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DI SOVRANITA’, POPULISTI NOSTRANI E CONTESTATORI PARZIALI!

Cari lettori, come ben sapete, abbiamo da sempre sviscerato e analizzato, con dovizia di particolari, la tragica realtà dei fatti in merito al “grande inganno” che come cittadini di una inesistente repubblica libera e sovrana, tutti noi viviamo quotidianamente. Ogni giorno, proviamo ad aggiungere ulteriori tessere per comprendere meglio quel mosaico politico inverecondo incentrato sull’ipocrisia del politicamente corretto che spadroneggia nella ex Italia, in modo da svelare il disegno al quale tale piano criminale sottende, ossia l’abominio orripilante di un mondo governato da una ristretta minoranza di “illuminati”, ovvero le elites dell’oligarchia finanziaria pluto-massonica che si sono arrogate il “diritto di vita e di morte” sul resto dell’umanità, decidendo arbitrariamente chi sia “degno” di sopravvivere in qualità di loro schiavo e chi invece debba essere eliminato, per mantenere un presunto “equilibrio” in un pianeta sfruttato e assoggettato interamente al loro arbitrio. Non siamo mai stati generici nelle nostre accuse. Abbiamo dato nomi, volti, storie, a ciò che denunciamo. La fase storico-politica che stiamo vivendo è la peggiore da parecchi decenni a questa parte, poiché rappresenta con tutta probabilità l’apice del “grande inganno”. Questo perché in tale fase, chi gestisce il potere deve garantire il radicamento e la stabilizzazione dello “status quo”. Tutto pare, oggettivamente, essere stato previsto nei minimi dettagli; come previste e preparate sono le “crisi” economico-sociali; previste e preparate le “crisi politiche”; previste, preparate e sapientemente incanalate, le reazioni istintive della “massa istupidita” a mezzo di televisioni e giornali. Ciò che scriviamo, lo abbiamo dimostrato, non è frutto di pregiudizi o di chiusura mentale preventiva, ma di fatti che risultano chiari, naturalmente se si è disposti a volerli osservare. Ma così come sono stati pianificati gli obiettivi a lungo e medio termine, ribadiamo che i burattinai che tirano i fili dei pupi che animano lo spettacolo, hanno già pianificato anche le reazioni ed il contenimento del “popolo bove” che essi vogliono dominare. Vogliamo portare ulteriori esempi al riguardo. Sappiamo bene, infatti, che specialmente sulla rete internet non mancano contestatori del sistema vigente al potere, ben più esperti di noi nella comunicazione. Emblematico il caso del giornalista Maurizio Blondet, che più volte noi stessi abbiamo citato e commentato in virtù delle sue critiche assai condivisibili. Di recente egli ha fatto un’analisi degna di nota (QUI), dove scrive ciò che per noi rappresenta la “scoperta dell’acqua calda”, ovvero la descrizione dello sviluppo pianificato a tavolino da “soggetti terzi” delle improvvise “ascese e cadute” dei politicanti di facciata scelti dalle elites plutocratiche al comando, personaggi politicamente insignificanti (come Macron, per l’appunto) comparsi dal nulla, le cui fulminee carriere e i successivi rovesciamenti sono eterodiretti per fini “superiori”, ovvero per garantire alle lobby pluto-massoniche di cui sopra il potere.

Dunque, il nostro amico Blondet, riprendendo un articolo critico di un altro noto polemista, Antonio Socci, fa anche notare che il “sentimento sovranista”, come tutti gli altri “sentimenti” della folla, qualsiasi essi siano, è sapientemente gestito dalle suddette elites, già padroni dell’informazione ufficiale, che hanno il potere di “soffiare” su di esso per meglio dirigerlo ed incanalarlo verso la soluzione politica ad esse più congeniale. Fin qui nulla da obiettare! E’ proprio quello che andiamo scrivendo anche noi fascisti de IlCovo da sempre. Ma, allora, direte voi, perché volete “fare le pulci” a coloro che combattono una battaglia comune alla vostra? Per amore di verità! …ebbene si, cari lettori, poiché come sempre “il Diavolo si annida nei dettagli”! Noi, in questo caso, con la speranza nel cuore che coloro che contestiamo stiano errando senza rendersene conto e che possano ritornare sul sentiero della “retta ragione”, sentiamo il preciso obbligo morale di denunciare a loro stessi per primi il loro errore (come avevamo già fatto lo scorso anno con gli amici Messora e Lo Monaco, QUI), ossia la funzione dei “contestatori parziali” quali pedine inconsapevoli ma fondamentali per la tenuta del sistema pluto-massonico globale, che risulta chiara solo andando a sviscerare il contenuto effettivo delle loro polemiche. Dove, dunque, gli italici Blondet, Messora, Socci, insieme a tanti altri paladini della “sovranità nazionale”, si rendono utili, anzi utilissimi, loro malgrado, al Sistema pluto-massonico, che pure essi dicono di contestare? La risposta è tanto semplice quanto IGNORATA, poiché essi si rendono complici del Sistema quando riconducono politicamente al suo interno il loro uditorio, altrimenti formato essenzialmente da cittadini sentimentalmente riottosi e disillusi, pronti a staccarsi politicamente in modo definitivo da esso. Essi, infatti, dopo aver prima giustamente denunciato la funzione disgregatrice ed antipopolare del sistema elitario pluto-massonico globale vigente, sostanzialmente incentrato sulla cosiddetta liberal-democrazia parlamentare di marca anglo-americana, con gli annessi inganni orditi grazie all’avallo dei media asserviti al sistema medesimo, anziché arrivare alle logiche e necessarie conseguenze scaturite dalle loro denunce, ovvero rigettando in toto premesse filosofiche e metodologiche di tale falsa democrazia, scelgono invece la via breve, apparentemente più semplice. Così in modo del tutto arbitrario, senza spiegarne razionalmente il motivo, ritengono di trovare la soluzione politica, quella cioè capace di ridare dignità al popolo italiano e in grado di restituire ad esso la sua invocata ed agognata SOVRANITA’, restando sempre dentro lo stesso sistema che pure criticano e che tale sovranità ha oggettivamente alienato, accettandone le regole, accontentandosi dei palliativi politici che esso stesso mette a disposizione degli elettori. In che modo? … ebbene, la risposta politica sarebbe costituita dal cosiddetto “Governo del cambiamento Giallo-Verde”!!!!

