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COME VOLEVASI DIMOSTRARE! …i tragici fatti di Russia e Siria mostrano tutta l’ipocrisia criminale delle demo-plutocrazie occidentali e dei media ufficiali asserviti al sistema.

E’ passato appena qualche giorno dalla pubblicazione del nostro ultimo articolo sulla Democrazia degli attentati, eppure, quanto scrivevamo trova in queste drammatiche ore una evidente conferma. Mentre a Mosca si sta preparando l’ennesima “primavera colorata” ( qui ) , tra bombe e morti che fanno comodo alle demoplutocrazie, così come, sempre per conto dei medesimi soggetti, in Siria si ritorna alla provocazione deliberata ed alla calunnia contro il legittimo governo di quel paese, appare sempre più evidente che il cosiddetto “populista Trump” non può far altro che eseguire gli ordini dei massoni che, così come comandano realmente in America, stanno ugualmente dietro a TUTTI i fantocci politici e militari del cosiddetto “mondo libero e democratico occidentale”( qui )! Inutile ripetersi, ma, visto che tutto quanto ci viene in mente in questo triste frangente è stato rilevato anche da altri (persone che, pur non essendo fasciste, arrivano sempre a un passo dalla verità!), sebbene non sia una nostra consuetudine, volendo di solito esprimere la nostra opinione direttamente in prima persona, stavolta preferiamo però riportare integralmente i loro scritti, che in questo caso rispecchiano il nostro sentire così come il nostro sdegno.

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SIRIA: STESSE MENZOGNE DEL 2013. CI RIPROVANO CON L’INTERVENTO?

(MB.  Cosa vogliono fare adesso? L’intervento diretto occidentale in Siria?  Con la scusa dei gas nervini, già ci provarono nel 2013:  accusarono Assad, aveva “superato la linea rossa” gridò Obama, Francia Gran Bretagna e Usa scaldavano i motori, ERdogan era pronto, i sauditi anche, la NATO pure. Poi la geniale proposta di Putin e Assad: consegnare sotto controllo Onu   le riserve di gas nervini (che del resto servono solo come deterrente,   ossia a dissuadere un attacco  della potenza atomica vicina, Israele). 

Il momento opportuno  passò.

Dopo,   le inchieste hanno dimostrato che non fu Assad ad usare il sarin,  ma erano stati i terroristi anti-Assad, probabilmente il gas era stato fornito dai servizi turchi di Erdogan.  Lo  appurò  Carla del Ponte, la giurista svizzera allora nella Commissione Onu per la violazione dei diritti umani:

http://it.euronews.com/2013/05/06/siria-carla-del-ponte-i-ribelli-hanno-usato-armi-chimiche

Lo raccontò lo Huffington Post:

http://www.huffingtonpost.it/2014/04/09/siria-attacco-chimico_n_5116324.html

Lo ammise anche il Massachusetts Institute of Technology, ed anche il segretario di Stato John Kerry, leggere qui sotto::

https://s3.amazonaws.com/s3.documentcloud.org/documents/1006045/possible-implications-of-bad-intelligence.pdf

Proprio per questo, la ripetizione delle identiche menzogne,con le stesse accuse lanciate senza una prova, la stessa finta e  corale indignazione mediatico-internazionale, fanno paura.

Le stesse spudorate menzogne ripetute senza vergogna  da una Mogherini, che cosa preparano? “Assad ha la responsabilità principale, perché i governi devono proteggere i loro popoli”;  una falsità simile lascia senza fiato,  per impudenza: anche se non fosse stato lui, è colpevole. “L’impunità non è un’opzione”; ha detto ancora: cosa vuole, Mogherini? Farci entrare in guerra? Contro la Russia. Complice di Assad, come ripetono   Paolo Mieli, Enrico Montana;  Hollande, Jonson l’inglese, Erdogan il voltafaccia  si indigna:   allora si preparano davvero?   Quando le sparano così grosse e tutti insieme, senza il minimo pudore e preoccupazione di essere smentiti,   è perché sono tutti parte di un progetto grosso.  Si capisce che  tutto è stato concertato, il delitto, la strage col gas,  e le indignazioni a comando, in via previa tra i superpoteri.    Per una fuga in avanti? Di che tipo? Le prossime ore lo diranno.  

Per il resto, non  c’è di meglio da fare che leggere il resoconto di  Mauro Bottarelli.  Perfetto.  Lo copio e incollo e metto in questa posizione non per appropriarmene, ma per dargli il rilievo che merita e richiede.

Dopo l’auto-attentato, ecco la strage di bimbi con gas nervino in Siria. Ok, scopriamo le carte ora?

Di Mauro Bottarelli , il 4 aprile 2017 35 Comment

 Quanti russi ci vogliono per fare un occidentale (mi tocca usare questa formula perché l’insegnante di storia e geografia della gran parte dei grandi giornalisti italiani deve essere morta al primo quadrimestre)? Sicuramente non ne bastano 14, il loro sangue non deve essere abbastanza rosso, il dolore dei loro familiari non abbastanza straziante, la loro paura non abbastanza meritevole di pietà. Viene da chiederselo, al netto della reazione di pressoché indifferenza del cosiddetto “mondo libero” all’attentato di San Pietroburgo: nessuna edizione speciale dei tg o dei talk-show, programmazione tv rimasta fissa sul solito letamaio da cervello all’ammasso ma, soprattutto, la new entry assoluta del complottismo in salsa mainstream. Dire che Putin l’attentato se lo è fatto da solo per paura dei 22 boy scout capitanati da Navalny è cosa buona e giusta, sdoganata dai salotti buoni. Che dire della prima pagina di oggi de “Il fatto quotidiano”,davvero delicatissima.

Una mano a Putin. La tesi precostituita ripetuta anche da Mentana.

Strano, però, perché il quotidiano diretto da Marco Travaglio solitamente bacchetta ogni refolo di complottismo con feroce sarcasmo, accomunando chiunque non si beva le veline del Tg1 come adoratore delle scie chimiche. Ma si sa, quel mostro di despotismo di Vladimir Putin val bene uno strappo alla regola. Eppure ho la quasi certezza che alcuni attentati abbiamo aiutato parecchio politicamente Francois Hollande e Angela Merkel, per non parlare di Barack Obama o Donald Trump, uno che sul mantra del terrore islamico ha costruito addirittura l’approdo alla Casa Bianca. Niente, in quel caso al “Fatto” hanno preferito mantenere la barra dritta, in effetti documenti lasciati in bella mostra sui luoghi degli attentati e kamikaze che si fanno esplodere da soli in vicoli deserti come allo Stade de France non sono motivo di approfondimento. Complimenti.

