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DEGRADARE L’IDENTITA’ FASCISTA A SOCIALISMO NAZIONALE – ennesima trama delle “correnti” politiche funzionali allo “status quo” demoplutocratico ; “IlCovo”, pilastro dell’ortodossia fascista, smaschera tali manovre!

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…Guerra fredda! Questa la “parola d’ordine” che si affianca al termine… “correnti”, divenendone sinonimo. Ecco una delle strategie più riuscite, utilizzate dal “demoliberalismo”! Infatti la “Guerra fredda”, lungi dall’essere semplicemente un periodo storico tramontato, rappresenta oggi più che mai la tattica principale di cui si avvale il sistema antifascista, la vera sostanza del metodo politico democratico corrispondente al principio politico su cui la stessa Guerra fredda, intesa quale periodo storico caratterizzante la seconda parte del 900, si è fondata per decenni. E’ il principio a mezzo del quale si è autolegittimata e perpetuata la “democrazia borghese”: ovvero la divisione del corpo politico e sociale in “parti”, presumibilmente diverse e tra loro in conflitto, contrapposte hegelianamente per l’unico fine inconfessabile al quale sono votate, consentire cioè l’esistenza del sistema partitocratico antifascista, la prosecuzione ad infinitum dello Status quo! Infatti, tale contrapposizione artificiosamente alimentata, sfociata non di rado anche in tragici fatti di sangue che prevedibilmente stabilizzano sempre il potere costituito,  storicamente ha consentito e continua a permettere la sopravvivenza di un sistema politico che su questa stessa divisione fonda oggettivamente la propria legittimità e che proprio per questo, alimentandola e fomentandola di continuo, dall’interno e dall’esterno, può continuare a contare sulla propria solidità; sulla “intangibilità” dei “parlamenti-parlatoi” ridotti a centrali di controllo politico territoriali delocalizzate asservite alle lobby economiche mondiali che li manovrano; sulla “sacralità ingannevole” delle varie “carte costituzionali” demoliberali, e dunque sull’intangibilità politica del “tempo presente”, cristallizzato nell’attualità liberal-parlamentare quale UNICA FORMA POSSIBILE TOLLERATA di aggregazione politica mondiale per l’umanità, che così, di fatto, avrebbe raggiunto la meta politica finale e definitiva della nostra specie! Con questo principio falso ma assunto a “verità universale”, ovviamente, non si va innanzi! Si resta vincolati al riconoscimento esclusivo della rappresentanza del “bene pubblico” delegata alle cosiddette “forze politiche democratiche”, intra od extra parlamentari; tutte vincolate ad un sistema clientelare neo-feudale corrotto e corruttore, gestito dalla plutocrazia globalizzante che tollera unicamente chi ne riconosce e sostiene in modo concreto le pretese! Soprattutto se tra le fila di codesti “sostenitori” si annidano coloro che risultano essere sempre pronti a interpretare per conto “terzi” l’ “ingrato” ruolo di “rivoluzionari della domenica” che si spacciano a chiacchiere come “alternativi al sistema”! Tante sono le sigle, piccole e grandi, di cui si avvale siffatto ammasso di “camaleonti”, tutte comunque riconducibili a tali maneggi. Ciò che ad essi viene sempre richiesto è di “convogliare” la cittadinanza tutta, anche le frange più piccole e insoddisfatte, all’interno degli schemi politici consentiti e pre-costituiti a tavolino da chi comanda davvero, schemi già decisi e indiscutibili. Non importa se tali nuclei siano talvolta numericamente inconsistenti. L’importante è che la massa tutta sia sempre e comunque “allineata e coperta”, procedendo per il resto dei propri giorni all’interno del “recinto” che il sistema politico vigente ha preparato! Propedeutici a tale strategia politica risultano pienamente gli articoli che “gentilmente”  tale Maurizio Barozzi (curatore del sito Federazione Nazionale combattenti R.S.I., che non disdegna di scrivere sul quotidiano di riferimento della “corrente” dei cosiddetti socialisti nazionali) ha voluto dedicarci dopo le recensioni dei nostri lavori scritte da Vincenzo Vinciguerra (vedi:  http://www.ilcovo.mastertopforum.net/vinciguerra-recensisce-i-nostri-lavori-vt2736.html), con l’intento nominale di “recensire” anch’egli più di una volta “L’estrema destra contro il Fascismo”, pur senza averci mai conosciuto né tantomeno aver mai avuto alcuno scambio di opinioni con noi o la nostra associazione, addirittura asserendo di non conoscere nemmeno la nostra collocazione politica o ideologica (beato candore!). Il perché di tale interesse lo abbiamo compreso da subito poiché, lo diciamo senza giri di parole, in modo evidente e intenzionale tali scritti non colgono affatto il senso di ciò che invece risulta chiaro nel testo che abbiamo steso. Il Barozzi, infatti, non sembra voler rilevarne la critica integrale al sistema politico vigente; né l’accusa fatta a chi ha operato su mandato della “repubblica antifascista” pur dichiarandosene a chiacchiere  alternativo, con l’intento per noi evidente (ma non per lui!) di usurpare e cancellare deliberatamente i tratti unici e distintivi dell’ideale fascista al fine di debellarlo ed inserirne i potenziali simpatizzanti in schemi politici precostituiti dal medesimo sistema “liberal-democratico”, non importa se sul versante “di destra” o “sinistra” (…giacché la cosiddetta “sinistra democratica” se non si occupò di formare ex novo un partito “neofascista”, si “limitò” però ad assorbirne nel Partito Comunista alcuni “reduci” e “simpatizzanti”, convincendoli che il “fascismo vero era stato tradito da Mussolini” e non avrebbe potuto “sfociare” in altro sistema all’infuori di quello socialista!). Il Barozzi, analogamente a quanto abbiamo già riscontrato essere al riguardo l’atteggiamento dei cosiddetti socialisti nazionali, finisce così anche lui per misconoscere volutamente il cuore stesso dell’analisi presente nel nostro lavoro, ugualmente portata avanti da anni in qualità di Associazione ilCovo – studio del Fascismo mussoliniano, Scuola di Mistica fascista: e cioè che la nuova concezione ideologica maturata nel Regime mussoliniano (che politicamente e storicamente ha uno ed un solo nome, cioè FASCISMO), NON PUO’ IN NESSUN MODO identificarsi con alcuna delle parti politiche del sistema liberal-parlamentare né tantomeno con alcuna delle parti sociali, pena la propria autodistruzione, poiché, come già scrisse ad esempio il teorico fascista Sergio Panunzio, essa risulta TOTALITARIA … “in quanto unica, indivisibile, e non soggetta a divisioni e transazioni di sorta, è l’idea politica o la concezione dello Stato da realizzare, come unico é, per conseguenza, il « partito rivoluzionario », soggetto e titolare dell’idea e della Rivoluzione.” Sicché il nostro improvvisato recensore sembrerebbe d’accordo nel riconoscere con noi che al termine dell’ultima guerra mondiale lo pseudo “post-fascismo” si sia auto-collocato