Lavorando di fatto (in alcuni casi anche formalmente) per la diffusione del consenso diretto e/o indiretto, intorno all’attuale esecutivo italy-ota del cosiddetto “cambiamento” (sempre gestito dai soliti noti, ovvero dal governo statunitense e dunque dalle lobby a cui esso fa capo), essi rappresentano, quindi, un elemento fondamentale al fine di NON catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla critica alle “istituzioni sistemiche” in quanto tali. Di fatto “dimenticano”, tanto quanto hanno fatto i loro referenti politici, tutta la propaganda contestatrice pre-elettorale ed elettorale, non concentrandosi più cioè sull’ “odiata” Troika, sulle commissioni euro usurocratiche, sulla B.C.E. , ecc., ma solamente sulle “attività” contingenti del governo del presunto “cambiamento”; sull’altrettanto presunta e arbitraria definizione di “governo osteggiato dalle elites”, per cui i compromessi fatti subito da penta stellati e leghisti sarebbero da addebitare ad una “lotta intestina” con le istituzioni ufficiali nei confronti delle quali essi sarebbero soggetti politici deboli ed in posizione subordinata, lotta tutta da dimostrare (e se questo fosse anche vero, non farebbe che confermare la criminalità antipopolare endemica del sistema stesso). Ovviamente, tale “lotta” si traduce politicamente così nelle polemiche sulle notizie del giorno pilotate dai media “scendiletto del potere costituito”. Dunque lotta di facciata sul nulla, poiché concretamente al nulla approda. Al riguardo, proprio a mo di esempio emblematico,  eccovi un articolo che chiude, se mai ce ne fosse stato bisogno, la questione fasulla inerente la farsa del respingimento-accoglimento nella ex Italia dei deportati pseudo-profughi, ovvero l’esodo pianificato e guidato di masse di schiavi ad uso dei pluto-massoni globali, sul quale da mesi viene ossessivamente focalizzata l’attenzione della pubblica opinione: (QUI).

Ebbene: che la cosiddetta ex Italia dovesse sottostare agli ordini impartiti dal padrone statunitense a mezzo dell’adesione obbligatoria a trattati politico-militari come la N.A.T.O. o al sistema politico economico della U.E. governata dalla Banca Centrale Europea (cioè dal Fondo Monetario Internazionale con sede a Washington), adesioni che il popolo italiano non ha mai scelto, voluto né ratificato e sulle quali non può né deve avere alcuna voce in capitolo, era già pacifico (ECCO LA SOLA E VERA QUESTIONE ATTINENTE LA NOSTRA SOVRANITA’ CHE NESSUNO DEI COSIDDETTI  “CONTESTATORI” HA MAI IL CORAGGIO DI DENUNCIARE APERTAMENTE E SENZA GIRI DI PAROLE!). Ma che tutto ciò venga attuato attraverso il sostegno ad un presunto quanto inesistente “governo della sovranità e del cambiamento” che tali vincoli politico-economici capestro non ha alcuna intenzione di mettere minimamente in discussione, è un risultato clamoroso, ottenuto con scienza luciferina da chi regge i fili del cabaret politico nostrano e di tutti i suoi pupazzi, da destra al centro fino alla sinistra, passando ovviamente per gli “stellati” ed i “lumbard”. Dunque, per ritornare alla critica che muoviamo ai nostri amici “contestatori parziali”, ascoltando ed osservando parole e fatti dell’attuale “governo italy-ota”, a fronte dell’opposizione al sistema assunta in modo strumentale durante le campagne elettorali e oggi dimenticata, a fronte dell’azzeramento dei veri temi “caldi” attinenti la sovranità reale del popolo, a fronte dell’attuazione della STESSA agenda globalista, con la concessione a qualche sterile polemica politica di facciata che lascia di fatto invariata la situazione (vedi il presunto blocco degli sbarchi, lo stop formale all’obbligo dei vaccini, lo smascheramento del presunto razzismo di massa) IN BASE A QUALE MOTIVO, CI CHIEDIAMO E VI DOMANDIAMO, MACRON DOVREBBE ESSERE UNA MARIONETTA “PILOTATA DAL SISTEMA”, E INVECE SALVINI E DI MAIO NO?

SECONDO QUALE CRITERIO LOGICO LA COSIDETTA “SINISTRA” OPERA IN SPREGIO ALLA SOVRANITA’ DEL POPOLO ITALIANO (il che è vero) MENTRE SALVINI, DI MAIO, TRIA, E COMPAGNIA DANZANTE, CHE HANNO RIBADITO DI NON METTERE IN DISCUSSIONE N.A.T.O. E UNIONE EUROPEA, INVECE NO?

Questo genere di operazioni politiche di facciata, che sembrano scoperte l’altroieri, sono invece costitutive dello stesso sistema liberal-pluto-massonico importato a forza dagli Stati Uniti e rodato negli ultimi 70 anni. Ricordiamo un similare espediente attuato dallo stesso “compagno Palmiro Togliatti”, quando pensò bene di inserire il Tricolore nel simbolo del suo partito e di “assorbire” alcuni temi cari al cosiddetto “identitarismo”. D’altro canto, anche storicamente, l’ “indentitarismo” non è mai stato un reale ostacolo all’attuazione di piani materialistici delle lobby plutocratiche. Anzi! Questo tipo di “identitarismo”, più istintivo che ragionato, più sentimento che idea, si sposa benissimo con certi socialismi di tipo tribale, che poi, sapientemente pilotati, sfociano in quelli più “consoni” al modello keynesiano, e in ultima istanza riapprodano sempre alla liberal-democrazia individualista di marca anglo-americana (QUI). Per non parlare poi del falso e artificiosissimo “indetitarismo europeo” che sta dietro la propaganda della “U.E.”, strombazzato ampiamente da media e giornalisti generalisti con apposite campagne di informazione martellanti, finanziate casualmente tutte da “Bruxelles, che mostrano come l’informazione ufficiale libera e imparziale risulti nei fatti una chimera inesistente. Ugualmente in modo del tutto strumentale è stata inaugurata la campagna sugli psico-reati orwelliani incentrata sulle cosiddette “bufale della rete” e molti hanno mangiato la foglia. Ma, anche in questo caso, i “molti” sono liberi di diffondere i propri media, senza nessun reale inciampo, solo nella misura in cui ciò torna utile, ovverosia contribuendo comunque alla tenuta del sistema stesso: (QUI).

ORDUNQUE, DOMANDIAMO ANCORA UNA VOLTA: IN BASE A QUALE CRITERIO LOGICO IL SISTEMA DOVRBBE SENTIRSI “MINACCIATO” DA SALVINI E DI MAIO E DAL LORO GOVERNO? 

