Cari lettori, amici e nemici. Purtroppo, lo scontro che fu davvero epocale, avvenuto nella Seconda guerra mondiale, ha generato uno scenario postbellico davvero apocalittico. Di già al momento stesso delle ostilità, se ne vedevano i primordi. In quel frangente, si capiva che una precisa parte dei contendenti, stava dando a quella guerra un aspetto “messianico” (lo dimostrano anche i termini usati in questo ambito: “liberazione”, “salvezza”, ecc); ovvero, l’obiettivo non riguardava esclusivamente la vittoria di uno schieramento sull’altro per un futuro assetto basato sugli interessi esclusivamente strategici dei belligeranti, ma si profilava proprio l’instaurazione di un “regno assolutistico futuro”. Tale regno, aveva l’aspetto di un regno di una ristretta cerchia di “dèi” che potevano decidere se la vita dei “sudditi” ,o comunque delle categorie definite non “degne”, poteva essere vissuta o meno. Questo lo si è visto con chiarezza nella tecnica dello stragismo, inaugurata dai cosiddetti “alleati occidentali”. Tale tecnica aveva per scopo proprio lo sterminio della popolazione civile, di tutte le categorie. Ciò che si notava era proprio la considerazione che il reale obiettivo dei belligeranti “alleati”, non fosse tanto la supremazia sugli eserciti, ma proprio distruggere il morale, la compattezza, e la stessa esistenza delle nazioni nemiche. Il modo “migliore” per ottenere tale risultato, era usare violenze inenarrabili sulle popolazioni, così che la risposta a tali mostruosità generasse un cerchio di violenza infinito, perseguito da tutti i belligeranti, ma archetipizzato solo negli sconfitti, proprio “grazie” alla vittoria del “blocco occidentale”, con il sostegno del blocco sovietico (1). Così, tale strategia “messianica”, presente in modo preponderante nelle nazioni anglo-americane e nella Russia sovietica, veniva invece addebitata agli sconfitti, i quali venivano accusati di ogni fine nefando possibile e immaginabile, e di ogni sterminio delle popolazioni inermi, quando il cerchio della violenza fu alimentato e fomentato in ogni dove, proprio grazie alle lobbies messianiche di cui si è detto.
Ebbene, questo metodo “scientifico”, nel periodo post-bellico, lungi dall’essere abbandonato, si è solo espanso ulteriormente, per toccare tutti i lati della terra! Come abbiamo già detto (2), l’Italia è stato il teatro della progettazione della futura “strategia della tensione permanente”. Da quel momento, con la vittoria definitiva del “fronte liberale” (massonico, plutocratico, messianico), tale metodo si è sviluppato in ogni ambito della società civile. Ad iniziare dal comparto militare, che, come da sperimentazione avvenuta durante la guerra 39-45, ha applicato la pratica dello sterminio sistematico delle popolazioni con grande “successo”. Dunque, quello che abbiamo visto, e quello che stiamo vedendo sotto i nostri occhi, nei vari teatri di guerra sparsi nel globo (alla faccia della “Pace e Gioia”!), è esattamente questa strategia. Le vittime civili delle operazioni militari sono volute, cercate e usate. Non esiste, e non è mai esistito il “danno collaterale”. Soprattutto oggi, che la “precisione” e la incisività in una operazione potrebbe raggiungere la perfezione.
