Lascia un commento

ASSASSINATE L’ITALIA! …ci vogliono uccidere per il “nostro bene”!

Cari lettori, c’è chi si attarda nella “vexata quaestio” del “complottismo“, che già si verificherebbe nel momento in cui si dubita delle versioni pre-confezionate dei fatti diffuse dai media generalisti. Purtroppo, però, nel nostro Paese, basta solo leggerli i fatti, utilizzando un pò la logica, per comprendere  “magicamente” che tutto, ma proprio tutto quel che avviene, concorre al male della collettività! Per condannare le cosiddette “autorità” politiche e istituzionali, purtroppo, basterebbe solo guardare agli eventi che esse favoriscono o promuovono direttamente, comprendendone il loro senso più vero: che è rappresentato, come ripetiamo, dalla volontà premeditata di cagionare il massimo danno alla popolazione! Indagando ulteriormente sui motivi primari di questo male provocato scientemente alla collettività, poi, si arriva alla radice del problema, che è esattamente la concezione globalista e massonica imperante .

La catastrofe legata alla “pandemia da coronavirus“,  a parer nostro, è perfettamente deducibile nel suo fine ultimo, semplicemente guardando con occhio smaliziato alla cronologia degli eventi. Senza voler andare oltre, sebbene ci sarebbe modo e motivo per approfondire le tante questioni che gravitano intorno ad essa, restando ai soli fatti nudi e crudi, essi sono già per se stessi di una gravità inaudita. Il solo enumerarli nella loro scarna sostanza, dovrebbe scatenare l’indignazione planetaria come la stessa epidemia. Appare, infatti, palese come le masse siano sapientemente “distratte” e divise, alimentate nell’odio vicendevole, che si sfoga in vari modi, che vanno dalla delazione e finiscono agli scontri tra gruppi nelle piazze, tutti ugualmente inutili ai fini di un verace cambiamento, in quanto tutti etero-diretti dal “grande fratello” di orwelliana memoria! (qui).

Concretamente è stato dimostrato che l’inizio di questa epidemia è riscontrabile, almeno in Italia, al novembre scorso (qui). Andiamo in ordine cronologico. Il ministero, manda rapporti al governo a fine anno (qui). Il governo, a fine gennaio, mentre i suoi “burattini” girano in televisione, a Milano, un po’ a sbeffeggiare chi solleva dubbi sull’epidemia, un po’ a fare “aperitivi antirazzisti”  (proteggersi da una possibile epidemia è razzismo!), dichiara uno stato di emergenza (qui) di sei mesi! Informando chi? Mentre lo stato di emergenza è ufficialmente dichiarato, lo stesso governo sbeffeggia i “preoccupati ” (qui). Sempre minimizzando, a febbraio emette il primo Decreto Legge (qui). Nel frattempo il Ministero “consiglia” di evitare autopsie su chi dovesse morire nel suddetto frangente temporale (qui). I morti vengono, in linea generale, cremati. Le valutazioni di infezione da covid19 sono assolutamente ignote. Ad oggi non si sa come si viene valutati “infetti” e “infettivi”. Le zone focolaio, inizialmente, non vengono chiuse. Rimbalzo di responsabilità, la diffusione è nell’intero territorio (qui). Una volta diffuso ovunque il virus, allora si pensa bene di chiudere una intera nazione e in questo caso gli strumenti e le risorse, di solito cronicamente mancanti, magicamente si materializzano tutti! Un dispiegamento di militari e polizia mai visto, controlli a tappeto con droni, elicotteri, aerei delle forze armate. Si verificano incredibili scene fantascientifiche da incubo distopico, in cui povericristi soli che camminano sulla spiaggia vengono mandati in diretta televisiva, con la guardia di finanza che li circonda e li ferma (qui). Stesso discorso per un poveraccio che grida dalla macchina contro la pazzia collettiva diffusa dai media allarmisti; viene aggredito e sbattuto in Trattamento sanitario obbligatorio (qui). Fatto tutto ciò, ovviamente in nome della salute e del nostro bene, gruppi folti (e non divulgati) di medici, professori e specialisti, studiano l’epidemia, il suo comportamento e le sue caratteristiche. Ad inizio aprile alcuni medici iniziano a fare autopsie (qui), contravvenendo al “consiglio “ del Ministero (un “consiglio” ASSURDO, ma non ditelo ai telesperti). I morti CON covid19 (e non PER covid19) si aggravavano a causa di tromboembolia. La polmonite era una conseguenza di questa, non l’espressione del sintomo grave da covid19. In pratica i pazienti FINO A QUEL MOMENTO, non erano stati affatto curati, e gli ospedali, col loro stato da terzo mondo, avevano contribuito a diffondere l’epidemia… e a favorire la morte dei pazienti! Si potrebbe proseguire, ma la storia è già brutta così. Ora, dopo tutto questo, cioè, dopo essere ormai molto CHIARO che, al di là del motivo per cui si è diffuso il virus, l’epidemia è stata usata CONTRO la collettività, gli “esperti ” televisivi (strapagati anche coi soldi delle tasse!), che così tanto “bene” hanno fatto, di già paventano una “seconda ondata ” in ottobre (qui). Cioè, hanno già stabilito quando! Tutto quanto detto, non ha fatto fare una sola piega alla maggioranza della collettività, che invece, ormai sempre più terrorizzata,  ha accettato e sta accettando, prostrata, ed umiliata qualsiasi aggressione, violenza e negazione dei cosiddetti diritti umani basilari

Di fatto, la follia si è diffusa collettivamente attraverso la campagna di terrorismo mediatico indotto da televisioni e giornali asserviti alle direttive governative! Attraverso il tracciamento (qui), con il supporto della tecnologia dei computer-cellulari (a cui tutti, come automi senz’anima, ci siamo assuefatti!) e ovviamente senza l’autorizzazione di nessuno, ormai si prevede di deportare prossimamente le persone “infette” (qui). Anche se, ovviamente, nessuno ha stabilito CHI sia infetto né come (e quali reali danni possa cagionare tale infezione!). Così come ormai è divenuto “normale” imporre alla popolazione, senza alcuna base scientifica a supporto di un tale utilizzo massiccio ed indiscriminato (qui), l’uso della mascherina, che ci obbliga a respirare la nostra anidride carbonica (utilizzo che se prolungato, provoca una patologia chiamata “Ipercapnia”), anche in situazioni assurde, come ad esempio tra congiunti. Ulteriore incongruenza paradossale è stata l’aver arrestato un intero popolo, definendo tale misura come necessaria a contenere l’epidemia, mentre i contagi sono avvenuti AL CHIUSO. I soliti “esperti” , adesso, lo confermano (qui. Citiamo: “In autunno, quando si tornerà a vivere per molte ore in luoghi chiusi, è possibile che i casi possano ripartire”. CAPITO?). Il forzato imprigionamento della popolazione nelle case, unito all’altrettanto forzato utilizzo di mascherine e guanti, ha di già determinato una pesante ipoteca sulla funzione del sistema immunitario dei nostri corpi. Se il terrore indotto non avesse paralizzato il nostro raziocinio, senza avere bisogno di lauree in medicina, avremmo dovuto ricordare ciò che sapevamo fin dalle scuole elementari, che l’aria aperta, il sole (vitamina D) e il movimento determinano un rafforzamento del sistema immunitario contro ogni attacco virale… e dunque che l’esatto contrario di tutto ciò, logicamente, ne cagiona invece l’indebolimento! …eppure, lentamente (anche al di fuori della cerchia di chi, come noi fascisti de “IlCovo”, denuncia da sempre il sistema come tale, in quanto intrinsecamente criminale!) si va diffondendo la percezione che popoli e nazioni siano stati vittime del più grande inganno della Storia (qui).