Una breve nota in chiusura sulla “querelle” economica. Ebbene, davanti ai quintali di aria fritta raffreddata e strombazzati dai media in merito alle cosiddette “riforme” strutturali (tema ciclico anche questo), l’agenda economica liberista imposta all’ex Italia dalla plutocrazia usuraia prosegue come se nulla fosse (QUI), al netto delle polemiche propagandistiche. La sostanza dei fatti, ossia che la cosiddetta “U.E.”, cioè la Banca Centrale Europea, resta la vera e sola “direttrice” delle politiche economiche a cui sono sottoposti i popoli ormai sottomessi del “vecchio continente”, rimane ferma ed immutabile, senza che nessuno abbia seriamente il coraggio di metterla in discussione. Però, i balletti propagandistici e le polemiche fasulle innescate ad arte per distogliere l’attenzione della massa intontita, come quelle sui vitalizi aboliti, sui ministri che affermano la presunta volontà di abrogare il “reato di opinione sul Fascismo” presente nella legge Mancino, così come ieri dalla parte opposta si voleva inasprire con la legge Fiano tale reato, per mobilitare gli elettori dell’una o dell’altra parte, continuano sempre (QUI). Ma, ovviamente, nessuno disobbedirà alla “U.E.” e nessuno abolirà la “legge Mancino”…però… mutatis mutandis, intanto il carrozzone traballante della politica della repubblica delle banane Italy-ota continua stancamente a trascinarsi avanti e a prender tempo, perpetuando la sua inutile esistenza! …sempre servilmente ossequioso e obbediente agli ordini del “padrone a stelle e strisce” che detta legge nella ex Italia! …sempre timoroso dell’incubo che tenta ad un tempo di esorcizzare e perseguitare in tutti i modi, dell’unica reale minaccia ideale (ancorché politicamente inesistente) che lo assilla davvero fin dal principio, lo Stato Etico Corporativo Fascista! …e allora, cari amici che contestate questo sistema, ma solo in parte, meditate su quel che vi scriviamo, pensate che, quando si vuol cominciare davvero a cambiare, le cose non si lasciano mai a metà, ma si tira dritto fino in fondo, portando il cambiamento sino alle sue logiche e necessarie conseguenze… altrimenti, inevitabilmente, si ritorna sempre al punto di partenza!

RomaInvictaAeterna

 

 LA NOSTRA IDENTITA’FASCISTA!

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L’ORDINE CORPORATIVO FASCISTA!

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La Biblioteca fascista de “IlCovo” è onorata di mettere a disposizione dei propri lettori, a titolo gratuito, un documento ideologico – dottrinale molto importante. Si tratta del capitolo dedicato alla magistrale descrizione del nuovo ORDINE CORPORATIVO FASCISTA (SCARICA QUI), tratto dall’opera del filosofo Michele Federico Sciacca, intitolata “Elementi di Economia e di Diritto Corporativo” e pubblicata nel 1940. Egli, affermando che l’attività dello spirito è unitaria e che non c’è soluzione di un pro­blema, la quale non implichi dallo stesso punto di vista la soluzione di tutti gli altri problemi, mostra chiaramente come ogni dottrina economica sia l’aspetto di una concezione generale della vita. Sciacca evidenzia in modo argomentato come quasi tutti i sistemi economici moderni dipendano più o meno dal liberismo economico e ne con­servino i presupposti fondamentali, e come, invece, sol­tanto il sistema corporativo fascista superi davvero il liberismo, perchè tale nuovo ordine, incentrato su una salda concezione spirituale, imposta i problemi economici, come tutti gli altri, su presupposti diversi rispetto alle precedenti scuole di pensiero individualiste e materialiste, come quella liberale e socialista. Con ciò dimostrando come l’Ordine Corporativo Fascista costituisca l’unico sistema economico veramente originale ve­nuto dopo il liberalismo.

IlCovo

LA NOSTRA IDENTITA’FASCISTA!

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MENZOGNA, INGANNO, IPOCRISIA: I PILASTRI CHE SORREGGONO LA “DEMOCRAZIA” !

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Cari lettori e simpatizzanti, come vi abbiamo ampiamente mostrato nella nostra attività pubblicistica, anche di recente, l’ignobile sceneggiata tragicomica montata a livello globale purtroppo prosegue, secondo quanto già prestabilito nei piani dell’agenda pluto-massonica mondialista. Essa si svolge sotto gli occhi di una cittadinanza che “non vede” (o meglio, non viene messa in grado di osservare la sostanza della realtà che ci circonda), anche in virtù del fattivo contributo dei cosiddetti partiti “populisti”, cioè quelle forze politiche che presumibilmente avrebbero dovuto mettere le cose in chiaro e “attuare la rivoluzione del cambiamento”. Invece, come avevamo ampiamente pronosticato in tempi non sospetti, addirittura con anni di anticipo (qui), semplicemente usando la logica di chi osserva la realtà dei fatti senza lenti ideologiche preconcette e deformanti, tale agognata “rivoluzione del cambiamento”, a chiacchiere perorata negli ultimi anni da tanti personaggi, balzati agli onori della cronaca come “voci schiette delle esigenze del popolo” (quali il greco Tsipras, esempio paradigmatico), altro non si sono dimostrate che  manovre politiche pianificate e incentrate sull’inganno globale, atte ad incanalare e addomesticare il malcontento popolare, gli umori e gli istinti di sopravvivenza della massa (mentalmente narcotizzata dall’asfissiante propaganda informativa falsa e tendenziosa dei media asserviti alla finanza pluto-massonica) ormai ridotta al rango di mandria di animali da soma placidamente condotta al macello dai propri carnefici.

All’interno di questo scenario da operetta, si inseriscono immancabilmente le menzogne a base di “strida” pro o anti immigrazionistiche e pseudo-populistiche attuali, che nel cinematografo d’accatto a cui è ormai ridotta la politica italiana, dovrebbero fare da pseudo-contraltare. Come avevamo anticipato (qui), le “terribili minacce del governo del cambiamento”, pervenute immantinentemente alle “commissioni europee”, hanno ottenuto… un bel niente (qui)! Anzi, no! …meno che niente! Infatti, le deportazioni dei nuovi schiavi NON SONO MAI STATE SOSPESE. La cosiddetta “chiusura dei porti”, ha generato la partecipazione più attiva e diretta degli pseudo-militari italyoti, per cui i deportati possono usufruire adesso anche della garanzia dello stesso “presidente della repubblica” (qui), e di “validi” uomini del “governo del cambiamento”, così i “populisti rivoluzionari” proseguiranno nello spargimento dei soliti quintali di …aria fritta raffreddata!

A fronte della “distribuzione” di qualche decina di “migranti” (come gli uccelli…), un po’ qui un po’ lì, la macchina della propaganda disinformativa ufficiale prosegue nella propria opera di inganno, e nel frattempo i deportati vengono smistati e immessi negli “ambiti” che devono essere colonizzati, secondo quanto previsto dal “piano Kalergi”. Come abbiamo chiarito, gli obiettivi di questa deportazione di massa sono di medio e lungo termine. A medio termine si vuole destabilizzare le società di “approdo”, aumentando a dismisura l’ingresso di manodopera a basso costo, illegale, aumentando altresì l’attività criminale e paramilitare gestita direttamente dai luoghi di origine (qui). Non dimentichiamo che tali attività concorrono nelle tecniche di “strategia della tensione globale”, di cui abbiamo già parlato, sempre utili a “destabilizzare” a comando scenari politici specifici, per scopi di egemonia planetaria, ovvero stabilizzare il potere costituito, incentrato sul modello demo-liberale di marca atlantica, ossia incentrato sull’egemonia statunitense. In questo modo si è in grado di utilizzare ogni arma prima per “creare” e poi per “risolvere” (con gli “strumenti democratici” che ben conosciamo) gli immancabili problemi interni: dissesti economico-sociali, violenze popolari, ecc., strumentalizzando moralisticamente il disagio sociale appositamente creato. A lungo termine, si lavora per l’instaurazione dell’anarchia culturale e identitaria, prendendo quale esempio il già collaudato modello americano, al fine di ABOLIRE l’identità delle nazioni europee (QUI), con un processo di sostituzione diretta e graduale, una “ibridazione” che annulli e cancelli quella che un tempo rappresentava la culla della civiltà e il faro del mondo.

