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LA TIRANNIDE DELLA “REPUBBLICA DELLE BANANE ANTIFASCISTA” TREMA PER IL SALUTO ROMANO!

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Potremmo mai stupirci per l’ennesimo atto di vigliaccheria della “repubblica antifascista”? Potremmo mai sorprenderci dell’ennesimo atto tirannico (in perfetto stile “democratico”!), reazione sconclusionata e senza costrutto se non quello della paura atavica del Fascismo dovuta all’implicito riconoscimento della propria inferiorità politica rispetto ad esso? No, davvero! E’ impossibile stupirsi che la “repubblica delle banane antifascista” faccia quello per cui è nata: distruggere, per conto terzi, sempre prona agli ordini stranieri!

E’ da quel fatale 8 settembre 1943, poiché già concepito di fatto dagli occupanti anglo-americani come loro creatura, che questo ammasso di rottami maleodoranti e criminali, spacciato senza vergogna come entità statale libera e sovrana, successivamente denominato indebitamente “repubblica italiana” (in sfregio a chi Italiano lo è davvero, o lo è stato davvero!), continua ad avvilire e distruggere in tutti i modi, nella materia e nello spirito, il senso più profondo ed autentico della civiltà italiana. Dunque, nulla di nuovo. Ma il terrore di questa marmaglia che si definisce ipocritamente “rappresentante di istituzioni democratiche” ha raggiunto davvero bassezze inimmaginabili.

E’ recente la notizia che, a causa di una manifestazione di Casa Pound Italia (CPI) tenuta a Bergamo nel 2009, per “onorare” i martiri delle foibe vittime della pulizia etnica titina, 2 “militanti” della citata formazione radical-destrorsa siano stati prima denunciati e poi incarcerati… a causa di un Saluto Romano, e del grido “Presente!”!!!! Vedere per credere: http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-09-12/saluto-romano-necessario-vietarlo-ancora-190644.shtml

Ebbene, proprio da una vicenda come questa si può cogliere il “cortocircuito logico” precisamente voluto dal sistema “democratico” antifascista. Ci sono infatti 2 problemi. Il primo è che CPI, come tutte le formazioni neo-finto-fasciste pienamente e legittimamente inserite nel sistema della partitocrazia italica, di cui abbiamo discusso in passato anche su questo blog, esiste di fatto solo per abbattere, cioè svuotare ideologicamente l’ideale del Fascismo dal di dentro, operando esattamente nella direzione dei “desiderata” della “repubblica delle banane antifascista”, formando uno dei tanti “spifferi” delle immancabili e DEMOCRATICISSIME “correnti interne” finte-opposte al sistema partitocratico, vedi:

http://www.ilcovo.mastertopforum.net/casapound-alternativa-al-sistema-no-ennesimo-espediente-vt2290.html

Proprio all’interno di tale contesto si concretizzano dunque le buffonate operate dal “sistema” riguardo il Saluto Romano e il grido “Presente” fatto in omaggio ai Caduti del Fascismo, ovvero della Civiltà Italiana! Infatti, la reazione alle affermazioni della Cassazione da parte di CPI, seguita dai suoi comunicati ufficiali – e qui inizia il secondo problema – risulterebbe formalmente sacrosanta e assolutamente fondata nella critica ad un Sistema ormai allo stato comatoso, che evidentemente boccheggia in attesa della propria morte imminente, aggrappandosi a pretesti stupidi e criminali come l’incarcerazione per un Saluto e un gesto (avvalorando così la reale carica simbolica dell’uno e dell’altro, che non si esaurisce certo nell’ atto in sé!) che, di fatto, rappresentano primariamente una manifestazione del pensiero umano… se non fosse appunto che a muoverle è una formazione politica concretamente antifascista, giacché inserita in pieno nella logica partitocratica della repubblica delle banane! Non è moralmente accettabile che si possono dire cose formalmente sacrosante, come quelle riportate dai media di Casa Pound a seguito di questo provvedimento idiota di cui hanno fatto le spese i due “pericolosissimi criminali” per il reato del “braccio teso” (!), e poi, come se nulla fosse, continuare ad operare secondo logiche politiche congeniali al sistema antifascista, usurpando di fatto il Fascismo, associandolo indebitamente a idee di DESTRA RADICALE o di pseudo-sinistra (il famigerato “socialismo nazionale”, ovvero il “nazionalsocialismo”) fomentando la confusione ideologica al fine di perpetuare gli stereotipi fasulli diffusi dall’antifascismo.

Ritorniamo dunque alla sostanza del problema, ovvero l’immagine propagandistica del Fascismo creata dalla “repubblica delle banane antifascista” a mezzo delle proprie marionette fintofasciste. Tutti i distinguo, tutti i tripli salti mortali verbali dell’ “area” di destra radicale et similia (le correnti!), sono vaporizzati dall’immagine della propaganda antifascista ritagliata perfettamente su questi gruppi nominalmente eterogenei, ma politicamente diversi solo a chiacchiere! Il valore immortale e imperituro del gesto incriminato, qualora fosse attuato nel giusto contesto politico, messo in atto invece dai 2 “militanti” di CPI perde il suo autentico valore simbolico, poiché non vi è corrispondenza tra il vero significato di esso ed i contenuti politici di cui è portatrice quella formazione. Ma proprio perché il gesto incriminato viene messo in atto da formazioni della galassia radical-destrorsa, che da decenni usurpa la qualifica di fascista agli occhi delle masse, esso è vieppiù strumentalizzabile, poiché nell’immaginario collettivo, mentre il significato reale rimane misconosciuto, viene comunque messo in rapporto con l’immagine negativa che tali gruppi danno di sé, un’ immagine che ha svuotato il vero significato del Fascismo mussoliniano per fargli assumere quello ridicolo e tragico del neofascismo ideato e sostenuto dalla “repubblica delle banane antifascista”, un tema di già affrontato nel nostro breve saggio su “L’estrema destra contro il fascismo” pubblicato nel 2011, vedi:

http://www.lulu.com/shop/marco-piraino-and-stefano-fiorito/lestrema-destra-contro-il-fascismo/ebook/product-17522250.html

Certamente farebbe davvero solo pietà, se non fosse tragico, il constatare come gli ipocriti soloni della “repubblica antifascista”, che si riempiono la bocca di parole come “libertà”, “uguaglianza”, “diritti inalienabili” ecc, ecc, tremano tutti per un “saluto romano” che costituirebbe di per sé un “attentato liberticida”, quando è la stessa “repubblica delle banane” ad essersi infischiata dei presunti diritti democratici inalienabili della cittadinanza! Dove era la Cassazione quando il Parlamento ha ceduto definitivamente la propria nominale sovranità alla Banca Centrale Europea ratificando il Meccanismo di Stabilità Europea (ESM) voluto dai plutocrati del Fondo Monetario Internazionale, divenendo così di fatto e di diritto solo un mero organismo esecutore della speculazione finanziaria che ha indebitato fino alla fine dei tempi il popolo italiano, rendendolo schiavo del debito pubblico in eterno?

