Il nome della Dott.ssa De Mari ha una certa notorietà negli ambienti del conservatorismo e della contestazione alla farsa pseudo-pandemica, essendo un medico Liberal-Democristiano, attivo nella difesa di alcuni valori morali e della “libertà religiosa”, salita agli onori delle cronache per aver affermato pubblicamente alcune ovvietà sia nell’ambito Medico che Etico nel periodo della cosiddetta “emergenza sanitaria” attuata dai “governi Conte e Draghi”; essa è stata pertanto esclusa dall’ordine dei medici per la sua posizione che contemplava le cure precoci (e giuste), oltreché per la sua opposizione agli obblighi e alle imposizioni globali, con relativi pericoli mortali per la popolazione. Attraverso la sua azione di Medico, fedele al Giuramento di Ippocrate prestato, non si è piegata ai diktat globali, ha svolto in quell’ambito una campagna informativa e formativa costante. Ha fondato una associazione spontanea che si chiama “Brigata per la Difesa dell’Ovvio”, proprio a causa della sua esperienza pregressa.
Fin qui il Medico De Mari, sulla cui condotta professionale nulla abbiamo da ridire. I tanti problemi iniziano però quando si passa a descrivere il personaggio in ambito “politico”, giacché occorre dire che la figura del medico, con la sua coerente condotta in quello specifico settore, è stata abilmente sfruttata da parte della stessa dottoressa come volano per perorarne le proprie posizioni politiche, che, vista la formazione culturale del soggetto in questione, si inseriscono pienamente e fanno da cassa mediatica di risonanza del Conservatorismo democristiano antifascista. La De Mari, infatti, – come tutti i Conservatori, che con mentalità più rivolta al passato che all’avvenire, sono incapaci di distinguere fra abitudine e tradizione, cristallizzandosi nell’abitudine, cioè nella indifferente ripetizione meccanica del bene come del male, ignorando come la tradizione (che non è abitudine, giacché significa tramandare da una generazione all’altra qualcosa di perenne e perennemente vivo ed attivo) serba e tramanda il meglio della storia, ma lascia andare e abbandona per la via il peggio, perché la tradizione è la spina dorsale della storia grande, che si conta per secoli, non della cronaca quotidiana, che si conta per ore – bada alle storture del Sistema di potere dominante, ma sorvola sulle vere cause che generano tali storture, di cui pure si lagna, facendo così proverbialmente “rientrare dalla finestra ciò che aveva ostentato di sbattere fuori dalla porta”! Ed infatti, la ritroviamo quale strenuo difensore della cosiddetta Costituzione “più bella del mondo”, ovvero la carta attraverso cui il popolo Italiano è vessato e oppresso dalla fine della Seconda guerra Mondiale, il medesimo strumento giuridico che ha accordato il canone della ufficialità a quegli obblighi pure contestati dalla stessa De Mari. Inoltre, la “dottoressa dei guerrieri” di fatto alimenta smaccatamente la farsa partitocratica, appoggiando concretamente il centro-destra e tutti i personaggi che fanno ad esso da stampella, non ultimo lo pseudo contestatore intra-sistemico in divisa, il Vannacci. Frattanto, alla sua denuncia che si appoggia strumentalmente al cattolicesimo tradizionale (che perciò risulta a tratti condivisibile!), ella affianca contemporaneamente la difesa del pluralismo liberale (ennesima contraddizione!), per cui si dovrebbero accettare tutte le posizioni politiche, fatta salva la possibilità di discuterle, dando pertanto cittadinanza anche a quelle Conservatrici. La sua battaglia è centrata sulla polemica contro chi, vantando tolleranza, nega alle sue idee un posto nella società. La De Mari, inoltre, a coronamento del proprio posizionamento ideale, non poteva mancare di essere smaccatamente americanista nonché filo-putiniano-trumpiana. Ed arriviamo così al motivo di cui ci occupiamo direttamente, poiché, all’interno della cornice politica di cui si è appena detto, ovvero quella dell’ennesima “stampella democristiana” del sistema globale, la Liberale di destra De Mari, scrive un articolo in “morte di Napolitano” esecrandone la figura. Nulla di male, se non fosse che, come già avvenuto nel caso del polemista democristiano Agnoli, che per commentare una affermazione ingiuriosa della Cirinnà non trovava di meglio da fare che “buttar fango” sulla memoria di