Mentre questi fatti si svolgono sotto gli “occhi chiusi” degli europei, mentre negli U.S.A. il cosiddetto “uomo nuovo” Trump sta operando esattamente come gli hanno demandato le lobby finanziarie e come, a sua volta, egli ha demandato ai suoi “pupi” nel vecchio continente (d’altra parte il servo si vede dal padrone), altrove, grazie all’ipocrisia dominante nelle cosiddette democrazie occidentali e con la benedizione dell’intellighenzia radical-progressista globale, si concretizza un processo politico diametralmente opposto, precisamente in quella che era un tempo la Palestina, dove si dipana la matassa israelo-palestinese secondo modalità ampiamente prevedibili: il “parlamento israeliano”, infatti, ha decretato per legge che “Israele è esclusivamente lo stato-nazione degli ebrei” (qui). Così, mentre le vere notizie che costituiscono questioni “reali”, quelle che mostrano gli obiettivi concreti a medio e lungo termine degli oligarchi pluto-massoni egemoni, sono volutamente coperte da quintali di caos artatamente indotto, e così, mentre nelle società occidentali del cosiddetto “mondo libero e democratico” si discute pubblicamente solo di diritti inalienabili (o presunti tali) per alcune specifiche categorie quali “omosessuali, nomadi, migranti”, nel resto del mondo l’agenda di fagocitazione dell’umanità nel tritacarne del consumismo apolide turbo-capitalista prosegue senza soste. Tali sono state le manovre partite dagli U.S.A., riguardo la Siria e l’Iran, con l’inizio delle cosiddette “primavere arabe”, con il fattivo aiuto della Turchia e che proseguono a tutt’oggi attraverso altri metodi con il “rivoluzionario Trump”. Tali sono state le accuse rivolte al Governo legittimo del popolo Siriano, rivelatesi ovviamente false (qui), in più riprese, per arrivare a mettere in ginocchio gli ultimi cenni di vita di quella martoriata nazione. Adesso, paradossalmente proprio nel momento politico in cui si vuol cancellare l’identità nazionale di ciascuno dei singoli stati europei, nello stato sionista, invece, si decreta addirittura la “legge RAZZIALE” secondo cui ISRAELE è esclusivamente una NAZIONE EBRAICA (qui) e la sua capitale “unita” è solo Gerusalemme (vi ricordate che il “rivoluzionario Trump” aveva già operato in tal senso? qui). Questi sono gli obiettivi reali della destabilizzazione mondiale: garantire ai gruppi pluto-massonici internazionali l’egemonia mondiale, attraverso la speculazione finanziaria incentrata sull’espansione di strumenti di controllo e oppressione delle masse, tali da rendere il continente europeo ed il Nord America un immenso mercato di consumo delle merci, rendere l’Africa e il vicino oriente (con l’importante “appendice” centro e sud americana)  una specie di “cassa continua” da cui prelevare ricchezze materiali e risorse umane, favorendo l’espansione del sionismo da un lato e del wahabismo dall’altro, due facce della stessa medaglia; utilizzare l’estremo oriente come fabbrica planetaria incentrata sulla manodopera a basso costo di beni economicissimi di bassissima qualità, trasformando così il nostro pianeta in un immenso immondezzaio inquinato a livelli tossici. Ma per fare ciò, il turbo capitalismo della finanza apolide pluto-massonica ha necessità di eliminare per sempre anche solo il ricordo della tradizionale civiltà euro-mediterranea, che costituisce l’ultimo ostacolo affinché tale mostruoso piano di egemonia politico-finanziaria globale sia definitivamente ed irreversibilmente attuato.

Stesso discorso va fatto per l’agenda politica. Essa è mirata a sviluppare e diffondere l’abbrutimento morale e materiale delle persone, soprattutto, per quel che più direttamente ci riguarda, degli europei, che in qualità di italiani, francesi, spagnoli, greci, tedeschi, ecc. ecc. vanno cancellati. Il che significa che la stessa questione sulla “brexit sì – brexit no” (qui, e qui), sulla permanenza nella cosiddetta U.E., sulle presunte quanto falsissime “uscite di sicurezza”, ecc., ecc., non sono altro che specchietti per le “allodole fesse”, in quanto che ci sia una Unione Europea guidata dalla finanza residente a Berlino oppure a Londra, che ci sia o meno una “Brexit”, che ci siano o meno una B.C.E. o una Banca centrale con sede a Londra, l’obiettivo a lungo termine resta esattamente sempre la CANCELLAZIONE DELLA CIVILTA’ EURO-MEDITERRANEA. La tecnica ormai rodata, lo ripetiamo, è quella di creare dal nulla prima dei falsi problemi seguiti poi da altrettanto false “soluzioni”, procedenti sempre insieme, di pari passo, proprio per eterodirigere meglio i cittadini degradati al rango di “buoi da macello”. Dunque, anche le buffonate sulle pseudo critiche mosse da parte degli U.S.A. alla loro diretta creatura politica, ovvero alla cosiddetta U.E., alla luce di quanto scritto, fanno parte di uno sceneggiato ben studiato. Insomma, l’agenda politica della finanza apolide prosegue sempre e con tali metodi proseguirà ugualmente sotto tutte le forme che gli stessi pluto-massoni al comando vorranno darle in futuro… in breve, tutto teatro!

Per questo, ancora una volta, ribadiamo il concetto che la nostra speranza risiede nell’unica soluzione al caos globale indotto dalla plutocrazia mondialista attualmente imperante. Essa è rappresentata dall’Ideale che della Civiltà Europeo-Mediterranea è il solo verace alfiere, costituendone, sul versante politico, l’universale fondamento romano e cattolico: IL FASCISMO!  …per orbis unionem sub Lictorii signo!

IlCovo 


LA NOSTRA IDENTITA’FASCISTA!

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ERMINIO SOMMARUGA – L’EROE DI “MARSALA” del 24 luglio 1943!