Dunque, un sistema di terrorismo psicologico preordinato, ha procurato il MALE della collettività, con la giustificazione ufficiale di “fare il suo bene”, che in ultima analisi, stando a quanto hanno realizzato nel caso specifico, a rigor di logica sarebbe rappresentato dalla “morte”! …che questa giunga attraverso un virus o attraverso “il rispetto degli editti governativi”, poco importa. Tra gli innumerevoli mali (tutti sempre attuati “per il nostro bene”!) derivati da tale cataclisma, immancabili sono quelli della macelleria sociale conseguente a tale catastrofe indotta (qui, Bilderberg 2.0. TUTTO SECRETATO. Qui un assaggio dei “piani”, sempre uguali da almeno 30 anni!). Un disastro epocale, che vede l’economia nazionale scientemente sabotata e distrutta. Ma non si inganni il lettore. Tale “disastro” voluto, è solo l’ultimo della serie di “crisi cicliche procurate“, le stesse che fecero dire a Mario Monti, che esse sono “necessarie” (qui). Anche l’attuale presidente del consiglio, che come Monti è un tecnocrate, ha detto esattamente la medesima cosa in merito alla crisi dovuta all’ epidemia (“Conte, citando le parole dell’economista Lucrezia Reichlin, avrebbe infatti invitato tutti a considerare la pandemia anche come “un’opportunità” per creare un meccanismo di gestione delle crisi proiettato verso una politica fiscale coordinata” qui)… non c’é che dire, tutti “personaggi in cerca d’autore fatti con lo stampino”!

Giunti a questo punto, però, diversamente da quanto si potrebbe pensare, noi fascisti invitiamo i lettori a fare l’esatto contrario di ciò che comunemente è in voga di questi tempi presso i cosiddetti “contestatori”: ovvero, vi chiediamo di andare OLTRE i fatti. Le diatribe sulle crisi economiche, la ricerca delle “soluzioni tecniche” per evitare il dissesto finanziario e il terremoto sociale nell’immediato, le polemiche politiche e le divisioni tra fazioni partitiche, per chi ha davvero compreso il senso profondo di quanto andiamo denunciando da anni, dovrebbero ormai risultare tutti elementi studiati e voluti dal sistema per distrarre gli uomini dalla reale portata del problema e dalla sua risoluzione definitiva. Soluzione che risiede nel comprendere come esiste un “inganno globale” (qui e qui) a danno dell’umanità, che sta a monte di tutti i problemi che patiamo e che non si trova in più o meno mirati interventi economici collettivi, nelle unioni estemporanee o nelle alleanze tra vari soggetti politici contro questo o quel partito. Essa si attua soltanto col risveglio delle Coscienze, nella comprensione che dobbiamo ELEVARE i nostri sguardi verso una realtà superiore, nel rifiutare in blocco regole e pensieri che non appartengono a nessuna Civiltà, nel rigettare integralmente un intero sistema, nella consapevolezza che l’Uomo non può essere concepito né come una merce né come un “Consumatore”! Finché una concezione umana legherà la propria esistenza alla sola FUNZIONE BIOLOGICA, essa vedrà cadere la società di cui è espressione, ancora, sempre, terrorizzata da ogni minaccia economica o legata alla salute. Ebbene: RISVEGLIAMOCI! L’Uomo è più di una bocca che consuma o di un sacco da riempire di beni materiali, così come la Società umana è più di un gregge belante da avviare al macello! La nostra Civiltà Mediterranea lo ha insegnato e noi tutti, insieme, da lì dobbiamo riprendere il cammino interrotto o rassegnarci a soccombere (qui)! Il sistema pluto-massonico ha già deciso la nostra fine… voi cosa volete fare?

IlCovo

Lascia un commento

FASCISMO EDUCATORE!

 

“Se e vero che educare è un’opera di autorità e di rispetto e che le due più grandi e sante cose che sono quaggiù, l’autorità e il rispetto sono altresì l’anima dell’educazione, se autorità e rispetto costituiscono, come costituiscono, la trama della politica fascista al punto che tutte le manifestazioni e le relazioni della vita italiana sono mantenute e regolate da questa legge; non esitiamo a dire che il più grande avvenimento nella pedagogia moderna è il Fascismo.”

(Nazareno Padellaro, “Fascismo educatore”, Roma, 1938, p. 166)

