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MORTE DEL DEMOLIBERALISMO? …di elezioni, sceneggiate elettorali e soluzioni radicali del problema

Spezzare la catena liberaldemocratica - Biblioteca del Covo

Cari lettori, la Civetta di Minerva, anche se sempre “sul far della sera”, ogni tanto vola su cervelli essiccati e li rinverdisce parzialmente. Ovviamente, i primi che hanno richiamato l’attenzione su questo “volo”, siamo stati cronologicamente noi. Ma il fatto che si diffonda sempre più la necessità di porsi qualche ulteriore domanda sulla realtà che ci circonda, sebbene in modo parziale, e quindi, in seguito facilmente strumentalizzabile a livello politico, comunque non è di per sé una cattiva notizia.

Dunque, anche grazie alla piccola formica Fascista del Covo”, la questione costituzionale“, e prima ancora morale sulla tenuta politica del Sistema di potere vigente (poiché è da precisi principii etici che prendono forma le costituzioni!), si va facendo strada. Purtroppo, si tratta di una diffusione “addomesticata” a priori dal medesimo circuito informativo dove viaggia, che è parte integrante dello stesso Sistema, come ci sforziamo di ripetervi, e che pertanto non tende affatto a risolvere il problema alla radice, ma, esattamente al contrario, vuole riportare nei “ranghi” DemoLiberali  tutti coloro i quali si volessero porre il serio problema della “intransigenza morale” della scelta finalizzata al vero ed unico cambiamento perseguibile, come su questo blog argomentiamo da sempre (ad es. Qui).

In concreto, fra coloro che sono piazzati alla porta del Sistema di potere dominato dalla plutocrazia massonica globalista a fare da “cani da guardia”, c’è, come detto, chi sta tentando di agganciare il tema dirimente di ogni questione: quello dei Principii di fondo e, di conseguenza, quello delle Costituzioni che regolano la vita degli (ex) Stati sovrani.  L’incoerenza del cosiddetto “sovranismo” o “populismo”- tutti termini che, come anche nel caso del “fascismo”, quando pronunciati dai servi del Sistema demo-pluto-massonico, perdono totalmente il loro significato verace, per essere sfruttati politicamente in modo strumentale e fraudolento – è di già emersa pubblicamente a mezzo di alcune analisi più attente, come la nostra. Dunque, si è reso necessario per costoro correre ai ripari e moltiplicare le “guardie ai cancelli” affinché vigilino anche in “profondità” e non solo in “superficie”.

Nell’ambito del Giornalismo cosiddetto “indipendente” e dunque tra il vasto pubblico che lo segue, si è andata progressivamente diffondendo la seguente domanda: il problema che attanaglia la vita dell’ Italia, viene forse dalla sua Costituzione e dalla sue relative basi filosofiche, ovvero dal concetto stesso di DemoLiberalismo? La risposta che adesso viene sdoganata verso un vastissimo uditorio, inaspettatamente è un ! Ossia, si sta prendendo atto della sempre più diffusa sfiducia popolare “di principio” verso il Sistema DemoLiberale globale e i suoi valori informatori, tentando di cavalcarne l’onda montante, ma quel che più importa è che proprio in tali ambiti si afferma sempre più insistentemente la necessità di andare alla ricerca di una vera alternativa filosofico-politica appellandosi da più parti alla “Civiltà Romano Cristiana” incarnata primariamente dalla identità italiana, che a detta di costoro, dovrebbe essere ri-presa e sviluppata. Chiaramente, come espresso nell’articolo precedentemente segnalatovi, si tratta di più che tardive “scoperte dell’acqua calda” da parte di teoriche “Maddalene pentite” alquanto interessate, essendo tali tematiche di già precedentemente diffuse, in tempi non sospetti e senza secondi fini, proprio dai sottoscritti. Il fine reale di tali “neo-convertiti”, si palesa però quando codesti cosiddetti “alternativi” vanno ad individuare tanto i “nemici” generici quanto gli eventuali esempi politici che sarebbero a loro dire “risolutori” in modo concreto del problema che si sono visti costretti ad discutere. Secondo costoro, infatti, da una parte, i veri “nemici” della cittadinanza vanno sempre e comunque identificati in modo indistinto nell’appartenenza alla galassia concettuale del “totalitarismo” (generalizzando il più possibile sul significato di tale termine, ed evitando sapientemente di soffermarsi in modo specifico sul “fascismo” in relazione ai suoi caratteri dottrinali peculiari), dall’altra, i cosiddetti “Statisti virtuosi” da cui presumibilmente bisognerebbe prendere politicamente “esempio”, vengono individuati in alcuni specifici personaggi pienamente ascrivibili alle istituzioni sistemiche, come Aldo Moro a livello italiano o Donald Trump a livello internazionale. Questo tipo di selezione politica rende evidente di per sé a cosa mirino tali “contestatori a correnti alternate”, confermandoci indirettamente nei motivi per cui NOI fascisti de “IlCovo” di alternative vere non ne riconosciamo nessuna al di fuori della logica politica realmente anti-sistemica espressa nella Dottrina del Fascismo.