 

Ma non solo la stampa ha voluto dire a chiare lettere che di quanto accaduto a San Pietroburgo interessa soprattutto il risvolto complottista. Guardate questo straordinario tweet di Vittorio Zucconi,

 


corrispondente di “Repubblica” dagli Stati Uniti: cosa avrà voluto dire, visto che pare scritto da un analfabeta funzionale? Ad occhio, nulla di carino rispetto alla memoria di quei quattordici corpi al suolo, di fatto vittime della brama di potere putiniana: per essere martiri dei macellai del Califfato occorre stare sotto la bandiera a stelle e strisce, mica certi privilegi si garantiscono a tutti. Ma se Twitter ha regalato perle, Facebook questa volta non ha dato vita a filtri automatici per i profili con simboli di lutto per le vittime: lo ha fatto per tutti gli attentati in Europa, persino quello in Turchia anche se c’è al potere Erdogan (lo stesso su cui si butta merda ma che riempiamo di soldi per evitare di essere inondati da profughi) ma per la Russia nulla. Probabilmente Mark Zuckerberg è stato scippato a San Pietroburgo ed è ancora incazzato con l’amministrazione comunale.

E i monumenti illuminati con i colori della bandiera del Paese colpito? Zero. Strano, però, perché quest’ultimo è stato un vero must della lotta al terrorismo per diversamente etero che stiamo combattendo in Europa. Guardate la porta di Brandeburgo,

 

ci mostra come anche i colori arcobaleno della comunità LGBT abbiano avuto l’onore di rischiarare la notte berlinese.

In onore dei LGBT

Sapete l’amministrazione di Berlino cosa ha risposto a chi chiedesse lumi riguardo la decisione di non ricordare l’accaduto? Le luci sulla Porta si mettono solo per le città gemellate o per occasioni particolari. Come dire, un attentato alla metro di San Pietroburgo non sarà mica qualcosa di strano? Tanto più che, con ogni probabilità, se lo è fatto Putin da solo per screditare quel po’ po’ di opposizione che si ritrova a contrastare. Dunque, la giornata dell’orgoglio gay-lesbico-pentasessuale merita le luminarie, mentre i morti russi no. Chi avesse dubbi sulla natura di avamposto Usa della Germania, spero che ora abbia visto i suoi dubbi spazzati via. Ma queste sono stupidaggini, non sono cose serie.

Di grave c’è dell’altro. Ad esempio, quanto dichiarato ieri sera da Paolo Mieli, ex direttore del Corriere della Sera e presidente di RCS Libri, a “Otto e mezzo” su La7. Interpellato da Lilli Gruber sull’attentato in Russia e sulle sue radici, ecco la risposta: “La ragione dell’attentato di San Pietroburgo risiede nelle politiche di Putin basate sullo sterminio”. Ora, si fosse trattato di chiunque altro, un Andrea Romano qualsiasi ad esempio, uno avrebbe invocato un TSO urgente e via ma gente come Paolo Mieli non parla a caso: le stanze del potere, quello vero, lui le bazzica da sempre e ne è sempre uscito con la giacca pulita e gli ossequi dell’uditorio. Quali stermini imputa al presidente russo? Forse in Siria? Strano, perché volendo mettere da parte ideologia e malafede, chi ha compiuto bagni di sangue in quel Paese è l’Isis, creatura non esattamente riconducibile a un esperimento di guerra a bassa intensità sfuggito di mano al Cremlino.

Così parlò Paolo Mieli.  La sera prima.

Chi decapitava, lapidava, lanciava i gay celebrati alla Porta di Brandeburgo dai tetti dei palazzi? Le milizie russe, forse? Le truppe regolari di Assad? No. Forse quell’Isis che combatte con armi occidentali, Usa e tedesche in testa, che gira video con tecnologie degne di Hollywood, che ha usufruito di passaggi sicuri attraverso il confine turco grazie all’alleato NATO di Ankara: eppure, Vladimir Putin compie stermini. A tal punto da rendere quasi automatica, lapalissiana la punizione della bomba a San Pietroburgo. Prima di arrivare alla ciccia della notizia, meglio che scopriate qualcosa in più su Paolo Mieli. E sarà lui a dirvelo, attraverso le risposte che diede in un’intervista concessa a “Libero” il 5 maggio del 2008, facilmente rintracciabile in Rete. Alla domanda, “Come visse il ’68?”, ecco le sue parole: “Dentro il movimento studentesco. Negli anni tra il ’68 e il ’72 io ero tre cose contemporaneamente. Primo: ero giornalista dell’Espresso, dove tenevo un diario sulla sinistra extraparlamentare. Secondo: militavo in un gruppo che precedette la costituzione di Potere Operaio, dove c’erano Oreste Scalzone, Franco Piperno, Toni Negri, con i quali rimanemmo amici anche negli anni successivi. Terzo: facevo lo studente applicato di De Felice”.

E ancora, quando gli viene chiesto “Lei è figlio d’arte. Crede che il suo destino sarebbe stato lo stesso se suo padre non fosse stato Renato Mieli?” , ecco la sua risposta: “Mio padre era un ebreo di Alessandria d’Egitto che venne in Italia. Ma durante le leggi razziali si rifugiò in Medio Oriente. Rientrò cambiando identità, nei panni di un colonnello dell’esercito inglese di nome Ralph Merrill. Non considero mio padre un giornalista. Quindi non mi considero un figlio d’arte”. E ancora, quando viene fatto notare che il padre fu anche il fondatore dell’Ansa, ecco cosa ci racconta: “Fondò l’Ansa perché gli inglesi sapevano che era un intellettuale di spessore. Entrato nel Pci, divenne anche direttore dell’Unità nel ’49, l’anno in cui nacqui io. Ma poi lasciò la direzione nel ’54, per andare a Roma a dirigere la sezioni Esteri del Pci. Nei primi tempi, fummo ospitati da Maurizio e Marcella Ferrara, i genitori di Giuliano, che per me è stato un fratello per tutta l’infanzia e l’adolescenza”. Infine, alla domanda “Che rapporto ha lei con l’ebraismo?”, ecco la risposta: “Io mi sento ebreo, anche se tecnicamente non lo sono, essendo figlio di padre e non di madre ebrea. Pur non professando alcuna religione, mi sento molto vicino al mondo ebraico”.

Penso che ora abbiate un perfetto profilo dell’uomo e un’idea più chiara del perché io lo ritenga qualcuno che, se parla, non lo fa per dare fiato alle tonsille.

