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ONORE A SERGIO BARBADORO! …75°anniversario dello scontro di Portella della Paglia (PA).

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“IlCovo” rende onore al sacrificio del sottotenente di complemento della Divisione “Assietta” Sergio Barbadoro e dei suoi soldati, ricorrendo oggi il 75°anniversario dello scontro di Portella della Paglia, alle porte di Palermo, avvenuto il 22 luglio 1943. Anche quest’anno, ci siamo recati sul luogo della battaglia, portando l’omaggio dei fascisti del Covo agli eroi di Portella della Paglia, stavolta non solo recando il consueto mazzo di fiori, ma anche portando il tricolore, risistemando le lapidi ormai sbiadite a causa degli agenti atmosferici e tagliando un pò di erbacce che ormai assediavano il piccolo monumento. Il nostro piccolo e doveroso tributo a chi ha sacrificato la propria vita per un bene più grande…l’ITALIA FASCISTA! …e non siamo stati gli unici a ricordare l’evento!

IlCovo

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ELEMENTI DI ECONOMIA E DI DIRITTO CORPORATIVO: il 19°titolo della Biblioteca del Covo!

sc. 1 sc 2Siamo davvero lieti di annunciare la pubblicazione del 19° titolo della Biblioteca fascista de “IlCovo”. Si tratta degli ELEMENTI DI ECONOMIA E DI DIRITTO CORPORATIVO, un testo pubblicato per le scuole superiori italiane dal docente universitario nonché filosofo Michele Federico Sciacca [Giarre (CT), 1908 – Genova 1975]; a prima vista un coscienzioso ed agile volumetto scolastico che in realtà si presenta con una linea propria e non certo comune. Sciacca, infatti, già professore di Storia della Filosofia all’Università di Pavia dal 1938, aveva sviluppato il proprio pensiero partendo dall’attualismo gentiliano. Nel 1939 egli polemizzò però con l’idealismo, affermando che la risoluzione della crisi della coscienza contemporanea è « nella restaurazione di quella metafisica tradizionale cristiano-cattolica, che è sempre la spina dorsale di ogni verace autentica civiltà, il fondamento incrollabile di ogni verace autentica concezione morale della vita », passando così allo spiritualismo critico e approdando allo spiritualismo cristiano ed alla filosofia dell’integralità, teorizzante l’aprirsi dell’esistente all’attualità dell’Essere assoluto. Uno spiritualismo che pone in evidenza il nesso di continuità tra metafisica classica e pensiero moderno, riportando meritevolmente l’idealismo ad un’affermazione della trascendenza. In qualità di docente di filosofia e fascista, essendo il Fascismo una concezione eminentemente spiritualista, nel febbraio 1940 partecipò come relatore al convegno nazionale indetto dalla “Scuola di Mistica fascista”, con una relazione dal titolo Anti-intellettualismo ed anti-razionalismo nella filosofia italiana. Proprio in questi Elementi di Economia e di Di­ritto Corporativo, pubblicati nel settembre del 1940, espone la propria linea originale, tracciando una breve storia delle dottrine economiche dal Mercan­tilismo al Corporativismo con rapidi cenni sull’ordinamento politico, costituzionale ed amministrativo dello Stato fascista, sforzandosi con successo di dare ai problemi ed alle dot­trine economiche un’impostazione filosofica, individuando i presupposti specula­tivi di ogni singola dottrina. Egli vi manifesta la convinzione che l’attività dello spirito è unitaria e che non c’è soluzione di un pro­blema, la quale non implichi dallo stesso punto di vista la soluzione di tutti gli altri problemi, mostrando chiaramente come ogni dottrina economica sia l’aspetto di una concezione generale della vita. Sciacca evidenzia in modo argomentato come quasi tutti i sistemi economici moderni dipendano più o meno dal liberismo economico e ne con­servino i presupposti fondamentali, e come, invece, sol­tanto il sistema corporativo fascista, egli sottolinea, superi davvero il liberismo, perchè imposta i problemi economici, come tutti gli altri, su presupposti diversi rispetto alle precedenti scuole di pensiero individualiste e materialiste, come quella liberale e socialista. Con ciò dimostrando come l’ordine corporativo del Fascismo costituisca l’unico sistema economico veramente originale ve­nuto dopo il liberalismo. In appendice a questa nuova edizione è inclusa la voce del “Dizionario di Politica del P.N.F.” pubblicato anch’esso nel 1940 e dedicata espressamente al Corporativismo. Il testo attualmente è disponibile da subito sul sito dell’editore LULU.COM, e su AMAZON.IT.

IlCovo

 

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75°ANNIVERSARIO DELLO SBARCO-INVASIONE DELLA SICILIA: FINALMENTE LA VERITA’!

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 In qualità di associazione culturale fascista, “IlCovo” si occupa fin dalla sua nascita degli eventi relativi all’invasione della Sicilia nel 1943. Ebbene, quest’anno, nella notte tra il 9 – 10 luglio, ricorre il 75° anniversario dal momento in cui gli eserciti invasori dell’alleanza demo – pluto – massonica anglo-americana realizzarono il loro primo colossale sbarco in Italia (e dunque in Europa!), avviando così quell’occupazione del continente, di cui ancor oggi tutti noi italiani ed europei patiamo le conseguenze politico-sociali, in quanto nazioni tutt’ora invase da quell’esercito, sempre presente sul nostro territorio,  dunque nazioni senza alcuna oggettiva sovranità politica e militare. Ritornando però sugli avvenimenti epocali di quel tragico luglio di 75 anni fa, va detto a chiare lettere che è molto recente la riscoperta di quella fondamentale campagna militare dal punto di vista dei fatti storici (alla quale, ci sia consentito scriverlo, in piccola parte abbiamo direttamente contribuito anche noi) e la voglia di fare finalmente luce sulle reali dinamiche e gli eventi di quella che, a dispetto della propaganda dei vincitori e dei loro sodali nostrani, non fu affatto una “passeggiata di salute” per gli occupanti anglo-americani, ma una sanguinosa e dura campagna militare, dove questi ultimi ebbero migliaia di perdite ed altrettante ne cagionarono tanto ai combattenti dell’Asse italo-tedesco quanto alla popolazione civile dell’isola. Insomma, fu guerra guerreggiata fino in fondo!