L’ordine internazionale è una possibilità del reale? Esiste nella società, come esiste nella natura, una tendenza permanente all’equilibrio? Deve la nostra specie perdere la nozione, che è pure iscritta nel nostro spirito e nella nostra carne, della giustizia sociale? Contrasti, rivalità, divergenze, conflitti sono nel nostro tempo talmente esaltati ed inveleniti da far pensare ad una frattura tellurica che divida popoli e paesi e dia una nuova coscienza alle genti, non più chiamate a compiere un destino universale, ma ad elaborare nuove forme sociali, nelle quali siano considerate assurde ed inutilizzabili le mistiche dell’amore. L’umanità non vuole più essere serva delle traiettorie il cui raggio tendeva a diventare sempre maggiore e vuol rinserrarsi in quadri sempre più ristretti. Ognuno vuole assicurarsi contro i rischi dell’amore e della fraternità. Eppure la coscienza morale dell’umanità non può annegare. Il fatto che tutti siano sottoposti alle medesime prove e tormentati dalle stesse inquietudini, la costatazione che la crisi non ha risparmiato nessun popolo sta a provare che tutti siamo legati da vincoli che si torcono, ma non si recidono. Perchè il Fascismo, questo sursum spirituale del nostro tempo, non dispiega quella evidenza necessitante e non determina una opzione da cui potrebbe nascere la salute dell’Europa? Perchè questa pars purificans, non viene salutata da coloro che attendono il rovesciamento degli idoli dell’ingiustizia sociale, con la gioia ed il fervore che suscita l’apparizione? Perché, soprattutto, la verità oltraggiosa raccoglie quanto di più disonorante fermenta nel cuore dell’uomo per creare questa bruta passione del nostro tempo, l’odio antifascista? Insomma, perchè l’assurdo non è sterile e invece prolifica e si gonfia di linfa venefica, e si propaga ed invade zone vastissime, e piega cuori che avevano per vocazione l’amore del vero?
Queste le domande irritanti e penose che tornano con il ritmo dell’amarezza a turbare lo spirito, ogni qual volta che si ricominci a misurare l’angolo di deviazione sempre maggiore della passione politica dall’asse della verità risanatrice. “FASCISMO EDUCATORE” è imperniato su sull’assioma… Un uomo nuovo, è civiltà nuova. La pars purificans del nostro tempo vi appare, per la considerazione delle forze morali che la configurano, come irrefragabile postulato di un’azione, la quale non potrà essere né contenuta dagli argini del male, né deviata dalle oblique forze dell’errore. “Umanesimo fascista”, “persona umana”, “sentimento nazionale”, “la politica”, “lo Stato educatore”, “il materialismo dialettico”, sono i temi fondamentali del libro, perché costituiscono le dominanti di quella polemica internazionale, che si è accesa intorno al Fascismo. Sappiamo che le coscienze recalcitranti all’empito nuovo dello spirito fascista o sono volontariamente accecate o inconsciamente deviate. Contro l’accecamento volontario nulla c’è da fare, se non attendere la maturità dei tempi. Il bene, che ha la sua strategia e la sua tattica, non sempre manifesta i suoi disegni. Ecco, per esempio, disegnarsi il volto di un’Europa fascista, che è tuttavia una reale ed operante entità politica. Il Fascismo, infatti, va creando una coscienza europea, impregnandola della sua fede, sollecitandola con i suoi ideali, dominandola con la sua dottrina. Il Fascismo sta rieducando l’Europa. Ora se è vero che il fatto più importante della storia sia questo: L’uomo è educabile(Spalding); il fatto più conclusivo verso cui gli avvenimenti convergono è la maturazione degli spiriti nel credo educativo fascista. Anche la verità sa essere prepotente. Nonostante l’armeggiare avversario, idee e sentimenti fascisti penetrano l’aria che si respira, e per vie invisibili, deludendo stratagemmi ed estreme difese, raggiungono gl’intelletti ed assediano le volontà. La dottrina vivificante fascista convoca sotto una ferma direzione morale tutte le vive forze ordinatrici, e le pone a servizio di quella restaurazione integrale dei principi, senza i quali ogni civiltà declina. Il Fascismo che non ha mai considerato il potere materiale quale primum, bensì come corollario della rigenerazione spirituale, sa bene che il suo dominio in Europa sarà pieno, quando il raddrizzamento delle coscienze sarà compiuto. Se ben si considera, la democrazia non ha futuro perchè ipnotizzata delle combinazioni del momento e tiranneggiata dal fasto del passato. Il liberalismo è extratemporale, e gode quell’eternità che appartiene al nulla, intento com’è a vestire l’uomo di predicati che ne fanno un incarnato ma vano sillogismo. Il comunismo ipoteca il futuro, come purtroppo, un nucleo canceroso, decide del venturo declinare e del perire di tutto l’organismo. Ora se è vero che ogni forza educatrice opera per il futuro, se è vero che il Fascismo fin dai suoi inizi impegnò la sua azione per tutte le possibilità dell’avvenire, non è possibile non riconoscergli quello che è il più bel titolo di gloria sulla terra: essere una forza educatrice. L’unica cosa che noi possiamo perdere — dice un personaggio di Morgan — è il futuro. Ebbene, questo rischio, il Fascismo non teme, perchè finora ha dimostrato che il futuro obbedisce, quando gli uomini sanno obbedire.

L’UMANESIMO FASCISTA

È perfettamente spiegabile il fatto che mai come in questi tempi si sia parlato tanto di umanesimo. Non si parla tanto di pane, come in tempi di carestia. Quando infatti l’umanoclastia assunse forme e metodi più temibili? Quando il cuore dell’uomo fu più tentato a cedere a miti disumanizzanti? Dopo la negazione di tutti i valori, l’uomo si accorge della sua indigenza assoluta e si convince che, senza averne avuta consapevolezza, si è reso responsabile del peggiore dei tradimenti: il tradimento di sè stesso; meglio, del vero sè stesso, della sua anima. Ma c’è di più. Nella carenza spirituale, non si cercano le vie di salvezza; ci si accanisce invece nella disumanizzazione, escogitando rimedi che sono peggiori del male, anzi, che sono il male stesso, divenuto insanabile. Quali sono i caratteri dell’umanesimo fascista? Quali le incidenze morali e intellettuali della nostra rivoluzione? Ebbene, solo nel Fascismo la sintesi dei valori dell’umanesimo è viva, totale e operante. 
La cura, la disciplina di Aulo-Gellio, virtù latine opposte a una filantropia male intesa; la simpatia selettiva di Cicerone; l’orientamento verso valori eterni del Cristianesimo, il disdegno per l’utilitarismo, sono fermenti vivi che il Fascismo rinnova e fa amare come cose che ci appartengono in proprio, perchè generate, nutrite, diffuse da una stessa madre: Roma. Dunque, umanesimo è cura, disciplina, senso storico, simpatia selettiva. A fondamento dell’umanesimo fascista sta questo postulato: la civiltà romana è la civiltà normale dello spirito umano. L’intuizione mussoliniana secondo cui non era possibile tentare raddrizzamento sociale, senza restaurazione dei valori che costituiscono la civiltà romana, è fra tutte le sue intuizioni, la più originale, la più profonda, la più meritoria. Senza tradizione romana, divenuta miracolosamente viva in uno spirito latino, noi non avremmo avuto il Fascismo. Per comprendere veramente quel che Mussolini vuole creare con il senso della disciplina, bisogna risalire all’humanitas e saper conoscere ai primi segni la degradazione dell’anima umana, la quale abbandona la norma, abbandonandosi a sè stessa. La caduta nel patologico avviene per un allentamento di tensione spirituale, che è quanto dire per un allentamento di freni disciplinari. Tutto il problema angosciante e pietoso della barbarie moderna va riguardato come ostinazione a non voler uscire dalla servitù economica e disprezzo per le leggi che lo spirito ha dato a sè stesso per poter conseguire i propri fini, e tra esse, prima, la disciplina. Il Fascismo vuole salvare l’uomo liberandolo dalle mistiche che peccano contro lo spirito e insegnandogli a guardare con sospetto quelle mistiche che non creano un ordine spirituale.

