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IL FASCISMO, UN FENOMENO POLITICO UNICO, ORIGINALE E… USURPATO!

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Nel ribadire il nostro ringraziamento a Vincenzo Vinciguerra per le sue recensioni realizzate e inviateci tra le difficoltà che ognuno può intuire ( http://ilcovo.mastertopforum.net/vinciguerra-recensisce-i-nostri-lavori-vt2736.html?start=0&postdays=0&postorder=asc&highlight= ),  avevamo anticipato che avremmo, doverosamente, obiettato ad alcuni giudizi e valutazioni politiche da egli espresse in merito al Fascismo. Conclusioni che, invero, sono precedenti la lettura dei nostri testi e che fanno parte del suo bagaglio ideologico, già prima della sua volontaria “assunzione di responsabilità” e che abbiamo letto essere ribadite in più occasioni, non ultime le recensioni in oggetto. Sono conclusioni, lo diciamo subito a scanso di equivoci, che vanno in una direzione opposta a quanto abbiamo cercato di sintetizzare nei nostri lavori, che Vinciguerra, oltretutto, ha purtroppo involontariamente letto in modo “inverso” rispetto all’ordine cronologico dei temi trattati nonché della loro stesura e divulgazione, fatto che probabilmente può aver inciso sulle sue considerazioni. In breve, ciò che noi riteniamo essenziale debba essere “compreso” riguardo l’essenza del Fascismo, corrisponde esattamente a quanto da sempre affermiamo sul forum della nostra Associazione “IlCovo – studio del Fascismo mussoliniano”, sulla scorta della produzione ideologico-dottrinaria ufficiale realizzata dai dirigenti del Fascismo (Mussolini in primis) e pubblicata dal Partito Fascista (sia nella sua stagione precedente all’8 settembre 1943 che in quella successiva) dalla quale è derivato anche lo studio storico-politologico di cui i due volumi in oggetto (“L’Identità Fascista” e “L’Estrema Destra contro il Fascismo”) rappresentano la concretizzazione: ovvero che il Fascismo rappresenta primariamente un modello politico di Civiltà, UNICO, ASSOLUTAMENTE ORIGINALE e purtroppo largamente USURPATO. Vi sosteniamo che, a parere nostro, viene continuamente e colpevolmente taciuto il carattere originale del totalitarismo fascista che, qualora effettivamente riconosciuto, impedirebbe a chiunque ne fosse sostenitore genuino e sincero di accettare la logica partitocratica ed il proprio inserimento tra gli altri gruppi demoplutocratici, peggio ancora, di qualificare la propria azione politica nel quadro delle competizioni elettorali, i cosiddetti “ludi cartacei”, accettando per sé l’immagine di “parte” del corpo politico, o di una qualunque “fazione” di esso, sia essa moderata o estrema; di destra, centro o sinistra. Quella che noi abbiamo definito “vulgata di destra”, ovvero l’appropriazione indebita cronologicamente più “estesa” e politicamente più “rimarcata” del Fascismo, iniziata ufficialmente nell’immediato secondo dopoguerra (sebbene avviata a conflitto in corso!), realizzata per fini strumentali alla “guerra fredda” ed eterodiretta da parte del governo statunitense, non è da noi  criticata ed attaccata solamente sulla base esclusiva di una polemica con il cosiddetto occidente americanizzato, né incentrata su di una accusa di “tradimento” fatta a questo o quel partito, o peggio alla sola dirigenza del Movimento Sociale Italiano. La nostra critica alla “DESTRA” (estrema e non) è una critica ad un intero sistema politico ed evidenzia una usurpazione totale di idee e riferimenti ideologici. I movimenti intra ed extra parlamentari di Destra, hanno usurpato e falsificato il Fascismo. Non era (e non è!) solo una questione di azioni sconsiderate intraprese da perfidi dirigenti e/o militanti ignoranti, contrarie a idee altrimenti in linea con la giusta ortodossia fascista, ma era e rimane tutt’ora, anche e soprattutto una questione di