Finalmente, dopo una lunga ricerca, proprio allo scadere nel 75° anniversario, siamo riusciti a rintracciare nel territorio marsalese il piccolo monumento eretto nel luogo dove venne ucciso dalle truppe statunitensi il Tenente Colonnello Erminio Sommaruga il 24 luglio 1943.  Egli ostacolò per ben tre giorni l’occupazione di Marsala da parte degli invasori anglo-americani, durante i quali, l’eroico Comandante del XX° Gruppo in forza al 287° Reggimento Costiero, alla guida di un caposaldo in posizione dominante, sia sul versante costiero che sul versante di terra, continuò a far fuoco con le artiglierie, tanto sulle navi nemiche Alleate che si trovavano ormai a ridosso della costa, quanto sui mezzi corazzati U.S.A. che stringevano d’assedio la sua posizione. Esaurite le munizioni e ogni possibilità di difesa, stretto dappresso dal nemico, avendo rifiutato qualsiasi proposta di resa agli americani, il 24 luglio del ’43, l’eroico difensore venne da questi ultimi fucilato. Di seguito la motivazione ufficiale della Medaglia d’oro alla memoria conferitagli nel 1946.

 

SOMMARUGA Erminio
Medaglia d’oro al valor militare,Tenente colonnello cpl. art., 287° reggimento costiero.

motivazione:
Esaurite le munizioni di artiglieria del gruppo ai suoi ordini, prese il comando di un importante caposaldo costiero attorno al quale si addensava il nemico, cui rivolse il fuoco delle poche mitragliere disponibili. Circondato da presso, mentre i pochi uomini rimasti attorno a lui aderivano alla resa, con nel cuore l’amarezza della ineluttabilità di un avverso fato, decise di continuare da solo l’impari lotta e morire sul posto. Allontanati energicamente alcuni civili che andavano incontro al nemico con drappi bianchi, in segno di resa, si slanciò sulla mitragliatrice rimasta per spegnervi con la fiamma della sua grande anima l’ultima cartuccia, indi al nemico scoprì il petto gridando: « eccovi un bel bersaglio », volle che i battiti del suo nobile cuore fossero spenti dalla mitraglia. In un tristissimo momento della storia italiana affermava col cosciente sacrificio supremo il sentimento del dovere e la capacità di valore dell’ufficiale italiano, esempio di virtù adamantine per i viventi e per i posteri. — Marsala, 23-24 luglio 1943.

 

ONORE A ERMINIO SOMMARUGA, CADUTO SUL CAMPO DELL’ONORE NELLA BATTAGLIA DI SICILIA!

IlCovo

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ONORE A SERGIO BARBADORO! …75°anniversario dello scontro di Portella della Paglia (PA).

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“IlCovo” rende onore al sacrificio del sottotenente di complemento della Divisione “Assietta” Sergio Barbadoro e dei suoi soldati, ricorrendo oggi il 75°anniversario dello scontro di Portella della Paglia, alle porte di Palermo, avvenuto il 22 luglio 1943. Anche quest’anno, ci siamo recati sul luogo della battaglia, portando l’omaggio dei fascisti del Covo agli eroi di Portella della Paglia, stavolta non solo recando il consueto mazzo di fiori, ma anche portando il tricolore, risistemando le lapidi ormai sbiadite a causa degli agenti atmosferici e tagliando un pò di erbacce che ormai assediavano il piccolo monumento. Il nostro piccolo e doveroso tributo a chi ha sacrificato la propria vita per un bene più grande…l’ITALIA FASCISTA! …e non siamo stati gli unici a ricordare l’evento!

IlCovo

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ELEMENTI DI ECONOMIA E DI DIRITTO CORPORATIVO: il 19°titolo della Biblioteca del Covo!

sc. 1 sc 2Siamo davvero lieti di annunciare la pubblicazione del 19° titolo della Biblioteca fascista de “IlCovo”. Si tratta degli ELEMENTI DI ECONOMIA E DI DIRITTO CORPORATIVO, un testo pubblicato per le scuole superiori italiane dal docente universitario nonché filosofo Michele Federico Sciacca [Giarre (CT), 1908 – Genova 1975]; a prima vista un coscienzioso ed agile volumetto scolastico che in realtà si presenta con una linea propria e non certo comune. Sciacca, infatti, già professore di Storia della Filosofia all’Università di Pavia dal 1938, aveva sviluppato il proprio pensiero partendo dall’attualismo gentiliano. Nel 1939 egli polemizzò però con l’idealismo, affermando che la risoluzione della crisi della coscienza contemporanea è « nella restaurazione di quella metafisica tradizionale cristiano-cattolica, che è sempre la spina dorsale di ogni verace autentica civiltà, il fondamento incrollabile di ogni verace autentica concezione morale della vita », passando così allo spiritualismo critico e approdando allo spiritualismo cristiano ed alla filosofia dell’integralità, teorizzante l’aprirsi dell’esistente all’attualità dell’Essere assoluto. Uno spiritualismo che pone in evidenza il nesso di continuità tra metafisica classica e pensiero moderno, riportando meritevolmente l’idealismo ad un’affermazione della trascendenza. In qualità di docente di filosofia e fascista, essendo il Fascismo una concezione eminentemente spiritualista, nel febbraio 1940 partecipò come relatore al convegno nazionale indetto dalla “Scuola di Mistica fascista”, con una relazione dal titolo Anti-intellettualismo ed anti-razionalismo nella filosofia italiana. Proprio in questi Elementi di Economia e di Di­ritto Corporativo, pubblicati nel settembre del 1940, espone la propria linea originale, tracciando una breve storia delle dottrine economiche dal Mercan­tilismo al Corporativismo con rapidi cenni sull’ordinamento politico, costituzionale ed amministrativo dello Stato fascista, sforzandosi con successo di dare ai problemi ed alle dot­trine economiche un’impostazione filosofica, individuando i presupposti specula­tivi di ogni singola dottrina. Egli vi manifesta la convinzione che l’attività dello spirito è unitaria e che non c’è soluzione di un pro­blema, la quale non implichi dallo stesso punto di vista la soluzione di tutti gli altri problemi, mostrando chiaramente come ogni dottrina economica sia l’aspetto di una concezione generale della vita. Sciacca evidenzia in modo argomentato come quasi tutti i sistemi economici moderni dipendano più o meno dal liberismo economico e ne con­servino i presupposti fondamentali, e come, invece, sol­tanto il sistema corporativo fascista, egli sottolinea, superi davvero il liberismo, perchè imposta i problemi economici, come tutti gli altri, su presupposti diversi rispetto alle precedenti scuole di pensiero individualiste e materialiste, come quella liberale e socialista. Con ciò dimostrando come l’ordine corporativo del Fascismo costituisca l’unico sistema economico veramente originale ve­nuto dopo il liberalismo. In appendice a questa nuova edizione è inclusa la voce del “Dizionario di Politica del P.N.F.” pubblicato anch’esso nel 1940 e dedicata espressamente al Corporativismo. Il testo attualmente è disponibile da subito sul sito dell’editore LULU.COM, e su AMAZON.IT.