Tale obiettivo è relativo alla “visione” messianica, ovviamente delirante, che abita le menti e i cuori dei “potenti del mondo”. Ma molti non mancano di denunciare questa realtà, anche se, purtroppo, lungi dall’identificarne le reali motivazioni (3), così come la reale cura, rimanendo megafoni del sistema antifascista globale, e quindi di fatto quinte colonne dello stesso. E’ il caso, clamoroso, di Norman Finkelstein. Il famoso uomo di cultura, ebreo, è stato per molto tempo la punta di diamante della denuncia dello sfruttamento dei crimini, come può essere la persecuzione anti-ebraica avvenuta durante la II guerra mondiale, a sua detta a favore di benefici politici ed economici. In pratica, Finkelstein accusa non solo la classe dirigente ebraica internazionale, ma anche coloro che di tal prassi hanno fatto la loro bandiera. In questa strategia, i morti, i massacri, le distruzioni, devono essere praticate obbligatoriamente. Esse servono, per raggiungere scopi politici precisi, come per esempio l’insediamento in un particolare lembo di terra, l’occupazione di una data nazione con conseguente furto delle sue risorse, e via distruggendo. Per questi “nobilissimi” scopi, non si lesina nell’uso di “manovalanza” molto bassa, come gruppi mercenari e marionette usate come puntello per generare il “caso grave” (con il solito metodo della “falsa bandiera”), per il quale si deve rendere necessario un intervento, il più devastante possibile. E siccome la devastazione è necessaria, l’opinione pubblica la deve “desiderare”. Per “desiderare” lo sterminio di un proprio simile, è altresì necessario creare il “mostro”. Su questa base, possiamo vedere lo stesso conflitto, endemico, israelo-palestinese, ma anche quello russovietico-ucraino.
Ma il concetto, è il medesimo che sottostà alle leggi “contro l’apologia di fascismo”. Anzi, esse derivano da quest’ultimo.
Risulta quanto mai necessario tornare all’analisi, profetica, del cittadino Fascista Ebreo Ettore Ovazza, il quale, come abbiamo ampiamente documentato (4), prospettò esattamente e puntualmente gli scenari odierni, se il concetto messianistico allora incipiente si fosse sviluppato in tutta la sua brutalità e forza.
Se considero mio dovere di camerata e di italiano di rivolgere a Paolo Orano gli appunti necessari, devo riconoscere che sul sionismo, egli ha scritto pagine mirabili e definitive… Ferve nel nostro Paese un movimento sionistico dichiarato, che fa capo ad apposite organizzazioni stabilite in Italia, ma dipendenti dalle sedi centrali di Londra e di Palestina. Questa azione sionista, attuata a mezzo di pubblicazioni, di conferenze, e con ogni forma di propaganda, è ostile agli interessi italiani, ed estranea all’anima nazionale. Inoltre essa è dannosa alla stessa religione ebraica. Il sionismo anziché essere assistenziale, è religioso e politico: questo è il suo gravissimo difetto… Noi italiani ebrei, cittadini forse non abbastanza degni di questa Italia meravigliosa — sospiro di tutte le genti e faro d’ogni luce di saggezza, di sapienza e di bellezza — noi abbiamo sempre sostenuto che non è ammissibile che nel nostro Paese si svolga in ogni modo una propaganda intesa a far confluire nella Palestina uomini, denaro, mezzi, attività d’ogni sorta e d’ogni terra, per ricostruire artificialmente un piccolo Stato, al servizio di un grande Impero, il quale guarda con angoscia e avversa quelle che sono le Vie maestre della legittima espansione italiana nel mondo. Su questo motivo Orano ha scritto parole definitive. La gravità della situazione, sionista in ogni Paese — ma specialmente in Italia — sta poi in questo: che tutte le organizzazioni sionistiche italiane — come già scrissi — dipendono dalle centrali britanniche… Voi sionisti, nel Tempio pregate il Dio d’Israele con le parole delle antiche invocazioni tramandateci nei secoli, quelle che si cantavano al suono delle arpe, dei liuti e dei cembali. Sono le invocazioni di tornare a Sion. Ma a Sion ci siamo ritornati, poiché tutti potrebbero recarsi a venerare i santuari d’Oriente, se la politica sionista non avesse resa per ora arroventata l’atmosfera e precario il transito. A Sion noi possiamo recarci ogni giorno, pregando nelle funzioni dei nostri Templi… Io non formo casi particolari, ne attacco Tizio o Caio; io attacco l’idea sionista, e il modo col quale essa è sostenuta e propagandata nel mio Paese dai suoi accoliti. E veniamo agli argomenti base degli scrittori dell’Israel [giornale sionista italiano, N. d. A.]