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FASCISMO RIVOLUZIONE UNIVERSALE!

Scopo immediato della Rivoluzione Fascista era la trasformazione dell’organizzazione costituzionale del paese; ma la ricostruzione dello Stato e della Società, su basi diverse da quelle che sono a fondamento dei sistemi vigenti negli altri paesi, ha già impresso all’opera del Fascismo importanza di carattere universale. Le fonti naturali di questa dottrina possono rintracciarsi nel riconoscimento della realtà della vita associata e delle sue necessità, nella tradizione e nelle esperienze, nel sentimento dello Stato, nello spirito anti-pacifista, nell’educazione al combattimento con l’accettazione di tutti i rischi che esso comporta, nella concezione della vita « come dovere, elevazione, conquista, che deve essere alta e piena, vissuta per sé, ma sopratutto per gli altri, vicini e lontani, presenti e futuri ». Per l’affermazione di questo idealismo, di questo spirito unitario, fu necessaria così l’esclusione degli elementi disgregatori, come la fusione di quegli altri che avevano contribuito alla causa nazionale o che dovevano consolidare la base del nuovo sistema. E il Fascismo fu antisocialista, antidemocratico, anti-liberale. È stato antisocialista perché non ammette il materialismo storico e la lotta di classe e respinge il concetto di felicità economica; è stato antidemocratico perché non riconosce nel numero né la forza di dirigere la società umana, nè la possibilità di governare attraverso il suffragio universale, perché considera l’egualitarismo politico un’assurda menzogna convenzionale, perché ritiene la disuguaglianza degli uomini come ineluttabile, necessaria e benefica per il progresso civile. È stato anti-liberale perché il liberalismo porta all’anarchia e, con il suo agnosticismo in economia e indifferentismo in politica e in morale eccita l’egoismo, la concorrenza e la lotta di classe, che sono cause di indebolimento e di rovina per la Nazione. Il Fascismo volle invece l’organizzazione nazionale di tutti gli spiriti e l’unità della coscienza politica di tutti gli italiani. Il partito fascista divenne così il Partito Nazionale Fascista e il Fascismo fu concordatario e corporativo. Divenne concordatario per risolvere il problema religioso, che non poteva esaurirsi nel postulato di una religiosità individuale, calvinista, liberale, disgregatrice, giacché esso problema, essendo nel fondo della vita nazionale, « si conclude in una potente affermazione di religiosità collettiva, che sola può dare una coscienza unitaria alla Nazione », e che pertanto merita di essere non soltanto rispettata, ma difesa e preservata da ogni attentato. È corporativo perché, nel concetto di produttore, capitale e lavoro si fondono per diventare collaboratori al potenziamento della Nazione, il cui interesse è limite all’interesse del produttore; perché ha dato al popolo una coscienza unitaria e alla Nazione l’unità politica, morale ed economica che l’ha resa libera e potente. La Rivoluzione Fascista, accogliendo la teoria del Gentile, ha completata la concezione storica di Nazione aggiungendo, agli elementi naturali e al sentimento della tradizione, l’elemento « volontà » di conservarsi e di svilupparsi e di garantire l’unità, creando lo Stato forte. Anziché respingere il popolo ai margini dello Stato, e contro lo Stato, il Fascismo lo chiama a sé e lo immette nella vita dello Stato « creando così una democrazia organizzata, centralizzata, autoritaria ». Conseguentemente i termini antinomici di Nazione e Stato si fondono su una base spiritualistica e volontaristica per cui l’interesse dello Stato comprende quello individuale creando, per effetto di questa reciproca integrazione, il massimo potenziamento dell’unità nazionale verso nuovi ideali di grandezza e di gloria, verso nuove conquiste dello spirito e dell’azione.

La Rivoluzione Fascista ha istituito il sistema sindacale e corporativo, in opposizione alla libertà economica; ha affermato la solidarietà dei produttori contro l’egoismo dell’individuo, ha annientato la supremazia parlamentare. Essa ha creato effettivamente un nuovo sistema politico, anti-individualistico, anti-internazionalistico, anti-elettoralistico.

Anti-individualistico, giacché è lo Stato il valore supremo, anzi la Nazione organizzata nello Stato, e Stato e Nazione coincidono superando il dissidio tra individuo e Stato.

Anti-internazionalistico, essendo circoscritti all’unità specifica dello Stato nazionale gli interessi ed i principi che regolano la vita del paese.

Anti-elettoralistico, perché gli interessi non possono essere tutelati da tale sistema, giacché la sovranità non è nel popolo [diviso], ma nello Stato [che rappresenta il popolo nella sua unità] che si perpetua nella Nazione avente una vita più lunga e più ampia nel tempo e nello spazio, un’anima e una volontà superiori che legano alla vita dello Stato, attraverso organi e grandi istituzioni, tutte le categorie rappresentanti gli interessi dei vari elementi del popolo, uniti per omogeneità spirituale.