maggioritariamente a “destra” (poiché tale risulta la parte politica che nominalmente ha operato l’usurpazione diretta più evidente di nomi e simboli per meglio screditarne i contenuti reali, una mistificazione tutt’ora in corso d’opera), inficiando da subito la propria millantata “alternatività” al sistema politico, in quanto negata concretamente all’atto stesso della nascita di quel partito, dichiaratamente “liberal-conservatore” e pienamente inserito nell’arco costituzionale, che fu di fatto (e di diritto) il defunto M.S.I. , per non parlar poi della presunta ma inesistente continuità col Fascismo, sostenuta solo in virtù di certo apparato estetico-coreografico reducistico e del richiamo strumentale a taluni temi politici. Ma ciò di cui non esiste traccia nell’analisi del Barozzi, pur essendo ben presente nel nostro scritto, riguarda il fatto che la voluta frantumazione ideologica del Fascismo effettuata dalla “democrazia partitocratica italiana”, non ha assunto un’unica connotazione, poiché il sistema borghese si avvale da sempre del “metodo delle correnti” interne ai gruppi politici riconosciuti come organici ad esso; “correnti” che risultano essere un espediente tanto fasullo quanto efficace, poiché consentono di legittimare ufficiosamente anche le presunte posizioni ideologiche più radicali e rivoluzionarie del panorama politico, neutralizzandone contemporaneamente ogni pretesa velleità, proprio in virtù del loro essere parte integrante del meccanismo politico dal quale in linea teorica dichiarano di essere estranee! Il fine ultimo di codesti “spifferi” risulta essere immancabilmente l’approdo allo stesso “sistema democratico antifascista”. Poiché, in ultima analisi, sono le stesse “correnti” che si nutrono e utilizzano schemi mentali e categorie politiche peculiari di tale sistema, considerate quali “moderne”, “attuali”, o comunque “ineludibili”, magari bisognose tutt’al più di qualche riforma. Dunque, per costoro è da tale “modernità partitocratica” che si deve comunque ripartire, sviluppandone meglio i contenuti, rendendoli “davvero” ciò che “agli albori” promettevano di essere, ma che non si è ancora riusciti a concretizzare a causa di presupposti ma inesistenti tradimenti verso il feticcio degli “immortali principi dell’89”. Invece, secondo quanto sostenuto nei nostri lavori (fin troppo spesso citati a sproposito senza mai essere compresi), se si vuol discutere seriamente e senza giri di parole di ideale fascista, siamo convinti da sempre che le argomentazioni ideologiche espresse dai dottrinari del Fascismo accreditati dal P.N.F. appaiano sufficientemente chiare e lineari, nonostante spesso siano state strumentalizzate e deformate da neo esegeti tanto improvvisati quanto in malafede. Sempre il Panunzio, ad esempio, in linea con l’ortodossia dei teorici ufficiali del Partito fascista, riguardo al SUPERAMENTO DEFINITIVO di concetti quali “modernità” o “progressismo” così sentenziava: Lo Stato fascista [è] «Stato nuovo»…ritengo opportuno cancellare dal vocabolario politico e giuridico la comune e ripetuta espressione : « Stato moderno », che non ha nessun valore altro che cronologico”. Gli articoli del Barozzi, dunque, lungi dal centrare l’essenza del problema di cui abbiamo scritto nel nostro breve saggio, rappresentano invece un classico esempio di apripista al “correntismo” intra-sistemico di cui dicevamo. Leggendoli si può constatare come sia possibile “criticare” nominalmente il sistema antifascista e l’appropriazione ideologica indebita compiuta dalla destra radicale di matrice missina… senza criticarla realmente! Infatti egli (insieme al giornale “Rinascita”, che non a caso ne pubblica tale recensione) ufficialmente si dice d’accordo con noi nel ribadire che la destra radicale ha usurpato il Fascismo; che Evola sia stato trasformato arbitrariamente da quest’ultima in riferimento ideologico al posto di Mussolini e Gentile; che l’idea evoliana non è fascista ma “tradizionista”; che la sua filosofia non è assimilabile a quella dello Stato Etico gentiliano. Ma poi, attraverso una serie di distinguo capziosi, finisce però con l’apprezzare ciò che logicamente in base a tali premesse avrebbe invece dovuto esclusivamente stigmatizzare. Infatti secondo il Barozzi, saltando nuovamente a piè pari quanto riportato nel nostro breve saggio al riguardo, Evola può essere “diversamente inteso”, in tal caso la sua “sapienza e saggezza iniziatica” certamente non risulta più esiziale al “fascismo barozziano”, esattamente come per la filosofia “gerarchico-organica” evoliana (guai a chi come noi dovesse pensare diversamente da quanto egli scrive, che cioè il Fascismo era già in possesso di una sua propria concezione politica organicista e gerarchica senza aver bisogno di ricorrere ad Evola!). Ma il recupero del “rottamato” Evola non finisce qui, poiché nella prosa barozziana addirittura egli finisce per assurgere al rango di “rottamatore”! Infatti scopriamo che dal punto di vista “filosofico” sarebbe stato proprio Evola che avrebbe dotato ideologicamente il Fascismo stesso di concetti cardine come quelli Etico-Corporativi o addirittura del suo peculiare già citato organicismo. Anche stavolta, chi dovesse saltare dalla sedia per aver letto una tale assurdità, se non altro in ossequio al percorso ideologico compiuto da tale Benito Mussolini, unico fondatore del Fascismo, a cui si affiancarono Giovanni Gentile con il proprio apporto filosofico-politico derivato dalla critica al marxismo, nonché lo stesso sindacalista Sergio Panunzio, passando poi per i giuristi Alfredo Rocco e Carlo Costamagna, secondo la prospettiva barozziana non dovrà far altro che ricredersi! Appare così in tutta la sua evidenza che il tema da cui era partito il nostro recensore risulta essere stato solo un mero pretesto, poiché totalmente svuotato dei propri contenuti e totalmente stravolto nel messaggio di cui siamo latori. In verità il Barozzi una critica ad Evola la fa pure, ma casualmente sempre spezzando una lancia in favore della “corrente” dei cosiddetti socialisti nazionali, poiché il torto vero attribuitogli sarebbe riconducibile alla sua avversione verso la “socializzazione delle imprese”, il nuovo “totem-specchietto per le allodole” di tale ennesima corrente antifascista. Ecco così che, magicamente, lo spettro della tattica missina (già descritta nel nostro lavoro e di cui Barozzi e “compagni socialisti nazionali” non sembrano minimamente essersi accorti) si materializza nuovamente per mezzo della prosa barozziana. Evola, al quale i missini e la destra radicale antifascista tutta erano e sono tanto affezionati, torna così di nuovo in auge, purché “coniugato” al sacro dogma della “socializzazione”, presunta vera essenza del fascismo tanto nell’interpretazione delle  correnti “sinistre” vetero-missine quanto oggi delle nuove correnti “socialiste nazionali”. E dire che codesti “socialisti nazionali” non si dichiarano nemmeno fascisti (come in tanti fanno tra le “correnti” della cosiddetta destra radicale, che ammorbano però pubblicamente l’ideale fascista con i loro indegni spettacoli vandalici a base di saluti romani e chincaglieria scenica varia all’insegna del nero!) pur utilizzando sempre e a sproposito riferimenti al Regime mussoliniano, andando ben al di là della spudoratezza come nel caso del ridicolo plagio effettuato di recente nei riguardi della Scuola di Mistica Fascista, lanciando l’idea patetica di una “mistica socialista nazionale”, un ‘ulteriore trovata squallida e dissacrante messa in piedi per svilire e mortificare ancora una volta la vera essenza stessa del Fascismo quale originale e inimitabile concezione politica spirituale. Il fine evidente rimane quello di costruire a tavolino l’ennesimo surrogato pseudofascista, il classico contenitore multiforme dove si vuole illudere gli sprovveduti ignoranti che vi incappano di avere a che fare con un soggetto che si “ispiri” al fascismo, senza che esso ne utilizzi il nome e il simbolo, senza riconoscerne l’effettiva dottrina ideologica e senza alcuna volontà di perseguirne gli autentici fini politici incentrati sullo Stato Etico Corporativo totalitario fascista… insomma, come al solito un innocuo “fascismo” senza FASCISMO, pronto ad uso e consumo della repubblica antifascista nata dalla resistenza. Ma anche in questo turpe “gioco” scopriamo che essi sono stati preceduti dal “vituperato” (a parole!) M.S.I. che, non a caso, per bocca di uno dei suoi massimi dirigenti aveva coniato il mottonon rinnegare, non restaurare” ! Ovviamente tutti temi presenti nel nostro libro ma di cui Barozzi e compagni socialisti nazionali, distrattamente, non si sono avveduti! Inoltre, qualcuno malpensante come noi, per confutare la baggianata sulla socializzazione presunta “essenza del Fascismo”, potrebbe ricordare ad esempio le parole del Duce nel Discorso del Lirico, o nella Corrispondenza Repubblicana :Il secondo degli otto punti che precedono il testo del decreto sulla socializzazione delle imprese approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 febbraio, dice che uno dei criteri fondamentali che hanno ispirato il decreto stesso è la rivendicazione della concezione mussoliniana di una più alta giustizia sociale, di una più equa distribuzione della ricchezza, della partecipazione del lavoro alla vita dello Stato. E’ necessario mettere l’accento su questo concetto: si tratta di rivendicare il pensiero mussoliniano, un pensiero scolpito nelle parole e concretato nelle opere di Mussolini per venti anni, e non già di orientarsi verso una nuova dottrina, rinnegando o per lo meno obliterando il passato. Si tratta di uno sviluppo, o piuttosto di un felice e necessario coronamento, non di una diversa e inedita impostazione dei problemi sociali. […] Sarebbe facile, come appare ovvio a chiunque conosca le manifestazioni del pensiero sociale mussoliniano, continuare; ma queste poche citazioni sono sufficienti per documentare la coerenza rivoluzionaria del fascismo, il quale non rinnega ora le proprie origini e i propri ventennali sviluppi, ma si rifà alla loro più genuina essenza travolgendo gli esterni ostacoli e le interne resistenze che si frapponevano alla piena realizzazione dei suoi altissimi fini sociali. E’ quindi assolutamente superfluo che gli italiani di labile memoria abbiano l’aria di cadere dalle nuvole in preda alla più autentica delle sorprese di fronte al fondamentale provvedimento della socializzazione. Si tratta, è vero, di una nuova pietra miliare, ma alle spalle, come patrimonio che non si rinnega, è la strada che abbiamo faticosamente percorsa;” o magari anche gli stessi documenti del Partito Fascista repubblicano, che confermano come la “socializzazione delle imprese” costituisce solo UNA PARTE dell’ articolato ideale etico-corporativo fascista, iscritta peraltro nell’ambito economico quale corollario della più vasta concezione spirituale organico-gerarchica del Fascismo! Ma è bene guardarsi dal produrre simili argomenti, poiché inevitabilmente facendo ciò si incorre sempre nell’accusa da parte dei “camaleonti” di “ottusità politica”, “vacuo intransigentismo”, “ducismo”, “purismo”, in breve, di praticare “sterile onanismo intellettuale” (o come sono soliti ripetere i “rivoluzionari a  corrente alternata”, di farsi le “seghe mentali”) e quant’altro si possa concepire con gran eloquio politico! Noi però, in qualità di associazione culturale IlCovo – studio del Fascismo mussoliniano, Scuola di Mistica fascista, preferiamo comunque dar credito agli ideologi ufficiali del Regime mussoliniano, che affermavano, tra le altre cose, quanto segue: “Lo Stato fascista ricco così di una forte membratura sociale, politicamente accentrato ed autoritario… non corre il pericolo di essere sommerso e inghiottito dalle società particolari e dai sindacati; non scioglie questi ultimi, ma li ammette nel suo seno, li riconosce anzi, li colloca al loro giusto posto, riservando loro la coscienza di «funzione» e di «parti», non di « fine» e di «tutto», di parti subordinate al tutto, non di parti erigentisi esse al tutto; e primieramente li comanda, li signoreggia, li adopera e li piega come parti di se stesso ai suoi fini immanenti e sovrani.” Eppure, nonostante la sconcertante limpidezza e l’assoluta autorevolezza delle fonti da noi illustrate, tutto ciò non impedisce a costoro di prodursi nelle futili accuse di cui sopra o in speciose speculazioni campate in aria come quelle di cui abbiamo testé riferito, poiché anche questo rientra pienamente nella tattica dei “camaleonti” al servizio del sistema antifascista. Tuttavia, per quanto ci riguarda, è bene che si mettano pure l’anima in pace! Continueremo a diffondere il Fascismo vero e a denunciarne i mistificatori di ogni provenienza. Lo affermiamo nel nome e in vece di eredi spirituali dei VERI Mistici del Fascismo, i quali proclamavano testualmente di essere sempre “…con gli scanzonati, gli audaci, i disinteressati, che sanno oggi smascherare un traditore senza chiedergli prima il permesso … Il mistico del fascismo ama la virtù del silenzio, ma non lo confonde con la pavida deliberazione di tacere ad ogni costo, anche di fronte alle più palesi disfunzioni. Il mistico del fascismo sa che il dovere di ogni sentinella è di imporre l’alt, di gridare l’allarmi e infine di far fuoco se taluno violi la consegna affidata alla sua vigilanza”…con buona pace di plagiatori, strumentalizzatori e borghesi finto-fascisti di ogni colore! Noi fascisti de IlCovo abbiamo le spalle larghe e perseveriamo senza mai demordere, forti della certezza assoluta della bontà, della chiarezza e della sincerità della nostra fede politica, che testimoniamo continuamente, e che ha un solo nome immutabile, FASCISMO…e la Fede smuove le montagne… come sostenne anche tale Benito Mussolini!

