A mo’ di esempio, vi segnaliamo una lunga video-intervista ai “promotori” della “vecchia” manifestaizone del prossimo 12 ottobbre (qui): incredibili le decine di “ossimori” concettuali, per i quali ci sarebbe un “internazionalismo buono”, una “Europa Confederale Buona” cui pervenire rispetto all’attuale (qui), e un obiettivo finale, l’ “abolizione” dei “nazionalismi, populismi, sovranismi” (sic!), attraverso la stabile accettazione della logica confederale summenzionata! Insomma, un “sovranismo” che ha come fine… l’abolizione del sovranismo! Tutti questi bizantinismi, ossimori, giri di parole, a nostro avviso non servono ad altro che a mischiare le carte in tavola, a confondere le idee al Popolo Italiano, al fine di tenerlo sempre IGNARO E DIVISO, come ormai puntualmente avviene in modo permanente da 76 anni. Lo abbiamo già detto: per le oligarchie finanziarie imperanti non sono importanti i mezzi, quanto il fine. Dunque, che ci sia una U.E., o una Confederazione Europea, una ingerenza diretta, o una indiretta e sfumata… Non importa! Ciò che importa, per chi detiene il potere, è l’assoggettamento totale, globale e continuato di tutti i popoli della terra! Ed è quanto, purtroppo, seguita a svolgersi sotto i nostri occhi attoniti, al netto di tutti i “cambiamenti gattopardeschi” che abbiamo documentato…e dunque?

Dunque, SVEGLIA! La Coscienza deve essere educata alla consapevolezza. Tramite la consapevolezza si può capire l’inganno che continuano a propinarci… ma solo dopo aver compreso appieno l’inganno ed aver visto “quant’è profonda la tana del bianconiglio“, si potrà reagire in modo appropriato e conforme al fine di riappropriarci del futuro che ci è stato negato! Noi fascisti de IlCovo la pillola rossa l’abbiamo presa da un bel pezzo… Voi chi aspettate ancora, “la bella addormentata”?

IlCovo

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09/ 11/ 19 – Conferenza de “IlCovo” a Roma su “Strategia della tensione permanente”!

Risultati immagini per Palazzo dell'Arte Moderna, Piazza Marconi, 15, Roma, RM

Siamo lieti di informare i nostri lettori che il prossimo 9 novembre, alle ore 15:00, si terrà a Roma, presso lo “Spazio Eventi“, piazza Marconi n°15 (EUR) la conferenza dell’associazione “IlCovo – studio del fascismo” sul tema  “STRATEGIA DELLA TENSIONE PERMANENTE! – L’odio politico fomentato artificiosamente come mezzo di assoggettamento del popolo italiano e distruzione del tessuto culturale e sociale nazionale.” Invitiamo nuovamente tutti gli interessati affinché ci scrivano all’indirizzo di posta elettronica presente sul nostro blog (QUI), fornendoci i nominativi di coloro che intendono presenziare, in quanto la partecipazione all’evento sarà a numero chiuso.

IlCovo

 

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STATO, POPOLO E FASCISMO!

 

LA DEMOCRAZIA.

