Passano le “date dogmatiche” e “simboliche” della “pseudo-repubblica occupata nata dall’ignominia”, ma quella appena trascorsa, l’8 settembre, rappresenta la “madre” da cui discendono tutte le menzogne che avviliscono presentemente la vita italiana, la fonte di tutti i disastri, della disintegrazione del nostro Popolo, dei lutti fratricidi che avviliscono da quella data il nostro tessuto nazionale. L’8 settembre 1943, non costituisce soltanto la simbolica “morte della Patria”, dell’unica Patria italiana esistente e che potrà mai esistere, quella Fascista! …ma rappresenta il sigillo di una vergogna imperitura, che OGGI si trascina nel presente politico degli italiani tutti e che sta trasversalmente anche a fondamento di tutti i comportamenti dell’odierna ignobile classe politica nazionale e di tutte le istituzioni di questa finta repubblica che vessa la nostra gente. Infatti i drammi, le oppressioni, i soprusi, l’assenza di sovranità, l’assenza di legalità (soprattutto!), l’abolizione del Diritto (in senso ROMANO!), l’ingiustizia Sociale, tutto il male possibile ed immaginabile che ci attanaglia, ma proprio tutto, risale a questa maledettissima data, che immancabilmente, nella memoria inventata di sana pianta dalle istituzioni della repubblica-fantoccio italy-ota, è assurta ad archetipo totalmente inventato, basato sulla fantasiosa ripetizione martellante di fesserie, spacciate pubblicamente per quintessenza del cambiamento politico virtuoso e morale!
Cosa è accaduto l’8 settembre 1943
Ebbene, storicamente l’8 settembre è stato reso pubblico quello che la propaganda anglo-americana, ancora oggi definisce come “armistizio” (stipulato in due forme: una “breve” siglata dai vertici militari italy-oti il 3 settembre precedente a Cassibile, ed uno “lungo” firmato l’8 settembre). In realtà quel cumulo indegno di articoli vessatori, non definiscono affatto ciò che le fonti del Diritto qualificano come “armistizio”, la cui definizione è quella di…”Cessazione delle operazioni di guerra tra eserciti belligeranti e l’accordo con il quale questi convengono di sospendere le ostilità. L’a. non fa cessare lo stato di guerra e lascia immutati i diritti e i doveri dei neutrali e dei belligeranti…” (qui).
A Cassibile, invece, non venne stipulato alcun Armistizio, secondo quella che è la corretta accezione del termine e come vuole il Diritto, ma diversamente venne imposta da nemici e accettata illegalmente da esponenti illegittimi, una Resa Incondizionata ai danni del Popolo italiano (1). La Resa, genericamente, si concretizza con uno dei belligeranti che si arrende e si sottomette all’altro belligerante, beneficiando così di questo atto. Ma nel caso specifico in questione, ciò che aggrava ulteriormente tale orribile atto – posto in essere da una Monarchia fellona e dalle istituzioni militari golpiste ad essa legate, che per tale evento rimarranno in eterno meritevoli di ignominia assoluta e totale – è il fatto che la parte che si arrese, accettò di farlo senza alcuna condizione! In tal modo gli anglo-americani, negli articoli del primo diktat (il secondo sarà quello stipulato con formale trattato a Parigi nel 1947 (2), “degno” coronamento dell’8 settembre!) imponevano una serie di obblighi agli arresi, le cosiddette clausole armistiziali, che si configuravano come veri e propri ORDINI, poi supinamente accettati ad una intera “classe dirigente” di scellerati e criminali! Infatti costoro, che non stavano affatto rappresentando gli interessi del “Popolo Italiano”, di fatto e di diritto, dopo la resa agli anglo-americani, motivata ufficialmente agli occhi della popolazione a causa della dichiarata impossibilità di proseguire la guerra da parte italiana, giacché l’economia e la popolazione sarebbero state “stremate” dallo sforzo bellico, tuttavia, poche settimane dopo, su loro ordine dichiararono guerra alla Germania! Dunque, la guerra non era finita affatto, non erano per niente finiti i bombardamenti Alleati indiscriminati sulla popolazione italiana, ma addirittura il governo monarchico-militare-golpista “arresosi” agli anglo-americani, dichiarava prontamente guerra alla Germania, già presente in forze sul territorio nazionale (perché chiamata in precedenza da Badoglio e dal Re al fine di sostenere lo sforzo militare degli italiani contro gli anglo-americani già presenti in Sicilia!), sperando, con questo ultimo e riprovevole atto criminale di servilismo, di acquisire qualche parvenza di benemerenza nei confronti dei padroni-invasori atlantici… ovviamente, senza ottenere nulla, tranne il disprezzo assoluto, tanto dei precedenti alleati quanto quello dei nuovi padroni! …che per l’occasione coniarono un nuovo verbo nel loro idioma, con lo scopo di definire appositamente con un lemma l’inqualificabile voltafaccia politico-militare posto in essere dal Re, da Badoglio e dai suoi generali, ossia… to badogliate! Invitiamo il lettore curioso ad approfondire il significato di questo verbo anglo-italyota!