IlCovo

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Lo stupidario della “repubblica antifascista”: tra “illegittimità” fasulla e indegnità vera!

“Una delle punizioni che ti spettano per non aver partecipato alla politica è di essere governato da esseri inferiori” (Platone)

Oggi, invece che dedicare la Domenica a ciò che si ha di più sacro, si è per l’ennesima volta bombardati dalle solite “armi di distrazione di massa”.

Come abbiamo avuto modo di dimostrare abbondantemente, questa “repubblica” sarebbe davvero esilarante se non fosse una tragica devastazione! L’ex-gufino, ex-compagnosky, ex-uomo, ha risposto “per le rime” ai buffoni della sua stessa corte, che si atteggino o meno a “rivoluzionari del lunedì”, che “rimproveravano” il “parlamento” di essere “illegittimo”… Lui ha prontamente risposto NO! Questo parlamento è legittimo! Ma certo…L’accusa di illegittimità è infatti “basata” sulla legge elettorale, stabilita “Non costituzionale” dalla stessa “corte” che precedentemente l’aveva decretata costituzionale (che ridere!)! Beh, se l’accusa di illegittimità si fonda su questa “sentenza”, allora ha ragione l’ex-gufino! NO! Il parlamento è pienamente “legittimo”, poiché l’ “illegittimità” e la “buffonata” lo fondano! Dunque: nulla di nuovo sotto il sole! Infatti la buffonata di una Corte che stabilisce “incostituzionale” ORA, ciò che aveva stabilito come “costituzionale” PRIMA, rientra perfettamente nella “logica” di questa “repubblica”! Come rientra perfettamente nella “logica” di questa “repubblica” che non vi sia nessuna “legalità”, in nessun ambito. Che la “legge” non abbia più la sua funzione primaria, quella di essere il corollario della GIUSTIZIA, ma di “garantire” invece interessi di gruppi di potere ben definiti a scapito di “cittadini-bovi” che non fanno una piega.

Se invece l’accusa di illegittimità venisse mossa basandoci sui NOSTRI principi, essa sarebbe perfettamente plausibile ed immediatamente dimostrabile. La “repubblica”, infatti, è storicamente nata da un compromesso e da una falsificazione (il famoso “referendum popolare” del 1946); è stata fondata da STRANIERI; è vincolata a trattati stabiliti da un ristretto gruppo di SERVI di invasori; è stata fondata obbedendo a ordini esteri; è seduta su un cumulo di rovine e di sangue fraterno, provocato dagli stessi servi di cui sopra.

Il parlamento è illegittimo da quando è nato, e non perché si fa beffe del concetto stesso di “legge”, poiché se ne fa beffe da quando è stato costituito, appunto.

Dunque vediamo questi esponenti dello “stupidario repubblicano”, che fanno ridere i polli…,ma ora nemmeno più quelli…,per i loro anatemi e le loro sortite!

E li vediamo intenti a distrarre ancora, oggi con quella grandissima buffonata che sono “le primarie del PD”, con il corollario della “protesta dei forconi”, che per tutta risposta alla presunta “vessazione” che teoricamente starebbero subendo, ovviamente “vessazione a orologeria”, dichiarano di voler mettere in ginocchio I CITTADINI, di voler distruggere quel poco di bene pubblico che è rimasto…per presumibilmente protestare “CONTRO I POLITICI”!!!! Eh sì! E’ così che si protesta “contro i politici”! Lasciandoli indisturbati, con le solite clientele (di cui i “forconi” sanno qualcosa!), con i soliti poteri…E infatti il grido udito tra i “forconi”, tra gli altri”, è stato “VIVA LA MAFIA”. Un grido che dice veramente tutto! Dice tutto a chi sa (molto pochi) che tra “mafia” e “repubblica” non esiste nemmeno la differenza delle forme! E quindi, via con i “botti”! Vediamo se saranno programmate altre bombe, altro sangue fraterno, altri attentati, altre distruzioni del poco bene pubblico ancora non svenduto che ci rimane! Certo.. questa è la “rivoluzione”! L’unica “rivoluzione” accettata e promossa dalla demo-plutocrazia mondiale: la “rivoluzione del caos”! Non c’è niente di meglio del CAOS  e della violenza urbana per perpetuare i piani dei distruttori satanici che ci governano…

Faccio un appello: rimanete con le vostre famiglie, invece di fare ciò che i demo-plutocrati vi ordinano! Onorate il Giorno del Signore, se siete credenti! Operate per il Bene comune, se potete. Fate questo, piuttosto che obbedire a chi vi manovra! E magari…SVEGLIATE LA VOSTRA COSCIENZA divenendo FASCIO ITALIANO, senza differenze di sorta, ABBANDONANDO la violenza fratricida voluta e perpetuata da terzi! Ma lo so.. forse è chiedere troppo!