Benito Mussolini (qui), ecco che anche la “nostra” Dottoressa sente l’impellente bisogno di far la stessa cosa: ossia, col pretesto di contestare l’operato dell’ex presidente italy-ota, pensa bene di prendersela anche e soprattutto con Mussolini (qui), praticando con ciò lo “sport preferito” di tutte le istituzioni delle repubblica delle banane antifascista! Tuttavia per Noi fascisti de IlCovo tale condotta non risulta affatto sorprendente, anzi, avendo rilevato che la De Mari ha fondato la “Brigata per la difesa dell’Ovvio”, non possiamo non notare quanto sia davvero “Ovvio” per una democristiana operare in siffatta maniera, sottostando con ciò a tutte e singolarmente le menzogne ufficiali del potere dominante. Difatti, i democristiani da sempre rappresentano simbolicamente la “sintesi degli opposti”, della mediazione e della sottomissione: ma non all’Autorità vera che discende da Dio, bensì a quella “plurale definita dalla maggioranza” all’insegna del falso luogo comune, propagandisticamente diffuso in modo ossessivo dal potere, ed in nome del disordine stabilito da quel potere, per esso si battono! Con buona pace di qualsiasi vera battaglia contro tale disordine elevato a sistema di dominio. Di seguito riportiamo le “perle” in cui ella si è prodotta :
Giorgio Napolitano, morto all’età di 98 anni, è stato uno dei più grandi anti-italiani, secondo solamente a Mussolini. Mussolini odiava il popolo italiano, lo ha trascinato in una guerra demente, ne ha corrotto l’anima: in quella guerra abbiamo subito cose atroci e abbiamo fatto cose atroci. Le camicie nere hanno assassinato più uomini di Dio dei partigiani rossi, è accaduto in Etiopia, con il massacro dei monaci copti, dopo l’attentato a Graziani. Abbiamo avuto le leggi razziali, cittadini italiani deportati e uccisi in quanto ebrei. Mussolini impose a Hitler, che era contrario, un contingente italiano nello sciagurato attacco all’Unione Sovietica. Ha insistito e molto perché gli uomini della Julia potessero trascinarsi in un inferno di gelo su una terra che non era la loro. Senza Mussolini non avremmo avuto i bombardamenti, le marocchinate e le foibe. Disprezzava il popolo italiano, lo avrebbe voluto diverso, più militare, meno legato alle cose piccole che sono la famiglia e gli affetti. Subito dopo viene Giorgio Napolitano.
Con tali scempiaggini il “pedaggio antifascista politicamente corretto” è stato ampiamente “pagato e soddisfatto” dalla esimia dottoressa! Invece, come abbiamo di recente rilevato nel nostro ultimo video (qui) il “famigerato Partito Fascista”, per bocca del suo Segretario nazionale insegnava ufficialmente ai propri Militi il “rispetto per chi non è fascista, che sia cittadino probo ed esemplare” (Cfr. “Diaro della Volontà”, 1927, A. Turati). Possiamo forse dire che ciò trova corrispondenza nel rispetto insegnato nei confronti di chi non aveva il “passaporto verde” da parte degli zelanti difensori istituzionali della “Costituzione più bella del mondo”? Abbiamo visto all’opera tra il 2020 e il 2022 legioni di tolleranti servitori del cosiddetto Stato, operare “amorevolmente” nei confronti di chi non aveva il passaporto verde! E’ notorio come tutti i cittadini abbiano potuto lavorare, anche separati dai cosiddetti “sierati” (qui)! Tutta la popolazione ha avuto l’opportunità di lavorare e vivere “serenamente” all’ombra della Costituzione democratica e antifascista! Giusto dottoressa? E se mai si sono verificati degli “eccessi”, sono stati di certo ufficialmente condannati dai buoni democratici antifascisti, anzi, pubblicamente condannati, proprio come faceva il famigerato Partito Fascista, giusto? Sarcasmi a parte, se è reale che tale rispetto, purtroppo, chi ha indossato la Camicia nera non sempre lo ha messo in pratica, va sottolineato come nel caso dei Fascisti questo sia diventato un segno distintivo specifico, mentre nel caso degli antifascisti, quando l’oppressione da essi realizzata si è manifestata in modo generalizzato, nonché teorizzata ed attuata senza deroghe, essa diventa comunque soltanto una “eccezione alla buona norma”! Lei, cara dottoressa, che se ne renda conto o meno, col suo antifascismo stereotipato di maniera, di fatto, condanna in linea teorica l’oppressione attuata dal Sistema plutocratico massonico antifascista, ma in concreto la sostiene attivamente!