Il carattere di universalità è nel fatto che la rivoluzione fu determinata da cause che sono in fermento negli altri paesi, dove continuamente vanno perdendo terreno le istituzioni create dal regime demo-liberale perchè contrastanti con le nuove esigenze della vita sociale; nella natura intrinseca della stessa rivoluzione che riflette i rapporti fondamentali di sudditanza tra individuo e Stato, tra classe e Nazione. È insomma nella soluzione data — col corporativismo — ad un problema universale, e cioè nella organizzazione e nel regolamento da parte dello Stato di tutti gli elementi riflettenti la vita nazionale; nella realizzazione della vita dell’individuo — quale uomo sociale — nella vita dello Stato per cui l’individuo viene ad esistere nello Stato e per lo Stato; nel contemperamento dell’interesse dell’individuo o della categoria coll’interesse nazionale, contemperamento, che non può essere scambiato per compromesso, perchè nello Stato fascista, che realizza l’unità di Popolo e di Governo, non c’è nè può esservi mai compromesso o transazione, ma solo perfetta fusione di ideali, di spiriti, di fini; nel riconoscimento delle esigenze economiche e politiche delle classi operaie e nell’immissione di queste classi nell’organismo dello Stato; per la difesa legale degli interessi delle categorie e per la rappresentanza politica in ogni organo della vita pubblica, con responsabilità e dignità pari a quelle delle altre classi. La Rivoluzione Fascista ha creato il nuovo tipo di civiltà politica « come reazione energetica contro le conseguenze anarchiche delle istituzioni individualistiche e quindi essenzialmente contro le istituzioni stesse. Il fenomeno avrà soste e mutamenti; ma non cesserà se non con lo scomparire di tali istituzioni; e apparirà comune a tutti i paesi che non hanno forza di liberarsene coi mezzi legali ». Queste saggie considerazioni esposte dal Siliprandi sin dal 1922 ebbero virtù di profezia, che va realizzandosi con precisione quasi matematica. Il trinomio « liberté, egalité, fraternité» che l’esperienza di oltre un secolo ha rilevato come inefficace e falso per il governo della società, ha perduto ormai quella forza di mistero e di idealismo per cui era stato assunto alla potenza di simbolo e di mito. Smentito dalla realtà della vita è divenuto oggetto di critica aspra e violenta dovunque il regime demo-liberale si sforzi tuttora di governare in suo nome. Caduto dalla coscienza delle masse non può più espletare alcuna funzione positiva. È la contraddizione della realtà e causa quindi della crisi mortale che travaglia il mondo. Al disopra di questo trinomio, contro il quale voci rinnegatrici si elevano già al di là delle Alpi, l’Italia ha lanciato dinanzi la coscienza dei popoli un nuovo trinomio « autorità, ordine e giustizia» che sarà vita dell’avvenire. La Rivoluzione Fascista ha chiuso un ciclo storico per aprirne un altro poggiato su un nuovo ordine che prelude ad un rinascimento liberatore. Quindi o questo nuovo tipo di civiltà politica sarà assorbito dagli altri paesi o si giungerà ad una guerra ideologica alla quale l’Italia è preparata come un blocco granitico. «  O noi o loro! O le nostre idee o le loro! O il nostro Stato o il loro!». (Mussolini; Discorso 28 Ottobre 1930 sull’Universalità del Fascismo.) E il conflitto ideologico è già in essere sulla insanguinata terra di Spagna, dove da lungo tempo si combatte una guerra, aspra e dura, tra le forze che rappresentano e difendono le due opposte concezioni; da una parte è il bolscevismo — a cui sono asservite, per spirito di reazione alla Rivoluzione Fascista, le vecchie e corrotte democrazie — con il barbaro proposito di sconvolgere ogni ordine morale e sociale, distruggendo i più sacri principi del vivere civile: patria, famiglia, religione; dall’altra è il Fascismo con la sua volontà inflessibile di difendere questi grandi valori morali e ideali, che sono pure la gloria e la tradizione della nostra civiltà, e di difendere anche la sua rivoluzione che, in un’ansia di continuo rinnovamento, vuole assicurare all’umanità una più alta giustizia sociale. Ordinamenti analoghi a quello creato in Italia dal Fascismo sono già attuati in Germania, in Ungheria, nel Brasile, nella Spagna Nazionale e nel Portogallo; e movimenti a carattere fascista vanno sempre più affermandosi non solo nei paesi usciti mutilati dalla guerra, dove il Fascismo, in contrapposizione alle tendenze socialiste e democratiche, è considerato come l’unica idea che possa risolvere i problemi nazionali e quelli sociali, ma anche nei paesi che dalla guerra uscirono vittoriosi, conseguendo rilevanti vantaggi materiali e morali. E infatti il Fascismo è penetrato in quasi tutti i paesi dell’Europa e perfino nell’America e nel Giappone, dove sovente le idee e l’ordinamento della Rivoluzione Fascista sono oggetto di discussione e di ammirazione. Nella Svezia, in occasione della costituzione del primo gruppo fascista di Upsala, il Fascismo è salutato dal giornale « Nya Dagligt Allehanda» con questo sintomatico commento: « È degno di grandissima considerazione il fatto che guardino al Fascismo e al suo Duce le anime giovani, nobili e generose, che si sentono come smarrite in questo travagliato periodo storico, in cui tutti sentiamo che un mondo nuovo deve sorgere e sorgerà, mentre il vecchio mondo si eclissa e si spegne senza gloria, mentre le antiche fedi non bastano più e le menti si protendono ansiose verso una luce lungamente attesa, verso una formula che annulli le insanabili contraddizioni di un pensiero, che non crede più a se medesimo e trema del suo pessimismo. Così l’idea fascista rappresenta anche nella vecchia Upsala, così piena di sapienza secolare e di ombre tetre, la luce, il rifugio, la speranza degli spiriti giovani e delle anime elette; che ad essa si ispiri la vita che non vuole morire, la vita che vuole salire verso l’ideale che la rende degna di essere vissuta; per l’ideale che riscatta il dolore e lo perpetua oltre la morte ».

Nel Dicembre del 1934 i rappresentanti dei vari movimenti fascisti di 14 diversi popoli dell’Europa, si riuniscono per la prima volta a convegno in Svizzera a Montreux, dove all’unanimità riconoscono Mussolini come Capo del Fascismo Universale e approvano le seguenti risoluzioni:

  1. a) – SUI PRINCIPI COMUNI E GENERALI

1° – La concezione spirituale e la forma politica, che hanno avuto la loro prima realizzazione per merito dell’iniziativa di Mussolini, sono l’espressione della nuova struttura ideale del nostro tempo.

2° – Il principio politico che è stato espresso dalla dottrina fascista non costituisce certamente un pericolo per la pace dei popoli, ma, al contrario, costituisce la sola base di uno sviluppo pacifico della vita dell’Europa, senza, in nessun modo, rappresentare una interferenza con la costituzione della vita dei popoli stessi.

3°- Non ammettere nel quadro del Fascismo universale che i movimenti decisi a continuare sempre la rivoluzione nazionale, rivoluzione ispirata a una vera mistica e ad un ideale elevato, nel senso autoritario e corporativo per l’affermazione di tutte le energie, trasformando lo spirito e mettendo in valore tutte le capacità.

  1. b) – SULL’AZIONE SOCIALE

1 – Contrariamente alle dottrine del liberalismo, il Fascismo proclama che gli interessi particolari devono essere sempre subordinati agli interessi generali.

2 – Contrariamente alle dottrine del marxismo, il Fascismo mantiene il diritto di proprietà e l’iniziativa privata ma vi attribuisce una funzione sociale.

3 – Il Fascismo è una rivoluzione che proclama, oltre al principio di eguaglianza davanti alla legge, quello dell’eguaglianza davanti al lavoro.

4° – Tendendo ad instaurare nel mondo una pace che dia la tranquillità e l’ordine, il Fascismo ha per primo obiettivo di dare la più alta giustizia sociale possibile a tutti i lavoratori, sia che si tratti del lavoro del braccio o della tecnica come quello dello spirito.