Cosa non è l’8 settembre
Dunque, l’8 settembre non è mai stato un giorno di “consapevolezza politica antifascista” né di “scelta popolare rivolta a proclamare la propria autodeterminazione in senso democratico-liberale contro il regime mussoliniano”, tantomeno un giorno ideal-tipico rivolto contro presunte tirannie “nazi-fasciste” o altre fandonie consimili, che invece rappresentano le parole d’ordine della propaganda bellica del Sistema pluto-massonico “antifa” attualmente dominante! In verità, l’8 settembre ha rappresentato LA Tragedia più grande per il Popolo italiano e lo è ancor OGGI, perché costituisce il fondamento dell’odierno NULLA criminale imperante a tutti i livelli, morale, politico, sociale ed economico, che imperversa sull’Italia da oltre 80 anni. Esso è il fondamento della cosiddetta UE, prima ancora che di tutte le forme vessatorie e distruttive dei Popoli Europei. E’ l’archetipo della tirannide, dell’omicidio, dello stragismo imperniato sulla guerra civile permanente e della particolare vessazione patita dal popolo che rappresenta più di tutti una Civiltà universale, oltreché un intero continente geografico. Soltanto la costituzione del Legittimo Stato della Repubblica Sociale Italiana ha garantito la “continuità morale e civile del popolo Italiano”, innanzi al mondo ed alla Storia (qui). La sua sola esistenza, con il seguito che ha avuto, attesta la negazione dell’altra menzogna di guerra che racconta di un “fascismo scioltosi come neve al sole” e altre barzellette di tal fatta. Vogliamo quindi ricordare, a modo nostro, questo giorno orrendo nella storia millenaria dell’Italia, condividendo con voi uno scritto paradigmatico, che “fa riflettere”, sulla scia di quanto già detto dai sottoscritti in altra occasione (Qui)… una testimonianza scritta, che può valere per quelle di tutti gli italiani che in quella data nefasta si trovarono a fare la sola scelta giusta possibile in quel frangente, di già esposta pubblicamente su un quotidiano nel 1950 – cosa che oggigiorno, per i tempi oscuri del “politicamente corretto” in cui siamo costretti a vivere, ossia dell’imposizione ideologica di categorie immorali ed anti-umane calate dall’alto da chi detiene il potere, risulta una “eresia” prima di tutto impensabile oltreché impronunciabile – a suo modo una testimonianza tra cronaca politica e Storia, che è lo spaccato di un’ epoca, capace di catapultarci direttamente in quel tragico frangente e di cancellare decenni di falsità propinate alla popolazione da istituzioni politiche marce e desiderose esclusivamente di ingraziarsi i padroni anglo-americani, alle quali si sono votate anima e corpo, a tutto discapito della sorte e degli interessi del popolo italiano… pertanto abbiamo deciso di proporne la lettura presentando il testo per come esso venne pubblicato a suo tempo, senza aggiungere o togliere alcunché… certi della capacità immediata che il documento stesso ha di arrivare dritto al cuore della questione, senza infingimenti e inutili giri di parole… Buona lettura!
IlCovo











NOTE
1. Ecco il testo degli ordini impartiti il 3 settembre, poi peggiorati, seguendo però lo stesso schema, nelle condizioni di Resa “lunghe”, l’8 settembre successivo e rese pubbliche il 29 dello stesso mese: Armistizio breve. Del resto lo stesso Diktat successivo, siglato a Parigi nel 1947, esordisce in questi termini: “…in consequence of the victories of the Allied forces, and with the assistance of the democratic elements of the Italian people, the Fascist regime in Italy was overthrown on 25 July 1943, and Italy, having surrendered unconditionally, signed terms of Armistice 3 and 29 September of the same year” (qui). Ciò che viene chiamato “armistizio”, quindi, è una lista di “condizioni per la Resa”, dettate dagli occupanti, e quindi senza nessuna condizione, nemmeno proposta, dagli “arresi”.
2. Quello che viene chiamato “Trattato di Pace di Parigi”, è in realtà, come detto, a “coronamento” dei precedenti 2 ORDINI diramati dal comando anglo-americano il 3 e l’8 settembre, un impietoso diktat vessatorio, che tra l’altro, poggiandosi sui precedenti, stabilisce che l’Italia avrebbe iniziato una “guerra di aggressione” (!). Questo escamotage, serviva per vessare ancora di più la (ex) Nazione, togliendole tutto.
Vi sono molteplici modi per insultare la memoria di un caduto. Il peggiore, forse il più indegno e basso, è costituito dalla falsificazione delle altissime ragioni morali ed ideali che lo hanno spinto fino all’estremo sacrificio. Posso ritenere con sufficiente sicurezza, che alla base dell’ orrendo gesto compiuto a danno del Tenente Barbadoro (

Anche quest’anno la “Biblioteca del Covo”, in occasione dell’anniversario della 