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DEGRADARE L’IDENTITA’ FASCISTA A SOCIALISMO NAZIONALE – ennesima trama delle “correnti” politiche funzionali allo “status quo” demoplutocratico ; “IlCovo”, pilastro dell’ortodossia fascista, smaschera tali manovre!

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…Guerra fredda! Questa la “parola d’ordine” che si affianca al termine… “correnti”, divenendone sinonimo. Ecco una delle strategie più riuscite, utilizzate dal “demoliberalismo”! Infatti la “Guerra fredda”, lungi dall’essere semplicemente un periodo storico tramontato, rappresenta oggi più che mai la tattica principale di cui si avvale il sistema antifascista, la vera sostanza del metodo politico democratico corrispondente al principio politico su cui la stessa Guerra fredda, intesa quale periodo storico caratterizzante la seconda parte del 900, si è fondata per decenni. E’ il principio a mezzo del quale si è autolegittimata e perpetuata la “democrazia borghese”: ovvero la divisione del corpo politico e sociale in “parti”, presumibilmente diverse e tra loro in conflitto, contrapposte hegelianamente per l’unico fine inconfessabile al quale sono votate, consentire cioè l’esistenza del sistema partitocratico antifascista, la prosecuzione ad infinitum dello Status quo! Infatti, tale contrapposizione artificiosamente alimentata, sfociata non di rado anche in tragici fatti di sangue che prevedibilmente stabilizzano sempre il potere costituito,  storicamente ha consentito e continua a permettere la sopravvivenza di un sistema politico che su questa stessa divisione fonda oggettivamente la propria legittimità e che proprio per questo, alimentandola e fomentandola di continuo, dall’interno e dall’esterno, può continuare a contare sulla propria solidità; sulla “intangibilità” dei “parlamenti-parlatoi” ridotti a centrali di controllo politico territoriali delocalizzate asservite alle lobby economiche mondiali che li manovrano; sulla “sacralità ingannevole” delle varie “carte costituzionali” demoliberali, e dunque sull’intangibilità politica del “tempo presente”, cristallizzato nell’attualità liberal-parlamentare quale UNICA FORMA POSSIBILE TOLLERATA di aggregazione politica mondiale per l’umanità, che così, di fatto, avrebbe raggiunto la meta politica finale e definitiva della nostra specie! Con questo principio falso ma assunto a “verità universale”, ovviamente, non si va innanzi! Si resta vincolati al riconoscimento esclusivo della rappresentanza del “bene pubblico” delegata alle cosiddette “forze politiche democratiche”, intra od extra parlamentari; tutte vincolate ad un sistema clientelare neo-feudale corrotto e corruttore, gestito dalla plutocrazia globalizzante che tollera unicamente chi ne riconosce e sostiene in modo concreto le pretese! Soprattutto se tra le fila di codesti “sostenitori” si annidano coloro che risultano essere sempre pronti a interpretare per conto “terzi” l’ “ingrato” ruolo di “rivoluzionari della domenica” che si spacciano a chiacchiere come “alternativi al sistema”! Tante sono le sigle, piccole e grandi, di cui si avvale siffatto ammasso di “camaleonti”, tutte comunque riconducibili a tali maneggi. Ciò che ad essi viene sempre richiesto è di “convogliare” la cittadinanza tutta, anche le frange più piccole e insoddisfatte, all’interno degli schemi politici consentiti e pre-costituiti a tavolino da chi comanda davvero, schemi già decisi e indiscutibili. Non importa se tali nuclei siano talvolta numericamente inconsistenti. L’importante è che la massa tutta sia sempre e comunque “allineata e coperta”, procedendo per il resto dei propri giorni all’interno del “recinto” che il sistema politico vigente ha preparato! Propedeutici a tale strategia politica risultano pienamente gli articoli che “gentilmente”  tale Maurizio Barozzi (curatore del sito Federazione Nazionale combattenti R.S.I., che non disdegna di scrivere sul quotidiano di riferimento della “corrente” dei cosiddetti socialisti nazionali) ha voluto dedicarci dopo le recensioni dei nostri lavori scritte da Vincenzo Vinciguerra (vedi:  http://www.ilcovo.mastertopforum.net/vinciguerra-recensisce-i-nostri-lavori-vt2736.html), con l’intento nominale di “recensire” anch’egli più di una volta “L’estrema destra contro il Fascismo”, pur senza averci mai conosciuto né tantomeno aver mai avuto alcuno scambio di opinioni con noi o la nostra associazione, addirittura asserendo di non conoscere nemmeno la nostra collocazione politica o ideologica (beato candore!). Il perché di tale interesse lo abbiamo compreso da subito poiché, lo diciamo senza giri di parole, in modo evidente e intenzionale tali scritti non colgono affatto il senso di ciò che invece risulta chiaro nel testo che abbiamo steso. Il Barozzi, infatti, non sembra voler rilevarne la critica integrale al sistema politico vigente; né l’accusa fatta a chi ha operato su mandato della “repubblica antifascista” pur dichiarandosene a chiacchiere  alternativo, con l’intento per noi evidente (ma non per lui!) di usurpare e cancellare deliberatamente i tratti unici e distintivi dell’ideale fascista al fine di debellarlo ed inserirne i potenziali simpatizzanti in schemi politici precostituiti dal medesimo sistema “liberal-democratico”, non importa se sul versante “di destra” o “sinistra” (…giacché la cosiddetta “sinistra democratica” se non si occupò di formare ex novo un partito “neofascista”, si “limitò” però ad assorbirne nel Partito Comunista alcuni “reduci” e “simpatizzanti”, convincendoli che il “fascismo vero era stato tradito da Mussolini” e non avrebbe potuto “sfociare” in altro sistema all’infuori di quello socialista!). Il Barozzi, analogamente a quanto abbiamo già riscontrato essere al riguardo l’atteggiamento dei cosiddetti socialisti nazionali, finisce così anche lui per misconoscere volutamente il cuore stesso dell’analisi presente nel nostro lavoro, ugualmente portata avanti da anni in qualità di Associazione ilCovo – studio del Fascismo mussoliniano, Scuola di Mistica fascista: e cioè che la nuova concezione ideologica maturata nel Regime mussoliniano (che politicamente e storicamente ha uno ed un solo nome, cioè FASCISMO), NON PUO’ IN NESSUN MODO identificarsi con alcuna delle parti politiche del sistema liberal-parlamentare né tantomeno con alcuna delle parti sociali, pena la propria autodistruzione, poiché, come già scrisse ad esempio il teorico fascista Sergio Panunzio, essa risulta TOTALITARIA … “in quanto unica, indivisibile, e non soggetta a divisioni e transazioni di sorta, è l’idea politica o la concezione dello Stato da realizzare, come unico é, per conseguenza, il « partito rivoluzionario », soggetto e titolare dell’idea e della Rivoluzione.” Sicché il nostro improvvisato recensore sembrerebbe d’accordo nel riconoscere con noi che al termine dell’ultima guerra mondiale lo pseudo “post-fascismo” si sia auto-collocato maggioritariamente a “destra” (poiché tale risulta la parte politica che nominalmente ha operato l’usurpazione diretta più evidente di nomi e simboli per meglio screditarne i contenuti reali, una mistificazione tutt’ora in corso d’opera), inficiando da subito la propria millantata “alternatività” al sistema politico, in quanto negata concretamente all’atto stesso della nascita di quel partito, dichiaratamente “liberal-conservatore” e pienamente inserito nell’arco costituzionale, che fu di fatto (e di diritto) il defunto M.S.I. , per non parlar poi della presunta ma inesistente continuità col Fascismo, sostenuta solo in virtù di certo apparato estetico-coreografico reducistico e del richiamo strumentale a taluni temi politici. Ma ciò di cui non esiste traccia nell’analisi del Barozzi, pur essendo ben presente nel nostro scritto, riguarda il fatto che la voluta frantumazione ideologica del Fascismo effettuata dalla “democrazia partitocratica italiana”, non ha assunto un’unica connotazione, poiché il sistema borghese si avvale da sempre del “metodo delle correnti” interne ai gruppi politici riconosciuti come organici ad esso; “correnti” che risultano essere un espediente tanto fasullo quanto efficace, poiché consentono di legittimare ufficiosamente anche le presunte posizioni ideologiche più radicali e rivoluzionarie del panorama politico, neutralizzandone contemporaneamente ogni pretesa velleità, proprio in virtù del loro essere parte integrante del meccanismo politico dal quale in linea teorica dichiarano di essere estranee! Il fine ultimo di codesti “spifferi” risulta essere immancabilmente l’approdo allo stesso “sistema democratico antifascista”. Poiché, in ultima analisi, sono le stesse “correnti” che si nutrono e utilizzano schemi mentali e categorie politiche peculiari di tale sistema, considerate quali “moderne”, “attuali”, o comunque “ineludibili”, magari bisognose tutt’al più di qualche riforma. Dunque, per costoro è da tale “modernità partitocratica” che si deve comunque ripartire, sviluppandone meglio i contenuti, rendendoli “davvero” ciò che “agli albori” promettevano di essere, ma che non si è ancora riusciti a concretizzare a causa di presupposti ma inesistenti tradimenti verso il feticcio degli “immortali principi dell’89”. Invece, secondo quanto sostenuto nei nostri lavori (fin troppo spesso citati a sproposito senza mai essere compresi), se si vuol discutere seriamente e senza giri di parole di ideale fascista, siamo convinti da sempre che le argomentazioni ideologiche espresse dai dottrinari del Fascismo accreditati dal P.N.F. appaiano sufficientemente chiare e lineari, nonostante spesso siano state strumentalizzate e deformate da neo esegeti tanto improvvisati quanto in malafede. Sempre il Panunzio, ad esempio, in linea con l’ortodossia dei teorici ufficiali del Partito fascista, riguardo al SUPERAMENTO DEFINITIVO di concetti quali “modernità” o “progressismo” così sentenziava: Lo Stato fascista [è] «Stato nuovo»…ritengo opportuno cancellare dal vocabolario politico e giuridico la comune e ripetuta espressione : « Stato moderno », che non ha nessun valore altro che cronologico”. Gli articoli del Barozzi, dunque, lungi dal centrare l’essenza del problema di cui abbiamo scritto nel nostro breve saggio, rappresentano invece un classico esempio di apripista al “correntismo” intra-sistemico di cui dicevamo. Leggendoli si può constatare come sia possibile “criticare” nominalmente il sistema antifascista e l’appropriazione ideologica indebita compiuta dalla destra radicale di matrice missina… senza criticarla realmente! Infatti egli (insieme al giornale “Rinascita”, che non a caso ne pubblica tale recensione) ufficialmente si dice d’accordo con noi nel ribadire che la destra radicale ha usurpato il Fascismo; che Evola sia stato trasformato arbitrariamente da quest’ultima in riferimento ideologico al posto di Mussolini e Gentile; che l’idea evoliana non è fascista ma “tradizionista”; che la sua filosofia non è assimilabile a quella dello Stato Etico gentiliano. Ma poi, attraverso una serie di distinguo capziosi, finisce però con l’apprezzare ciò che logicamente in base a tali premesse avrebbe invece dovuto esclusivamente stigmatizzare. Infatti secondo il Barozzi, saltando nuovamente a piè pari quanto riportato nel nostro breve saggio al riguardo, Evola può essere “diversamente inteso”, in tal caso la sua “sapienza e saggezza iniziatica” certamente non risulta più esiziale al “fascismo barozziano”, esattamente come per la filosofia “gerarchico-organica” evoliana (guai a chi come noi dovesse pensare diversamente da quanto egli scrive, che cioè il Fascismo era già in possesso di una sua propria concezione politica organicista e gerarchica senza aver bisogno di ricorrere ad Evola!). Ma il recupero del “rottamato” Evola non finisce qui, poiché nella prosa barozziana addirittura egli finisce per assurgere al rango di “rottamatore”! Infatti scopriamo che dal punto di vista “filosofico” sarebbe stato proprio Evola che avrebbe dotato ideologicamente il Fascismo stesso di concetti cardine come quelli Etico-Corporativi o addirittura del suo peculiare già citato organicismo. Anche stavolta, chi dovesse saltare dalla sedia per aver letto una tale assurdità, se non altro in ossequio al percorso ideologico compiuto da tale Benito Mussolini, unico fondatore del Fascismo, a cui si affiancarono Giovanni Gentile con il proprio apporto filosofico-politico derivato dalla critica al marxismo, nonché lo stesso sindacalista Sergio Panunzio, passando poi per i giuristi Alfredo Rocco e Carlo Costamagna, secondo la prospettiva barozziana non dovrà far altro che ricredersi! Appare così in tutta la sua evidenza che il tema da cui era partito il nostro recensore risulta essere stato solo un mero pretesto, poiché totalmente svuotato dei propri contenuti e totalmente stravolto nel messaggio di cui siamo latori. In verità il Barozzi una critica ad Evola la fa pure, ma casualmente sempre spezzando una lancia in favore della “corrente” dei cosiddetti socialisti nazionali, poiché il torto vero attribuitogli sarebbe riconducibile alla sua avversione verso la “socializzazione delle imprese”, il nuovo “totem-specchietto per le allodole” di tale ennesima corrente antifascista. Ecco così che, magicamente, lo spettro della tattica missina (già descritta nel nostro lavoro e di cui Barozzi e “compagni socialisti nazionali” non sembrano minimamente essersi accorti) si materializza nuovamente per mezzo della prosa barozziana. Evola, al quale i missini e la destra radicale antifascista tutta erano e sono tanto affezionati, torna così di nuovo in auge, purché “coniugato” al sacro dogma della “socializzazione”, presunta vera essenza del fascismo tanto nell’interpretazione delle  correnti “sinistre” vetero-missine quanto oggi delle nuove correnti “socialiste nazionali”. E dire che codesti “socialisti nazionali” non si dichiarano nemmeno fascisti (come in tanti fanno tra le “correnti” della cosiddetta destra radicale, che ammorbano però pubblicamente l’ideale fascista con i loro indegni spettacoli vandalici a base di saluti romani e chincaglieria scenica varia all’insegna del nero!) pur utilizzando sempre e a sproposito riferimenti al Regime mussoliniano, andando ben al di là della spudoratezza come nel caso del ridicolo plagio effettuato di recente nei riguardi della Scuola di Mistica Fascista, lanciando l’idea patetica di una “mistica socialista nazionale”, un ‘ulteriore trovata squallida e dissacrante messa in piedi per svilire e mortificare ancora una volta la vera essenza stessa del Fascismo quale originale e inimitabile concezione politica spirituale. Il fine evidente rimane quello di costruire a tavolino l’ennesimo surrogato pseudofascista, il classico contenitore multiforme dove si vuole illudere gli sprovveduti ignoranti che vi incappano di avere a che fare con un soggetto che si “ispiri” al fascismo, senza che esso ne utilizzi il nome e il simbolo, senza riconoscerne l’effettiva dottrina ideologica e senza alcuna volontà di perseguirne gli autentici fini politici incentrati sullo Stato Etico Corporativo totalitario fascista… insomma, come al solito un innocuo “fascismo” senza FASCISMO, pronto ad uso e consumo della repubblica antifascista nata dalla resistenza. Ma anche in questo turpe “gioco” scopriamo che essi sono stati preceduti dal “vituperato” (a parole!) M.S.I. che, non a caso, per bocca di uno dei suoi massimi dirigenti aveva coniato il mottonon rinnegare, non restaurare” ! Ovviamente tutti temi presenti nel nostro libro ma di cui Barozzi e compagni socialisti nazionali, distrattamente, non si sono avveduti! Inoltre, qualcuno malpensante come noi, per confutare la baggianata sulla socializzazione presunta “essenza del Fascismo”, potrebbe ricordare ad esempio le parole del Duce nel Discorso del Lirico, o nella Corrispondenza Repubblicana :Il secondo degli otto punti che precedono il testo del decreto sulla socializzazione delle imprese approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 febbraio, dice che uno dei criteri fondamentali che hanno ispirato il decreto stesso è la rivendicazione della concezione mussoliniana di una più alta giustizia sociale, di una più equa distribuzione della ricchezza, della partecipazione del lavoro alla vita dello Stato. E’ necessario mettere l’accento su questo concetto: si tratta di rivendicare il pensiero mussoliniano, un pensiero scolpito nelle parole e concretato nelle opere di Mussolini per venti anni, e non già di orientarsi verso una nuova dottrina, rinnegando o per lo meno obliterando il passato. Si tratta di uno sviluppo, o piuttosto di un felice e necessario coronamento, non di una diversa e inedita impostazione dei problemi sociali. […] Sarebbe facile, come appare ovvio a chiunque conosca le manifestazioni del pensiero sociale mussoliniano, continuare; ma queste poche citazioni sono sufficienti per documentare la coerenza rivoluzionaria del fascismo, il quale non rinnega ora le proprie origini e i propri ventennali sviluppi, ma si rifà alla loro più genuina essenza travolgendo gli esterni ostacoli e le interne resistenze che si frapponevano alla piena realizzazione dei suoi altissimi fini sociali. E’ quindi assolutamente superfluo che gli italiani di labile memoria abbiano l’aria di cadere dalle nuvole in preda alla più autentica delle sorprese di fronte al fondamentale provvedimento della socializzazione. Si tratta, è vero, di una nuova pietra miliare, ma alle spalle, come patrimonio che non si rinnega, è la strada che abbiamo faticosamente percorsa;” o magari anche gli stessi documenti del Partito Fascista repubblicano, che confermano come la “socializzazione delle imprese” costituisce solo UNA PARTE dell’ articolato ideale etico-corporativo fascista, iscritta peraltro nell’ambito economico quale corollario della più vasta concezione spirituale organico-gerarchica del Fascismo! Ma è bene guardarsi dal produrre simili argomenti, poiché inevitabilmente facendo ciò si incorre sempre nell’accusa da parte dei “camaleonti” di “ottusità politica”, “vacuo intransigentismo”, “ducismo”, “purismo”, in breve, di praticare “sterile onanismo intellettuale” (o come sono soliti ripetere i “rivoluzionari a  corrente alternata”, di farsi le “seghe mentali”) e quant’altro si possa concepire con gran eloquio politico! Noi però, in qualità di associazione culturale IlCovo – studio del Fascismo mussoliniano, Scuola di Mistica fascista, preferiamo comunque dar credito agli ideologi ufficiali del Regime mussoliniano, che affermavano, tra le altre cose, quanto segue: “Lo Stato fascista ricco così di una forte membratura sociale, politicamente accentrato ed autoritario… non corre il pericolo di essere sommerso e inghiottito dalle società particolari e dai sindacati; non scioglie questi ultimi, ma li ammette nel suo seno, li riconosce anzi, li colloca al loro giusto posto, riservando loro la coscienza di «funzione» e di «parti», non di « fine» e di «tutto», di parti subordinate al tutto, non di parti erigentisi esse al tutto; e primieramente li comanda, li signoreggia, li adopera e li piega come parti di se stesso ai suoi fini immanenti e sovrani.” Eppure, nonostante la sconcertante limpidezza e l’assoluta autorevolezza delle fonti da noi illustrate, tutto ciò non impedisce a costoro di prodursi nelle futili accuse di cui sopra o in speciose speculazioni campate in aria come quelle di cui abbiamo testé riferito, poiché anche questo rientra pienamente nella tattica dei “camaleonti” al servizio del sistema antifascista. Tuttavia, per quanto ci riguarda, è bene che si mettano pure l’anima in pace! Continueremo a diffondere il Fascismo vero e a denunciarne i mistificatori di ogni provenienza. Lo affermiamo nel nome e in vece di eredi spirituali dei VERI Mistici del Fascismo, i quali proclamavano testualmente di essere sempre “…con gli scanzonati, gli audaci, i disinteressati, che sanno oggi smascherare un traditore senza chiedergli prima il permesso … Il mistico del fascismo ama la virtù del silenzio, ma non lo confonde con la pavida deliberazione di tacere ad ogni costo, anche di fronte alle più palesi disfunzioni. Il mistico del fascismo sa che il dovere di ogni sentinella è di imporre l’alt, di gridare l’allarmi e infine di far fuoco se taluno violi la consegna affidata alla sua vigilanza”…con buona pace di plagiatori, strumentalizzatori e borghesi finto-fascisti di ogni colore! Noi fascisti de IlCovo abbiamo le spalle larghe e perseveriamo senza mai demordere, forti della certezza assoluta della bontà, della chiarezza e della sincerità della nostra fede politica, che testimoniamo continuamente, e che ha un solo nome immutabile, FASCISMO…e la Fede smuove le montagne… come sostenne anche tale Benito Mussolini!