idee sbagliate, che negano la stessa Dottrina del Fascismo. Idee professate non solo dall’M.S.I. , quale strumento parlamentare del sistema antifascista, ma anche dalle sue propaggini extraparlamentari più o meno ufficiali (Ordine Nuovo, Terza Posizione, ecc.), tutte antitetiche all’ideale ufficialmente professato e codificato dal Fascismo storico. Da ciò discende che nessuno, senza eccezioni, ha fino ad oggi constatato ciò che a nostro giudizio risulta invece tanto evidente quanto altrettanto ostinatamente negato e/o ignorato: che il Fascismo non è stato perseguito da nessuno, sotto alcun nominativo, da quando la sconfitta militare ha messo in ginocchio l’Italia. Questo dato di fatto, rilevato dal confronto diretto tra la Dottrina Fascista e i sedicenti “continuatori-evolutori” di tutte le sigle e “colori” politici, continua ad essere volutamente e colpevolmente misconosciuto. Tutte le congetture su “distinzioni” fra idee ed azioni, con accenti più o meno rimarcati sulle presunte “idee positive” presenti nelle “propaggini extraparlamentari” del fu M.S.I. , che si vorrebbe eventualmente identificare come “rivoluzionarie”, non rendono il fatto meno concreto ed evidente: che tali idee NON SONO FASCISTE a lume di DOTTRINA FASCISTA. Non lo sono mai state, né ufficialmente, né ufficiosamente. Il fatto che si sia utilizzata, tra gli altri elementi, la polemica “sociale” per evidenziare uno dei maggiori punti di rottura tra il Fascismo e il “neo-fascismo”, non autorizza nessuno ad assolutizzarla. Infatti è vero che il Fascismo mussoliniano ha una SUA concezione sociale all’avanguardia, che cozza con le concezioni dei movimenti cosiddetti “neofascisti” (di destra e sinistra!), ma non è vero che essa possa essere definita la “base” dell’Ideologia Fascista, quasi che il Fascismo possa riassumersi esclusivamente nella ricerca di una più alta giustizia sociale, calcando volutamente l’accento sulla sua sostanza SOCIALE, assunta erroneamente da Vinciguerra (e da troppi altri!) a concetto “basilare”, quando essa invece DISCENDE direttamente e solo consequenzialmente dalla visione Morale, Spirituale e Civile del Fascismo, che STA A MONTE. Né, tantomeno, può essere vero che chiunque dovesse presumibilmente “evolvere” tale aspetto parziale della concezione fascista, possa essere definito a buon diritto come tale o come erede politico del Fascismo. Infatti il fondamento del Fascismo, e lo ribadiamo non in base ad una nostra personale interpretazione ma sempre a lume della DOTTRINA UFFICIALE, rimane sempre lo Stato Etico Corporativo fascista, non la “socializzazione delle imprese”, che ne costituisce solo il logico corollario sul versante economico, tra gli altri. Non è mai esistito alcun Fascismo senza la Dottrina fascista assunta ad immutabile imperativo assoluto e quale suprema legge morale, e non c’è Dottrina fascista senza lo Stato Etico fascista, assunto a principio e fine politico inderogabile. Questa precisazione è d’obbligo, visto che una parte della nostra critica viene ora troppo spesso “ripresa e sposata” strumentalmente in funzione “socialista nazionale” o “social-democratica”. Siamo convinti che siano i fatti a determinare la veridicità delle posizioni proclamate. E proprio in base ai fatti, possiamo identificare questa presenza simultanea di due “vulgate antifasciste”, una di “sinistra” e l’altra di “destra”, che alla fine si presentano entrambe, pur partendo da versanti apparentemente diversi, unanimemente intente a negare originalità e unicità della concezione politica totalitaria fascista. Esse costituiscono un preciso lascito della “guerra fredda” e della subordinazione politica, economica e culturale italiana ai vincitori della Seconda Guerra Mondiale e come abbiamo sottolineato in “L’estrema destra contro il Fascismo”, proprio in ossequio a tali vulgate…