RomaInvictaAeterna

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Distrazione, ipocrisia e squallore per nascondere l’unica verità: l’inutilità della repubblica antifascista che di fatto è solo un cadavere politico, anche formalmente!

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Abbiamo già scritto di recente sugli espedienti di quart’ordine che vengono malamente usati dall’ “intellighenzia” della “repubblica delle banane” per distrarre ed eterodirigere la “massa”. Contando proprio sull’addormentamento delle coscienze…ormai avviluppate da una deformazione consumistica senza precedenti.

Il teatrino di questi giorni, “Berlusconi decade-sì o decade-no; Forza Italia-sì, Forza Italia-ni; Alfano-sì, Alfano-no”, che è parte dell’altro sceneggiato a puntate sul “governo che cadrà o non cadrà?”, con tutti i giornali ad occuparsi nelle prime pagine di tali pagliacciate, fa veramente pietà! Tra l’altro solo in questo “paese” si può affermare senza nessuna vergogna che tali “eventi” siano “novità”… Tutti i media generalisti, in bell’ordine,  stanno diffondendo il fetido liquame della “distrazione”, certi della risposta della massa inebetita …che è ben felice di stare dietro più ai gusti sessuali e alle beghe fiscali di Berlusconi che alla reale situazione del paese! Ciò che sta accadendo rende ben chiaro che la vera Rivoluzione, oggi, non potrà non passare per la FORMAZIONE e l’INFORMAZIONE nella VERITA’. Quelli che dovrebbero essere solo “strumenti”, che potrebbero davvero aiutare l’uomo, ovvero i Media, sono diventati organi di annullamento della personalità in mano a pochi plutocrati! Attraverso questi strumenti si sta abilmente coprendo quella che è una realtà tragica: ovvero, l’inutilità della repubblica delle banane antifascista di fatto e di diritto, poiché anche le FORME della cosiddetta “rappresentanza degli interessi popolari” che dovrebbero assolvere le cosiddette “istituzioni democratiche”, già di fatto asservite alla plutocrazia internazionale, sono platealmente venute meno! Il POTERE, ora, anche formalmente, è demandato alla BCE, all’FMI; ed ai cosiddetti “governi” non è rimasto altro che ratificare le decisioni di questi organi di distruzione e affamazione, coprendo il tutto con sceneggiate di quart’ordine che dovrebbero impedire alla massa popolare di comprendere a che gioco si sta giocando sulla sua pelle ed a camuffare i veri “burattinai” che manovrano i “pupazzi” del parlatoio ! Il tragico è che i servi di questa  associazione per delinquere, forti dell’addormentamento di cui sopra, non si sprecano più nemmeno per cercare di “camuffare efficacemente”tali fatti: http://www.affaritaliani.it/economia/letta-ft181113.html?refresh_ce . In mezzo alle loro false “attenzioni” per l’ “antieuropeismo”, ovvero i presunti interventi di sostegno alla cittadinanza la cui attuazione è l’ennesima beffa rifilata a masse inerti, dichiarano platealmente il piano di smantellamento anche formale della stessa struttura sociale che avevamo già ampiamente documentato e che è il fine reale di queste “crisi” ad orologeria: http://www.ilcovo.mastertopforum.net/crisi-debito-nuova-fase-eliminare-lo-stato-vt2459.html .

Ovviamente tutti gli “attori-pagliacci” di questa pantomima criminale sono schierati in buon ordine, destra, centro e sinistra. Compresi i “rivoluzionari” del “lunedì”, i cosiddetti grillini pentastellati, che sbraitano dentro un parlamento fantoccio a cui, con le loro chiacchiere inutili, stanno dando una boccata di ossigeno legittimandone la funzione agli occhi degli ingenui, concentrandosi anch’essi su “Berlusconi-fuori” e su “Rodotà-presidente” come quintessenza della pseudo-rivoluzione di cui vanno cianciando! Mentre naturalmente tutto si sgretola e si sfascia!

A chiudere in “bellezza” questo quadro orripilante c’è l’ennesima e ipocrita arma di “distrazione di massa”, che ormai si usa a colpo sicuro: lo “scandalo sessuale”. In questo straccio di paese, fatto di ipocriti vigliacchi e colpevoli essi stessi del degrado che a fasi alterne denunciano , un paese di guardoni perversi che si trastulla tra un “Grande fratello” e un fondoschiena di Belen, senza trascurare la sua “farfallina” ovviamente, che si indigna per “cose che non si devono fare” ma che puntualmente vengono FATTE, lo scandalo “sessuale” è diventato il non plus ultra! E, come se cadessero dalla più alta nuvola dell’ ADE, ecco che tutti si “indignano”, gli IPOCRITI, per le prostitute “bambine”, che si vendono per portare soldi a genitori ABOMINEVOLI che le incoraggiano a “farsene” quanti più possibile!

Questo spaccato sociale non meraviglia chi ha ancora una dignità (pochi a dire il vero!), perché è l’esatto “prodotto” di una società DEGENERE, che incoraggia questi atti, li propina in ogni salsa, li maschera da “Libertà di scelta e di pensiero”, li diffonde come quintessenza della “Liberazione sessuale” e dell’ affrancamento dal moralismo, e poi si INDIGNA quando se ne raccolgono i frutti avvelenati… USANDO questa indignazione come altra arma per distrarre dal cataclisma morale e sociale in atto… Tanto basta sbattere in faccia qualche altra “farfallina” per far dimenticare tutto… E poi si trova sempre qualche STOLTO che accusa pure di “moralismo” chi, come noi, denuncia questo degrado da “bordello a cielo aperto” che è la “repubblica” in cui abbiamo la disgrazia di vivere! VERGOGNA!

IlCovo

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IL FASCISMO, UN FENOMENO POLITICO UNICO, ORIGINALE E… USURPATO!