5° – Lo Stato corporativo, respingendo ogni dittatura di classe o del denaro, è il solo capace di realizzare il grande ideale di solidarietà nazionale e umana.

  1. c) – SULL’UNIVERSALITÀ DEL FASCISMO

1° – Il Congresso di Montreux, considerando che il Fascismo, dottrina politica, economica e sociale nuova, creato da Mussolini, suo geniale fondatore, è divenuto un fenomeno a carattere universale, che, per la forza dei suoi principi e delle cose incluse in esso, si è imposto alle nazioni desiderose di giovinezza e di rinnovamento, conferma l’universalità del Fascismo;

2° – considerando che il Fascismo fonda un ordine nuovo che, pure mantenendo e riorganizzando le discipline morali, spirituali, familiari, sociali e nazionali necessarie ai popoli, forza l’individuo a sorpassare se stesso per un ideale superiore; il Congresso di Montreux erge dinanzi all’internazionale del capitalismo, a quella del comunismo, una barriera insormontabile e si impegna a combattere il materialismo marxista, l’internazionalismo negatore della nazione, il comunismo distruttore della morale e della liberta, come pure l’egoismo capitalista, il falso nazionalismo borghese e le ingiustizie sociali che ne derivano;

3° – considerando che il Fascismo di essenza rivoluzionaria non deve limitarsi a un atteggiamento di combattimento contro le forze del male e quelle retrograde, ma deve essere un perpetuo movimento in avanti, una creazione continua, il Congresso afferma lo spirito rivoluzionario costruttivo del Fascismo, sola dottrina capace di condurre il mondo del lavoro nelle vie della prosperità; dichiara che non può esistere una vera dottrina fascista senza che sia guidata dall’ideale dell’ordine corporativo dello Stato e della Società ».

L’ordinamento fascista, unico esempio di organizzazione e di realizzazione tanto politica e sociale, quanto spirituale e morale, consolidato e fortificato dall’esperimento vittorioso di sedici anni di regime, indica a tutti i popoli — che si sentono già attrarre nella sua luce — la strada maestra su cui l’Italia è in cammino dal 28 Ottobre 1922. Afferma il Rohan che il « fascismo è il primo moto di una Europa riprendente coscienza di sé » e, « nel senso più profondo, risurrezione del retaggio spirituale europeo». — E “Il Popolo d’Italia” del 6 ottobre 1937 nell’articolo «Europa e Fascismo» meglio precisa:

« Molti Stati in Europa marciano sulla strada del Fascismo, anche quando affermano il contrario. Si va insomma verso quell’organizzazione politica delle società nazionali che Mussolini molti anni or sono definì “democrazia organizzata, accentrata, autoritaria su basi nazionali”. Ogni Nazione avrà il “suo” fascismo; cioè un fascismo adattato alla situazione peculiare di quel determinato popolo: non c’è e non ci sarà mai un fascismo da esportare in forme standardizzate, ma c’è un complesso di dottrine, di metodi, di esperienze, di realizzazioni, soprattutto di realizzazioni, che a poco a poco investono e penetrano in tutti gli Stati della comunità europea e che rappresentano il fatto nuovo nella storia della civiltà umana ».

E così il Fascismo, disprezzato e calunniato al suo sorgere, combattuto aspramente da accaniti avversari di ogni specie, va ora imponendosi al rispetto e all’ammirazione del mondo, giacché « la vita italiana quando fu tale e non misero plagio d’altrui, fu sempre vita del mondo; e… a nessun popolo fu dato sinora, come al nostro, di morire dopo una missione compiuta a prò di tutti e risorgere per compirne un’altra». (Lettera di Mazzini all’Editore Croce di Milano, 1870.)

Estratto da, Carlo Talarico, “Le due rivoluzioni”, Milano, 1939.

…sono parole su cui meditare lungamente, affermazioni chiare ed inequivocabili che spalancano le porte di un futuro nuovo e migliore, radicalmente diverso dall’incubo odierno incentrato sul terrore e la disperazione in cui il liberalismo pluto-massonico ci vuole precipitare con tutti i mezzi e senza distinzioni di popoli e Nazioni. Sono parole di speranza che gettano luce sull’ideale fascista, confutando decenni di menzogne con le quali i vincitori materiali (e solo materiali!) dell’ultima guerra mondiale hanno ottenebrato i cuori e le menti dell’umanità per meglio soggiogarli al loro volere. Così come, però, il nemico, da oltre 80 anni è sempre lo stesso, ugualmente la soluzione politica ai mali del mondo rimane sempre una ed una sola… il FASCISMO! Ma per cambiare davvero, oggi, come ieri, come sempre, bisogna VOLERE! …FORTEMENTE VOLERE!

IlCovo

 LA NOSTRA IDENTITA’FASCISTA!

LA NOSTRA IDENTITA’FASCISTA!

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NE USCIREMO SOLO ATTRAVERSO LA VERA UNITA’ DI POPOLO PRECONIZZATA DAL FASCISMO!

L’ Unità organizzata, genera forza e la soluzione dei problemi

Cari lettori, mentre scriviamo queste righe, è stata comunicata dai media l’ennesima aggressione terroristica ai danni di persone inermi e innocenti, a distanza di pochi giorni da un episodio analogo avvenuto in Francia a Nizza; questa è l’Europa pluto-massonica antifascista che si presenta in questo scorcio finale del 2020, stremata sia dalla propaganda mediatica del terrore che da atti concreti di terrorismo politico! Come al solito, con un tempismo incredibilmente perfetto dal punto di vista di chi gestisce il nuovo “disordine mondiale”, mentre i popoli sono in condizione di oppressione e repressione continua, attuata per mezzo della costruzione globale di un “mega-stato” di Polizia (con la scusante della “pandemia assassina”) e mentre si inizia (in modo ovviamente disomogeneo e con scarse o nulle basi politiche) da parte di alcune frange della cittadinanza a mettere seriamente in discussione la veridicità di quanto ci viene messo davanti agli occhi in modo martellante dalla propaganda dei pennivendoli di regime, ecco che da Vienna giunge la notizia di un attentato terroristico, ad opera di sconosciuti armati fino ai denti,  avvenuto non lontanissimo da una Sinagoga (chiusa)! Le vittime di cui si ha contezza sono 4, e decine sono i feriti ricoverati (qui). Inutile sottolineare nuovamente la dinamica di questi atti criminali disgustosi: invitiamo i nostri lettori a rivedere i nostri commenti relativi a casi analoghi (es: qui, qui). Essi sono perfettamente sovrapponibili alla situazione attuale e purtroppo, prevedibilmente, a quelle future di egual tenore cui la cronaca degli ultimi decenni ci ha tristemente abituato!

