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DIFFONDERE LA VERITA’!

Cari lettori e simpatizzanti, con grande soddisfazione, continuiamo a notare felicemente come le tematiche di cui siamo banditori ormai da molto tempo, si stanno diffondendo davvero a 360 gradi. Ciò che ci colpisce maggiormente, è che tali argomentazioni riscuotono interesse anche là dove vi è una evidente diversità di principi e valori rispetto a quelli da noi sempre perorati. Questo fattore ha una grande rilevanza, proprio perché, come non manchiamo di proclamare in tutte le circostanze, siamo convinti che dalla condivisione di tali tematiche, possa nascere quella effettiva e necessaria “presa di coscienza” che costituisce la reale levatrice di quella inderogabile e indispensabile sana Revisione di principi ideali, all’insegna dei quali vanno vissute le nostre vite ed in virtù dei quali solamente è possibile contribuire al vero cambiamento di paradigma esistenziale di cui l’umanità abbisogna.

In generale, sempre più diffusa tra la gente risulta essere la percezione che gli esseri umani del XXI secolo vivano all’interno di un mondo virtuale distopico e dispotico, dove nulla è come sembra e dove la realtà vera corrisponde esattamente all’opposto di quanto viene quotidianamente propagandato dai mezzi di comunicazione ufficiali e dagli organi istituzionali. In particolare, più chiaramente viene avvertito come il metodo della comunicazione di massa dei media ufficiali ricalchi quasi pedissequamente le tecniche di manipolazione della mente già a suo tempo preconizzate nel capolavoro di  George Orwell, 1984, sebbene in modo forse ancor più invasivo e pervicace di quello immaginato dallo scrittore inglese (qui). In breve, la cosiddetta “pandemia assassina” da corona virus ha certamente disvelato anche ai più recalcitranti tra coloro che ancora sono in possesso di un minimo di senso critico, il vero volto criminale del sistema di potere attualmente imperante e che su questo blog denunciamo già dal 2013. Ma ovviamente, siamo ben consci che tale intuizione, ancorché ormai assai diffusa, risulta comunque appannaggio di una minoranza, oltretutto ben lontana da una completa presa di coscienza, pienamente capace, cioè, non solo di avere cognizione dei metodi con cui il sistema liberal-pluto-massonico influenza i pensieri ed i modi di agire della popolazione, ma quel che più conta, di procurare quel distacco netto ed assoluto dalle categorie filosofico-politiche che lo stesso sistema dominante ha inculcato pervicacemente sino ad oggi nella popolazione, istituzionalizzandole e cristallizzandole nelle cosiddette carte costituzionali fittizie imposte dagli altrettanto cosiddetti “liberatori” del 1945; categorie ormai inconsapevolmente divenute gabbie del pensiero, di cui noi fascisti de “IlCovo” abbiamo efficacemente scritto di recente in due articoli al riguardo, davvero dirimenti (qui e qui).

Bernini, Verità svelata dal Tempo.

Bernini, Verità svelata dal Tempo.

Ebbene, proprio in relazione a ciò, abbiamo notato due scritti di rilievo, pubblicati dal giornalista indipendente Tosatti, riecheggianti tematiche che, sempre in tempi non sospetti, abbiamo di già portato all’attenzione dei nostri lettori. Tali articoli, riferiscono delle “origini” del Razzismo sociale e dell’Eugenetica, definendo correttamente la concezione di Hitler, ad esempio, quale naturale corollario alle dottrine positivistiche ed alle filosofie demo-liberali professate da quei soggetti politici che, ordinariamente, vengono invece pubblicamente additati come la quintessenza della “elevazione morale” (Es: qui e qui). Segue poi, prendendo a spunto un fatto di cronaca recente, un’analisi dove si comincia finalmente a notare un fatto che riecheggia un pò dappertutto e con una certa costanza già da qualche tempo a questa parte, ossia, il disvelamento della reale faccia inerente la informatizzazione e digitalizzazione delle nostre vite, una vita virtuale dove gli individui divenuti ormai stabilmente atomi disgregati, vengono continuamente spiati e manipolati, nonché oppressi, dai “giganti delle telecomunicazioni” a servizio del potere pluto-massonico mondialista (Es: qui,  qui e qui). Estrapoliamo al riguardo due brevi citazioni da tali scritti, che vi invitiamo a leggere per intero ed a meditare, proprio alla luce della critica che “IlCovo” sta diffondendo da sempre, ma che risulta differente da quella di TUTTI gli altri, poiché discende dalla nostra concezione Etico-Politica, la quale, SOLA, può davvero generare la consapevolezza per capire in che “mondo infernale” ci hanno precipitati e cosa è necessario fare per tornare ad essere davvero Uomini Liberi… buona lettura!