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CIMITERO MILITARE AMERICANO DI GELA.

Noi fascisti de “IlCovo” abbiamo voluto ricordare una tale verità, negata sistematicamente per decenni tanto dalle autorità politiche della repubblica italy-ota antifascista quanto da pseudo-storici e pennivendoli della carta stampata, da questa stipendiati per negare scientemente un fatto per loro inaudito e scandaloso, e cioè che sul suolo italiano vi fu una dura e sanguinosa lotta, misconosciuta da decenni, tra l’Italia Fascista e gli anglo-americani, in una fase storica dove ancora ufficialmente risultava che il nemico fosse invasore della nostra penisola e non, come invece esso in modo propagandistico si auto-qualificava, “liberatore”. Proprio a causa di tale metamorfosi dovuta alla propaganda orchestrata abilmente prima dagli Alleati anglosassoni e poi nel dopoguerra fatta propria acriticamente dalla repubblica antifascista ad essi asservita, i tanti episodi di caparbio valore e sacrificio degli italiani in quella campagna militare, che costarono loro 4.578 morti, 36.072 dispersi e oltre 30.000 feriti (i tedeschi ebbero 4.325 morti, 4.583 dispersi), furono colpevolmente accantonati, in favore di quelli numericamente inferiori di diserzione di fronte al nemico, una manovra di disinformazione attuata per legittimare la falsa immagine di un paese che, secondo l’antifascismo mondiale, non avrebbe visto l’ora di buttarsi fra le braccia dei propri nemici.

paracadutisti-nemici-calati-centro-dell-isola-vengono-48607316-eb60-44ca-8537-23da87ee4247Ma la carneficina che nell’estate del 1943 insanguinò la Sicilia dimostra, invece, il contrario; cioè che quella campagna militare non fu affatto una “passeggiata” per gli anglo-americani, che lamentarono perdite per decine di migliaia di uomini. Mentre la corretta analisi dei fatti svela l’immagine inedita di un evento storico che, sebbene tragico, vide però rifulgere nella maggior parte dei casi il valore dei combattenti italiani; ci mostra, attraverso le testimonianze di alcuni dei diretti protagonisti, lo spaccato sconosciuto di una parte della Nazione, di una Sicilia fatta di civili e militari che sebbene stanchi e prostrati da privazioni di ogni genere, in una terra martoriata da una serie infinita di bombardamenti devastanti, nella maggior parte dei casi vollero e seppero ancora reagire, benché la sproporzione di mezzi e forze in campo fosse loro nettamente sfavorevole. Questo rivelano le memorie del Generale Emilio Faldella, questo mostra il diario di guerra del Generale Ottorino Schreiber, questo svela il Diario storico del XII° Corpo d’Armata Italiano, questo provano le gesta dei Gruppi Mobili corazzati dell’esercito italianotutte testimonianze che palesano incontrovertibilmente come, proprio in Sicilia nella calda estate del 1943, tanto nella zona occidentale contro gli americani, quanto nella zona orientale contro gli inglesi, migliaia di italiani scrissero l’ennesima pagina misconosciuta di immenso sacrifico e sublime valore. E’ significativo che i pochi episodi di diserzione e sabotaggio nelle forze armate italiane vedessero nella massima parte dei casi come protagonisti pochi alti ufficiali in comando, piuttosto che quelli di rango intermedio o la stessa truppa; in tal senso appare indicativo il criminale comportamento tenuto da alcuni ammiragli della Marina italiana, che avrebbero tenuto ben lontane le nostre navi in grado di contrastare le operazioni di sbarco alleate in Sicilia, in seguito ad un accordo siglato in precedenza con le forze anglo-americane nell’ambasciata di Lisbona (1), desiderosi con ciò di far cadere prima possibile il Regime fascista; come altresì indicativo al riguardo risulta evidente il ruolo fondamentale giocato nell’abbassamento dello spirito combattivo e del morale degli italiani la destituzione e l’arresto di Mussolini, perpetrati con l’inganno a mezzo di un vero e proprio colpo di stato militare dal reuccio savoiardo, un evento che da decenni, al contrario, ci sentiamo raccontare dalla propaganda antifascista sarebbe stato accolto da tutti gli italiani con grande sollievo.