Et voilà, a meno di 24 ore dalle parole durissime di Paolo Mieli, ecco che la realtà diventa più incredibile della fiction. Sarebbero infatti almeno 58, tra cui 11 minori, i morti in un raid aereo avvenuto in Siria con il sospetto uso di gas, stando all’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). L’ong, citando fonti mediche, ha aggiunto che il bilancio potrebbe aggravarsi, perché vi sono anche 160 feriti o intossicati, alcuni dei quali in gravi condizioni. L’attacco è avvenuto a Khan Sheikhun, nella provincia nord-occidentale di Idlib, in mano ad insorti e qaedisti dell’organizzazione Fatah al Sham (ex Fronte al Nusra). Successivamente un ospedale da campo dove venivano curate le vittime dell’attacco è stato colpito in un altro raid, sempre stando a fonti degli attivisti (ovviamente credibili di default per i media occidentali, un po’ come quei filantropi degli “Elmetti bianchi”). Detto fatto, senza conoscere la dinamica dell’accaduto da fonti terze, la Francia ha chiesto una riunione urgente del consiglio di sicurezza dell’Onu.

E cosa ci sarebbe a sostegno di questa tesi? Finiti gli ospedali di Aleppo resi proverbiali dalle cronache da Istituto Luce di Lucia Goracci per il Tg3, ecco servita una bella una strage di bambini, perfetta per oscurare anche l’ultimo barlume di interesse per San Pietroburgo. “Le foto fornite dalle ong mostrerebbero infatti gruppi di bambini seminudi, ammassati gli uni sugli altri, con le braccia rigide, gli occhi ancora spalancati e il terrore nello sguardo”, raccontano le fonti. Ma non basta, ci sono anche puntualissime e nitide istantanee prese all’interno degli ospedali “con i bimbi terrorizzati, spaesati, alcuni in fin di vita, il volto coperto dalle maschere di ossigeno. E poi un padre, disperato, con gli occhi segnati dal pianto, che tiene in braccio il corpo rigido della sua bambina”. Ho virgolettato perché la prosa da scena della carrozzella della “Corazzata Potemkin” è presa dalla cronaca dell’Ansa e non voglio rubare il merito all’ispirato giornalista dell’agenzia fondata dal padre di Paolo Mieli per conto degli inglesi nel Dopoguerra.

Ma non basta. Sempre l’Ansa ci dice che “i presidenti di Turchia e Russia, Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin, hanno discusso in una telefonata del raid. Lo riferiscono fonti presidenziali di Ankara, secondo cui Erdogan ha detto che un tale attacco è disumano e inaccettabile”. Ora, al di là che Erdogan sta al principio di umanità quanto Angelino Alfano alla lingua inglese, come è possibile avere tutte queste certezze in poche ore? Ma come, sono giorni che i media occidentali occultano il fatto che gli USA la scorsa settimana abbiano ammazzato oltre 200 civili in un raid a Mosul e alla Russia e ad Assad non si dà nemmeno una mezza giornata di beneficio del dubbio? Lo capisco, è un po’ come la prima volta che si fa sesso: uno vorrebbe che fosse romantico e indimenticabile ma la voglia è troppo e puff, non si resiste. Come resistere a un’occasione simile, d’altronde: un bell’attacco con armi chimiche e strage di bambini che sbatta sul banco degli imputati Putin e Assad, oltretutto spedendo nel dimenticatoio l’attentato a San Pietroburgo?

Da quanto era pronta la richiesta francese di convocazione del Consiglio di sicurezza dell’ONU? Me lo chiedo perché Francois Hollande trovò pronta sul tavolo la richiesta di proclamazione dello stato di emergenza non appena arrivato all’Eliseo la sera del 13 novembre 2015, giusto di rientro dallo Stade de France. E quando ancora l’attacco al Bataclan era in corso. Si sa, sono un po’ delle pippe come intelligence ma a livello di timing i francesi sono dei fenomeni. Ecco, infine, le parole dell’alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini: “Ovviamente c’è una primaria responsabilità del regime, perché la sua responsabilità è quella di proteggere il suo popolo, non di attaccarlo”. La colpa è di Assad e, quindi, del suo sostenitore numero uno, Vladimir Putin: non ci sono dubbi, le prime pagine dei giornali di domani gronderanno indignazione.

E la versione russa? Un comunicato ufficiale del ministero della Difesa di Mosca ha immediatamente negato che fossero in atto operazioni aeree nella zona di Idlib ma appare il buonsenso la stella polare da seguire per capire cosa sia accaduto. Sorge infatti spontaneo da chiedersi perché Assad, che sta vincendo sul terreno con l’aiuto dei russi e degli iraniani e ha appena incassato dall’ambasciatrice Usa all’Onu un atteggiamento molto più accomodante da parte degli Stati Uniti, avrebbe dovuto lanciare un attacco con gas nervino, di queste proporzioni, senza nessuna necessità militare. L’offensiva dei ribelli nel Nord della provincia di Hama è fallita ed è finita in un disastro, così come i tentativi nei sobborghi di Damasco. Dunque, o Assad è impazzito e ha appena dato vita al più grande suicidio politico della storia recente o qualcosa, tanto per cambiare, non torna nei racconti delle ong schierate al fianco dei ribelli. Tanto più che l’ONU sta cercando le prove dell’uso d gas da parte delle truppe lealiste dal 2015 e, nonostante un abuso di fantasia degno di Walt Disney, abbia finora dovuto sventolare bandiera bianca.

Che mondo meraviglioso quello dei Paolo Mieli: a poche settimane dal fondamentale voto del 19 maggio in Iran, con le relazioni politiche e militari tra Teheran e Mosca sempre più strette (e sempre più scomode per Washington e Tel Aviv, cui si è accodata Ankara in cambio dell’assicurazione sulla vita del referendum per la svolta presidenzialista) e il giorno dopo l’incontro tra Donald Trump e il presidente egiziano Al-Sisi (non vi eravate chiesti come mai alla Casa Bianca si fosse atteso così tanto per chiamare Mosca ed esprimere solidarietà? C’erano ospiti più importanti da coccolare), anch’esso un po’ troppo compromesso militarmente e politicamente con Mosca anche in chiave di questione libica, la questione siriana torna d’attualità. Sono complottista? Cazzo volete, un giorno per uno non fa male a nessuno.

Con una straordinariamente mediatica e strappalacrime strage di bambini a colpi di gas tossici, roba che il Tg3 ci piagnucola per sei mesi. Avete capito cosa c’è in gioco, adesso? Avete capito che siamo in guerra per conto terzi e per l’ennesima volta? Non vi paiono tutte delle straordinarie coincidenze messe in fila: gli USA decidono di contravvenire al mantra isolazionista di Trump e aumentano l’impegno militare in Siria, Iraq e Yemen (e casualmente i ribelli anti-Assad ritrovano forza), Israele si mette a bombardare postazioni Hezbollah senza ritegno, quasi a voler provocare apertamente l’Iran, la Russia viene colpita prima da un prodromo di primavera colorata e poi da un attentato ma la vulgata generale è quella di Vladimir Putin che, di fatto, ha raccolto ciò che ha seminato. Oggi, poi, la strage ad orologeria. Resta un’ultima domanda, dopo tanti dati di fatto: quanto durerà la pazienza di Vladimir Putin?