IlCovo

 

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75°ANNIVERSARIO DELLO SBARCO-INVASIONE DELLA SICILIA: FINALMENTE LA VERITA’!

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 In qualità di associazione culturale fascista, “IlCovo” si occupa fin dalla sua nascita degli eventi relativi all’invasione della Sicilia nel 1943. Ebbene, quest’anno, nella notte tra il 9 – 10 luglio, ricorre il 75° anniversario dal momento in cui gli eserciti invasori dell’alleanza demo – pluto – massonica anglo-americana realizzarono il loro primo colossale sbarco in Italia (e dunque in Europa!), avviando così quell’occupazione del continente, di cui ancor oggi tutti noi italiani ed europei patiamo le conseguenze politico-sociali, in quanto nazioni tutt’ora invase da quell’esercito, sempre presente sul nostro territorio,  dunque nazioni senza alcuna oggettiva sovranità politica e militare. Ritornando però sugli avvenimenti epocali di quel tragico luglio di 75 anni fa, va detto a chiare lettere che è molto recente la riscoperta di quella fondamentale campagna militare dal punto di vista dei fatti storici (alla quale, ci sia consentito scriverlo, in piccola parte abbiamo direttamente contribuito anche noi) e la voglia di fare finalmente luce sulle reali dinamiche e gli eventi di quella che, a dispetto della propaganda dei vincitori e dei loro sodali nostrani, non fu affatto una “passeggiata di salute” per gli occupanti anglo-americani, ma una sanguinosa e dura campagna militare, dove questi ultimi ebbero migliaia di perdite ed altrettante ne cagionarono tanto ai combattenti dell’Asse italo-tedesco quanto alla popolazione civile dell’isola. Insomma, fu guerra guerreggiata fino in fondo!

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CIMITERO MILITARE AMERICANO DI GELA.

Noi fascisti de “IlCovo” abbiamo voluto ricordare una tale verità, negata sistematicamente per decenni tanto dalle autorità politiche della repubblica italy-ota antifascista quanto da pseudo-storici e pennivendoli della carta stampata, da questa stipendiati per negare scientemente un fatto per loro inaudito e scandaloso, e cioè che sul suolo italiano vi fu una dura e sanguinosa lotta, misconosciuta da decenni, tra l’Italia Fascista e gli anglo-americani, in una fase storica dove ancora ufficialmente risultava che il nemico fosse invasore della nostra penisola e non, come invece esso in modo propagandistico si auto-qualificava, “liberatore”. Proprio a causa di tale metamorfosi dovuta alla propaganda orchestrata abilmente prima dagli Alleati anglosassoni e poi nel dopoguerra fatta propria acriticamente dalla repubblica antifascista ad essi asservita, i tanti episodi di caparbio valore e sacrificio degli italiani in quella campagna militare, che costarono loro 4.578 morti, 36.072 dispersi e oltre 30.000 feriti (i tedeschi ebbero 4.325 morti, 4.583 dispersi), furono colpevolmente accantonati, in favore di quelli numericamente inferiori di diserzione di fronte al nemico, una manovra di disinformazione attuata per legittimare la falsa immagine di un paese che, secondo l’antifascismo mondiale, non avrebbe visto l’ora di buttarsi fra le braccia dei propri nemici.

paracadutisti-nemici-calati-centro-dell-isola-vengono-48607316-eb60-44ca-8537-23da87ee4247Ma la carneficina che nell’estate del 1943 insanguinò la Sicilia dimostra, invece, il contrario; cioè che quella campagna militare non fu affatto una “passeggiata” per gli anglo-americani, che lamentarono perdite per decine di migliaia di uomini. Mentre la corretta analisi dei fatti svela l’immagine inedita di un evento storico che, sebbene tragico, vide però rifulgere nella maggior parte dei casi il valore dei combattenti italiani; ci mostra, attraverso le testimonianze di alcuni dei diretti protagonisti, lo spaccato sconosciuto di una parte della Nazione, di una Sicilia fatta di civili e militari che sebbene stanchi e prostrati da privazioni di ogni genere, in una terra martoriata da una serie infinita di bombardamenti devastanti, nella maggior parte dei casi vollero e seppero ancora reagire, benché la sproporzione di mezzi e forze in campo fosse loro nettamente sfavorevole. Questo rivelano le memorie del Generale Emilio Faldella, questo mostra il diario di guerra del Generale Ottorino Schreiber, questo svela il Diario storico del XII° Corpo d’Armata Italiano, questo provano le gesta dei Gruppi Mobili corazzati dell’esercito italianotutte testimonianze che palesano incontrovertibilmente come, proprio in Sicilia nella calda estate del 1943, tanto nella zona occidentale contro gli americani, quanto nella zona orientale contro gli inglesi, migliaia di italiani scrissero l’ennesima pagina misconosciuta di immenso sacrifico e sublime valore. E’ significativo che i pochi episodi di diserzione e sabotaggio nelle forze armate italiane vedessero nella massima parte dei casi come protagonisti pochi alti ufficiali in comando, piuttosto che quelli di rango intermedio o la stessa truppa; in tal senso appare indicativo il criminale comportamento tenuto da alcuni ammiragli della Marina italiana, che avrebbero tenuto ben lontane le nostre navi in grado di contrastare le operazioni di sbarco alleate in Sicilia, in seguito ad un accordo siglato in precedenza con le forze anglo-americane nell’ambasciata di Lisbona (1), desiderosi con ciò di far cadere prima possibile il Regime fascista; come altresì indicativo al riguardo risulta evidente il ruolo fondamentale giocato nell’abbassamento dello spirito combattivo e del morale degli italiani la destituzione e l’arresto di Mussolini, perpetrati con l’inganno a mezzo di un vero e proprio colpo di stato militare dal reuccio savoiardo, un evento che da decenni, al contrario, ci sentiamo raccontare dalla propaganda antifascista sarebbe stato accolto da tutti gli italiani con grande sollievo.

