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IL FASCISMO CONTRO LO STATO DI POLIZIA… CHE E’ LO SBOCCO DEI SISTEMI LIBERALI!

Cari lettori, ci scusiamo per l’attesa maturata nel redigere questo scritto, ma noi stessi prima di stenderlo, abbiamo avuto bisogno di riflettere lungamente e di discutere tra noi in merito alla sciagurata accelerazione impressa agli eventi da chi al momento gestisce in modo criminale le vite di interi continenti, popoli e nazioni. Chi ci segue assiduamente sa bene che abbiamo più volte rimarcato la vera identità a livello storico e politologico del “Totalitarismo Fascista mussoliniano” (qui). Già all’indomani della fondazione della nostra associazione, dedicammo una intera discussione alla definizione politologica dei tratti peculiari e distintivi del “Totalitarismo Fascista” (qui). La questione nient’affatto secondaria, sebbene occupi tutt’ora in modo particolare gli studiosi nel settore delle ricerche storiche, non verte solo ed esclusivamente gli ambienti accademici. In quanto concezione politica “viva”, essa si rivolge in primis alla stretta attualità. Al riguardo, la nostra polemica non è certo di oggi, tantomeno è scaturita con la pseudo “pandemia assassina”, ma si basa sulla contestazione integrale dello stereotipo falso assegnato dal sistema di potere vigente al “Totalitarismo fascista”, contro il quale è diretta TUTTA la propaganda antifascista, in ogni ambito. Ovviamente, in quanto genuina e verace contestazione totale, essa non poteva trascurare nemmeno il tanto roboante quanto falso settore dell’autoproclamata “contestazione sovranista”, che sempre più chiaramente va rivelandosi come l’ennesimo “Cavallo di Troia”, piazzato al posto giusto nel momento giusto dal medesimo Sistema antifascista. Come di già abbiamo argomentato, esso è nato quale ulteriore corrente politica interna all’apparato del potere, del tutto speculare a quelle già “istituzionalizzate” (qui). Infatti, la traiettoria ideale che sta seguendo il cosiddetto “sovranismo”, è assolutamente contigua al costituzionalismo liberale ed all’americanismo culturale. Non a caso, i riferimenti cui rivolge la propria attenzione, vertono sui soliti soggetti stereotipati contro i quali lancia i propri strali il medesimo antifascismo mondiale.