 

Il Razzismo di Adolf Hitler è Stato Creato dai “Progressisti”

Nel 1909 i coniugi Whetham pubblicano il libro The Family and the Nation, dove stabilirono che gli europei si dividevano in tre categorie, i nordici, tra i quali gli inglesi, gli alpini, tipo gli svizzeri, e i mediterranei. I nordici, secondo i Whetham, avevano una supremazia riconosciuta. Secondo loro la cosa più preoccupante, in Inghilterra, era l’immigrazione delle razze mediterranee che abitavano le parti più povere delle città, e la cui tendenza conigliesca alla riproduzione costituiva un serio problema per la nazione e per tutta l’Europa...Non mancano esempi tra gli statisti. Il presidente Theodore Rooseveltsostenne che le donne in buona salute fisica e mentale che scelgono di non avere figli devono essere considerate come «criminali della razza». Mentre «non è di alcun vantaggio consentire una simile perpetuazione di cittadini di razza sbagliata. Il grande problema della civiltà» dice Theodore Roosevelt «è riuscire ad ottenere, nella popolazione, l’aumento degli elementi di valore rispetto a quelli di poco valore o che risultano addirittura nocivi». Così gli Stati Uniti d’America rappresentano il primo paese che approva delle leggi eugenetiche... Nella Germania prussianalo psichiatra Alfred Hoche, e il giurista Karl Binding nel 1920 pubblicarono il libro dal titolo “L’autorizzazione all’eliminazione delle vite non più degne di essere vissute”. Oggi lo stesso tipo di logica “umanitaria” è rientrata prepotentemente nelle società definite democratiche. Ma in modi molto più raffinati e perversi. Se oggi si istituzionalizza l’eutanasia come un atto compassionevole verso il malato terminale, è certo che domani sarà un dovere del cittadino nei confronti della Comunità. Di questo passo è molto probabile che tra breve sarà loStato ad intimarci la cosiddetta dolce morte…

Che Bisogno Abbiamo della Stasi? Abbiamo Già Google, e non Solo…

Per trattare con i piantagrane, la Stasi aveva una politica chiamata, in tedesco, Zersetzung. È una parola difficile da tradurre. Il significato letterale sarebbe “decomposizione“. Ma nel contesto dello stato poliziesco della Germania dell’Est, significava distruggere i dissidenti. “L’obiettivo“, secondo lo storico tedesco Hubertus Knabe, “era distruggere segretamente la fiducia delle persone in se stesse, ad esempio danneggiando la loro reputazione, organizzando insuccessi e fallimenti nel loro lavoro e distruggendo le loro relazioni personali“. Suona familiare?…Un esercito di “investigatori online” si è messo al lavoro per identificare e profilare i rivoltosi. L’FBI ha chiesto informazioni digitali sui tragici eventi della giornata. “Questa raccolta di fonti anonime dalla massa generalizzata non è la stessa cosa di un’indagine formale. Non è certamente un sostituto per le indagini svolte dal sistema giudiziario “, afferma John Scott-Railton, del Citizen Lab dell’Università di Toronto . Ma “è un ottimo meccanismo per far emergere indizi“. Un prodotto di questo lavoro di investigazione su Internet è stata una caratteristica impressionante del New York Times che ha aggregato i dati su 175 dei rivoltosi accusati, insieme alla loro foto e ad un breve loro profilo. È stato sbalorditivo constatare quanto sia semplice, per dei detective in pigiama, agguantare criminali. Alcune di queste persone sono state licenziate senza accuse specifiche ed in modo sommario dai loro datori di lavoro dopo che queste informazioni sono state rese pubbliche.