http://www.ilcovo.mastertopforum.net/attenzione-esm-o-mse-il-mostro-partorito-dalla-plutocrazia-vt2261.html

Quali libertà inviolabili tutelava la Cassazione quando la partitocrazia della repubblica delle banane antifascista svendeva su pressione degli usurai del FMI i beni pubblici dello Stato, cioè del cosiddetto “popolo sovrano”?

http://www.ilcovo.mastertopforum.net/3-vt2459.html?postdays=0&postorder=asc&start=30

Di che democrazia e di quali libertà si vuol discutere da parte di una entità cosiddetta statale che nelle sue istituzioni tratta con il crimine organizzato e liquida con tutti i mezzi i propri uomini che indagano sul malaffare diffuso ai più alti livelli del cosiddetto “stato democratico antifascista”?

http://www.ilcovo.mastertopforum.net/1-vt2467.html?postdays=0&postorder=asc&start=0

Che razza di Stato è quello che, ormai anche a detta degli antifascisti, commette per decenni in modo occulto stragi sul proprio territorio a danno dei propri cittadini, alimentando lo scontro armato e le divisioni sociali tra le fazioni politiche della cittadinanza, al solo fine di consolidare il potere politico favorevole al governo degli occupanti stranieri ed impedire così al proprio popolo di governarsi autonomamente secondo le proprie reali esigenze?

In un simile quadro desolante si osa ancora affermare che la “tirannide” sarebbe rappresentata dal Fascismo, di cui si è costruita una immagine artefatta di “mostro”, con l’aiuto di quei “finto-fascisti” che a tutt’oggi “riempiono” la “ridente” scena politica italiota, foraggiati e diretti dal sistema “democratico” antifascista, che sprofonda ormai irreversibilmente in quell’ignominia dove ha tentato senza riuscirci di seppellire il Fascismo e dove invece esso stesso presto si seppellirà definitivamente con le proprie mani lorde di sangue e tanto altro!

Il Fascismo mussoliniano invece, cioè l’unico vero fascismo mai esistito, rappresenta l’autentico e solo EREDE della Civiltà Italiana, dalla quale promana simbolicamente il gesto “incriminato” dai loschi figuri cosiddetti “democratici”, che decretano ancora una volta con le loro parole ed azioni di non essere italiani degni di questo nome! Cosa simboleggia infatti di così inaudito e mostruoso? L’altissimo valore del Saluto Romano ripreso e sviluppato dall’Ideale Fascista, è descritto anche dall’ Enciclopedia Italiana, presidio di Cultura creato da quello che la truffaldina propaganda antifascista ci tramanda quale “Regime di barbari” : “Il saluto fatto alzando e protendendo il braccio destro, pur avendo in origine valore di adorazione, fu usato come saluto in età romana verso persone cui era dovuta reverenza: ce ne parlano le fonti (Svetonio, Marziale, ecc.) e ce ne dànno testimonianza alcuni monumenti. Tra questi un rilievo di Treviri in cui si vede un bambino che saluta il maestro, e uno dei rilievi dei plutei traianei del Foro romano, ove si vedono personaggi col braccio alzato in atto di salutare l’imperatore. ( http://www.treccani.it/enciclopedia/saluto_(Enciclopedia-Italiana)/ )”.

Nono solo un saluto reverenziale, ma anche, nella forma in cui il palmo del braccio destro risulta alzato ed aperto, un saluto di pace!! Il levare in alto in segno di saluto la mano destra manifestava infatti la volontà del salutante di non voler recare minaccia, in quanto dimostrava che l’arto col quale di solito veniva brandita l’arma era privo di strumenti d’offesa. Ancor più rilevante dal punto di vista simbolico appare poi il senso dell’Appello, che viene descritto nel Dizionario di Politica del Partito Fascista, e che qui riportiamo ( http://www.ilcovo.mastertopforum.net/-vp19665.html#19665 ): “Fra i riti più notevoli instaurati dalla Rivoluzione fascista è l’appello fatto in determinate occasioni (cerimonie funebri, anniversari e simili) di camerati scomparsi. La risposta « presente » è data ad una voce da tutti gli astanti. Questo rito ha come significato simbolico quello di attestare la continuità spirituale oltre la loro vita fisica di coloro che hanno contribuito con la loro opera alla ricostruzione della vita italiana promossa dal Fascismo. La « presenza » di coloro che si sono sacrificati nella lotta, o che vi hanno dato contributo di azione, permane nella realtà conquistata dalla Rivoluzione. Gli scomparsi non sono assenti poiché vivono nel documento delle loro forze migliori. La risposta « presente » gridata ad una voce dai camerati afferma, oltre che il riconoscimento di tale apporto duraturo alla realtà storica della nazione, la vitalità in tutti gli spiriti dei motivi ideali che hanno mosso all’azione e al sacrificio il camerata scomparso. Il rito dell’appello si inserisce in quel riconoscimento delle forze spirituali oltre la vita fisica che nelle religioni si manifesta col culto dei santi e presso i popoli, nelle diverse fasi della civiltà in forme diverse, col culto degli eroi.”

Al Fascismo è ben presente il valore della continuità della Civiltà Italiana nella propria Dottrina e dell’apporto dato da chi si è sacrificato per tale ideale, dando concreta testimonianza di fede sincera e assoluta, divenendone così MARTIRE ! Ed infatti il “Presente!”, si grida a chi ha agito PER TALE IDEALE , a chi si è distinto sacrificandosi, per i “motivi ideali che hanno mosso all’azione e al sacrificio “, i quali non sono e non possono essere disgiunti dal “sacrificio in sé”. Non un qualsiasi Morto è additato nell’appello, ma il morto per il FASCISMO, cioè per la vera Civiltà Italiana, in continuità con quella universale Latina! Per inciso, quella stessa Civiltà invisa al nazismo tedesco che in nome della presunta purezza e spontaneismo del germanesimo aveva per motto il “distacco da Roma”, Los von Rom.

Nulla di strano, dunque, che i nemici della Civiltà Italiana, a vario titolo, da dentro e da “fuori”, agiscano con qualsiasi pretesto contro l’unico baluardo che hanno da temere. E nulla di strano che noi fascisti si pronunci il nostro solenne “Me ne frego”, davanti a queste ed a tutte le “minacce” contro la nostra causa, che in fondo è comune a tutti gli uomini di buona volontà che non vogliono soccombere innanzi alla tracotanza del materialismo e della plutocrazia parassitaria affamatrice di tutti i popoli del mondo. Nessuna “Cassazione”, CASSERA’ mai dalle nostre menti e dai nostri CUORI il grido sincero di “VIVA IL FASCISMO!” Nessuna Cassazione potrà impedirci di rendere doverosamente omaggio alla memoria dei martiri della Civiltà Fascista.

ILCOVO

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Come previsto, si espande ulteriormente la “strategia della tensione globale” voluta dal sistema demo-pluto-massonico!