L’individuo che democrazia e liberalismo assumono, è individuo tra gli altri individui, spinto a realizzare i suoi postulati in mezzo agli altri secondo una ferrea legge di reciprocità; è, cioè, l’individuo rivendicato dall’assolutismo nel quadro della sua opera politica, dominata dall’esigenza e dall’imperativo dell’uno, dell’uno che si moltiplica per tutti alla base e dell’unico sovrano al vertice. Democrazia e liberalismo, che, qui vediamo congiungersi all’assolutismo, per invisibili ma realissimi nessi, distruggono la costruzione di questo, ma ne confermano le fondamenta tentando vanamente di farle servire a diverse ed estranee costruzioni. Quali sono queste costruzioni ? Si tratta di costruzioni, per così dire, strumentali, che debbono servire, cioè, a garantire il perfetto raggiungimento dei fini dell’individuo, dell’individuo uguale agli altri ma limitato dagli altri e che ha perciò solo in se stesso la legge della sua vita, quella legge che, quando si voglia definire in concreto con parole che abbiano un reale significato, si rimpicciolisce nella tendenza alla felicità. A questo punto è necessario distinguere l’ideologia democratica da quella liberale, che fino adesso abbiamo viste congiunte nel concetto dell’individuo e che ora vedremo differenziarsi nella determinazione dei modi ritenuti più idonei alla tutela dell’individuo uniformemente concepito. La democrazia, non si pone il problema dei limiti dell’autorità dello Stato, ma quello della formazione di questa autorità, tentando di derivarla, contro il potere originario dell’assolutismo, dalla libertà stessa degli individui. Gli individui sono quindi considerati dalla democrazia, soprattutto, nella loro unione, nell’atto e nel momento in cui si associano per dar vita allo Stato, e cioè come popolo, il cui concetto assume, appunto, nell’ambito della finalità della democrazia, quei caratteri specifici che conserverà a lungo nel pensiero politico moderno. La democrazia non supera l’individuo ma lo moltiplica, proponendosi tuttavia di conservarlo, e anzi di realizzarlo veramente attraverso questo processo, nell’integrità dei suoi elementi originari. La moltiplicazione dell’individuo è, appunto, il procedimento costitutivo del popolo, su cui soltanto la democrazia può illudersi di fondare lo Stato come espressione della libertà. Senonché in questa triade, di individuo, popolo e Stato, che, secondo il pensiero democratico, dovrebbe articolarsi e saldarsi in nessi necessari, l’unico termine reale e persistente è l’individuo che annienta e divora gli altri due, puramente fittizi. Quella moltiplicazione da cui dovrebbe sorgere il popolo non è una moltiplicazione altro che nell’aspetto; uno moltiplicato per tutti, che come entità numerica reale sono sempre uno, non produce che uno! Il popolo perciò non sorge al di là dell’individuo, ovvero si realizza solo come massa materiale degli individui. Rimanendo problematico il popolo che è la base, resta disorganizzato lo Stato, che è la sua creazione. Tutte le operazioni quantitativistiche escogitate ed adoperate dalla politica democratica non hanno potuto nè potranno mai smentire questa semplice verità: dall’individuo fine a se stesso non sorge l’associazione degli individui, e la molteplicità meramente materialistica degli individui non si risolve nella superiore unità dello Stato. Innestare, come ha tentato di fare il pensiero democratico, su questo individuo, lasciato intatto nella sua intima costituzione, uno Stato diverso, è impresa impossibile: ove si è affermato il popolo, democraticamente inteso, ossia come coesistenza d’individui preventivamente divisi, e quindi come contrasto di individui, non è sorto lo Stato; e dove si è affermato lo Stato, si è affermato al di sopra e al di fuori del popolo. In un mondo politico fondato su un concetto di individuo da cui è impossibile far scaturire la schietta realtà del popolo, il popolo legale non può essere che fittizio e il popolo reale non può essere che dominato. Questa è stata e continua ad essere la legge inesorabile del mondo politico della democrazia. 

LA SOCIETA’ LIBERALE.

Il pensiero politico liberale, a differenza di quello democratico che può definirsi una teoria per la fondazione dello Stato, è la dottrina dei limiti dello Stato. Il liberalismo si concentra quindi nella determinazione dei limiti dello Stato sul presupposto che la realtà vera sia nell’individuo, inteso come libertà, e che lo Stato non la continui ma la interrompa. Nessun ponte, quindi, tra l’individuo e lo Stato, come nella democrazia, che aveva tentato di costruire il ponte del popolo per il passaggio dall’uno all’altro e viceversa, ma una rete fittissima di strade di confine custodite dallo Stato e che recingono i campi trincerati delle libertà individuali. Senonché, in questo sistema di sicurezza collettiva resta un varco che il liberalismo non può nè vuole chiudere: il varco per il quale s’introduce nello Stato la forza che deve sostenerlo. Chiudere o comunque controllare questo varco, che non appartiene nè deve appartenere a nessun privato, significherebbe limitare la libertà individuale; se si volesse chiuderlo neanche si potrebbe, dal momento che lo Stato deve pur vivere e per vivere ha bisogno di forze che continuamente lo rinnovino. Ora, è proprio attraverso questo varco che si infiltrano nella società liberale (è più esatto parlare di una Società liberale anziché di uno Stato liberale) quegli interessi particolari che col loro dominio rendono vani e illusori gli universali diritti di libertà, assorbiti e dissolti non più nell’autorità dello Stato ma bensì nel potere di quella libertà o di quelle libertà private che, prevalendo sulle altre, si impadroniscono del congegno dello Stato, per definizione di nessuno e di fatto di quelli che sanno conquistarlo. Avviene così che lo Stato, che pur dovrebbe attuarsi come supremo organo protettivo della libertà privata, finisce col soggiacere, nel fatto, alla forza di quelle libertà private che riescono a prevalere sulle altre. Lo Stato del liberalismo, astratto ed evanescente nel principio, si concreta praticamente nella corpulenza degli interessi particolari che volta a volta se ne impadroniscono. Nel liberalismo, che nega teoricamente la realtà del popolo, si realizza nella pratica l’oppressione del popolo mediante il prepotere degli individui più forti su tutti gli altri. Il liberalismo, partito, come abbiamo visto, dallo stesso punto della democrazia e percorrendo tuttavia una strada diversa, è giunto al medesimo risultato. 