manifestoCommuove, invece, lo spirito combattivo di tutti quei semplici cittadini in divisa, non soltanto militari di carriera, ma anche di leva, che persino insieme a semplici civili, in quelle tragiche giornate non esitarono un istante ad imbracciare un fucile od una mitragliatrice per tentare di opporsi agli enormi carri armati statunitensi ed alla marea di truppe messe in campo dall’avversario (qui), che contro ogni previsione più di una volta dovette cedere all’impeto di coloro che nella propaganda bellica anglo-americana venivano sprezzantemente definiti “italiani straccioni”. Fa rabbia constatare che di tanti atti di eroismo così come dei molteplici crimini perpetrati dagli invasori “a stelle e strisce” contro militari e civili italiani, la massa italica lobotomizzata da decenni di propaganda bellica filo-americana non abbia alcuna conoscenza, dando per buona una versione bugiarda dei fatti che vuole descrivere gli Alleati anglo-americani come i “buoni liberatori”, dispensatori di caramelle e cioccolata! Ebbene, nel nostro piccolo, noi fascisti de “IlCovo” abbiamo detto NO ALLA STORIA FASULLA DEI VINCITORI! Infatti, tale campagna militare, che dovrebbe più giustamente essere qualificata come “BATTAGLIA DI SICILIA”, fino ad oggi è stata oggetto di mistificazioni e reticenze incredibili. Ma, come abbiamo avuto già modo di sottolineare, alcuni dati al riguardo dovrebbero far riflettere: in primis quello sui soldati Alleati che vi morirono e che a fronte delle stime ufficialmente dichiarate, ad esempio nella pubblicazione dell’Ufficio Storico dello Stato maggiore dell’Esercito Italiano a cura di Alberto Santoni, in cui è scritto testualmente che… “le forze terrestri alleate lamentarono in tutto 4.299 morti, suddivisi in 2.237 americani e 2.062 inglesi”,(2) vede di contro la presenza nei cimiteri militari di guerra del solo Commonwealth britannico presenti nell’isola (a Catania, Siracusa e Agira) la presenza di 3.692 morti sui campi di battaglia, cioè oltre 1600 in più rispetto a quanto riportato dal Santoni! Per i caduti americani, poi, non è possibile nemmeno fare alcuna verifica attendibile, in quanto gli stessi cimiteri di guerra che essi avevano allestito a Gela, Licata, Palermo e Caronia, furono smantellati pochi anni dopo la fine del conflitto e le salme traslate altrove, in parte a Nettuno ed in parte rimpatriate. Dunque, ci sono validissimi motivi per ritenere il dato ufficiale sui caduti anglo-americani decisamente sottostimato.

2Se a questo, poi, aggiungiamo alcuni altri dati molto importanti, sempre presenti nella relazione del Santoni, in cui si parla di 9.892 perdite americane e ben 11.590 perdite inglesi a causa della …malaria! (possibile mai che le super fornite truppe degli Alleati, in possesso non solo di tutti i mezzi ma anche di tutti i medicinali, abbiano patito così tanto per la malaria, che stranamente, invece, non ha falcidiato affatto le truppe dell’Asse?), di 13.083 soldati Alleati feriti (5.946 americani e 7.137 inglesi); di 3.242 soldati prigionieri (598 americani e 2.644 inglesi compresi i dispersi); di 546 marinai americani morti e 484 feriti; di 314 marinai inglesi morti e 411 feriti;
 di 156 aviatori americani tra morti, feriti e dispersi; di 736 aviatori inglesi della R.a.f., tra morti, feriti e dispersi; ebbene, facendo una somma di tutti codesti numeri abbiamo così un totale di 46.383 uomini messi fuori combattimento in 38 giorni di campagna militare, ossia la media di 1.220 uomini al giorno …alla faccia della “allegra passeggiata”! Ma più dei freddi numeri, per sfatare gli innumerevoli luoghi comuni fasulli montati ad arte da 75 anni di propaganda antifascista, abbiamo voluto soprattutto ricordare tanto alcuni dei grandi scontri dimenticati tra i soldati dell’Asse italo-tedesco e gli Alleati anglo-americani avvenuti a ridosso del litorale siciliano, come la misconosciuta Battaglia di Agrigento (dal 10 al 16 luglio 1943) e la grande  “Battaglia di Gela” (dal 10 al 12 luglio 1943), quanto i piccoli e ignoti scontri minori nella parte occidentale dell’isola, come quelli avvenuti il 21 luglio presso le Case Tumminello (Portella Misilbesi) nel trapanese (3), il 22 luglio 1943 alle porte di Palermo , il 24 luglio nel territorio di Marsala, dove si sacrificò il Ten. Colonnello Sommaruga, Medaglia d’oro al valor militare. Clamorosa risulta poi la montatura storiografica imbastita sul mancato utilizzo dei treni armati della Marina italiana, notizie assurte al rango di verità perché i cosiddetti storici dell’Italia antifascista, senza alcuna verifica, avevano preso per buone le notizie inventate di sana pianta dalla propaganda bellica inglese, notizie confutate platealmente solo in anni recenti (qui).

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FANTI DELLA DIV. LIVORNO ALL’ATTACCO NELLA ZONA DI GELA (CL).

 Senza dimenticarci, però, del lato più oscuro dell’invasione degli Alleati, fatto di stragi a sangue freddo a danno di militari dell’Asse e di civili italiani, eccidi compiuti dalla Settima Armata americana; che fece anche utilizzo di vergognosi espedienti, come l’avvalersi dei buoni uffici dei mafiosi locali (da essi prontamente liberati!) per “tener buona” la popolazione, o di ignobili  tattiche per avere ragione della resistenza degli avversari, come quella di utilizzare i prigionieri di guerra italiani come scudi umani (4). Una campagna militare dove gli autoproclamatisi “liberatori” avevano fatto precedere il loro sbarco dalla famigerata pratica dei “bombardamenti di saturazione”, che si tradusse, a partire dal 9 maggio 1943, in quasi due mesi d’ininterrotti bombardamenti a tappeto indiscriminati, diurni e notturni su tutto il territorio siciliano, non solo su obiettivi militari ma anche e soprattutto su obiettivi civili, con migliaia di morti, che avevano letteralmente lo scopo di “terrorizzare” la popolazione e fiaccarne il morale, seguiti dalla costante guerra psicologica dei messaggi che invitavano civili e militari italiani alla resa immediata in cambio della sospirata pace! (5) Ebbene, come avevamo già sottolineato, anche in virtù della sempre più ampia diffusione di documenti come quelli da noi acclusi in questo articolo, la vulgata fasulla della propaganda favorevole agli Alleati si sta ormai sgretolando, come mostrano persino alcuni degli organi ufficiali del sistema antifascista (qui).

CARRO ARMATO SHERMAN BRITANNICO DISTRUTTO A SUD DI PRIOLO (SR).