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Nel ribadire il nostro ringraziamento a Vincenzo Vinciguerra per le sue recensioni realizzate e inviateci tra le difficoltà che ognuno può intuire ( http://ilcovo.mastertopforum.net/vinciguerra-recensisce-i-nostri-lavori-vt2736.html?start=0&postdays=0&postorder=asc&highlight= ),  avevamo anticipato che avremmo, doverosamente, obiettato ad alcuni giudizi e valutazioni politiche da egli espresse in merito al Fascismo. Conclusioni che, invero, sono precedenti la lettura dei nostri testi e che fanno parte del suo bagaglio ideologico, già prima della sua volontaria “assunzione di responsabilità” e che abbiamo letto essere ribadite in più occasioni, non ultime le recensioni in oggetto. Sono conclusioni, lo diciamo subito a scanso di equivoci, che vanno in una direzione opposta a quanto abbiamo cercato di sintetizzare nei nostri lavori, che Vinciguerra, oltretutto, ha purtroppo involontariamente letto in modo “inverso” rispetto all’ordine cronologico dei temi trattati nonché della loro stesura e divulgazione, fatto che probabilmente può aver inciso sulle sue considerazioni. In breve, ciò che noi riteniamo essenziale debba essere “compreso” riguardo l’essenza del Fascismo, corrisponde esattamente a quanto da sempre affermiamo sul forum della nostra Associazione “IlCovo – studio del Fascismo mussoliniano”, sulla scorta della produzione ideologico-dottrinaria ufficiale realizzata dai dirigenti del Fascismo (Mussolini in primis) e pubblicata dal Partito Fascista (sia nella sua stagione precedente all’8 settembre 1943 che in quella successiva) dalla quale è derivato anche lo studio storico-politologico di cui i due volumi in oggetto (“L’Identità Fascista” e “L’Estrema Destra contro il Fascismo”) rappresentano la concretizzazione: ovvero che il Fascismo rappresenta primariamente un modello politico di Civiltà, UNICO, ASSOLUTAMENTE ORIGINALE e purtroppo largamente USURPATO. Vi sosteniamo che, a parere nostro, viene continuamente e colpevolmente taciuto il carattere originale del totalitarismo fascista che, qualora effettivamente riconosciuto, impedirebbe a chiunque ne fosse sostenitore genuino e sincero di accettare la logica partitocratica ed il proprio inserimento tra gli altri gruppi demoplutocratici, peggio ancora, di qualificare la propria azione politica nel quadro delle competizioni elettorali, i cosiddetti “ludi cartacei”, accettando per sé l’immagine di “parte” del corpo politico, o di una qualunque “fazione” di esso, sia essa moderata o estrema; di destra, centro o sinistra. Quella che noi abbiamo definito “vulgata di destra”, ovvero l’appropriazione indebita cronologicamente più “estesa” e politicamente più “rimarcata” del Fascismo, iniziata ufficialmente nell’immediato secondo dopoguerra (sebbene avviata a conflitto in corso!), realizzata per fini strumentali alla “guerra fredda” ed eterodiretta da parte del governo statunitense, non è da noi  criticata ed attaccata solamente sulla base esclusiva di una polemica con il cosiddetto occidente americanizzato, né incentrata su di una accusa di “tradimento” fatta a questo o quel partito, o peggio alla sola dirigenza del Movimento Sociale Italiano. La nostra critica alla “DESTRA” (estrema e non) è una critica ad un intero sistema politico ed evidenzia una usurpazione totale di idee e riferimenti ideologici. I movimenti intra ed extra parlamentari di Destra, hanno usurpato e falsificato il Fascismo. Non era (e non è!) solo una questione di azioni sconsiderate intraprese da perfidi dirigenti e/o militanti ignoranti, contrarie a idee altrimenti in linea con la giusta ortodossia fascista, ma era e rimane tutt’ora, anche e soprattutto una questione di idee sbagliate, che negano la stessa Dottrina del Fascismo. Idee professate non solo dall’M.S.I. , quale strumento parlamentare del sistema antifascista, ma anche dalle sue propaggini extraparlamentari più o meno ufficiali (Ordine Nuovo, Terza Posizione, ecc.), tutte antitetiche all’ideale ufficialmente professato e codificato dal Fascismo storico. Da ciò discende che nessuno, senza eccezioni, ha fino ad oggi constatato ciò che a nostro giudizio risulta invece tanto evidente quanto altrettanto ostinatamente negato e/o ignorato: che il Fascismo non è stato perseguito da nessuno, sotto alcun nominativo, da quando la sconfitta militare ha messo in ginocchio l’Italia. Questo dato di fatto, rilevato dal confronto diretto tra la Dottrina Fascista e i sedicenti “continuatori-evolutori” di tutte le sigle e “colori” politici, continua ad essere volutamente e colpevolmente misconosciuto. Tutte le congetture su “distinzioni” fra idee ed azioni, con accenti più o meno rimarcati sulle presunte “idee positive” presenti nelle “propaggini extraparlamentari” del fu M.S.I. , che si vorrebbe eventualmente identificare come “rivoluzionarie”, non rendono il fatto meno concreto ed evidente: che tali idee NON SONO FASCISTE a lume di DOTTRINA FASCISTA. Non lo sono mai state, né ufficialmente, né ufficiosamente. Il fatto che si sia utilizzata, tra gli altri elementi, la polemica “sociale” per evidenziare uno dei maggiori punti di rottura tra il Fascismo e il “neo-fascismo”, non autorizza nessuno ad assolutizzarla. Infatti è vero che il Fascismo mussoliniano ha una SUA concezione sociale all’avanguardia, che cozza con le concezioni dei movimenti cosiddetti “neofascisti” (di destra e sinistra!), ma non è vero che essa possa essere definita la “base” dell’Ideologia Fascista, quasi che il Fascismo possa riassumersi esclusivamente nella ricerca di una più alta giustizia sociale, calcando volutamente l’accento sulla sua sostanza SOCIALE, assunta erroneamente da Vinciguerra (e da troppi altri!) a concetto “basilare”, quando essa invece DISCENDE direttamente e solo consequenzialmente dalla visione Morale, Spirituale e Civile del Fascismo, che STA A MONTE. Né, tantomeno, può essere vero che chiunque dovesse presumibilmente “evolvere” tale aspetto parziale della concezione fascista, possa essere definito a buon diritto come tale o come erede politico del Fascismo. Infatti il fondamento del Fascismo, e lo ribadiamo non in base ad una nostra personale interpretazione ma sempre a lume della DOTTRINA UFFICIALE, rimane sempre lo Stato Etico Corporativo fascista, non la “socializzazione delle imprese”, che ne costituisce solo il logico corollario sul versante economico, tra gli altri. Non è mai esistito alcun Fascismo senza la Dottrina fascista assunta ad immutabile imperativo assoluto e quale suprema legge morale, e non c’è Dottrina fascista senza lo Stato Etico fascista, assunto a principio e fine politico inderogabile. Questa precisazione è d’obbligo, visto che una parte della nostra critica viene ora troppo spesso “ripresa e sposata” strumentalmente in funzione “socialista nazionale” o “social-democratica”. Siamo convinti che siano i fatti a determinare la veridicità delle posizioni proclamate. E proprio in base ai fatti, possiamo identificare questa presenza simultanea di due “vulgate antifasciste”, una di “sinistra” e l’altra di “destra”, che alla fine si presentano entrambe, pur partendo da versanti apparentemente diversi, unanimemente intente a negare originalità e unicità della concezione politica totalitaria fascista. Esse costituiscono un preciso lascito della “guerra fredda” e della subordinazione politica, economica e culturale italiana ai vincitori della Seconda Guerra Mondiale e come abbiamo sottolineato in “L’estrema destra contro il Fascismo”, proprio in ossequio a tali vulgate…