IL SOCIALISMO.

Il socialismo, vario nelle sue direzioni teoriche e anche nei suoi successivi sviluppi pratici, sorge nella prima metà del secolo XIX dalle contraddizioni ideali e storiche dello Stato formato dalla democrazia e dal liberalismo. Senonché, lo Stato esistente, pur formato nel nome del popolo o dell’universalità degli individui, è impreparato ad accoglierlo e a tutelarlo. Il socialismo nasce da questo cruciale incontro storico tra la realtà del popolo e l’irrealtà dello Stato popolare nel clima morale e ideologico da cui quest’ultimo è nato. Il socialismo perciò non si opporrà agli ideali della democrazia e del liberalismo, ma pretenderà di realizzarli contro le istituzioni democratiche e liberali.
 Farà propria la vocazione ugualitaria della democrazia e l’istanza antistatale del liberalismo sulla base comune del concetto materialistico dell’individuo. Si porrà il problema democratico della fondazione dello Stato e lo risolverà nella negazione, implicita nel liberalismo, dello Stato stesso. Lo strumento che il socialismo adopera per pervenire a questa estrema e risolutiva sintesi è la classe, che è il nuovo procedimento di identificazione e di costituzione del popolo, fallito quello dell’individuo della democrazia. Senonché, essa non aggiunge nulla all’individuo democraticamente concepito, ma solo lo fissa nell’aspetto in cui esso si immedesima con gli altri che il processo produttivo parifica e subordina nel presente momento storico. La classe riunisce diversamente gli individui, ma non li trasforma. Anzi, la riunione classistica degli individui si fonda su elementi più differenziati ma più materialistici. Approfondisce il primitivo individualismo della democrazia e del liberalismo e compie irrimediabilmente il distacco dell’individuo dal popolo, già scorto in atto nella democrazia e nel liberalismo, scaturente dall’individualismo dell’uno e dell’altro. Nel socialismo, infatti, l’individuo passando per la successiva riduzione della classe, si pone e permane nella sua espressione più immediata e naturalistica insuscettibile di qualsiasi processo di superiore unificazione e del benché minimo movimento evolutivo. Il socialismo, inquadrando l’individuo nella classe per correggere l’atomismo della democrazia e del liberalismo, ha solo raggiunto l’effetto di riaffermare l’individuo in una sfera ancora più bassa e più statica di quella in cui l’avevano collocato la democrazia e il liberalismo. Esso porta alla sua estrema, logica conclusione l’individualismo moderno nell’atto stesso in cui intende superarlo. 

POPOLO E STATO FASCISTA.