Per questi motivi, la cosiddetta “Unione Europea” (quale progetto elaborato dalla C.I.A. statunitense, concretamente fondato sul sopruso, sull’abuso e sulla plutocrazia bancaria, che vuole regnare incontrastata su di una massa multirazziale amorfa e resa debole e impotente, poiché privata della propria identità nazionale e popolare, senza radici culturali né tradizioni!) da tali soggetti viene propagandisticamente associata, in modo arbitrario, all’eterno “capro politico espiatorio” rappresentato dal “totalitarismo mussoliniano”di cui l’Unione Europea utilizzerebbe i mezzi tecnico-propagandistici ed assumerebbe le caratteristiche politiche che i sovranisti erroneamente ed in malafede attribuiscono al Fascismo; come specularmente fanno altrettanto i filo-europeisti, che tacciano, a loro volta, i cosiddetti sovranisti di agire populisticamente contro “il sogno europeo”, così come Mussolini fece contro il parlamentarismo liberale democratico, su cui si fonda la U.E. Infatti, da sempre e niente affatto causalmente, sia il “fronte sovranista” che quello “filo europeista”, stigmatizzano entrambi questioni cui danno un valore negativo assoluto e in modo arbitrario, quali il “razzismo”, lo “sfruttamento economico”, la “manipolazione delle masse”, la “menzogna di Stato” (come tendono del pari, entrambi, a rivestire di un’aura di “sacralità inviolabile” la “democrazia” parlamentare e la inviolabile Carta “costituzionale” del 1948!). Tali fattori negativi riassumerebbero a parere di tutti costoro, i tratti salienti di quello che essi considerano essere stato il “Totalitarismo Fascista” (caratteri che sono variamente utilizzati come grimaldello, ossia quale spauracchio  propagandistico in chiave negativa, dai gruppi politici accreditati a livello ufficiale nelle istituzioni di tutti i paesi del cosiddetto “occidente democratico”). Ed è precisamente la perpetuazione di QUESTO STEREOTIPO FASULLO il vero obiettivo generale e comune alle “due” finte parti opposte, che le forze della demo-plutocrazia-massonica, vincitrici del secondo conflitto mondiale, hanno incaricato di realizzare alle marionette politiche di cui, da sempre, reggono i fili! Per questo e non per altro, esse esistono e prosperano, a danno di quei medesimi cittadini che, magari, avendo espresso una parziale consapevolezza su tali temi, si trovano, di fatto, ad essere inconsapevolmente manipolati dai manovratori di tale fronte politico, organizzatosi niente affatto spontaneamente, bensì per gli scopi primari di cui sopra. Codesta plateale mistificazione della Storia e della realtà politica, così come la diffusione di menzogne programmate, costituiscono un vero e proprio “tradimento del popolo italiano”. Ma proprio su queste basi truffaldine, poggia e si sostiene tutto l’edificio fradicio e traballante del sistema di oppressione del continente europeo in vigore dal 1945. Naturalmente, se tutti gli “attori politici e sociali ufficiali” degli stati fantoccio che compongono la cosiddetta U.E. (ridottisi al rango di burattini facenti funzione!) possono essere correttamente definiti responsabili del proseguimento e dell’attuazione di tale ignobile tirannia (retta sempre e comunque dagli occupanti militari “a stelle e strisce”!), è pur vero che vi sono gradi diversi di corresponsabilità. Quella assunta dai cosiddetti “contestatori” è certamente assai grande e gravissimaMoralmente, ormai ci è chiaro, essi hanno, di fatto, assunto la funzione di “traghettare” il malcontento politico-sociale delle masse all’interno delle forme imposte dal Sistema che ci vessa da tre quarti di secolo (per intenderci, allo stesso modo in cui, emblematicamente, si è svolta la parabola politica del cosiddetto “Movimento 5 Stelle”, il cui sporco ruolo di puntello istituzionale noi stessi denunciammo molti anni addietro, anticipando rispetto a tutti la vera natura e gli scopi di quel gruppo! QUI ). Ecco allora che, con o senza il dolo di tutti i suoi partecipanti, con o senza una percezione della realtà più o meno chiara e diffusa tra i simpatizzanti, siffatti gruppi, ancorandosi ai valori ufficiali dell’antifascismo, concretamente operano, di fatto, quale quinta colonna nemica infiltrata nella popolazione, impedendole quella vera presa di coscienza, incentrata sulla contestazione integrale del sistema antifascista e sul riconoscimento della inutilità assoluta dei “ludi cartacei” . Una consapevolezza che senza tali “serpi” allevate dal Sistema stesso, potrebbe altrimenti consolidarsi saldamente a livello popolare, generando una seria presa di coscienza collettiva.