LO STATO EDUCATORE

Noi siamo i testimoni di questa nuova creazione storica ch’è lo Stato di Mussolini. Lo Stato di Mussolini non è, né lo Stato di Rousseau, né lo Stato di Kant e, neppure, come potrebbe sembrare a prima vista, lo Stato di Hegel o di Fichte.
 Per la prima volta nella storia, viene affermato che non « c’è concetto dello Stato che non sia fondamentalmente concetto della vita» (Mussolini). L’orgoglio della solitudine che fermenta torbido in Rousseau e alimenta il culto dell’io, ch’è, quindi, originariamente antisociale, ama riguardare lo Stato come un insieme di servizi generali. Dalla forma d’individualismo di Rousseau sembra lontana e ad essa opposta quella di Kant, perchè l’una è affettiva e l’altra è razionale. Obbedire ai caporali dell’imperativo categorico significa sempre obbedire ad un sè stesso razionale, ma sempre a sè stesso. Lo Stato di Kant non ha dunque imperativi. È una concezione non di vita ma di cultura. Egli vede alla testa dell’Europa lo Stato ch’è alla testa della cultura. Infine, le concordanze tra lo Stato di Mussolini e lo Stato etico di Hegel sono piuttosto apparenti che reali. Non sembri sottile la distinzione, su cui insistiamo, distinzione che eviterà equivoci ed incomprensioni. Quando Mussolini scrive che « lo Stato fascista rivendica in pieno il suo carattere di eticità » si pone contro la concezione grettamente giuridica dello Stato ridotto a campo di competizione tra tre poteri nemici, il giudiziario, il legislativo e l’esecutivo; ripudia di circoscrivere la nozione di Stato nell’insieme di servizi generali, ed afferma che la volontà che riunisce politicamente un gruppo di uomini uniti di fatto, è volontà morale e quindi realtà normatrice, evidenza interiore, prospettiva di un ideale trascendente e realizzazione progressiva d’una perfezione immanente, ragione imperativa ed amore capaci di preservare il popolo dal suo unilateralismo ed elevarlo al di sopra di sé stesso. Ecco, perchè Mussolini dopo aver messo in luce il carattere di eticità soggiunge subito : « lo Stato fascista è cattolico, ma è soprattutto esclusivamente, essenzialmente fascista». La prima parte del giudizio guarda la suaccennata prospettiva dell’ideale trascendente; l’altra, la realizzazione della perfezione immanente. Queste parole dovrebbero esser presenti allo spirito di coloro che sono proclivi a credere che lo Stato possa essere solo contemplazione di un ideale trascendente; e dovrebbero, altresì, avvertire i fanatici del coincidere, ossia coloro che sovrappongono, come figure geometriche, teorie apparentemente simili. Lo Stato etico di Hegel non è lo Stato etico di Mussolini, perché il primo si circoscrive in una assoluta immanenza e perché la Sittlichkeit ossia il regno della moralità, supponendo una società di esseri morali, mette l’Etica al di sopra della morale, e la personalità dell’individuo, ossia la sua vita concreta riduce ad un astratto riflesso etico. Noi amiamo qui ricordare che la parola « morale » è stata creata da Cicerone per tradurre il greco Ethikòs e che lo sforzo di certa filosofia speculativa che deriva da Kant e che mira a separare Etica da Morale, può produrre solo equivoci. Si vuol laicizzare la morale o col « demos » o con l’« ethos ». Lo Stato di Mussolini non è il sotto-stato del demos, ne il superstato dell’ethos e neppure il quasi-stato del giure. Lo Stato di Mussolini è lo stato-vita, in cui l’uomo non è da più del cittadino, nè da meno; stato sintesi della « inevitabile democrazia con la non meno inevitabile aristocrazia », comunità di autorità e di tradizione che vive di lealtà, e quindi di libertà, d’amore e quindi di unità, creatore e regolatore di vita, comunità dello spirito che mette in azione la vita superiore. Se lo Stato di Mussolini associa la ragione con la forza, è affinché la ragione…. possa aver ragione, ossia affinché la ragione non sia la pavida tremante postulatrice inascoltata della giustizia. Se si proclama sovrano, è perchè agisce da sovrano, ossia vuole l’obbedienza dei singoli per la libertà di tutti. Se questo è lo Stato di Mussolini, si dovrà convenire che il primo suo potere sia il potere educativo. La creazione dello Stato fascista italiano dev’essere considerato come un avvenimento morale. Lo Stato mussoliniano ha creato un’unione reale. Se è vero che una società è vivente nella misura in cui il corpo sociale appare vivificato da una realtà sovrana, verità, bene, oggetto comune e termine di convergenza degli spiriti e della volontà; se in una società vivente la verità comune dev’essere il fatto primo, e il fatto sociale deve considerarsi come una conseguenza, ma non come un fine nè uno scopo; se in ogni società umana, veramente potente e profonda, il vincolo sociale prende un carattere religioso, lo Stato fascista che questi principi incarna, non è la povera, precaria e fragile cosa che propone gli ingannevoli prestigi della libertà, della ricchezza; non è una grandezza carnale, ma il restauratore di una vita pienamente umana, in cui tutti intendono esattamente ciò che è il bene comune e il suo servizio, struttura di ragione e di fede, attraversato da una perpetua corrente di vita.
 Nello Stato mussoliniano la verità, e la fede in essa, precede l’unione. È nella verità che si è uniti; e non ci si unisce per realizzare una forza, e trovare una verità. Prima il morale e poi il sociale; questo è il segreto dello Stato fascista. Chi medita sulle parole che Mussolini ha dedicato allo Stato, intravede una nobilissima ansia e un’indomita volontà per creare un organismo che abbia le articolazioni stesse del bene, inteso il bene come servizio della verità. L’originalità dello Stato mussoliniano consiste nella convinzione che non solo l’uomo singolo, ma lo spirito d’un popolo, la sua mentalità comune, la sua organizzazione politica, possono rispondere ai bisogni nuovi dell’anima che cerca la perfezione, possono consolidare la personalità morale, domandare a ciascuno nuovi consensi, con nuove discipline, raccogliere tutte le forze minacciate dalla dispersione, mettere in valore tutte le energie, liberare gli uomini dall’impulso d’istinti egoistici e d’istinti sociali, possono impregnare le forme sociali non solo non distruggendo nulla di quello che dev’essere conservato, ma orientando e purificando gli impulsi verso il bene. Lo Stato mussoliniano non solo non è privo dei doni dello spirito, ma vive di questi doni. E il principio che può considerarsi dominante è questo: il merito di ciascuno per il perfezionamento di tutti. Nello Stato mussoliniano i fini temporali sono portati fino a quel limite, in cui cominciano i fini eterni. Si può dire che a un certo punto dell’ascesa l’orizzonte cambia improvvisamente. Esso non invade il dominio religioso, ma prepara l’uomo ad entrare in esso per virtù dei meriti sociali acquistati. È una prima istanza di perfezionamento umano. È un primo gettarsi in una corrente di spiritualità, un primo e vero amore della vita, che spinge fino a perderla, un primo riconoscimento di ciò che ci trascende…

Potete scaricare gratuitamente il testo integrale del libro in formato Pdf. digitando QUI …buona lettura!

IlCovo

 

 

Lascia un commento

BALLE DEL SISTEMA E STATO ETICO FASCISTA!

Nel cataclisma planetario che ci siamo ritrovati a subire in questi primi mesi dell’anno 2020 con la cosiddetta “emergenza coronavirus”, in un periodo di ottenebramento delle menti che risulta senza eguali nella storia del mondo, contro ogni logica, nonostante lo sfacelo morale e materiale cagionato dal sistema globalista attualmente al potere in quella che un tempo era l’Italia,  sembra che politicamente non possa esistere comunque altro “capro espiatorio” contro cui dirigere l’ostilità delle masse, se non l’immancabile Fascismo. A chi tra voi che leggendo tale affermazione ci giudicasse esagerati, o  “monotematici”, vogliamo segnalare un articolo che sta facendo non poco “rumore” sui media della cosiddetta informazione “alternativa”, sia per la provenienza che per il contenuto: qui.