IlCovo

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  1. Trasecolo nel constatare con quanta acrimonia e verve si risponde ad una mia, oltretutto parziale e superficiale recensione di un saggio “L’estrema destra contro il fascismo”, che avevo anche in buona parte apprezzato, e nonostante, come mi si dice, potrei non aver centrato l’essenza del problema. Parlo dell’articolo “Degradare l’identità fascista a socialismo nazionale”, pubblicato nel Sito: https://bibliotecafascista.org/.

    E pensare che ritenevo di trovarmi sulla stessa barricata di chi rifiuta e contesta tutto il neofascismo del dopoguerra, ed avevo aggiunto di non conoscere gli autori, nè la loro collocazione politica, intendendo dire che potevo anche sbagliarmi su certi giudizi. Poi leggo, nel sottotitolo di questa “risposta” “che gli autori appartengono a “il Covo” che sarebbe un “pilastro della ortodossia fascista” ed allora neppure mi indigno visto che non ritengo che possano esserci sacerdoti depositari di questa ortodossia, del fascismo poi, ma andiamo.

    Mi duole solo che detti autori mi abbiano messo in mezzo quale partecipe di “politiche funzionali allo “status quo” che loro avrebbero smascherato.

    Dico, ma stiamo scherzando o siamo in pieno vaneggiamento?

    A me, venite a dire queste cose? Io che condivido e spesso denuncio, quanto voi stessi sostenete circa i “rivoluzionari della domenica”, e la funzione di tanti gruppi e sigle, come voi giustamente dite, camaleonti pre costituiti da “chi di dovere” per convogliare l’antagonismo in canali innocui al Sistema?

    Ma vi ha dato di volta il cervello?

    In ogni caso non intendo entrare in polemiche sulla “ortodossia fascista”, oltretutto non sono un intellettuale e neppure un ideologo, quindi la vostra definizione, a me data, di “ teorizzare un mio fascismo barozziano”, non ha alcuna ragione di essere. Più che altro sono uno storico, con una sua weltanschauung che può definirsi fascista e con la sua convinzione del ruolo positivo politico e sociale del fascismo, soprattutto quello repubblicano.

    Quindi io non do la patente di “fascista” a nessuno, tranne toglierla e negarla ai presunti “neofascisti” del dopoguerra ai nostri giorni, sia perché attestandosi su posizioni di conservazione e reazione hanno stravolto la politica del fascismo e soprattutto perchè sono risultati tutti, dal Msi alle appendici extra, in servizio permanente effettivo delle Intelligence occidentali, a partire dal nostro Stato maggiore agli AA.RR. praticando un ignobile sostegno ai nostri colonizzatori. Questo tradimento degli interessi nazionali è stato il vero tradimento del fascismo che ha sempre avuto al primo posto l’indipendenza della Patria.

    NON INTENDO QUINDI POLEMIZZARE, MA FORNIRE DELLE SINTETICHE PRECISAZIONI CHE, VOLENTI O NOLENTI, POTRETE OPINARE, MA DOVETE TENERLE IN CONSIDERAZIONE.

    PRIMO: non sono il curatore del sito della Fncrsi, ma solo uno che si onora di aver militato per tanti anni nella Fncrsi e ora scrive articoli per lo stesso sito, così come li scrivo per Rinascita visto che è un quotidiano che me li pubblica. Di fatto scrivo articoli per chi me li pubblica rifiutandoli solo a partiti, gruppi o movimenti subdoli, soprattutto di destra o che fanno propaganda elettorale.

    SECONDO: non faccio parte, né intendo far parte di alcun gruppo o movimento politico e non ho mai votato per nessun partito avendo sempre praticato o la scheda bianca o l’astensione e neppure faccio parte di alcun circolo culturale, quindi qualsiasi vostra presunzione di miei intenti per chissà quali oscure manovre o considerare i miei articoli come “apripista” al correntismo intrasistemico”, potete benissimo levarvela dal cervello.

    TERZO: per meglio specificare il punto secondo, non faccio parte di alcun Socialismo Nazionale o simili ed oltretutto, pur essendo il sottoscritto entusiasta e convinto della bontà e della scelta socialista della RSI, quindi del fascismo repubblicano di Mussolini e Bombacci, non ritengo di poter restringere il fascismo ai soli aspetti sociali che sono sempre storicamente transitori, né tanto meno propugnare una “mistica socialista nazionale”. Condivido quindi che non devesi “degradare il fascismo a un Socialismo Nazionale”, e anche quando io apprezzo e propagando le rivoluzionarie conquiste sociali del fascismo e della RSI, non è di certo questa la mia intenzione.

    QUARTO: per quanto riguarda Evola sono il primo che ne ha denunciato il carattere reazionario, la presunzione “esoterica” che messa in testa a tanti infatuati ha prodotto demenziali “figli del sole”” e che la sua teorizzazione del “male minore”, per cui il cosiddetto “mondo libero” dovrebbe essere difeso, dal male peggiore (che per Evola sarebbe il comunismo), oltre che sbagliata ha funzionato anche da alibi a coloro che, praticando un anticomunismo viscerale e di “servizio”, hanno compiuto gesta immonde a sostegno di uno Stato antifascista e della sua collocazione Atlantica.

    Questo non toglie che possa condividere molte delle critiche che Evola ha portato al ventennio, a partire dal modo sconclusionato e negativo con cui sono stati affrontati i temi della razza, di certe gerarchie di tipica espressione borghese, ecc., oltre ad essere convinto che alcune delle specificità sulla natura umana, espresse dalla sapienza antica, a mio parere integrano il fascismo. Tutto qui e sono convinto che Evola e Gentile, nonostante profonde differenze di fondo, in qualche modo potrebbero anche integrarsi Ma io, come detto, non sono un intellettuale o un ideologo e quindi mi potrei anche sbagliare.

    Spero di avervi, se non convinto, almeno chiarito la mia posizione e le mie idee che, non saranno le vostre, ma non ritengo di dover essere incluso in quei “mistificatori di ogni provenienza” che andate denunciando.

    Anzi, detto tra noi, sono anche convinto che in un paese Occidentale come l’Italia, snaturato da un consumismo e un lavaggio dei cervelli generalizzato, formattato dalle correnti mondialiste, un paese dove le strutture di sicurezza sono onnipresenti, per cui chiunque formi un gruppo politico di oltre dieci persone, una di queste è di sicuro un loro informatore e un’altra almeno è un provocatore, non lo si potrà cambiare, non si potrà abbattere il sistema con i tradizionali canoni classici della politica e neppure delle rivoluzioni. Oltretutto, ogni previsione e proiezione ci dicono anche che l’italiano come popolo, come specificità etnica e culturale, nel giro di un paio di secoli sarà scomparso, soppiantato da razze multicolori e un meticciato diffuso (la media delle famiglie è poco più di un figlio, ergo due genitori muoiono e solo poco più di uno li sostituisce).

    Comunque, nonostante tutto, vi porgo i saluti e apprezzerei se vorrete pubblicare queste mie precisazioni nel Vs. Sito.

    Maurizio Barozzi

  2. Le “precisazioni” che ci sono pervenute, e che doverosamente pubblichiamo, da parte di Maurizio Barozzi confermano esplicitamente ciò che abbiamo scritto nel nostro articolo. Non se ne abbia a male, ma, nonostante egli sembri irridere al solo sentir parlare di “ortodossia fascista”, è precisamente quello il punto di vista dal quale scriviamo e se non era sua intenzione quella di voler discutere in merito a tale tema, a rigor di logica non comprendiamo cosa lo ha spinto a cimentarsi in una recensione del nostro lavoro, per di più realizzata in modo “parziale e superficiale” come egli stesso ammette, quando in esso si descrive precisamente il come e perché si sia consumato il “tradimento ideologico” del Fascismo operato dai gruppi politici neofascisti. Il nostro operato, in qualità di associazione “IlCovo – studio del Fascismo mussoliniano – Scuola di Mistica fascista”, non mira semplicisticamente a “distribuire o togliere patenti” di fascismo bensì a definire i lineamenti dottrinari precisi dell’identità fascista, in base alla documentazione ideologica ufficiale prodotta da Mussolini e dal Partito Fascista, al fine di ristabilirne la propria inconfondibile “identità politica” in modo preciso, univoco, inequivocabile… ed i temi di cui Barozzi ha voluto trattare attengono esattamente a ciò. Che egli aderisca o meno a gruppi politici costituiti, che egli vada a votare o meno, che condivida UN SOLO LATO della nostra critica o meno, la sua posizione politica espressa negli scritti che egli ha prodotto in riferimento al nostro lavoro rimane esattamente inserita nell’ambito della “modernità borghese” che la dottrina del Fascismo contesta e NOI lo abbiamo rilevato in quanto fascisti che fanno riferimento alla dottrina fascista! …e, cosa di non poco conto, in quanto Barozzi si definisce nominalmente non distante da posizioni ideologiche espresse dal Fascismo. Da questo punto di vista, dunque, il raffronto logicamente è d’obbligo, a maggior ragione per noi che vogliamo discutere e fare Cultura e Ideologia fascista! Il processo di “borghesizzazione” del Fascismo non è iniziato di recente, ma nel tempo corre parallelo al processo di infangamento della sua immagine escogitato dal sistema antifascista, oggi come ieri. E oggi come ieri il “grande protagonista” di tale manovra rimane l’“M.S.I.”, ovviamente non più come partito formalmente esistente, ma come retaggio politico. In quel che abbiamo scritto abbiamo semplicemente rilevato come tutti coloro che oggi lo disprezzano a parole, ne attuano di fatto la linea politica. Nel suo stesso seno sono nate le “correnti” che OGGI fanno mostra di “staccarsi dalla destra reazionaria”, per “evolvere” il Fascismo, che pretendono arbitrariamente di rappresentare in virtù di richiami strumentali ad esso ma che di fatto disprezzano, ritenendolo un progetto fallimentare, e/o superato o peggio una “buona intenzione” non attuata e non più realizzabile. Correnti vecchie tanto quanto l’M.S.I. come il cosiddetto “socialismo nazionale” (dietro cui spesso si nasconde la parodia del nazionalsocialismo), in cui vista la singolare contiguità di pensiero nonché il rilevante numero di collaborazioni editoriali col quotidiano “Rinascita”, legittimamente abbiamo collocato il pensiero espresso dal Barozzi, a prescindere dal fatto che egli affermi di militarvi ufficialmente o meno. Quando due “mondi” non sono conciliabili, il tempo per i distinguo capziosi o le “eventuali” condivisioni parziali finisce. Quello presente, per chi come NOI si riconosce indiscutibilmente ed integralmente nell’ ortodossia fascista, è il tempo di una nettissima, indiscutibile e irrimediabile separazione: il Fascismo Mussoliniano da una parte; dall’altra l’antifascismo, di ogni colore e latitudine, poiché ciò che non è Fascismo è evidentemente antifascismo… tertium non datur!

