Lascia un commento

Socialismo Nazionale, ennesima storia vecchia nata morta e adesso… “SEPPELLITA!”

Immagine

Il fascismo [] non è sorelianesimo di accatto. È cresciuto sociale nell’autonomia di una propria dottrina. Di una propria dottrina considerata non uno svago ma un diario della propria efficienza, una testimonianza su come distruggere i gravami che la civiltà del profitto fa pesare sull’intero occidente. Ci siamo dati una cultura, per porre in stato di propagazione totale quella nostra dottrina la cui semplicità non deve trarre nessuno in inganno. Abbiamo inventato la nostra ideologia, correndo il rischio, italianissimo, dell’improvvisazione. Non avevamo le spalle dottrinariamente coperte dalla voce, dalla filosofia, dei precursori. Cattaneo era troppo lontano. Vincenzio Russo e Pisacane c’erano soverchiamente remoti. Oriani ci risultava troppo prossimo. Siamo nati soli[…] In quei giorni maturava in mio fratello Arnaldo, spirito altrettanto religioso, altrettanto difensore della fede, l’idea di tradurre in assetto organico dottrinario la scuola di mistica fascista che avrebbe dovuto divenire il cuore del nostro dogma. Perché senza dogma, senza dogma ragionato, non v’è luogo per l’illuminarsi della fede.

(Benito Mussolini, in TACCUINI MUSSOLINIANI)

“Anti-intellettualismo non vuol dire, come crede il più ignorante fascista, gongolante di gioia quando si crede autorizzato dal Duce a infischiarsene della scienza e della filosofia, non vuol dire che davvero si neghi ogni valore al pensiero e a quelle forme superiori della cultura in cui il pensiero si potenzia. La realtà spirituale è sintesi, la cui unità si manifesta e vale come pensiero che è azione. Ma all’unità conclusiva di questa sintesi concorrono, devono concorrere, e devono saper di concorrere, molti elementi; senza i quali la sintesi sarebbe vuota, e lavorerebbe nel vuoto. Tra questi elementi tutte le forme dell’attività dello spirito, le quali perciò hanno tutte quello stesso valore che è proprio della sintesi, a cui sono essenziali.”

(Giovanni Gentile, L’ESSENZA DEL FASCISMO )”

” …le sistemazioni dottrinali di istituti e di concetti, non sono – mi sia concesso di ripeterlo ancora una volta – superfetazioni e inutili perdite di tempo, come pretendono alcuni i quali si ritengano interpreti di un’asserita realtà, pratica, materiale, corposa, in confronto della quale le discussioni dottrinali avrebbero quasi vaneggiamento di perdigiorno. Chiunque abbia una certa consuetudine di vita spirituale è in grado di fare – ed ha già fatto – giustizia sommaria di una tale ingenua e grossolana opinione, che è figlia legittima di menti superficiali e incapaci di elevarsi a una considerazione, veramente realistica e aderente, della realtà storica

(Giuseppe Bottai, conferenza pronunciata a Pisa il 10 novembre 1930)”.

Molti lettori di recente hanno seguito su questo blog il “dibattito” stimolato dall’articolo “Degradare l’identità fascista a socialismo nazionale”, (https://bibliotecafascista.org/2013/12/15/la-riduzione-del-fascismo-a-forma-di-socialismo-nazionale-antimperialista-venato-di-rosso-e-borghese-e-lespeddiente-delle-correnti-i-mezzi-della-demoplutocrazia-mondiale-per/) che avevamo scritto per criticare la recensione di un nostro testo realizzata da Maurizio Barozzi, giornalista vicino al cosiddetto “Socialismo Nazionale”. Egli ci ha personalmente contattato per reclamare il suo diritto di replica, da noi regolarmente riconosciutogli, e da ciò ne è nato un breve confronto, nella sezione dedicata ai commenti dell’articolo, sull’incompatibilità ideologica tra l’identità fascista e quella espressa dai sedicenti socialisti nazionali (peraltro già discussa sul nostro forum: http://ilcovo.mastertopforum.net/socialismo-nazionale-l-altra-impostura-vt2618.html ). Successivamente però, la “discussione” è proseguita con la partecipazione di uno dei responsabili del suddetto movimento, spalleggiato dai propri dirigenti, sancendo il definitivo seppellimento delle giustificazioni ideologiche a mezzo delle quali tale gruppo si qualifica impropriamente come fuori dalle logiche della destra radicale neo-fintofascista. Essi infatti, senza minimamente rispondere nel merito a nessuna delle critiche che abbiamo mosso loro, hanno da subito tentato pretestuosamente di deviare l’attenzione dal tema in oggetto, ed anzi, messi in difficoltà dalle nostre argomentazioni sempre più stringenti, nel momento in cui abbiamo richiesto precise risposte nonché espressamente e ripetutamente, un risolutivo pubblico confronto ideologico al riguardo, sbarrando così ogni possibile “fuga tattica“, evidentemente mancando di qualunque serio argomento da opporre, hanno anche platealmente mostrato di preferire le provocazioni deliberate e gli insulti, cercando di far degenerare la discussione in rissa. Di tali fatti brevemente riassunti vi è un riscontro ampio, verificabile pubblicamente sulle pagine del blog. Ovviamente, non siamo sorpresi affatto di una tale conclusione, avendo semplicemente constatato che i sedicenti “socialisti nazionali” niente di più hanno saputo produrre di quanto già in passato i loro “kamaraden” destrorsi di tutte le sigle della variopinta “areaneo-fintofascista non avessero saputo argomentare al riguardo…ovvero NULLA! Negli anni, abbiamo personalmente sperimentato che il copione adottato da tali soggetti politici, quando vengono sottoposti ad una critica ideologica serrata che ne mette in luce l’incompatibilità rispetto alle istanze dottrinarie espresse dal Fascismo storico, al di là delle mutevoli sigle d’appartenenza con cui si qualificano, rimane comunque identico in tutti i casi, mostrando di riproporre quasi pedissequamente atteggiamenti caratteristici delle correnti interne del fu M.S.I., secondo modalità già in parte descritte nel nostro lavoro (“L’estrema destra contro il Fascismo”) e che possono essere sintetizzate in pochi punti “canonici”, secondo quella che abbiamo battezzato “logica dei pifferi di montagna”:

 1) Il solito “capoccia” che mostra di essersi piccato rispetto a quanto scriviamo in merito al tentativo di usurpare l’ideale fascista da parte del gruppo neo-fintofascista di turno, convinto in virtù di presunte benemerenze personali, familiari o del proprio gruppetto, di avere titoli per disquisire autorevolmente ed in modo autoreferenziale di fascismo; ovviamente di un “fascismo” fasullo fatto a immagine e somiglianza del gruppo politico di turno che egli rappresenta, dunque un “fascismo” sempre “eretico”, cioè eterodosso, che pur abusando a iosa e in evidente malafede, con evidenti richiami strumentali, dei nomi e delle parole di chi in nome dell’ortodossia fascista ha sacrificato persino la propria vita, mai di fatto corrisponde all’autentico pensiero ideologico stabilito da Mussolini e dal Partito Fascista, anzi ostentando non di rado un “fascismo” che casualmente non si chiama nemmeno Fascismo, poiché necessiterebbe sempre di essere “superato” ed anzi, in virtù di tale “necessità”, risulta sempre pronto ad intruppare idee e personaggi di ogni genere, in nome di fumose battaglie all’insegna del “più siamo e meglio è”, sempre qualificate come antisistemiche ma immancabilmente sostenute con tutti i crismi dello stesso “sistema” che a chiacchiere si sostiene di voler combattere!

2) L’inevitabile richiesta pretestuosa delle “credenziali”, del nostro “curriculum politico” (ancorché evidentemente noto!) da parte del “capoccia”, con relativo “sfoggio” da parte sua di qualche frase storpiata e decontestualizzata della “Buonanima di Predappio”, giusto per darsi delle arie da conoscitore della materia. Ovviamente, poiché possediamo tali “titoli” e, peggio ancora, essendo in grado di riportare le opportune citazioni delle fonti fasciste che smentiscono l’interpretazione campata in aria del suddetto “capoccia”, si passa fatalmente al terzo punto.

3) Il “capoccia”, talvolta male accompagnato dai propri sodali, tenta di minimizzare le critiche rivoltegli come “inutili sofismi formali”, che non intaccherebbero affatto la genuinità del presunto “fascismo senza fascismo” di cui egli è portabandiera, ma il gioco dura poco poiché, messo/i alle strette dal confronto diretto col pensiero fascista ufficiale di cui siamo latori, che nega le fantasiose istanze dell’ “eretico/i” di turno, passano all’attacco tentando la carta disperata della rissa, verbale o fisica, a seconda delle circostanze, nel vano tentativo di camuffare, da parte del malcapitato e relativi “kamaraden”, il proprio vuoto ideologico totale…facendo dunque la fine dei proverbiali “pifferi di montagna”… che andarono convinti di poter suonare e invece furono suonati!

E come di consueto, tutto si è svolto secondo il “copione” appena descritto. L’improvvisato ultra ottantenne “ideologo” socialista nazionale Del Piaz, interviene con arroganza sul nostro blog sventolandoci sotto il naso la propria militanza adoloscenziale nella R.S.I. (che, secondo lui, costituirebbe titolo sufficiente a consentirgli di affermare quel che più gli pare in materia di Fascismo! …una presunzione errata ma assai diffusa tra i reduci, che purtroppo tanti errori e orrori ha cagionato all’ideale fascista!) “pretendendo”, non si sa a che titolo e con evidente superbia, la declamazione del nostro “curriculum” politico. Alla nostra puntuale risposta, che riporta il centro della discussione sulla Dottrina Fascista, facendo cadere la richiesta pretestuosa in merito ai nostri “titoli” (pure di tutto rispetto,  conoscibili tra l’altro da chiunque in immediato e a ben vedere risaputi persino tra gli stessi “compagni-kamaraden” di Socialismo Nazionale) non viene data nessuna replica. Salta fuori d’improvviso il loro “presidente uccel di bosco” Canosci, il quale nel tentativo di dar man forte all’ “attempato ideologo”, TACE sulla materia del contendere, e riporta il discorso sul “chi mai sareste voi?”, tentando anch’egli di sviare la discussione dirottandola sul nostro fantomatico “curriculum”, facendo finta di dimenticare la reiterata presenza proprio tra i media del suo gruppo politico di numerosi link che riportano a lavori e discussioni dell’associazione “IlCovo-studio del Fascismo mussoliniano – Scuola di Mistica fascista” che presiediamo, per non parlare poi delle recensioni e citazioni dei nostri libri, fino a concludere con la presenza di alcuni nostri articoli firmati e pubblicati sul loro stesso quotidiano, “Rinascita”, tutti incentrati nel rimarcare l’unicità della Dottrina fascista e l’insanabile contrasto ideologico tra il Fascismo e il cosiddetto “socialismo nazionale comunitarista”( vedere “Rinascita”, anno IX, numeri 116, 126, 146, 165, 208). Il Del Piaz continua a ribattere sul proprio presunto “blasone politico” di “fascista doc.” che però pubblicamente va qualificandosi come “socialista nazionale”, strumentalizzando frasi politicamente decontestualizzate di Mussolini per giustificare la propria visione distorta di un fascismo “eretico” senza Dottrina, tutto Azione e privo di dogmi ideologici… affermazioni ovviamente suffragate dal nulla e puntualmente smentite proprio dalla Dottrina del Fascismo ufficiale. Anche il responsabile Ferrera, osservata la latitanza del “presidente uccel di bosco” e le difficoltà evidenti del proprio “ideologo cadente”, fa una capatina con la solita tiritera sulle “anime conflittuali” del Fascismo, confondendo a bella posta l’ideale fascista con i singoli fascisti o presunti tali, confermando l’assoluta confusione ideologica che regna sovrana all’interno del loro gruppo. A coronamento di tale diffusione copiosa di “aria fritta”, alla nostra richiesta di un risolutivo confronto ideologico pubblico diretto, “finalmente” arriva in risposta l’immancabile momento degli insulti col deliberato proposito di far degenerare la discussione. Ed ecco che il copione è completato e, come sempre, NESSUNA RISPOSTA nel merito e nessuna smentita argomentata vengono fornite alle nostre critiche. Anche il tardivo messaggio che ci è pervenuto da parte del redivivo Canosci (insieme ai reiterati insulti rabbiosi e impotenti dell’attempato Del Piaz, che non riportiamo per carità cristiana), quando ormai per noi la polemica era evidentemente e definitivamente chiusa, essendo ormai palese il totale annichilemento ideologico e morale a cui erano andati incontro lui ed i suoi compagni-kameraden, non fa altro che confermare prepotentemente quanto esposto, egli ci scrive infatti:

Non sono un “desaparecido” tranquilli, soltanto che le polemiche stucchevoli che cercate di proporre contro di Noi (e questo semmai é da capire sotto un profilo strettamente psicologico altrimenti si potrebbe pensare che forse siete Voi quelli “al soldo” del sistema, per usare i vostri stessi termini che usate superficialmente e senza evidentemente pesare le parole !) mi lasciano indifferente nel senso proprio del termine e cioé ……di persona che mantiene, rispetto alle cose o agli avvenimenti, la propria imperturbabilità e il proprio disinteresse…..cfr. Enciclopedia Treccani. Ognuno ha una linea da seguire; la nostra é retta da sempre (a meno che possiate PROVARE il contrario) non ci sono “scheletri nell’armadio” né tantomeno “padroni” e/o “padrini” da cui dipendiamo. Nel tema del contendere – se si vuole parlare di politica e di dottrina e di progetto per una alternativa all’attuale modello di (sotto)sviluppo e non di bufale ortodosse – siamo disponibili con chiunque meno che con i presuntuosi ed i pregiudizievoli; per tutto il resto sapete dove trovarci. E per me il discorso qui si chiude.

In nulla sorpresi del fatto che non sia stato loro possibile obiettare alcunché alla critica DOCUMENTATA che muoviamo ormai dal 2006, constatiamo anzi che tale spocchiosa e FALSA “indifferenza” di circostanza, unita all’accusa di essere presuntuosi a causa del nostro voler definire il FASCISMO e i FASCISTI solamente in virtù di quanto espresso nella DOTTRINA UFFICIALE e non in base alle fantasie mutevoli dell’ “eretico” fintofascista di turno, non fa altro che mettere vieppiù in risalto l’incapacità di smentirci da parte dei cosiddetti socialisti nazionali, ai quali è rimasta platealmente solo la FUGA con annessi insulti, extrema ratio di chi consapevole della propria impotenza non può far altro. In breve, una volta di più è apparso chiaramente come il cosiddetto “socialismo nazionale” a ben guardare si palesi né più né meno che come semplice “corrente” politica interna alle logiche della repubblica antifascista, mirante ad uno stato sociale sul modello delle socialdemocrazie materialiste del nord Europa, utilizzando come “specchietto per le allodole” nel proprio programma economico il richiamo alla “socializzazione delle imprese” ed alla costituzione di una Camera dei produttori, richiamandosi alla chimerica “democrazia diretta”, con ciò in NULLA differenziandosi politicamente da quanto già esiste presso molte democrazie liberali. A tale programma vengono affiancati arbitrariamente i nomi e le idee di Benito Mussolini e degli ideologi ufficiali del Fascismo, la cui concezione politica spirituale e totalitaria, incentrata sullo Stato Etico corporativo, risulta però del tutto assente nel guazzabuglio ideologico di questa ennesima costola del neo-fintofascismo, che palesemente ricalca di fatto tatticismi e logiche politiche borghesi di ciò che fu il defunto M.S.I. In tal senso è lecito affermare che i socialisti nazionali sono nati politicamente già defunti, anzi, proprio in virtù di quest’ultima polemica appena  conclusasi, possiamo dire di averne definitivamente “seppellito” ogni autoproclamata, ancorché inesistente, continuità ideologica col Fascismo insieme alle relative velleità rivoluzionarie antisistemiche, smentite già dal solo fatto che alla partitocrazia di questo Sistema essi partecipano attivamente… REQUIESCANT IN PACE!

 IlCovo

Lascia un commento

La “Lista della vita” di Benito Mussolini, DUCE del Fascismo!

ImNon è difficile per noi che siamo fascisti l’unirsi sentitamente alla costernazione che la giornata odierna porta con sé.

Oggi è il giorno “scelto” per “commemorare” il Genocidio antiebraico. Ovviamente chi potrebbe mai obiettare nel merito? Nessuno e noi meno di altri. Però, si può eccome obiettare sulla forma e nei modi. Soprattutto si può obiettare sul “fine reale” di questo, come di altri “giorni comandati” ad orologeria ed orientati politicamente in modo unilaterale. Indubbiamente un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità come il razzismo genocida non solo può, ma DEVE essere additato come merita quale abominio, una abiezione indegna dell’essere umano! Ma, quello che mi domando ad ogni anniversario è: possono la vita e la morte conoscere la parzialità, la strumentalità politica (con grande danno prima di tutto per le vittime!), lo sfruttamento propagandistico? Può un dramma colossale come uno sterminio trasformarsi in un “oggetto di speculazione politica”? Purtroppo la risposta è sì!