Trattasi dello scritto di un agente di Pubblica Sicurezza, il quale gestisce un Blog non ufficiale, a cui tempo addietro era collegato anche un Forum di discussione, che però poi è stato chiuso (sic!). Tale agente definisce il suo lavoro finalizzato alla “mediazione” tra i cittadini e l’ “istituzione”, rivolto cioè a cercare di mantenere una “linea di collegamento” con la cittadinanza, nel tentativo di tutelare l’immagine della P.S. tra la popolazione. L’agente in questione, a seguito della “pandemia da coronavirus”, dopo aver atteso un congruo periodo, ha pubblicato l’articolo in questione, il cui contenuto, apparentemente, rappresenta una manifestazione di dissenso, sia in merito ai provvedimenti diramati dal Ministero degli Interni che riguardo alle disposizioni cui le forze di polizia sono obbligate ad attenersi. L’agente (!) sembra rendersi conto che si stanno moltiplicando (molto più di quanto la collettività ne venga informata!) gli episodi di autentica coercizione, vessazione e violenza nei confronti di inermi cittadini, i quali, agli occhi di quello che è un vero e proprio apparato poliziesco di oppressione pubblica, risultano ormai “colpevoli” del terribile reato di “passeggiare all’aperto, incontrarsi pubblicamente, non indossare la mascherina”… con l’apparato di pubblica sicurezza nel ruolo di protagonista quale “volenteroso carnefice” della popolazione!

Tale articolo ha avuto una prevedibilissima eco, soprattutto tra i media “indipendenti”, che ne sono diventati cassa di risonanza. La parte che vogliamo maggiormente evidenziare e che costituisce a nostro avviso il vero obiettivo del “dissenso” manifestato dall’agente (nonché dei media che ne diffondono il messaggio ), è questa:

“Ci siamo espressi contro l’utilizzo dei droni (una follia) per la caccia all’uomo, utili e strumentali solo ed esclusivamente alle manie di protagonismo di alcuni Sindaci scatenati in una gara a chi è più realista del Re (altro prodotto di una politica stupida e insensata sulla gestione della sicurezza pubblica). Siamo uomini, donne, mariti, mogli, padri, madri, molti viviamo il dramma della chiusura di piccole attività che contribuivano a farci arrivare a fine mese senza eccessivi patemi d’animo… Vi sembra normale tutto ciò ? Non vogliamo essere Congiunti di uno Stato Etico in stile DDR, non vogliamo essere complici di questo sfascio sociale.”

Invitiamo a far attenzione sull’utilizzo premeditato di termini e di concetti, poiché non poteva essere diverso l’uso che ne è stato fatto, così come non poteva mancare la professione di fede costituzionalista del medesimo agente (“Quello che non é nel… “contratto” stipulato col Giuramento fatto alla Repubblica e alla Costituzione é agire, operare fuori [se non addirittura contro] i suoi dettami “. Cit.).

La ricercata volontà di assimilare alcune parole e concetti operata da tale personaggio, con tempismo perfetto, per i medesimi “casi della vita” risulta ugualmente ed integralmente ripresa e diffusa proprio dai “canali indipendenti” che convogliano il cosiddetto “dissenso che non dissente“, facendo il paio con altre dichiarazioni, diffuse parimenti dagli stessi canali alternativi. Alludiamo alle recenti prese di posizione espresse su tali media da alcuni contestatori come Bagnai o Meluzzi (i cui partiti di riferimento, Lega e FdI, sono notoriamente propugnatori dell’ “occidentalismo anglo-americano”!) e che per descrivere lo stato di dittatura sanitaria attuato dal governo PD – 5 stelle (in nome e per conto dell’internazionalismo massonico), non hanno saputo trovar miglior paragone (ovviamente sempre a sproposito!) che quello col Governo fascista mussoliniano.

Ma andiamo per ordine. L’agente responsabile del blog di cui sopra, accusa la recente sfilza di Decreti Legge (non “a monte”, ma “a valle” della “silenziosa” dichiarazione dello “stato di emergenza” già ratificata alla fine dello scorso gennaio da Conte & Company, nel silenzio assoluto dei media del regime antifascista!) emanati a norma di Costituzione dal Presidente del Consiglio dei ministri (e relativi DPCM!), di andare contro il dettato costituzionale. Giova sottolineare che tale condotta portata avanti finora dal Governo Italy-ota, risulta invece attuata proprio nella pienezza del dettato costituzionale, tanto che gli stessi “contestatori” dell’attuale corso, obiettano formalmente solo sull’abuso  dei DPCM normativi dei DL, i quali avrebbero il torto di essere andati ben oltre la loro funzione, consentendo all’esecutivo di normare all’ “eccesso”. Ovverosia, la protesta di costoro attiene sempre e solo alle forme del sistema di potere vigente, mica alla sostanza! Tant’è che, i cosiddetti oppositori (ovviamente sempre a chiacchiere, cioè solo a beneficio di giornali e telecamere!), non chiedono che tali norme  siano ricusate per se stesse (in quanto oggettivamente conculcanti la libertà di movimento, espressione e parola, dei cittadini!) bensì perché hanno il torto di non essere state almeno discusse in parlamento! Come se una eventuale decisione presa con l’avallo dei gruppi parlamentari, o magari attraverso la loro mediazione, cambiasse la sostanza dell’abnorme attuazione di simili regole arbitrarie e vessatorie nei confronti del popolo italiano! Da tale critica fallace, si passa così a quella relativa all’accusa contro il presunto Stato Etico… stile DDR, portata avanti dal solerte uomo in “Giacca blu”. Tale addebito contiene ben due analogie insensate. La prima è relativa all’accostamento ad una qualsiasi forma di “Stato Etico” in riferimento a quanto sta avvenendo attualmente nella repubblica delle banane Italy-ota; la seconda è la voluta confusione e generalizzazione rispetto allo stesso significato politico dello “Stato etico” ed all’identificazione di questo con un regime comunista, come quello presente nella ex DDR (ossia la ex repubblica democratica tedesca, cioè la fu Germania est comunista). Il che è come declinare in senso assoluto la valenza negativa del concetto in sé, traducendosi, in ultima analisi, nel fatto che ad essere stigmatizzati sono ” gli Stati Etici ” in quanto tali, che è come dire “i totalitarismi“, tornando così, alla polemica dei vari Bagnai e Meluzzi sul “fascismo eternamente ricorrente“. Questo, nella sostanza, è il risultato voluto da chi invoca, tanto a destra quanto a sinistra, l’intramontabile “caccia alle streghe” contro il pericolo fascista!