Il Regime Fascista è il regime di una credenza unitaria e sintetica; della credenza in un solo principio, nel quale gli elementi di verità, parzialmente impliciti nelle due tesi antitetiche del liberalismo e della democrazia — il riconoscimento dell’interesse o dell’iniziativa dell’individuo, come centro o base dell’attività politica, e il riconoscimento della collettività, come fine o valore di essa — sono come inverati e fusi in una sintesi, che li assorbe ed annulla entrambi, superandoli nel principio della sovranità integrale, realizzantesi nello Stato, della Nazione, come valore che sopravvive nel tempo e si protende nell’avvenire, sugli individui che passano. Principio, il quale ha potuto servire di leva per trasformare radicalmente lo Stato italiano, perchè si tradusse e si traduce quotidianamente in atto, mediante una prepotente volontà realizzatrice che, per quanto impersonata o rappresentata dalla volontà eroica di un Uomo di straordinaria virtù, non era, e non è, però, la volontà arbitraria e personale di Lui, ma la volontà, della più formidabile accolta di uomini, che per virtù di una esperienza eroica vissuta e sofferta insieme, l’Italia abbia, nel nome di una stessa fede e intorno a uno stesso programma di azione, veduto sorgere nel proprio seno. Il Fascismo ha portato lo Stato italiano a sostituire, al suo precedente ordinamento giuridico individualisticoun suo nuovo ordinamento giuridico corporativo, che definisce la Nazione come una «Unità morale politica ed economica che si realizza integralmente nello Stato fascista». Ciò significa che l’organizzazione, per cui lo Stato fascista è definito come Stato corporativo,è l’organizzazione, mediante cui “la sintesi di tutti i valori materiali e immateriali della stirpe si incarna giuridicamente nello Stato”, ossia l’organizzazione giuridica mediante cui lo Stato Fascista realizza integralmente la « unità morale, politica ed economica di quell’organismo avente fine vita e mezzi di azione superiori per potenza e durata a quelli degli individui divisi o raggruppati che lo compongono », che è la Nazione italiana.  Significa, in altri termini, che lo Stato fascista è fascista per la finalità unitaria, che gli è implicita, corporativoper il sistema di organizzazione giuridica, con cui esso realizza la propria finalità: fascistaper la volontà che lo anima, corporativoper la forma, con cui questa volontà si attua. Il che vale quanto dire che il corporativismo fascista è in funzione della dottrina politica del fascismoe non viceversa, perché è sempre la volontà politica, che crea la propria organizzazione giuridica, e non questa che fa sorgere quella. Dal che deriva che lo Stato fascista, lungi dal ridursi ad essere uno Stato, che vive secondo il proprio dirittoè, vuole, sente di essere, l’anima o lo spirito di quel corpo che è il popolo; il popoloche soltanto nello Stato fascista vive e agisce concretamente come unità: vale a dire, non lo Stato “guardiano notturno che si occupa soltanto della sicurezza personale dei cittadini”, e nemmeno un organismo a fine puramente materiale, ma un fatto spirituale moraleuna manifestazione dello spirito; lo Stato a cui, appunto perché « educa i cittadini alla vita civile, li rende consapevoli della loro missione, li sollecita all’unità, armonizza i loro interessi nella giustizia, tramanda le conquiste del pensiero, nelle scienze, nelle arti, nel diritto, nella umana solidarietà, porta gli uomini dalla vita elementare della tribù alla più alta espressione di potenza umana, che è l’Impero », si può applicare la formula per la prima volta enunciata da Mussolini il 20 ottobre 1925 alla Scala: Tutto per lo Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato”: formula, la quale, nel pensiero di chi la pronunciò, si risolve esattamente in quest’altra: tutto nel popolo, niente fuori del popolo, nulla contro il popolo”.
 E cosi il Fascismo ha offerto, per primo, al mondo moderno, l’esperimento di un tipo di civiltà politicadel tutto e in tutto diversa da qualsiasi altro: quel nuovo tipo di civiltàche « armonizza la tradizione con la modernità, il progresso con la fede, la macchina con lo spirito, e che segna la sintesi del pensiero e delle conquiste di due secoli ». Il 25 ottobre 1932, Mussolini affermò che “…solo fascistizzandosil’Europa potrà evitare la fine miseranda che l’attende, se la democrazia dovesse continuare a imperversare. Questo secolo si annunzia per mille segni, non come una continuazione, ma come l’antitesi del secolo scorso”. Quello fu il secolo della democrazia apparente nello Stato democratico: questo è il secolo della democrazia reale nello Stato fascista. 

(Estratto da “Stato e Popolo nei secoli XIX e XX”, Roma, 1938, Istituto Nazionale di Cultura Fascista.)

Potete scaricare il testo integrale del documento in formato Pdf. digitando sul seguente link (QUI)

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…STA ACCADENDO IN SILENZIO!

Risultati immagini per SILENZIOCarissimi lettori, dopo la sceneggiata, ormai diventata ciclica, dei “governi” etero-diretti dalla finanza pluto-massonica che “vanno e vengono” come le stagioni, si sta svolgendo sotto il nostro naso una accelerazione (oculata, graduale, silente) rivolta all’attuazione dell’Agenda globalista  dei suddetti pluto-massoni.

Quasi nessuno (in verità pochi soggetti, politicamente disgregati!) è stato capace di osservare lo svolgersi degli eventi  – da quel famoso “V-DAY” che era stato annunciato come la quintessenza della “rivoluzione popolare” – in base ai FATTI concreti e non in base alla propaganda rifilataci dai media servi del sistema. Questo perché, in un periodo post-umano e post-civile come quello attuale, SOLO la propaganda in astratto che viene spacciata come “vera e reale” dai media ufficiali, risulta considerata; al contrario, ed è questo il paradosso, ciò che si sviluppa concretamente sotto i nostri occhi viene invece IGNORATO dalla massa, poiché diligentemente camuffato, seppure non di rado, messo in bella vista. Le conseguenze dello svolgersi di tale Agenda politico-economica, si vedono e si toccano solo quando, ahinoi, si manifestano nella vita della singola persona in vari modi. Ma in quel momento (ed è ORA!), il tutto viene subìto passivamente e con inerzia dalla cittadinanza. La forza di reagire NON SEMBRA ESSERCI, perché le sofferenze improvvise e lancinanti, in vari ambiti, unite alla solitudine concreta in cui versa l’Uomo odierno, paiono rendere le persone inermi. Precisamente il risultato che vogliono ottenere i pupari del sistema, che hanno escogitato una società atomizzata e disgregata, dove impera l’individualismo più esasperato e dove il materialismo è assurto al rango di divinità, una società poltiglia, incapace di reagire in modo sano e pertanto resa schiava e sottomessa.

