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PSEUDO-FASCISTI, CONTROFIGURE ASSERVITE DA SEMPRE AL SISTEMA ANTIFASCISTA, TRA SOCIALISMO NAZIONALE E NEOPAGANESIMO

Inganno Neofascista - Biblioteca del Covo

Cari lettori, amici ed avversari, prima di affrontare il tema oggetto del presente articolo, va fatta una doverosa premessa, contenuta nelle nostre stesse linee guida associative e nei nostri statuti. Deve essere ben chiaro, infatti, che Noi fascisti de “IlCovo”, dal 2006, non facciamo “battaglie duro-puriste”; non facciamo questioni di “primati” o di “classifiche” sui “migliori o peggiori gruppi politici” dell’attuale scenario politico; non siamo Noi che ci ergiamo a giudicare il presente, men che meno ci interessa stilare classifiche su chi o cosa possa rappresentare il meglio o il peggio nell’attuale disordine costituito; ma soprattutto non facciamo concorrenza a nessun gruppo politico italy-ota, poiché NON ci interessa cooptare NESSUNO di essi. Noi FASCISTI de “IlCovo” denunciamo integralmente l’attuale Sistema piramidale di potere; accusiamo la casta politico-affarista “dominante” di quella entità fantoccio chiamata “repubblica italiana” di costituire da sempre una cricca di marionette che opprime un intero popolo su mandato di “padroni terzi” e che a sua volta maneggia ulteriori fantocci. Affermiamo che trattasi di uno squallido teatrino nel quale tali servi assumono da decenni varie forme e ruoli predeterminati relativamente a quella pubblica sceneggiata che è la politica italy-ota, dove uno tra i “ruoli” più importanti (per ovvi motivi legati al genuino interesse che il Popolo italiano continua a nutrire per il suo “Padre della Patria” più cercato, ovverosia Benito Mussolini!) è rappresentato dai cosiddetti “neofascisti” o “postfascisti”. Nel caso specifico di tali categorie è acclarato che da 77 anni esse recitano con dolo o senza una specifica parte, assai determinante nel puntellare e perpetuare il sistema di potere anti-italiano attualmente dominante. 

Detto questo, aggiungiamo doverosamente che tale constatazione non può non distinguere moralmente il grado di responsabilità tra gruppi politici e condotta dei singoli militanti ad essi appartenenti: giacché tra di essi è possibile vi siano tutt’ora soggetti in buona fede, magari individui qualificabili singolarmente come ottime persone, tra le quali un tempo avremmo potuto essere annoverati noi stessi, che una volta credevamo ingenuamente nella possibilità di poter diffondere politicamente, “dal basso”, anche attraverso la “via obbligata” del “partito di ispirazione fascista” (quindi, di fatto, antifascista, qui), alcuni di quei valori politici che ritenevamo più urgenti da ritrovare per il nostro Popolo, accettando la carità pelosa della “costituzione più bella del mondo“, con ciò senza aver compreso fino in fondo l’essenza mortifera di tale abbraccio politicamente innaturale; di sicuro però, se errare è umano, il perseverare nell’errore è certamente diabolico, giacché la nostra valutazione odierna, è frutto di una attenta analisi Storica e Politologica fondata su puntuali riscontri oggettivi verificati nel corso di parecchi lustri ( leggere Qui), un giudizio politico basato su di una realtà di fatto che non si può più negare senza oltraggiare la Verità e l’Intelligenza.

Perché, dunque, affermiamo a chiare lettere che il cosiddetto “neofascismo”, secondo un preciso giudizio Storico e Politico, deve essere definito come una forma di servitù (la più grande!) prona ai desiderata dell’occupante straniero? La risposta è tanto semplice, quanto tremenda: poiché esso mendacemente assume di proposito le forme politiche più varie ma sempre idonee a conseguire la “damnatio memoriae” del Fascismo, secondo la visione distorta propagandata dall’antifascismo di stato, avallandone agli occhi del popolo tutti i falsi luoghi comuni da esso inventati, che non a caso corrispondono all’immagine fuorviante contenuta nelle pretestuose leggi persecutorie promulgate ad hoc dalla pseudo-repubblica italy-ota, vassalla della plutocrazia massonica mondialista !

