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L’ITALIA VITTIMA PERENNE DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE !

 

Cari lettori e simpatizzanti, proprio mente scriviamo, viene aggiunto l’ennesimo tassello al completamento del mosaico che delinea il “nuovo disordine mondiale” sancito dalla plutocrazia massonica mondialista del F.M.I. L’Iran, come la Siria, e prima ancora la Libia che a sua volta era seguita all’Iraq, viene nuovamente accusato dal gendarme statunitense, stavolta di aver colpito due petroliere (qui)… e la “tensione” politica sale. Così come sul “fronte interno”, continua la guerra non dichiarata ai popoli ed alle nazioni del continente europeo, affinché essi vengano fagocitati tutti nella diabolica costruzione “UE-ista” che mira alla realizzazione degli Stati Uniti d’Europa, caldeggiati dal “Depp State” americano, ossia la C.I.A. ed il Fondo Monetario Internazionale di Washington. Purtroppo, questo tragico gioco basato sul continuo scatenamento di guerre preventive verso l’esterno e campagne di intimidazione politico-sociale dirette contro il “fronte interno”, entrambe motivate presso la pubblica opinione a mezzo di menzogne spudorate assurte al rango di verità ufficiali (diffuse senza contraddittorio e in modo martellante proprio da tutti i media di cui dispone il sistema di potere vigente), è divenuto ormai stabilmente il modus operandi di tutti i governi fantoccio in mano degli U.S.A. ed a cui sono stati abituati tutti i popoli che hanno la disgrazia di gravitare nell’area geopolitica del cosiddetto “occidente democratico”. Si tratta della perpetua riproposizione della “Strategia della tensione”, ovvero, la tecnica sperimentata per la prima volta durante l’ultima guerra mondiale dal Comando Alleato anglo-americano ed estesa successivamente nel mondo, alle nazioni gravitanti nell’orbita egemonica dei vincitori atlantici del conflitto, di cui abbiamo più volte già scritto in passato ( qui,  qui, e qui).

Non ci stancheremo mai di sottolineare abbastanza come risulti necessario, anzi imprescindibile, per comprendere l’odierna realtà politica italiana, analizzare la storia degli avvenimenti verificatisi in Italia a partire dalla guerra civile del 1943, scatenata e voluta dal Comando Alleato e dalla successiva suddivisione del corpo politico-sociale, ugualmente pianificata ed attuata dagli statunitensi che, al riguardo, senza tralasciare l’occupazione militare del nostro territorio, hanno diligentemente applicato la “regola aurea” di ogni potere che vuole mantenere il proprio dominio indiscusso su popoli e nazioni a lui estranei: quella di spaccare in modo permanente il fronte interno degli occupati a mezzo dei propri manutengoli, ivi infiltrati in tutti gli apparati ufficiali di Governo nei ruoli direttivi ed in tutti i gruppi politici, per non parlare poi di tutti gli “organi di disinformazione” da loro infeudati in modo indiscusso, con ciò seguendo il più classico metodo del Divide et Impera! Una manovra che consente loro da ben 76 anni di tenere sottomessa e governare la popolazione italiana, indirizzandola verso la realizzazione degli interessi dell’occupante, senza che questa ne abbia alcun sentore. Una occupazione volutamente confusa dalla propaganda atlantica dei “servi in loco” quale “protezione”; ma i risultati per la nazione cosiddetta “protetta” non cambiano di una virgola, poiché non è libera di esprimere politiche autonome, non ha capacità di auto-governo e non ha possibilità alcuna di tutelare i propri interessi, in quanto essi risultano sempre totalmente ed incondizionatamente subordinati a quelli del cosiddetto “protettore”. Di fatto, gli statunitensi hanno derubricato la nazione italiana degradandola al rango di “repubblica delle banane”…nella quale prosperano solo i servi del padrone che obbediscono incondizionatamente! 