Da quando è stato imbastito il cosiddetto “governo del cambiamento”, spostando sapientemente l’attenzione su idiozie marginali quali la TAV, il finto “reddito di cittadinanza”, l’aumento o meno dell’IVA, oppure la clamorosa sceneggiata dei “porti chiusi”, con successive pseudo-litigate  dell’ex-ministro degli Interni, l’Agenda REALE E SOSTANZIALE della Plutocrazia globale, i cui tentacoli sono il F.M.I. e la B.C.E., ha subìto una graduale implementazione. Anzitutto con la designazione nella Commissione “europea” della “signora” Ursula Gertrud von der Leyen. Ella, designata con l’appoggio decisivo del “governo del cambiamento”, ha preso le redini del sistema neo-feudale cleptocratico della U.E., garantendo una perfetta continuità con tutta la struttura “europeista” (ovviamente, infischiandosi degli umori popolari espressi con le “votazioni europee”, non solo italiane). Prima ancora, nel cosiddetto “Decreto Crescita”, il solito “governo del cambiamento”, ha inserito tutta una serie di direttive della B.C.E., in merito alla completa schiavizzazione e vessazione non solo di ciò che rimane degli italiani, ma degli europei tutti. Tra giugno e settembre, sono stati inoltre implementati gli editti neo-feudali in merito alla “riservatezza”, al “diritto d’autore” e al “contrasto all’ odio”.

Chiaramente le “norme europee”, ormai ratificate e messe in atto ovunque nel “Vecchio e defunto Continente” (nel silenzio più totale dei media!), non hanno nulla a che vedere con il reale contrasto alla violenza o al crimine sotto varie forme o alla disinformazione. Costituiscono, semmai, i cavalli di Troia da noi già denunciati, attraverso cui vengono tappate le bocche, i cuori e le vite, di quei cittadini che si sono accorti di aver al collo un cappio  sempre più stretto… fino al soffocamento! Ma andiamo per ordine.

La cosiddetta “Nuova legge sul diritto d’autore” (qui), è stata implementata su TUTTI i media della Rete e dei mezzi di (dis)informazione. Per questo motivo molti canali informativi “indipendenti” sono già stati chiusi, con le “motivazioni” più disparate ma tutte sempre pretestuose. Alcuni di questi canali venivano citati da noi stessi, quali fonti, che i nostri lettori più attenti avranno visto sparire all’improvviso. Infatti, una delle “perle” del nuovo editto neo-feudale, è relativa proprio alla citazione delle fonti, ormai abolita di fatto. Il cerchio si è poi chiuso, con l’accusa di “diffusione di notizie false”. Ovviamente, una accusa apodittica, “provata” solo dall’affermazione diramata dai “media generalisti” al soldo della U.E. Con tale fandonia, si è dato il via all’oscuramento nottetempo dei canali che, questa volta in modo reale, diffondevano informazione veritiera. Con la stretta sulle fonti si è impedita concretamente la possibilità di rendere oggettiva e comprovata una notizia; la qual cosa precede così l’accusa successiva di diffondere falsità, legata all’impossibilità di citare le fonti stesse …si chiude così il cerchio! Come se non bastasse, la rete è stata obbligata, a livello mondiale, ad implementare nei regolamenti di uso del servizio da parte di noi tutti “utenti-schiavi”, le cosiddette “norme contro la diffusione di odio” (es: qui). Tali norme censorie, assimilano all’ “odio o all’incitazione al crimine”, in modo completamente arbitrario e soggettivo, tutto ciò che verte principalmente sul dissenso politico e la volontà di contestare le bufale mediatiche diffuse dai media asserviti al sistema pluto-massonico-globalista. Dunque, il gioco è fatto: il teorema satanico segue la proprietà transitiva, secondo cui … chi dissente odia… chi odia è un pericolo… chi è un pericolo è un potenziale criminale… e chi è criminale non ha diritto di parola… in tal modo, con queste nuove norme democratiche appena approvate, viene silenziato subito chiunque dissenta in modo attivo!