Storicamente, proprio l’ente italy-ota a trazione USA che l’agente in questione serve da più di 30 anni (sic!), controlla ed etero-dirige da sempre (su mandato del proprio “padrone d’oltreoceano”!) TUTTE le istituzioni e le manifestazioni culturali, punendo e perseguendo il dissenso con la GALERA (avendo appositamente istituito il reato d’opinione, in varie forme , ad es. qui e qui), mostrando a chi ha occhi per vedere la “normalità” del concetto stesso di “etero-direzione politica” perseguito anche a mezzo della magistratura. Dunque, che proprio ora l’agente si “desti” dal sonno della ragione, nel momento in cui tali concetti sono solamente portati alle loro “naturali” ed estreme conseguenze, e non magari quando i suoi colleghi, nella cornice dell’attuale disastro sociale, irrompono, ad esempio, in una casa privata per denunciare e perseguire un cittadino solo perché espone una bandiera storica delle FF.AA.  Italiane (qui), …questo, quantomeno, ci lascia pensare male sui reali motivi di tali esternazioni!

Mistificando volutamente la realtà nella quale il popolo italiano vive da 75 anni, si compie quel “ribaltamento dei valori” operato dai veri oligarchi al potere, si perpetua cioè l’inganno attuato dai veri “tiranni” di questa società, che si basano su filosofie soggettiviste e relativiste grazie alle quali, unicamente, siamo giunti alla realtà distopica incentrata sul terrore mediatico in cui essi stessi ci hanno volutamente precipitato. E qui arriviamo al nodo centrale della questione, poiché, per amor di verità, va senz’altro ribadito con forza che il concetto di “Stato Etico” non è applicabile a nessuna esperienza politica Nazionale o Internazionale, che sia diversa dal Fascismo Italiano. Per questo motivo è stato escogitato l’ossimoro politico dei cosiddetti ” totalitarismi ” (dando arbitrariamente a tale termine il significato di contenitore politico degli orrori che è stato diffuso tra le masse dai regimi liberali del cosiddetto “occidente democratico”), nel quale inserire tutte le esperienze che non siano appiattite sul modello liberal-parlamentare imposto dalla plutocrazia massonica mondialista: il fine era ed è sempre generalizzare un concetto che filosoficamente non è estendibile ad altre esperienze. In tal senso, è innegabile che il Partito Comunista internazionale, NON E’ e non può essere definito una istituzione mirante a pervenire ad uno “Stato Etico”, in quanto il concetto stesso di Stato nel marxismo viene considerato alla stregua di una inutile e dannosa “sovrastruttura”. Il Comunismo non vaticina una società modellata su valori morali peculiari, ma sulla dottrina del materialismo storico e dialettico (questa si mutuata dalla dialettica hegeliana applicata alla storia). Così come il Nazional-Socialismo hitleriano, specularmente, non si occupa affatto di creare un modello di cittadinanza o un tipo particolare di società civile, tantomeno mira allo Stato Etico, poiché esso definisce il suprematismo della “razza ariana” sul mondo intero, quale unica vera fonte assoluta di “elevazione” su tutte le altre “razze inferiori” (compresa quella dell’Europa centro-meridionale). Persino lo stesso concetto di “Stato Etico”, per la prima volta ri-preso dallo Hegel per definire la realtà “superiore” della forma statuale in genere, definendo la Monarchia costituzionale degli Hoenzollern come l’ “apice” della forma politica moderna, nulla ha comunque da spartire con il significato elaborato dall’agente in questione ed attribuito erroneamente da questi allo Stato Etico. Lo stesso Hegel non prevedeva che le sue elaborazioni – sebbene purtroppo ne contenessero tutti i germi – sarebbero state portate alle estreme conseguenze proprio dai sistemi Liberal-democratici.

Dunque, cosa significa “Stato Etico”? Tale concetto nell’età “moderna” venne ri-preso da Hegel, il quale lo applicava alla “sintesi” tra Monarchia e costituzionalismo liberale (la tesi: la monarchia; la antitesi: il costituzionalismo; la sintesi: la Monarchia costituzionale prussiana). Hegel non definisce cosa fa lo “Stato Etico”, ma cos’ è !(per una definizione breve, qui) Infatti, ciò che concerne la branca dell’ “etica”, riguarda la “Moralità del soggetto”, che in Hegel è in assoluto lo Stato (per Hegel, Stato e Individuo sono un unico soggetto), che incarna la massima espressione Morale della Comunità Nazionale in genere, la quale esprime la propria identità in relazione alla propria storia, incarnata dallo Stato stesso. Hegel, essendo razionalista, considera questa espressione dello “Stato Etico” come un assoluto; una concezione immanentista dove lo Stato Razionalista è principio e fine della vita pubblica del cittadino, che non ha altra fonte se non lo Stato stesso, che incarna la Razionalità pura. Dunque, non riconosce altro se non ciò che sia intellegibile, e per questo conoscibile in modo diretto. Lo “Stato Hegeliano”, perciò, potrebbe essere visto come espressione del liberalismo filosofico. Infatti, il problema della radicalizzazione del Soggettivismo, è rappresentato dal suo inevitabile sbocco finale nell’Arbitrio! In questo senso, la critica del poliziotto potrebbe avere un fondamento. Ovvero: accusare  l’attuale corso politico di svolgersi, sì, in modo simile alla “DDR”, ma non perché “Stato etico”, bensì proprio per il motivo contrario: in quanto trattasi di puro e semplice Arbitrio! L’unico vero “Stato Etico“, nell’unico senso positivo del termine, poichè il sinonimo di “etica” è “giustizia e moralità” (qui), è stato lo Stato Etico-Corporativo Fascista. Infatti, l’Etica che fondava tale Stato, alla cui base stanno le leggi che Esso emana, è l’Etica Corporativa Fascista, ossia mirante a pervenire ad una società che è organicamente concepita. L’Etica che trae origine dalla Legge Morale, che forma un intero popolo, il quale partecipa gerarchicamente alla vita  dello Stato in relazione alle capacità ed ai meriti di ciascuno. Tale Legge Morale, centro gravitazionale di una società concepita come spirituale, dunque non incentrata sul benessere materiale dell’individuo concepito in modo astratto, è in relazione ad un assoluto divino, che è Dio stesso, il Dio del Vecchio e del Nuovo Testamento, che ne è il vero datore. L’etica Corporativa Fascista, in quanto morale pubblica, non verte il “foro intimo” delle persone, ma è fonte per normare il foro pubblico. Attraverso un processo pedagogico, e non attraverso la persecuzione poliziesca, tale etica pubblica permea l’ “educazione civica” del cittadino, che così, di generazione in generazione, si sentirà e sarà concretamente parte di un tutto armonico, logico e sensato, attivamente partecipe al divenire della propria comunità di appartenenza, di cui sente, vive e partecipa la Storia, le tradizioni, il senso della comunità, divenendo egli stesso, col proprio concorso attivo, parte di una peculiare Civiltà di cui sarà garante con la propria volontaria condotta integerrima. Con estrema chiarezza, proprio in merito allo Stato quale “Personalità Morale”, per come va rettamente inteso, a tacer della Dottrina Fascista, stesa da Benito Mussolini, vi sono anche i numerosi studi degli ideologi Fascisti: Gentile, Carlini, Costamagna, Panunzio, ecc. (qui) A conclusione di questo scritto, ed a beneficio di chi legge, soprattutto del “solerte agente” accusatore, vogliamo inserire la seguente citazione, che a nostro avviso riassume in modo sufficientemente sintetico e chiaro tutti i termini del discorso ( A. CARLINI, “Saggio sul pensiero filosofico e religioso del Fascismo”, 1942, Istituto Nazionale  di Cultura Fascista, ristampa a cura di M. Piraino e S. Fiorito, Lulu.com, 2013, pp. 27/29 ):