… il termine “fascista”, dopo essere stato svuotato dei suoi veri attributi ideologici, ha assunto stabilmente il significato negativo che i suoi avversari democristiani e comunisti gli hanno attribuito in passato; anche per il neofascismo, che però ha caricato polemicamente di una valenza positiva tali caratteristiche, finendo così (in antitesi con la visione totale e unitaria della società espressa dal regime mussoliniano) col legittimare la divisione politica tra destra e sinistra del corpo sociale e in definitiva divenendo in tale modo esso stesso parte integrante della democrazia antifascista italiana.

(estratto da “L’estrema destra contro il fascismo”, p. 13)

La “separazione del corpo politico” avvenuta con la proclamazione della repubblica parlamentare e conseguentemente con la nascita dell’MSI, fu utile dopo il conflitto mondiale anche per stimolare la borghesizzazione di ciò che rimaneva dei fascisti (ovvero l’inserimento di questi in una compagine di “destra” o “sinistra” dello schieramento partitico italiano), e si è perpetuata anche dopo la conclusione della “guerra fredda”, poiché funzionale a cancellare uno degli importanti aspetti originali del Fascismo, e quindi operare la definitiva “democraticizzazione” di “vecchi” e “nuovi” potenziali fascisti, da intendersi come piena accettazione del sistema partitocratico liberal-parlamentare. Una “democraticizzazione” di FATTO, che al di là di proclami retorici di senso opposto e di pretestuose ostentazioni “rivoluzionarie”, rimane ancor oggi evidente nei fini e nei discorsi di tutti i gruppi e movimenti di ogni sigla e colorazione che favoleggiano di una loro contiguità o prossimità ideale al Fascismo. Per meglio realizzare il frazionamento e l’annullamento del Fascismo, gli antifascisti di ogni colore hanno inoltre insistito in modo subdolo e ingannevole sulla presenza in seno al Regime mussoliniano di tanti “fascismi” quanti erano i fascisti, di tante stagioni politiche diverse e tra loro in conflitto, di un fascismo sansepolcrista e di uno di Regime, a sua volta diverso da quello della R.S.I. , di modo che alla fine risulterebbe impossibile parlare del FASCISMO come fenomeno politico ideologico unitario. Ebbene, parafrasando Benito Mussolini, “il Fascismo NON PUO’, pena la morte o il suicidio”, privarsi del suo CORPO unico e originale di Dottrine! … e infatti la portata RIVOLUZIONARIA del nostro lavoro di ricerca risiede inoppugnabilmente proprio nell’avere dimostrato, non sulla base di nostre personali e pertanto opinabili convinzioni né tantomeno su quella di pareri ufficiosi di questo o di quel fascista, ma sulla scorta dei documenti ufficiali redatti dagli esponenti di spicco del Fascismo e pubblicati dal Partito Fascista, che esiste una e una sola linea politica della perfetta ortodossia, incentrata sugli autentici principi ideologici del Fascismo, tutti espressi nella Dottrina, unica direttrice in grado di palesare e discriminare i falsi fascisti da quelli veri. Già nel 2007, a conclusione de “L’Identità Fascista”, avevamo infatti scritto:

…il fascismo mussoliniano ebbe un corpus ideologico tutt’altro che scarso o improvvisato. Una concezione della vita che, sebbene elaborata in una forma sistemica compiuta soltanto in una fase successiva alla nascita del movimento, ebbe una dottrina chiara ed univoca, sempre coerente con i principi affermati fin dalle origini del suo travagliato percorso politico. Una ideologia capace di caratterizzarlo in senso moderno e rivoluzionario attraverso una specifica identità totalitaria di tipo sindacalista, nazionalista ed interclassista, incentrata sul concetto cardine dello Stato etico corporativo, che non riteniamo sia possibile ricondurre culturalmente a matrici di tipo tradizionalista o conservatore. Parafrasando quanto scritto in una delle voci del “Dizionario di politica”, edito a cura del P.N.F. nel 1940…

“Il fascismo, infatti, non ignorando la giustizia sociale ( in quanto regime di collaborazione delle varie forze della produzione ) ne dava una interpretazione realistica e la concepiva nei termini di una riduzione graduale delle distanze fra le classi all’interno di uno stato nel quale “ il popolo fascista non vede un distributore di beni materiali, ma un valore ben più alto e sublime: una manifestazione dello spirito, un assoluto di volontà e di potenza, il portatore della civiltà del secolo nuovo.”

Esso ebbe insomma un proprio punto di vista sui fini politici da perseguire e realizzare, sui mezzi da utilizzare in relazione a tale scopo, ma soprattutto ebbe la volontà di attuarli come pure, anche se solo in parte, la forza di raggiungerli. Siamo anzi convinti che sia ormai giunto il tempo in cui debba essere riconosciuta ufficialmente in tale cultura politica il fondamento di una specifica ed originale identità e così trarne le logiche conclusioni che ne derivano, riassumibili a parer nostro sinteticamente in tre punti.