Tali forme assumono di solito due specifiche e distinte sembianze tra loro apparentemente separate:

1) Quella del “conservatorismo“, che appartiene alla Destra istituzionale parlamentare caratterizzante tutte le varie evoluzioni che dal “Movimento Sociale Italiano”, attraverso il passaggio ad “Alleanza Nazionale” ha poi portato attualmente a “Fratelli d’Italia” (tutte forme contraddistinte dal concreto vassallaggio nei confronti del centrismo democristiano atlantista), dove Il neofascismo usa pubblicamente la maschera del post-fascismo, assumendo comunque i tratti del Conservatorismo, incarnando la classica “via mediana” che ostenta una apparente facciata intenta nel promuovere la difesa di maniera di taluni valori Morali e religiosi nella società, attraverso le forme “canoniche” dell’apparenza, oggettivamente priva di sostanza. Tale forma, invece, nella parte extra parlamentare “radicale “, è assolutamente minoritaria e relegata in taluni circoli che hanno lo scopo di intercettare gli scontenti della “via istituzionale “

2) Quella minoritaria, sempre in seno alle istituzioni ma più marginale del “socialismo“, che tuttavia rappresenta il ramo più “appariscente” e assolutamente maggioritario nella parte extraparlamentare, che ha dato vita alle “scissioni” del M.S.I più note, tra cui quella di Fascismo e Libertà di Giorgio Pisanò, della Fiamma Tricolore di Rauti, di Casa Pound e di altri gruppi che comunque hanno la medesima “ispirazione”. Tale socialismo tendenzialmente laico, assume anche i tratti più evidenti del “tribalismo” a mezzo del cosiddetto Socialismo “Nazionale”, che non di rado ostenta una concezione “razziale”, neo-pagana, non semplicemente “suprematista”, ma anche dai tratti affini al “comunitarismo duginiano. 

Tuttavia non bisogna mai dimenticare che a monte di tale apparente biforcazione politica, c’era sempre il Movimento Sociale Italiano, che fin dai primordi (su mandato non dichiarato degli anglo-americani!) avvalendosi della formula ambigua del “non rinnegare e non restaurare“, aveva assunto ufficialmente il compito di traghettare politicamente i fascisti di un tempo (quelli cioè scampati ai massacri partigiani dell’estate 1945!) o coloro che si sentivano legati al passato Stato Fascista, verso l’assorbimento finale nella “nuova costituzione liberale”, dandosi nominalmente come obiettivo politico “fattuale” quello dell’auspicato superamento della pregiudiziale antifascista di stato (invero, mai avvenuto!) e quello, più concreto, della collaborazione dei missini con la costruzione statuale antifascista a trazione Atlantica, al fine di legittimarne sempre più l’immagine agli occhi della popolazione italiana! Non è un caso che fu lo stesso M.S.I a “generare” i succitati filoni politici, che oggettivamente rappresentano in piccolo le due facce politiche della stessa medaglia, ossia del sistema liberale imposto con la forza al popolo italiano dagli anglo-americani vincitori del Secondo conflitto mondiale. 

Ovviamente, a fondamento di tale manovra politica vi era un elemento portante imprescindibile per gli occupanti stranieri: ovverosia, la necessaria cancellazione dell’eredità ideologico-politica del Fascismo, che doveva essere operata (ufficiosamente!) da coloro che nell’immaginario pubblico erano identificati come “eredi” dell’identità Fascista. Il M.S.I nasce proprio sulla base della necessità per gli Alleati di pervenire a tale obiettivo, facendo sembrare il tutto una scelta maturata in seno agli stessi scampati del Fascismo, inducendo in tal modo la cittadinanza italiana a questa rinuncia essenziale, già pianificata a Londra, Mosca e Washinghton, ancorché mai dichiarata pubblicamente in Italia per tutto il XX secolo. Senza la cancellazione premeditata di tale patrimonio politico, ribadiamo, la manovra non sarebbe stata resa possibile dal Comando Alleato in Italia. E, non a caso, l’associazione “IlCovo” è nata proprio per rigettare e vanificare questa subdola manovra. Ma al valore politico della nostra scelta, faremo riferimento in seguito.