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Quanto scriviamo potrebbe apparire autocelebrativo anche se in realtà non lo è, poiché l’unica cosa che celebra, semmai, è la Retta Coscienza, che viene prima della giusta formazione politica, poiché quest’ultima non può che procedere da essa.

Inoltre, aggiungiamo doverosamente, non siamo affatto contenti (davvero per nulla) in questo caso che le nostre analisi abbiano trovato riscontro e lo trovino continuamente giacché questo significa che i Popoli cosiddetti “civili” e “democratici” dormono il sonno della Ragione, nonostante si proclamino eredi dell’epoca dei cosiddetti “lumi”, i quali s’è visto cosa abbiano “acceso”: il fuoco dell’ottenebramento etico, del disastro morale !

Infatti il 21 agosto 2013, ormai più di un anno orsono, pubblicavamo l’articolo: Fermiamo la distruzione dei Popoli! Egitto e dintorni…  una breve analisi il cui contenuto appare impressionante in merito al valore “profetico” che ha assunto riguardo fatti che oggi stesso si stanno svolgendo. Essa analizzava la situazione egiziana pre e post-morsiana. Ma, come risulta inevitabile, visto che il fondamento del problema a livello globale è unico, dava una visione generale degli eventi. In quello stesso articolo si trova l’annuncio di ciò che si sta verificando in questi giorni in Siria, ma soprattutto in Iraq. Giova citare le frasi specifiche:

..La Nato, l’ “occidente” , ha operato un cambiamento NETTO di strategia politico-militare dall’avvento di Obama. Ha preferito mantenere un DOPPIO PROFILO, con la partecipazione non più diretta, ma indiretta e esterna alle vicende delle “zone” di interesse. L’attuale “prova” ha mantenuto aperte tutte le porte necessarie. Infatti, se anche l’Egitto si Turchizzava, bene. Altrimenti MEGLIO. Poiché le due porte erano e sono entrambe supportate dalla Nato. Sia la versione Turca dell’Islam, attraverso la quale Obama sta cercando di “domarlo” a proprio favore (PAGANDOLO ovviamente), sia quella “conservatrice” dei governi cosiddetti “laici classici” (stile Assad), ottiene il medesimo risultato!..E’ unicamente l’incapacità dei Partiti Islamici filo-turchi di DOMARE il tipo di islamismo inviso all’Occidente, che farà tenere aperta ancora la porta “classica”… Ed è per questo che Assad, per esempio, non è ancora stato abbattuto! Abbiamo già detto che gli stessi creatori di questi disastri nazionali, potranno, magari un domani, pagare i vecchi nemici per non essere tolti di mezzo… E POI FARSI RIPAGARE di aver avuto salva la vita!Del resto sono gli stessi “pupazzi”, amici di prima, poi nemici, poi eventualmente di nuovo amici, che si fanno strumentalizzare ! Sono sempre ricattabili, e il loro fine non è mai stato il bene dei propri Popoli (Libico, Siriano, Iraqeno, Afgano, ecc,ecc)… MA LA SUPREMAZIA.

Ebbene, il “doppio-profilo” e la “doppia-porta” vengono oggi nuovamente attuati! Nell’ultimo anno i media del sistema ci hanno raccontato dell’espansione del cosiddetto ISIS, o “Califfato Islamico”, ormai tristemente noto. Ma, ad una retta coscienza, verrebbe spontaneo da chiedere: chi sono davvero costoro? Da dove vengono? Chi li finanzia?

Chi sono, in teoria, ce lo dicono le televisioni, le radio ed i giornali prezzolati: sono islamisti intenti a costituire uno stato islamico-arabo nell’area delle cosiddette “primavere arabe”. Da dove vengono? Da tutto il mondo. Molto spesso, fatalità (sic!), dal cosiddetto “occidente infedele”. Chi li finanzia? Esattamente l’ “occidente infedele”, anche se su questo “piccolo” particolare “secondario” i media plutocratici tacciono! Infatti tali sgozzatori e macellai, sono stati prima organizzati, poi finanziati, e poi ARMATI dal presunto “occidente democratico”, che ha fomentato direttamente la cosiddetta “primavera Araba” (che poi solo Araba non è stata, visto ciò che è successo in Ucraina), per ottenere una influenza completa in campo economico ed energetico in quello scacchiere, cosa che a suo tempo avevamo abbondantemente sottolineato sul forum:

http://www.ilcovo.mastertopforum.net/1-vt1812.html?postdays=0&postorder=asc&start=0

Anche in vista della sofferenza attuale, in merito alle risorse in esaurimento e alla concorrenza non più sopportabile della Cina, ma anche della Russia. Ebbene, i cosiddetti “Eserciti di liberazione”, si sono palesati in questo “Califfato”, che è presente su tutti i fronti delle “primavere”. Presente e preponderante. Tale evento, però, assolutamente prevedibile, e da noi previsto con largo anticipo, non dovrebbe stupire più di tanto. La tattica si è solo “evoluta”, mantenendo costantemente il doppio profilo cui accennavamo. Chiaramente, a livello cinico, questa tattica da maggiori risultati. Generare il caos, rende di più e meglio. Generare disastri umanitari e guerre civili, che poi si trasformano in conflitti endemici (sul modello Israelo-Palestinese), è più proficuo per il risultato sperato che è relativo esclusivamente all’espansione economica. Che tali macellai siano finanziati dall’occidente è anche ufficiale. Si è visto per come si sono svolte le cosiddette “primavere” e quali stati le abbiano apertamente appoggiate. Ma arrivati al redde rationem, si preferisce depistare. Però vi sono delle pedine che, dopo essere state usate, non ci stanno ad essere scaricate facilmente, e così cominciano a parlare:

 E così, come abbiamo detto, il doppio-profilo riporta in auge, a fasi alterne e secondo le convenienze del momento, i personaggi ieri nemici, prima amici, oggi di nuovo amici e poi domani, chissà, ancora nemici…e così via. E’ il caso della Siria, che di recente ha dichiarato, a mezzo del ministro degli esteri, di aver pronto un piano coordinato (coordinamento subito smentito… per questo confermato, dagli USA!), per “limitare” il cosiddetto ISIS: http://www.lastampa.it/2014/08/25/esteri/isis-la-siria-apre-agli-usa-s-ai-raid-antiterrorismo-H5c9thiBiA13mNseg44xvI/pagina.html . In realtà non c’è nessuna contraddizione con la tattica portata avanti che guarda solo allo scopo (l’influenza diretta in quelle zone), non già ai metodi né a come si invera. Intanto, qualcuno, in modo isolato, scopre l’acqua calda facendo eco a chi ha dichiarato l’identità della fonte dei finanziamenti e degli aiuti alla sedicente ISIS : http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-09-06/in-siria-e-iraq-e-teheran-vero-alleato-081206.shtml . Fonte “occidentale”, come detto. E lo scacchiere, nel frattempo,  si “arricchisce” di nuovi alleati, prima nemici (come l’Iran della “nuova era”, già preparata dal presidente uscente). Che magari diventeranno nuovamente i super nemici di domani, dipendentemente dal momento e dalla relativa convenienza politico-economica .