Ma adesso che finalmente l’attenzione si va spostando in modo graduale verso le RADICI del problema – come su questo blog andiamo perorando da anni in modo assolutamente antesignano – gli improvvisati “pompieri” devono necessariamente spegnere l’incendio ideale che potrebbe propagarsi ovunque. Ecco che allora, nei “lidi dell’alternativa che non sostituisce”, la domanda che si pongono di seguito è : il  DemoLiberalismo è  morto? Tale domanda ormai si pone quasi da sé, poiché le analisi politiche più accorte, da qualsiasi parte esse provengano, in relazione alle ultime sceneggiate elettorali fasulle e menzognere, alla luce di quanto è avvenuto negli ultimi due anni per mezzo della cosiddetta “emergenza globale”, non hanno potuto fare a meno di registrare un diffuso scollamento generale (progressivamente in aumento!) tra i cittadini e le istituzioni, incluso il relativo “teatrino politico” delle marionette elettorali. Al riguardo, è noto che la prima e fondamentale menzogna propagandistica su cui si regge tutta l’impalcatura DemoLiberale è costituita dalla presenza dei votanti e dalla percentuale più o meno elevata del loro numero. Ma se per tutta la seconda metà del XX secolo (nonostante che i numeri reali saranno sempre ignoti ai cittadini!), era comunque evidente che il seguito elettorale del Sistema pluripartitico demoliberale fosse numeroso, proprio nel corso dell’ultimo decennio però, si è andato vieppiù palesando che le bugie per far credere come gli “elettori” siano sempre “pronti al loro dovere” in qualunque modo e circostanza ed a qualsiasi prezzo (!!), non reggono più; uno sfascio sempre più evidente che sta mettendo parzialmente in crisi persino la logica “clientelare” elettorale. In proposito è plausibile immaginare che più della metà degli “aventi diritto” al voto risultino ormai disgustati sia dalla classe politica che ci ritroviamo che dalle sue presunte “regole” imposte arbitrariamente, palesando con ciò non solo come davvero essa non rappresenti più nessuno ( se mai lo avesse fatto ) ma anche che tale classe costituisce l’ineludibile prodotto marcio del putrescente Sistema di potere dominante. Ecco perché, persino per i guardiani della porta camuffati da contestatori, in una tale cornice politica, chiedere pubblicamente se ha ancora senso parlare della validità del Sistema DemoLiberale, in presenza di uno scollamento ed un rifiuto così evidenti della cittadinanza, risulta non soltanto lecito, ma addirittura vitale se essi sperano di mantenere la propria copertura e continuare indisturbati la loro nefasta opera di infiltrazione, assorbimento e cancellazione.

Ma, il vero “nodo gordiano” da sciogliere riguardo il Sistema Liberal-democratico, non attiene solo o principalmente alla presa che esso esercita sugli “elettori” nello spingerli a votare, poiché ciò rappresenta soltanto una manifestazione secondaria di legittimazione parziale dello stesso, che può comunque avvenire anche in presenza dell’astensione elettorale! Alcuni fra gli stessi pseudo-contestatori, infatti, occasionalmente, non hanno difficoltà a schierarsi in favore dell’astensione, in attesa di quelli che essi giudicano come ” gruppi o candidati più idonei” ad essere votati, dimostrando con ciò quanto la critica radicale del Sistema in quanto tale, sia ben lungi dall’essere presa seriamente in considerazione da costoro. Dunque non basta soltanto NON VOTARE. Il problema essenziale da risolvere riguardo il Sistema, invece, attiene in primis i PRINCIPII FONDAMENTALI su cui esso si regge. E tali NON SONO quelli “pratici” attinenti le “elezioni”, la rappresentanza in “parlamento”, la frammentazione della società e la conseguente anarchia che essa genera. Questi sono solo gli accidenti esterni che si concretizzano a corollario di una Filosofia politica le cui radici affondano lontano nel tempo, i cui pilastri ideali sono incentrati sull’individualismo edonista, il razionalismo materialista e l’utilitarismo volto al consumismo. Una concezione che nega l’idea stessa di Civiltà, poiché, come affermò lo stesso Papa San Pio X “non esiste vera civiltà senza civiltà morale, e nessuna civiltà morale senza la vera religione.” Ma tutto ciò rappresenta il seducente retaggio mortifero dell’Illuminismo, che proprio la concezione politico-ideale espressa dal Fascismo, apice della millenaria Civiltà italiana, seppe negare e archiviare, fornendo la sua NUOVA e antitetica interpretazione, come evidenziò sinteticamente ma in modo magistrale il compianto Don Ennio Innocenti nel recensire il nostro volume su “L’Identità Fascista” :

