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15 MARZO 2022: TRIPLICE VITTORIA! …un’altra data storica per “IlCovo” e gli italiani!

Muro della menzogna - Biblioteca del Covo

Cari lettori, già in altri casi (Deo Gratias!) abbiamo sottolineato i “momenti storici” per la nostra “piccola” ma importante Associazione. La data dello scorso 15 marzo però rimarrà storica non soltanto per “IlCovo”, ma da oggi in avanti potrà rappresentare una pietra miliare per molti cittadini. Come ben sanno i nostri lettori assidui, avendone letto i resoconti che abbiamo pubblicato nel corso degli anni (1: qui, 2: qui, 3: qui), a partire dal 2017 si è palesato sotto la forma ben precisa del processo giudiziario, un evidente attacco politico e ideologico, indiretto nella forma, ma il cui obiettivo direttissimo era evidente nella sostanza, da parte della nomenklatura antifascista istituzionale ufficiale, nei confronti della “piccola formica fascista” che noi rappresentiamo. A dire il vero, in virtù dell’esperienza che abbiamo maturato a partire dal 2006 (l’anno in cui, dal sodalizio tra Marco Piraino e Stefano Fiorito, nacque ufficialmente “llCovo”!) ci era chiaro che tale aggressione, niente affatto inaspettata, avveniva a coronamento di altre che avevamo subìto secondo differenti gradi e modalità, ma tutte con il medesimo obiettivo di colpire i nostri lavori attinenti la cultura politica e la storiografia, indirizzati alla formazione ideologica ed alla ricerca storica inerenti il Fascismo. Ma l’attacco in questione è stato sferrato a mezzo di un pretesto politico che si colloca nel passato, che a sua volta, restando alla stretta norma giuridica, è stato reso possibile solo in virtù di un palese arbitrio che ha scientemente strumentalizzato in senso maggiormente vessatorio la lettura delle stesse leggi costituzionali vigenti. Il 15 marzo 2022, dunque, come avevamo annunciato in precedenza (qui) si è così giunti al terzo ed ultimo grado di giudizio, in cui la Suprema Corte di Cassazione di Roma avrebbe dovuto stabilire la legittimità o meno della precedente sentenza di secondo grado della corte di Appello di Assise di Brescia, che si era a sua volta pronunciata in linea col giudizio in primo grado del Tribunale di Mantova, per l’assoluzione con formula piena per gli imputati perché “il fatto non sussiste”. Quale fatto? Quello relativo all’accusa di aver “ricostituito” nel 2000, sotto la forma del movimento dei “Fasci italiani del Lavoro – MFL”, il “disciolto partito fascista” ed a mezzo di stampa e di atti politici, aver perseguito la “violenza, il razzismo e la sovversione dell’ordine democratico”, tutti elementi associati arbitrariamente come centrali ed intrinsecamente connaturati all’essenza stessa dell’identità ideologica del fascismo, per come citati dalle Leggi Scelba e Mancino. Il “quid novi” di questo atto di accusa – perseguito negli anni, a partire dal 2017, con assoluta tenacia, invero degna di miglior causa! – fino ad arrivare al 2022, sta nell’aver sventolato come “prova della condotta apologetica, violenta, razzista e sovversiva”, tra le presunte altre, la stampa di un Libretto di formazione politica, contenente anche lo statuto ed alcuni documenti storici, redatto proprio nel 2000 dall’allora giovane Marco Piraino, in quel frangente responsabile della Cultura e Propaganda del suddetto movimento. Il quale nel 2002, dopo due anni dalla fondazione del gruppo, si dimise da ogni incarico, in polemica con la linea politica assunta dal soggetto politico in questione, in quanto, come tutti i partiti “neofascisti”, stava palesando i connotati partitici tanto cari alla vulgata antifascista e altrettanto osteggiati e combattuti dallo stesso Marco Piraino, che nel frattempo, terminata quella esperienza, aveva ormai compreso la valenza strumentale del concetto stesso di “movimentismo politico” in senso lato, quale “cavallo di Troia” per incatenare la vera Formazione Culturale e Dottrinaria e impedire ogni reale Revisione ideologica della “damnatio memoriae” rispetto alla Dottrina Fascista (proprio l’obiettivo primario che, invece, aveva ufficialmente dichiarato di voler perseguire a mezzo del suo ruolo ricoperto in seno a quel gruppo). Nei primi due gradi di giudizio, dunque, impostando la Difesa sulla disamina puntuale ed approfondita di tali punti e sulla valenza preminente del “Libretto” sotto accusa, che è stato analizzato proprio alla luce dell’obiettivo storico-politologico che lo stesso Piraino vi esplicitava nelle sue pagine, si è arrivati a sentenziare inequivocabilmente da parte dei giudici su due punti fondamentali:

  1. …che non è possibile definire il MFL quale “ricostituzione del disciolto partito Fascista”; poiché né lo statuto, né il programma politico, che si ispirava formalmente solo ad alcuni elementi politico-sociali del fascismo, potevano essere riconosciuti e ricondotti ai reati rispondenti alle caratteristiche illustrate dalla Legge Scelba e Mancino;
  2. …che non è possibile definire il Libretto politico-culturale di cui sopra, quale mezzo finalizzato alla diffusione a mezzo stampa di condotte definite criminali come quelle elencate dalle già citate Leggi Scelba e Mancino.

Questo perché le Corti, in due casi, ossia in primo grado e nell’appello in Corte d’Assise, accogliendo la disamina della difesa e riconoscendola veritiera, si sono limitate a confermare ed a sottolineare che, qualora si fosse proceduto alla condanna, sulla base di elementi soggettivi e di atteggiamenti di singoli imputati, si sarebbe avallata una lettura non restrittiva delle norme costituzionali, come la Cassazione aveva di già evidenziato in passato, e si sarebbe entrati, di fatto, nella sanzione del reato di opinione. Le Corti, nella fattispecie, hanno preso ad ipotetico esempio proprio una forma associativa come quella che si è data non a caso “Il Covo”, ammettendo che se si fosse attuata una condanna al riguardo, sarebbe stato come avallare la persecuzione politica e pratica nei confronti di chiunque si fosse voluto associare con lo scopo di diffondere la reale conoscenza storico-ideologica attinente il fenomeno politico fascista: sarebbe, cioè, bastato fondare tale conoscenza sullo studio e la diffusione dei principi dottrinali del fascismo, scevri da qualsivoglia condanna aprioristica! …proprio come avviene nel caso de “IlCovo”.

Sentenza N. 97/19 – Tribunale di Mantova (pag. 9), confermata in appello.

[…] Del resto si pensi ai risultati paradossali che potrebbe comportare una interpretazione estensiva dell’articolo 11 L. 645/52. Per integrare il reato basterebbe che un gruppo, anche se innocuo, di almeno 5 persone […] fondasse una associazione per ricordare, con toni altamente elogiativi, la figura e l’opera di Alfredo Rocco, o di Giovanni Gentile, o di Italo Balbo. Non si tratterebbe di un gruppo che rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti proprio del disciolto partito fascista? Idem per una associazione […], fondata per ricordare, con accenti celebrativi, la Marcia su Roma o la conquista dell’Etiopia. Anche in tal caso, seguendo una interpretazione estensiva, vi sarebbe ricostituzione del disciolto partito fascista, in quanto gruppo che rivolge la sua attività di un fatto proprio del predetto partito…

Ordunque, risulta oltremodo chiaro che gli accusatori volessero pervenire proprio a tale “interpretazione estensiva” delle leggi, per aprire la porta al reato di opinione, rivolto a colpire, guardate voi i casi della vita, proprio quelle associazioni che svolgono esattamente l’attività su descritta. Vi lasciamo indovinare quale tipo Associazione svolge tale opera formativa dal 2006 (NOI!) e in compagnia di quante altre (NESSUNA!). Non ci siamo mai dimenticati, infatti, della campagna propagandistica gestita da sinistri e destri che ha accompagnato tale persecuzione politica, tantomeno a chi abbia fatto direttamente riferimento! (qui e qui e qui).