manifestoCommuove, invece, lo spirito combattivo di tutti quei semplici cittadini in divisa, non soltanto militari di carriera, ma anche di leva, che persino insieme a semplici civili, in quelle tragiche giornate non esitarono un istante ad imbracciare un fucile od una mitragliatrice per tentare di opporsi agli enormi carri armati statunitensi ed alla marea di truppe messe in campo dall’avversario (qui), che contro ogni previsione più di una volta dovette cedere all’impeto di coloro che nella propaganda bellica anglo-americana venivano sprezzantemente definiti “italiani straccioni”. Fa rabbia constatare che di tanti atti di eroismo così come dei molteplici crimini perpetrati dagli invasori “a stelle e strisce” contro militari e civili italiani, la massa italica lobotomizzata da decenni di propaganda bellica filo-americana non abbia alcuna conoscenza, dando per buona una versione bugiarda dei fatti che vuole descrivere gli Alleati anglo-americani come i “buoni liberatori”, dispensatori di caramelle e cioccolata! Ebbene, nel nostro piccolo, noi fascisti de “IlCovo” abbiamo detto NO ALLA STORIA FASULLA DEI VINCITORI! Infatti, tale campagna militare, che dovrebbe più giustamente essere qualificata come “BATTAGLIA DI SICILIA”, fino ad oggi è stata oggetto di mistificazioni e reticenze incredibili. Ma, come abbiamo avuto già modo di sottolineare, alcuni dati al riguardo dovrebbero far riflettere: in primis quello sui soldati Alleati che vi morirono e che a fronte delle stime ufficialmente dichiarate, ad esempio nella pubblicazione dell’Ufficio Storico dello Stato maggiore dell’Esercito Italiano a cura di Alberto Santoni, in cui è scritto testualmente che… “le forze terrestri alleate lamentarono in tutto 4.299 morti, suddivisi in 2.237 americani e 2.062 inglesi”,(2) vede di contro la presenza nei cimiteri militari di guerra del solo Commonwealth britannico presenti nell’isola (a Catania, Siracusa e Agira) la presenza di 3.692 morti sui campi di battaglia, cioè oltre 1600 in più rispetto a quanto riportato dal Santoni! Per i caduti americani, poi, non è possibile nemmeno fare alcuna verifica attendibile, in quanto gli stessi cimiteri di guerra che essi avevano allestito a Gela, Licata, Palermo e Caronia, furono smantellati pochi anni dopo la fine del conflitto e le salme traslate altrove, in parte a Nettuno ed in parte rimpatriate. Dunque, ci sono validissimi motivi per ritenere il dato ufficiale sui caduti anglo-americani decisamente sottostimato.

2Se a questo, poi, aggiungiamo alcuni altri dati molto importanti, sempre presenti nella relazione del Santoni, in cui si parla di 9.892 perdite americane e ben 11.590 perdite inglesi a causa della …malaria! (possibile mai che le super fornite truppe degli Alleati, in possesso non solo di tutti i mezzi ma anche di tutti i medicinali, abbiano patito così tanto per la malaria, che stranamente, invece, non ha falcidiato affatto le truppe dell’Asse?), di 13.083 soldati Alleati feriti (5.946 americani e 7.137 inglesi); di 3.242 soldati prigionieri (598 americani e 2.644 inglesi compresi i dispersi); di 546 marinai americani morti e 484 feriti; di 314 marinai inglesi morti e 411 feriti;
 di 156 aviatori americani tra morti, feriti e dispersi; di 736 aviatori inglesi della R.a.f., tra morti, feriti e dispersi; ebbene, facendo una somma di tutti codesti numeri abbiamo così un totale di 46.383 uomini messi fuori combattimento in 38 giorni di campagna militare, ossia la media di 1.220 uomini al giorno …alla faccia della “allegra passeggiata”! Ma più dei freddi numeri, per sfatare gli innumerevoli luoghi comuni fasulli montati ad arte da 75 anni di propaganda antifascista, abbiamo voluto soprattutto ricordare tanto alcuni dei grandi scontri dimenticati tra i soldati dell’Asse italo-tedesco e gli Alleati anglo-americani avvenuti a ridosso del litorale siciliano, come la misconosciuta Battaglia di Agrigento (dal 10 al 16 luglio 1943) e la grande  “Battaglia di Gela” (dal 10 al 12 luglio 1943), quanto i piccoli e ignoti scontri minori nella parte occidentale dell’isola, come quelli avvenuti il 21 luglio presso le Case Tumminello (Portella Misilbesi) nel trapanese (3), il 22 luglio 1943 alle porte di Palermo , il 24 luglio nel territorio di Marsala, dove si sacrificò il Ten. Colonnello Sommaruga, Medaglia d’oro al valor militare. Clamorosa risulta poi la montatura storiografica imbastita sul mancato utilizzo dei treni armati della Marina italiana, notizie assurte al rango di verità perché i cosiddetti storici dell’Italia antifascista, senza alcuna verifica, avevano preso per buone le notizie inventate di sana pianta dalla propaganda bellica inglese, notizie confutate platealmente solo in anni recenti (qui).

Ital.Sic. 43

FANTI DELLA DIV. LIVORNO ALL’ATTACCO NELLA ZONA DI GELA (CL).

 Senza dimenticarci, però, del lato più oscuro dell’invasione degli Alleati, fatto di stragi a sangue freddo a danno di militari dell’Asse e di civili italiani, eccidi compiuti dalla Settima Armata americana; che fece anche utilizzo di vergognosi espedienti, come l’avvalersi dei buoni uffici dei mafiosi locali (da essi prontamente liberati!) per “tener buona” la popolazione, o di ignobili  tattiche per avere ragione della resistenza degli avversari, come quella di utilizzare i prigionieri di guerra italiani come scudi umani (4). Una campagna militare dove gli autoproclamatisi “liberatori” avevano fatto precedere il loro sbarco dalla famigerata pratica dei “bombardamenti di saturazione”, che si tradusse, a partire dal 9 maggio 1943, in quasi due mesi d’ininterrotti bombardamenti a tappeto indiscriminati, diurni e notturni su tutto il territorio siciliano, non solo su obiettivi militari ma anche e soprattutto su obiettivi civili, con migliaia di morti, che avevano letteralmente lo scopo di “terrorizzare” la popolazione e fiaccarne il morale, seguiti dalla costante guerra psicologica dei messaggi che invitavano civili e militari italiani alla resa immediata in cambio della sospirata pace! (5) Ebbene, come avevamo già sottolineato, anche in virtù della sempre più ampia diffusione di documenti come quelli da noi acclusi in questo articolo, la vulgata fasulla della propaganda favorevole agli Alleati si sta ormai sgretolando, come mostrano persino alcuni degli organi ufficiali del sistema antifascista (qui).

CARRO ARMATO SHERMAN BRITANNICO DISTRUTTO A SUD DI PRIOLO (SR).

Lentamente, ma inesorabilmente, 75 anni di bugie, alimentate dal poderoso apparato propagandistico elaborato e impostoci dai cosiddetti “liberatori” anglo-americani, vanno sciogliendosi come neve al sole, mettendo a nudo una sola verità: che lo sbarco non poteva essere impedito perché, come scrisse l’Ammiraglio della flotta americana Morison, “gli Alleati avevano chiuso in una muraglia di navi un buon terzo della Sicilia e nessuna forza al mondo avrebbe potuto impedire loro di stabilirvi le loro teste di ponte” ma che, come puntualizzò successivamente il Generale Faldella, essi di fronte si “trovarono dei fanti e degli artiglieri che pur sapendo di combattere la lotta della carne contro l’acciaio, l’affrontarono per l’onore d’Italia e seppero anche sacrificare la vita”.