1) Il Fascismo fu un movimento politico totalitario moderno, alternativo tanto al liberalismo quanto al marxismo-leninismo, con una dottrina originale ed articolata, capace di esprimere un rivoluzionario progetto ideale, sociale ed economico, graduale nella sua realizzazione e permanente nel proposito di tenere desta la coscienza rivoluzionaria del popolo.

2) Tale nuova dottrina non era assimilabile né riconducibile alle categorie tradizionali di “destra” o di “sinistra”, poiché esprimeva un modello spirituale fortemente unitario del corpo politico e sociale nazionale. Un modello nel quale la Nazione doveva necessariamente e consapevolmente riconoscersi totalmente nell’azione politico-legislativa di mobilitazione delle masse promossa dallo Stato etico corporativo, all’interno del quale non erano ammesse divisioni né conflitti interni di sorta, poiché esso stesso considerato un principio naturalmente immanente allo spirito di ogni cittadino realmente libero da vincoli materialistici di sorta.

3) L’essenza ideologica di tale concezione era riconducibile ad una evoluzione di stampo etico-idealistico del pensiero socialista e nazionalista, contrapposta sia al materialismo di matrice marxista che a quello liberale e tradotta in pratica nella dottrina sociale corporativa espressa dallo Stato etico totalitario fascista; che a sua volta sviluppava un concetto politico spirituale imperiale di portata  universale, le cui radici culturali e filosofiche attingevano in profondità al tessuto storico italiano ed europeo.

Siffatte considerazioni appaiono di per sé evidenti dalla lettura della documentazione proposta nelle precedenti pagine e non crediamo possano essere seriamente messe in discussione, pur distanziandosi parecchio dall’interpretazione classica del fenomeno fascista fornita da alcuni ambienti della storiografia ufficiale, più sensibili ai temi politici dell’antifascismo che finiscono invece col disconoscere qualsiasi progettualità sociale rivoluzionaria o qualsivoglia movente etico negli intenti dell’azione politica svolta da Mussolini. Tale assunto fa emergere inoltre, abbastanza chiaramente, l’impossibilità di riconoscere come assimilabili ideologicamente all’esperienza del fascismo storico propriamente detto gruppi o movimenti politici della Destra moderna, radicale o moderata, i quali invece oggidì nell’immaginario collettivo vengono spesso arbitrariamente accomunati ad essa. Il fascismo mussoliniano si qualifica al contrario come un “quid” di assolutamente differente ed originale, i cui programmi e la cui dottrina non sembrano oggettivamente trovare riscontri, tanto a destra quanto a sinistra, nella passata come nell’odierna cultura politica liberal-democratica, fondata sui valori del parlamentarismo e della partitocrazia.

(estratto da “L’Identità Fascista – progetto politico e dottrina del Fascismo”, pp. 213 – 215)

Dunque scrivevamo già chiaramente di uno specifico corpus ideologico, non assimilabile né riconducibile, nemmeno in senso lato, a nessuna fazione demo-plutocratica parlamentare! Una Dottrina che non si basa né si esaurisce semplicemente nella “socializzazione delle imprese” e/o nel conseguimento di un qualsiasi “Stato Sociale”, altrimenti bisognerebbe parlare di social-democrazia e non di Fascismo. Pretendere invece ciò, contrapponendosi su tali basi alla “vulgata di destra”, significa far rientrare dalla finestra ciò che si era sbattuto fuori dalla porta, significa neutralizzare e dissolvere il Fascismo come movimento davvero rivoluzionario e totalitario. Ecco perché la nostra azione, di ricercatori storici e di gestori di un forum politico apartitico ma dichiaratamente FASCISTA, che gradualmente ma inequivocabilmente ha posto la questione dell’identità politica e dell’ortodossia fascista al centro del dibattito, ha incontrato ed incontra sempre ostacoli e sabotaggi di ogni genere via via maggiori, perché unici e soli nel panorama politico italiano abbiamo osato mettere il dito sulla piaga, ed abbiamo diagnosticato sia il male che la cura! Ma il nostro obiettivo, invero grandioso, viene comunque gradualmente e infaticabilmente portato innanzi, poiché alla ricerca sull’identità fascista e sul chi, come e perché ha tradito e rinnegato tale identità, frutto dei primi lavori, adesso abbiamo affiancato la collana editoriale “Biblioteca del Covo – scritti politici e dottrinali del Fascismo”, ovvero la ristampa delle opere originali prodotte ufficialmente dal P.N.F. e/o dai suoi più autorevoli esponenti, che una volta di più certifica d’autorità la veridicità ed inoppugnabilità di quanto affermiamo; questo per rispondere ancora una volta all’interrogativo posto dai nostri detrattori su chi ci darebbe l’autorità per stabilire quale è l’ortodossia fascista. La funzione del Fascismo non è né potrà mai essere ridotta semplicisticamente ad “ispirare” popoli e Stati sulla base esclusiva delle sue riforme sociali. Esse non servirebbero a nulla se non iscritte nella cornice politica e morale dello Stato Etico fascista. Vi sono già al mondo costituzioni demoplutocratiche e antifasciste che prevedono la partecipazioni dei lavoratori sia ai consigli di gestione dell’impresa che alla spartizione degli utili aziendali, ma ciò non rende tali paesi partecipi della CIVILTA’ FASCISTA che, va ricordato, non punta a riempire la pancia all’umanità né ad affogarla nell’abbondanza di beni materiali! La sostanza “rivoluzionaria” del Fascismo non risiede nell’attuazione di un qualunque socialismo materialista, essa è invece essenzialmente spirituale, religiosa; vuole creare lo STATO NUOVO, lo Stato Etico Corporativo fascista, che ha il compito a sua volta di forgiare l’Uomo Nuovo, il “Cittadino fascista” integrale, discendente diretto del “civis romanus”… cittadino, lavoratore e milite! Questo è il senso più autentico del NOVUS ORDO FASCISTA… e non vi può essere alcun nuovo ordine fascista se non ci si dichiara fascisti e non si utilizza l’unico simbolo atto rappresentare tale ideale, ovvero il Fascio; e non ci si può dichiarare fascisti se non si persegue integralmente, incondizionatamente ed esclusivamente la Dottrina del Fascismo. Sembrerebbero concetti semplici e di per sé evidenti… in realtà, per quel che ci riguarda, tutto ciò invece costituisce una rivoluzione, anzi, in questo preciso momento storico, LA RIVOLUZIONE!

Marco Piraino – Stefano Fiorito

4 novembre 2013.