… il termine “fascista”, dopo essere stato svuotato dei suoi veri attributi ideologici, ha assunto stabilmente il significato negativo che i suoi avversari democristiani e comunisti gli hanno attribuito in passato; anche per il neofascismo, che però ha caricato polemicamente di una valenza positiva tali caratteristiche, finendo così (in antitesi con la visione totale e unitaria della società espressa dal regime mussoliniano) col legittimare la divisione politica tra destra e sinistra del corpo sociale e in definitiva divenendo in tale modo esso stesso parte integrante della democrazia antifascista italiana.

(estratto da “L’estrema destra contro il fascismo”, p. 13)

La “separazione del corpo politico” avvenuta con la proclamazione della repubblica parlamentare e conseguentemente con la nascita dell’MSI, fu utile dopo il conflitto mondiale anche per stimolare la borghesizzazione di ciò che rimaneva dei fascisti (ovvero l’inserimento di questi in una compagine di “destra” o “sinistra” dello schieramento partitico italiano), e si è perpetuata anche dopo la conclusione della “guerra fredda”, poiché funzionale a cancellare uno degli importanti aspetti originali del Fascismo, e quindi operare la definitiva “democraticizzazione” di “vecchi” e “nuovi” potenziali fascisti, da intendersi come piena accettazione del sistema partitocratico liberal-parlamentare. Una “democraticizzazione” di FATTO, che al di là di proclami retorici di senso opposto e di pretestuose ostentazioni “rivoluzionarie”, rimane ancor oggi evidente nei fini e nei discorsi di tutti i gruppi e movimenti di ogni sigla e colorazione che favoleggiano di una loro contiguità o prossimità ideale al Fascismo. Per meglio realizzare il frazionamento e l’annullamento del Fascismo, gli antifascisti di ogni colore hanno inoltre insistito in modo subdolo e ingannevole sulla presenza in seno al Regime mussoliniano di tanti “fascismi” quanti erano i fascisti, di tante stagioni politiche diverse e tra loro in conflitto, di un fascismo sansepolcrista e di uno di Regime, a sua volta diverso da quello della R.S.I. , di modo che alla fine risulterebbe impossibile parlare del FASCISMO come fenomeno politico ideologico unitario. Ebbene, parafrasando Benito Mussolini, “il Fascismo NON PUO’, pena la morte o il suicidio”, privarsi del suo CORPO unico e originale di Dottrine! … e infatti la portata RIVOLUZIONARIA del nostro lavoro di ricerca risiede inoppugnabilmente proprio nell’avere dimostrato, non sulla base di nostre personali e pertanto opinabili convinzioni né tantomeno su quella di pareri ufficiosi di questo o di quel fascista, ma sulla scorta dei documenti ufficiali redatti dagli esponenti di spicco del Fascismo e pubblicati dal Partito Fascista, che esiste una e una sola linea politica della perfetta ortodossia, incentrata sugli autentici principi ideologici del Fascismo, tutti espressi nella Dottrina, unica direttrice in grado di palesare e discriminare i falsi fascisti da quelli veri. Già nel 2007, a conclusione de “L’Identità Fascista”, avevamo infatti scritto:

…il fascismo mussoliniano ebbe un corpus ideologico tutt’altro che scarso o improvvisato. Una concezione della vita che, sebbene elaborata in una forma sistemica compiuta soltanto in una fase successiva alla nascita del movimento, ebbe una dottrina chiara ed univoca, sempre coerente con i principi affermati fin dalle origini del suo travagliato percorso politico. Una ideologia capace di caratterizzarlo in senso moderno e rivoluzionario attraverso una specifica identità totalitaria di tipo sindacalista, nazionalista ed interclassista, incentrata sul concetto cardine dello Stato etico corporativo, che non riteniamo sia possibile ricondurre culturalmente a matrici di tipo tradizionalista o conservatore. Parafrasando quanto scritto in una delle voci del “Dizionario di politica”, edito a cura del P.N.F. nel 1940…