    IlCovo

  3. Maurizio Barozzi. Alcune precisazioni: la questione “ortodossia” , che io non irrido, dico solo che da storico, scritti affermazioni a parte, il fascismo mostra sfaccettature e un forte pragmatismo negli anni e che poi si è definito ideologicamente con la dottrina del fascismo negli anni ’30 e con la RSI negli anni ’40, per cui ritengo problematico sostenere rigide posizioni sulla ortodossia. Ma questo è opinabile, non mi fossilizzo. Mi irrigidisco invece sulla considerazione del MSI, un partito marcio in partenza fin dal 1946 come ho dimostrato con il mio Saggio “MSI il grande inganno”, un partito a cui nego ogni parvenza di fascismo e attesto viceversa nel campo dell’antifascismo. Questo per dire che non potete fare di tutta un erba un fascio ponendomi in un area che non mi appartiene. Un ultima precisazione: giustamente vi chiedete il perché ho recensito il Vs. saggio, ma sbagliate nel rispondervi: non avevo alcun intento di contestarvi, oltretutto cerco sempre di evitare discussioni ideologiche, era per fornire un indiretto sostegno al vostro lavoro, pur non condividendolo pienamente, cosa che è poi risaltata nel mio testo su Rinascita. Era accaduto che avendo il sottoscritto pubblicato in facebook gli articoli di Vinciguerra, si era determinata una reazione di insulti e reazioni contro Vinciguerra ed anche sul vostro testo che Vinciguerra aveva citato in un articolo.
    E’ da tempo che mi sto battendo per diffondere e valorizzare le denunce di Vinciguerra, importantissime perché dimostrano che quella che è stata chiamata eversione “nera”, terrorismo neofascista, ecc., in realtà trattasi di una accozzaglia di “parastatali”, informatori e confidenti di commissariati e caserme e collusi con i Servizi di questo Stato antifascista subordinato al sistema Nato.
    Ma ultimamente Vinciguerra aveva anche introdotto un altro argomento, quello di portare alla luce il ruolo negativo avuto da Evola e l’evolismo nell’area neofascista, per non parlare di rune, croci celtiche, asce bipenni, che non appartenevano alla tradizione italica, né al fascismo, che tutto al più potevano essere un riferimento storico di una comune ancestrale tradizione, e cose di questo genere.
    Il Vs. Saggio aveva sollevato ovviamente veementi rea2zioni negative da ex e nuovi appartenenti all’area pseudo “neofascista”, che si autodefinisce “fascisteria”, ma che io chiamo spregiativamente “destristeria”, per cui avevo pensato di parlane nel mio articolo cercando anche di separare quello che in Evola poteva esserci di positivo da quello che, oltre che negativo, è risultato anche nefasto..

  4. Vede Barozzi, l’obiettivo per quanto ci riguarda è uno soltanto: ristabilire e divulgare l’ortodossia Fascista, che da parte nostra non costituisce affatto un tema problematico e che anzi abbiamo sviscerato e PROVATO esistere, in sede politologica, storica e culturale (i nostri lavori in tal senso sono accreditati a livello internazionale e la collana editoriale da noi curata sugli “scritti dottrinali e politici del Fascismo”, che non a caso confermano pienamente quanto sosteniamo, fa riferimento proprio agli ideologi ufficiali del P.N.F.). Ogni elemento di critica che muoviamo, per quanto ci riguarda, discende precisamente da questo assunto. E proprio perché noi focalizziamo la radice del vero problema dal quale discendono tutte le questioni in ballo, incluse quelle da lei evidenziate, abbiamo subito gli attacchi che anche lei ha ricordato. Quello che differenzia la nostra critica da tutte le altre, più o meno apparentemente somiglianti e in parte presenti anche all’interno del “neofascismo” dalle varie “colorature”, è esattamente questo discrimine netto: noi contestiamo la “destra” per l’usurpazione IDEOLOGICA che ha operato, ma non ci limitiamo a farne un discorso “di parte”. Critichiamo l’antifascismo di Stato in toto, come prodotto politicamente multiforme ma culturalmente unitario, in tutto e per tutto emanazione della “repubblica delle banane antifascista”, che ha escogitato la tattica dell’usurpazione e dello svuotamento ideologico con conseguente “democratizzazione partitocratica” del Fascismo (il che porta al suo annullamento!), esattamente svuotandolo della propria ortodossia dottrinaria, poiché essa, in definitiva, costituisce il retaggio del Regime mussoliniano più temuto, potenzialmente sempre suscettibile di perpetuarsi e diffondersi. Il “tradimento” del M.S.I. con relative filiazioni è potuto avvenire e continua a causa di tale necessaria usurpazione ideologica! Quando diciamo che le varie colorature del cosiddetto “neofascismo”, dal “bruno al rossastro”, scaturiscono da un’unica matrice che ne dirige tali correnti in modo più o meno diretto, quando parliamo di M.S.I. come fondamento “globale” di queste stesse “correnti”, che pretendevano a chiacchiere di “ostacolarne” la “deriva reazionaria atlantista”, lo facciamo sulla scorta della realtà storico-politica! Quando i cosiddetti “neofascisti” non andavano già ad ingrossare le fila del partito di Togliatti, sempre obbedendo all’antifascismo di stato che favoleggiava di presunti tradimenti del fascismo rispetto alla primigenia “anima socialista”, vi era il “camerata Beppe Niccolai”, socialista nazionale già allora, che faceva il “frondista” appoggiato dallo stesso Giorgio Almirante, che a sua volta manteneva questo doppio profilo proprio per garantirsi la democratizzazione di cui sopra… dunque nulla di nuovo sotto il sole! In merito alla propedeuticità del cosiddetto “socialismo nazionale” come “corrente antifascista di fatto” sposata dichiaratamente dal giornale “Rinascita”, esattamente quello per il quale lei scrive, la rimandiamo a questo topic: http://www.ilcovo.mastertopforum.net/socialismo-nazionale-l-altra-impostura-vt2618.html … se lei, come sembra sostenere, ha scritto la sua recensione senza alcun intendimento premeditato volto a distorcere il senso del nostro lavoro, e se davvero ha simpatia, nel senso letterale del termine, per il Fascismo, allora ci creda… è precisamente ed esclusivamente partendo col ristabilire l’ortodossia fascista che si potrà costruire finalmente un’alternativa politica concreta alla sfascio imperante, a NOI questo è chiarissimo!

  5. Vorrei conoscere il curriculum vitae e politico di questi “ortodossi” che dimostrano di non conoscere il pensiero di Benito Mussolini che era già fascista quando aveva ancora in tasca la tessera del partito socialista ed era rimasto socialista alnmomento che fondò i Fasci di Combattimento. Stelvio Dal Piaz Volontario RSI

  6. Il nostro “curriculum” è fornito dalla attività che abbiamo portato avanti in questi anni (fra cui questa collana editoriale, con portale annesso), e dagli articoli che abbiamo scritto proprio a Rinascita e che forse chi ha “memoria labile” non ricorda, sebbene siano stati diretti proprio a chi ci attacca: http://www.ilcovo.mastertopforum.net/socialismo-nazionale-l-altra-impostura-vt2618.html
    Articoli che, guarda caso, fotografavano con esattezza millimetrica la situazione che OGGI si palesa. Chi conosce il pensiero di Benito Mussolini sa BENE che ha fondato un movimento ORIGINALE, un’idea di Civiltà: la Civiltà Fascista per l’appunto (carta canta!). Tra l’altro riceviamo SOLO invettive senza fondamento, ma nessuna confutazione nel merito! Anche perché è molto facile USURPARE Idee, plagiare argomenti, dopo averli irrisi e disprezzati. Come nel caso presente. E’ altrettanto facile definirsi in qualsiasi modo, TRANNE CHE AUTENTICAMENTE FASCISTI! Inoltre, se essere volontario della RSI bastasse ad essere Fascista, detto poi da uno che Fascista non si definisce, ed irride al Fascismo come “socialismo fallito” (questo in sostanza), allora dovremmo seguire con ossequi tali Giorgio Almirante, Pino Rauti, Dario Fo, Romualdi, Del Boca, e chi più ne ha più ne metta! Per noi è Fascista CHI OBBEDISCE ALLA DOTTRINA DEL FASCISMO! E siamo disposti a dimostrarlo con chiunque ed in ogni momento, siamo disposti a confrontarci con tutti quelli che hanno il coraggio di affrontare la verità! Ma fino ad oggi abbiamo collezionato solo FUMO!