Ad esempio, nei cosiddetti media “indipendenti” (anche se questo termine, che in teoria dovrebbe indicare il “legame reciso” con i media generalisti, come abbiamo anche osservato di recente in relazione al caso “Paragone-Donadel” [qui], e prima ancora anche con la “Casaleggio e Associati” [qui], assume solo un valore fittizio, poiché sempre più chiaramente tali mezzi di comunicazione assumono le vesti di tentacoli occulti di quella multiforme piovra che rappresenta il Sistema pluto-massonico al potere!) sono sempre più diffuse alcune critiche che, se prese nella loro scarna essenza, potrebbero avere sicuramente un senso ed un peso nel quadro della presa di coscienza popolare, che noi fascisti per primi auspichiamo. Ma anche questa appare ormai essere una manovra, poiché, se osservata con attenzione, rivela chiaramente la propria contiguità alla logica del “Cavallo di Troia antifascista”, usata da tutti gli esponenti attuali della politica e della cultura ufficiale. Infatti, al fine di poter meglio veicolare il proprio “veleno ideologico”, nel tempo in cui alla potenziale voglia d’impegno politico espressa da poche minoranze motivate, si contrappone una generale disaffezione volutamente indotta nella popolazione, per il Sistema medesimo è necessario e vitale imbrigliare le menti ed i cuori dei dissidenti, dentro “contenitori politici pre-costituiti” che, accarezzando temi che emergono dal marciume politico dominante, indirizzano sempre e comunque i malcapitati contestatori verso le categorie politiche sulle quali si fonda l’intero ordine liberale al potere (retto dalla plutocrazia massonica!), riconducendoli così, per tale mezzo, alla medesima “prigione mentale” che i suddetti contestatori dicono di voler abbattere! Ecco come il Sistema antifascista ottiene di impedire in ogni tempo ed in ogni luogo, ogni revisione politica verace (che, lo ricordiamo, costituisce un atto essenziale e necessario per ricostituire il tessuto politico e sociale nazionale sul quale è imperniata una comunità, come già rivelò a suo tempo acutamente nella propria analisi il fascista Carlo Alberto Biggini, qui). Proprio in base all’obiettivo generale della plutocrazia internazionale, tale espediente risulta assolutamente pertinente e programmato, per “conseguire” l’obiettivo generale del “Nuovo Ordine Mondiale” massonico. In tal senso, le elites pluto-massoniche hanno già previsto, dunque, che si debba a volte “allentare”, a volte “stringere” la morsa sulle masse, al fine di preservare sempre e comunque i propri obiettivi.