A tal proposito lo stesso M.S.I (su mandato democristiano!) per favorire lo strategia antifascista, ufficiosamente ha generato e favorito gli estremismi politici legati a tali correnti. Uno degli esempi più eclatanti è rappresentato dal nazional-socialista Vincenzo Vinciguerra, che ha coerentemente portato alle estreme conseguenze la propria scelta, a motivo della quale, a buon diritto, può essere considerato il prototipo più coerente di questa corrente neofascista. Proprio attraverso l’attuazione degli estremismi manipolati, si è potuta attuare (a partire dall’Italia!) la luttuosa “strategia della tensione”, pianificata dagli alti comandi dell’intelligence statunitense e tutt’ora in opera su scala globale. Ma la denuncia di Vinciguerra, che si sostanzia nell’accusare i “neofascisti” di rappresentare concretamente la lunga mano dell’occupante anglo-americano (qui) (cosa peraltro vera!), risulta però viziata a monte da una specifica tara. Giacché non sono i neofascisti ad “essere divenuti” burattini atlantici a causa della condotta del M.S.I, ma lo è proprio tutto il neofascismo concettualmente e in quanto tale (seguito dalla filiazione del “post fascismo” e dei “post fascisti”), che costituisce il fondamento irrinunciabile per l’operazione politica messa in atto da decenni dall’apparato istituzionale italy-ota, agli ordini dello “stato profondo” anglo-americano! Il Vinciguerra, al di là della sua valutazione personale dei fatti, contribuisce di fatto al consolidamento della strategia messa in piedi dai nostri occupanti, proprio a mezzo della definizione errata che egli stesso fornisce del Fascismo e definendo se stesso come “coerente fascista” in ossequio a tale spiegazione. Infatti, Il fascismo non ha mai rappresentato in nessun caso una variante di “nazional-socialismo”, checché il Vinciguerra ed altri ne pensino, così come non ha mai rappresentato in alcun modo una forma di conservatorismo. Invece, applicando erroneamente al Fascismo tali categorie politiche – come fanno tutti i neofascisti e i post fascisti – che col nostro lavoro di ricerca abbiamo dimostrato risultare assolutamente false (qui), si è consentita agli occupanti stranieri la distruzione del tessuto politico-sociale nazionale italiano, perpetuando artificiosamente sine die il clima della guerra civile. Proprio perché dall’estremismo “nazional-socialista” dei “neofascisti”, l’antifascismo di stato trae da sempre linfa vitale per la prosecuzione della propria persecuzione ideologica.

Difatti, l’antifascismo istituzionale si è persino alimentato anche con il prezioso “aiuto” di un suo acerrimo contestatore come Vinciguerra, che fondando il proprio atto di accusa esclusivamente sulla denuncia della contiguità dei gruppi politici neofascisti con i servizi segreti statunitensi, ha distolto l’attenzione dalla possibilità di inquadrare piuttosto i motivi radicali che stanno a monte di tale sudditanza, che pure risulta vera, senza mai riuscire in tal modo a confutare la fandonia storica e politica in merito a quelli che costituirebbero i tratti politici specifici del Fascismo secondo l’interpretazione contenuta nella Legge Scelba (qui); ovverosia, che un qualunque pur fantomatico Partito Fascista, sarebbe, in quanto tale: 1) fondato sul culto della Violenza (li dove di solito i “neofascisti”, distorcendo il pensiero di Sorel, lo sostituiscono a Mussolini, o squalificano l’ex Duce a mera controfigura del teorico sindacalista francese); 2) incentrato sull’esaltazione del Razzismo (li dove il Partito Fascista non fu mai razzista suprematista, giacché non teorizzò, né applicò mai alcuno sterminio etnico, non teorizzò né applicò mai il disprezzo per gli altri popoli, facendosi anzi forte della propria concezione universalista: qui, qui, qui e qui); 3) finalizzato ad instaurare un dispotismo dittatoriale (li dove i “neofascisti” travisano a bella posta la volontà politica ed il carisma di Mussolini, trasformandone lo scopo nella volontà di addivenire ad un Socialismo Paternalistico). Tutti elementi, codesti, che, per l’appunto, a norma di legge Scelba, riguarderebbero un qualunque “fantomatico” Partito Fascista (MA, aggiungiamo Noi, NON già quello storicamente inveratosi, vedi qui) e rappresentanti fattori determinanti per l’antifascismo di Stato, che in base ad essi giustifica la propria violenza, alimentando cialtronescamente lo spauracchio di un presunto Fascismo “male assoluto”, che necessariamente deriverebbe dal “neofascismo” o addirittura dal “post fascismo”. 