  7. Sta di fatto che non avete risposto a precisa domanda.

  8. Perchè non vi qualificate con nome e cognome ? Che problema avete ? Il fascista è solare, , non è abituato a nascondersi, dietro sofismi intellettualoidi Stelvio Dal Piaz Arezzo

  9. A proposito: io sono un fascista di terza generazione per motivi di carattere familiare per cui il Fascismo oltre ad un fatto ideologico-dottrinario per me è anche una questione di “araldica”, sono figlio di uno squadrista mutilato della Rivoluzione, medaglia d’oro del fascio aretino e io stesso squadrista di “Brigata Nera”; non ho problemi a qualificarmi e a firmare i miei commenti. Stelvio Dal Piaz

    • Suvvia signor Del Piaz, lei che vanta una “discendenza fascista”, non avrà mica dimenticato che il fascista “disdegna la vita comoda”? …faccia un piccolo sforzo, vada a leggere tra gli articoli che abbiamo scritto e vedrà che troverà i nostri nomi e cognomi… le diamo un “piccolo” indizio! Sono due, sempre gli stessi, i soliti due che hanno creato e amministrano dal 2006 l’associazione “IlCovo”, che i suoi amici “socialisti nazionali” conoscono bene, nonostante l’amnesia cronica che sembra avervi colpito! … sono sempre gli stessi nomi che hanno pubblicato i due testi “L’Identità Fascista” e “L’estrema destra contro il Fascismo” di cui avete scritto nei vostri organi di disinformazione, sempre gli stessi due nomi che hanno realizzato la collana editoriale di scritti ideologici editi dal P.N.F. sul cui blog lei sta scrivendo ed i cui nomi, in qualità di curatori, campeggiano in ogni copertina dei libri ristampati, gli stessi due nomi che nel 2006 vi scrissero una serie di 5 articoli firmati, sul vostro stesso giornale “Rinascita”, nei quali vi rivolgevano le medesime critiche che oggi riecheggiano immutate nello scritto “DEGRADARE IL FASCISMO A SOCIALISMO NAZIONALE” (senza peraltro aver mai ricevuto alcuna vostra risposta nel merito! … né allora, né oggi!)… basta leggere e li troverà i nomi che dice di cercare, anzi, con un ulteriore piccolo sforzo, andando sul forum della nostra associazione, potrà ricavarsi pure il personale curriculum politico di ognuno di noi che sembra tanto smanioso di conoscere! Sveli lei (o si faccia aiutare dai suoi amici smemorati) codesto inaccessibile segreto di pulcinella! Per inciso, l’appartenenza autentica al Fascismo non è MAI stata trasmessa geneticamente, come peraltro il suo caso e quello di molti altri ex appartenenti alla RSI storicamente dimostra in modo palese, bensì si realizza a mezzo della conoscenza, comprensione e adesione totale ai principi politici espressi nella Dottrina Fascista…e, piccolo particolare, ovviamente anche dal fatto che non si voglia cambiarne i connotati politici! … ma che lo diciamo a fare? … non è ovvio?
      Noi, grazie a Dio, al Fascismo siamo arrivati attraverso la conoscenza diretta degli scritti di Mussolini e degli ideologi ufficiali del Partito Fascista, senza mediazioni interpretative paterne o familiari. Il nostro non è retaggio. Noi ABBIAMO SCELTO di essere fascisti! …accettando in toto gli inconfondibili connotati politici di tale ideale! …e qualcosina per questa idea grandiosa abbiamo pure fatto! Lo vada a scoprire se ci tiene! … poi, quando avrà finalmente scoperto la nostra “segretissima” identità, non dimentichi di riferire ai suoi giovani amici smemorati che siamo sempre pronti per un pubblico confronto sull’incompatibilità ideologico-politica del vostro cosiddetto “socialismo nazionale” col FASCISMO mussoliniano!

  10. Forse non ci siamo capiti; io non vanto una discendenza fascista io la rivendico come una realtà familiare: sulla tomba di mio nonno c’è scritto: FASCISTA ANTEMARCIA e per il Fascismo in famiglia abbiamo versato il sangue nel momento in cui si sparava. Quindi nessuna interpretazione ma vita reale vissuta in camicia nera quando la camicia nera ” si indossa per combattere e morire ! ” Un bagno di umiltà non vi farebbe male ! E’ un consiglio cameratesco. Stelvio Dal Piaz

    • Egregio Signore, nelle acque dell’umiltà ci bagnamo continuamente. Nella nostra vita vissuta, in tutti gli ambiti. Principalmente nei nostri luoghi di lavoro, di fatica, nella realtà sociale. Infatti NOI, e sottolineiamo NOI, ci dichiariamo autenticamente FASCISTI. E per QUESTO, e sottolineiamo PER QUESTO, subiamo angherie di ogni tipo OGGI, dove in teoria non si dovrebbe più vivere il tempo del “sangue” che lei ci sta rinfacciando! La realtà invece racconta di una situazione abominevole, dove l’antifascismo di stato e l’ “idea democratica” sono “padroni”. E per padroneggiare e opprimere si avvalgono di chi,come voi cosiddetti socialisti nazionali, nel Fascismo o non crede più, oppure con scienza luciferina, a servizio di stranieri, lo stravolge dal didentro per meglio cancellarlo definitivamente. Lei si vanta di esser Fascista per essersi sacrificato con la sua famiglia. A maggior ragione la sua affermazione assume un tono totalmente strumentale e SUPERBO, perché chi è Fascista e chi proviene da tale famiglia, in primis non campa di rendita politica, poi NON si definisce “Socialista Nazionale”, non NEGA ufficialmente di essere Fascista come fa Socialismo Nazionale, non RIDUCE il Fascismo ad una forma di Socialismo incompiuto a causa di “terzi” (e questi “terzi” sono variamente identificati), contribuendo DI FATTO, e a prescindere se ci sia o meno dolo, a ridurlo ad uno dei tanti partiti democratici attuali! Per non parlare di “Sinistra Nazionale”, di Rinascita, che addirittura lo considera un fallimento! Inoltre quella del “Socialismo Nazionale” è una storia “antica”, come abbiamo dimostrato, pienamente inserita e propedeutica alla logica antifascista del fu MSI e che non è relativa solo ai movimenti che dichiarano di ispirarvisi ufficialmente, ma anche ai tanto vituperati “destrorsi neofascisti”, che dichiarano pubblicamente di aderire alle stesse tematiche (fra tutti Forza Nuova, ma anche Casa Pound). Proprio perché non abbiamo nessuna pretesa se non quella di proclamare la verità su cosa è davvero il Fascismo a mezzo degli scritti ufficiali del PNF e di Mussolini, e proprio perché siamo convinti che attorno al Fascismo TUTTI i cittadini di buona volontà e disinteressati, si possano ancora riunire, stiamo diffondendo questa idea di Civiltà a caro prezzo! Gli articoli che abbiamo scritto nel tempo ed ai quali non avete concretamente nulla da poter obiettare nel merito, fotografano la situazione nella pura realtà dei fatti, dunque è inutile che ci giriate intorno.Se volete essere Fascisti, e ad oggi a lume di DOTTRINA FASCISTA NON LO SIETE, allora aderite al Fascismo per ciò che abbiamo dimostrato essere, fatelo vostro col pensiero, la parola ed i fatti! …altrimenti al riguardo TACETE, per pudore verso chi a tale idea tutto ha sacrificato e/o continua a sacrificare!

  11. Finalmente abbiamo trovato i depositari del verbo ! Mancavano proprio nel serraglio della “fascisteria” post bellica. Stelvio Dal Piaz

    • La sua ironia di circostanza è fuori luogo, non le servirà a deviare l’attenzione dai fatti molto concreti che abbiamo evidenziato ed ai quali non siete capaci di obiettare alcunché nel merito. La realtà inoppugnabile è che dopo quasi 70 anni di esperienze fallimentari “neofasciste” (di cui VOI siete parte integrante) pilotate dalla repubblica delle banane antifascista, finalmente c’é qualcuno che ha voluto comprendere e vuole far conoscere il Fascismo, proclamando quale sola vera fonte del pensiero politico fascista LA DOTTRINA e dunque MUSSOLINI e il PARTITO FASCISTA, senza la pretesa assurda e falsa di disquisire al riguardo in nome di presunti meriti personali o di benemerenze familiari. L’ultima parola dunque a Mussolini ed al P.N.F., UNICI e SOLI detentori dell’ORTODOSSIA. In tal senso SI, NOI abbiamo compreso la VERITA’!
      Siamo NOI che vogliamo eliminare ogni personalismo individualista e fare in modo che vi sia un UNICO, COMUNE, IMPRESCINDIBILE, INTANGIBILE riferimento politico per chi vuole sinceramente essere davvero fascista nel Pensiero e nell’Azione e così finalmente debellare il guazzabuglio di sigle e partitini che prosperano all’ombra della partitocrazia antifascista. Ovviamente, come ebbe a dire un grande fascista autentico, siamo pronti, con tutta umiltà e buona disposizione, ad ascoltare chi ci dimostri dove abbiamo sbagliato, e a seguirlo se mostrerà di aver colto meglio l’anima e il pensiero più profondo del Fascismo. Ecco perché, torniamo a ripetevi, che siamo da sempre disponibili ad un pubblico confronto ideologico sull’ortodossia fascista. Se sarete capaci di dimostrare che quanto diciamo è frutto di interpretazione arbitraria ed errata e non rappresenta affatto l’essenza stessa del FASCISMO, ebbene, non abbiamo timore alcuno di dichiarare che ci “cospargeremo il capo di cenere” ammettendo l’errore… VOI COSIDDETTI SOCIALISTI NAZIONALI SIETE PRONTI A FARE ALTRETTANTO? …ESISTE QUALCUNO TRA GLI AUTOPROCLAMATI “EVOLUTORI” DI TUTTE LE COLORAZIONI, DAL BRUNO AL ROSSASTRO, PRONTO A FARLO?
      Glielo dica ai suoi amici smemorati! …al “compagno-kameraden” Canosci! …è dal 2006 che ci girate intorno senza mai rispondere nel merito, facendo finta di non conoscere chi vi ha posto delle semplici questioni in modo chiaro e inequivocabile!