Ma torniamo all’attualità più immediata. Di recente sono comparsi alcuni studi interessanti relativi alle due questioni vitali del presente momento storico: lo Stato di Polizia fondato sul terrore mediatico che stiamo subendo collettivamente, e la degenerazione indotta della salute fisica e mentale, patita dalla popolazione (i cui effetti devastanti colpiscono primariamente bambini e anziani) in virtù delle imposizioni tiranniche in corso, attuate dagli pseudo-governi in carica, con la scusa dell’altrettanto pseudo “pandemia assassina” denominata Covid 19. Riflessioni che si stanno diffondendo, naturalmente al di fuori del circuito monopolizzato dai media generalisti (e questo, ovviamente, fa parte del “gioco delle parti” in corso!). Lavori curati da giuristi e “costituzionalisti” che mettono in evidenza l’illegalità degli atti compiuti dal governo “P.D. – 5 Stelle”, guidato dal facente funzioni Conte, incentrati principalmente sulla base del fatto che la “Costituzione della repubblica Italy-ota” non prevede lo “stato di necessità” (l’eccezionalità della produzione legislativa è data da questo fattore, non dall’eventuale emergenza), e che il Presidente del Consiglio, in questo caso, ha disatteso l’unica Legge che avrebbe potuto dare una veste giuridica “accettabile” agli interventi successivi, ma ovviamente con forme opposte a quelle attuali: si tratta della legge che regolamenta le emergenze di pertinenza della Protezione Civile (Decreto legislativo n. 1 del 2 gennaio 2018). Invitiamo i nostri lettori a consultare tale decreto, per farsi una idea. Dunque, il facente funzioni Conte ha compiuto, letteralmente, l’ennesimo colpo di stato (da assommare agli altri precedentemente posti in essere dai suoi predecessori istituzionali, burattini filo UE-isti suoi pari, tutti nelle mani della Plutocrazia massonica). Dopo aver compiuto il golpe, ha instaurato, successivamente, uno Stato di polizia vero e proprio. Ma a questo punto, la narrativa dei cosiddetti “sovranisti”(che molto singolarmente si fonda anch’essa “sui valori della resistenza antifascista”, sui simboli della guerra civile e sull’americanismo “neo-con”, sulla   “Costituzione inviolabile”, varata nel 1948 col placet degli occupanti stranieri “a stelle e strisce” ed in base alle loro esigenze, insomma,  su di una somma di elementi che con gli interessi e l’avvenire del popolo italiano non hanno mai avuto nulla a che vedere) ecco che “scopre” finalmente il volto di quello che a parer loro sarebbe il “vero nemico” del nostro popolo …il Totalitarismo Fascista! Infatti, le analisi dei “sovranisti” fanno notare che tali oligarchi, nel realizzare le tesi contenute nel cosiddetto piano Kalergi (di cui anche noi fascisti de “IlCovo” già discutemmo, ad esempio QUI), utilizzano le tecniche di cui scrisse l’antropologo francese Gustave Le Bon (qui), che hanno reso manifeste a loro volta le modalità atte a “manipolare le masse”, di cui essi accusano essere stato promotore e realizzatore proprio quel Benito Mussolini, da sempre spauracchio della “repubblica delle banane” antifascista! [1] …il quale, ovviamente, stante tale interpretazione forzata e falsa dei fatti, sarebbe anche il concreto ispiratore del disastro attuale, cagionato dagli oligarchi della cosiddetta Unione Europea!  Ecco rivelato il “sillogismo bacato” che sta a fondamento della messinscena sovranista. Così, ancora una volta, come da copione, per un verso o per un altro, la colpa dei mali italiani viene fatta risalire a Mussolini ed al Fascismo! Purtroppo, tali antifascisti di professione sono ampiamente aiutati nel loro compito spregevole da alcuni storici che potremmo definire “pseudo-revisionisti”; quegli studiosi, per intenderci, che escono dal coro della “vulgata marxista” per costruirne un’altra, tutta loro, apparentemente diversa ma ad essa, di fatto, del tutto speculare, poiché comunque funzionale alla damnatio memoriae del Fascismo, come raccomandano da sempre i burattinai pluto-massoni che, nell’ombra, dirigono dal 1943 tutta la messinscena politica nostrana. Dunque, secondo la tesi dei cosiddetti sovranisti, Benito Mussolini e lo Stato Totalitario Fascista, non hanno fatto altro che applicare per primi e meglio di tutti, le teorie di antropologi culturali come Le Bon ed altri studiosi che scrissero  tra il XIX e XX secolo (fatto assai discutibile; declinato da codesti personaggi in modo volutamente fuorviante!), per cercare di arrivare a realizzare un’entità politico-governativa oligarchico-oppressiva, centralizzata ed etno-mondialista, come quella descritta successivamente nell’opera del Kalergi (deduzione completamente FALSA se messa in relazione al Fascismo!), cui oggigiorno si ispira, a sua volta, tutta la nomenclatura filo UE-ista. Per cui, secondo costoro, la forma di un governo coercitivo, estesa a tutta la popolazione, a mezzo dell’uso tattico del “bastone e della carota”, del coinvolgimento emotivo della massa tramite i mezzi di comunicazione, del dominio “dell’Uomo carismatico” sulle folle anonime, costituirebbero i caratteri salienti ed essenziali del progetto Totalitario Fascista, segni che, essendo altresì in parte presenti oggigiorno nel super-stato in fieri cui vuole pervenire la nomenklatura partitocratica favorevole all’Unione Europea, portano alle conclusioni espresse nel loro teorema politico bacato! Ecco il solito modo di “contestare”, che non contesta affatto l’ordine costituito vigente ma lo puntella!