“Il fascismo, infatti, non ignorando la giustizia sociale ( in quanto regime di collaborazione delle varie forze della produzione ) ne dava una interpretazione realistica e la concepiva nei termini di una riduzione graduale delle distanze fra le classi all’interno di uno stato nel quale “ il popolo fascista non vede un distributore di beni materiali, ma un valore ben più alto e sublime: una manifestazione dello spirito, un assoluto di volontà e di potenza, il portatore della civiltà del secolo nuovo.”

Esso ebbe insomma un proprio punto di vista sui fini politici da perseguire e realizzare, sui mezzi da utilizzare in relazione a tale scopo, ma soprattutto ebbe la volontà di attuarli come pure, anche se solo in parte, la forza di raggiungerli. Siamo anzi convinti che sia ormai giunto il tempo in cui debba essere riconosciuta ufficialmente in tale cultura politica il fondamento di una specifica ed originale identità e così trarne le logiche conclusioni che ne derivano, riassumibili a parer nostro sinteticamente in tre punti.

1) Il Fascismo fu un movimento politico totalitario moderno, alternativo tanto al liberalismo quanto al marxismo-leninismo, con una dottrina originale ed articolata, capace di esprimere un rivoluzionario progetto ideale, sociale ed economico, graduale nella sua realizzazione e permanente nel proposito di tenere desta la coscienza rivoluzionaria del popolo.

2) Tale nuova dottrina non era assimilabile né riconducibile alle categorie tradizionali di “destra” o di “sinistra”, poiché esprimeva un modello spirituale fortemente unitario del corpo politico e sociale nazionale. Un modello nel quale la Nazione doveva necessariamente e consapevolmente riconoscersi totalmente nell’azione politico-legislativa di mobilitazione delle masse promossa dallo Stato etico corporativo, all’interno del quale non erano ammesse divisioni né conflitti interni di sorta, poiché esso stesso considerato un principio naturalmente immanente allo spirito di ogni cittadino realmente libero da vincoli materialistici di sorta.

3) L’essenza ideologica di tale concezione era riconducibile ad una evoluzione di stampo etico-idealistico del pensiero socialista e nazionalista, contrapposta sia al materialismo di matrice marxista che a quello liberale e tradotta in pratica nella dottrina sociale corporativa espressa dallo Stato etico totalitario fascista; che a sua volta sviluppava un concetto politico spirituale imperiale di portata  universale, le cui radici culturali e filosofiche attingevano in profondità al tessuto storico italiano ed europeo.

Siffatte considerazioni appaiono di per sé evidenti dalla lettura della documentazione proposta nelle precedenti pagine e non crediamo possano essere seriamente messe in discussione, pur distanziandosi parecchio dall’interpretazione classica del fenomeno fascista fornita da alcuni ambienti della storiografia ufficiale, più sensibili ai temi politici dell’antifascismo che finiscono invece col disconoscere qualsiasi progettualità sociale rivoluzionaria o qualsivoglia movente etico negli intenti dell’azione politica svolta da Mussolini. Tale assunto fa emergere inoltre, abbastanza chiaramente, l’impossibilità di riconoscere come assimilabili ideologicamente all’esperienza del fascismo storico propriamente detto gruppi o movimenti politici della Destra moderna, radicale o moderata, i quali invece oggidì nell’immaginario collettivo vengono spesso arbitrariamente accomunati ad essa. Il fascismo mussoliniano si qualifica al contrario come un “quid” di assolutamente differente ed originale, i cui programmi e la cui dottrina non sembrano oggettivamente trovare riscontri, tanto a destra quanto a sinistra, nella passata come nell’odierna cultura politica liberal-democratica, fondata sui valori del parlamentarismo e della partitocrazia.