LA NOSTRA CONFERENZA DEL 2019 SULLA “STRATEGIA DELLA TENSIONE”.

Poiché la “strategia della tensione” che vi sta a fondamento è sempre la stessa che dal 1943 è stata estesa globalmente dalla pluto-massoneria dell’ “occidente libero”, come identica non può che essere, dunque, l’analisi relativa a tali fatti. Va comunque sottolineata la congiuntura attuale. Nel momento in cui lo “Stato di Polizia” globale, con la scusante della “seconda ondata pandemica assassina” (di già ” preconizzata” mesi prima dai media servi del potere), impone nuove repressioni generalizzate, si verifica con un tempismo perfetto l’ennesimo attentato a danno di innocenti, proprio il giorno prima dell’ annunciato blocco totale delle attività in Austria, così come in Francia, anch’essa sottoposta al blocco totale, adesso l’esercito pattuglia le strade; ecco un motivo in più per dispiegare forze di repressione generalzzata! Dunque, la narrazione mediatica ufficiale, incentrata sul martellamento attinente la “seconda ondata pandemica assassina”, già predisposta in tempi non sospetti (qui), è necessariamente peggiorata rispetto al precedente della scorsa primavera, pur non essendo oggettivamente verificata e ufficializzata alcuna emergenza mortale (qui). I termini più usati sono: “situazione peggiore”, “fuori controllo”, “esplosione di contagi”, “morti in aumento”, “ospedali al collasso”. Con precisione scientifica, sono state previste anche le “reazioni delle piazze”, a causa del disastro sociale messo scientemente in atto da politica e “istituzioni” (qui). Con la stessa puntualità, sono già state predisposte pure le conseguenti repressioni (qui), a causa dei soliti “facinorosi ad orologeria”, i quali, anch’essi con precisione svizzera (meglio sarebbe dire “atlantica”!), infiltrano tali manifestazioni di protesta, dando il pretesto per essere etichettate dal sistema nei modi più disparati, tutti con connotazioni evidentemente negative.

A causa delle aumentate misure repressive, delle chiusure obbligate (o procurate indirettamente dal terrore instillato da giornali e televisioni) degli esercizi commerciali (se la gente non circola perché terrorizzata, chi mai dovrebbe andare a comprare nei negozi?) e di molte attività sul territorio, gruppi di cittadini tartassati ed esasperati da tale situazione, hanno iniziato a muoversi autonomamente. Alcuni hanno persino denunciato il burattino-Conte e il suo pseudo-governo, che dovrebbe pertanto risponderne davanti al Gip di Trieste il prossimo 17 novembre (qui). Ovviamente, la cosiddetta “giustizia” si sta già organizzando per NON fare “Giustizia” in alcun modo!  Altri, in maniera più dirompente, sono persino andati fin dentro agli Ospedali presunti “collassati” (qui ; la trasformazione della narrativa ufficiale è direttamente proporzionale alle necessità del perdurare del terrorismo mediatico), documentando, invece, una realtà opposta alla narrazione globale ufficiale (qui). Naturalmente verso costoro sono state immediatamente rivolte accuse di “complottismo” e di “scorrettezza”,  provando a replicare in modo ridicolo che le “emergenze covid” sarebbero state poste in altre zone degli ospedali, non accessibili al pubblico! Questa sarebbe “la risposta” da opporre ai fatti documentati dai cittadini: ovviamente dovrebbe essere considerata anche “logica”. Anche se logica non è, perché, ci si chiede (con o senza avvicinamento alle “zone covid” degli ospedali) come sia possibile che non si sentano le sirene nemmeno all’interno dell’Ospedale e non si notino gli affollamenti all’esterno, viceversa come si possano spiegare le dichiarazioni ufficiali dei Medici che riportano  cifre da “zero virgola” inerenti i dati di affluenza alle strutture ospedaliere, che confermano come gli ospedali NON siano affatto al collasso (qui); e tutto ciò nonostante la Sanità nazionale sia stata scientemente smantellata e privata incessantemente di risorse e fondi da tutti i “governi” (qui).

La Sala dei nove – Il Buongoverno. La pace e la giustizia, si ottengono con l’Unità: Spirituale, Morale, Politica

Ma a fronte della condizione attuale (per noi fascisti de “IlCovo”, in verità, ormai chiarissima da anni, così come  lo sono tutte quelle passate e stante tale situazione quelle future), è bene proclamare a gran voce che soluzionI concrete NON NE VERRANNO IN NESSUN CASO DA NESSUNA DELLE REAZIONI  MOMENTANEE PROPOSTE DA CHI SI COLLOCA  NEL SISTEMA, PEGGIO CHE MAI IN NOME DELLA INTANGIBILITA’ DELLA COSTITUZIONE ITALY-OTA. LA SOLUZIONE VERA, INVECE, E’ UNA SOLA: L’UNITA’ NAZIONALE ITALIANA!

Ma non una “unità” formale qualsiasi, bensì quella vera, l’unica possibile, che sviluppa armonicamente la nostra civiltà latina e mediterranea (qui), per come essa venne descritta all’articolo I.) nella “Carta del Lavoro” emanata dal Governo fascista: “La Nazione italiana è un organismo avente fini, vita, mezzi di azione superiori per potenza e durata a quelli degli individui divisi o raggruppati che la compongono. E’ una unità morale, politica ed economica, che si realizza integralmente nello Stato fascista”.

Deve essere chiaro a tutti i cittadini che il metodo usato negli ultimi 77 anni dai nemici del popolo italiano, è sempre lo stesso, anche ora, con la psicosi pandemica… DIVIDE ET IMPERA! Cambia soltanto l’estensione e la gravità, ma restano identiche le modalità. La divisione della cittadinanza, il terrore instillato globalmente, la manipolazione della reazione con la violenza urbana, sono TUTTI presidi usati dagli oppressori globali pluto-massoni per ottenere la sottomissione al loro volere di tutte le genti. Ma è ora di FINIRLA di concentrarsi solo sugli effetti e risolvere il problema partendo dalla CAUSA.

L’Unità fondata sulla Giustizia genera Forza

Essa risiede primariamente nella scientifica divisione del nostro popolo, operata anche col mezzo militare. Divisi, in perenne litigio, aggredendoci gli uni con gli altri, non si è mai fatto altro che acconsentire al sistema imperante e favorirne la perenne attuazione. Quando si avrà la forza Spirituale di guardare oltre, di andare alle cause del male, di scoprire che le divisioni tra cittadini sono solo fittizie e imposteci da terzi, allora sarà l’alba di un nuovo giorno radioso. Il giorno in cui NESSUNO potrà più NULLA contro il Popolo Italiano e grazie ad esso su nessuna altra  nazione del mondo!