Invece, la peculiarità del Totalitarismo Fascista, come ampiamente documentato dai suoi ideologi, a cominciare da Mussolini e come noi stessi abbiamo rilevato nei nostri lavori, mostra una forma di Stato e di Governo OPPOSTI alle definizioni diffuse in modo propagandistico dagli antifascisti di tutte le provenienze. Il Fascismo è qualificabile come “movimento totalitario” in un’unica accezione, ossia quella codificata nella Dottrina del Fascismo [2]. Ivi, lo stesso Mussolini scriveva che …“Il concetto di autorità fascista non ha niente a che vedere con lo stato di polizia” [3]. Formalmente, alla luce degli eventi storici presi in esame, lo Stato Fascista non perseguitava il dissenso (Croce insegna!), bensì impediva la sovversione politica [4]. Inoltre, le stesse formule interpretative adottate dagli storici “pseudo-revisionisti”, quali “Totalitarismo imperfetto”, “Via italiana al Totalitarismo”, “Autoritarismo centralista”, ecc., quantunque lontane dalla comprensione verace del significato attribuito chiaramente dai teorici fascisti al concetto in questione, per come espresso nelle loro opere,  dimostrano comunque che tale “problema” di definizione non è ignoto al mondo accademico. Mussolini, lo abbiamo ricordato anche di recente (in un articolo rivolto a smascherare il ruolo di fiancheggiatori dell’antifascismo assegnato dalla “repubblica delle banane italy-ota” agli pseudo-fascisti: QUI), al contrario di quello che per anni ci siamo sentiti raccontare dalla propaganda antifascista, aveva lavorato affinché lo Stato Fascista potesse “generare”, attraverso istituti e strutture dirette dal P.N.F. rivolte a coinvolgere attivamente tutta la popolazione nella vita dello Stato, una Gerarchia interclassista di uomini del Popolo, che potessero succedergli nella conduzione del Partito Nazionale Fascista alla guida della Nazione, prescindendo dalla sua figura come personaggio legato al dato della temporalità terrena, senza che ciò minasse il suo ruolo storico di ideologo, fondatore e guida politica del movimento rivoluzionario italiano delle camicie nere. Ecco allora che, se si vuol davvero comprendere l’essenza del Fascismo, bisogna necessariamente guardare al contenuto ideale del totalitarismo fascista, che era “etico-organicistico” ossia Etico-Corporativo [5]. Senza la comprensione della Dottrina del Fascismo, il cui perno è rappresentato da una concezione eminentemente spirituale dell’esistenza umana, non è possibile comprendere la forma Statuale fascista (che a sua volta, non ha nulla a che vedere con le tirannidi monocratiche, ma riassume la teoria dell’organicismo filosofico e politico ereditata dalle filosofie spiritualiste che hanno contraddistinto la civiltà italiana) ovvero, quella di uno Stato concepito organicamente come unità politica, morale ed economica; un Corpo politico-sociale coeso, in cui ciascuna parte è interconnessa alle altre e dove tutte, svolgendo differenti compiti, partecipano all’unisono e direttamente alla vita politica e sociale dell’intera Nazione, all’insegna dei valori della Civiltà dello Spirito! Dunque, alla luce di quanto appena scritto, partendo sempre da nostre valutazioni già espresse a più riprese (QUI), incentrate sulla contestazione della “definizione ufficiale” del “Totalitarismo”, che scorrettamente tenta di livellare i regimi di massa novecenteschi, soffocandoli dietro la coltre di un moralismo falso ed ipocrita, ci appare ugualmente FUORVIANTE il definire vagamente tale sistema come se fosse un metodo generico di controllo politico, comune a tutte le forme di governo che agiscono utilizzando incondizionatamente i mezzi di comunicazione per influenzare in qualunque modo l’opinione pubblica, anche col terrore, avvalendosi poi delle forze di polizia per reprimere il dissenso in funzione anti-popolare; poiché ragionando in tale modo si omette volutamente e colpevolmente di precisare che è proprio la concezione organico-spiritualista della società a contraddistinguere ideologicamente ed esclusivamente il Totalitarismo fascista, (ossia storicamente la prima esperienza politica mondiale ad essere definita come tale e l’unica ad accettare per se stessa la qualifica di TOTALITARIA), una caratteristica fondamentale che è inoppugnabilmente assente in tutte le altre esperienze politiche odierne e passate; non soltanto nella democrazia liberale partitocratica incentrata sull’individualismo edonista, ma persino nei regimi a partito unico come quelli comunisti o quello nazista, che non prescindevano dal materialismo e pertanto avevano dello Stato e del Partito due visioni politiche antitetiche a quelle espresse dal regime mussoliniano, come già rilevammo nel 2017 nell’edizione del decennale de “L’Identità Fascista” [6].