Proseguendo in questo orribile “bestiario”, si arriva al pacchetto delle nuove norme economiche. Con la precedente istituzione della “fatturazione elettronica”, si era compiuto il primo e più importante passo verso la PIENA E COMPLETA digitalizzazione dell’economia, cioè del suo pieno controllo da parte del potere della finanza speculatrice globale. Dopo la creazione a tavolino della moneta privata e senza alcun controvalore reale legato ad alcuna risorsa o bene materiale (dunque né più ne meno che cartastraccia!) chiamata “Euro”, ovviamente non si poteva far altro che proseguire di abolizione in abolizione (ovviamente, ci dicono sempre, tutto fatto per “la pace fra i popoli e per la loro gioia”!) ed arrivare così anche alla distruzione dei beni correttamente intesi. L’economia è stata definitivamente abolita anche in modo concreto. Infatti, dopo aver abolito concettualmente e invalidato concretamente alcuni principi fondamentali quali “Popolo sovrano, Stato sovrano e bene comune”, proprio attraverso la tirannia economica, adesso, anche in questo ambito il cerchio si è chiuso. Le Banche mondiali, infatti, hanno diramato una modifica unilaterale dei contratti, in cui il correntista non può che prendere atto che il prelevamento del denaro contante verrà gradualmente ABOLITO (qui). Come se non bastasse, con la nuova direttiva europea (PSD2) le operazioni bancarie a mezzo della Rete, che sono praticamente avviate a divenire le UNICHE possibili, sono, dal 14 settembre scorso, diventate utilizzabili SOLO attraverso sistemi di riconoscimento “biometrico” (ovvero, il correntista dovrà farsi schedare con impronte digitali, dell’iride o altro), e con un sistema di tracciamento TOTALE delle operazioni. Inoltre, i referenti del commercio elettronico globale (Google, Amazon, Facebook, etc. etc.) sempre dal giorno suddetto, hanno facoltà di accedere in modo DIRETTO agli archivi dei correntisti ed al loro stesso conto corrente. Formalmente, per garantire velocità e “sicurezza” nelle operazioni commerciali. In pratica, i vari venditori e i vari fornitori di “servizi” in rete, anche per le “reti sociali”, ora hanno accesso pieno e completo a TUTTE le informazioni che ci riguardano. Ovviamente, ci raccontano sempre e comunque che ciò avviene “per il nostro bene e per la nostra sicurezza” (qui) …ma quanto ci amano!

E proprio a causa di questo “traboccante amore” con cui ci vogliono sommergere tutti quanti, le “normative contro l’odio”, ovviamente, non risparmiano la possibilità di dissentire pubblicamente rispetto alla politica vigente impostaci “amorevolmente”! Chi lo fa è impedito a priori (poi, ovviamente, ci sono sempre gli utili burattini che danno la stura per colpire chi fa opposizione seria: qui). A chiudere questo quadro desolante, se non dovesse bastare, c’è l’immissione continua di schiavi e/o burattini per la sempre utile (all’occorrenza!) “strategia delle tensione globale”, attraverso la tratta dei nuovi “schiavi 2.0”, che ormai è una costante nel mediterraneo (qui). Insomma, come scrivemmo di già quasi due anni addietro, i burattinai corrono spediti verso la realizzazione dell’abominio degli “Stati Uniti d’Europa” ! (qui)

Come potete osservare voi stessi, ai nostri lettori mostriamo da sempre qual’é l’OBIETTIVO REALE della plutocrazia massonica che si avvale del “golem a stelle e strisce” e di tutti gli altri pupazzi piazzati nelle istituzioni politico economiche globali che essa manovra: la totale abolizione dell’ Essere Umano quale essere Senziente, Ragionevole ed Elevato, fatto di Spirito oltreché di materia. Purtroppo, l’attuale “società”, come ripetiamo, non è “post-moderna”, bensì, fatto ancor più grave, è “post-umana”! Il motivo per cui tutto quello che abbiamo fin qui descritto non sembra suscitare reazione, è imputabile, purtroppo, alla riduzione pianificata a tavolino dell’essere umano a semplice ammasso di cellule, ovvero alla volontà di cancellare la Creatura più grande dell’intera Creazione divina; la cancellazione premeditata dell’Uomo quale essere fatto a immagine e somiglianza della Santissima Trinità.

Noi fascisti de IlCovo, come è nostro costume, non cerchiamo di abbellire la verità né di addomesticarla, nonostante lo scenario sia di una gravità inaudita, ma la sveliamo per quella che è, non certo per arrenderci e gettare la spugna, casomai per ricordare a chi ci segue, che niente è perduto, se non ci si dichiara vinti. Ecco perché questo è il momento di svegliarsi, di scuotersi dal torpore e dall’abulia in cui ci hanno gettato, di comprendere la situazione e di reagire, hic et nunc, lottando senza arrenderci mai, per nessun motivo! E’ questo il primo passo per uscire da questo inferno orrendo in cui ci vorrebbero far vivere per sempre! Gli oltre duemila anni di Civiltà romana e cattolica che il Fascismo ha riassunto in una nuova e mirabile sintesi politico-sociale rivoluzionaria, ci consentono di non disperare mai e di reagire contrattaccando senza indugi, affrontando a viso aperto gli eterni nemici dell’umanità, nella certezza della vittoria finale!