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

 

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LA “DEMOCRAZIA” DEGLI ATTENTATI: menzogna, ipocrisia e terrorismo, i pilastri su cui si regge l’occidente liberal-democratico!



Risultati immagini per menzognaPurtroppo, siamo costretti a registrare nuovamente l’ennesima strage nella cosiddetta “Europa democratica”. Ma questa triste sequela, siamo consapevoli che è destinata a proseguire finchè le nostre coscienze, volutamente assopite e scientemente istupidite dal sistema demo-plutocratico massonico, non si sveglieranno. La notizia del giorno riguarda ancora una volta l’ennesimo “attentato terroristico”, stavolta avvenuto a Londra. Ovviamente, come di consueto, “il potere costituito” non è stato minimamente scalfito. Sono invece morte 4 persone innocenti, ferite 40, tutti passanti. Chiaramente, questo presunto “attentato”, replica le dinamiche degli ultimi episodi consimili avvenuti in Francia e Germania che abbiamo già commentato (qui): come responsabile il consueto “folle” (!) che con una macchina si getta sulla folla in fila. La versione “ufficiale” parla di tagli alle “forze di sicurezza”, all’origine di questi clamorosi “smacchi” subiti dalle polizie europee. Eh sì, perchè si tratterebbe di “errori”. Insomma, le ” forze d’ordine” della UE, sarebbero incredibilmente deboli e inefficienti, letteralmente incapaci, poichè vittime di ristrettezze economiche e logistiche! La colpa sarebbe dell’ “austerità”, pardon, dell’ “austerity”, visto che siamo ormai costretti ad essere tutti anglofoni! Sarebbe, infatti, colpa dell’austerità aver conosciuto prima dell’attentato l’annuncio dello stesso (vedere qui), addirittura con le esatte coordinate, ma non esser riusciti a sventarlo! Purtroppo non ci sono soldi, ci dicono i media! Come anche sarebbe frutto dell’idiozia dell’attentatore, aver dettagliatamente messo in rete (!!!) l’annuncio della strage, senza che nessuno muovesse un dito anche solo per sorvegliarne i movimenti. Mica si può allarmare la pubblica opinione, tantomeno mettere in allerta le forze di polizia, in presenza di possibili “bufale mediatiche”, NO! …che ne sarebbe dell’ordine pubblico? …e che ne sarebbe mai degli inalienabili diritti dell’individuo, fosse anche un “terrorista”deciso a colpire vittime innocenti?

Risultati immagini per bufaleDunque, sebbene, nelle liberal-democrazie occidentali risulti perfettamente lecito essere spiati impunemente attraverso telefoni cellulari e computer (qui) e ad ogni angolo di strada attraverso le onnipresenti telecamere, sebbene non vi siano remore nel tracciare ogni singola operazione effettuata con i nostri bancomat e carte di credito per sapere tutto quel che facciamo e per venire poi derubati dei nostri dati, ciò che è davvero inaccettabile e che risulta perseguibile e passibile di denuncia con annessa galera, è la diffusione di notizie che il sistema non gradisce e che, pertanto, esso arbitrariamente etichetta come “bufale mediatiche”! In realtà, nel sistema pluto-massonico, ciò che risulta assolutamente intollerabile è che le sue menzogne diffuse dall’assillante e capillare propaganda mediatica di televisioni e giornali asserviti, possano essere contrastate e smentite sull’unico mezzo di comunicazione ancora davvero libero, ossia la rete internet; (in tal senso non può suscitare in noi che ilarità e disprezzo l’ipocrisia dei media servi quando cianciano di denunce contro la censura e mancanza di libertà di informazione, riferendosi alla Russia del presidente Putin (qui), l’unico grande Stato libero e sovrano rimasto in Europa) ecco perché questi delinquenti stanno effettivamente “proteggendo” i loro “valori”, quelli cioé di questa orripilante marea di melma che essi chiamano “liberal-democrazia”, con la menzogna e a suon di bombe e di utili idioti appositamente addestrati a far vittime tra gli innocenti! Le “polizie democratiche”, perché impotenti o perché compiacenti, di fatto, sono al soldo della plutocrazia eurocratica, che ha realizzato questo osceno baraccone chiamato Unione Europea e che tenta di imporci il suo volere con ogni mezzo! Del resto, la tecnica del “terrorismo di Sistema” ai fini della stabilizzazione del potere costituito (definirlo “terrorismo di Stato” non ha senso poiché nell’area della cosiddetta “UE” non esistono più Stati sovrani almeno dal 1945!) è un classico “sempreverde” made in U.S.A che i “liberatori del mondo” hanno esportato ovunque! (qui) Come abbiamo già abbondatemente dimostrato, siffatta strategia ha fatto un passo innanzi e nel mondo “globalizzato” e “cosmopoliticizzato” è divenuta tecnica globale di assoggettamento, “strategia della tensione mondiale”…ma storicamente non c’è dubbio che nelle aree del cosiddetto occidente democratico soggette all’egemonia statunitense, si è fatto e tutt’ora si fa largo uso di terrorismo ed attentati per consolidare le posizioni politiche acquisite, mentre all’esterno dei paesi del cosiddetto “occidente democratico” tale metodo viene adoperato per espandere l’egemonia pluto-massonica, con la scusa di diffondere libertà e democrazia tra le altre nazioni.