Lentamente, ma inesorabilmente, 75 anni di bugie, alimentate dal poderoso apparato propagandistico elaborato e impostoci dai cosiddetti “liberatori” anglo-americani, vanno sciogliendosi come neve al sole, mettendo a nudo una sola verità: che lo sbarco non poteva essere impedito perché, come scrisse l’Ammiraglio della flotta americana Morison, “gli Alleati avevano chiuso in una muraglia di navi un buon terzo della Sicilia e nessuna forza al mondo avrebbe potuto impedire loro di stabilirvi le loro teste di ponte” ma che, come puntualizzò successivamente il Generale Faldella, essi di fronte si “trovarono dei fanti e degli artiglieri che pur sapendo di combattere la lotta della carne contro l’acciaio, l’affrontarono per l’onore d’Italia e seppero anche sacrificare la vita”.

VIVA L’ITALIA, PROLETARIA E FASCISTA!

IlCovo

NOTE

1) Tale particolare è stato ufficialmente divulgato durante il convegno storico organizzato dalla Regione Sicilia nel 2013 per i 70 anni dello Sbarco, dal giornalista saggista (antifascista!) Alfio Caruso. La notizia  è riportata sul forum de IlCovo:
http://ilcovo.mastertopforum.net/novita-importanti-sullo-sbarco-in-sicilia-nel-1943-vt2697.html

2) Alberto Santoni, Le operazioni in Sicilia e Calabria (Luglio-Settembre 1943), a cura dello Stato Maggiore Esercito, Roma, 1989, pp. 401 -402.

3) Il 21 luglio 1943, secondo testimonianze statunitensi, il 504° Rgt. fanteria-paracadutisti della 82a Divisione Aviotrasportata americana, lungo la strada che da Sciacca portava a Marsala, venne attaccato frontalmente non lontano dal paese di Santa Margherita Belice, presso il “Passo Tumminello”, da unità di fanteria italiana sostenute da una batteria di cannoni da 75 mm e due da 90 mm, ne seguì una lunga e dura azione di fuoco, con una serie di vittime da entrambe le parti, dove gli americani lamentarono la perdita di 14 uomini. Cfr. Phil Nordyke,  All American, All the Way: A Combat History of the 82nd Airborne Division in World War II: From Sicily to Normandy , p. 92, Zenith Press, 2009. Sebbene non abbia trovato traccia, di un “Passo Tumminello” superato il paese di Santa Margherita, esiste invece un luogo chiamato “Case Tumminello” situato a poche centinaia di metri dal passaggio di “Portella Misilbesi”, luogo nel quale era stata dislocata la 5ª cp. e il nucleo comando 102º btg., gruppo mobile “C”, inquadrata nel 102º (CII) btg. (successivamente, a sua volta, protagonista degli scontri con la 3a divisione di fanteria americana alla stazione di Cammarata). Mi pare più probabile che proprio li fosse collocato lo sbarramento difensivo nel quale incapparono i paracadutisti americani della 102a Divisione aviotrasportata.

4) Il primo ad occuparsi dei prigionieri italiani utilizzati come scudi umani dai soldati americani durante la campagna di Sicilia del 1943 è stato il ricercatore gelese Nuccio Mulé, i cui articoli sono stati ripresi dal ricercatore Ezio Costanzo, che sul tema ha pubblicato, a sua volta, un articolo sul quotidiano “La Repubblica” del 23 luglio 2011 intitolato “I segreti dello sbarco – soldati siciliani scudi umani dei marines”. Il professor Mulè così scrive al riguardo :

…la motivazione della resa di interi reparti italiani che combatterono strenuamente a Gela, probabilmente fu dovuta anche ad un altro motivo. Lo scrivente, in merito ad una ricerca nell’archivio storico militare di Roma, è nelle condizioni di dimostrare che sicuramente un caso di resa di un reparto italiano, avvenuto nella prima giornata dello sbarco Alleato a Gela, fu dovuto al fatto che gli americani in un’azione di guerra avanzarono dietro una moltitudine di prigionieri italiani, questi ultimi dunque “utilizzati” come scudi umani, tant’è che i nostri soldati allora non poterono fare altro che arrendersi anziché sparare sui loro commilitoni; già lo sbarco sulla spiaggia di Gela era iniziato fin dalle ore 3,00 e posizione su posizione i soldati italiani arretrarono, martellati incessantemente dai cannoni delle navi americane. Mi piace qui reiterare un passo riportato nella “Relazione cronologica degli avvenimenti” di cui sopra: “…Ore 9,20: il Col. Giuseppe Altini comunica che la 49° btr. si è arresa perché il nemico veniva avanti facendosi coprire dai nostri soldati presi prigionieri…”. Una comunicazione di tre righe su una pagina ingiallita dal tempo, a firma di un colonnello dell’Esercito Italiano, rimasta sconosciuta all’interno di un faldone, che mette in luce per la prima volta in assoluto un caso così clamoroso. Certamente questo espediente fu purtroppo vincente e nulla vieta a pensare che sia stato utilizzato dai comandi americani anche in altre occasioni.