Eppure, tale tecnica di dominio, che non possiamo affatto definire totalitaria per i motivi di cui sopra, risulta essere proprio quella dello “Stato di Polizia”, di già inaugurato in Italia in modo camuffato dalla fine del Secondo conflitto mondiale e che oggigiorno rappresenta in modo plateale l’inevitabile approdo di quella liberal-democrazia (già impostaci a colpi di bombe e massacri e di una perenne “strategia della tensione” dai “liberatori anglo-americani” [qui] ), il cui sbocco logico ed inevitabile perviene in tale modo allo stadio definitivo: il dominio di una oligarchia pluto-massonica, che a sua volta si avvale, tramite il proprio potere finanziario, di una tirannia sanitaria, escogitata col fine palese di imporre il proprio volere su di un intero pianeta. Prevedendo un Governo basato sul Numero, sul potere di “parti” del corpo sociale, ognuna rappresentativa di interessi settoriali, porzioni di società esposte a ogni tipo di pressione esterna, risulta inevitabile che poi si arrivi all’esercizio di una oppressione sul tutto da parte del gruppo di pressione più forte, ossia dell’oligarchia mondialista (protetta dal gendarme statunitense!) sul popolo italiano: eccoci servito il vero volto della “democrazia” impostaci con la forza nel 1945! Dove lo Stato Fascista fondava se stesso sull’applicazione dell’Educazione Nazionale e sulla Pedagogia fascista ( studio e applicazione ), innalzando fondamenta culturali moralmente elevate e politicamente solide, queste sono state divelte dalla partitocrazia antifascista liberal atlantista, che ha praticato una de-strutturazione della personalità dei cittadini, attraverso la sollecitazione delle pulsioni e delle passioni individuali più basse, sviluppando una tecnica “ipnotica” di manipolazione delle masse, diffusa a mezzo dei media generalisti, che non ha nulla a che vedere nemmeno con la struttura, figuriamoci poi coi fini del Totalitarismo Fascista.

La prova finale della pervicacia e dell’invasività dagli esiti nefasti dell’attuale tecnica di comunicazione che oggi imperversa sulle televisioni e nei giornali, propria dello Stato di Polizia ed esercitata attraverso quelli che sono a tutti gli effetti degli abusi psicologici, la fornisce proprio il rapporto stilato da varie associazioni di psicologi e psicoterapeuti in base all’esame della salute fisica e mentale a seguito del “blocco totale” attuato nei mesi scorsi dal governo della marionetta Conte e degli altri manutengoli della plutocrazia usuraia presenti nel “parlatoio italy-ota”. Essi, con grande preoccupazione, denunciano la distruzione, in una grande percentuale di casi, della struttura morale e psichica soprattutto dei giovani e degli anziani, lamentando un aumento esponenziale di patologie la cui gravità porta perfino al suicidio. Stesso discorso vale per la tecnica del “distanziamento sociale” dei giovani (soprattutto bambini), o per l’uso nocivo della “mascherina-bavaglio” che letteralmente ci avvelena con la nostra stessa anidride carbonica, tutti fattori a mezzo dei quali la popolazione subirà un danno terribile e di inimmaginabili proporzioni, proprio a seguito della scusa di voler nominalmente “tutelare la salute”, messa in atto dallo pseudo-governo italy-ota, servo di criminali internazionali senza scrupoli (qui). Inutile ricordare al lettore che tale devastazione premeditata della gioventù, si oppone alla Pedagogia e all’Educazione delle giovani generazioni, attuata proprio dallo Stato Totalitario Fascista. Alla luce di queste considerazioni, invitiamo a guardare i falsi profeti con nuovi occhi: essi sono la quintessenza del tradimento del nostro popolo nonché gli alfieri di ciò che, davvero alla luce dei fatti, rappresenta l’incarnazione dell’unico e concreto male assoluto che ci affligge!