In quest’ultimo caso, le “democrazie occidentali” ed i loro alleati continuano a dare linfa al terrorismo “democratico” ormai senza remore ed alla luce del sole. Al riguardo, in queste settimane, si sono verificati eventi tremendi e clamorosi nello sciagurato teatro della guerra mercenaria in Siria, procurata sempre dal cosiddetto “occidente libero”. Nel silenzio generale dei media “liberi e democratici”, lo stato israeliano ha continuato la sua maramaldesca invasione della Siria, già martoriata dagli attacchi dei mercenari della N.A.T.O. I caccia di Israele hanno bombardato nei pressi di Palmira (qui e qui) e centrato l’esercito regolare Siriano. Non è la prima incursione, nè sarà l’ultima. Ma il presidente Assad, in questo caso, ha dato ordine di rispondere con la sua contraerea, abbattendo un caccia dell’entità sionista (qui). Netanyahu si “giustifica”, dopo aver ovviamente negato il fatto, che deve “proteggere Israele” dall’Iran! E già, poiché in Siria l’Iran ha una parte nodale nel conflitto come alleato di Assad, dunque Israele deve impedire che possa rafforzarsi! Putin, in qualità di principale alleato della Siria nonché fornitore del suo sistema di difesa missilistico, convoca l’ambasciatore israeliano per ricevere spiegazioni sull’accaduto. Questo perchè Mosca con il proprio esercito dislocato nella zona, subisce anch’essa gli attacchi dei terroristi “democratici”. Ovviamente, il Cremlino ha poi preso atto della “spiegazione” data (sic!) e del successivo attacco all’ambasciata russa a Damasco attuato da “ignoti”(qui). Del resto, qualche giorno prima, Israele aveva dichiarato per bocca di Netanyahu di considerare l’Iran, in qualità di “erede” della Persia, nemico giurato di Israele, poiché circa 3000 anni fa proprio i persiani avevano attaccato e sconfitto Israele! No, non è una barzelletta, ma purtroppo l’esatto pensiero dell’esponente politico israeliano. Leggete qui. Non osiamo immaginare, allora, quali siano i veri sentimenti dei sionisti nei riguardi dell’Italia, erede dell’Impero di Roma, che “appena” 1947 anni addietro, dopo l’ennesima ribellione giudaica, ha cancellato dalla faccia del pianeta il regno di Israele, distrutto la sua capitale e raso al suolo il suo tempio…assurgendo, massima onta per i farisei di sion, in virtù dell’azione dei Santi apostoli Pietro e Paolo, al rango di nuova capitale mondiale del monoteismo al posto di Gerusalemme!!

Nel frattempo Trump, con la scusa della neutralizzazione dell’ Isis (!), con le sue truppe già presenti in territorio siriano in spregio a qualsiasi legge di diritto internazionale, sta procedendo, per la sua parte, con i piani stabiliti anni addietro da chi decide davvero le politiche degli Stati Uniti, garantendo gli accordi con presi i Curdi ( qui ). Così gli USA bombardano obiettivi strategici, facendo decine di morti tra i civili, come loro costume. Puntualmente, in perfetto stile democratico, le ONG e tutti i media del libero occidente a guida americana, hanno incolpato la Siria e la Russia dell’ulteriore strage di innocenti. Ma Damasco e Mosca non ci stanno e rispondono, mostrando che le bombe sul sito del disastro sono degli americani (qui)! Ovviamente, appena emersa la strage, gli USA si sono precipitati a smentire che avessero mai bombardato! Per carità! Loro sono i “buoni”, e adesso c’è Trump, che è deciso a combattere l’Isis ( qui) ! Stavolta però è Mosca, sollecitata dai suoi interessi geopolitici, a denunciare direttamente l’unica vera “bufala mediatica” di questa vicenda!

La Turchia, per parte sua, continua a invadere i confini siriani, con la scusa di voler attaccare i Curdi ( qui ). Tutto questo, naturalmente, nel totale silenzio dei media occidentali. Chiaramente, i Curdi, dopo la creazione a tavolino delle milizie mercenarie wahabite nate con le “primavere arabe” foraggiate dalla N.A.T.O., costituiscono un utile strumento di destabilizzazione (I Curdi sono uno “Stato di fatto” di 30 milioni di abitanti, e sono dislocati tra Turchia, Siria, Iraq e Iran!). Per questo, ora che la Siria guidata dal legittimo presidente Assad sta ribaltando le sorti del conflitto, vengono “tirati in ballo” da varie parti per motivi diversi ( qui, qui ). In ogni caso, l’obiettivo di tutti i doppiogiochisti in causa (Israele, Turchia, USA, Sauditi, ora chiamati “multipolaristi”, qui), è la messa fuori gioco tanto della Siria, quanto dell’Iran, come Stati indipendenti. In un perpetuo “doppio standard”, dove gli strumenti per arrivare a tale risultato variano, ma l’obiettivo rimane lo stesso. Il pupazzo Trump vorrebbe mettere definitivamente le mani sull’Iraq (per conto dei suoi pupari), e per questo starebbe alimentando le alleanze con Curdi e “democratici” locali ( qui ). Israele ha tutto l’interesse affinché la destabilizzazione dell’area continui, aiutando chiunque la possa protrarre e sperando infine di risolvere, in un modo o nell’altro, la pratica Siro-Iraniana. La Turchia ha l’unico interesse della distruzione dei Curdi e della propria espansione nella zona (cosa che, per il momento, fa comodo anche ad Israele). I sauditi hanno bisogno della mano libera in Yemen e dell’espansione in Siria (che fa ugualmente comodo anche a Israele).

Insomma, lo scenario è quello di un requiem già scritto e intonato da Israele e Stati Uniti per Siria e Iran. I modi per arrivarci potranno variare ancora e gli strumenti anche, ma i disastri interni alle nazioni medio-orientali artificiosamente indotti a mezzo di atti “terroristici” e guerre civili per procura, sono propedeutici agli equilibri politici voluti dai creatori del caos del cosiddetto occidente liberal-democratico. In Europa, sempre i soggetti suddetti, pensano di poter definitivamente chiudere la pratica della strategia dell’inganno a danno di tutti i popoli e nazioni del “vecchio continente” attuando l’infame “Piano Kalergi” , il vero fondamento che sta a monte della nascita della cosiddetta “Unione Europea” controllata dalla plutocrazia usuraia di cui abbiamo scritto (QUI), che con l’aiuto di governi fantoccio corrotti e compiacenti, mezzi di comunicazione asserviti, crisi economiche artificialmente create, rivoluzioni colorate fasulle e migrazioni epocali indotte, vogliono cancellare in un colpo l’identità culturale delle nazioni europee costruita in oltre 1500 anni, riducendoci tutti ad una massa amorfa e abbrutita di schiavi senza passato e dunque senza alcun futuro.

Ce n’è abbastanza perché si possa comprendere come il frangente epocale e terribile in cui viviamo necessiti di una scelta davvero radicalmente rivoluzionaria, in grado di mutare concretamente tale scenario apocalittico. In mezzo alle tenebre avanzanti, rifulgono di una speciale e solare luce di speranza le parole che BENITO MUSSOLINI pronunziò nel descrivere lo Stato Nuovo che il Fascismo stava realizzando, con l’aiuto del popolo e per il popolo..

