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28 OTTOBRE: LA CIVILTA’ AFFERMA IL SUO PRIMATO

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Il 28 ottobre del 1922 non è solo una data che ricorda un fatto: è un evento “iconico”, nel senso più profondo di questo termine. Non è un caso che tale giorno, nella storia della nostra Civiltà, abbia visto lo svolgersi di altri eventi epocali, come ad esempio la vittoria di Costantino Magno, di cui Benito Mussolini è degno Erede e continuatore. Per questo, il ricordo di tale fausto giorno non è fine a se stesso. Esso, segna una Via, quella scritta a caratteri indelebili sulla Pietra del nostro avvenire: NOI SORGEMMO A NUOVA VITA, CON L’ITALIA RIGENERATA DAL SANGUE DEI SUOI MIGLIORI FIGLI. Questa Civiltà, che tali Figli prediletti fa nascere, non smette di indicare il cammino, e di donare chi ne deve essere degno rappresentante. Condividiamo nuovamente con voi  lavori rappresentativi che svolgemmo per la Marcia su Roma, poichè oggi più attuale che mai, nei suoi motivi ideali e nella sua celebrazione. Guardiamo a questo evento, con gli occhi di chi guarda al futuro, rendendo onore al Sangue dei nostri Eroi, che con il loro Sacrificio hanno indicato la Via da Seguire, Via dell’unità e della Concordia nel segno eterno di Roma

Romainvictaaeterna

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8 SETTEMBRE 1943 – GLI ITALIANI LEALI A MUSSOLINI SCELSERO LA VIA GIUSTA!

8 settembre solo i fascisti scelsero la via giusta! - Biblioteca del CovoPassano le “date dogmatiche” e “simboliche” della “pseudo-repubblica occupata nata dall’ignominia”, ma quella appena trascorsa, l’8 settembre, rappresenta la “madre” da cui discendono tutte le menzogne che avviliscono presentemente la vita italiana, la fonte di tutti i disastri, della disintegrazione del nostro Popolo, dei lutti fratricidi che avviliscono da quella data il nostro tessuto nazionale. L’8 settembre 1943, non costituisce soltanto la simbolica “morte della Patria”, dell’unica Patria italiana esistente e che potrà mai esistere, quella Fascista! …ma rappresenta il sigillo di una vergogna imperitura, che OGGI si trascina nel presente politico degli italiani tutti e che sta trasversalmente anche a fondamento di tutti i comportamenti dell’odierna ignobile classe politica nazionale e di tutte le istituzioni di questa finta repubblica che vessa la nostra gente. Infatti i drammi, le oppressioni, i soprusi, l’assenza di sovranità, l’assenza di legalità (soprattutto!), l’abolizione del Diritto (in senso ROMANO!), l’ingiustizia Sociale, tutto il male possibile ed immaginabile che ci attanaglia, ma proprio tutto, risale a questa maledettissima data, che immancabilmente, nella memoria inventata di sana pianta dalle istituzioni della repubblica-fantoccio italy-ota, è assurta ad archetipo totalmente inventato, basato sulla fantasiosa ripetizione martellante di fesserie, spacciate pubblicamente per quintessenza del cambiamento politico virtuoso e morale!

Cosa è accaduto l’8 settembre 1943

Ebbene, storicamente l’8 settembre è stato reso pubblico quello che la propaganda anglo-americana, ancora oggi definisce come “armistizio” (stipulato in due forme: una “breve” siglata dai vertici militari italy-oti il 3 settembre precedente a Cassibile, ed uno “lungo” firmato l’8 settembre). In realtà quel cumulo indegno di articoli vessatori, non definiscono affatto ciò che le fonti del Diritto qualificano come “armistizio”, la cui definizione è quella di…”Cessazione delle operazioni di guerra tra eserciti belligeranti e l’accordo con il quale questi convengono di sospendere le ostilità. L’a. non fa cessare lo stato di guerra e lascia immutati i diritti e i doveri dei neutrali e dei belligeranti…” (qui).