“…C’è chi è ricorso allo Hegel per dimostrare ch’egli è il vero precursore della nuova civiltà del mondo inaugurata dal Fascismo….Oggi il Fascismo ha superato, per parlare lo stesso linguaggio hegeliano, non soltanto l’astrattezza ed erroneità dello hegelismo, ma anche l’angustia mentale (ch’era una astrattezza ed erroneità opposta) comune al marxismo e al liberalismo. Come ritornare, dopo questo, a Hegel? Precursore? Ma, allora, ricominciamo da Platone e da Aristotele! Quanto inchiostro versato in questi anni per dimostrare che non c’è libertà senza autorità; che l’individuo s’identifica con lo Stato; che economia, etica e politica sono la stessa cosa; che la sovranità dello Stato è un Assoluto che non può ammettere altro Assoluto fuori di sé, ed altrettanti filosofemi caratteristici della filosofia hegeliana! La quale risolveva dialetticamente tutti i problemi del mondo e della storia in un processo logico del pensiero che alla fine si poneva come l’Assoluto metafisico, come il vero Dio, e vanificava, così, quelli che sono i concreti problemi del mondo storico e dell’uomo… C’è un concetto che ritorna frequentemente in tutte le definizioni [dello Stato]: quello della personalità dello Stato, come di una personalità superiore che assorbe, o deve assorbire, quella inferiore degli individui che lo compongono. Ma basta poca riflessione per accorgersi che quello Stato [hegeliano] è una formula, una realtà anonima, una personalità che è tale soltanto nel senso in cui si parla di “persona” in giurisprudenza quando si vuol dire di un ente o istituto che ha un riconoscimento dalla legge ed è “soggetto” di diritti. Ossia, è una personalità che è il massimo della impersonalità… La Storia la fa non l’individuo isolato con la sua astratta libertà, ma l’individuo in quanto volontà e libertà organizzata in quell’organismo spirituale che è lo Stato. Sono gli Stati che decidono del mondo storico-sociale, non gl’individui come tali: così come sono gli eserciti che determinano la vittoria, non i soldati singolarmente presi. “Stato etico”, si dice: e questo, si aggiunge, almeno questo, è pure un concetto di marca schiettamente Hegeliana. Per cui, dall’altra parte, si protesta: eccoci tornati, col Fascismo, alla “morale di Stato”, alla “morale governativa”: quale aberrazione filosofica e morale! Se non che, anche qui, non si può raccomandare abbastanza di non perdersi in queste discussioni, e di attingere direttamente alla fonte delle parole e del pensiero di Mussolini. Prendiamo un passo: “Né si pensi di negare il carattere morale dello Stato Fascista, perché io mi vergognerei di parlare da questa tribuna se non sentissi di rappresentare la forza morale e spirituale dello Stato. Che cosa sarebbe lo Stato se non avesse un suo spirito, una sua morale, che è quella che dà la forza alle sue leggi, e per la quale esso riesce a farsi ubbidire dai cittadini? Che cosa sarebbe lo Stato? Una cosa miserevole, davanti alla quale i cittadini avrebbero il diritto della rivolta e del disprezzo”… Stato unitario, totalitario: tutto nello Stato, per lo Stato, nulla fuori e, sopratutto, nulla contro di esso. E può essere diversamente data la nuova concezione fascista? Come in guerra tutte le forze materiali e spirituali della Nazione vengono organizzate, senza residuo, per la vittoria delle armi; così in pace lo Stato fascista ha bisogno di tutte le forze, fisiche, morali e intellettuali, dei suoi cittadini per vincere quella più grande battaglia che determina il posto di uno Stato nel mondo e il corso della storia stessa. Quindi nulla, di quanto l’individuo può dare, sfugge all’interesse dello Stato fascista: la sua cultura, la sua educazione, la sua coscienza morale, la stessa sua coscienza religiosa. Ma questo non implica un “assorbimento” dell’individuo nel senso che lo Stato ne succhi e svuoti la personalità! Tutt’altro: lo Stato [etico] fascista ha ogni interesse, anzi, a potenziare la personalità fisica e morale dell’individuo, a sollecitarne la libera iniziativa, a trar profitto dalla sua vocazione e dalle sue inclinazioni, e, ove occorra, anche dalle sue ambizioni e dalle legittime aspirazioni al benessere e agli agi materiali. … Così, per la questione economica. Stato corporativo, sì, certo: è un caposaldo dello Stato fascista, che qui si lascia di nuovo dietro le spalle il socialismo e il liberalismo insieme. Ma se, da questo si vuol dedurre che l’originalità e importanza dello Stato fascista sia tutta in questo punto, nell’aver immessa una “coscienza statale” nel giuoco degli interessi materiali che governano l’economia di un Paese, c’è l’evidente pericolo di fare del Fascismo un’antitesi, sì, del comunismo e bolscevismo, ma sullo stesso piano. Insomma: economia, etica, politica sono, bensì, legate indissolubilmente nello Stato fascista, ma non per questo l’una è la stessa cosa dell’altra“.

Ebbene, davanti alla chiarezza con cui vennero esposti questi concetti, ci sarebbe davvero poco o nulla da dire o aggiungere. Se non che, il solerte agente, potrebbe affermare a ragione di porsi al servizio della vera Giustizia, unicamente se servisse non l’attuale AntiStato-Arbitrario, che è quello Soggettivista, Razionalista, Scientista, costituito dal Liberalismo di marca anglosassone al servizio della plutocrazia-massonica mondialista, di cui ad esempio il Fondo Monetario Internazionale di Washington costituisce uno dei burattini, che a sua volta manovra la cosiddetta Unione Europea, di cui egli risulta suo malgrado essere funzionario da 30 anni, lo stesso AntiStato-Arbitrario che, di fatto, i vari Bagnai e Meluzzi di turno, al pari di tutti altri “personaggi in cerca d’autore” dell’attuale pseudo-governo PD-5 stelle, difendono come veri tutori sfegatati; bensì lo Stato Etico Corporativo Fascista, il quale, a suo tempo, rappresentò lo Stato che massimamente serve la Giustizia e la vera Personalità Individuale del cittadino, sviluppata e potenziata nell’intero Organismo statale di cui abbiamo detto, vera e sola espressione sociale di Legge ed Equità al servizio del popolo italiano, unico reale garante per tutte le generazioni della sua unità politica, economica e morale. Eccovi esposta, ancora una volta, l’anima verace della RIVOLUZIONE FASCISTA!