E qui arriviamo alla nostra attività incentrata sulla scelta ideale compiuta in qualità di Associazione “IlCovo”, nonché alla risposta politica che maldestramente il “neofascismo” tenta di contrapporci. In buona sostanza, la nostra scelta parte da un presupposto contrario ed opposto a quello ordinato dagli Occupanti anglo-americani ai “reduci del fascismo” per consentire loro di poter in qualche modo sopravvivere politicamente – dopo averne precedentemente ordinato il massacro, attuato per mano partigiana ad ostilità belliche concluse, con i più di 100.000 morti ammazzati nelle “radiose giornate della liberazione” – ossia di dover accettare obtorto collo la propria “costituzionalizzazione” nel Sistema partitocratico antifascista, cancellando il proprio retaggio ideologico ed avallando le menzogne storiche sull’esperienza del Fascismo in Italia. Come dicevamo, tale è stato il motivo per cui l’entità statuale antifascista denominata “repubblica italiana” ha consentito e favorito la nascita del M.S.I. Per questo, il “neofascismo” ed il conseguente post-fascismo non hanno mai rappresentato il Fascismo, bensì la sua antitesi politica (vale a dire che se costoro potessero essere qualificati a buon diritto come fascisti o eredi del Fascismo, allora Benito Mussolini con lo stesso diritto potrebbe essere qualificato come la Guida Storica dell’Antifascismo mondiale!). Ciò avvenne all’indomani stesso della nascita del Movimento Sociale Italiano. Rappresentando in toto tale condizione politica ed il ruolo ad essa connesso, il neofascismo ha decretato con la sua condotta la possibilità dell’attuazione della norma XII “Transitoria” e Finale e di tutte le norme persecutorie antifasciste promulgate dalla repubblica delle banane italy-ota. Il motivo di questa finta transitorietà che dura da 76 anni, è fissato proprio nella conclusione storica di quel processo costituzionale di “evoluzione politica” indotto dall’alto e riservato ai neofascisti. Però questo percorso è strumentale, come il neofascismo. Giacché esso potrà concludersi solo quando il concetto stesso di Fascismo, la memoria del suo fondatore, le Opere materiali e morali ad esso associate, verranno tutte cancellate persino nel ricordo degli italiani. Ma in attesa di pervenire a tali risultati, il Sistema di potere vigente considera concretamente assai più vantaggioso mantenere ed inasprire la persecuzione, sfruttando le controfigure del neofascismo a tale scopo.

Tuttavia, la “variabile Covo“, ha provocato “qualche problema” al buon funzionamento di tale “meccanismo politico” ben rodato. Perché, avendo Noi slegato il Fascismo dal “fattore partito storico” e poi dal “pragmatismo politico legato all’attivismo sociale in funzione della propaganda elettorale” (tutti elementi centrali nella vita del fu M.S.I e delle sue filiazioni politiche più o meno spurie, caldeggiati dall’antifascismo di stato), ma avendo, viceversa, ri-ancorato saldamente la nozione di Fascismo alla propria “DOTTRINA POLITICA” ED AL COSTITUZIONALISMO CHE DA TALE DOTTRINA PROMANA (espresso in due documenti costituzionali precisi: la “Carta del Lavoro” ed il “Concordato Lateranense”), la legge Scelba è stata confutata definitivamente nel merito. Noi fascisti del Covo, quindi, non caldeggiando affatto la nascita di un ennesimo gruppo o partito (che nulla comunque potrebbe avere in comune col fu Partito Nazionale Fascista, essendo stato quest’ultimo, storicamente, la negazione di qualsiasi partito presente nei regimi liberali, non costituendo affatto un mero apparato di un più vasto ingranaggio elettorale, bensì un Ordine politico di Credenti ed una Milizia di Combattenti) bensì il costituzionalismo che la Dottrina Fascista esprime, quale valida alternativa per l’oggi, e quale elemento di vera liberazione nazionale, abbiamo così “liberato il Fascismo” dalle catene con le quali il Sistema pluto-massonico antifascista lo ha legato per quasi 80 anni. Dimostrando con ciò, in modo concreto, che la Legge Scelba può essere contestata e confutata (che è quanto abbiamo precisamente fatto proprio nelle sedi della “cittadella giudiziaria antifascista”, qui), e che attraverso tale lavoro, può diffondersi capillarmente la ragione storica della permanente validità ideale del Fascismo, contribuendo, di pari passo, alla riconciliazione nazionale. Chiaramente, qualora NON SI CONCORDASSE CON TALE IMPOSTAZIONE, ritenendo viceversa il Fascismo quale esperienza conclusa o comunque solo “sentimentale”, capace al massimo di alimentare carnevaleschi raduni in quel di Predappio (tutte sceneggiate folcloristiche propedeutiche all’antifascismo di stato!), allora si penserà che tale nostro lavoro sia, al più, meritorio culturalmente. Ma la nostra fatica, al contrario, si è sempre svolta su un piano totalmente differente, proprio al fine di suscitare quella consapevolezza capace di distinguere e separare definitivamente la “controfigura neofascista” dal Fascismo e così scardinare tutto l’apparato propagandistico menzognero costruito a bella posta in quasi 80 anni di dominio antifascista, andando direttamente alla radice del problema, che abbiamo dimostrato essere un problema costituzionale (qui). Una volta ottenuta tale separazione netta, qualsiasi ulteriore tentativo strumentale rivolto ad “assorbire” in toto o in parte il pensiero dei teorici fascisti per distorcerne senso e finalità intrinseche, non può che naufragare comunque.