Proprio in merito all’argomento trattato nell’articolo sopra citato, “Il Razzismo di Adolf Hitler è stato creato dai progressisti”, riteniamo oltremodo importante estrarre un brano preso dalla voce “Eugenica” del Dizionario di Politica del Partito Nazionale Fascista (Op. cit., Antologia, Volume Unico, a cura di Marco Piraino e Stefano Fiorito, 2014, Lulu.com, pp. 214-217). In tale scritto, è riportata la posizione del Partito Fascista in materia di Razzismo e selezione dei “puri”, pubblicata in tempi decisamente non sospetti, ovvero nel 1940. Di seguito:

…”Dalla sintesi fatta delle nozioni più comunemente acquisite alla scienza scaturiscono illazioni che profilano i compiti dell’eugenica nel miglioramento della razza. L’uomo riceve, si direbbe in custodia, una somma di caratteri fissi, immutabili che fatalmente tramanda, ma la sua individualità racchiude inoltre un complesso di caratteri più o meno labili prodotti dall’ambiente fisico e sociale in cui vive. L’importanza pratica di queste conoscenze è enorme se si pensi all’influenza che può esercitare l’igiene nel tutelare la maternità e l’infanzia, nel risanare l’ambiente, nella lotta contro l’alcolismo, la sifilide e le altre malattie socialmente dannose. È la bonifica umana, in una parola, che si inizia fin dalla nascita, anzi prima della nascita, sulle cellule germinali, con l’igiene sessuale, prenatale, materna e così via, e si estende all’ambiente in cui la vita si svolge (v. IGIENE). Non tutti sono d’accordo nell’assegnare all’igiene una parte preminente nell’eugenica, le cui finalità risultano pertanto diversamente adombrate nei vari stati. Negli Stati Uniti d’America prevale la tendenza di favorire l’incremento demografico della sola razza inglese, ritenuta superiore, e di ostacolare la riproduzione delle razze inferiori (negri) e degli individui disgenici; in Francia, ove il regresso delle nascite è sempre più minaccioso, si mira a recuperare i più deboli; in Inghilterra si seguono le idee fondamentali di Galton sulla selezione dei matrimoni; in Germania e in Norvegia è più accentuata la tendenza al miglioramento qualitativo della popolazione. Secondo le tendenze delineatesi nel concepire i limiti delle possibilità eugeniche ed i mezzi proposti od attuati per raggiungere lo scopo, l’eugenica può distinguersi in « selettiva» o « negativa » e « preventiva» o « positiva ». L’eugenica « selettiva » si prefigge di favorire la riproduzione degli individui geneticamente più adatti per qualità fisiche e psichiche, e di ostacolare o impedire la riproduzione dei più deboli, tarati o perversi. I mezzi coercitivi volontari dell’ indirizzo selettivo hanno suscitato il più vivo interesse scientifico ed impegnato problemi di vasta ripercussione, la cui soluzione è tutt’altro che probativa. La visita medica e il relativo certificato prematrimoniale come mezzo per impedire la trasmissione alla prole di malattie veneree, tubercolosi, criminalità, malattie mentali è stato adottato, con vari temperamenti, come obbligo da cui dipende la concessione, da parte dell’autorità, al matrimonio (America, Norvegia, Danimarca, ecc.), o suggerito come semplice informativa eugenica ai nubendi delle reciproche condizioni di salute (Germania, Austria). Contro l’obbligatorietà del certificato medico prematrimoniale si sono elevate obiezioni non prive di valore. A parte le difficoltà pratiche di far funzionare ovunque le istituzioni adatte per eseguire seri accertamenti sanitari e la possibilità di frodi, è stato giustamente osservato che la pratica non elimina le malattie riconosciute socialmente dannose, in quanto queste possono svilupparsi anche dopo il matrimonio. Inoltre, una misura così intimamente coercitiva che ripugna al diritto naturale, può risolversi in un incitamento al concubinaggio e in un aumento degli illegittimi; in tal modo le tare morbose combattute dalla famiglia legale entrerebbero nella società attraverso le unioni illegali. Vi sono infine obiezioni di ordine giuridico, in quanto il matrimonio, oltre tutto, può avere  finalità assistenziali, economiche, morali. Un altro punto dell’eugenica selettiva, che merita la più prudente considerazione, è la sterilizzazione e la castrazione coattive entrate nella legislazione di alcuni stati d’America e d’Europa (Germania, Finlandia). Il procedimento, applicabile a richiesta dell’interessato o dei familiari o su decisione di un giudice, è diretto ad impedire la capacità riproduttiva o sessuale degli individui con gravi tare ereditarie (malattie mentali, epilessia