IlCovo

1 Commento

AUTONOMIA DELLA DOTTRINA FASCISTA

La biblioteca fascista de “IlCovo” propone la lettura di un testo del 1939 intitolato “Autonomia della Dottrina fascista“, invero assai importante dal punto di vista dell’esegesi ideologica, poiché rileva la centralità essenziale rappresentata dal testo mussoliniano sulla Dottrina del Fascismo. Certamente si tratta di un lavoro di non facile lettura, poiché il linguaggio specialistico utilizzato, presuppone una buona conoscenza pregressa rispetto al tema che affronta. In breve, siamo consci che non si tratta di uno scritto alla portata di tutti. Ma nel rapporto esistente tra le criticità oggettivamente presenti nel testo (sebbene costruttive) ed i benefici derivanti dalla sua lettura e comprensione, riteniamo questi ultimi nettamente prevalenti. Partendo dalla descrizione del concetto dottrina politica = capacità d’estrinsecazione, dopo aver fissato i punti essenziali su cui una dottrina, considerata in senso lato, deve basarsi, il testo osserva che in relazione specifica alla dottrina fascista — creata e attivata da un’unica personalità, Mussolini — essa è contenuta, in ogni sua possibilità presente ed avvenire, nello scritto Dottrina del fascismo, il quale — avendo in sè tutti i requisiti per essere dottrina politica — risulta perfettamente inquadrabile nel modulo tipico della dottrina politica in generale, pur essendo questa, a sua volta, nella sua sostanza, dottrina d’eccezione. Dunque, la Dottrina fascista – vi si legge – è tutta compiuta nello scritto omonimo di Mussolini. Qui vi è, in sintesi, tutto ciò che costituisce il fondamento della dottrina, gli sviluppi della dottrina, le possibilità realizzative della dottrina; costituendo il documento unico, ufficiale, definitivo e completo. Vi è lo spirito della dottrina. Vi è tutta la dottrina e soltanto la dottrina. Esso, cioè, contiene le basi ed i germi della dottrina in quanto spirito e vita del pensiero politico. Tale scritto mussoliniano costituisce il documento unico su cui poggia la dottrina stessa in ogni sua possibile attività pratica. Dunque, studiando la Dottrina fascista si deve tener presente esclusivamente lo scritto omonimo compilato da Mussolini il quale — creatore della dottrina e attivatore della medesima — è l’unico artefice autorizzabile ed autorizzato di un testo enunciativo che tutta la dottrina contenga nei suoi elementi essenziali già sviluppati, in sviluppo od in un fieri più o meno prossimo. Questo studio tipicamente e volutamente ristrettivo, risultava originale ed in contrasto già con gli studi prevalenti all’epoca, poiché quasi tutti d’accordo nel ritenere per Dottrina fascista un complesso di opere più o meno numerose che andava da tutti gli scritti del Duce all’opera dei precursori o dei seguaci, dagli atti legislativi all’attività gerarchica e regolamentare del P. N. F. Ma proprio in questa accettazione estensiva e complessiva risiede il grave equivoco tra dottrina e fonti di dottrina, in quanto queste ultime sono già contenute in fieri nell’enunciazione esclusiva di Mussolini. Ad esempio, un’opera sulle Corporazioni – vi si legge – non costituisce Dottrina fascista, ma eventuale fonte o, preferibilmente, apprezzabile opera amplificativa di dottrina, in quanto trattando largamente alcuni problemi il cui punto fondamentale (principio corporativo) è già attuato ed enunciato dalla Dottrina del fascismo di Mussolini, non costituisce assolutamente un nucleo sostanziale della dottrina stessa. O ancora, uno studio sulla dottrina dello Stato fascista non sarà altro che una trattazione e una amplificazione di principi che, come base fondamentale dello studio stesso, sono già enunciati nello scritto del Duce. E gli esempi si potrebbero moltiplicare senza fine. Questo perchè lo scritto mussoliniano, appunto, come serie di enunciazioni costituenti la Dottrina del fascismo, ha in sè tutti gli elementi fondamentali creativi della Dottrina fascista. Ed ogni studio particolare, ogni disposizione particolare, ogni atteggiamento particolare, non sarà altro che una trattazione, un’amplificazione, una logica delucidazione di principi già posti a fondamento della dottrina contenuta nello scritto di Mussolini. Ammesso che ogni visione politica ha come fondamento un testo enunciativo, un documento il quale contiene, in sintesi, tutto lo spirito della dottrina e senza il quale la dottrina stessa sfugge allo studio di qualsiasi problema e di qualsiasi amplificazione tanto teorica quanto pratica, è certo che in sede di Dottrina fascista quel documento definitivo, completo, unitario che contiene per mezzo di una serie di enunciazioni lo spirito e ogni possibile sviluppo della dottrina, è proprio lo scritto del Duce. Ed il titolo di questo scritto risulta per l’appunto Dottrina del fascismo proprio perchè in esso vi è, nè più nè meno, il fondamento canonico dottrinario totalitario della visione politica fascista. Ogni problema della Dottrina fascista fa capo a questo scritto, il quale è l’origine, l’enunciazione, la sintesi di tutto ciò che costituisce la Dottrina fascista. Anche la sua originalità risulta ugualmente indubbia, poiché ogni dottrina la quale assorba, come fa quella mussoliniana, alcuni elementi da altri atteggiamenti spirituali precedenti e sappia costruire e descrivere una visione politica nuova ed inequivocabile, ha in sé tutti i requisiti e gli elementi  che ne legittimano l’originalità e ne autorizzano lo studio in funzione appunto di tale originalità. D’altronde, l’originalità non proviene soltanto dal contributo di elementi nuovi, ma anche dalla simultanea permanenza di un numero più o meno notevole di elementi. In breve, la Dottrina fascista che è dottrina di vita e come tale supera ogni visuale particolare sia filosofica che politica, sia economica che religiosa, sia etica che sociale, è tutta contenuta nello scritto del Duce, che niente altro è se non appunto la Dottrina fascista nella sua enunciazione e nel suo fondamento. Nel testo si introduce, inoltre, il concetto di autonomia, osservando come i vari significati che a questa vengono più o meno erroneamente attribuiti, possano assegnarsi alla Dottrina fascista, se ricondotti però al loro vero valore espressivo originario. Indagatane, poi, la priorità, ne esamina l’indipendenza scientifica da altri settori didattici che le sono vicini. Dopo queste riflessioni, infine, si osserva come la Dottrina fascista, essendo dottrina di vita, pretenda l’applicazione del concetto verace di autonomia, nel senso originario, quello cioé di capacità di governarsi con leggi proprie, significando, appunto, capacità di autogoverno, volendo specificamente indicare l’attuabilità con i caratteri dell’autogoverno, palesando con ciò come la Dottrina fascista possiede perfettamente proprio
 siffatta autonomia. Da rilevare, anche, la definizione del “momento sistemativo” della stessa Dottrina, il quale è il momento proprio della sua enunciazione  e della sua “canonizzazione”. In definitiva, a chi obietta che la Dottrina Fascista sia stata canonizzata in un momento successivo alla sua nascita, l’autore fa notare che il “momento sistemativo” è la fase di traduzione in sistema organico e definito della Dottrina stessa, che da quel momento assurge a “polo” di attrazione e a “centro gravitazionale” dell’azione ad essa relativa. Ciò detto, vi auguriamo una buona lettura!

Potete scaricare gratuitamente il testo in Pdf. digitando QUI!

IlCovo