Così l’Italia, da sempre crocevia mondiale della Civiltà in virtù della sua posizione geografica unica ed assolutamente centrale tra Europa, Africa e Vicino Oriente, negli ultimi 76 anni, per la sua importanza strategica essenziale assunta nei piani egemonici della plutocrazia statunitense, ha rappresentato di fatto il primo “laboratorio politico e militare” rispetto alla sperimentazione di tale strategia a lungo periodo. Da quell’infausto 8 settembre 1943, con la formalizzazione della sua resa incondizionata al nemico anglo-americano e la conseguente cessione totale della sovranità italiana all’occupante, cui poi è seguita la sottomissione dell’Europa intera, gli Stati Uniti hanno beneficiato del ruolo di padroni esclusivi ed incontrastati del continente. Nel biennio 1943-1945, per molteplici motivazioni storiche che non ripeteremo, la costituzione della Repubblica Sociale Italiana aveva avuto, tra gli altri intenti, quello di provare a dimostrare ancora la presenza di una Sovranità italiana sul nostro territorio e fu percepita dagli stessi Alleati come una minaccia seria e concreta ai loro interessi. Ma gli esiti incerti e sfortunati di tale manovra, difficilissima nelle condizioni in cui versava la nazione in quel particolare e drammaticissimo frangente storico, sono sotto gli occhi di tutti. Eliminata la minaccia fascista a suon di bombardamenti e di fucilazioni sommarie, in un bagno di sangue storicamente misconosciuto e che ha fatto più vittime tra gli italiani di quelle cagionate da tedeschi e fascisti, gli americani hanno rivolto la propria attenzione a stabilizzare i territori occupati e la loro egemonia politica ed economica sul continente. La testimonianza, documentata e preziosissima, di un protagonista al di sopra di ogni sospetto di quel travagliatissimo biennio, ovvero il giornalista antifascista Carlo Silvestri, mostra con chiarezza la dinamica di questa tattica (qui). A margine di tale strategia, vi era la volontà momentanea di spartirsi il mondo in “zone occupate e di influenza”. Tale volontà si tradusse nell’ordine provvisorio uscito dalla conferenza di Yalta (febbraio 1945).

L’Italia, dunque, insieme al resto dell’Europa occidentale “occupata”, divenne da allora “zona di pertinenza statunitense”. L’attuazione di questo stato di “occupazione permanente” o di “protettorato a tempo indeterminato”, usate voi il termine che più ritenete idoneo, è esplicitata magistralmente in una conferenza tenuta dal ricercatore e Storico Svizzero, Dr. Daniele Ganser, che vi consigliamo di vedere:

Come è possibile dedurre anche dall’osservazione del video in sovrimpressione, la stessa divisione politica interna in Italia, tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano, risultava totalmente fittizia e propedeutica alla strategia americana. Nata durante la “guerra civile”, ha rappresentato il necessario corollario per mantenere vivo e permanente lo status quo, nell’intento di tenere permanentemente  diviso il corpo politico-sociale della nazione. Fatto sta  che lo stesso P.C.I. costituiva uno dei “bracci” della strategia suddetta, poiché la volontà di mantenere  un “doppio profilo” da parte dell’entourage comunista, costituiva lo specchietto per le allodole concesso dai “padroni del discorso” per cristallizzare la realtà italiana nel finto duopolio destra-sinistra. Ma non è mai esistita per l’Italia alcuna concreta possibilità di rivoluzioni comuniste. Lo stesso segretario del partito, Palmiro Togliatti, aveva pienamente accettato il ruolo subalterno dell’Italia agli U.S.A. Per non parlare poi del ruolo di “intermediari” svolto da tanti personaggi della nomenclatura comunista (due nomi su tutti; Renato Mieli e Giorgio Napolitano) che, al di là delle apparenze di facciata, mostra chiaramente le reali dinamiche politiche esistite da sempre tra il P.C.I. ed il Governo statunitense.  