A questo punto l’ultima falsa polemica rivolta ai sottoscritti è quella che col proprio lavoro non starebbero comunque “arginando” il male montante in società, poiché ci sarebbe comunque un “male minore” da preferire a “mali maggiori”, piuttosto che rigettare interamente in modo “aristocratico” il Sistema di potere vigente! La realtà, ovviamente, racconta l’opposto: ovvero, che esiste una gestione controllata di tutti gli elementi politici in quel paese occupato militarmente che una volta era l’Italia. Che esiste una agenda globale che viene perseguita in modo scientifico e che non viene “arginata” da alcun male minore, semmai, essendo intrinsecamente fluida nell’attuare i propri scopi, inganna continuamente le masse inebetite a bella posta, facendo credere loro che in certi momenti, taluni gruppi politici inseriti nel Sistema di potere, potrebbero porre fantomatici argini ai mali più vistosi della società, “argini” che però, fatalità, non vengono mai posti, oppure vengono strumentalmente “mimati”, prendendo per i fondelli i cittadini; in ultimo, ma non per importanza, va ribadito con forza che partecipando ed accettando le regole ed i principi che governano le cosiddette liberal-democrazie occidentali, non esiste alcuna possibilità di influire, nemmeno lontanamente, sul processo politico manipolato e truccato dai pluto-massoni messianisti che governano il mondo.

Civiltà Cattolico Romana - Biblioteca del Covo

Pertanto, alla luce di tutto quel che abbiamo scritto, risulta ineludibile che il rifiuto netto del sistema di potere vigente debba basarsi sulla critica totale alla filosofia ed alla politica di codesto sistema e che tale assunto, logicamente, prevede l’assoluta contestazione delle cosiddette “carte costituzionali” che di questo sistema satanico sono diretta espressione. Tutto ciò, secondo la nostra opinione, rappresenta il primo e fondamentale passo per ri-costruire quel vero Ordine morale, politico e sociale che nello specifico è rappresentato dal Sistema Fascista, antitetico per fondamenti e finalità a quello criminale demo-liberale attualmente dominante. Fascismo che ideologicamente non ha mai avuto quale obiettivo politico l’instaurazione di una Dittatura perenne basata su uno Stato dispotico che attua una oppressione generalizzata fondata sulla violenza elevata a regola e lo sterminio dei dissidenti proclamato come legge, ma al contrario vuole instaurare, lo Stato Organico Fascista Corporativo, che eleva tutti i cittadini e membri consapevoli, attivi e volitivi della comunità, poiché basato sulla imperitura Dottrina morale codificata da Benito Mussolini. Il Fascismo, pertanto, non vuole costituire alcuna discriminazione permanente fra razze definite superiori o inferiori – non si sa in base a cosa – bensì ha l’obiettivo dell’integrazione, senza distinzioni fittizie, di tutti coloro che si riconoscono nella Civiltà Fascista, che è spirituale, mediterranea, Romana e Cristiana. Ed allora, ulteriore elemento ineludibile ed imprescindibile, è quello di considerare che il Fascismo autentico NON SI ESPRIME AFFATTO secondo gli stereotipi mendaci presentati dall’antifascismo ed attuati dai “falsi fascisti”. La Politica vera si fa principalmente coi contenuti e l’opposizione genuina si esprime in modi diversi da quelli che i nemici si aspettano e che fortissimamente “vogliono” in quanto funzionali ai loro voleri.

IlCovo

Menzogna e Verità sul Fascismo

La Minaccia

 

2 commenti su “PSEUDO-FASCISTI, CONTROFIGURE ASSERVITE DA SEMPRE AL SISTEMA ANTIFASCISTA, TRA SOCIALISMO NAZIONALE E NEOPAGANESIMO

  1. Grazie. Vi ho scoperti e ritengo la vostra opera, un’opera importante. Fondamentale.

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