A Cassibile, invece, non venne stipulato alcun Armistizio, secondo quella che è la corretta accezione del termine e come vuole il Diritto, ma diversamente venne imposta da nemici e accettata illegalmente da esponenti illegittimi, una Resa Incondizionata ai danni del Popolo italiano (1). La Resa, genericamente, si concretizza con uno dei belligeranti che si arrende e si sottomette all’altro belligerante, beneficiando così di questo atto. Ma nel caso specifico in questione, ciò che aggrava ulteriormente tale orribile atto – posto in essere da una Monarchia fellona e dalle istituzioni militari golpiste ad essa legate, che per tale evento rimarranno in eterno meritevoli di ignominia assoluta e totale – è il fatto che la parte che si arrese, accettò di farlo senza alcuna condizione! In tal modo gli anglo-americani, negli articoli del primo diktat (il secondo sarà quello stipulato con formale trattato a Parigi nel 1947 (2), “degno” coronamento dell’8 settembre!) imponevano una serie di obblighi agli arresi, le cosiddette clausole armistiziali, che si configuravano come veri e propri ORDINI, poi supinamente accettati ad una intera “classe dirigente” di scellerati e criminali! Infatti costoro, che non stavano affatto rappresentando gli interessi del “Popolo Italiano”, di fatto e di diritto, dopo la resa agli anglo-americani, motivata ufficialmente agli occhi della popolazione a causa della dichiarata impossibilità di proseguire la guerra da parte italiana, giacché l’economia e la popolazione sarebbero state “stremate” dallo sforzo bellico, tuttavia, poche settimane dopo, su loro ordine dichiararono guerra alla Germania! Dunque, la guerra non era finita affatto, non erano per niente finiti i bombardamenti Alleati indiscriminati sulla popolazione italiana, ma addirittura il governo monarchico-militare-golpista “arresosi” agli anglo-americani, dichiarava prontamente guerra alla Germania, già presente in forze sul territorio nazionale (perché chiamata in precedenza da Badoglio e dal Re al fine di sostenere lo sforzo militare degli italiani contro gli anglo-americani già presenti in Sicilia!), sperando, con questo ultimo e riprovevole atto criminale di servilismo, di acquisire qualche parvenza di benemerenza nei confronti dei padroni-invasori atlantici… ovviamente, senza ottenere nulla, tranne il disprezzo assoluto, tanto dei precedenti alleati quanto quello dei nuovi padroni! …che per l’occasione coniarono un nuovo verbo nel loro idioma, con lo scopo di definire appositamente con un lemma l’inqualificabile voltafaccia politico-militare posto in essere dal Re, da  Badoglio e dai suoi generali, ossia… to badogliate! Invitiamo il lettore curioso ad approfondire il significato di questo verbo anglo-italyota!

Cosa non è l’8 settembre

Dunque, l’8 settembre non è mai stato un giorno di “consapevolezza politica antifascista” né di “scelta popolare rivolta a proclamare la propria autodeterminazione in senso democratico-liberale contro il regime mussoliniano”, tantomeno un giorno ideal-tipico rivolto contro presunte tirannie “nazi-fasciste” o altre fandonie consimili, che invece rappresentano le parole d’ordine della propaganda bellica del Sistema pluto-massonico “antifa” attualmente dominante! In verità, l’8 settembre ha rappresentato LA Tragedia più grande per il Popolo italiano e lo è ancor OGGI, perché costituisce il fondamento dell’odierno NULLA criminale imperante a tutti i livelli, morale, politico, sociale ed economico, che imperversa sull’Italia da oltre 80 anni. Esso è il fondamento della cosiddetta UE, prima ancora che di tutte le forme vessatorie e distruttive dei Popoli Europei. E’ l’archetipo della tirannide, dell’omicidio, dello stragismo imperniato sulla guerra civile permanente e della particolare vessazione patita dal popolo che rappresenta più di tutti una Civiltà universale, oltreché un intero continente geografico. Soltanto la costituzione del Legittimo Stato della Repubblica Sociale Italiana ha garantito la “continuità morale e civile del popolo Italiano”, innanzi al mondo ed alla Storia (qui). La sua sola esistenza, con il seguito che ha avuto, attesta la negazione dell’altra menzogna di guerra che racconta di un “fascismo scioltosi come neve al sole” e altre barzellette di tal fatta. Vogliamo quindi ricordare, a modo nostro, questo giorno orrendo nella storia millenaria dell’Italia, condividendo con voi uno scritto paradigmatico, che “fa riflettere”, sulla scia di quanto già detto dai sottoscritti in altra occasione (Qui)… una testimonianza scritta, che può valere per quelle di tutti gli italiani che in quella data nefasta si trovarono a fare la sola scelta giusta possibile in quel frangente, di già esposta pubblicamente su un quotidiano nel 1950 – cosa che oggigiorno, per i tempi oscuri del “politicamente corretto” in cui siamo costretti a vivere, ossia dell’imposizione ideologica di categorie immorali ed anti-umane calate dall’alto da chi detiene il potere, risulta una “eresia” prima di tutto impensabile oltreché impronunciabile – a suo modo una testimonianza tra cronaca politica e Storia, che è lo spaccato di un’ epoca, capace di catapultarci direttamente in quel tragico frangente e di cancellare decenni di falsità propinate alla popolazione da istituzioni politiche marce e desiderose esclusivamente di ingraziarsi i padroni anglo-americani, alle quali si sono votate anima e corpo, a tutto discapito della sorte e degli interessi del popolo italiano… pertanto abbiamo deciso di proporne la lettura presentando il testo per come esso venne pubblicato a suo tempo, senza aggiungere o togliere alcunché… certi della capacità immediata che il documento stesso ha di arrivare dritto al cuore della questione, senza infingimenti e inutili giri di parole… Buona lettura!