Ecco il compito che ci siamo dati, portandolo avanti in mezzo a drammi epocali e a sacrifici incredibili, fino ad oggi. Con l’aiuto della Santissima Trinità, vogliamo continuare questa AZIONE formativa, di risveglio delle coscienze, che rappresenta la BASE DI PARTENZA IRRINUNCIABILE a fondamento di  qualunque verace atto politico che voglia essere risolutivamente votato al cambiamento! Nel pandemonio degli “attivismi” senza senso ideologico né sbocco  reale cui sono state votate e sacrificate dal 1945 tutte le giovani generazioni italiane per volontà dei nostri occupanti-oppressori stranieri e dei loro servi nostrani (qui), la nostra AZIONE risulta l’unica Vera e degna di essere perorata con tutta la dedizione possibile: si tratta di risvegliare gli Spiriti, di rinnovare la memoria del Popolo Italiano, di mettersi al servizio della vera Unità, di perseguirla col metodo giusto, di focalizzare nuovamente e sempre più l’attenzione dei nostri connazionali sulle CAUSE e non più soltanto sugli effetti del collasso globale, per ATTUARE la vera opposizione, la vera contestazione, che NESSUNO porta avanti, eccetto noi fascisti! Dunque, Forza e Coraggio! Il giorno in cui si diffonderà ovunque questa consapevolezza, finalmente suonerà a morto la campana per i massacratori del Mondo! SURSUM CORDA!

RomaInvictaAeterna

 LA NOSTRA IDENTITA’FASCISTA!

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MISTICA FASCISTA…il 21°titolo pubblicato dalla “Biblioteca del Covo”!

 

La “Biblioteca fascista del Covo” è orgogliosa di annunciare proprio in occasione della giornata del 28 ottobre, anniversario della “Marcia su Roma”, la pubblicazione del 21° titolo della nostra Collana editoriale. Un documento storico-politico fondamentale per la conoscenza del Fascismo e molto raro, per noi fascisti del Covo in particolar modo dal valore ideologico addirittura straordinario ed inestimabile, in quanto si tratta della versione integrale delle relazioni generali ufficiali del Convegno nazionale della Scuola di Mistica Fascista, che per anni abbiamo letteralmente cercato dappertutto, nella speranza di riuscire magari solo a consultarle per un breve momento, possibilità che temevamo ormai vana. Ma la Provvidenza ha fatto in modo che la nostra costanza fosse premiata!

Ebbene, dicevamo, il 19 e 20 febbraio 1940 si tenne a Milano il primo (ed unico!) convegno nazionale della Scuola di Mistica fascista, argomento centrale dell’incontro fu “Perché siamo dei mistici”. Al cospetto delle autorità del Partito Nazionale Fascista e d’illustri rappresentanti della cultura italiana, accademica e non, presenti circa 500 partecipanti, l’evento rappresentò il momento più alto (sia dal punto di vista della risonanza politica nazionale che dal punto di vista dell’elaborazione ideologica) raggiunto nei dieci anni di attività della Scuola (era nata, infatti, nel 1930 ad opera di un nucleo di giovani del Gruppo Universitario Fascista di Milano, guidati da Niccolò Giani, colui che fino alla morte fu il direttore nonché l’animatore indefesso di tale istituto d’avanguardia del Regime), dove i convenuti nei due giorni a disposizione discussero con enfasi animata da grande passione i tre temi ufficiali principali (1°- “Tradizione anti-razionalistica e anti-intellettuale del pensiero degli italici ” ; 2° –  “Caratteristiche e momenti mistici della storia d’Italia ” ; 3° –  “Valore e funzione della Mistica nella dinamica della Rivoluzione Fascista ”) e dove vennero stabiliti una volta per tutte e definitivamente il significato filosofico ed i fini politici della Mistica fascista. Molto si è scritto negli ultimi anni sulla Scuola diretta da Giani (tanto a proposito quanto a sproposito!), sia riguardo la storia complessiva dell’istituto che sulle vite di alcuni dei suoi esponenti più conosciuti. Quel che però maggiormente conta è che, in generale, da parte di chi ha affrontato tale materia, non solo ci si è addentrati nell’esame dell’influenza politica da essa esercitata nelle vicende dell’Italia mussoliniana con esiti raramente a mala pena convincenti, ma peggio ancora, si sono anche arrischiate interpretazioni sui contenuti ideali e sui fini della mistica fascista spesso a dir poco fuorvianti, in tutti i casi insoddisfacenti.

Precisiamo subito, allora, che oggetto di questa pubblicazione non sono affatto le vicissitudini storiche della Scuola milanese né quelle dei singoli personaggi che ne furono rappresentanti di spicco. Non lo è nemmeno il percorso esegetico-dottrinale attraverso il quale, tramite una serie di scritti redatti lungo tutto il corso degli Anni 30, il gruppo dei mistici andò elaborando gradualmente la propria meta ideale in modo definitivo, ribadendo sempre e comunque che a fondamento assoluto del proprio pensiero stava la concezione spirituale espressa nell’ideale del Duce, nonché i precetti riferiti nel discorso di Arnaldo Mussolini, Coscienza e Dovere, pronunciato in occasione dell’inaugurazione della Scuola medesima. Materia del presente volume, invece, come ribadiscono titolo e sottotitolo del libro, è la Mistica Fascista in quanto tale, nei suoi valori eterni, essenziali e primordiali, ossia, per come essa venne esposta e fissata nei principi fondamentali e definitivi in virtù delle relazioni ufficiali presentate in quel convegno. Proprio dalla lettura serena e spassionata di questa documentazione, secondo quanto abbiamo già sostenuto nei nostri lavori, si evince chiaramente, ancora una volta, come la concezione ideologica del Fascismo, a maggior ragione se osservata nella prospettiva ed alla luce della mistica fascista, nei suoi fondamenti spirituali fosse assolutamente chiara e coerente. Lungi dal descrivere una “lezione astratta”, proprio la mistica fascista rappresentò invece in modo concreto la modalità più sincera di vivere e realizzare la dottrina del Fascismo, quale nuovo ideale di Civiltà italiana ed universale ad un tempo, compenetrandosi con essa, incarnandone la sublimazione.