E andiamo a ribattere alle falsità storiche espresse nel brano succitato dalla sig.ra De Mari:
- “Mussolini ha trascinato l’Italia in guerra, commettendo atrocità”. L’Italia, già dalla nascita della Germania nazionalsocialista, ha tentato ufficialmente per ben tre volte di formare un tavolo della Pace con le maggiori potenze europee per risolvere tutte le controversie scaturite dall’iniquo Trattato di Versailles. La prima nel 1935, a Stresa, fatta fallire dagli inglesi che preferirono accordarsi direttamente con la Germania. La seconda nel 1938, a Monaco, quando si ritardò lo scoppio della Guerra per la questione dei Sudeti. La terza ad Agosto del 1939, con la richiesta ufficiale della convocazione di una definitiva conferenza internazionale, che vedesse la partecipazione delle maggiori potenze, per risolvere diplomaticamente la questione dello “spazio vitale” tedesco, che le cosiddette “potenze democratiche” avevano eliminato precedentemente, infierendo sulla Germania sconfitta nel 1918 (fornendo così a Hitler la giustificazione per la sua esistenza politica! Ma anche favorendone ufficialmente l’ascesa!) e garantendo l’espansione delle nazioni vicine a scapito dell’unità nazionale tedesca pre-esistente alla Prima guerra mondiale. Hitler aveva accettato la proposta di Mussolini, mentre Inghilterra e Francia rifiutarono, così le truppe del Fuhrer entrarono a Danzica e la guerra mondiale ebbe iniziò. Sempre perché Mussolini “ha trascinato in guerra l’Italia commettendo atrocità”, Egli in quel frangente dichiarava la temporanea neutralità italiana (che l’Inghilterra proditoriamente violava derubando del proprio carico le navi italiane!) fornendo contemporaneamente armamenti alla Francia fino alla primavera del 1940, con la speranza che essa resistesse, in attesa della proclamazione di una trattativa di pace, spendendosi per cercare di sanare la rottura del fronte diplomatico, ben consapevole che se la guerra fosse proseguita, non avrebbe potuto tenerne fuori a lungo l’Italia. Così, si arrivava all’ “ora segnata dal destino” (Cfr. E Gin, “L’ora segnata dal destino”, Nuova cultura, 2012); non per la “brama di sterminio” di Mussolini, ma per colpa diretta delle cosiddette democrazie! In breve, L’Italia Fascista, non può essere incolpata di nulla al riguardo, men che meno può essere accusata dello scoppio della guerra mondiale, il cui Governo, in quel frangente, era anzi l’ultimo a voler che deflagrasse un conflitto su scala globale e pertanto si prodigò come nessun’altro per evitarlo! (ciò è riconosciuto obiettivamente persino in campo accademico da alcuni ricercatori certamente alieni da simpatie politiche per il Fascismo, leggere QUI!)