IlCovo

NOTE

1) Mussolini, invece, come affermato nell’autobiografia in lingua inglese diffusa negli anni del suo governo (Cfr. “La mia vita”, di B. Mussolini, edizione tradotta da M. Mazzanti, B.U.R., 2018, p. 46), dichiarò di aver studiato molti autori, pensatori, filosofi, tra cui il Le Bon, il cui testo “La psicologia delle folle” fu uno di quelli che lo interessò particolarmente. Ma, ed è questa la questione fondamentale, egli creò una sua propria concezione, differente ed originale. Infatti, la “teoria delle elites” di Leboniana memoria, non collima in nulla, con la “Teoria delle Gerarchie volontariste” di Mussolini. Stesso discorso per la “teoria delle masse”; che secondo Le Bon, ad esempio, sono “oggetti informi”, “bruti”, che un “pastore” dovrebbe guidare imponendo il proprio “sapere”. In Mussolini, è il Popolo, gerarchicamente inteso, ad essere il soggetto d’eccezione, da “cesellare” come fa l’artista con un marmo pregiato, ma nel caso politico in questione, attraverso delle Gerarchie preparate politiche (“aristocrazie spiritualmente intese”. Ovvero: non esclusiviste ed elitarie, ma inclusiviste e docenti). La “condivisione della preparazione”, è a fondamento della concezione mussoliniana, in questo sviluppando la forma di “DOCENZA-DISCENZA” presente nella cultura Latina mediterranea. Dunque, l’antifascismo, accusa Mussolini di ciò che invece attua scientemente il sistema liberale!

2). Cfr. LA DOTTRINA DEL FASCISMO – terza edizione riveduta, ristampa a cura di Marco Piraino e Stefano Fiorito, Lulu, 2014. La Dottrina Fascista, definisce “Totalitarismo Fascista” quanto segue: “Anti-individualistica, la concezione fascista è per lo Stato; ed è per l’individuo in quanto esso coincide con lo Stato, coscienza e volontà universale dell’uomo nella sua esistenza storica. E’ contro il liberalismo classico, che sorse dal bisogno di reagire all’assolutismo e ha esaurito la sua funzione storica da quando lo Stato si è trasformato nella stessa coscienza e volontà popolare. Il liberalismo negava lo Stato nell’interesse dell’individuo particolare; il Fascismo riafferma lo Stato come la realtà vera dell’individuo. E se la libertà deve essere l’attributo dell’uomo reale, e non di quell’astratto fantoccio a cui pensava il liberalismo individualistico, il Fascismo è per la libertà. E’ per la sola libertà che possa essere una cosa seria, la libertà dello Stato e dell’individuo nello Stato. (13) Giacché, per il fascista, tutto è nello Stato, e nulla di umano o spirituale esiste, e tanto meno ha valore, fuori dello Stato. In tal senso il Fascismo è totalitario, e lo Stato fascista, sintesi e unità di ogni valore, interpreta, sviluppa e potenzia tutta la vita del popolo. (14)

Giova citare le note ufficiali all’edizione della Dottrina del Fascismo: 13) … nel nostro Stato la libertà all’individuo non manca. Egli la possiede più che l’uomo isolato: poiché lo Stato lo protegge, egli è una parte dello Stato. L’uomo isolalo invece resta indifeso. [LUDWIG, l. c., pagina 129.] ; 14)…Oggi preannunziamo al mondo la creazione del potente Stato unitario italiano, dall’Alpi alla Sicilia, e questo Stato si esprime in una democrazia accentrata, organizzata, unitaria, nella quale democrazia il popolo circola a suo agio, perché, o signori, o voi immettete il popolo nella cittadella dello Stato, ed egli la difenderà, o sarà al di fuori, ed egli l’assalterà. [S. E D.: 1927; vol. VI, pag. 77.] 
Nel regime fascista l’unità di tutte le classi, l’unità politica, sociale e morale del popolo italiano si realizza nello Stato e soltanto nello Stato fascista. [S. E D.: 1928; vol. VI, pag. 282.] 