ereditaria, gravi deformità, alcoolismo cronico) e di speciali delinquenti. In Italia, contro la sterilizzazione e la castrazione dei delinquenti si sono levate autorevoli voci (S. Ottolenghi) che sostengono che l’eredità morbosa a delinquere non è ineluttabile per quanto frequente, e tanto meno è graduabile la sua presunzione in modo da poter stabilire gli estremi della pericolosità del delinquente da sterilizzare. Del resto, il codice penale italiano, sancendo l’imputabilità del delinquente, non riconosce nella tendenza a delinquere una insopprimibile fatalità organica; inoltre la pratica, costituendo una lesione personale a cui consegue una minorazione permanente, è in contrasto con l’indirizzo fascista della legge penale italiana. La limitazione volontaria della prole, sorta dalle errate premesse di Malthus sul contrasto fra aumento numerico della popolazione e quello dei mezzi di  sussistenza, trasfusa con fini diversi nelle pratiche anticoncezionali del neomalthusianismo, ha conquistato larghi strati sociali. Pur caldeggiato da alcuni autori, il controllo delle nascite è l’edonismo camuffato da eugenica, che preoccupa maggiormente i governi di ogni paese; tanto meno esso può perseguire un miglioramento qualitativo della popolazione, ché, anzi, la diminuzione dell’efficienza numerica è notoriamente causa di mali sociali e storici gravissimi. Infatti spesso, nella storia dei popoli, la decadenza della civiltà ha coinciso con quella demografica; i popoli a bassa natalità non possono durevolmente mantenersi forti e sarebbe un pericoloso errore credere che il regresso delle nascite, spontaneo o volontario, possa migliorare la qualità della popolazione… I mezzi suggeriti dall’eugenica selettiva attraverso la restrizione dei matrimoni, la limitazione della prole, il controllo delle nascite, la sterilizzazione, portano fatalmente ad una diminuzione della natalità e non al miglioramento qualitativo della razza. La selezione dei migliori, allo stato attuale delle conoscenze, è un’utopia fondata su basi assurde… In Italia, l’eugenica ha un indirizzo schiettamente positivo che si ricollega non solo alle sue tradizioni morali e religiose, ma specialmente alle concezioni politiche affermate dal governo fascista, che nell’incremento demografico vede le ragioni di una maggiore potenza e di un sicuro avvenire. Mentre qua e là l’eugenica tende a formare una aristocrazia di determinati gruppi etnici, o a raggiungere una ipotetica selezione volontaria degli individui migliori, nel nostro paese, nel quadro della politica demografica, è diventata bonifica integrale della stirpe, in cui miglioramento qualitativo della popolazione ed incremento demografico sono due aspetti di un unico problema… Lo sviluppo delle famiglie numerose è un altro punto della maggiore importanza per l’eugenica preventiva. Il problema demografico, affrontato con la  maggiore energia dal regime, è imperniato sull’incoraggiamento alla fecondità; la sovrappopolazione non è un pericolo per i paesi civili dove, con la disciplina del lavoro, il numero determina un aumento della produzione e quindi della ricchezza. Valgano le parole del DUCE: «Falsa ed imbecille è la tesi che la minore popolazione significhi maggior benessere: il livello di vita degli odierni 42 milioni di Italiani è di gran lunga superiore al livello di vita dei 27 del 1871 e dei 38 del 1916 ». Pertanto l’elemento quantitativo nel problema eugenico  si è venuto sempre più rafforzando nello stato fascista per ragioni politiche, economiche e morali. Lo stato, avocando a sé la tutela integrale della stirpe, ha posto in primissimo piano il problema demografico, stroncando le discussioni dottrinarie se « qualità » e « quantità » fossero termini antitetici per il miglioramento eugenico, o se bisognasse  distinguere « un diritto di vivere » da un « diritto di procreare ». La somma delle istituzioni e delle provvidenze attuate dal governo fascista per perseguire la sua vitale politica, è veramente notevole… A tale complesso di provvidenze bisogna aggiungere la tassa sul  celibato e la severa repressione dei delitti contro l’integrità e la sanità della stirpe contemplati dal nuovo codice penale. Ogni atto diretto a sopprimere o isterilire le fonti della procreazione: l’incitamento a pratiche anticoncezionali, il contagio cosciente di sifilide e di blenorragia, l’aborto procurato, sono considerati come un’offesa all’esistenza stessa della nazione ed alla sua continuità nel tempo.”…

RomaInvictaAeterna

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