IlCovo

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CONFERENZA STORICO-POLITICA DEL COVO A NOVEMBRE 2019

Siamo lieti di informare i nostri lettori che l’Associazione culturale “IlCovo” organizzerà per il prossimo mese di Novembre 2019, una conferenza storico-politologica dal titolo “STRATEGIA DELLA TENSIONE PERMANENTE! – L’odio politico fomentato artificiosamente come mezzo di assoggettamento del popolo italiano e distruzione del tessuto culturale e sociale nazionale.” Nelle prossime settimane forniremo gli ulteriori e necessari dettagli inerenti il giorno, il luogo e l’orario in cui si svolgerà l’evento. Invitiamo fin d’ora a contattarci tutti coloro i quali fossero interessati a presenziare, scrivendoci all’indirizzo di posta elettronica del blog (QUI), in quanto la partecipazione sarà a numero chiuso.

IlCovo

 

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ADDIO PROFESSORE!

Conoscemmo epistolarmente il professor Anthony James Gregor (in realtà il suo cognome era Gimigliano, essendo figlio di italiani emigrati negli Stati Uniti) nel 2007. Fu lui il primo docente accademico a recensire la prima edizione del nostro lavoro su “L’Identità Fascista”. Per anni, da allora, fu un continuo via vai reciproco di missive, dove noi ci consideravamo idealmente gli allievi, mentre egli incarnava perfettamente il doppio ruolo ad un tempo di mentore (disposto ad ascoltare e discutere pazientemente le nostre argomentazioni) ma anche di pungolo, che di continuo ci spronava nell’incentivare la nostra attività di ricerca storica, avendo ben chiare le difficoltà in mezzo alle quali sviluppavamo il nostro operato, ben sapendo chi siamo e cosa rappresentiamo. Anche quando, in seguito (come avviene per  gli allievi ligi che hanno ben appreso la lezione ed hanno qualcosa di originale da aggiungere) fummo pronti ad andare più in là rispetto ai suoi stessi insegnamenti che, col dovuto rispetto, finimmo così per contestare apertamente. Ciononostante, essendo stati in Italia i primi in assoluto dagli Anni 80 del secolo scorso a rivalutare il suo lavoro storiografico sul Fascismo (spesso sminuito o deliberatamente ignorato dai pavidi ed interessati “soloni” accademici nostrani!), considerandolo il punto di partenza imprescindibile per chi si dedica allo studio di tale fenomeno politico, fummo oltremodo onorati di poter ripubblicare nella nostra collana editoriale della “Biblioteca del Covo” tre dei suoi lavori principali, tra cui di sicuro il più importante di tutta la sua lunghissima carriera, ossia “L’Ideologia del Fascismo – il fondamento razionale del totalitarismo”. Sebbene, alcuni anni dopo, per ragioni indipendenti dalla nostra volontà, tale sodalizio si concludesse bruscamente, tuttavia, siamo rimasti sinceramente colpiti nell’apprendere improvvisamente della sua morte, avvenuta lo scorso primo settembre 2019. Sentiamo, pertanto, il preciso obbligo morale di ricordare e ringraziare Anthony James Gregor per quanto ha fatto per noi. Vogliamo ricordarlo professionalmente per come tratteggiammo di recente il contributo e l’importanza del suo lavoro che maggiormente ne segnò la carriera. Forse, un giorno, se Dio vuole, nell’altra vita riusciremo nuovamente a discutere e chiarirci definitivamente in amicizia. Addio professore… anzi, arrivederci!

IlCovo

L’interpretazione del Fascismo secondo A.James Gregor

In particolare, sono stati tre i lavori che, a partire dalla fine degli Anni 60 del Novecento, hanno impresso una svolta decisiva negli studi sull’ideologia fascista: in ordine di tempo e di importanza, L’ideologia del Fascismo – il fondamento razionale del totalitarismo, pubblicato nel 1969 dallo statunitense A. James Gregor; Le origini dell’ideologia fascista, 1918 – 1925, edito nel 1975 dall’italiano Emilio Gentile; Nascita dell’ideologia fascista, del 1989 realizzato dall’israeliano Zeev Sternhell. Tali opere hanno permesso alla ricerca storica di compiere un significativo balzo di qualità, passando da una interpretazione dichiaratamente politica, figlia dell’antifascismo liberale e marxista, che bollava il movimento mussoliniano, sulla scia dei lavori di Benedetto Croce, di Piero Gobetti e Palmiro Togliatti come idealmente confuso, contraddittorio e privo di qualsivoglia seria ideologia, al riconoscimento di una sua specifica dimensione culturale e politica, di un ideale che non si riduceva alla riproposizione di temi “reazionari” funzionali alla conquista e conservazione del potere politico, secondo quanto già sostenuto da Antonio Gramsci, bensì dotato di una propria visione rivoluzionaria e totalitaria, sebbene qualificata come a tratti confusa, apparentemente priva cioè di coerenza formale e uniformità logica. Gregor è stato il primo ad avvalersi senza preconcetti dello studio di un’ampia documentazione ideologica di fonti primarie fasciste con l’intento di esporne i contenuti senza interpretarli a priori, ancorché lontano tanto da qualsiasi intento apologetico del Fascismo quanto distante da polemiche moralistiche demonizzanti, tipiche di certa storiografia politicizzata in senso antifascista.