Sono gli stessi relatori generali del convegno che, riassumendo a loro volta le 102 relazioni e 40 comunicazioni verbali prodotte in occasione di quell’evento, si incaricano di smentire platealmente i dubbi ed i troppi travisamenti di chi, nell’ambito dell’odierna storiografia e della politica, ha voluto in modo interessato interpretare il loro pensiero, altrimenti netto e nitido, volendo fare confusione la dove è impossibile farne. Lo ribadiamo con forza. Non vi sono fraintendimenti possibili, ma una chiara esposizione che demarca in modo netto gli ambiti e rimarca i principi; che toccando i temi della filosofia, della Storia, dell’etica e della politica, in relazione alla tradizione coerentemente espressa in oltre due millenni di Civiltà romano-cattolico-italica, converge nella raffigurazione della concezione mistico-dottrinale espressa dal Fascismo, delineantesi quale apice di tale civiltà e nella contemporanea descrizione dell’unico modo verace in cui è possibile vivere e realizzare tale ideale. Di più non ci è lecito anticipare. Ma non volendo privare i nostri lettori del raro privilegio di poter attingere direttamente alla fonte del pensiero mistico fascista, visti i sacrifici affrontati per poter riproporre alla vostra attenzione queste pagine meravigliose, pur avendo pubblicato il testo in formato cartaceo per la vendita (sul sito dell’editore Lulu.com, qui sul sito di Amazon.it, qui), abbiamo ugualmente deciso di renderne di pubblico dominio il formato in Pdf. affinché siate voi stessi a giudicare! Potete scaricare gratis il Pdf. digitando QUI …buona lettura! …EVVIVA LA MISTICA FASCISTA! …oggi più di ieri, nei secoli dei secoli!

IlCovo

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PERCHE’ SIAMO FASCISTI NEL XXI SECOLO!

Siamo Fascisti perché riteniamo che la Dottrina Fascista costituisca la migliore sintesi politica incentrata sullo sviluppo armonico della profonda identità culturale della nostra civiltà Euro-Mediterranea (qui). Siamo convinti che tale Dottrina (qui) non solo rappresenti la “migliore” tra le concezioni politiche, alternativa a tutte, e non catalogabile in nessun modo come di “destra, centro o sinistra”, ma che inoltre essa risolva in modo definitivo e perpetuo il problema della Giustizia nella Nazione e tra le nazioni. Lo risolve, perché a differenza di altre teorie, che analizzano in modo parziale la realtà, in alcuni casi addirittura negandone la complessità (come nel caso marxista), ma, radicandosi nella realtà, ne comprende il problema principale: il problema del fondamento dei rapporti interni alle comunità civili (e, di conseguenza, il rapporto fra gli Stati). Il Fascismo comprende, basandosi sulla cultura euro-mediterranea e sviluppandola, che il percorso della crescita Morale e Civile delle Nazioni, non può essere spezzato (come lo spezzò la rivoluzione francese del 1789 e prima ancora quella Inglese del XVII secolo), ma deve essere inserito in un cammino virtuoso di attualizzazione dei principi di questa stessa Civiltà Romano-Cristiana. Così il Fascismo, ribaltando il fondamento dell’analisi dei problemi del mondo moderno (e post-moderno!), li risolve “riformando l’educazione” del Popolo. E’ attraverso questa riforma, che i Fascisti veri e sinceri che aderivano al movimento, potevano concepire una nuova forma di convivenza politica e sociale, risolvendo così anche il problema annoso della Giustizia Sociale, che nessuna dottrina politica aveva prima risolto, perché non realmente affrontato alla radice [1].

Siamo fascisti perché il Fascismo non ha basi razzistiche. Posto questo assunto, bisogna ammettere che Mussolini e il Regime hanno usato, almeno da un certo periodo in poi, in modo abbastanza sistematico, il termine “razza”. Come abbiamo mostrato nei nostri scritti, tale termine, però, è stato usato per motivi di opportunismo politico, vista la situazione internazionale in cui versava l’Italia Fascista e i motivi del suo avvicinamento alla Germania nazional-socialista. Ma l’accezione del termine, nel Fascismo, è opposta alla definizione comune. Quando Mussolini usa il termine “razza” esso è sinonimo di Nazione e si riferisce al tipo specifico di “Civiltà del Lavoro” instaurato dal fascismo nel solco della tradizione espressa dalla Civiltà italiana. Ecco perché secondo le leggi fasciste è stato possibile “arianizzare”, cioè italianizzare, individui e gruppi, pur appartenendo questi ultimi a “razze” differenti [2]. Ecco perché i libici, poterono divenire “cittadini italiani”, ottenendo una cittadinanza speciale nel 1939, ed ecco perché le colonie dell’Africa Orientale, col tempo, sarebbero state avviate allo stesso trattamento. Detto ciò, ci domandiamo se è qualificabile realisticamente come “razzismo” il riconoscere che la Civiltà Euro-mediterranea latina è “superiore” alle altre. Secondo noi, NO! Si tratta di un dato Storico e Politico. Ma questa nozione rappresenta il fondamento per “accogliere” in seno a tale civiltà tutti coloro che la amano e in essa si riconoscono veracemente! In questo senso furono varati i provvedimenti per la difesa della “razza italiana” rivolti ad instaurare “temporanee separazioni”(cit. R. De Felice) poste in essere dal governo fascista nel 1938, ma allo stesso tempo l’avviamento all’ “integrazione” (ovvero: l’assimilazione dell’elemento indigeno all’elemento colonizzatore) attuato dallo Stato Fascista nel 1939 riguardo i cittadini della “quarta sponda”, considerati non più semplici sudditi coloniali. Altrimenti le due cose, non sarebbero comprensibili e coerenti.  La propaganda Fascista, ha poi, stigmatizzato durante l’ultima guerra mondiale alcuni elementi culturali dei popoli stranieri, per incentivare la formazione di una precisa coscienza politica del popolo italiano. Alcuni stereotipi furono utili a rendere la popolazione italiana convinta della propria grandezza e della giustezza della missione civile dell’Italia fascista nel mondo. Inoltre, in special modo nel 1943-45, la barbarie dei bombardamenti terroristici anglo-americani uniti ai sistematici crimini compiuti dalle loro truppe regolari nonché ausiliarie o aggregate, hanno indubbiamente favorito la temporanea  propaganda “xenofoba” nella R.S.I. Ma di razzismo nel senso proprio del termine non è possibile parlare. Anche a fronte di ciò che il “Manifesto di Verona”(che, comunque, rappresenta un documento assolutamente contingente al tempo in cui fu scritto, la cui temporaneità è affermata dal testo stesso), redatto a cura del Partito Fascista repubblicano, afferma in merito ai popoli d’Africa e agli stessi ebrei internazionali, questi ultimi  considerati “appartenenti a nazionalità nemica” (si ricordi la vicenda della Brigata Palestina) per la durata della guerra (e non a prescindere!), tenendo ben presente ciò che unicamente lo Stato fascista mise in atto per la salvezza degli ebrei e delle altre minoranze in Europa, per tutta la durata dell’ultima guerra mondiale[3]. Ma la “cultura ufficiale” antifascista si guarda bene dall’evidenziarlo, perché sarebbe la prova empirica dell’anti-razzismo pratico del Fascismo e di Mussolini.