Successivamente alla pubblicazione di tali fatti, il professor Mulè mi ha personalmente riferito di aver ricevuto una lettera scritta dal figlio di un reduce siciliano, il sig. Pietro Mirabile, il quale scriveva che il padre, ormai defunto,  tutte le volte che parlava dello “Sbarco” gli spuntavano le lacrime per la rabbia ed il disprezzo che provava per gli invasori. Egli aveva fatto la guerra da richiamato ed era sergente maggiore del 18° Comando Brigata Artiglieria Costiera, il 10 Luglio del ‘43 si trovava tra Palma di Montechiaro e Licata. Raccontava che nella primavera di quell’anno c’erano stati avvicendamenti nella linea di comando degli Ufficiali superiori, e raccontava sempre che tutta la batteria aveva ricevuto l’ordine di non togliere le cappotte ai cannoni quella notte. Preso prigioniero dagli americani, lo avevano usato come scudo umano fino quasi a Leonforte dove c’erano le retrovie tedesche. Una ulteriore testimonianza di tale indegna pratica attuata dai soldati statunitensi è presente nell’articolo del ricercatore Francesco Paolo Calvaruso, intitolato “Sergio Barbadoro: un eroe dimenticato”, in Rassegna siciliana di Storia e Cultura n°19, a cura dell’Istituto Siciliano Studi Politici ed Economici; il testo è consultabile al seguente indirizzo: http://www.isspe.it/news/45-numeri-rassegna-siciliana/rassegna-siciliana-di-storia-e-cultura-n-19/159-sergio-barbadoro-un-eroe-dimenticato-di-francesco-paolo-calvaruso.html , alla nota numero 60. Qui risulta che il tenente Barbadoro, stanziato alle porte di Palermo in difesa di una delle portelle di accesso alla città (Portella della Paglia), vide avanzare la colonna corazzata americana preceduta da prigionieri italiani che facevano da battistrada. Il tenente, nonostante ciò, attaccò la colonna nemica, bloccandola per 9 ore al prezzo della propria vita. Dunque, in tre distinti casi ed in tre zone differenti della Sicilia (Gela, Licata, Palermo), ci sono testimonianze dell’uso di prigionieri italiani come scudi umani, sempre da parte della Settima armata americana.

5) Per un resoconto puntuale e dettagliato sulla guerra aerea nei cieli siciliani e sui bombardamenti Alleati nell’isola, Alessandro Bellomo, 1943, Il martirio di un’isola – La guerra aerea sulla Sicilia nei diari Usaaf, Raf, Regia Aeronautica e Luftwaffe, Genova, 2011.

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IL VERO DRAMMA E’ LO STATO DI ADDORMENTAMENTO DELLE COSCIENZE

“Il sonno della ragione, produce mostri”. Purtroppo, il paragone è più che pertinente in questi nostri tristissimi tempi. Lo si vede in ogni momento, in ogni ambito della società del “consumo” e del “vuoto“. E’ precisamente questo “sonno”, indotto artificialmente, iniettato come una droga che “consuma da dentro” individui e masse, il vero e solo motivo della prosecuzione della più grande falsificazione criminale che il continente europeo abbia visto nella sua storia. E’ esattamente il “sonno della ragione” che permette ad  una intera classe di politicanti imbonitori e falsificatori, che si mascherano in un modo o in un altro, secondo la necessità, di mantenere nella più nera oppressione, morale e materiale, l’intero continente europeo e il mondo. In questi giorni stiamo vedendo lo svolgersi di questo inganno colossale, nelle sue parti più evidenti. Avviato ormai molti decenni addietro, i nostri occhi, quelli di chi non “dorme”, ne osservano sconcertati il suo sviluppo giunto ad uno stadio sempre più “maturo”. Ecco alcuni dei fatti che fungono da esempio del livello a cui è giunta la diffusione globale a tappeto di una menzogna di proporzioni gigantesche:

  1. Yanis Varoufakis, ha fondato un partito “europeo”, e lo sta presentando nelle varie nazioni del “vecchio continente”. Per chi non lo ricordasse, tale signore è l’ex ministro greco del governo di Alexīs Tsipras, il cosiddetto “rivoluzionario” che ha garantito la permanenza della Grecia nella “UE” dei banchieri usurai del Fondo Monetario Internazionale, attraverso una mastodontica depredazione ed affamazione del popolo greco, teoricamente “sovrano”, praticamente reso schiavo della finanza plutocratica apolide! Varoufakis si dimise, davanti alle decisioni dell’esecutivo di cui pure faceva parte, e che pure aveva contribuito in modo determinante ad inserire stabilmente “nell’Europa al comando della B.C.E. “. Proprio quell’ “Europa” asservita ad una istituzione finanziaria privata che era stata sfiduciata dal popolo greco e che però, a detta dei suddetti banchieri e dei loro servi dell’informazione al guinzaglio, non poteva essere “abbandonata” perché, sempre secondo i soggetti succitati, costituirebbe un processo politico-economico “irreversibile” (cosa che, naturalmente, hanno deciso sempre i suddetti banchieri e finanzieri, di sicuro NON IL POPOLO GRECO!). Ebbene, tale grande “economista”, si distingue nella galassia degli “europeisti”, non per il suo distacco, ma per il suo “keynesismo” (ormai in grande rispolvero). In breve, sulla scia di quanto già esposto nei nostri articoli precedenti, riassumiamo dicendo che l’insigne ex ministro greco chiede di cartolarizzare il debito, dunque, non di eliminarlo senza pagarlo in quanto debito illegittimo, ma semplicemente di posticiparne il pagamento e creare così una maggiore spesa (dunque un ulteriore accrescimento del debito stesso da pagare agli usurai apolidi della B.C.E.) e tutto ciò ufficialmente al fine di… sviluppare la “crescita”. In nome di una tale “magnifica rivoluzione” graditissima ai finanzieri del F.M.I., l’ex ministro fonda così l’ennesimo partito-specchietto per le allodole, che si chiama, guardate un po voi i casi della vita, “PRIMAVERA EUROPEA“, che si posiziona nella galassia “dem”, la stessa in cui si trovano per esempio i Gentiloni ed i Renzi nostrani. In una recente intervista il prode alfiere della B.C.E. (qui), si fa “sfuggire” quel che per noi fascisti de “IlCovo” è ormai una ovvietà e che sono tali per chi ha gli occhi aperti e “vede” l’attuale scenario politico desolante per quel che è. Egli dice chiaro e tondo che il sistema costruisce a tavolino le proprie “nemesi” e lo fa per perpetuarsi (come avviene nel caso italiano per i soggetti politici pseudo-contestatori del disordine vigente, quali Lega e 5Stelle). Si fa l’esempio di Macron, il quale non occuperebbe il suo attuale posto senza il fattivo “aiuto” della Le Pen e di tutto l’impianto mediatico che sostiene il suddetto teatrino. Inoltre Varoufakis fa notare una cosa che da queste colonne virtuali abbiamo dimostrato molte volte: ossia, la reale inerzia di tutti i “contestatori”, che partono dal presupposto dell’accettazione del sistema liberal-demo-plutocratico vigente quale unica possibile opzione politica all’interno della quale fanno finta di “agire”. Tutti questi soggetti, in ultima analisi, servono a perpetuare l’esistenza del sistema che fanno finta di contestare, essi rappresentano niente altro che “armi a salve”… il giocattolo della finanza plutocratica per tener buono il popolino. Varoufakis colloca questo discorso in un certo ambito, per arrivare alla sua “conclusione”, ovvero la presunta “pericolosità culturale” della “espansione della destra radicale in Europa”. Ma i meno avveduti non si accorgono che il discorso fatto or ora da Varoufakis per Macron, è ugualmente applicabile in modo perfettamente speculare anche a lui stesso e al suo cosiddetto partito “Primavera europea”, che, ribadiamo, come tutte le cosiddette primavere politiche indotte, secondo un metodo ormai collaudato dalla C.I.A., rappresenta un devastante metodo MILITARE, che tanti lutti e tragedie ha già portato nel mondo e che serve come “uscita di sicurezza” al sistema criminale politico-finanziario vigente ;la “via anglo-sassonse” al F.M.I.
  2. Il “Def”, la cosiddetta “manovra finanziaria”, è stata approvata e presentata alla “UE” (qui). Tale “manovra” è esattamente quella del governo “Gentiloni”. Ci sono alcune modifiche marginali, con la promessa di trovare i soldi per non far scattare l’aumento dell’Iva (rimasta ben in vista come “clausola di salvaguardia”, come del resto accade da molti anni). Oltre le tonnellate di “aria fritta” che circonda tale Def, come tutto ciò che riguarda la politica italy-ota, la sostanza è che si andrà, col cappello in mano, davanti alle “commissioni europee”, per chiedere le elemosina. Le quali elemosine saranno tutte fatte pagare salatamente, come al solito, al “popolo bove”… “prossimamente”, proprio quando, magari, chi lo sa, i “contestatori populisti” faranno finta di prendere “l’impegno” di rivedere la legge “Fornero” e reinseriranno in agenda il cosiddetto “reddito di cittadinanza”, ora chiamato “reddito di dignità”, largamente ridimensionato. Quanto basta, insomma, per farne propaganda elettorale.
  3. Ed infatti a rimettere in riga i cosiddetti “contestatori”, dopo la N.A.T.O. che ha zittito i finto sovranisti tanto per la “questione russa che per quella dei migranti” (qui), arriva pure Visco (qui). Nell’Europa dei banchieri, se e come “metter mano” alla “legge Fornero”, lo decide chi ne è vero “padre”. E’ in questi momenti salienti che si dipana la matassa ingarbugliata delle menzogne mediatiche “un tanto al chilo”, perché il “tira e molla” da applicare alle masse dormienti è “sapientemente” dosato dai veri mandanti del disastro attuale. Ma, proprio grazie al “sonno della ragione”, i pluto-massoni globalisti continuano a spadroneggiare e prendere solennemente per i fondelli una massa amorfa e deliberatamente svuotata della propria coscienza.

Ecco perché, cari lettori, la soluzione a tale disastro risiede nel “risveglio dei cuori e delle menti”. Un “risveglio” che porta con sé l’attesa e il sacrificio, ma anche la vera e sola SPERANZA politico-sociale ed etico-morale. Lo scriviamo con la maiuscola, perché tale risveglio non può prescindere dal suo contenuto Religioso. Quello che vediamo sotto i nostri occhi, è infatti un progetto satanico messo in atto da gruppi di potere radicati nella finanza apolide globale e fortemente radicati nelle realtà delle demo-plutocrazie del cosiddetto occidente liberale, gruppi auto-proclamatisi “messia” di un mondo d’inferno. L’aspetto messianico di questo assetto globale, in senso negativo e distruttore, è del tutto evidente se si osserva con più attenzione agli eventi. Solo il radicamento nella Speranza, Virtù teologale, può rendere possibile un’autentica rinascita in senso lato e verace. Ed è per questo motivo che noi, contro tutto e tutti, continuiamo a Sperare! Ed è sempre per questo motivo che indichiamo senza tentennamenti, per l’amministrazione della Giustizia in questo martoriato mondo, quell’ idea di Civiltà che proprio nella Virtù della Speranza è ben radicata: il Fascismo!

Sursum Corda!

IlCovo

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L’INDECENTE SCENEGGIATA ITALY-OTA SUI DEPORTATI CONTINUA!

Risultati immagini per doppiezza

Proseguendo nella nostra denuncia della indegna operazione di inganno delle masse, attuata dal mondialismo plutocratico affamatore di popoli e nazioni, a mezzo dei governi ad esso asserviti, ci soffermiamo su un altro “fatto del giorno” avvenuto nella repubblica delle banane Italy-ota: la cosiddetta “tragedia dei migranti”. Ebbene, tiene banco la sceneggiata della “nave Aquarius“, delle solite “O.N.G.”. Tale “nave”, carica di deportati dalla Libia, pretende lo sbarco in Italia. Secondo una procedura consolidata che avviene ormai regolarmente da molto tempo, grazie anche alla giustificazione generata dalle guerre per procura scatenate proprio dalla N.A.T.O. in varie parti del vicino oriente (qui) e che ha generato l’ondata di sbarchi nella ex Italia di centinaia di migliaia di moderni deportati, rispettivamente 153.000 nel 2015, 181.000 nel 2016, 119.000 nel 2017.