IlCovo 

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NOTE

1.   Ecco il testo degli ordini impartiti il 3 settembre, poi peggiorati, seguendo però lo stesso schema, nelle condizioni di Resa “lunghe”, l’8 settembre successivo e rese pubbliche il 29 dello stesso mese:  Armistizio breve. Del resto lo stesso Diktat successivo, siglato a Parigi nel 1947, esordisce in questi termini: “…in consequence of the victories of the Allied forces, and with the assistance of the democratic elements of the Italian people, the Fascist regime in Italy was overthrown on 25 July 1943, and Italy, having surrendered unconditionally, signed terms of Armistice 3 and 29 September of the same year” (qui). Ciò che viene chiamato “armistizio”, quindi, è una lista di “condizioni per la Resa”, dettate dagli occupanti, e quindi senza nessuna condizione, nemmeno proposta, dagli “arresi”.

2. Quello che viene chiamato “Trattato di Pace di Parigi”, è in realtà, come detto, a “coronamento” dei precedenti 2 ORDINI diramati dal comando anglo-americano il 3 e l’8 settembre, un impietoso diktat vessatorio, che tra l’altro, poggiandosi sui precedenti, stabilisce che l’Italia avrebbe iniziato una “guerra di aggressione” (!). Questo escamotage, serviva per vessare ancora di più la (ex) Nazione, togliendole tutto.

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SERGIO BARBADORO: “INQUADRIAMO IL CONTESTO STORICO” DEL VILIPENDIO

ann. 81 BarbadoroVi sono molteplici modi per insultare la memoria di un caduto. Il peggiore, forse il più indegno e basso, è costituito dalla falsificazione delle altissime ragioni morali ed ideali che lo hanno spinto fino all’estremo sacrificio. Posso ritenere con sufficiente sicurezza, che alla base dell’ orrendo gesto compiuto a danno del Tenente Barbadoro (qui), sta proprio l’odio antifascista. E, purtroppo, manifestato molto probabilmente da coloro che hanno iniziato a mostrare “attenzioni” nei confronti del Piccolo (invero inadatto per il grande sacrificio compiuto!) monumento dedicato all’evento di “Portella della Paglia” (es: qui). Ovviamente, tale “attenzione” è casualmente iniziata da quando questa Associazione ha reso il giusto tributo di Onore al Soldato in questione e ai suoi “camerati” . Il vergognoso atto vandalico, infatti, è benvenuto sia per chi “usurpa” l’identità fascista (rettamente mostrata, qui), che cerca di “appropriarsene” per gli scopi ormai noti (qui), che per chi invece vuole infangarla. Il risultato, in entrambi i “moventi”, rimane lo stesso. Per dare base a quanto sto affermando, come mio costume, rimando alla lettura di tale articolo: qui