Per questi stessi motivi, siamo fascisti in quanto riteniamo che il Fascismo rappresenti l’espressione più alta della Civiltà Latina e Mediterranea degli ultimi 1500 anni e pertanto possa essere a buon diritto patrimonio di tutti i popoli del mondo che riconoscono l’eterno primato civile di Roma! Ma, occorre ben specificarlo, solo nella misura in cui tali popoli accolgano sinceramente e ne facciano propria e senza riserve la Dottrina. Si può, infatti, rilevare che alcuni elementi politici e sociali del Fascismo, possano essere stati adattati alle mentalità di altri popoli e ripresi in parte. Ciò ne mostra l’indubbia influenza (ancor’oggi!) nel mondo, ma certamente non l’attuazione del pensiero Fascista strictu sensu. Ecco perché, storicamente, sebbene alcuni movimenti politici abbiano avvicinato la Dottrina Fascista, non si possa comunque in nessun caso  parlare di “Fascismi” coniugando tale termine al plurale. Ugualmente ed a maggior ragione non si può parlare affatto di “fascismo”, in relazione al nazional-socialismo tedesco, che fu sempre distinto da esso ad opera degli stessi teorici del regime mussoliniano. Il fascismo, inoltre, non corrisponde affatto all’idea “nazionalista ottocentesca”,(qui) ossia al senso distorto di egemonia di una nazione aggressiva che tenta di opprimere le altre, attribuitole in malafede dalla “cultura” dominante anglo-sassone.

Siamo fascisti perché a fondamento della concezione Politico-Sociale fascista, come dicevamo, vi è un diverso modo di intendere i problemi della Giustizia e del Lavoro, che si fonda su di una concezione Spiritualistica della Vita [4]. Alla luce di questa peculiare concezione, si è formato uno specifico “Spiritualismo Fascista” che costituì il fondamento di tutte le leggi politiche e sociali elaborate dallo Stato Fascista, che per tale motivo viene denominato “Etico-Corporativo”. In base a questa peculiare visione politica, la Carta del Lavoro, che costituisce uno dei documenti cardine varati dal Regime, all’articolo 1, poteva affermare che …“La Nazione italiana è un organismo avente fini, vita, mezzi di azione superiori per potenza e durata a quelli degli individui divisi o raggruppati che la compongono. E’ una unità morale, politica ed economica, che si realizza integralmente nello Stato fascista”. Così si spiega in che modo lo Stato Fascista, attraverso l’uso della Legge (rifacendosi al “diritto romano”), quindi dell’Autorità, regolava l’economia subordinandola alla Politica. I valori Morali dello Stato Fascista, generavano le Leggi ad essi correlati, che attuavano la Dottrina Fascista. Attraverso tali leggi, si metteva in atto la “Collaborazione di Classe”, che in principio non era immaginata come un atto necessariamente “spontaneo”. Questo perché lo Stato Fascista non era “fatto e finito”, in quanto, differentemente da Lenin, Mussolini concepiva uno “sviluppo ” nel tempo della Rivoluzione Fascista, che dunque si palesava quale rivoluzione permanente, così come in un organismo umano, si nasce bambini e gradualmente si diventa adulti, senza che il moto di crescita cessi mai di svilupparsi, pena la morte stessa del corpo. Avendo presente questa concezione peculiare della “Rivoluzione permanente e continua”, che in virtù dell’azione politico-pedagogica svolta dal Partito Fascista deve “trasformare il Popolo” nel tempo, senza mai abdicare al compito della sua formazione di generazione in generazione, si è in grado di rispondere anche a tutti gli altri possibili rilievi in merito alle riforme sociali messe in moto dal Fascismo, tra cui la stessa “socializzazione delle imprese”, che, contrariamente a quello che comunemente si pensa, il gerarca Tullio Cianetti era già stato incaricato di studiare al fine di essere applicata, prima del 25 luglio 1943, su mandato dello stesso Mussolini, ossia prima della tragica stagione della guerra civile, durante gli anni della Repubblica Sociale Italiana. In tal senso è importante notare quale fosse l’atteggiamento mentale e pratico del Fascismo nei confronti della “borghesia” e in quale modo essa fosse intesa dal Regime, distinguendo tra categoria sociale e categoria dello spirito. Invitiamo a leggere il saggio apposito intitolato “Il Borghese”, edito dalla Scuola di Mistica Fascista (che potete visionare gratuitamente digitando QUI) per comprenderne il senso. Sostanzialmente, il Fascismo, riconoscendo la distinzione storica del Popolo in “classi”, la negava e la superava a mezzo della propria rivoluzione, rimodulandone la composizione in “categorie ” inquadrate organicamente nelle istituzioni dello Stato Nuovo Fascista. Per questo, l’autorità politica del Regime, fondata sulla Legge, che a sua volta fondava la Legge sulla concezione spirituale fascista, eliminava la “Lotta sociale tra le classi”, giudicata come tara politica e morale, foriera esclusivamente del collasso economico nazionale e della guerra civile. La Legge, dunque, non negava affatto le necessità e i diritti del mondo del Lavoro, ma tramite i nuovi istituti corporativi inaugurati dal Regime, li metteva al centro della vita dello Stato! Inoltre, il Sindacalismo Fascista, dopo aver decretato come anti-sociale lo Sciopero e la Serrata, permise che i Sindacati di Categoria fossero elevati al rango di istituzioni Pubbliche; ancora, venne creata una apposita “Magistratura del Lavoro”, istituendo la “Legge dei Contratti Collettivi”. I quali, se violati, generavano un intervento del nuovo potere giudiziario, che condannava i trasgressori! Dunque, non una “abolizione di diritti”, ma la sublimazione del Sindacalismo, che entrava di diritto nello Stato e faceva valere il diritto del Lavoratore attraverso la legge, non più attraverso la lotta di classe! (Alcuni spunti di approfondimento possono essere letti qui e qui )