Siccome la campagna elettorale non è mai finita, cosa accade, “diversamente” da altri casi analoghi? Beh, l’occasione è ghiotta e favorita dai media, al fine di spargere un buon quantitativo di aria fritta, ed è ciò che puntualmente si verifica. Così il cosiddetto “ministro dell’Interno”, tuona: “DIFENDIAMO I CONFINI, VENGANO CHIUSI I PORTI”! E giù, la ridda di polemiche fasulle, le consuete grida al “fascista e razzista”(che non possono mai mancare, ovviamente!), e il “mondo civile e democratico” dei ben pensanti radical-chic  che si indigna per “il rifiuto a soccorrere i profughi”. Ovviamente, i media-servi focalizzano la questione su ciò che ha un rilievo pari a zero! La massa, diseducata ad avere una coscienza, non si chiede il vero perché, non si interroga su quale sia la radice del problema, istupidita ad arte ed etero-diretta, sempre pronta a dividersi sul nulla, come del resto avviene in ogni ambito,  dalla questione sulla  “TAV” (fronte del “sì”, e del “no”, con le rispettive fazioni politiche); ai vaccini, così come per il cosiddetto “Job’s Act” del toscano di plastica, e via di seguito fino anche alla costruzione o meno di nuovi stadi… in questo caso sul “migrante-sì, migrante-no”.

Dunque, dicevamo: Salvini “tuona” contro (?) la cosiddetta U.E. La nave Aquarius, viene respinta (almeno così sembra!) mentre ancora si trova in navigazione a largo di Malta. A questo punto gli italy-oti al soldo del F.M.I., “fanno la voce grossa” (sic!). Tale “voce”, dal timbro tonante, genera …un battibecco adolescenziale con il governo del principale paese europeo responsabile del disastro Libico che ci ha portati a questa situazione (e non solo) per conto terzi: quello del “presidente” francese, che tra un gallico “mi fai vomitare” e un italico “la Francia stia zitta”, dei rispettivi cosiddetti “presidenti”, scatena un tripudio mediatico di “osanna al figlio di Mediolanum”! …il quale, con toni (…solo quelli ovviamente!) possenti, parrebbe ergersi a difensore della sovranità nazionale! Così tutti i “movimenti contestatori”, di tutti i colori, si ritrovano allineati e coperti nel tributare omaggi al “novello difensore” dei sacri confini! “BRAVO SALVINI! IL DIFENSORE CHE MANCAVA! LUI SI CHE NON LE MANDA A DIRE! Ed ecco che la Francia “cattiva”, diventa il “nemico” del “governo del cambiamento”, proprio quando ci si dimentica che fu la prima in Europa, proprio per bocca di Macron, a dare il benvenuto a Conte e a sperare che fosse incaricato presidente del consiglio (chissà perchè)! Concentrati su questo bailamme a base di aria fritta, come abbiamo detto, la sostanza dei problemi viene sapientemente occultata dagli stessi media che ci bombardano di notizie false e tendenziose. Mentre, infatti, la nave “incriminata” della O.N.G. che traffica con i deportati gironzola nel mediterraneo, una delle tante navi della Guarda Costiera dello “stato sovranissimo” italy-ota, si carica circa 1000 deportati (qui), e li scarrozza fino a Catania! Ma non finisce qui! Ignorando le regole del Mare, che impongono di soccorrere natanti in difficoltà e traghettarli nel primo porto sicuro alle autorità di pertinenza, prima che attraversino il mediterraneo, la civilissima nave Aquarius della O.N.G. in questione, se ne frega anche delle condizioni meteo. Le quali non sono un problema, finchè non possono essere strumentalizzate per approdare non a Valencia, in terra di Spagna come il ministro “lumbard” aveva “tuonato”, bensì in SARDEGNA (qui)! Dunque lo scenario è LO STESSO di quello della Nave della Guardia Costiera DICIOTTI. Ovvero: lo “stato sovranissimo” italy-ota agli ordini di Washington, dopo tanti proclami sbandierati ai quattro venti sulla fermezza e la fine della pacchia per gli sciacalli che trafficano in vite umane, cosa fa? … si va a prendere direttamente i deportati, stavolta addirittura scortando le navi ONG, e li accompagna gentilmente a terra proprio sul suolo della “sovranissima” repubblica delle banane! La messinscena si rivela per quello che è. Ormai ci sono prove evidenti dell’organizzazione pianificata della deportazione e dell’esodo di uomini provenienti dalle nazioni del vicino oriente di cultura generalmente araba sul continente europeo. Questo progetto di deportazione di massa, abbiamo già spiegato, alimentato proprio dalle guerre pianificate dal governo statunitense a dai suoi vassalli della N.A.T.O. come la repubblica delle banane Italy-ota (qui), ha come obiettivo primario la destabilizzazione politico-sociale delle nazioni del “vecchio continente”, a spese ovviamente dei popoli europei, per trasformarci in cloni dei cittadini del “nuovo continente”. Nel caso italiano, si sta volutamente aumentando il disagio economico dei cittadini, introducendo schiavi, nella migliore delle ipotesi, che continuano ad abbassare il costo della manodopera, e favorendo anche l’aumento della delinquenza sotto varie forme (qui), oltre che facendo lievitare il traffico di danari per le “organizzazioni” che gestiscono questa “opera di civiltà”! A questo, sul piano interno, si aggiunge la tecnica del “false flag” (attentati e stragi, disordini pre-ordinati), che è azionata ad orologeria secondo le modalità di quella che un tempo era definita “strategia della tensione”, e sul versante degli esteri la tecnica del “doppio standard” statunitense, ricordata anche di recente dal Segretario della N.A.T.O., in merito ai rapporti da istaurare con la Russia… si sa, il governo statunitense è da sempre maestro di doppiezza!