  12. SE trovate nei nostri articoli, nei nostri libri, nei nostri convegn, nei nostri comportamentii qualcosa da contestare fatecelo notare; altrimenti state facendo del sofismo sul piano solo nominalistico-formale dimenticando che il FASCISMO è un movimento dinamico, non dogmatico, la cui genesi e struttura anticipa tempi e problemi, non legato a formalismi contingenti perchè atemporale ed eretico proprio nei suoi fondamenti ideologico-dottrinari. Il “fascista” non vive nelle biblioteche, si sporca le mani nell’azione, rischia di persona, e paga di persona. E’ il “FASCISMO IMMENSO” rosso-nero, nero come la camicia nera, rosso come il segno distintivo dello squadrista. Riconosco che siete degli studiosi in perfetta buona fede; sareste più credibili ed accettati se nel confrontarvi con gli altri, con tutti gli altri, aveste meno supponenza. Cordiali saluti Stelvio Dal Piaz

    • Del Piaz, è evidente che messi alle strette continuate a svicolare, NOI le contestazioni le abbiamo mosse tanto a VOI quanto a tutti gli altri gruppi neofascisti, per iscritto ed in modo argomentato e di certo non attengono alla forma ma alla SOSTANZA stessa del Fascismo ed alla sua DOTTRINA. Ma fate tutti finta di non capire, ed in perfetto stile neofascista parlate di “rischi” e di “mani sporche”, degradando l’ideale mussoliniano ad un delirio di azione insensata fine a sé stessa (proprio come vuole la repubblica delle banane antifascista!), ” come se l’azione, per essere vitale e concreta, non abbia bisogno di un pensiero che la sostenga e che la diriga, che la renda cioè consapevole della sua necessaria virtù”, vi avrebbe risposto Niccolò Giani.
      Pazienza, ancora una volta prendiamo atto che a precise contestazioni che vi sono state mosse ed alla richiesta di un confronto pubblico diretto che faccia chiarezza in modo definitivo avete replicato con tanta aria fritta e facendo “dietro front” … stia certo invece che NOI finché Dio vorrà andremo avanti… da fascisti!

  13. A quali conclusioni arriva il Gentile ? Ad un capovolgimento della nozione stessa di socialismo. Il fattore economico da subordinante diventa subordinato. Passa in seconda linea. Il socialismo non è più una necessità economica, ma una necessità trascendente, metafisica, è la necessaria realizzazione dell’Idea. Il socialismo non è più il solo prodotto del gioco e del travaglio delle forze economiche, ma anche prevalentemente il risultato di un atto di volontà.

    • Gentile (obbedendo a MUSSOLINI), arriva alla conclusione che termini come “socialismo”, “liberalismo”, “democrazia”, nella CIVILTA’ Fascista sono completamente SUPERATI! Il “Socialismo”, nella CIVILTA’ Fascista non assume nessun aspetto di “necessità”, in nessun senso o accezione. “Spiritualizzare” il “Socialismo”, e far diventare il Fascismo un “mezzo” per assolvere tale funzione, deforma e snatura la dottrina Fascista stessa. Il Fascismo HA una dottrina Sociale, ma non E’ una dottrina Sociale. L’aspetto Sociale del Fascismo è, come insegnano Mussolini e Gentile, un aspetto particolare dell’attuazione della Civiltà Fascista. La quale ha una Dottrina SPIRITUALISTA che non ha il fine di “educare le classi sociali” alla Socializzazione delle imprese, ma ha il fine di creare un CITTADINO NUOVO, Cittadino-Milite-Lavoratore FASCISTA, e PER QUESTO attuatore della nuova Civiltà nella realizzazione del Vero Bene Comune. Ad un Imprenditore realmente Fascista non servirebbe nemmeno l’esistenza della Legge sulla Socializzazione delle imprese!
      MUSSOLINI dimostra la falsità di tutte le “evoluzioni” del Fascismo poste in essere dopo la guerra. Noi ci limitiamo a rimarcarlo. E lo facciamo senza “mezze misure”, in attesa che qualcuno, tra i tanti che ci attaccano e insultano, DIMOSTRI che diciamo falsità “puritste” o “sofistiche”! Abbiamo già affrontato in passato pubblici dibattiti con i nostri accusatori. Evidentemente gli argomenti sono talmente evidenti e schiaccianti che non possono essere confutati. Ed è il motivo per cui l’unica “risposta” che riceviamo è solo aria fritta.

  14. ” Quando io, come fascista, militavo nel partito socialista italiano – parlo di quindici anni fa – ebbi l’avventura di fare un’esperienza politica di primordine, che mi ha molto giovato nel seguito……………” (discorso alla camera – 16 maggio 1925 )

    • Del Piaz, adesso fa come i Testimoni di Geova, le citazioni decontestualizzate e senza prima rispondere nel merito ? A scuola, insieme a portare il “moschetto”, se fosse stato un buon fascista, avrebbe dovuto leggerselo ogni tanto “il Libro”, in questo caso la DOTTRINA FASCISTA! … dove Gentile, di cui parlavamo in precedenza, nella prima parte al paragrafo 8 scrive:

      VIII
      Né individui fuori dello Stato, né gruppi (partiti politici, associazioni, sindacati, classi). Perciò il Fascismo è contro il socialismo che irrigidisce il movimento storico nella lotta di classe e ignora l’unità statale che le classi fonde in una sola realtà economica e morale; e analogamente, è contro il sindacalismo classista. Ma nell’orbita dello Stato ordinatore, le reali esigenze da cui trasse origine il movimento socialista e sindacalista, il Fascismo le vuole riconosciute e le fa valere nel sistema corporativo degli interessi conciliati nell’unità dello Stato.

      …e Mussolini nelle seconda parte, al paragrafo 5, rincara la dose:

      V
      Una siffatta concezione della vita porta il Fascismo a essere la negazione recisa di quella dottrina che costituì la base del socialismo cosiddetto scientifico o marxiano: la dottrina del materialismo storico secondo il quale la storia delle civiltà umane si spiegherebbe soltanto con la lotta d’interessi fra i diversi gruppi sociali e col cambiamento dei mezzi e strumenti di produzione. Che le vicende dell’economia – scoperte di materie prime, nuovi metodi di lavoro, invenzioni scientifiche – abbiano una loro importanza, nessuno nega; ma che esse bastino a spiegare la storia umana escludendone tutti gli altri fattori, è assurdo: il Fascismo crede ancora e sempre nella santità e nell’eroismo, cioè in atti nei quali nessun motivo economico – lontano o vicino – agisce. Negato il materialismo storico, per cui gli uomini non sarebbero che comparse della storia, che appaiono e scompaiono alla superficie dei flutti, mentre nel profondo si agitano e lavorano le vere forze direttrici, è negata anche la lotta di classe, immutabile e irreparabile, che di questa concezione economicistica della storia è la naturale figliazione, e soprattutto è negato che la lotta di classe sia l’agente preponderante delle trasformazioni sociali. Colpito il socialismo in questi due capisaldi della sua dottrina, di esso non resta allora che l’aspirazione sentimentale – antica come l’umanità – a una convivenza sociale nella quale siano alleviate le sofferenze e i dolori della più umile gente. Ma qui il Fascismo respinge il concetto di felicità economica, che si realizzerebbe socialisticamente e quasi automaticamente a un dato momento dell’evoluzione dell’economia, con l’assicurare a tutti il massimo di benessere. Il Fascismo nega il concetto materialistico di felicità come possibile e lo abbandona agli economisti della prima metà del `700; nega cioè l’equazione benessere = felicità che convertirebbe gli uomini in animali di una cosa sola pensosi: quella di essere pasciuti e ingrassati, ridotti, quindi, alla pura e semplice vita vegetativa.

      …in breve nella DOTTRINA si afferma, tra le altre cose, che il FASCISMO non nega il parziale contributo proveniente da passate esperienze storico-politiche come il socialismo, il nazionalismo, il futurismo etc., ma si asserisce chiaramente come il FASCISMO non possa essere qualificato come semplice somma di istanze provenienti da altri movimenti, o riproposizione sotto nuove spoglie di precedenti scuole politiche, bensì NUOVA e ORIGINALE concezione unitaria di CIVILTA’, sia in ambito individuale che collettivo, DIVERSA da ciascuno dei singoli elementi politico-culturali che hanno contribuito alla sua formazione, dunque DIVERSA dal socialismo, dal nazionalismo, dal sindacalismo rivoluzionario etc. Di fatto, la codificazione ufficiale della DOTTRINA realizzata già al principio degli Anni 30, costituisce uno SPARTIACQUE IDEOLOGICO netto tra prima e dopo…e indietro, nella concezione fascista, non si torna! Ecco perché dalla prima stampa sull’Enciclopedia Italiana nel 1932, fino alle tarde esposizioni pubblicate in pieno periodo bellico nel 1942 per le scuole superiori (se ricorda, era materia di insegnamento!), la DOTTRINA FASCISTA rimase e RIMANE ufficialmente immutata ed invero IMMUTABILE! Ed ecco perché, a lume di DOTTRINA, voi COSIDDETTI socialisti nazionali, insieme a tutti gli altri gruppi “neofascisti”…NON SIETE FASCISTI.
      …glielo dica al compagno-kameraden Canosci!