…Il Fascismo ha restituito allo Stato la sua attività sovrana rivendicandone, contro tutti i particolarismi di classe e di categoria, l’assoluto valore etico…

Il nostro Stato è uno Stato organico, umano, che vuole aderire alla realtà della vita…

Lo Stato fascista è l’autorità suprema in cui tutto si accentra e si armonizza: individui e gruppi, passato e futuro, spirito e materia… 

Lo Stato fascista ha una sua consapevolezza, una sua volontà, per questo si chiama uno Stato “etico”… 

Lo Stato così come il Fascismo lo concepisce e attua è un fatto spirituale e morale, poiché concreta l’organizzazione politica, giuridica, economica della nazione, e tale organizzazione è, nel suo sorgere e nel suo sviluppo, una manifestazione dello spirito. Lo Stato è garante della sicurezza interna ed esterna, ma è anche il custode e il trasmettitore dello spirito del popolo così come fu nei secoli elaborato nella lingua, nel costume, nella fede. Lo Stato non è soltanto presente, ma è anche passato e soprattutto futuro. E’ lo Stato che trascendendo il limite breve delle vite individuali rappresenta la coscienza immanente della nazione.[…]E’ lo Stato che educa i cittadini alla virtù civile, li rende consapevoli della loro missione, li sollecita all’unità; armonizza i loro interessi nella giustizia; tramanda le conquiste del pensiero nelle scienze, nelle arti, nel diritto, nell’umana solidarietà; porta gli uomini dalla vita elementare della tribù alla più alta espressione umana di potenza che è l’impero; affida ai secoli i nomi di coloro che morirono per la sua integrità o per obbedire alle sue leggi; addita come esempio e raccomanda alle generazioni che verranno, i capitani che lo accrebbero di territorio e i geni che lo illuminarono di gloria.

…motivo per cui sollecitiamo da sempre i nostri lettori nella scelta dell’unica vera soluzione politica a tale disastro, contro l’ipocrisia criminale e menzognera del sistema pluto-massonico liberal-democratico, scegliendo la speranza, scegliende la Civiltà Fascista!

IlCovo

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SEDICESIMA OPERA DELLA “BIBLIOTECA DEL COVO”: L’ETICA NEL FASCISMO E LA FILOSOFIA DEL DIRITTO E DELLA STORIA.

    

In occasione del prossimo 98° anniversario della fondazione ufficiale dei “Fasci Italiani di combattimento”, ricorrente il 23 marzo c.m., la “Biblioteca del Covo” è lieta di poter rendere nuovamente disponibile un documento storico di grande rilevanza politica, che rappresenta una attendibile “summa ideologica” riguardante il ventennio del Regime fascista. Pubblicato nell’ottobre del 1942 e dedicato espressamente al Duce dall’accademico di Scienze morali e storiche Gerardo Pannese (già combattente della Grande Guerra nonché fascista della prima ora, che aveva al suo attivo diverse opere, tra cui: L’Unità della Patria e L’Unità della Storia, Roma, 1906; Storia generale dell’Educazione, Roma, 1907; Storia della Ginnastica moderna negli Stati d’Europa in rapporto alla pedagogia scientifica, Roma, 1912; La Ginnastica in Grecia e la Rinascita ginnico-sportiva d’Italia attraverso l’antica Roma, Roma, 1912; Metodologia applicata all’Educazione fisiologica, Roma, 1913; Storia della Pedagogia italiana in rapporto con le condizioni politiche, letterarie, filosofiche, artistiche e religiose avanti l’epoca di Roma a tutto il secolo XIX, Roma, 1913; Studio psicologico dei personaggi nella tragedia “Oreste” di Vittorio Alfieri e Francesco Voltaire, Roma 1924; Saggi per un corso di filosofia, Roma, 1930; Giacomo Leopardi e la sua filosofia, Roma, 1937; Francesco Orestano e le dottrine politiche e filosofiche, Roma, 1942), L’Etica nel Fascismo e la filosofia del Diritto e della Storia ne costituisce l’opera della maturità, una revisione cri­tica che, attraverso l’analisi storica del pensiero filosofico e del Diritto, arriva alle fonti del nuovo Sistema Etico-So­ciale fascista, capace di risolvere, a sua volta, il travagliato problema dei valori umani al ser­vizio dell’Idea, segnando così il trapasso decisivo da una civiltà all’altra. Dalla rapidissima rievocazione di quelle idee e di quei sistemi di cui si misurano il valore e le deficienze, si comprendono meglio i punti fermi della vasta concezione mussoliniana nel campo della realtà pratica. Lo scopo dichiarato dell’autore è che le nuove generazioni, dal ciclopico rinnova­mento della vita del popolo italiano attuato dal Regime, sappiano trarre le ragioni filo­sofico-sociali per definire l’opera Mussoliniana quale punto fermo della Storia contemporanea. Avendo il Duce mutato ineluttabilmente leggi, usi e costumi del popolo italiano, ha così instaurato un’etica nuova: l’Etica Fascista, in cui il fine della società è identico a quello dell’uomo. Altro punto fondamentale della concezione etico-sociale di Mus­solini si rivela dalla dinamica del Sistema, ossia le infinite realizzazioni in ogni campo dell’attività umana, come in quello della politica. Ogni cosa rientra, nel quadro del vasto disegno, nella superba architettura del nuovo sistema etico-sociale, in perfetta armonia di spiriti e volontà. Alla teo­ria corrisponde l’azione; proclamato il dogma della coesione armonica di ogni valore, di ogni interesse, di ogni potere sotto l’egida di un principio superiore che la coesione mantiene e governa, ogni attività è regolata da un unico motore: lo Stato Etico Fascista. Dunque, non più la società pulviscolo di atomi in lotta espressa dal liberalismo, non più la società tragica arena di urto fra due agglomerati ciclopici concepita dal marxismo, ma composizione di categorie, di valori, di interessi, di poteri e di funzioni. In tal senso, l’attuazione di un sistema è un fatto etico-dinamico inerente allo sviluppo delle forze motrici dello spirito nelle infinite forme di attività pratiche. Ecco perchè la Dottrina del Fascismo entra non solo di diritto e di fatto nelle concezioni filosofiche dell’Etica in sè, ma, correggendo le deficienze strutturali in queste contenute con i nuovi apporti det­tati dall’esperienza e dal genio di un Uomo, la riabilita regina delle scienze morali e maestra della vita. Come tale, il Sistema etico-sociale Mussoliniano è destinato a fa­scistizzare gli altri popoli, nel segno del Littorio romano.

Tutti i testi della “Biblioteca del Covo” sono in vendita sul sito dell’editore LULU.COM 

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Qui potete scaricare un estratto dell’Opera: Pannese – L’Etica nel Fascismo

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LA VITA E’ MILITANZA PER I VALORI DELLO SPIRITO: Lo scontro epocale in atto tra i valori dello Spirito rappresentati dall’universalismo FASCISTA – Romano Cattolico contrapposti all’esclusivismo oligarchico pluto-massonico materialista.