Egli rilevò nello Stato etico fascista il mito politico razionale (ma non razionalista!) che stava a fondamento della concezione totalitaria e religiosa dello Stato Nuovo mussoliniano e che assunse la funzione di elemento ideologico comune nel quale, al di là dei differenti ambiti culturali e politici di provenienza, tutti i più illustri teorici dell’elite politica fascista si riconobbero senza riserve, dal filosofo Giovanni Gentile ai giuristi Carlo Costamagna, Sergio Panunzio e Alfredo Rocco, fino ai mistici fascisti di Niccolò Giani. Vi sosteneva che l’ideologia del Fascismo rifiuta le categorie di “destra” e “sinistra”, incarnando una dittatura di sviluppo attivamente nazionalista, con un impianto ideologico razionalmente coerente, animata da una sorta di concezione religiosa della politica, guidata da un capo carismatico e diretta da un partito unico, inserito in un sistema dominato dallo Stato etico, risultando perciò storicamente e intellettualmente un unicum in quanto prodotto di un particolare insieme di idee prevalenti in Italia nel corso dei primi decenni del ventesimo secolo. Tale ideologia, analizzata in chiave sociologica, nella prospettiva politica comparativa tra fenomeni rivoluzionari adottata dal professore americano, assume una importanza molto più vasta di quanto la sua breve esistenza storica lasci supporre, poiché il Fascismo rappresenta un tipo estremo di movimento rivoluzionario di massa, il primo esempio maturo di movimento di modernizzazione, il primo che aspirò a impegnare la totalità delle risorse umane e naturali di una comunità storica per lo sviluppo nazionale e che per il raggiungimento dei propri fini richiese un organismo centralizzato per la mobilitazione, la dislocazione e la direzione delle risorse, il primo esempio dove comparvero lo Stato totalitario ed il partito unico autoritario che promosse i mutamenti in direzione di un capitalismo di Stato totalitario; in breve, Gregor riteneva che il Fascismo risultava essere il primo rappresentante di quelle rivoluzioni chiamate «rivoluzioni progressiste».

E’ indubbio che molte di tali conclusioni abbiano anticipato e influenzato parecchi dei successivi lavori di altrettanti specialisti; come quelli di Emilio Gentile, in merito alla sacralizzazione della politica nonché alla valenza specificamente totalitaria del Fascismo, sebbene legata a peculiari individualità ideologiche, sociali, storiche e nazionali italiane; o quelli di Zeev Sternhell, riguardo la continuità ideale tra revisione antimaterialistica del socialismo elaborata nell’ambito del sindacalismo rivoluzionario soreliano e Fascismo, nei quali si evidenzia la valenza politica rivoluzionaria, l’originalità intellettuale e la piena maturità ideologica di quest’ultimo, espressione di una nuova aristocrazia politica della volontà, votata alla lotta contro gli “inganni borghesi” del liberalismo parlamentare; o quelli assai più recenti di Alessandra Tarquini, in cui si sottolinea l’esistenza e l’uniformità ideologica di una specifica “cultura totalitaria fascista” condivisa tanto dai fascisti “gentiliani” quanto da quelli cosiddetti “antigentiliani”, capace di analisi e soluzioni politiche di valore. Tutto ciò nonostante le conclusioni del professore americano appaiano in evidente contrasto con le interpretazioni della vulgata antifascista, di “defeliciana” memoria e con le stesse analisi espresse ufficialmente dagli ideologi del P.N.F. e dai mistici fascisti in merito all’essenza primariamente spirituale ed anti-economicista della dottrina mussoliniana, una caratteristica questa che, seppure chiaramente presente nel suo lavoro, vi appare alquanto sottovalutata e messa in secondo piano, rispetto al raffronto fatto con i vari socialismi reali presenti sulla scena politica degli Anni 60 del Novecento, quando fu dato alle stampe il testo.

(estratto da “L’Identità Fascista – Edizione del decennale/ 2007-2017”, pp. 110-113)