Infatti, come al solito in questi anniversari, la pubblicistica e la “memorialistica” si rincorrono, sfidandosi, gareggiando per ottenere il “primato del sensazionalismo”: chi ha usato maggiore enfasi? Chi ha “sfruttato” meglio ? Chi ha ottenuto più “risultati” immediati?

Grazie ai soliti idioti antifascisti, il giorno prima dell’anniversario è stato diffuso un servizio che GIUSTAMENTE focalizzava l’imbecillità di un gesto che non ha nemmeno un valore razzistico: è semplicemente IDIOTA. Infatti recapitare a Roma delle teste di Maiale agli Ebrei, che notoriamente non possono mangiare per precetto religioso quella carne, risulta un atto che ha solo  il valore del ridicolo! Ovviamente però ha potuto generare ciò che, puntualmente, immancabilmente, si genera OGNI ANNO da quando esiste questo anniversario! La strumentalizzazione a fini propagandistici di cui sopra, grazie agli utili servi che non mancano mai di mettere in atto questi “prodi” atti di stupidità.

Ebbene: insieme a questi immancabili fatti, vi è la pubblicistica come detto. La lista di pellicole e di documentari è lunga. Immancabile la “Lista di Schindler” , recitato da un impareggiabile Liam Neeson. E, sempre con “candore”, come ogni anno mi pongo la stessa domanda: ma se si tratta di commemorare un atto criminale per stigmatizzarne il PRINCIPIO in quanto tale, su cui ogni atto criminale di tale portata si fonda, e se si deve “esaltare” giustamente chi invece a tale atto si è opposto, perché allora essere “parziali”? E soprattutto, con quale faccia di “bronzo”, per non dire altro, si possono ascoltare le “nenie” e le “prediche” di chi ieri, oggi, e forse anche domani ha perpetrato, perpetra e perpetrerà genocidi? Perché mai, ad esempio, se si volesse davvero commemorare un atto abominevole, additando invece la Giustizia come suo degno contrario, si dovrebbe nascondere con ogni mezzo, come avviene puntualmente nella repubblica delle banane antifascista, un fatto storico incontrovertibile come questo di seguito riportato?

 Processo Eichmann.  (Il Popolo – Roma – 12 maggio 1961)  “Una  pagina d’onore per l’Italia ‘ ha dichiarato il vice procuratore generale Bach.  Tutti gli ebrei in Italia debbono la loro vita alla popolazione italiana ‘ ha  dichiarato stamane, concludendo la propria deposizione al processo Eichmann, la  professoressa Hilda Cassuto, vedova, Campagnano, comparsa come testimone sulle  persecuzioni tedesche in Italia. La professoressa Cassuto vive ora a Gerusalemme  con suo figlio ed insegna matematica alle scuole medie. Il padre era professore  di lingue semitiche all’università di Roma ed ora a quella di Gerusalemme dove  emigrò nel 1939 con una figlia. La professoressa Cassuto rimase a Firenze con un  fratello che era rabbino capo di quella comunità. Ha perso nelle deportazioni  tedesche il marito ed il fratello che furono portati allo sterminio a Bilkenau;  sua cognata, moglie del rabbino, fu portata ad Auscwítz, ma fu fatta poi  proseguire attraverso i campi di Belsen, Treblinka e infine a Theresienstadt  dove fu salvata dai russi avanzanti. La professoressa ha iniziato la sua  deposizione raccontando come malgrado la legislazione razziale varata dal  governo fascista, gli ebrei italiani non ebbero in pericolo né la loro vita né  la loro libertà; le loro restrizioni furono soltanto di natura economica’. Gli  impiegati dello stato – ha detto la signora Cassuto – persero il loro posto ma  potettero trovare altre sistemazioni onorevoli ed anche adeguatamente lucrative.  Io già professoressa di matematica mi sistemai in una scuola ebraica che fu  subito costituita. Non abbiamo avuto preoccupazioni fino al 10 settembre del  1943 ‘.  La testimonianza della professoressa Cassuto Campagnano, che rimase  impressa nella memoria di tutti per quello che affermò e per quello che negò,  conteneva tra l’altro una frase molto interessante, che nessun giornale italiano  si sognò di riportare: « …fino all’ 8 settembre 1943 » disse tra l’altro la  signora Campagnano «gli ebrei di tutta Europa conobbero un solo rifugio sicuro:  l’Italia fascista ». « Non abbiamo avuto preoccupazioni fino all’8  settembre 1943 »: una frase come questa e tutto un castello di menzogne salta in  aria, fino all’8 settembre del 1943 non esistettero persecuzioni, semmai vi  furono soltanto delle restrizioni; nei Paesi occupati poi ci fu una vera e  propria azione sistematica da parte delle autorità italiane di occupazione per  proteggere le collettività ebraiche: e lo stesso Eichmann ebbe più volte a  lamentarsene; le sue lamentele non sortirono alcun effetto. Evidentissimo  quindi, che la protezione dei rifugiati ebrei avveniva in base a precise  direttive dall’alto

Direttive che, tra l’altro, prevedevano per gli ebrei italiani di provata fede fascista la possibilità, dietro apposita domanda, di non essere separati dagli altri cittadini italiani dopo l’entrata in vigore delle cosiddette “leggi razziali”:

http://ilcovo.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=20353#20353

Dunque, sempre da povero illuso, e con il mio consueto “candore”, aspetto con trepidazione un nuovo film: che ne so…”La Lista di Benito Mussolini, Duce del Fascismo”! Forse che non lo girano perché la “Lista” risulterebbe essere troppo lunga? … allungata persino nel periodo della tanto vituperata (da tutti gli antifascisti e finto-fascisti) Repubblica Sociale Italiana, stando alle testimonianze di molti, anche antifascisti, come ad esempio il socialista Carlo Silvestri che al processo intentato al Maresciallo Graziani nel 1948-49 così testimoniava:

“La mia coscienza non troverebbe mai più pace se mi mancasse il coraggio di giurare qui, davanti alla maestà della Corte, la mia convinzione (attinta nei fatti) secondo la quale il governo di Mussolini e del maresciallo Graziani non è stato una maledizione di Dio, come ancora affermano i faziosi anche democristiani, bensì, nel suo complesso, il provvidenziale congegno che ha evitato all’Italia settentrionale degli orrori che si possono immaginare sol che si pensi alla mentalità con cui fu ordinata, direttamente da Hitler, la strage delle Fosse Ardeatine. Nel settimanale Democrazia, organo per la Lombardia della Democrazia cristiana, il rag. Antonio De Martini, segretario regionale del partito, in un articolo pubblicato nel numero del 24 ottobre 1948, allo scopo di dimostrare che vi è stridente incompatibilità tra la qualità di deputato democristiano dell’on. avv. Martino Del Rio e la sua partecipazione al collegio di difesa del maresciallo Graziani, non si perita di affermare quanto segue: 

« Nella sua logica ferrea Hitler sospinse indiscriminatamente verso i campi di eliminazione e i forni crematori tutti i suoi avversari politici. E Mussolini e Graziani, ridotti al rango di servi sciocchi della belva tedesca, fecero altrettanto ». 

Non è vero! E’ falso! Con il diritto e la competenza e la documentazione che derivano alla ‘ Croce Rossa Silvestri ‘ dal fatto di aver contribuito a salvare migliaia di italiani dalla deportazione in Germania, dai Tribunali speciali, dalle persecuzioni degli organi di polizia più o meno straordinari, io testimonio che si commette un vero e proprio delitto di tradimento contro la Patria quando si osa, ancora tre anni e mezzo dopo il 25 aprile 1945, l’affermazione che Hitler e Mussolini, il nazismo e il fascismo vanno giudicati sullo stesso piano di feroce criminalità. Rispondo, fra l’altro, con una frase uscita di bocca ad un autorevole funzionario comunista rientrato nel partito nel 1946 dopo esserne stato espulso per scarsa ortodossia prima della seconda guerra mondiale. Si tratta di un italiano che ha conosciuto il bolscevismo da vicino per aver vissuto lunghi anni nell’U.R.S.S. Ebbene, al termine di una discussione sui tre maggiori regimi dittatoriali, il russo, il tedesco e l’italiano, egli così sintetizzò il suo pensiero: « La dittatura italiana, in confronto al regime bolscevico e a quello nazista, si può considerare una pulzelletta vestita di celeste ». Il nazismo è stato una cosa feroce e barbara. Hitler pensava ed agiva all’infuori delle leggi della civiltà cristiana. Più la guerra andava male, e più egli si inferociva nella inumana bestialità di ordini e di direttive che hanno la loro sintesi per noi italiani nell’eccidio (voluto dal P.C.I.) delle Fosse Ardeatine, nelle stragi degli ebrei, nei campi di eliminazione, nelle camere a gas. Identificare ancora oggi, febbraio 1949, in quest’aula di giustizia, nel fascismo italiano il nazismo tedesco, e mettere sulla stessa linea con Hitler e Himmler, Mussolini e Graziani, è fare il giuoco dei nemici del nostro Paese, è lavorare contro gli interessi storici dell’Italia. Nel 1944-45 i campi di sterminio tedeschi e le camere a gas ebbero il loro riscontro italiano nel campo di concentramento di Lumezzana, in provincia di Brescia, consistente in un buon albergo dove non si viveva affatto male: il paradiso rispetto all’inferno. Ivi, nell’autunno del 1944, in base ad un rapporto del questore Bettini e ad una contemporanea preghiera della ‘ Croce Rossa Silvestri ‘ fu internato l’attuale deputato on. Matteo Matteotti, che solo in tal guisa fu sottratto alla sicura deportazione in Germania. L’interessato conosce da due anni questa mia indicazione quale si può leggere a pagg. 52-53 del libro “Matteotti, Mussolini e il dramma italiano”, e si è, naturalmente, ben guardato da un qualsiasi tentativo di smentita. Tutte le testimonianze e le documentazioni finora raccolte sono univoche nel sostenere che Hitler, dalla fine di marzo del 1945 sino alla sua morte, agì in una condizione di furore spinto al parossismo della ferocia. Al contrario più si avvicinava il giorno del crollo e più Mussolini diventava umano. Ascoltate. Appena nove notti prima che il suo cadavere pendesse dai ganci di piazzale Loreto, con una telefonata eseguita da Milano alle ore 22:45 del 19 aprile riusciva a me di svegliarlo e di ottenere quell’immediato intervento presso le S.S. Polizei di Mantova che solo ebbe il potere di impedire la fucilazione già decisa del dott. Tommaso Solci, presidente del C.L.N. clandestino di Mantova, e, dopo il 25 aprile, nominato prefetto della provincia. (Attualmente egli è prefetto a disposizione presso il Ministero dell’Interno). Ecco qui, signor Presidente, un’attestazione firmata dallo stesso Solci che già doveva riconoscenza a Mussolini perché gli aveva salvato in ultima istanza il figlio sedicenne Giorgio pure condannato a morte dai tedeschi.(5) Sotto il regime di Hitler gli ebrei morivano a milioni; sotto il regime di Mussolini e di Graziani, per esempio, un’intera famiglia ebraica poteva vivere sotto mentite spoglie nella stessa casa del prefetto e podestà di Milano dott. Piero Parini. Signor Presidente, Ella ricorderà il nome di questa famiglia. È quella di uno dei più noti avvocati di Milano, l’avv. Leone Del Vecchio che disse di aver assunto la difesa di Parini per testimoniargli la riconoscenza dovutagli dagli ebrei. Così testualmente iniziò l’avvocato Del Vecchio la sua arringa : 