. Cercherò di essere chiaro e preciso. La religione dei Rabbini. Quale sarebbe questa nuova religione? Se fosse per caso quella interpretata così male da questi ebrei sionisti, noi italiani ebrei, non abbiamo nulla a che fare con essa. Noi conosciamo soltanto la religione d’Israele, che ci impone di essere fedeli cittadini del Paese dove viviamo, e di non cercare con disperate contorsioni, o sottilizzando da legulei da strapazzo, di tenere un piede in Italia e uno in Palestina. I fuorusciti dall’ebraismo; cioè, tutti gli antisionisti o gli indifferenti, non sono più considerati ebrei da questi nuovi apostoli di un verbo che risale, nientemeno, che al 1897! O professori di non so quale materia, con tutta la vostra dottrina (e questa non l’avete proprio assimilata) fareste assai bene a rileggervi la Bibbia, per imparare qualcosa. Voi siete i fuorusciti, ma non solo della legge ebraica, ma del buon senso e della ragione, poiché la nostra legge religiosa è assai esplicita a riguardo dei doveri di ogni buon cittadino. Il problema dei sei milioni di ebrei orientali sarebbe risolto dal sionismo. Non si spiega in qual modo, ma dato che in Palestina, se Dio lo vorrà, potranno ancora andarvi poche decine di migliaia di ebrei (e fra quali difficoltà e a quale prezzo!), secondo l’Israel, qualora questo sogno di uno Stato ebraico diventasse realtà, ne risulterebbe che gli Stati — quali ad esempio la Polonia e la Romania, dove milioni di ebrei non sono considerati graditi — potrebbero dare a questi sventurati la cittadinanza del nuovo Stato. E allora avremmo una grande novità nella storia e nella geografia, e cioè : uno Stato a base religiosa, e cioè uno Stato a carattere confessionale (tipo Città del Vaticano), con 500.000 abitanti, e con qualche milione di cittadini residenti all’estero. A meno che uno stato continuo di guerra, portasse alla conquista di una nuova terra promessa. Accenno ancora alla questione araba, di enorme importanza, e a tutti i normali rapporti internazionali di diritto pubblico e privato, per mostrare come il sionismo potrebbe divenire agitatore e sovvertitore di secolari istituzioni, senza raggiungere alcuno scopo. Poiché, quale autorità avrebbe per far rispettare i diritti dei suoi concittadini d’oltre frontiera? per difendere la loro attività, e la loro libertà religiosa e civile? Rimanendo in una massa a loro contraria, essi muterebbero di bandiera e di passaporto — ma non di condizioni spirituali ne materiali, e si troverebbero in situazione precaria, cittadini stranieri in mezzo a un popolo ostile. ”
Il Fascista Cattolico Carlo Cecchelli (5), converge completamente nella analisi di Ovazza, e questo è della massima importanza ai fini dell’identificazione del problema; esattamente quello che oggi ha sviluppato tutta la sua virulenza. Dopo aver dedicato un capitolo specifico al messianismo sionista, egli conclude:
Fuori da ogni polemica… l’azione… non ha per noi significato di odio fra una razza e l’altra. La conseguente azione anti-giudaica rientra nel concetto difensivo esposto, e non presuppone l’inferiorità della razza giudaica… L’ebraismo post-biblico (quello condannato da Ovazza, N. d. A.), ha perso molte delle sue antiche virtù (mantenute, invece, nell’ebraismo rappresentato da Ovazza, N. d. A.)… Bisogna che il popolo ebreo riconquisti molte virtù delle origini. (6)
Indubbiamente, non si può non notare l’incredibile coincidenza di fattori favorevoli a questa “ribalta messianica” in Europa, e poi nel mondo subito dopo la Seconda guerra mondiale. Ciò che è avvenuto, ha dato l’occasione storica per implementare tutti e singolarmente i principii religiosi diffusi dai movimenti di tipo sionistico-messianici, nei termini esatti vaticinati da Ovazza e Cecchelli. Oggi stiamo assistendo alle estreme conseguenze mondiali di un tipo specifico di religione. Se l’albero si vede dai frutti, allora possiamo giudicare questo tipo di visione del mondo come forse la più aberrante che la storia dell’uomo abbia visto.