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Carissimi lettori, simpatizzanti e sostenitori. Come ormai sapete da tempo, da quando è nata l’associazione “IlCovo”, ci siamo dati come fondamento l’intransigenza nel segno della Dottrina del Fascismo. Questo perchè, come vi abbiamo abbondantemente illustrato in tutti i nostri scritti, attualmente è in corso la battaglia decisiva nello scontro epocale tra la Civiltà erede del retaggio Cristiano-Romano, che la dottrina mussoliniana rappresenta in pieno, ed il suo opposto. In momenti del genere non è possibile indulgere in atteggiamenti accomodanti e compromissori. Farlo, equivale a voler mantenere lo status quo, frutto del materialismo e dell’individualismo incivili ed anti umani imperanti. scatto-3Ed anche questa tesi è stata da noi ampiamente discussa. Dunque, quando due concezioni sono palesemente antitetiche, quando esse rappresentano poli opposti ed inconciliabili, l’unica soluzione è la lotta senza quartiere. Non ve ne sono altre. Soprattutto, quando ad affrontarsi vi sono da una parte, la concezione politica Spirituale, Morale, Civile, Romana e Cattolica rappresentata dal Fascismo, dall’altra l’anticiviltà oligarchica pluto-massonica, individualista e materialista all’ennesima potenza, uscita vincitrice materiale (giammai morale!) dall’ultimo conflitto mondiale.

Si potrebbe accennare ad ulteriori elementi, se ce ne fosse ancora bisogno, che confermerebbero ulteriormente quanto detto. Ma, concretamente, quel che davvero conta sottolineare è che l’unica risposta seria possibile è rappresentata dalla consapevolezza ed accettazione della radicalità assunta dalla battaglia per la Civiltà!

La radicalità, dove applicata ai Valori superiori dello spirito, è una delle maggiori virtù dell’Uomo! Radicalmente si è onesti, non “parzialmente”; radicalmente si è probi, non “parzialmente”; radicalmente si è morali, non “parzialmente”; radicalmente, dunque, si milita per il Fascismo, non “parzialmente”; radicalmente si è fascisti, non “evoluti-evolizzanti” atti a sposare le logiche del parlamentarismo partitocratico e della società liberale borghese antifascista …questa, da sempre, è la bandiera de “IlCovo”! Per questo non abbiamo mai fatto, e mai faremo compromessi (il sano pragmatismo è diverso dal compromesso!). Anche se, va detto, continuamente ci viene offerto di farne! Continuamente ci viene proposto di “emergere”, di “federarci”, ci viene suggerito di “essere furbi”, di fare, insomma il “grande salto …della quaglia!”. E’ ovvio che desideriamo diffondere sempre più e sempre meglio il nostro messaggio di lotta e di speranza, ma non a scapito della nostra fede politica e religiosa, della nostra coscienza, della nostra bandiera che è da sempre e solamente la Civiltà Fascista! Per questo accettiamo di buon grado tutti i sacrifici connessi a questa scelta di AMORE E ONORE, connessi all’etica fascista! Perché è meglio vivere sacrificandosi, che vivacchiare complici di questa società immonda e assassina!

Come avrete avuto modo di osservare nello sviluppo dei nostri argomenti e delle nostre battaglie ideali, possiamo coerentemente affermare che la fonte dei drammi epocali che viviamo è esattamente una: ed è precisamente riassunta nel titolo di questo articolo.

Le autentiche sceneggiate dei politicanti che si stanno svolgendo in giro per il cosiddetto “mondo occidentale” e che vengono usate per continuare a distrarre le masse dal vero e unico problema, mostrano gradatamente la propria strumentalità. A cominciare dal cosiddetto “populista” Trump. Il neo presidente della repubblica a stelle e strisce, infatti, ha iniziato il suo mandato all’insegna dell’instablità (che in realtà è una minaccia permanente nei suoi confronti) e delle prove di forza tra le oligarchie interne al suo paese. Alcuni osservatori, però, si cominciano a render conto che le attività concrete di ogni presidenza americana, ripetiamo: ogni presidenza, non dipendono da questo o quel programma politico, tantomeno da questo o quel presidente che lo attuerebbe. Corrispondono, invece, ad una agenda para-politica massonica, esclusivistica, oligarchica e in ultima analisi anticristiana. Sì, avete letto bene! E, se avrete la pazienza di proseguire nella lettura, avrete chiaro il perché!

Nel caso di Trump, ad esempio, egli fa molto rumore (per nulla, verrebbe da dire!) in due casi specifici: il suo anti-immigrazionismo e l’ormai famoso “muro” col Messico, costruito di fatto durante altre presidenze ma alla ribalta solo ora, per i motivi strumentali di cui sopra. Ed ecco quindi gli strombazzati sommovimenti di protesta “colorati” ad orologeria, reazioni di piazza, “manifestazioni” e violenze urbane a comando, sapientemente diffuse dai media asserviti al sistema: il solito clichè “democratico” per stabilizzare il sistema… destabilizzando! Ma cosa succede realmente nei “punti-chiave” delle società “scosse” da tali “movimenti sociali spontanei”? Rispondere a questa domanda renderebbe chiaro ogni cosa. Per questo nessuno dei media “generalisti” focalizza mai la questione. Ebbene, nelle leggi-chiave che regolano il sistema americano, sia nell’economia che nella politica estera, non cambia assolutamente nulla (vedere qui e qui). L’unico vero scontro in corso, avviene per il ricambio nei posti di comando, che vede una oligarchia scalzata da un’altra oligarchia, entrambe parte integrante di un sistema consolidato. Difatti, Trump è stato evidentemente appoggiato con la sempiterna logica del “doppio standard”. Ad esempio, egli ha goduto dell’appoggio sperticato da parte della “destra israeliana”. E lo stato di Israele ha dei nemici ben definiti. Inoltre ha dimostrato di ritenere che il suo fine giustifica ogni mezzo. Che cosa ha fatto concretamente? …dichiarazioni di inimicizia contro l’Iran, oltre ad aver proposto la costituizone di “zone sicure” (qui) in Siria; precisamente la logica che già animava l’azione politica della Turchia, perno storico della N.A.T.O. in medio oriente, già prima del “doppio standard” attuato da Erdogan con Putin. Dunque, cambia suonatore (si fa per dire) ma la musica resta la stessa. Anzi, diviene ancor più “armonica”con gli alleati storici, poiché turchi e israeliani possono prendere i proverbiali due piccioni (Iran e Siria) con la “fava” trumpiana. E questo, magari, anche coinvolgendo Putin! Trump, dunque, ha prospettato la realizzazione di “zone sicure” in Siria, una trovata decisamente poco “diversa” dalla “soluzione obamiana-erdoganiana” dello “stato cuscinetto”. Lo stesso discorso vale per il presunto “protezionismo”, non solo di Trump (vedere Le Pen), scena già vista nelle varie e storiche “crisi economiche”, come temporanea “valvola di sfogo”, che passa in un piano quasi insignificante.Quale, dunque, la strategia delle elites pluto-massoniche? Quella che abbiamo già descritto in passato: si destabilizza/distrugge consapevolmente un obiettivo predefinito (intere nazioni, con i relativi gruppi economici e politici…); a seguito di  tale disastro organizzato, vengono “stimolate” le reazioni conseguenti (emigrazioni di massa pre-organizzate, dissesti sociali globali, terrorismo pre-organizzato, guerre civili mercenarie, ecc); a questo punto i presunti “innovatori”, sempre selezionati scrupolosamente da chi tira i fili, arrivano a “mettere a posto” le cose, ovvero a “chiudere la pratica” secondo le uniche “opzioni” possibili già pianificate da tempo. Le possibilità di “scelta” messe sotto il naso delle masse dai media asserviti al sistema, vengono da essi propinate a tutti come uniche e necessarie, proprio per non mostrare che tali opzioni sono già state precostituite e “gentilmente offerte” da soggetti terzi (oligarchie pluto-massoniche e relativi lacchè politici), si tratta dunque di una “scelta”  fittizia. Cosa c’è di meglio che aprire a comando delle valvole di sfogo, degli sfiatatoi, ad orologeria, che permettono l’abbassamento della pressione all’interno del sistema, scongiurandone l’altrimenti inevitabile implosione interna,  per poi riprendere la marcia, più spediti di prima? Ecco: cambiare le parole ed i termini, per fingere di cambiare politica! 