« Dopo sei anni da che la mia bocca fu chiusa, molti attendono da me un’orazione, ed un’orazione secondo i canoni si compone di una introduzione, di uno svolgimento in fatto, di una disquisizione in diritto, delle conclusioni e della perorazione. Ma quando i battiti del cuore scandiscono le parole, non è possibile rifarsi ai canoni oratori. Piero Parini ha salvato me, la mia famiglia, il mio gruppo ebraico. Quello che noi abbiamo potuto fare di poco o di tanto per meritarci di respirare l’aura di libertà che respiriamo, è dovuto a Piero Parini. Piero Parini ha rischiato la vita come non l’abbiamo rischiata noi, Piero Parini ha corso per sé e per la propria famiglia tutti i rischi ed è perciò che la mia voce talvolta è rauca per l’angoscia del compito che è sulle mie spalle. Cosicché io non farò un’orazione, io parlerò da uomo che ha sofferto e lottato ad uomini che hanno sofferto e lottato, in difesa di un uomo che ha sofferto e lottato ». 

Signor Presidente, testimonio: il Capo della Repubblica sociale sapeva che la numerosa famiglia Del Vecchio e il suo « gruppo ebraico » vivevano a Milano sotto la direttissima protezione del podestà e prefetto Piero Parini. Il che significa che gli ebrei protetti da Parini erano concretamente sotto la continua protezione del governo Mussolini-Graziani. Sono in grado di affermare che Mussolini e Graziani sapevano, per segnalazioni ricevute, dove e come vivevano, e sotto quali spoglie, numerosi ebrei che non avevano voluto lasciare l’Italia. Se dopo queste segnalazioni vi furono degli interventi, essi si produssero sempre in modo che gli interessati prendessero coscienza del pericolo che incombeva su di loro e si mettessero in salvo. Per fortuna della storia d’Italia, se Mussolini si decise ad operare il salvataggio dell’archivio segreto solo quando non vi era più la possibilità di provvedervi, io fui tempestivo e così posso esibire alla Corte due lettere (dell’allora direttore generale della P.S. gen. Renzo Montagna in data 23 febbraio e 25 marzo 1945). Esse riguardano il noto avvocato e pubblicista israelita Mario Paggi di Milano che figurò fra i maggiori esponenti del Partito d’azione ed è ora direttore della rivista “Lo Stato moderno”. (6) Era venuto da me l’amico Ernesto Schiavello, che fu segretario della Camera del Lavoro e vice-sindaco di Milano durante l’amministrazione socialista del dott. Filippetti, e mi aveva pregato di intervenire d’urgenza in favore, oltre che del prof. Antonio Basso fratello dell’avv. Lelio, ex segretario del P.S.I., anche di un certo Mario Maggi che era, invece, l’avv. Mario Paggi. Schiavello era agitatissimo perché elementi del Partito d’azione, che conoscevano la vera identità dell’arrestato, chiedevano l’immediato versamento di una grossa somma per impegnarsi a tacere. Il ricatto fu subito, la somma versata, ma i ricattatori compirono ugualmente la minacciata delazione. Infatti quando, con la sua lettera del 23 febbraio, il capo della polizia gen. Montagna mi fece sapere che il ‘ caso Maggi era estremamente urgente, e che trattandosi di un E… bisognava evitare altri interventi, io non indugiai ad interessare direttamente Mussolini e non gli nascosi la verità. Così il falso Maggi fu salvato dal Capo della Repubblica sociale proprio nella sua qualità di autentico ebreo Mario Paggi. D’ordine di Mussolini, il gen. Montagna fece persino compilare un rapporto, da usare nella eventualità che la S.S. Polizei avesse chiesto la consegna dell’arrestato, rapporto nel quale si attestava che ‘ accurate indagini ‘ avevano accertato la razza ariana dello pseudo Maggi e l’esattezza della sua identità. Quanto al Paggi, il rapporto di polizia lo faceva figurare in Svizzera

http://www.ilcovo.mastertopforum.net/l-antifascista-carlo-silvestri-la-verita-su-resistenza-e-rsi-vt2496.html

Ebbene, il limite si tocca quando i cosiddetti “civilissimi anglo-americani”, nei loro documentari di propaganda, si dimenticano (poverini!) di aver, magari per una svista, completamente e volutamente IGNORATO gli ebrei durante la loro deportazione e uccisione per mano dei nazionalsocialisti tedeschi…! Magari anche respingendone i profughi!!!  Proprio loro, che sono descritti sempre come tanto buoni, loro che (ALLUCINANTE!) sono così “rispettosi della vita di ogni uomo” (L’HO SENTITO IN UN DOCUMENTARIO!)… Ogni tanto, ma solo per una svista sia chiaro (!), hanno generato un olocausto nucleare e/o annientato intere popolazioni… Oppure mantenuto in vigore, durante la cosiddetta “guerra di liberazione dal razzismo nazista”, una legislazione razziale che discriminava i negri americani (ma si sa, quelli erano “negri cattivi”…eh sì loro sono “buoni”!)… Oppure continuano del tutto involontariamente in vari modi e in varie parti del mondo a massacrare, uccidere e distruggere etc. etc.

Beh… come si suol dire, solamente… “danni collaterali”. D’altra parte che sarà mai? … loro sono “i buoni”! E che diamine! Avranno pure il diritto, di tanto in tanto, ad annientare chi ritengono più opportuno! Suvvia, siamo seri!

Con la stessa “disposizione d’animo”, attendiamo da fascisti un altro anniversario … dove i “buoni” saranno sempre più esaltati e della verità dei fatti storici si continuerà a far strame… e dove noi invece insisteremo a denunciare i fatti nella loro cruda realtà!

RomaInvictaaeterna

Lascia un commento

La Rivoluzione: tra disfattismi, demolizioni “mirate”, insulti …e Verità!