Dunque, siamo fascisti perché, proprio alla luce degli evidenti sviluppi storici di cui abbiamo detto,  coerentemente col pensiero ideologico fascista di cui abbiamo scritto, rifiutiamo tutte le capziose ed oziose distinzioni interpretative elaborate nei vari ambiti dall’antifascismo dominante, tendenti solamente a far confusione sull’argomento, a cominciare dal campo storiografico che, ad esempio, col De Felice, parlava di un “fascismo movimento” contrapposto ad un “fascismo regime”, cui a sua volta si sarebbe opposto un “fascismo repubblicano”. Invece il Fascismo, diversamente dalle altre teorie politiche, fonda se stesso su dei principi spirituali immutabili, sempre proclamati con coerenza fin dagli albori della sua storia, (così come affermava che i mezzi per raggiungerli potevano tranquillamente cambiare, secondo quanto ribadito in modo chiaro e netto dagli stessi teorici fascisti), finalizzati al perseguimento del “Bene comune” della Collettività Nazionale, da intendersi simultaneamente come “morale, politico ed economico”. Tale principio esclude l’assolutizzazione del bene dei singoli individui concepiti quali atomi astratti rispetto alla società (concezione tipica del liberalismo!), così come rigetta la collettivizzazione che si appella alla tutela esclusiva di singole classi o categorie (la teoria espressa dal social-comunismo!). Secondo tale modello statuale, l’Autorità della legge, relativizza gli interessi particolari senza sopprimerli, ma subordinandoli a quelli dell’intero popolo, organicamente inteso in senso nazionale. Proprio in ossequio a tale logica politica, privilegiante il bene comune, vanno ricondotte le espropriazioni attuate dallo Stato fascista, ad esempio in relazione alla Bonifica Integrale. In questo senso, secondo la Dottrina fascista, proprio in vista del medesimo Bene Comune, potrebbe, di contro, ugualmente essere necessario “privatizzare”. Ma ciò che conta davvero capire, una volta per tutte, è che tali eventuali “privatizzazioni” od “espropriazioni”, secondo la concezione espressa dal Fascismo, non è possibile che siano lasciate all’arbitrio del singolo individuo o di un particolare gruppo d’interesse economico settoriale. Esse, infatti, restano sempre e comunque subordinate all’interesse generale dello Stato fascista, che rappresenta il Popolo e che controlla l’economia, affinché obbedisca sempre ed in tutti i casi al medesimo principio del “Bene Comune”. Quindi, piuttosto che definire male la questione mettendo l’accento sulla lotta al capitalismo o al proletariato, il pensiero politico fascista, ponendosi sul piano dello Spirito, rimarca il fatto che è l’individualismo materialista a costituire la fonte dei mali del mondo (qui), e quindi stigmatizza ugualmente liberal-capitalismo e social-comunismo, che basano se stessi sulla fallace analisi “meccanico-materiale” dei problemi, riducendo il tutto a mera questione economica.

Motivo per cui, lo Stato italiano guidato da Mussolini, se analizzato seriamente e in maniera scevra da pregiudizi ideali, non può essere affatto  considerato “Capitalista” né “Socialista”, bensì, andando necessariamente ridefinita la sua determinazione, accogliendo l’enunciazione contenuta nella Dottrina del fascismo, come Stato Etico-corporativo. Appurato il fatto che tale forma politica costituisce una novità assoluta e totalizzante rispetto a qualsiasi altro sistema, allora, tale Stato andrà correttamente ed esclusivamente qualificato, per l’appunto, esclusivamente come Fascista, ridando così a tale attribuzione i suoi propri ed inconfondibili tratti politici distintivi. Di più, andrà necessariamente rilevato che il vero problema dell’antifascismo mondiale risiede nel fatto che il lascito dello Stato Fascista al popolo italiano, non è affatto quello di un regime di terrore e di oppressione. Infatti, come abbiamo affermato in uno dei nostri articoli, risulta evidente che “il popolo italiano non odia affatto Mussolini e il fascismo”(qui). In quanto fascisti sinceri, siamo convinti che i problemi si possano risolvere prima attraverso la diffusione ed il radicamento a livello popolare di un profondo movimento “unitario”, basato su principi morali e Civili condivisi. Se le categorie sociali nazionali agiscono unite, chiunque tenti di ingerirsi nelle decisioni riguardanti la comunità nazionale a suo detrimento, ovverosia qualsiasi potere straniero che voglia pervenire ad una egemonia sul nostro popolo finalizzata al suo sfruttamento, cozzerà contro uno scudo ideologico protettivo. Inoltre, occorre pensare che la stessa popolazione statunitense, cui oggi è assegnata una centralità assoluta, è vittima essa stessa della propria “classe dirigente”, plutocratica, massonica e oppressiva. Oggi, finalmente, si parla in modo più esteso del “deep state” ( https://www.youtube.com/watch?v=lpMUy0hB2Pw), non più solo in relazione al caso statunitense, ma nel quadro di un’analisi globale! Si tratta del vero problema epocale di tutti i popoli del mondo, relativo a delle minoranze apolidi, senza patria né Dio, che parlano alcune lingue ma che non sono affatto espressione di tali nazioni, bensì solo della “super-struttura” plutocratico-massonica che, nel tempo, è diventata sempre più forte ed invadente, grazie all’utilizzo del proprio potere incentrato sull’economia, sul predominio nella guida effettiva non solo degli Stati Uniti e del cosiddetto “occidente democratico”, per fomentare guerre, carestie, crisi ed epidemie, al fine di espandere e consolidare il proprio dominio, riducendo il mondo intero in schiavitù. Questo è il problema di tutti i popoli e di tutte le nazioni del pianeta, da più di 70 anni! … e la soluzione per tutti non può che essere una sola: IL FASCISMO!  (QUI il Pdf dell’articolo)

RomaInvictaAeterna

NOTE

[1] Cfr., A Rocco, Dottrina Politica del Fascismo:http://ilcovo.mastertopforum.net/a-rocco-dottrina-politica-del-fascismo-vt2589.html

[2] Legge nº 1024 del 13 luglio 1939, ad integrazione delle precedenti leggi del 17 Novembre 1938.

[3] Cfr., LA GIORNATA DELLE MENZOGNE, qui: https://bibliotecafascista.org/2020/01/27/la-giornata-delle-menzogne/

[4] Cfr., L’ Ordine corporativo fascista, qui: https://bibliotecafascista.org/2018/08/04/ordine-corporativo-fascista/