Come notato nell’articolo del Sole24Ore, la mollezza di Obama e degli “alleati” (nemici-amici e viceversa), è difficilmente camuffabile riguardo alle vere motivazioni di costoro. Gli “interventi” contro il famigerato ISIS son “acqua fresca” in realtà, perché si sta realizzando più un’azione deterrente ad un espansionismo in zone non convenienti per l’ “occidente democratico”, non tanto per proteggere i poveri Cristiani, massacrati da questi macellai mercenari al soldo dei “paladini della libertà”, che a chiacchiere dicono di voler distruggere. Il mondo Cattolico, per bocca di papa Bergoglio (tra l’altro criticato per la sua esitazione a prendere posizione netta a difesa dei suoi fedeli, se non altro in linea di principio!), ha chiesto un aiuto per i poveracci sterminati. Un aiuto doveroso, a ben vedere, richiesto comprensibilmente dalle stesse vittime a chi in teoria ha la forza di poterlo dare, ma in pratica, purtroppo domandato alle figure sbagliate, visto che costoro risultano essere i mandanti che armano e sovvenzionano i cosiddetti “macellai” !  Tutto ciò avviene appositamente, affinché questi sgozzatori mostrino la loro ferocia, ed anzi le bestialità trasmesse a mezzo internet sono VOLUTAMENTE diffuse in questo modo. Si vuole creare un sentimento diffuso di paura, di incertezza e insicurezza. Questa è la strategia del potere pluto-massonico, che sviluppa quanto già attuato negli USA all’epoca di Bush junior, la destabilizzazione generale, figlia diretta della “strategia della tensione”, già applicata in Europa durante la “guerra fredda”, ed oggi perfezionata su scala intercontinentale e globale. E’ il dominio assoluto di corpi e coscienze ciò che agogna il sistema plutocratico ed esso è facilmente raggiungibile in condizioni di rivolte interne e disordini di vario genere. Che faranno i popoli delle nazioni europee? Le basi per riprodurre in sequenza simili scenari nel vecchio continente esistono, visto l’aumento indotto dell’immigrazione selvaggia favorito dall’Unione Europea, visto lo scenario economico critico causato dalle scelte imposte dalla Banca centrale Europea ai governanti burattini delle nazioni d’Europa, visto il crescente disagio delle comunità straniere, di varia appartenenza religiosa, primariamente islamica… la pentola è stata preparata e messa sul fuoco in attesa di ebollizione! Speriamo di sbagliarci, ma lo scenario che la plutocrazia sta inesorabilmente realizzando, va nella direzione che abbiamo descritto… i sintomi ci sono, auguriamoci solamente che i popoli delle nazioni europee si sveglino in tempo e si  riuniscano nuovamente nel segno del Fascio Littorio! Noi lottiamo contro il tempo, senza sosta, per risvegliare le coscienze in vista di questo traguardo!

RomaInvictaAeterna

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Nona opera della Biblioteca del Covo: “SERGIO PANUNZIO – Il sindacalismo ed il fondamento razionale del fascismo” di A. James Gregor

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La “Biblioteca del Covo” presenta il saggio sul pensiero di Sergio Panunzio pubblicato nel 1978 dal professor A. James Gregor, concernente in uno studio introduttivo seguito dalla sezione testi che raccoglie una vasta selezione di scritti del teorico fascista, appositamente ampliata per questa nuova edizione. L’opera di Panunzio risulta fondamentale non soltanto per comprendere il fascismo quale sistema ideologico, alla cui formulazione dottrinaria collaborò al pari di eminenti personaggi del Regime quali Giovanni Gentile, Alfredo Rocco e Carlo Costamagna, ma anche per capire i motivi che spinsero molti italiani verso il fascismo stesso. Egli, infatti, oltre ad essere un affermato giurista, fu uno dei massimi rappresentanti di una vasta categoria di intellettuali culturalmente e politicamente impegnati, come Roberto Michels, Angelo Oliviero Olivetti, Paolo Orano etc. che agli inizi del Novecento seguirono un chiaro e coerente “iter” filosofico che li condusse dal sindacalismo rivoluzionario al fascismo.

Il testo può essere acquistato sul sito dell’editore LULU.COM:

http://www.lulu.com/spotlight/pirainofiorito

oppure su AMAZON.IT:

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LA PROFETICA DENUNCIA DEI FASCISTI EBREI CONTRO IL SIONISMO

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Questa estate del 2014, strana anche dal punto di vista meteorologico (le piogge fanno pensare a novembre!), è pregna di drammi epocali. Il cosiddetto “medio oriente” è in fiamme. Da Mosul a Damasco, passando per Gaza. La situazione è precipitata con le cosiddette, artefatte (ed eterodirette dall’ “occidente democratico”), “primavere arabe”, che hanno generato uno stato di guerra civile permanente negli ex-stati (o per lo meno pseudo-tali) in cui esse si svolgono: i peggiori, in termine di disastro interno, sono ad oggi la Libia e la Siria, seguite dell’Iraq, ancora in situazione di anarchia pratica come l’Afghanistan. Lo “Stato di Israele” non poteva rimanere estraneo ai conflitti in atto, variamente coinvolto sia per le responsabilità dirette nella destabilizzazione continuativa dell’ “area”, sia per il valore propagandistico negativo usato dalle “milizie” arabe, che proprio sull’antisraelismo fondano il proprio credo politico-religioso. Le milizie palestinesi di “HAMAS” hanno di recente “provocato” (ciò che accade ciclicamente per lo stato di colonizzazione permanente della Palestina, irrisolto dal 1948!), lo “Stato di Israele”, con il lancio di razzi su obiettivi “simbolici”. La risposta Israeliana conta, ad oggi, circa 1100 morti palestinesi fra i civili più 5 !! tra i miliziani di Hamas. Gli Israeliani contano circa 55 morti fra i soldati, impiegati in operazioni di terra nell’ormai endemico conflitto con gli arabi di Palestina. Tutti numeri purtroppo destinati inevitabilmente ad aumentare!

Un uomo qualsiasi, senza essere esperto politico o militare, con la sola dote del buon senso, cercherebbe una soluzione a questo disastro continuo, di fatto uno sterminio di uomini progressivo, e la soluzione ad un qualsiasi problema si cerca sempre andando alla radice di esso. Quale è la radice della “questione palestinese” (la cui risoluzione porterà alla fine progressiva di tutte le questioni medio-orientali)? Innegabilmente risiede nella costituzione unilaterale dello Stato di Israele in Palestina. Costituzione avvenuta in modi assurdi, inconcepibili, ignoranti delle più elementari norme della politica e della strategia. Una costituzione arbitraria e impositiva, che manifestò ab origine una miopia geo-politica allucinante nella considerazione degli effetti a medio e soprattutto lungo termine. Nella condizione di una “convivenza forzata” non paritetica tra due culture solo apparentemente antitetiche: quella ebraica e quella araba. Ma siccome la radice del problema risiede esattamente in questo, occorre comprenderne le motivazioni, i tanti perché. Non è retorica. La prima risposta viene da una “ovvietà”: si doveva dare una “Patria” agli ebrei realizzandone la legittima aspirazione ad uno stato libero, indipendente e sovrano. Ma, sempre secondo il buon senso, ci si potrà chiedere: “perché proprio in Palestina”, che non era una terra spopolata? Perché proprio dopo la fine della Seconda guerra mondiale? Per rispondere a queste domande occorre cercare lumi su di uno specifico lemma: Sionismo.