Che la rivoluzione avesse dovuto e dovesse mirare a creare non solo istituti e leggi ed opere più rispondenti alle esigenze degl’Italiani ed ai fini politici sociali e civili che il Fascismo segnava alla nazione; ma soprattutto a creare una coscienza di quei fini, un ideale vasto e diffuso onde proprio quegli stessi fini si giustificassero, anzi scaturissero, è per più ragioni evidente. In realtà mal si sarebbe potuto chiamare rivoluzione una semplice trasformazione di leggi, e nessuno o scarso significato avrebbe avuto la parola « regime », che più che governo od ordinamento vale spirito che anima uomini e cose di un certo periodo storico nazionale. D’altro lato la rivoluzione, anche nelle sue origini, non aveva mai tradito, nonostante talune sue apparenze pragmatistiche, un intimo contenuto tutto ideale, una sua fede, che si richiamava alle coscienze degli Italiani, e che nelle stesse sue manifestazioni tipiche rivelava motivi quasi trascendentali o mitici, che tuttavia non s’esaurivano nel richiamo di valori tradizionali, ma s’esprimevano come forza, volontà, capacità di rifare temperamenti, caratteri, mentalità di quegli Italiani e soprattutto delle nuove generazioni. Insomma la rivoluzione doveva e voleva penetrare negli spiriti e nelle coscienze, essere in primo luogo una trasformazione dei modi di concepire vita e mondo e cioè una trasformazione di civiltà.

(estratto dal Dizionario di Politica del P.N.F., voce “Rivoluzione Fascista”) http://www.ilcovo.mastertopforum.net/dizionario-di-politica-del-p-n-f-vt2453.html

La parola “Rivoluzione”, abbiamo spesso osservato, ha mille accezioni per il “sistema demoplutocratico”. Ovviamente tutte negative. E tutte strumentali.

Anche gli stessi autoproclamatisi “alternativi” al “sistema” in tutte le tinte fasulle che si danno, che in realtà ne costituiscono i più attivi servitori, usano tale termine dandogli, individualmente, il significato che più si confà al ruolo che devono ricoprire.

Ebbene, di recente certi media in odor di “contestazione” hanno “riportato alla luce” questa locuzione che sembrava ormai “desueta”. E, come al solito, lo hanno fatto strumentalmente. Vi si leggono articoli rabbrividenti, che purtroppo è innegabile si basino su fatti reali, ma che ovviamente differiscono dall’analisi fascista per un elemento fondamentale: l’assenza della Concezione Spiritualista (cfr http://www.ilcovo.mastertopforum.net/-vp20643.html#20643 ). Vi leggiamo che l’ “italiano d’oggi” è un pigro meritevole di vivere nella realtà che lo opprime. Addirittura che oggi, in qualsiasi accezione si voglia usare, la parola “Rivoluzione” dovrebbe essere cancellata e non sarebbe possibile nemmeno immaginarla. Da un certo punto di vista, quello della analisi immediata dei fatti, si potrebbe essere concordi nel definire l’ “italiano” un popolo attualmente fagocitato dal consumismo e dal materialismo più spinto. Ma c’è un elemento fondamentale, come abbiamo detto, che fa la differenza risultando la chiave di volta per comprendere LA VIA d’uscita da questo oscuro baratro incivile, e che ovviamente nessuno dei cosiddetti “alternativi” di tutte le tinte vuol cogliere: è  l’essenza ETICA della Rivoluzione Fascista. Un concetto che, unico al mondo, ha formato e concepito solo il Fascismo mussoliniano. Ebbene, a maggior ragione quando invece si legge che la soluzione per le minoranze sofferenti e schiacciate dal materialismo…sarebbe quella di “emigrare” (!), allora si capisce la differenza di spessore morale e politico che separa il Fascismo da tutti costoro e a cosa siano propedeutiche tali “analisi”… ovvero  a perpetuare lo “status quo”!

Nello stesso solco “disfattista-disperato” vanno collocati coloro che, dopo aver esaltato a parole la forma più “alta” di Rivoluzione, ovvero la Rivoluzione Politica, Ideale, e Culturale, e dopo averla messa a fondamento dei cambiamenti Reali e concreti della Società, quando invece si vedono inclusi a ragion veduta e con tanto di prove alla mano quale parte integrante di quella stessa “società” che dicono di contestare, allora negano ciò che avevano precedentemente affermato (evidentemente solo per se stessi!), e insultano chi sta faticosamente e dolorosamente perseguendo coerentemente tale obiettivo!

C’è evidentemente chi affibbiandosi l’aggettivo di “Fascista”, nel mangiare “pane a libertà vigilata” facendo il “rivoluzionario della pancia”, erge se stesso e la propria opinione a metro-misuratore per il cambiamento della realtà, stabilendo chi, a suo personale e insindacabile giudizio, sia dalla parte giusta o sbagliata della “barricata” . Ebbene: quello che abbiamo fatto noi invece, unici in assoluto, è ergere la DOTTRINA DEL FASCISMO quale solo possibile termine Politico ASSOLUTO per il cambiamento della Società! E questo lo abbiamo fatto in modo INTRANSIGENTE!

E sposando la Dottrina Fascista, ne abbiamo sposato l’analisi Spiritualista che vi sta a fondamento imprescindibile, che sola determina la possibilità di cambiare la realtà politica, mirando a cambiare la concezione individuale e sociale dell’Uomo, facendoci così banditori e diffusori intransigenti moralmente integerrimi dell’Ideale fascista. Con la forza della VERITA’ che risiede nella DOTTRINA ( e non nell’opinione di chicchessia!), con la forza della DEDIZIONE e dell’abnegazione ad essa. Con la forza del SACRIFICIO e della perseveranza nella persecuzione! Infischiandocene della popolarità e della corsa per emergere, senza mai farci guidare da calcoli cinici, o da risentimenti o rivalse di sorta.