3) Idem. LA DOTTRINA DEL FASCISMO – terza edizione riveduta, ristampa a cura di Marco Piraino e Stefano Fiorito, Lulu, 2014.

4) Al riguardo fu lo stesso Mussolini a pronunciare parole chiarissime: “Mi si accusa di aver impedito all’editoria italiana di pubblicare e diffondere testi formalmente, e sostanzialmente, contrari ai contenuti della cultura del fascismo. Marx, Stirner, circolano liberamente in Italia sottobraccio a Proudhon e a Sorel. Le edizioni del signor Piero Gobetti non sono affatto state avviate al rogo. La lettura delle collezioni di giornali antifascisti, dal numero 1 di tali quotidiani al numero n del giorno della loro chiusura sono consultabili in almeno quaranta biblioteche pubbliche di casa nostra. Le edizioni Laterza, le edizioni Monanninon mi risulta siano state soppresse. Una rivista come “La Critica” ha lettori in tutta Italia. Non ammetto la stampa del fuoruscitismo. E ciò mi sembra giustificabile. Una pubblicistica che incita all’odio contro la rivoluzione e invita chiunque a sopprimerne i capi più rappresentativi non può essere consigliata come lettura serale, de chevet, al pubblico italiano. La spinta a delinquere non credo abbia mai fatto cultura”. (In Yvon De Begac, “Taccuini mussoliniani”, Bologna, 1990, Il Mulino, p. 416).

5) Vedere la voce “Organicismo” edita dall’Enciclopedia Treccani: (Qui)

6) …”Sulla base di tali constatazioni è possibile affermare senza dubbi che il Fascismo ha avuto in comune con i regimi di massa novecenteschi il metodo totalitario, anzi, sarebbe più corretto affermare addirittura che esso stesso ha diffuso un tale metodo globalmente, caratterizzabile secondo Juan Linz dalla presenza simultanea di tre precisi elementi: 1) una ideologia autonoma, intellettualmente elaborata, in grado di indirizzare e legittimare le scelte politiche del regime; 2) un partito unico di massa con una fitta rete di organizzazioni da esso dipendenti aventi il compito di inquadrare e mobilitare il popolo ad una permanente partecipazione politica; 3) la presenza di un capo carismatico che incarni i valori del regime e che detenga insieme ad una ristretta cerchia di uomini fidati l’effettivo potere politico. Tale definizione del “metodo totalitario” supera le concettualizzazioni statiche e rigide attinenti il totalitarismo, definite così dallo stesso Linz, formulate a partire dagli anni della guerra fredda e figlie di logiche politiche contingenti. Ma non basta. Poiché, volendo restare sempre al significato della classificazione fatta dal Linz, il Fascismo, come abbiamo avuto modo di osservare nelle pagine precedenti, oltre a possedere fin da principio una “mentalità totalitaria”, ossia un atteggiamento intellettuale, figlio di un preciso clima politico culturale (quello dell’Italia dei primi anni del Novecento, pesantemente scossa e rivoluzionata dalla Prima guerra mondiale) elaborò e codifico una propria peculiare ed inconfondibile ideologia, che lo rese unico nel panorama politico mondiale, motivo per cui è oggettivamente impossibile parlare di “fascismi” in riferimento agli altri movimenti politici di destra o sinistra, poiché se è vero che imitarono il metodo totalitario fascista, non ne fecero però mai propria l’ideologia codificata nella Dottrina del Fascismo”. (Cfr. M. Piraino, S. Fiorito, “L’Identità fascista – edizione del decennale”, 2018, Lulu.com, pp. 393/394)

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