Il Sionismo è il movimento politico, nato laico, che ha dato origine alla nascita in Palestina di uno Stato Ebraico. Dobbiamo risalire al 1861 per rintracciarne i fondamenti moderni. Infatti, in quanto ideale, si può dire che il Sionismo, quale aspirazione religiosa, sia già presente nel XIII secolo, e andando più indietro nel tempo a cominciare dalla diaspora! Esso, però, riveste più un tratto di “speranza” piuttosto che di anelito nazionalistico politicamente organizzato. Solo con la Rivoluzione Francese, e con il fiorire ottocentesco di “nazionalismi positivistici”, il Sionismo politico comincia a prendere corpo. Da notare che “Sion” è uno dei nomi usati per Gerusalemme. Dunque, anche se il Sionismo è sicuramente nato come movimento laicale, il nome rimanda ad un concetto di natura messianica, anche se in una forma sicuramente distorta. Il Sionismo modernistico, poi, si lega ad un nome preciso: Theodor Herzl.(1) Herzl si impegnò per la diffusione del Sionismo politico e fu attivo nel coinvolgere vari stati alla realizzazione dell’Idea. Trovò, poi, nell’Inghilterra l’alleato determinante per la penetrazione graduale di ebrei internazionali in Palestina, a mezzo di apposite istituzioni ebraiche (la Principale fu la cosiddetta “Società degli Ebrei”).(2) Fin dalla nascita, però, il Sionismo ebbe delle fortissime opposizioni interne all’ebraismo internazionale. Gli “ebrei devoti”, rifiutavano l’idea di voler “forzare” la mano divina, poiché il “ristabilimento del Regno di Israele” è esclusiva prerogativa della mano di Dio, con la venuta futura del Messia. Tale corrente, allora maggioritaria, oggi, seppure ancora esistente risulta in minoranza. Il ribaltamento di questo stato di fatto avvenne gradualmente, iniziando a dare un contorno messianico al “ritorno” degli Ebrei nella “Terra promessa” loro da Yawè. Si dette un aspetto “preparatorio” della venuta del Messia alla “ri-presa” dell’ antico “Regno di Israele”, ma ciò inizialmente suscitò molte opposizioni. Innegabilmente il Sionismo fu anche una risposta politica alla difficile assimilazione degli Ebrei nel mondo, per questo si dovette misurare con la forte connotazione religiosa dell’ Ebreo medio, e dunque sarebbe stato impossibile al riguardo mantenere una qualunque prospettiva politica completamente al di fuori delle stesse motivazioni religiose. Ciò spinse il Rabbi Abraham Isaac Hacohen Kook (1865 – 1935) a formulare la sua teoria Messianica dell’Israele eterno in Palestina.(3) Teoria che almeno dal 1967 diviene, di fatto, ideologia ufficiale dello stato israeliano,(4) dopo aver direttamente integrato il cosiddetto “Olocausto”, ovvero la persecuzione razziale ed i massacri patiti dagli ebrei durante la Seconda guerra mondiale in Europa principalmente ad opera del nazismo e secondariamente ad opera del comunismo sovietico. In base ad essa il “Messia”, sacrificato sull’ “altare di Dio” viene identificato direttamente con il Popolo di Israele; questi, dopo il sacrificio patito con la SHOAH, a sua volta viene a coincidere con lo Stato d’Israele, che assume così i caratteri della promessa divina inverata con l’avvento del Messia, realizzando in tal modo di fatto, nonostante la formale “laicità” dello stato israeliano, una trasposizione messianica atta a giustificarne ogni sua azione, indiscutibile in quanto realizzata, in ultima analisi, per volontà di Dio. Ciò ha permesso sino ad oggi allo Stato di Israele di ergersi sempre a giudice e ad usare ogni mezzo per tutelare la propria esistenza in Palestina, ma non impedisce agli “ebrei devoti” di essere ancora in disaccordo con questa impostazione messianica dello stato, e di condannarla severamente come una indegna usurpazione. In una manifestazione relativamente recente, ad esempio, un Rabbino ortodosso pubblicamente ha denunciato il Sionismo come deviazione “materialista”, tacciandolo di usurpazione e perorando il vero giudaismo “devoto”:

Proprio contro il “Sionismo” era principalmente indirizzata la motivazione antiebraica che stava a fondamento delle famigerate “leggi discriminatorie o razziali” varate dal Partito Fascista alla fine del 1938. La posizione espressa nella dottrina del Fascismo, infatti, lontana da ogni connotazione razzista materialista, è, come abbiamo avuto modo di sottolineare più volte, fondata sulla peculiare concezione di Civiltà spirituale dello Stato Nuovo Fascista.( https://bibliotecafascista.org/2013/07/26/la-civilta-fascista-italiana-fondamento-della-cittadinanza/ ) Tale concezione risulta il vero imprescindibile fondamento della cittadinanza e la controversia anti-sionista fornì al Regime la motivazione formale per una polemica squisitamente politica, come sottolineò lo stesso P.N.F. :

“Il Gran Consiglio del Fascismo ricorda che l’ebraismo mondiale – specie dopo l’abolizione della massoneria – é stato l’animatore dell’antifascismo in tutti i campi e che l’ebraismo estero o italiano fuoruscito é stato – in taluni periodi culminanti come nel 1924-25 e durante la guerra etiopica unanimemente ostile al Fascismo. L’immigrazione di elementi stranieri – accentuatasi fortemente dal 1933 in poi – ha peggiorato lo stato d’animo degli ebrei italiani, nei confronti del Regime, non accettato sinceramente, poiché antitetico a quella che é la psicologia, la politica, l’internazionalismo d’Israele. Tutte le forze antifasciste fanno capo ad elementi ebrei; l’ebraismo mondiale é, in Spagna, dalla parte dei bolscevichi di Barcellona.”(5)