Giova puntualizzare ciò che abbiamo già fatto notare in tempi non sospetti (ultimamente qui). L’antisionismo professato da una parte dell’ebraismo (e di altre categorie politiche-religiose che lo condividono, pur non essendo esse appartenenti a codesto popolo), non significa affatto che il “messianismo” sia rigettato. Il “messianismo”, si traduce in vari modi, e la “sinistra” antisionista assolutizza quello della “destra sionista”, facendo pensare che la visione messianica sia esclusivamente quella legata al primato etnico (equiparando l’etnia alla nazione). Invece, la visione messianica, riguarda anche un tipo specifico di “benessere sociale”, preparatorio della venuta del “futuro messia”. Dal messianismo dell’ “oggi”, a quello del “domani”, preparato oggi. Ecco perché si arriva alle “due velocità” di cui abbiamo già parlato, ed ecco perché entrambe le visioni hanno un contenuto religioso, ed antifascista. Il centro del problema è sempre questa unicità messianica, a scapito della quale coloro che non la condividono, per un motivo o per un altro, subiscono la damnatio memoriae. Un esempio lo possiamo trovare in una recente intervista, al prof. Pappè (citata qui). Egli, condannando, come Finkelstein, il Sionismo “contemporaneo”, scinde il Sionismo in due fasi. La “prima fase” atterrebbe alla “fase liberale”, che lui fa risalire al XIX secolo. Quella attuale sarebbe la “fase messianica”, ovvero quella legata alla divinizzazione dell’Etnia. Il Sionismo, però, come riportato sia dagli studi ebraici che abbiamo citato, passati e contemporanei, sia dalle posizioni degli Ebrei Fascisti, sia da quelle dei Fascisti Cattolici, non nasce esclusivamente “politico”, ma riprende e contempla anche la visione religiosa (il popolo da Chi era stato “Eletto” e la Terra da Chi era stata “promessa” se non da Dio?), su cui si incunea, proprio per “universalizzare” all’interno del popolo ebraico, il “ritorno nella terra promessa”. Slegare il Sionismo dal motivo religioso, è quantomeno una palese forzatura. Il motivo religioso, anche di chi condanna il messianismo, non è abolito, ma cambiato e adattato. Nella seguente affermazione di Pappè, emerge la contraddizione:
Essere sionisti liberali è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica. Ha scelto la natura ebraica.
Il problema, che emerge in tutta l’intervista, non è tanto l’aver ottenuto il ritorno alla “terra promessa”, che è un motivo proprio religioso e messianico, ma aver colonizzato ciò che non era “negli accordi primari”. La “colonizzazione” dell’ “intera terra”, non tanto la “restaurazione” di “Sion”. La critica di Ovazza e Cecchelli, invece, nota proprio questo: la attuazione della religione messianica “sic et simpliciter” associata alla “Sion”-Nazione-religione, non la misura nè il tempo in cui si invera il “regno definitivo”. Quindi il problema è nei principii, non negli sviluppi
Ecco perché risulta quanto mai necessario riprendere il cammino della nostra Civiltà Romano Cristiana, rappresentata integralmente dal Fascismo. Questo, ne siamo più che certi, genererà per il mondo la vera Giustizia… PER TUTTI I POPOLI!
ROMAINVICTAAETERNA
NOTE
(1) Cfr. ad es., “Controstoria della liberazione. Le stragi e i crimini dimenticati degli alleati nell’Italia del Sud”, Gigi di Fiore, Rizzoli, 2013
(2) Es. qui
(3) Es, qui
(4) Cfr, qui
(5) Dal Dizionario Biografico Treccani, una breve nota : qui
(6) Cfr. “La questione ebraica e il sionismo”, Roma, 1939, Istituto Nazionale di Cultura Fascista