Dopo questa breve rassegna stampa, possiamo concludere, chiedendoci che cosa si sia davvero verificato dopo tali sceneggiate attinenti la presunta “difesa sovranista”. Beh, in concreto assolutamente NULLA! Una cagnara inutile, l’ennesima montatura mediatica fondata sul nulla più totale! Dopo il gran “clamore”, i “presidenti” fanno la pace col mignoletto (qui), e la situazione attuale è esattamente identica a quella di sempre, l’ennesima riprova che cambiano i saltimbanchi al governo della repubblica dei pulcinella, ma il “padrone a stelle e strisce” è il solo a dettar legge! Così, si capisce bene la funzione e l’utilità di queste pantomime, e il conseguente stordimento delle masse amorfe. Una annotazione a margine, che invece riveste un grande interesse per il discorso che facciamo. E’ stata data notizia, contestualmente, che una nave impegnata nel traffico di esseri umani, ha “dovuto” gettare in mare i corpi senza vita di 12 deportati… Sapete di che nave si tratta? DELLA US-TRENTON! Sapete di che nazionalità è? Una NAVE MILITARE statunitense, che si trovava a gironzolare vicino alle coste libiche, e che, sia chiaro, per “puro caso”, ha imbarcato circa 40 deportati, ops, migranti! Il sovranista “lumbard” evidentemente è stato prontamente ascoltato! Non aveva detto che avrebbe voluto che la N.A.T.O. si occupasse dei migranti? Eccolo servito! (qui) Ma stia tranquillo: la N.A.T.O. se ne occupa già da molto tempo! …fin dal principio! …e i risultati si vedono!

Come al solito, a voi le considerazioni!

IlCovo

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LA NOSTRA ANALISI CONFERMATA DAI FATTI!

Cari lettori, non siamo per nulla felici delle ripetute e lampanti conferme a quanto affermiamo. Questo perchè i fatti certificano che il dramma è di gravità massima. Ma mostriamo tali elementi, per cercare di contribuire alla vostra “presa di coscienza”, ed altresì per addivenire, un giorno, a quel nuovo “risveglio Nazionale”, basato sulla nostra Civiltà, di cui il Fascismo Mussoliniano è perfetto continuatore. Di fatto, quel che nessuno ha il coraggio di affermare a chiare lettere, noi fascisti de “IlCovo” ve lo scriviamo da sempre…e quel che più conta, i fatti ci danno ragione! Eccovi una piccola e veloce “rassegna stampa” dello stupidario italy-ota, ove vedrete sotto i vostri stessi occhi le prove di ciò che abbiamo esaminato nel nostro articolo precedente. Per punti:

  1.  Il “capo del governo del cambiamento”, conferma che la cosiddetta Italia (di cui lui non rappresenta nulla, visto che oltretutto è l’ennesimo presidente del consiglio non eletto), si impegna a rimanere saldamente nella Unione Europea dei banchieri e a confermare tutti i trattati sottoscritti (da chi?), ricordando i “doveri nei confronti dei mercati” (non già quelli nei confronti del popolo!):  qui .
  2. Per chi, da inguaribile “ottimista”, crede ai “complotti contro il governo del cambiamento ad opera di Mattarella e dei suoi sodali europei”, il “presidente del cambiamento” si affretta a dire che l’uscita dall’Euro, e/o la sola messa in questione dello status quo, non è MAI stata in discussione: qui .
  3. Manco a farlo apposta, proprio dopo il nostro articolo sullo stato di occupazione militare permanente che subiamo, il cosiddetto “governo del cambiamento” se ne esce, timidamente, con una boutade: allentare (per carità, non sia mai dovessero abolirle!) le sanzioni contro Mosca. Naturalmente con tutti i suoi membri a sperticarsi in rassicurazioni: “non cambia nulla rispetto alla politica degli alleati, solo cercare dialogo (sic!)”! Ebbene, detto fatto, la N.A.T.O. si pronuncia con un bel: NO, YOU CAN’T! La politica italiana, ribadiscono, la decidono loro, mica gli italiani! Leggete qui.
  4. …fatto ciò, il “sovranista” Salvini, ovviamente, ripiega in bell’ordine. Dopo aver detto che “si deve riprendere a commerciare” con Mosca, si affretta subito a non mettere in discussione le “alleanze” (ma quali alleanze? Quali e dove sono? Si parla di “alleanza” tra 2 stati sovrani e alla pari…Tale scenario è inesistente per la ex Italia asservita agli ordini del governo statunitense!..altro che amicizia!). Anzi! Suprema presa per i fondelli nei confronti del popolo ritenuto totalmente rimbecillito, va a chiedere aiuto alla N.A.T.O. per regolare i flussi di deportati, ops, immigrati nel mediterraneo. Ma guarda un pò, lo chiede proprio al principale organismo responsabile di tale disastroso stato dei fatti! (Naturalmente ricordate chi ha fatto la guerra alla Libia che tratteneva i migranti, distruggendo e destabilizzando quel paese!) Immaginate che battuta divertente! Al “lumbard” non manca il senso dell’umorismo!
  5. A chiudere il cerchio, il “presidente del consiglio del governo del cambiamento”, sigilla la sua obbedienza: l’Italia (quale? quella dei politicanti!) crede nella N.A.T.O. Nientemeno: l’Italia (ma quale?) CREDE. Manco fosse Iddio onnipotente, questa cosiddetta N.A.T.O. Ed infatti, come se fosse Dio, si prostra ad essa… e obbedisce! Come avevamo già scritto… e come hanno fatto da oltre 70 anni TUTTI i suoi predecessori, NESSUNO ESCLUSO!

In sintesi: questa breve rassegna stampa, non fa che ribadire il vero ed unico grande problema che ci affligge. Lo stato di occupazione permanente, ed ormai evidente al quale è sottoposta la nazione italiana ed il suo popolo. Chi ha dettato l’agenda politico-economica, oltre ai plutocrati usurai della B.C.E.? LA N.A.T.O. E la N.A.T.O. chi e cosa rappresenta? Ancora una volta, a voi la risposta.

IlCovo