…una polemica che fu ripresa dagli ebrei fascisti italiani e che trovò il suo alfiere nel fascista ebreo torinese Ettore Ovazza, che accusava nei suoi libri gli ebrei sionisti di antifascismo pratico.(6) In particolare ne “Il problema ebraico”, libello magnifico, esempio di difesa disinteressata e nobile del Fascismo e degli ebrei Fascisti innanzi al Fascismo stesso, egli fa professione di fedeltà incrollabile nell’Italia di Mussolini e condanna senza appello, quel che è rilevante per il nostro discorso, il Sionismo quale deviazione politica “materialista”. Le posizioni espresse dall’Ovazza e fatte proprie dai fascisti ebrei italiani rappresentati dal giornale “La nostra bandiera”, non a caso, per quel che riguarda la polemica religiosa, ricalcano in pieno quelle del Rabbi illustrate nel filmato sopra riportato. La condotta fascisticamente irreprensibile dell’Ovazza, (vero “martire del fascismo” poiché non abbandonò mai l’Italia, venendo così ucciso dopo l’8 settembre 1943 insieme a quasi tutta la sua famiglia da un plotone delle SS), può essere riassunta con le parole dei fascisti ebrei del giornale “Davar” che sostenavano…

“la necessità di accettare fascisticamente la persecuzione che […] liberava il cammino dalle incomprensioni e dagli equivoci e sanciva, con la discriminazione dei benemeriti (ovvero con l’esclusione di questi ultimi dai provvedimenti inerenti le leggi razziali ndc.) l’assimilazione dell’elemento ebraico nell’elemento fascista http://www.ilcovo.mastertopforum.net/ebrei-fascistiarianizzati-vt2592.html […] il “Davar” passava esplicitamente all’attacco dei sionisti e, implicitamente, di coloro che non erano disposti a rinunciare al loro ebraismo. La difesa della tradizione ebraica era denunciata come il tradimento, come un espediente per separare gli ebrei dalla nazione italiana. “Primo e forse unico fra i nostri torti”, esso scriveva, è stato quello di disinteressarci completamente e assolutamente della loro attività. Ma ora era giunto il momento della resa dei conti; riconoscessero dunque i sionisti, gli ortodossi, le proprie responsabilità, scindendole da quelle degli altri; ma non si illudessero di trovare solidarietà e comprensione nei veri italiani: “Ma sia ben chiaro sin d’ora che tra gli ebrei italiani non esiste omertà, così come per noi non esiste internazionalismo teorico o pratico capace di legare un ebreo all’altro entro e fuori i confini della Patria. I nemici d’Italia – ebrei o meno – sono i nostri nemici: i suoi amici i nostri amici, anche se differenze a carattere puramente religioso possono – a torto – far pensare il contrario”. (7)

L’opera di Ovazza andrebbe studiata e diffusa capillarmente, ma vi è un tratto particolare della stessa che analizza, con una lungimiranza senza pari, non solo l’usurpazione Sionista ai danni dell’ortodossia ebraica, ma anche il futuro della Palestina se la pretesa Sionista si fosse mai realizzata!

“Questo mio libro è il seguito di « Sionismo bifronte » che pubblicai dopo la dura e tenace campagna antisionista ch’io combattei con un manipolo di camerati e di fedeli dal 1934 al ’36. Per questo esso è a lui congiunto con un legame ideale indissolubile. Non si può comprendere del tutto questo, senza avere letto quello. Poiché vi è in « Sionismo bifronte » la documentazione obbiettiva, precisa e definitiva, di quella che è la campagna antisionista in Italia da parte degli italiani ebrei. Ho l’orgoglio di affermare — e lo scrissi ad un giornale notoriamente antisemita di Roma – ch’io da 20 anni, e cioè dal 1918, combatto il sionismo, e mi considero l’alfiere di questa campagna. Ho svolto con libri, con opuscoli, conferenze e articoli, i motivi storici, nazionali e religiosi che mi guidano in questa mia azione. Mi si è aspramente avversato — da parte di miei correligionari — e, mi permetto dire, con tutti i mezzi leciti e illeciti… Usciamo dall’equivoco! Questo è stato il grido, questo è sempre il grido della nostra battaglia. Non scenderò a raccogliere né gli insulti, né le insinuazioni, ma tratterò così delicata materia con l’esposizione serena e precisa dei fatti e delle idee. Così si combatte alla maniera fascista, e quando i tremebondi in pantofole mi hanno fatto sapere da vari amici che forse era meglio tacere e non far rumore, io ho creduto bene di rispondere che non rinuncio da soldato, sia a difendere i miei figli e i miei — speriamo — nipoti, sia a rivendicare il mio prezioso patrimonio spirituale: la Patria dei miei antenati e mia. Come noi getteremmo come un misero pegno la nostra materiale fortuna, di fronte ad un vile mercato ideale, così sacrifichiamo ogni interesse per quello più alto di tutti: l’onore e la fortuna di avere per Patria l’Italia!… Mentre scrivo, ho l’onore di far parte della Giunta esecutiva degli Italiani di religione ebraica, organismo creato per portare nei nostri consessi amministrativi un soffiò di vita nuova, e per combattere il sionismo. Capitano d’artiglieria, Centurione della Milizia, Croce di guerra, fascista del ’20, nel Fascio ufficiali combattenti in congedo di Torino, decorato della Marcia su Roma, ho l’onore di avere fatto il mio dovere come ogni buon cittadino ha fatto. E’ perciò con piena serenità di spirito ch’io, non ostante il contrario parere di tante brave persone, ritengo di poter portare qualche luce sul tormentato problema ebraico.” (8)

Dopo aver rivendicato la sua battaglia anti-sionista e la sua fede di Milite fascista, Ovazza traccia le linee del Sionismo “materialista” e ne accerta la presenza in Italia:

“Trenta anni di sionismo in Italia hanno guastata e corrotta l’atmosfera di serenità ideale degli italiani israeliti. Quanti hanno seguito i dibattiti su libri e riviste, circa la questione sionista, già conoscono a sufficienza i termini del problema. Se considero mio dovere di camerata e di italiano di rivolgere a Paolo Orano gli appunti necessari, devo riconoscere che sul sionismo, egli ha scritto pagine mirabili e definitive. Non v’è nulla da eccepire, né da aggiungere. Ferve nel, nostro Paese un movimento sionistico dichiarato, che fa capo ad apposite organizzazioni stabilite in Italia, ma dipendenti dalle sedi centrali di Londra e di Palestina. Questa azione sionista, attuata a mezzo di pubblicazioni, di conferenze, e con ogni forma di propaganda, è ostile agli interessi italiani, ed estranea all’anima nazionale. Inoltre essa è dannosa alla stessa religione ebraica. Il sionismo anziché essere assistenziale, è religioso e politico: questo è il suo gravissimo difetto; che distrugge quanto esso potrebbe creare ed ha creato, perché contrario a qualsiasi legge naturale. Trattando della questione palestinese, occorre avere come base l’elemento nazionale particolare di ogni ebreo e cioè: anima, coscienza e sensibilità nazionale di ognuno. Elemento basilare della dichiarazione Balfour è quello che l’attuazione del « focolare nazionale » non pregiudichi in nessun modo quella che è la situazione nazionale di cittadino e quelli che sono i diritti degli individui delle varie patrie, appartenenti alla religione ebraica. Ma a questi, occorre aggiungere quelli che sono i doveri verso la Patria, dei cittadini ebrei. Poiché, come ben dichiara Paolo Orano, la Patria non conosce adulteri — e chi guarda con un occhio a Roma e l’altro a Gerusalemme, chi sottilizza con astuzia felina fra il padre e la madre, in definitiva rimane un infelice senza patria, si strania dalla sua fede religiosa, che gli impone di obbedire alle leggi dello Stato e di servire il bene della sua Patria, e si strania dalla Patria stessa. Sull’equivoco del sionismo assistenziale, che serve da sgabello o da paravento al sionismo politico, si impernia tutta l’azione sionista, fin dalle origini, nel nostro Paese. Chi desidera una trattazione più ampia di quanto io possa farlo in questo libro, non ha che da leggere il mio: « Sionismo bifronte », non per il merito della trattazione, ma per la sua precisa documentazione. Noi italiani ebrei, cittadini forse non abbastanza degni di questa Italia meravigliosa — sospiro di tutte le genti e faro d’ogni luce di saggezza, di sapienza e di bellezza — noi abbiamo sempre sostenuto che non è ammissibile che nel nostro Paese si svolga in ogni modo una propaganda intesa a far confluire nella Palestina uomini, denaro, mezzi, attività d’ogni sorta e d’ogni terra, per ricostruire artificialmente un piccolo Stato, al servizio di un grande Impero, il quale guarda con angoscia e avversa quelle che sono le Vie maestre della legittima espansione italiana nel mondo. Su questo motivo Orano ha scritto parole definitive. La gravità della situazione, sionista in ogni Paese — ma specialmente in Italia — sta poi in questo: che tutte le organizzazioni sionistiche italiane — come già scrissi — dipendono dalle centrali britanniche. Anche se i sionisti nostrani, hanno cercato di portare a traverso la loro attività la luce italiana e l’attività economica, culturale e politica nostra nell’ardente ambiente di Palestina, questi tentativi non hanno servito che ad aiutare la propaganda svolta con ogni mezzo, per rendere popolari le loro idealità, nella massa ebraica italiana. Ora noi sosteniamo — senza alcun personalismo né partito preso, e senza alcuna acrimonia o animosità — che fare propaganda sionista in Italia significa fare il danno del nostro Paese. Infatti si toglie dall’animo dei giovani che vivono in quest’ora di rinascita mussoliniana e di rinnovata grandezza, si toglie il più divino senso dell’animo: il senso della Patria. Quella per la quale tanti nostri ebrei giovani, uomini maturi, vecchi, hanno lasciata la vita sui campi di battaglia, e nelle tragiche e non volute lotte civili. Non basta la preghiera nel Tempio? Non basta la Comunità, riconfermata (e non concessa, come scrive Orano) con diversa forma e con altro metodo dal Governo fascista? Non bastano le oblazioni, le manifestazioni pubbliche e private a favore dei perseguitati? E i provvedimenti del Governo italiano a favore di in¬tellettuali, studenti, ragazzi ebrei ospitati in Italia perché scac¬ciati od oppressi nei loro paesi? Nell’orfanotrofio israelitico di Torino — di cui sono da molti anni uno dei modesti collaboratori, noi abbiamo ospitati venti bambini di un paese europeo. Li abbiamo tenuti come nostri figli. Li abbiamo educati al rispetto della nostra Patria. E le autorità hanno plaudito e hanno agevolato questo gesto doveroso di fratellanza. E quando questi ragazzi hanno voluto tornare nel loro Paese, noi li abbiamo aiutati a rivedere la terra dove erano nati, poiché in quelle anime infantili, quella era sempre la loro Patria. Questo, o sionisti di tutti i Paesi, significa rispettare la Religione, la Famiglia, la Patria. Non c’è bisogno di una terra orientale, verso la quale guardiamo con infinita ammirazione, ma senza nostalgia di ore che non possono più ritornare. Voi sionisti, nel Tempio pregate il Dio d’Israele con le parole delle antiche invocazioni tramandateci nei secoli, quelle che si cantavano al suono delle arpe, dei liuti e dei cembali. Sono le invocazioni di tornare a Sion. Ma a Sion ci siamo ritornati, poiché tutti potrebbero recarsi a venerare i santuari d’Oriente, se la politica sionista non avesse resa per ora arroventata l’atmosfera e precario il tran¬sito. A Sion noi possiamo recarci ogni giorno, pregando nelle funzioni dei nostri Templi.” (9)

Nel brano traspare la fede dell’Ovazza, che ritiene, da Ebreo Osservante, come in Palestina non si possa né si debba tornare, poiché Dio stesso così ha voluto, esprimendo con ciò la stessa posizione dell’Ebraismo “ortodosso” contemporaneo. Splendidi, poi, i caratteri quasi lirici con cui Ovazza si scaglia contro i sionisti italiani, nell’ultimo brano che andremo a citare e che attiene alla “profezia” Ovazziana in merito al futuro di una, allora eventuale, Palestina colonizzata da una maggioranza ebraica:

“Io non formo casi particolari, ne attacco Tizio o Caio; io attacco l’idea sionista, e il modo col quale essa è sostenuta e propagandata nel mio Paese dai suoi accoliti. E veniamo agli argomenti base degli scrittori dell’Israel [giornale sionista italiano, ndc]. Cercherò di essere chiaro e preciso. La religione dei Rabbini. Quale sarebbe questa nuova religione? Se fosse per caso quella interpretata così male da questi ebrei sionisti, noi italiani ebrei, non abbiamo nulla a che fare con essa. Noi conosciamo soltanto la religione d’Israele, che ci impone di essere fedeli cittadini del Paese dove viviamo, e di non cercare con disperate contorsioni, o sottilizzando da legulei da strapazzo, di tenere un piede in Italia e uno in Palestina. I fuorusciti dall’ebraismo; cioè, tutti gli antisionisti o gli indifferenti, non sono più considerati ebrei da questi nuovi apostoli di un verbo che risale, nientemeno, che al 1897! O professori di non so quale materia, con tutta la vostra dottrina (e questa non l’avete proprio assimilata) fareste assai bene a rileggervi la Bibbia, per imparare qualcosa. Voi siete i fuorusciti, ma non solo della legge ebraica, ma del buon senso e della ragione, poiché la nostra legge religiosa è assai esplicita a riguardo dei doveri di ogni buon cittadino. Il problema dei sei milioni di ebrei orientali sarebbe risolto dal sionismo. Non si spiega in qual modo, ma dato che in Palestina, se Dio lo vorrà, potranno ancora andarvi poche decine di migliaia di ebrei (e fra quali difficoltà e a quale prezzo!), secondo l’Israel , qualora questo sogno di uno Stato ebraico diventasse realtà, ne risulterebbe che gli Stati — quali ad esempio la Polonia e la Romania, dove milioni di ebrei non sono considerati graditi — potrebbero dare a questi sventurati la cittadinanza del nuovo Stato. E allora avremmo una grande novità nella storia e nella geografia, e cioè : uno Stato a base religiosa, e cioè uno Stato a carattere confessionale (tipo Città del Vaticano), con 500.000 abitanti, e con qualche milione di cittadini residenti all’estero. A meno che uno stato continuo di guerra, portasse alla conquista di una nuova terra promessa. Accenno ancora alla questione araba, di enorme importanza, e a tutti i normali rapporti internazionali di diritto pubblico e privato, per mostrare come il sionismo potrebbe divenire agitatore e sovvertitore di secolari istituzioni, senza raggiungere alcuno scopo. Poiché, quale autorità avrebbe per far rispettare i diritti dei suoi concittadini d’oltre frontiera? per difendere la loro attività, e la loro libertà religiosa e civile? Rimanendo in una massa a loro contraria, essi muterebbero di bandiera e di passaporto — ma non di condizioni spirituali ne materiali, e si troverebbero in situazione precaria, cittadini stranieri in mezzo a un popolo ostile.” (10)