- Le camicie nere hanno sterminato uomini di Dio. Questa, tra le tante falsità storiche sciorinate dalla Democristiana De mari, è quella che sa più di beffa! Il costituzionalismo Concordatario presente nella Dottrina del fascismo e attuato dal Regime Fascista nel 1929 col “Concordato tra Italia Fascista e Stato della Chiesa”, è la maggiore e più eclatante smentita a tale gratuita campagna del fango. Gli Uomini di Dio, ossia, Papi, Cardinali, Sacerdoti (es: qui e qui), hanno non soltanto benedetto l’operato dell’Italia Fascista e del suo Duce (anche nel momento di maggior disaccordo politico tra di essi, che in malafede gli antifascisti tendono ad elevare erroneamente a regola in tale rapporto e non a momentanea eccezione, per i motivi detti sopra, qui), ma perorato la sua causa di Civiltà! Purtroppo nel disordine antifascista elevato a modello, la memoria genuina evapora, ed i fatti storici vengono ribaltati in nome di mere convenienze politiche di parte! Se il Partito Fascista aveva un nemico tra i cosiddetti cristiani, esso non era di certo rappresentato dalla Religione cattolica, ma dal PARTITO POPOLARE, di don Sturzo, ossia dai democristiani, che per i loro intrallazzi si facevano scudo della Croce! Uguale discorso va fatto riguardo al diritto di rappresaglia da parte delle forze armate regolari italiane in risposta alla guerriglia mossa contro di esse dalle bande di irregolari etiopi, che si nascondevano tra la popolazione civile e con la protezione del clero nazionale copto; un diritto universalmente adottato, anche e soprattutto oggi, che viene giustificato per “i buoni” se definiti quali rappresentanti delle cosiddette democrazie, ma qualificato come “atrocità” in relazione ai cosiddetti “cattivi”, definiti pretestuosamente come tali dai “buoni” democratici; dove in tal caso le stragi perpetrate dai “buoni”, non possono essere definite per quello che sono! Così, in tali casi, ma soltanto in questi, la “colpa”, non è di chi le compie, ma di chi le subisce! Morale della favola, il Governo del Negus che era riconosciuto internazionalmente come Tribale, disumano, fondato sulla tortura e lo schiavismo, diventa magicamente per la storiografia antifascista la quintessenza della Civiltà, perché sottomesso dal “famigerato partito Fascista delle Camicie nere”, che hanno “sterminato uomini di Dio”, canonizzati per l’occasione, cancellando così la guerriglia anti-italiana a cui hanno a vario titolo partecipato.
- Abbiamo avuto le leggi razziali, cittadini italiani deportati e uccisi in quanto ebrei. Ovviamente, non poteva mancare lo stereotipo fasullo per eccellenza! E altrettanto ovviamente, nella realtà storica avvenne tutto il contrario di quanto affermato. La posizione del Vaticano in merito alle “Leggi per la Difesa della Razza italiana”, la espresse in modo ineccepibile e realistico sulle pagine della Civiltà Cattolica il Padre Antonio Messineo, futuro consultore dei “padri costituenti democratici” (qui): “A quale concetto si ispira, dunque, la politica della razza del fascismo? A un concetto integrale, il quale, tenendo pur conto del dato bio-antropologico, non come cardine della sua concezione ma come elemento coordinato ad altri di maggiore importanza considera in modo prevalente i valori culturali e spirituali della nazione e questi si prefigge di preservare e di potenziare… Siamo così di fronte a un concetto di razza che anche il più meticoloso assertore dei valori spirituali e trascendenti potrà accettare senza riserve: l’unica difficoltà che può sorgere contro di esso consiste nella somiglianza e quasi identità che un siffatto concetto ha con quello di nazione, poiché tutti gli elementi oggettivi compresi in quest’ultimo si troverebbero presenti nel primo. La difficoltà, tuttavia, potrebbe suggerire di lasciar cadere il termine improprio di razza, per adottarne uno più appropriato, se non addirittura quello di