  15. Cari saputelli, il Fascismo è la sintesi delle antitesi; socialismo e nazione. resta un fatto: noi abbiamo rogitato con atto pubblico notarile il nostro Movimento politico e nessun Notaio di questa repubblica., considerate le norme del trattato di pace (art. 17) recepite anche in costituzione, e convalidate con successive leggi repressive rogita un atto che – sul piano formale – faccia diretto riferimento al “Fascismo”. Tutto qui. GuaRDATE LA SOSTANZA E NON LA FORMA. E con ciò chiudiamo perchè siamo impegnati concretamente in problemi contingenti che sono drammatici, se non ve ne siete ancora accorti chiusi nel vostro fortino dell’ortodossia formale. l

  16. Una precisazione: noi con il cosiddetto neo-fascismo non abbiamo niente in comune. Non ero a conoscenza che la patente di “fascista” la potevate dare Voi non so in base a quale atto testamentario regolarmente rogitato !

  17. Suvvia Del Piaz, prova ancora a girarci intorno? …è la DOTTRINA che parla in modo chiaro, e non l’abbiamo redatta di certo noi fascisti de IlCovo, ma tali Benito Mussolini e Giovanni Gentile. Dunque è perfettamente inutile che voi neofascisti di tutte le sigle (le vostre chiacchiere “eretiche” abbondavano infatti tali e quali anche nel M.S.I.!) facciate finta di non capire e vi inventiate ognuno un “fascismo fasullo”, per meglio agevolare i bisogni della repubblica delle banane antifascista (in Italia, lamentava Mussolini, c’è posto per tanti fascismi, il che si traduce politicamente in nessun Fascismo!). L’obiettivo ideologico del Fascismo secondo Mussolini (ed anche secondo Giovanni Gentile come abbiamo avuto modo di leggere), certamente NON secondo Del Piaz e “compagni-kamaraden”, non è MAI stato un generico quanto inconcludente “Stato sociale” alla portata di una qualunque borghesissima socialdemocrazia, bensì lo STATO ETICO CORPORATIVO capace di compiere una Rivoluzione antropologica vera e propria, che evidentemente andava ben al di là delle ormai superate categorie di destra e di sinistra, del socialismo e del nazionalismo, e men che meno può trovare eredi politici negli attuali gruppuscoli radical destrorsi di derivazione culturale missina come voi. Questo è ciò che fa realmente paura al vero “committente politico” che sta dietro tutte le vuote sigle politiche come la vostra che si vorrebbero spacciare come “eredi-evolutori” di Mussolini (leggete attentamente in proposito “L’estrema destra contro il Fascismo”). Come già vi scrivemmo nel 2006 dalle colonne del vostro giornale “Rinascita”, non ce ne vogliate se tra la vostra personale e fantasiosa esposizione “eretica” di un fascismo inesistente e inconcludente e quella fatta ufficialmente dal DUCE dell’unico Fascismo storicamente inveratosi, riteniamo quest’ultima la sola possibile e credibile interpretazione capace di suscitare ancora oggi un’autentica passione rivoluzionaria. Piuttosto che parlare di presunti fascismi fasulli fatti a proprio uso e consumo, taluni gruppi come il vostro farebbero bene allora a prendere atto che di FASCISMO AUTENTICO ne esiste uno soltanto, che ha una Dottrina ideologica chiara, originale ed univoca, e se tale Dottrina non è di VOSTRO gradimento, ebbene, una volta per tutte, fatevene una ragione e rinunciate a spacciarvi indebitamente come fascisti. Ma sappiamo altresì che il compito che vi ha assegnato la “repubblica delle banane antifascista” è precisamente quello di generare confusione negli sprovveduti con le vostre parole contorte e vuote. Il problema è tutto qua! Anzi, ve la diamo noi una precisazione pertinente, che smentisce una volta di più tutte le fumose chiacchiere a base di aria fritta in cui vi siete prodotti e della quale parliamo per esperienza personale diretta, poiché è parte del nostro curriculum politico. Con regolari atti notarili registrati nel comune di Mantova, esistono DUE movimenti politici legali che si sono regolarmente presentati alle elezioni amministrative, nel cui statuto e nel cui logo sono presenti il FASCIO e/o la parola FASCISMO. Purtroppo, il problema VERO che denunciamo da anni, non è la liceità dell’utilizzo di nomi e simboli, quanto il fatto che mancano i fascisti autentici, cioè quelli ligi alla DOTTRINA! …sono quelli che fanno paura ai vostri burattinai, sono loro gli unici in grado di poter mandare all’aria il teatrino della partitocrazia di cui TUTTI VOI siete parte integrante! Ora, visto che non siete stati capaci di dire nulla di pertinente in merito a quanto vi è stato rimproverato, se volete, potete pure scappare nelle vostre inutili faccende inconcludenti! …avete dimostrato ancora una volta CHI e COSA siete davvero! …e mi raccomando, riferisca sempre al “desaparecido” compagno-kameraden Canosci!

  18. sono un socialista nazionale perchè al capitalismo finanziario globale e criminale non si può opporre razionalmente altro che anticapitalismo socialista e identità nazionale come trincea antimondialista.Comunque la si pensi siamo nel turbine di un dramma apocalittico che ridicolizza ogni chiusura settaria.Non credo possa esistere un sant’offizio fascista.Come si manifestò l’ortodossia fascista nella seduta del 25 luglio 1943?Che rapporto ideologicamente coerente intercorre tra ciano e Bombacci?

    • Cambia il suonatore ma la musica resta la stessa…aria fritta prima, aria fritta dopo! Ferrera, lei insieme a tutti i suoi compagni-kameraden è padronissimo di credere pure che gli asini volino, ciò rimane un vostro problema, ma nessuno di voi è libero di mistificare impunemente la realtà ideologica del Fascismo, che abbiamo dimostrato avere una sua Dottrina univoca e incompatibile con la vostra concezione cosiddetta “socialista” e “nazionalista”, di fatto materialista e dunque ampiamente superata dalla visione totalitaria fascista. Non c’è attenuante alcuna per chi, come VOI, si appropria pretestuosamente di un ideale che non gli appartiene, al fine di deviarne e svuotarne il messaggio politico che gli è proprio. Checché a VOI faccia comodo pensare, riconoscere ed aderire all’ortodossia stabilita da MUSSOLINI nella DOTTRINA, non è sinonimo di chiusura o settarismo, ma al contrario di onestà intellettuale; è volontà assoluta di chiudere la stagione dei fallimenti politici preorganizzati dalla “repubblica italiana antifascista” e perseguire così un chiaro e ben distinto obiettivo, che può finalmente concretizzarsi nell’unico serio tentativo di realizzare un nuovo ordine politico… senza inganni, senza illusioni o facili ed effimeri entusiasmi; finalmente la tanto sospirata RIVOLUZIONE, di cui vi riempite la bocca da decenni ma che nessuno di voi evidentemente ha in animo di compiere… poiché i vostri burattinai non vogliono si compia! In tal senso, hanno realizzato di più in venti anni MUSSOLINI e il P.N.F. di quanto abbiano mai fatto a chiacchiere in quasi 70 anni gli evolutori-contestatori neofascisti di tutte le specie come voi. Avete o non avete il coraggio di dibattere pubblicamente con noi su questi temi? …sul perché utilizzare i nomi di Mussolini, Gentile, Giani, Ricci, della Mistica Fascista, associandoli al cosiddetto “socialismo nazionale” o peggio al “nazionalsocialismo” è solo una indegna operazione propagandistica squallida e ideologicamente fraudolenta, comune peraltro a tutti i gruppetti “neofascisti” al soldo della “repubblica delle banane antifascista”? Poche chiacchiere, ci avete girato intorno fino ad ora… da anni, ma il nodo da sciogliere è tutto qua!

  19. Abbiamo capito; anche voi siete affascinati dai ludi cartacei; Buon appetito !

  20. Adesso basta: dimostrate che noi siamo al soldo di qualcuno: in questi casi c’è una sola soluzione: vi sfido squadristicamente a duello !

  21. Se permette, Del Piaz, in casa nostra ADESSO BASTA lo diciamo NOI! E’ evidente che nessuno di voi cosiddetti socialisti nazionali è in grado di replicare nulla nel merito rispetto alle critiche fondate che vi sono state mosse… ma addirittura buttarla in farsa! …è semplicemente ridicolo! NOI vi abbiamo proposto un pubblico confronto su un tema serio e drammaticamente attuale e il meglio che sapete rispondere è questo?
    Se avete qualche argomento serio e pertinente da esporre, fatelo, diversamente le buffonate per svicolare fuori dalla questione QUI non le tolleriamo!
    Dunque Del Piaz, se non sa cosa dire, meglio che stia in silenzio …non ci ripeteremo!

  22. Siete degli infami se non provate che siamo al soldo di qualcuno ! Il mio indirizzo è:
    Via ****** – datemi il vostro se avete coraggio !