… “l’illuminismo francese è estraneo alla civiltà del popolo italiano così come il costituzionalismo borghese liberale, residuo dell’illuminismo massonico. Questi, anche secondo la critica espressa dal regime fascista presente nelle pagine di questo libro, seduce il popolo
 con l’idea neopagana della sovranità, secondo il principio “superiorem non recognoscens”, da cui discende l’illusione della libertà che non dipende da nessuno, l’illusione che ognuno è sovrano e libero, e perciò anche uguale a chiunque altro. Questa illusione fonda l’individualismo che è l’anima del costituzionalismo classista liberale.
 Quell’individualismo, avversato nella dottrina fascista, che non riesce a fondare la solidarietà, ma si serve della libertà per far prevalere chi è più forte, in cui il popolo è frantumato, dove l’individuo è atomo in una massa manipolata perché venga a servizio dei partiti (mascherati da ideologie), che si arrogano una falsa rappresentanza, dove le loro oligarchie si ammantano del mito della volontà generale e per affermarla instaurano una falsa democrazia. Il popolo non riesce ad uscire da questa gabbia per il timore di restare senza pane a causa del mito del capitalismo, che ha preso la strada del liberalismo individualista” …

Così, il DemoLiberalismo NON SARA’ MAI MORTO, finché la Società non si purificherà da tali chimerici inganni. E per farlo, c’è bisogno, sì, di ri-fondare la Nazione su una nuova Costituzione che si basi sulla Civiltà Romano Cristiana; ma la Dottrina Politica da cui ripartire NON PUO’ essere certamente quella Liberale né quella Social-Democratica, per la “contraddizione che nol consente”! Non avrebbe alcun senso ri-fondare lo Stato sulla base dell’Idea Politica di un Aldo Moro o di un Donald Trump, entrambi pienamente appartenenti al costituzionalismo borghese di matrice massonica sul quale si fonda saldamente il Sistema di potere plutocratico globalista vigente!

Così, bisogna fare in modo che il distacco popolare si radichi consapevolmente e fortemente tra la gente, denunciando sia le dottrine ideali che le pratiche politiche del Sistema pluto-massonico-globalista, spezzandone definitivamente la catena che ci opprime in qualità di popolo italiano; in questa prospettiva e solo in questa, ben venga allora la denuncia sincera di ogni sceneggiata elettorale incipiente (es: qui), a cominciare dal solito cliché mediatico sul “pericolo fascista” e dall’assegnazione istituzionale della “patente nera” ai “soliti utili idioti”! Grazie a Dio abbiamo abbondantemente smascherato questa impalcatura di menzogne, ed ogni volta che ci sarà un richiamo strumentale alle “urne” (…cinerarie!), sappiamo bene che i burattinai non potranno far altro che riproporre la stessa, identica, monotona solfa, ultra sbugiardata dalla Storia. Tuttavia non potranno impedire che mano a mano  che la popolazione affronterà il problema alla radice, più inevitabilmente si avvierà a comprendere ed abbracciare la VERA SOLUZIONE , l’Unica insostituibile, la sola determinante, quella fondata sulla Dottrina del FASCISMO!

IlCovo

Un commento su “MORTE DEL DEMOLIBERALISMO? …di elezioni, sceneggiate elettorali e soluzioni radicali del problema

  1. come sempre, grazie per il vostro prezioso apporto, vero luminoso faro di conoscenza nell’opprimente oscurità morale e cognitiva che ci circonda.

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