nazione; ma nulla toglie alla nobiltà, spiritualità e elevatezza della concezione”. Ugualmente si vuol ignorare (volutamente!) la sostanza di quelle leggi, che miravano ad una integrazione dell’elemento straniero assimilabile secondo i criteri politici stabiliti dal Partito Fascista, ed alla separazione del restante elemento che non obbediva a tali criteri. Cosa che è avvenuta anche con gli Ebrei italiani, i quali videro circa 1 / 3 della loro comunità esentata dalle leggi suddette, così come si videro riconosciuta (o in via di essere riconosciuta) la piena appartenenza alla cittadinanza italiana. Hannah Harendt, cronista ebrea del processo Eichmann a Gerusalemme, affermava tra l’altro: “L’Italia in Europa era l’unica vera alleata della Germania… I Nazisti sapevano bene che il loro movimento aveva più cose in comune con il Comunismo Staliniano che col Fascismo Italiano e Mussolini, dal canto suo, non aveva né molta fiducia nella Germania, né molta ammirazione per Hitler. [Ma] le differenze profonde, decisive, tra il Fascismo e le altre dittature non furono mai capite dal mondo nel suo complesso. Eppure queste mai risaltarono con più evidenza come nel campo della questione Ebraica… Il sabotaggio italiano della “soluzione finale” aveva assunto proporzioni serie, soprattutto perché Mussolini esercitava una certa influenza su altri governi Fascisti… Finché l’Italia seguitava a non massacrare i suoi ebrei, anche gli altri satelliti della Germania potevano fare altrettanto”. Dello stesso tenore risultano le dichiarazioni della Professoressa ebrea Hilda Cassuto, da noi già citata, che sempre durante il Processo Eichmann, affermò testualmente che: “…gli ebrei italiani non ebbero in pericolo né la loro vita né la loro libertà; le loro restrizioni furono soltanto di natura economica… Gli impiegati dello stato persero il loro posto ma potettero trovare altre sistemazioni onorevoli ed anche adeguatamente lucrative… Non abbiamo avuto preoccupazioni fino al 8 settembre del 1943” (qui). Addirittura, secondo quanto depose l’antifascista socialdemocratico Carlo Silvestri al processo Graziani… “Identificare ancora oggi, febbraio 1949, in quest’aula di giustizia, nel fascismo italiano il nazismo tedesco, e mettere sulla stessa linea con Hitler e Himmler, Mussolini e Graziani, è fare il giuoco dei nemici del nostro Paese, è lavorare contro gli interessi storici dell’Italia. Nel 1944-45 i campi di sterminio tedeschi e le camere a gas ebbero il loro riscontro italiano nel campo di concentramento di Lumezzana, in provincia di Brescia, consistente in un buon albergo dove non si viveva affatto male: il paradiso rispetto all’inferno” (Carlo Silvestri, “MUSSOLINI GRAZIANI E L’ANTIFASCISMO”, Milano, 1949, Longanesi)… al riguardo non ci sembra necessario aggiungere altro, giacché è lo stesso Silvestri a catalogare l’appartenenza politica di tutti coloro i quali si producono nelle affermazioni su esposte!
- Mussolini impose a Hitler, che era contrario, un contingente italiano nello sciagurato attacco all’Unione Sovietica. La risposta storicamente contestualizzata in modo corretto a simili fandonie l’abbiamo data recentemente proprio all’ex ambasciatore Russo in Italia (qui). Giova ricordare che Mussolini fu SEMPRE contrario all’apertura del fronte contro la Russia, come fu contrario all’alleanza tra Hitler e Stalin, dimostrando la sua opposizione aiutando la Finlandia invasa da quest’ultimo. Ma una volta aperto il fronte ad est, era impensabile che l’Italia non facesse la sua parte contro la madrepatria del comunismo ateo e materialista (come già era successo in Spagna!) perché le considerazioni in una guerra di quel genere, non potevano essere esclusivamente militari, ma anche politiche e strategiche. Tuttavia, sempre il già menzionato professor Gin ricorda quanto Mussolini si spese per chiudere le ostilità sul fronte Russo per tutta la durata del conflitto!