    • Dal Piaz, questo comportamento che mostra, esattamente speculare a quello mostrato da tutti i “neofascisti” dal dopoguerra ad oggi, è funzionale all’antifascismo di stato e alla immagine-tipo del “fascista” che esso ha imposto per cancellare e seppellire il Fascismo sotto un mare di indegnità. Questa, insieme alle altre critiche che abbiamo mosso, è la dimostrazione patente di quello che diciamo. La funzionalità dei gruppi neofascisti, nei quali è a pieno titolo inserito anche Socialismo Nazionale, è determinata proprio da questi atteggiamenti, e dall’annullamento e dalla cancellazione di fatto della DOTTRINA FASCISTA, SOTTERRATA dalle “evoluzioni”. Una delle quali la vostra! A vari livelli, ed in vari modi, diretti ed indiretti, con dolo o senza, con partecipazione consapevole o meno. A delle critiche chiare e precise, che vertono su contenuti stringenti, come quelle che abbiamo mosso, o non rispondete o minacciate.
      Del resto noi Fascisti non avremmo nulla da dirvi, se VOI non vi spacciaste per tali. Pur non essendolo. E’ vero o no che Socialismo Nazionale si dichiara un movimento democratico non Fascista (come da statuto)? E’ vero o no che l’idea di tale movimento è basata sul “Socialismo evoluto”, come ha scritto anche qui? E’ vero o no che il programma di Socialismo Nazionale ricalca fedelmente i programmi di un partito eminentemente SocialDemocratico? Se tutto questo è vero, come abbiamo dimostrato, allora non avete nessun titolo per definirvi “fascisti”, e nemmeno per ingannare con il solito motto missino “non rinnegare, non restaurare”, spacciandovi per “evolutori” con la “scusa” dell’ “illiceità”. La logica, prima della politica, vuole che un Fascista, oggi, non potrebbe in nessun modo partecipare alla partitocrazia vigente. Un movimento che si qualifichi in qualche modo “fascista” non potrebbe mai essere inserito in questo sistema a nessun titolo. Ma rimarrebbe orgogliosamente al di fuori, cercando di abbatterlo CON ONORE. Infatti lei difetta anche nella lettura, egregio Signore, poiché noi NON VOGLIAMO partecipare ai “ludi cartacei”, che disprezziamo, e fondamento della nostra associazione è proprio RIFIUTARE in toto il sistema politico vigente SENZA PARTECIPARVI ( https://bibliotecafascista.org/lo-sciopero-del-voto-e-noi-fascisti-della-penna/ ).
      Il “coraggio” che lei “invoca”, non si dimostra certo nelle solite aggressioni che perorate e che danno tanto piacere ai pennivendoli di sistema che poi versano fiumi di inchiostro per infangare ancora di più il Fascismo, con queste immagini-tipo che diffondete. Il “coraggio” noi lo stiamo dimostrando ORA, da quando abbiamo deciso di essere Fascisti INTEGRALI, soffrendone patimenti e persecuzioni IN PRIMA PERSONA, rimettendoci DI TASCA NOSTRA, NOI CHE SIAMO DAVVERO DEI SEMPLICI PROLETARI.Quello che abbiamo fatto e stiamo facendo è totalmente sulle nostre spalle, le spese sostenute non ci sono rimborsate da NESSUNO, l’associazione non prevede quote o sostentamenti, perché abbiamo capito che ciò che fa la differenza è LA FEDE! Infatti senza quella, NULLA di positivo è ottenibile. Ma tutto rimane e rimarrà sempre all’ “interno” di questo schifossisimo “Sistema politico”. Che tutti oramai sembrano credere come unico possibile al mondo!
      Le immagini che emergono dal “neofascismo” sono funzionali all’abbattimento del Fascismo. E l’abbiamo dimostrato in abbondanza proprio nel libro che avevate recensito, e che ritenevate molto “interessante”, quando pensavate che in quelle critiche non eravate inclusi. Ovviamente le critiche vanno bene se riguardano altri! Avreste potuto zittirci CON ARGOMENTI probanti. E vi avevamo già detto che ci saremmo “cosparsi il capo di cenere” se foste riusciti a provare nostri eventuali errori. Avete preferito agire come vostro costume: da neofascisti figli della repubblica antifascista. Tale è la vostra “identità”. NOI lo abbiamo dimostrato discutendo e portando documenti concreti del FASCISMO, voi lo avete riconfermato con le vostre vuote parole e la condotta indecente.

  23. Salve e complimenti per l’inestimabile opera di divulgazione che conducete della quale vi ringrazio profondamente.
    Ho letto attentamente il “pezzo” sopra e i relativi commenti, mi si permetta di porre una questione: se la dottrina fascista ha una storia unitaria e ben definita (lo stato etico corporativo) perchè a Salò vi furono molteplici critiche e all’esperienza del passato “regime “? recentemente ho letto il libro di Pino Siena “la perestrojka dell’ultimo Mussolini” in cui l’autore dimostrerebbe che il Duce supererebbe alcune posizioni assunte in passato e sottoscrisse, modificandola, la carta costituzionale (per un ipotetica Repubblica sociale futura nel caso fosse sopravvissuta) elaborata e redatta da Carlo Alberto Biggini. Nella proposta in questione si teorizzava la creazione di una Repubblica
    presidenziale in cui vi erano due camere: quella alta composta dalle corporazioni e quella bassa composta da “partiti “, si introduceva il diritto alla critica delle decisioni poste in essere dal pubblico potere da parte dei cittadini, il diritto ad un’amministrazione trasparente ed efficace della macchina pubblica e molte altre cose.
    Quello che vorrei capire è come mai secondo voi non vi fu alcuna rottura dottrinale quando lo stesso Mussolini autorizzò la formazione di un raggruppamento socialista (e la relativa testata) all’interno della RSI di fatto superando il principio del partito unico ? a Salò emersero, secondo l’autore, diverse posizioni : dagli “intransigenti” Pavolini e Solaro ai più “moderati ” (termine che non mi piace ma che può rendere l’idea) come Biggini e altri. Gradirei sapere la vostra opinione, grazie.

    • Nel ringraziarti per l’apprezzamento dimostratoci per il compito che svolgiamo, rispetto alla questione da te sollevata non possiamo che ribadire quanto già affermato più volte, ovvero che ci si ostina a voler confondere il FASCISMO UFFICIALE (una concezione ideologica univoca incentrata su di una DOTTRINA inconfondibile ed immutabile, in quanto fondata su principi etico spirituali non contingenti ma qualificanti tale concezione) con i fascisti e le loro personali posizioni ufficiose. Come sostenuto dal DUCE (cfr. ad esempio il “Discorso al Teatro Lirico di Milano” del 1944, Opera Omnia, vol. XXXII, pp. 126 – 139), e da noi già sottolineato in tutti i nostri lavori a partire dal 2006 (cfr. “L’Identità Fascista”), non esiste dal punto di vista ideologico, alcuna modifica di principi dottrinali da parte del Partito Fascista Repubblicano rispetto a quanto sancito precedentemente nella DOTTRINA DEL FASCISMO pubblicata nel 1932. Casomai, tanto Mussolini quanto Pavolini, per fare due nomi della rappresentanza politica ufficiale del P.F.R., denunciarono, al contrario, in chi aveva partecipato alla congiura del 25 luglio, l’incapacità di essere stati fascisti coerenti fino in fondo, poiché tali personaggi “tradirono l’idea rivoluzionaria alla quale si erano votati fino al sacrificio del sangue” e “offrirono al re il pretesto per effettuare il colpo di stato” (Gazzetta Ufficiale d’Italia, 18 novembre 1943, p. I). Una polemica, questa, che riecheggia in buona parte quanto già denunciavano nel 1940 i mistici fascisti al convegno di Milano, dove si sosteneva la necessità di una maggiore intransigenza dottrinaria all’insegna del “Pensiero e Azione”, e la denuncia degli pseudofascisti fiancheggiatori del Regime, indegni della Nuova Italia littoria. Di fatto, piaccia o meno, tutti i provvedimenti ufficiali, (dunque non contingenti), varati da Mussolini durante la R.S.I. risultano pienamente iscritti nel solco della politica intrapresa nei venti anni precedenti di Regime, a cominciare dalla “socializzazione delle imprese”. Certamente, la situazione straordinaria venutasi a creare col 25 luglio e l’8 settembre 43, aveva costretto il Duce anche a delle scelte contingenti ufficiose, frutto diretto della dramma eccezionale in cui l’Italia era precipitata in quel preciso momento storico, con la nazione invasa dai nemici al sud e occupata dagli ex alleati al centro-nord e con le strutture dello Stato bloccate quando non addirittura collassate a tutti i livelli, avvenimenti che avevano interrotto la graduale affermazione del processo politico totalitario avviato da Mussolini a partire dal 1922 e qualificato come “rivoluzione permanente”. Solamente tenendo conto di tale prospettiva, del fatto, insomma, che per Mussolini era vitale rimettere in piedi quel che restava dello Stato e riportare gli italiani a combattere contro gli anglo-americani, è possibile giudicare correttamente i suoi tentativi di pacificazione, le aperture ai gruppi antifascisti disposti a collaborare in nome della “salvezza nazionale” come quello di Cione, il varo di una Costituente rimandata sine die a dopo la cessazione delle ostilità, l’introduzione di una maggiore libertà di stampa (a cui fu però successivamente impresso un nuovo giro di vite!), ed in extremis la volontà di consegnare la “socializzazione delle imprese” ai socialisti ed ai repubblicani dietro la garanzia di evitare il bagno di sangue a danno dei fascisti e delle loro famiglie, fatto che poi si verificò ugualmente dopo il 25 aprile 1945. Insomma, andava prioritariamente salvato il salvabile, nell’attesa di una rivincita politica futura, che i fascisti fedeli alla dottrina, inevitabilmente, si sarebbero un giorno ripresi sui momentanei vincitori militari della Seconda guerra mondiale, tutti rappresentanti, da destra a sinistra, di vecchie concezioni che il Fascismo aveva già superato. Pensare invece che il Fascismo nel 1943-45 avesse “cambiato pelle”, modificato la propria Dottrina, che addirittura si fosse scoperto o “riscoperto” democratico in senso borghese o socialista in senso marxista, che insomma ci fosse seriamente l’auspicio da parte di Mussolini di vederlo inserito un giorno in una realtà parlamentare pluripartitica, come hanno illegittimamente fatto dopo il 1945 i gruppi cosiddetti “neo-fascisti”, denota in chi fa questi ragionamenti un’evidente incomprensione di fondo dei suoi principi basilari e della sua intera parabola storico-politica (o peggio, in molti casi la volontà consapevole e premeditata di voler ignorarne i capisaldi teorici), squalificandone così l’originalità della sostanza ideologica nonché la novità da esso rappresentata nel campo della politica, sempre proclamati da Mussolini e dagli autentici fascisti, a tutt’oggi insuperata. Questo per noi è un fatto del tutto evidente, documentabile, nonché politicamente e storicamente inoppugnabile.

      IlCovo

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