Sergio Barbadoro, è inserito in un “contesto storico” totalmente inventato. Inoltre, si omette volutamente un elemento assolutamente fondamentale della sua biografia, e che sta alla base del suo Sacrificio. Ma vediamo cosa scrive l’articolista:

E bene inquadrare innanzitutto nel contesto storico gli avvenimenti. Un esercito unitamente ai regi Carabinieri che non ricevevano direttive e si trovavano allo sbando, molti di questi indecisi se essere fedeli al re o a Mussolini, moltissimi sbandati che abbandonavano armi, divise cercando di ritornare alle proprie case; Vittorio Emanuele III° che chiedeva a Grandi di convocare il Gran Consiglio e far dimettere Mussolini.

Andando oltre la forma di tale scritto, va notato che si sta mostrando un contesto storico inventato di sana pianta. Sergio Barbadoro NON era in una situazione di “sbando generalizzato” e i Soldati NON si trovavano innanzi alla scelta se prestare fede al Savoia fuggiasco e traditore, o al Duce del Fascismo italiano. Esistevano, purtroppo, episodi di fuga o di tradimento. Ma nella misura proporzionata all’evento storico. Inoltre, falsità maggiore, il Savoia NON chiedeva a Grandi di convocare il Gran Consiglio “per far dimettere Mussolini”. La seduta del Gran Consiglio, già pianificata da tempo, venne concessa DA MUSSOLINI, il 25 luglio, NON nel frangente del Sacrificio di Barbadoro e i suoi. Per le falsità propalate in merito a quella seduta, rimandiamo qui

Ma andiamo avanti:

Il sottotenente Barbadoro che presidiava la postazione a Portella della Paglia, con mezzi ed armamenti obsoleti ed insufficienti, cercò di sbarrare l’avanzata degli americani guidati dal generale Patton con i pochi mezzi che aveva a disposizione, restando fedele al suo dovere di militare e patriota non accettando neanche i consigli della propria fidanzata Elvira Giuffrida che aveva cercato invano di distoglierlo dai suoi propositi.
Gli americani dopo un primo momento di sbigottimento si organizzarono e con un potente cannone di assalto reagirono al fuoco. Barbadoro venne investito da una colonna di fuoco, venne ferito e morì con la pistola in pugno in un estremo tentativo di resistenza unitamente ad altri suoi commilitoni.
Di lui non si parlò mai più se non a cura di alcuni singoli studiosi

Intanto: “di lui non si parlò”… finchè l’Associazione IlCovo non rese onore alla sua memoria. Facendolo SECONDO LA VERITA’ dei fatti storici. Ed è esattamente PER QUESTO che si è proceduto al suo vilipendio. In merito allo “sbigottimento” degli invasori anglo-americani, che in realtà erano ingenti perdite, rimandiamo all’articolo di cui al link sopra. Tralasciamo anche la solita frase di circostanza sulle carenze del nostro Esercito, perchè poi dovremmo specificare per quale motivo vi fossero tali “limiti”, che sono addebitati ai “comportamenti” posti in atto a più livelli dagli alti comandi vicini alla Monarchia, ed arrivati fino alla fase finale.

A questo punto si arriva al nocciolo della questione. La lapide posta doverosamente a perenne ricordo dell’eroismo di Barbadoro ed i Suoi, riportava CORRETTAMENTE che essi stavano combattendo PER L’ITALIA FASCISTA. Non vi è aclun dubbio sulla Fede Fascista purissima (da Mistico Fascista!) di Sergio Barbadoro, che era iscritto ai Gruppi Universitari Fascisti (la cui iscrizione, lo ricordiamo, era assolutamente volontaria!), e che come Volontario, chiese di partecipare all’immane scontro che stava interessando la sua amata patria FASCISTA (qualche riferimento qui). Per cui, la dicitura riportata nella nostra lapide divelta indegnamente, era e rimane esatta e riportante la Verità dei fatti storici. Per cui, si è arrivati a cercare di “eliminare” l’ingombrante Eroe, perchè di Eroe Fascista si tratta, come per la grande maggioranza degli Eroi Nazionali a cui anche la “repubblica anglo-americana nata dalla resistenza eterodiretta del nemico” riconosce il sacrificio. Ovviamente, siccome di Fascisti si tratta, come ripeto in moltissimi casi (per non dire tutti), allora o si nega il loro Sacrificio, o lo si falsifica. Tertium non datur.