- Senza Mussolini non avremmo avuto i bombardamenti. Una clamorosa stupidaggine controfattuale! Applicando lo stesso metro di giudizio, coerentemente allora la dottoressa dovrebbe attribuire alla condotta dei guerriglieri la responsabilità della rappresaglia di Graziani in Etiopia. Invece l’Italia fascista non cercò alibi né scusanti, ma disse chiaro e tondo che si espandeva in Etiopia per ottenere il proprio spazio vitale dove creare una comunità imperiale nel segno della Civiltà di Roma! Certamente a scapito di culture non ritenute civili secondo il proprio parametro di valutazione, che però, guarda caso, è quello della civiltà Romano Cattolica. E sempre guarda caso, il fine della colonizzazione italiana, venne concretamente illustrato dal Regime in base a quanto stava accadendo anche in Libia in quegli anni, dove nel 1939 quel territorio divenne estensione della madrepatria, venne colonizzato da migliaia di contadini italiani e dove contestualmente venne creata una speciale cittadinanza italiana per i mussulmani libici. La De Mari, controllasse se le “civili democrazie antifasciste” avessero tali scopi in programma nelle loro colonie e controllasse pure se e come le “pacificavano” in caso di guerriglia portata contro di esse dagli indigeni!
- Disprezzava il popolo italiano, lo avrebbe voluto diverso, più militare, meno legato alle cose piccole che sono la famiglia e gli affetti. In verità, l’unica Italia disprezzata da Benito Mussolini era quella borghese liberale e massonica (che piace tanto ai democristiani!), lontana dalle vere esigenze del nostro popolo! Tutt’altra cosa è volere (come Lui volle!) il popolo Italiano “quale santa milizia” di Cittadini, Lavoratori, Soldati! Ciò non equivale affatto a disprezzarlo, bensì ad amarlo sinceramente, al punto di pensare alla sua tutela “nel corso del tempo” ed a salvaguardia di tutte le generazioni presenti e future. Del resto, a differenza di quanto manifestato concretamente dal cialtronesco modello politico panciafichista, pacifondaio e arraffone dei democristiani, l’essere “Militi” è una caratteristica del vero Cattolicesimo romano espresso in oltre duemila anni, che non è affatto una “ideologia pacifista”! La fandonia secondo cui Mussolini volesse gli italiani meno legati agli affetti ed alla famiglia si commenta da sé e per smentirla basterebbe solo nominare tra le numerose provvidenze istituite dal Regime a tutela dell’istituto familiare, l’ “Opera Nazionale Maternità e Infanzia”!
Alla fine di queste brevi considerazioni, giova ricordare quanto già abbiamo scritto per il Professor Porfiri (qui), il quale, a differenza della De Mari, pur avendo egli una diversa visione politica dalla nostra, ci manifestò non di meno quel rispetto politico che la stessa dottoressa invoca per quel che la riguarda, ma che ignora volutamente in relazione ad un ideale come il Fascismo. Scrivevamo: “Questo “inghiottimento” innaturale [nel liberalismo, ndr], può essere combattuto dalla salutare medicina del Costituzionalismo espresso da esponenti filosofici, politici e religiosi, che hanno creduto e operato per la Costruzione di uno Stato realmente tale, ossia quello Nazionale e Popolare messo in cantiere dal regime di Benito Mussolini, ovverosia fondato su “una costante Morale”, legata inscindibilmente alla Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo e alla Giustizia “per tutti” che da essa deriva: si tratta del Costituzionalismo espresso da teorici ufficiali del Partito fascista quali Alfredo Rocco, Carlo Costamagna, Sergio Panunzio, Giuseppe Bottai, Armando Carlini, Michele Federico Sciacca, Emilio Bodrero, non ultimo Carlo Alberto Biggini, solo per fare alcuni nomi, con relative monumentali Opere politico-giuridiche . Così dicendo, non si vuole “santificare” un “tipo di regime” che, come tutte le opere degli uomini, ha espresso elementi positivi e negativi. Si tratta invece di conoscere, studiare e applicare uno specifico tipo di costituzionalismo: quello espresso dalla Dottrina del Fascismo, che ovviamente non rappresenta il “male assoluto” dipinto dall’anti-cristianesimo militante, ma un punto di riferimento imprescindibile della Civiltà italiana, che in quanto tale è veracemente cattolico romana.”
Tali parole siano di monito severo e si scolpiscano a caratteri di fuoco nelle menti e negli animi di ogni sorta di finti oppositori, che in troppi con vane chiacchiere da caffè tentano di puntellare questo ignobile sistema di potere che ci opprime da decenni, ma che ad onta di tutti i camaleontismi ha i giorni contati. DEUS VULT!
IlCovo