Arriviamo così, seguendo rigidamente questo schema, agli “anni di piombo”, che clamorosamente mostrano come dietro la violenza cosiddetta sovversiva, di “rossi” e “neri”, ci fosse sempre lo zampino degli U.S.A. (qui e qui) che fecero di tutto per impedire alla società italiana di poter evolvere autonomamente e serenamente verso un modello politico-sociale nuovo e differente da quello liberal-capitalista imposto dagli occupanti, pure cercato e sentito trasversalmente da tutta la gioventù italiana, che per tale motivo fu ingannata e tradita da tutte le forze politiche, anche in merito alla “creazione a tavolino” del cosiddetto “neofascismo” post-bellico, come abbiamo abbondantemente documentato nel precedente articolo (qui).

Ma è solo dopo il crollo dell’Unione Sovietica al principio degli Anni 90 del Novecento che il “Depp State” statunitense vede vicina la possibilità di egemonizzare in toto lo scenario Euro-mediterraneo senza più rivali. Per arrivare a questo obiettivo, accelera l’operazione Stati Uniti d’Europa, già avviata dalla C.I.A., che è la vera “levatrice” dell’Unione Europea.  Nel successivo video, il fu Giudice nonché Presidente della Suprema Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato, raccontava come lo stragismo “mafioso” diretto da all’altro capo dell’atlantico, abbia contribuito in maniera determinante a tale scenario:

Ebbene, proprio attraverso questo processo ultra decennale si arriva così all’attuale Unione Europea, che a mezzo dell’istituzione arbitraria e unilaterale di una Banca privata che detta legge ai popoli del continente europeo detenendo il monopolio di una moneta fittizia, risponde in pieno del proprio operato solamente ed esclusivamente ai voleri degli usurai pluto-massoni del Fondo Monetario Internazionale di Washington; ecco il passo conclusivo verso l’egemonia globale di quel “World deep state“, come lo chiamava in modo pertinente anche il giudice Imposimato… così, siamo stati catapultati nella “matrix europea”:

Il resto, come denunciamo da anni, è cronaca quotidiana odierna, con l’eterna ossessione mediatica dell’antifascismo ad orologeria ed i pestaggi e le violenze organizzate dal potere costituito ed attribuiti arbitrariamente ai fascisti che non ci sono; con i finti contestatori del sistema, leghisti e penta stellati in primis, che, al pari di tutti i governi che li hanno preceduti, di destra, centro e sinistra, dopo aver fatto credere “gattopardescamente” di voler cambiare tutto, hanno dimostrato solo di eseguire sempre e solamente gli ordini dei “padroni a stelle e strisce” …fregandosene bellamente degli italiani. Per questi motivi, siamo certi che il vero antidoto per i mali del nostro popolo e di tutte le nazioni, risieda nella sola ed unica concezione politica organica che, non a caso, viene osteggiata in tutti i casi e con ogni mezzo (ricordiamo sempre che la “postilla costituzionale” inerente il “divieto di ricostituzione sotto qualsiasi forma del disciolto Partito Nazionale Fascista” è stata voluta dai vincitori anglo-americani della Seconda guerra mondiale, risultando presente sia tra le clausole armistiziali del 1943 che in quelle del “trattato di pace” siglato a Parigi nel 1947, entrambi imposti con la forza all’Italia, sicché tale scelta non scaturì mai dalla “volontà popolare” liberamente espressa del popolo italiano, ma da un ordine indiscutibile impartito da governi stranieri e occupanti) proprio da coloro che oggi, come ieri e come domani, ci vorranno sempre servi e in perenne stato di assoggettamento ad una potenza straniera che ci occupa da oltre settanta anni: la soluzione è la Concezione Fascista, che essi temono più di tutto!

L’attualità di tale ideale è evidente per svariati motivi sui quali abbiamo più volte scritto in passato. Ma già di per sé la stessa guerra continua e permanente che gli viene mossa, per conto terzi (ed abbiamo visto questi “terzi” chi siano), contro la sua stessa esistenza e persino la stessa possibilità di essere conosciuta e compresa, dovrebbe indurre a capire le vere motivazioni di una tale manovra. Per questo motivo è urgente e di capitale importanza mostrarne la verità e spiegarne l’attualità a tutti gli uomini di buona volontà, senza alcuna distinzione! Questo è il compito che noi fascisti de “IlCovo” ci siamo imposti! …e se Dio vuole lo porteremo a compimento!

IlCovo

 

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