Va riconosciuto che le valvole di sfogo sistemiche agiscono a vari livelli. Alcune, quasi non si aprono e paiono decise a rifiutarsi di agire come sfiatatoi di salvataggio, perché arrivano a tanto così dal comprendere (qui) la dinamica perversa che sta dietro a tale “gioco politico” ignobile. Manca comunque, sempre, il passo finale dovuto al raggiungimento della definitiva consapevolezza, in grado di pervenire alla piena comprensione in merito sia al problema che alla soluzione. Ciò avviene a causa della martellante azione di propaganda lobotomizzante svolta dai media asserviti, funzionale nell’impedire alle coscienze di sviluppare in modo completo, fino alle logiche conseguenze, la critica alla società attuale ed al suo sistema. Naturalmente, anche il sistema dominante si premunisce affinché le voci fuori dal coro vengano definitivamente messe a tacere. Nel caso presente, addirittura, gettando finalmente la propria maschera ipocrita, poiché esso sta puntando in modo scoperto con quelle che vanno definite le leggi democraticissime, ad un’azione di contrasto diretta da parte dei governi occidentali, volta a impedire qualsiasi serio dissenso: alludiamo alla “novità” dello psico-reato, le cosiddette “bufale mediatiche” sulla rete. Additiamo al pubblico disprezzo di coloro che ancora hanno spiriti, cuori e menti davvero liberi, la condotta ignobile dei burattini della politica fautori di leggi che hanno lo scopo di consegnare definitivamente in catene la vita presente e futura di interi popoli e nazioni, letteralmente messa da costoro nelle mani della plutocrazia usuraia, che ci vuole tutti schiavi equiparati a pezzi di carne da macello… leggete qui. 

A questo punto, si può ben affermare che la questione è esattamente una “questione religiosa”. Le elites pluto-massoniche, oligarchiche, stanno, infatti, attuando una agenda che ha un fondamento religioso, anticristico. L’organizzazione di questo “nuovo ordine mondiale”, ha una natura religiosa, esclusivista, elitaria, divinizzatrice dell’Uomo, messianista in senso secolarista. Esattamente contrapposta alla natura Universalista, inclusivista, armonizzatrice, organicista, gerarchica del Cristianesimo Cattolico Romano. Tutto ciò fu sempre chiaro in ambito culturale fascista, dove testualmente si affermava che… “L’originalità del Cristianesimo e la sua vitalità nel campo morale va appunto ricercata nella caratteristica di vivace dinamismo, che appare ad esso connaturata…E’ questa la ragione per cui la legge mosaica, l’aristocratica etica stoica e tutte le altre forme assunte dalla morale nella filosofia ellenistica, confluirono nel pensiero e nella pratica cristiana, in cui le precedenti conquiste vennero armonizzate nella solenne affermazione del valore universale assoluto della legge morale. L’etica cristiana celebra lo spirito come il più alto e più degno dei valori, riuscendo in tal modo a conquistare quell’immortalità del­l’anima, che aveva rappresentato l’assillante aspirazione di tutta la fi­losofia precedente La vita umana è infatti caratteriz­zata da un conflitto insanabile fra gli interessi materiali e quelli ideali, fra la soddisfazione dei bisogni transitori e occasionali e le esigenze dello spirito, rivolte a superare le situazioni contingenti e capaci quindi d’in­futurare le nostre azioni: queste ultime è ovvio che non possono sor­gere, e tanto meno prevalere, se in noi non si produce una visione fi­nalistica dell’esistenza umana. La religione diviene così la moderatrice delle passioni, l’eccitatrice delle attività superiori dello spirito.” Per questo i nemici della concezione religiosa Cristiano cattolica (qui) sono gli stessi nemici del Fascismo Mussoliniano. Perché il Fascismo è una concezione politica religiosa (cit. “La Dottrina del Fascismo”), portatrice del principio armonizzatore cattolico romano, l’erede politico della sintesi tra CRISTO e Quirino. E per questo l’obiettivo della religione anticristica (perseguito da tutti gli attori religiosi, politici ed economici dell’attuale società secolaristica), è esattamente quello di portare le persone alla depressione, alla dipendenza morale dal “successo” ed alla divinizzazione del “benessere materiale”, illecitamente spacciato come una “benedizione divina”. In tale contesto, si arriva a questo.

Lo scontro in atto è, dunque, uno scontro religioso nel senso più letterale. E le parti in causa assumono, al di là delle apparenze, posizioni di tipo teologico. Da un lato la oppressa Concezione Religiosa Cristiana Cattolico Romana e il suo correlativo politico mondano, distinto ma non separato, rappresentato dal Fascismo; dall’altro la dominante e diffusa religione anticristica Massonico Elitaria incentrata sul materialismo edonista individualista. Con tutti coloro che la sostengono a vari livelli: stati, gruppi economici e politici.

Per questo, torniamo a ripetere, è necessario, diciamo pure vitale, fare LA SCELTA! E, per sua stessa natura, tale scelta è radicale. Da che parte volete stare? Ciascuno si ponga interiormente tale quesito! Dalla parte della Civiltà Fascista Cattolica Romana nella quale noi ci riconosciamo pienamente ed incondizionatamente o da quella delle elites criminali pluto-massoniche dominanti? E’ una scelta di e per la vita, nostra e soprattutto di coloro che verranno. Il compromesso non è possibile… TERTIUM NON DATUR!

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