Concludiamo rimanendo sulle ultime parole di Ovazza che, prima di ogni considerazione politica, dimostrano il proprio fondamento in un elemento di retta ragione e buon senso che avrebbero dovuto primeggiare tra i suoi correligionari e avrebbero dovuto impedire ciò che poi è accaduto grazie all’azione politica svolta dai regimi plutocratici dell’Inghilterra prima e degli Stati Uniti poi. Ovazza, Fascista ebreo benemerito, profetizzò ciò che lo stesso buon senso faceva presupporre: un tempo infinito di guerra e di sangue continuato e ininterrotto per la Palestina, proprio in virtù della realizzazione dei piani politici del materialismo sionista. Per le stesse ragioni è logico dedurre che fino a quando tale impostazione politica non muterà e finché permarranno i regimi plutocratici e reazionari che l’hanno determinata, nulla potrà cambiare per quella regione martoriata che avrebbe dovuto essere terra della pace perenne e non della guerra eterna. Anche in questo caso il Fascismo appare chiaramente essere lungimirante con il suo modello di Stato etico e il fascista ebreo Ovazza ne rappresenta una espressione perfetta. Egli ammoniva i propri correligionari sionisti, ormai sordi alla ragione, che l’unica cosa che avrebbero potuto udire distintamente tornando al muro del pianto sarebbe stato… il cupo fragore dell’Eternità!

“Lo sentirete venire col vento dell’Oriente, là nella Palestina dove predicò Mosè, dove nacque Gesù, e dove sorse la fede musulmana. In quella terra di Santuari, non vi è la Patria di nessuno; vi é la Patria di tutti. Udite — o illusi — che sotto la sferza della cieca persecuzione, cercate un cielo tranquillo; la missione d’Israele non è di rifugiarsi sotto le ali d’un imperialismo invadente e prepotente, ma è quella di predicare nel mondo i precetti del Decalogo e la luce della giustizia. Non sfuggire alle offese con un artificio politico e geografico, ma sopportare per ascendere, e proclamare dovunque che non si uccide la legge eterna con la barbarie e col sangue.”(11)

…CITTADINO FASCISTA ETTORE OVAZZA! … PRESENTE!!

IlCovo

NOTE

1) HERZL, Theodor. – Scrittore e uomo politico ebreo, nato a Budapest il 2 maggio 1860, morto il 3 luglio 1904 a Edlach, presso Vienna. Dal 1891 al 1895 visse a Parigi, come corrispondente della Neue Freie Presse di Vienna. Fino a quel tempo era stato lontano dal giudaismo; il caso Dreyfus e l’esplosione di antisemitismo che quell’episodio determinò in Francia posero a H. la questione ebraica, che egli intese come questione politica e nazionale. Affermata l’esistenza di un problema ebraico nel mondo, H. non ne vedeva altra soluzione che quella di ricostruire per il popolo ebraico l’unità nazionale e ridargli una terra propria. A differenza dei suoi precursori (a lui del resto allora sconosciuti) egli intese la necessità d’impostare il problema ebraico come problema universale. Nel 1895 pubblicò Der Judenstaat (trad. italiana, Lanciano 1918) in cui esprime tali idee e precisa il suo piano di attuazione: la formazione di una società degli Ebrei quale organizzazione statale e di una compagnia ebraica, grande società per azioni, da porsi sotto la protezione politica dell’Inghilterra. H. dimostra quali vantaggi tutta l’umanità riceverebbe da una ordinata e pacifica immigrazione di Ebrei verso un paese che li raccogliesse come loro territorio nazionale. Come meta di tale immigrazione egli prendeva in considerazione, oltre che la Palestina, cui era ovvio pensare per ragioni storiche, anche l’Argentina. Grande entusiasmo destò subito l’idea herzliana presso gli Ebrei di Russia, Galizia, Romania; ad essa aderirono Max Nordau e Israel Zangwill. Nel 1896 H. si recò a Costantinopoli per trattarvi, ma inutilmente, col sultano l’acquisto della Palestina; nel 1897 fondò a Vienna un giornale, Die Welt; nell’agosto 1897 convocò a Basilea il primo congresso sionistico, nel quale il suo programma ebbe una formulazione che è rimasta fondamentale del movimento sionistico. Negli anni seguenti, mentre annualmente il sionismo convocava congressi mondiali, H. proseguì l’attività diplomatica; fu ricevuto in udienze successivamente da Guglielmo II, dal sultano ‛Abd ul-Hamīd II, da ministri inglesi e russi, da Vittorio Emanuele III, da Leone XIII, ecc. Al problema sionistico è dedicata anche l’altra importante opera di H.: Zionistische Schriften (voll. 2,2a ed., Berlino 1923); Altneuland (8a ed., Vienna 1902), un romanzo in cui descrive le condizioni della Palestina, quale egli prevedeva che dovesse essere nel 1923. Notevoli poi i suoi Tagebücher (Berlino 1922-23) – Fonte: Enciclopedia Italiana, anno 1933, in http://www.treccani.it/enciclopedia/theodor-herzl_(Enciclopedia-Italiana)/

2) Voce “Sionismo”, Enciclopedia Italiana, 1936, fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/sionismo_(Enciclopedia-Italiana)/

3) Una storia del Sionismo veramente interessante è contenuta in un intervento dell’ ebreo Michel Warschawski visibile nella “Trascrizione della conferenza del 20 marzo 2003 tenuta a Parigi. A cura dell’Associazione Francia-Palestina. Testo originale: Sionisme et religion. Traduzione di Cinzia Nachira“ Fonte : http://www.juragentium.org/topics/palestin/doc01/it/warschaw.htm#*

4) Ibidem

5) Renzo De Felice, Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, p. 239

6) Ettore Ovazza, “Sionismo Bifronte”, Roma, 1936; “Il problema ebraico”, Roma, 1938.

7) R. De Felice, Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, op. cit.

8) E. Ovazza “Il problema ebraico – risposta a Paolo Orano”, op. cit.

9) Idem.

10) Idem.

11) Idem.