Così come è agli atti che, nonostante tale disamina giuridica volta a sconfessare qualsiasi interpretazione della legge di carattere estensivo, fosse stata nettamente ribadita con chiarezza e in modo ufficiale in due distinti gradi di giudizio, il ricorso in Cassazione è stato pervicacemente presentato comunque dall’accusa! Quindi, è legittimo affermare con sicurezza e senza tema di smentita, che il fine degli accusatori, doppiamente ricorrenti, fosse fin dall’inizio POLITICO, oltreché PERSECUTORIO e VESSATORIO contro persone che non si sono macchiate di nessun reato, nemmeno di quelli ipotizzati nelle Leggi Scelba e Mancino! Chiaramente, lo scopo palese dell’accusa, era di associare “sic et simpliciter” la definizione di Fascismo al reato penale “strictu sensu” – in verità tutta la vicenda in questione, alla luce della evidente marginalità politica del soggetto contro cui è stata nominalmente diretta, acquisisce il suo vero senso politico, proprio in virtù dei fatti emersi nell’ambito giuridico riguardante tali processi, solo ed esclusivamente se si riconosce che l’intento recondito di chi ha voluto che questa causa giudiziaria balzasse agli onori della ribalta nazionale, era di procedere contro “qualcuno” che aveva scoperchiato il vaso di Pandora ideologico sigillato dall’antifascismo istituzionale, denunciandone e sbugiardandone TUTTE le menzogne inerenti il “fascismo-male assoluto” in esso contenute – e per far ciò si è vistosamente cercato di far leva sulle definizioni di reato presenti nelle Leggi Scelba e Mancino, tentando di estenderne forzosamente la portata anche alla espressione del pensiero o della opinione in relazione al Fascismo, non importa se corroborata o meno da prove storico-politologiche. A favorire questa palese forzatura ideologica presso l’opinione pubblica, contribuiva altresì il clima politico di “caccia alle streghe” sapientemente montato ad arte da partiti e movimenti di tutte le correnti, culminato non a caso con la  proposta di Legge del deputato del PD Emanuele Fiano, il quale, in merito agli inasprimenti delle Leggi Scelba e Mancino, sebbene non ancora approvati in via definitiva, aveva espressamente introdotto il “reato di propaganda fascista”, proprio inerente al contenuto delle idee, che doveva andare ad aggiungersi a quello del “tentativo di ricostituzione del disciolto partito fascista”. Al riguardo va rilevato che, assai singolarmente, la querelle giudiziaria intentata dall’accusa, ha ricalcato in modo pedissequo proprio quell’iter presente nelle proposte di legge del Fiano e della sua parte politica, così come stranamente l’obiettivo degli accusatori-ricorrenti era esattamente quello di definire quale reato anche la sola e semplice attribuzione o assimilazione al fascismo di un gruppo di soggetti o la diffusione di contenuti attinenti la Dottrina Politica Fascista, associandola arbitrariamente, non importa se in ciò corroborati dai fatti, a quel “male assoluto” da reprimere con tutti i mezzi legali possibili. Ovviamente, il fatto che tale attacco sia stato rivolto con tali modalità proprio verso il dottor Piraino (a mezzo di una accusa pretestuosa accampata riguardo a fatti risalenti ad un ventennio prima!) e tramite esso, verso l’ambito cui si rivolge esplicitamente l’opera divulgativa dell’associazione “IlCovo” dal 2006, dovremmo pensare che rappresenta soltanto una pura e sfavorevole coincidenza fortuita!

Così siamo giunti al 15 marzo 2022. In discussione, dunque, non c’era soltanto la persecuzione in atto nei confronti di persone che non avevano commesso alcun reato penale, ma quel che più conta per tutti gli italiani, anche e soprattutto la possibile introduzione ufficiale di fatto del reato di opinione, diretto in primis a sanzionare il pensiero politico dottrinale fascista; con la figura del magistrato eventualmente non più incaricata di far luce su di una possibile condotta dolosa oggettivamente dimostrabile in base a precisi comportamenti, ma preposta a condannare a priori ogni riferimento politico-ideologico al fascismo, con ciò definitivamente inserito per sé stesso nella giurisprudenza della repubblica quale reato di pensiero, inaugurando l’era del processo alle idee e percorrendo in tale modo il primo vero passo verso la proclamazione ufficiale del regime di “democrazia protetta”, altro modo “politicamente corretto” per definire formalmente lo Stato di Polizia. Tuttavia, è pur vero che un atto di simile gravità non poteva essere intrapreso con leggerezza. Attuare un passo di questo tipo, infatti, equivaleva a proclamare apertamente una persecuzione istituzionale delle idee in quanto tali!

Così, cari lettori, vi possiamo annunciare che la Suprema Corte di Cassazione non solo non ha compiuto un tale passo nefasto, ma ha RIGETTATO IL RICORSO PRESENTATO DAGLI ACCUSATORI, NON ACCOGLIENDO NESSUNA DELLE OBIEZIONI IVI PRESENTI!