(estratto da “L’Identità Fascista – progetto politico e dottrina del Fascismo”, pp. 213 – 215)

Dunque scrivevamo già chiaramente di uno specifico corpus ideologico, non assimilabile né riconducibile, nemmeno in senso lato, a nessuna fazione demo-plutocratica parlamentare! Una Dottrina che non si basa né si esaurisce semplicemente nella “socializzazione delle imprese” e/o nel conseguimento di un qualsiasi “Stato Sociale”, altrimenti bisognerebbe parlare di social-democrazia e non di Fascismo. Pretendere invece ciò, contrapponendosi su tali basi alla “vulgata di destra”, significa far rientrare dalla finestra ciò che si era sbattuto fuori dalla porta, significa neutralizzare e dissolvere il Fascismo come movimento davvero rivoluzionario e totalitario. Ecco perché la nostra azione, di ricercatori storici e di gestori di un forum politico apartitico ma dichiaratamente FASCISTA, che gradualmente ma inequivocabilmente ha posto la questione dell’identità politica e dell’ortodossia fascista al centro del dibattito, ha incontrato ed incontra sempre ostacoli e sabotaggi di ogni genere via via maggiori, perché unici e soli nel panorama politico italiano abbiamo osato mettere il dito sulla piaga, ed abbiamo diagnosticato sia il male che la cura! Ma il nostro obiettivo, invero grandioso, viene comunque gradualmente e infaticabilmente portato innanzi, poiché alla ricerca sull’identità fascista e sul chi, come e perché ha tradito e rinnegato tale identità, frutto dei primi lavori, adesso abbiamo affiancato la collana editoriale “Biblioteca del Covo – scritti politici e dottrinali del Fascismo”, ovvero la ristampa delle opere originali prodotte ufficialmente dal P.N.F. e/o dai suoi più autorevoli esponenti, che una volta di più certifica d’autorità la veridicità ed inoppugnabilità di quanto affermiamo; questo per rispondere ancora una volta all’interrogativo posto dai nostri detrattori su chi ci darebbe l’autorità per stabilire quale è l’ortodossia fascista. La funzione del Fascismo non è né potrà mai essere ridotta semplicisticamente ad “ispirare” popoli e Stati sulla base esclusiva delle sue riforme sociali. Esse non servirebbero a nulla se non iscritte nella cornice politica e morale dello Stato Etico fascista. Vi sono già al mondo costituzioni demoplutocratiche e antifasciste che prevedono la partecipazioni dei lavoratori sia ai consigli di gestione dell’impresa che alla spartizione degli utili aziendali, ma ciò non rende tali paesi partecipi della CIVILTA’ FASCISTA che, va ricordato, non punta a riempire la pancia all’umanità né ad affogarla nell’abbondanza di beni materiali! La sostanza “rivoluzionaria” del Fascismo non risiede nell’attuazione di un qualunque socialismo materialista, essa è invece essenzialmente spirituale, religiosa; vuole creare lo STATO NUOVO, lo Stato Etico Corporativo fascista, che ha il compito a sua volta di forgiare l’Uomo Nuovo, il “Cittadino fascista” integrale, discendente diretto del “civis romanus”… cittadino, lavoratore e milite! Questo è il senso più autentico del NOVUS ORDO FASCISTA… e non vi può essere alcun nuovo ordine fascista se non ci si dichiara fascisti e non si utilizza l’unico simbolo atto rappresentare tale ideale, ovvero il Fascio; e non ci si può dichiarare fascisti se non si persegue integralmente, incondizionatamente ed esclusivamente la Dottrina del Fascismo. Sembrerebbero concetti semplici e di per sé evidenti… in realtà, per quel che ci riguarda, tutto ciò invece costituisce una rivoluzione, anzi, in questo preciso momento storico, LA RIVOLUZIONE!

Marco Piraino – Stefano Fiorito

4 novembre 2013.

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