Ma, come ribadisco, la Verità, rivoluzionaria per antonomasia, non teme nè il tempo, nè gli uomini. Anche se entrambi dovessero mancare al loro compito!

Stefano-RomaInvictaAeterna

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RIMOSSA LA NOSTRA LAPIDE A SERGIO BARBADORO!

81 ann. Barbadoro - IlCovo

Cari lettori, amici ed avversari, non avremmo mai voluto scrivere parole come queste, ma purtroppo oggi, 22 luglio 2024, 81°anniversario del sacrificio del tenente Sergio Barbadoro, morto nell’estate del 1943 coi suoi soldati difendendo Palermo dall’attacco degli anglo-americani (leggi Qui), nel recarci ad omaggiarne il ricordo, come facciamo puntualmente ormai da 15 anni, presso il memoriale dedicato all’eroico ufficiale della Divisione Assietta, ubicato in quel di Portella della Paglia in provincia di Palermo, abbiamo potuto constatare di persona – come mostrano chiaramente le immagini soprastanti – che la lapide deposta dalla nostra Associazione in data 22 luglio 2009, è stata vigliaccamente rimossa da ignoti. Si tratta di un preciso attacco politico rivolto al nostro indirizzo, che dimostra ancora una volta come la “repubblica  antifascista nata dalla resistenza” faccia scempio della memoria del popolo italiano e sfoggio della propria consueta violenza, contornata dal timore assoluto nei confronti della Verità storica. Si, perché i pavidi e indegni che hanno rimosso quella lapide, si sono premurati di non fare alcun caso alle altre tre targhe pur presenti nel suddetto memoriale, rimaste tutte in loco e perfettamente intonse. Dunque, è oltremodo chiaro che la pietra dello scandalo per costoro era rappresentata precisamente ed esclusivamente da quella lapide, la NOSTRA!, che da “appena” 15 anni esplicitava in modo chiaro e netto e senza inutili giri di parole, l’eroica tragedia ivi consumatasi e l’esatto contesto storico-politico in cui si era verificata… ebbene RIVEDIAMOLA!

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Che cosa mai si diceva in più nel nostro testo, rispetto a quelli di già presenti e scolpiti sulle altre targhe, tanto da destare scalpore così da renderne necessaria dopo 15 anni la rimozione? Ve lo diciamo Noi! Si parlava dell’eroismo di un pugno di soldati dell’ITALIA FASCISTA; di lotta sino alla morte contro gli INVASORI ANGLO-AMERICANI; di FORTI PERDITE INFLITTE AI MILITARI AMERICANI; ma quel che è “peggio”, della FEDELTA’ AI VALORI ETICI DELL’ITALIA LITTORIA di quei martiri! In breve essa restituiva a quella tragica vicenda il vero contorno storico che si vuole mendacemente tacere (Chi?). Peggio ancora, si vuole nascondere che artefice della tutela della memoria storica verace del nostro popolo a mezzo di quella stele, fosse una Associazione non di destra, né di sinistra, né di centro (estremo o alto che dir si voglia!) né nazista o nazional-socialista o neofascista o socialista-nazionale… nossignori, bensì una associazione che è FASCISTA ed in quanto tale risulta comunque legalmente e politicamente inattacabile da chicchessia! Dunque, vogliamo avvisare codesti vili senza nome – che hanno commesso un vilipendio – a qualsiasi conventicola appartengano ed al servizio di chiunque abbiano agito: sappiate che tale orrendo espediente, che vi qualifica come nullità in tutti i campi, non sarà sufficiente ad impedirci di continuare la nostra fatica, tantomeno a vanificare quel che è stato da noi fatto sinora. A Sergio ed ai suoi soldati valorosi vogliamo dedicare nuovamente il Video con il quale come Associazione “IlCovo” ricordammo l’ottantesimo anniversario di tale epico seppur impari scontro, dove ancora campeggiava quella lapide che ne immortalava il loro ricordo, oggi ignobilmente trafugata…

DIGITARE SULL’IMMAGINE PER VEDERE IL VIDEO!

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