VIVA L’ITALIA, PROLETARIA E FASCISTA!

IlCovo

NOTE

1) Tale particolare è stato ufficialmente divulgato durante il convegno storico organizzato dalla Regione Sicilia nel 2013 per i 70 anni dello Sbarco, dal giornalista saggista (antifascista!) Alfio Caruso. La notizia  è riportata sul forum de IlCovo:
http://ilcovo.mastertopforum.net/novita-importanti-sullo-sbarco-in-sicilia-nel-1943-vt2697.html

2) Alberto Santoni, Le operazioni in Sicilia e Calabria (Luglio-Settembre 1943), a cura dello Stato Maggiore Esercito, Roma, 1989, pp. 401 -402.

3) Il 21 luglio 1943, secondo testimonianze statunitensi, il 504° Rgt. fanteria-paracadutisti della 82a Divisione Aviotrasportata americana, lungo la strada che da Sciacca portava a Marsala, venne attaccato frontalmente non lontano dal paese di Santa Margherita Belice, presso il “Passo Tumminello”, da unità di fanteria italiana sostenute da una batteria di cannoni da 75 mm e due da 90 mm, ne seguì una lunga e dura azione di fuoco, con una serie di vittime da entrambe le parti, dove gli americani lamentarono la perdita di 14 uomini. Cfr. Phil Nordyke,  All American, All the Way: A Combat History of the 82nd Airborne Division in World War II: From Sicily to Normandy , p. 92, Zenith Press, 2009. Sebbene non abbia trovato traccia, di un “Passo Tumminello” superato il paese di Santa Margherita, esiste invece un luogo chiamato “Case Tumminello” situato a poche centinaia di metri dal passaggio di “Portella Misilbesi”, luogo nel quale era stata dislocata la 5ª cp. e il nucleo comando 102º btg., gruppo mobile “C”, inquadrata nel 102º (CII) btg. (successivamente, a sua volta, protagonista degli scontri con la 3a divisione di fanteria americana alla stazione di Cammarata). Mi pare più probabile che proprio li fosse collocato lo sbarramento difensivo nel quale incapparono i paracadutisti americani della 102a Divisione aviotrasportata.

4) Il primo ad occuparsi dei prigionieri italiani utilizzati come scudi umani dai soldati americani durante la campagna di Sicilia del 1943 è stato il ricercatore gelese Nuccio Mulé, i cui articoli sono stati ripresi dal ricercatore Ezio Costanzo, che sul tema ha pubblicato, a sua volta, un articolo sul quotidiano “La Repubblica” del 23 luglio 2011 intitolato “I segreti dello sbarco – soldati siciliani scudi umani dei marines”. Il professor Mulè così scrive al riguardo :

…la motivazione della resa di interi reparti italiani che combatterono strenuamente a Gela, probabilmente fu dovuta anche ad un altro motivo. Lo scrivente, in merito ad una ricerca nell’archivio storico militare di Roma, è nelle condizioni di dimostrare che sicuramente un caso di resa di un reparto italiano, avvenuto nella prima giornata dello sbarco Alleato a Gela, fu dovuto al fatto che gli americani in un’azione di guerra avanzarono dietro una moltitudine di prigionieri italiani, questi ultimi dunque “utilizzati” come scudi umani, tant’è che i nostri soldati allora non poterono fare altro che arrendersi anziché sparare sui loro commilitoni; già lo sbarco sulla spiaggia di Gela era iniziato fin dalle ore 3,00 e posizione su posizione i soldati italiani arretrarono, martellati incessantemente dai cannoni delle navi americane. Mi piace qui reiterare un passo riportato nella “Relazione cronologica degli avvenimenti” di cui sopra: “…Ore 9,20: il Col. Giuseppe Altini comunica che la 49° btr. si è arresa perché il nemico veniva avanti facendosi coprire dai nostri soldati presi prigionieri…”. Una comunicazione di tre righe su una pagina ingiallita dal tempo, a firma di un colonnello dell’Esercito Italiano, rimasta sconosciuta all’interno di un faldone, che mette in luce per la prima volta in assoluto un caso così clamoroso. Certamente questo espediente fu purtroppo vincente e nulla vieta a pensare che sia stato utilizzato dai comandi americani anche in altre occasioni.

Successivamente alla pubblicazione di tali fatti, il professor Mulè mi ha personalmente riferito di aver ricevuto una lettera scritta dal figlio di un reduce siciliano, il sig. Pietro Mirabile, il quale scriveva che il padre, ormai defunto,  tutte le volte che parlava dello “Sbarco” gli spuntavano le lacrime per la rabbia ed il disprezzo che provava per gli invasori. Egli aveva fatto la guerra da richiamato ed era sergente maggiore del 18° Comando Brigata Artiglieria Costiera, il 10 Luglio del ‘43 si trovava tra Palma di Montechiaro e Licata. Raccontava che nella primavera di quell’anno c’erano stati avvicendamenti nella linea di comando degli Ufficiali superiori, e raccontava sempre che tutta la batteria aveva ricevuto l’ordine di non togliere le cappotte ai cannoni quella notte. Preso prigioniero dagli americani, lo avevano usato come scudo umano fino quasi a Leonforte dove c’erano le retrovie tedesche. Una ulteriore testimonianza di tale indegna pratica attuata dai soldati statunitensi è presente nell’articolo del ricercatore Francesco Paolo Calvaruso, intitolato “Sergio Barbadoro: un eroe dimenticato”, in Rassegna siciliana di Storia e Cultura n°19, a cura dell’Istituto Siciliano Studi Politici ed Economici; il testo è consultabile al seguente indirizzo: http://www.isspe.it/news/45-numeri-rassegna-siciliana/rassegna-siciliana-di-storia-e-cultura-n-19/159-sergio-barbadoro-un-eroe-dimenticato-di-francesco-paolo-calvaruso.html , alla nota numero 60. Qui risulta che il tenente Barbadoro, stanziato alle porte di Palermo in difesa di una delle portelle di accesso alla città (Portella della Paglia), vide avanzare la colonna corazzata americana preceduta da prigionieri italiani che facevano da battistrada. Il tenente, nonostante ciò, attaccò la colonna nemica, bloccandola per 9 ore al prezzo della propria vita. Dunque, in tre distinti casi ed in tre zone differenti della Sicilia (Gela, Licata, Palermo), ci sono testimonianze dell’uso di prigionieri italiani come scudi umani, sempre da parte della Settima armata americana.

5) Per un resoconto puntuale e dettagliato sulla guerra aerea nei cieli siciliani e sui bombardamenti Alleati nell’isola, Alessandro Bellomo, 1943, Il martirio di un’isola – La guerra aerea sulla Sicilia nei diari Usaaf, Raf, Regia Aeronautica e Luftwaffe, Genova, 2011.