Muro della menzogna II - Biblioteca del Covo

La nostra Difesa, curata dall’impareggiabile avvocato Monica Longo, nel corso di tutti e tre i processi, ha sagacemente individuato fin dal principio come elemento centrale della materia del dibattimento dovesse essere non solo il dato meramente politico ma anche e soprattutto quello POLITOLOGICO E CULTURALE, proprio sulla scorta del curriculum del dottor Piraino e dell’attività di approfondimento storico-ideologico da egli compiuta con la nostra associazione, a mezzo delle sue pubblicazioni riconosciute in ambito accademico internazionale! Indubitabilmente grazie a questa esperienza ed alla tenacia dell’Avvocato Difensore, che ne ha riconosciuto il valore dei presupposti filosofico-culturali universali e li ha rimarcati proprio in relazione al vero obiettivo posto in essere dall’accusa che ha dato vita a tale incresciosa vicenda giudiziaria, si è potuti arrivare, PER LA PRIMA VOLTA IN 80 ANNI, ALLO SDOGANAMENTO CULTURALE UFFICIALE DELLA DOTTRINA DEL FASCISMO COME ELEMENTO POLITOLOGICO DOTATO DI UNA SUA DIGNITA’ FILOSOFICA, MA ANCHE E SOPRATTUTTO DELLA LICEITA’ DELLA SUA DISCUSSIONE IN PUBBLICO DA PARTE DI COLORO CHE SE NE DICHIARANO ESTIMATORI IN QUALITA’ DI FASCISTI. Ovviamente ci riserviamo di analizzare in dettaglio, quando verranno rese note, le motivazioni che hanno portato i giudici a pronunciarsi in tal senso.

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Dante e Virgilio assistono alla punizione di Bruto, uccisore di Cesare.

Ma è indubbio come quello che si è configurato da subito quale processo alle idee, che nelle intenzioni delle forze politiche che hanno aizzato tale persecuzione immotivata (forti del loro ruolo istituzionale!), doveva rappresentare il definitivo requiem tanto per le idee del Fascismo mussoliniano quanto per coloro che ne volevano diffondere, difendere e dibattere i principi filosofico-politici, invece si è miracolosamente trasformato in concreto nel clamoroso sdoganamento ideologico del pensiero fascista. Un successo ascrivibile di fatto e di diritto alla condotta di una “piccola” ma caparbia e motivata Associazione: ilCovo, Studio del Fascismo Mussoliniano, Scuola di Mistica Fascista “Niccolò Giani”! Le sofferenze da noi patite nel corso di questi anni, le dedichiamo con tutto il cuore ai banditori ed ai martiri di tale luminosa Dottrina fondata da Benito Mussolini: a Niccolò Giani ed ai mistici fascisti in primis, poi a Carlo Alberto Biggini, Armando Carlini, Giovanni Gentile, Alfredo Rocco, Gastone Silvano Spinetti, Carlo Costamagna, Bruno Biagi, Emilio Bodrero ed a tutti, davvero tutti gli italiani che, con animo grande e generoso, hanno sacrificato ogni cosa, finanche la propria vita, per diffondere tale filosofia politica. Una dottrina che, sebbene misconosciuta e bistrattata indistintamente da tutti i gruppi politici contigui al sistema di potere vigente (a cominciare dai pupazzi cosiddetti neofascisti!), DA OGGI, FINALMENTE, NON PUO’ PIU’ ESSERE ASSOCIATA ARBITRARIAMENTE IN MODO LEGALE AD ALCUN “MALE ASSOLUTO” E COME TALE UTILIZZATA COME PRETESTO POLITICO PER INTIMIDIRE, TACITARE E PERSEGUITARE I SUOI RICERCATORI, EPIGONI O SEMPLICI ESTIMATORI CHE VOGLIONO QUALIFICARSI ED ESSERE RICONOSCIUTI PUBBLICAMENTE COME FASCISTI!

Ringraziamo il nostro legale, tutti coloro che ci hanno sostenuto nel corso degli anni e soprattutto ringraziamo l’Altissimo IDDIO, la Santissima Trinità e la Regina di tutte le Vittorie, che ci hanno procurato questa soffertissima eppure splendida e luminosa VITTORIA!

IlCovo

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