Lo sappiamo: questa è una strada dura. Una strada incredibilmente difficile e della quale lo sbocco ancora non si vede. Ma qualcuno dei “sentenziatori a intermittenza”, che si limitano a guardare il mondo solo dal buco della propria serratura e con solo riguardo al “pane che diminuisce” (accreditando di fatto ogni analisi MATERIALISTICA!), ci dovrebbe dire quale sarebbe per lorsignori la soluzione dal punto di vista FASCISTA!  Forse emigrare? O forse denunciare e punire i “venduti allo straniero” e godere dell’ottenuta “vendetta” in una società “Socializzata” dove si torna a badare a riempire la pancia ?

Beh, se dovevamo essere “istruiti” sui modi per continuare a rimanere prigionieri dell’unico e vero MALE ASSOLUTO esistente, i nostri “insegnanti” si potevano pure risparmiare tante inutili chiacchiere. Lo conosciamo già e lo sperimentiamo quotidianamente sulla nostra pelle! Per questo siamo intransigentemente FASCISTI, cioè ligi osservanti dell’ortodossia dottrinaria! Perché conosciamo la grandezza della Civiltà che da essa promana e nella nostra vita la perseguiremo sempre con le forze che Dio ci ha donato. Non importa il risultato nell’immediato. Almeno ci guarderemo in faccia senza doverci mai vergognare di nulla, sapendo che se le nostre forze non lo consentono certamente altri verranno a raccogliere il testimone e avranno la forza di realizzare l’opera che noi abbiamo loro tramandato, ricevendola a nostra volta dai fascisti che ci hanno preceduto…  e per NOI questo è davvero tanto… quasi TUTTO!

IlCovo

Lascia un commento

VOLTIAMO PAGINA !

marchio_biblioteca_del_covo01_senza_scritti

L’Associazione apartitica “IlCovo – Studio del Fascismo Mussoliniano – Scuola di Mistica Fascista”, ha ormai alle spalle quasi 8 anni di attività. Sono un tempo molto breve nella storia del mondo, forse nemmeno un battito di ciglia, sufficientemente lungo però per fare un bilancio del percorso compiuto e trarre le somme. Come in ogni storia che si rispetti, vi sono luci ed ombre. Le luci ci appaiono decisamente evidenti. Con la nostra associazione abbiamo dato vita ad un movimento intellettuale e politico che ha restituito al Fascismo la propria vera ed indiscutibile identità. Per fare ciò ci siamo avvalsi di mezzi culturali meritevoli della più alta considerazione scientifica, tali da rendere l’identità fascista manifesta da tutti i punti di vista: storico, politologico ed ideologico. Abbiamo approntato strumenti formativi specifici di una vera e propria scuola politica, degna di ereditare e tramandare il patrimonio della Mistica fascista, con aree tematiche ad hoc sul forum, realizzando una apposita collana editoriale, la“Biblioteca del Covo” che ripubblica saggi ideologico-dottrinari del P.N.F. altrimenti perduti, al fine di educare, diffondere e difendere l’unico vero ideale mussoliniano; spezzando in tal modo il monopolio culturale dei gruppi politici radical-destrorsi e delle relative case editrici (longa manus del sistema antifascista!), che sembrava detenessero l’esclusiva sul patrimonio ideale del “ventennio”, da essi indegnamente usurpato. Abbiamo fatto “scuola” ricorrendo unicamente alle fonti originali ed alle proposte politiche ufficiali proprie della concezione fascista mussoliniana nella quale ci riconosciamo integralmente, tanto da esser vieppiù plagiati e usurpati da un numero crescente di imitatori infingardi che da principio irridevano quanto andavamo dicendo e facendo, proprio questo ci appare decisamente come il segno più evidente della nostra affermazione! Non mancano però le ombre, come abbiamo detto. Negli anni trascorsi abbiamo sperimentato in casa nostra provocazioni di ogni tipo che, ad onor del vero, abbiamo efficacemente rintuzzato sempre, apertamente e parlando in modo chiaro, precisamente quanto i nostri avversari, palesi e occulti, mai hanno avuto la capacità e il coraggio di fare. Resta innegabile tuttavia che da questi attacchi abbiamo imparato a conoscere meglio la realtà politica che ci circonda per quella che è, in modo assolutamente schietto, senza infingimenti, né facili illusioni, come è costume del fascista. Essa ci mostra una refrattarietà paurosa alla presa di coscienza (con conseguente scelta di campo irrimediabilmente definitiva) della inconciliabilità tra la Società materialistico-razionalista e l’ideale fascista… e poiché “IlCovo” è nato quale “strumento” volto alla difesa e diffusione intransigente dell’Ideale Fascista, mediante la corretta formazione ideologica e il conseguente smantellamento dei pregiudizi fomentati al riguardo, deve essere chiaro che è nostra intenzione quella di continuare ad utilizzare qualsiasi metodo funzionale a tale scopo. Credendo ottimisticamente che la forza della pedagogia fascista fosse sufficiente a scardinare le tare culturali materialiste e borghesi dei nostri interlocutori/frequentatori, abbiamo privilegiato fino ad oggi il metodo del dibattito formativo e della critica pedagogica, motivo per il quale ci siamo avvalsi principalmente di un forum virtuale, strumento nel quale abbiamo ravvisato la forma più idonea ad assolvere questo compito. Tale metodo però si è ormai dimostrato insufficiente rispetto ai fini conclamati dell’associazione. In tempi in cui la pigrizia mentale e l’ottenebramento materialista delle coscienze non sentono ragione e soffocano la necessaria TENSIONE IDEALE e qualsiasi autentico SPIRITO DI SACRIFICIO, per quel che ci riguarda il metodo del “contraddittorio” ha esaurito la propria funzione. Il tempo che viene adesso, dopo quello della CONOSCENZA, è quello dell’APOLOGIA! Il tempo di CREDERE incondizionatamente! Il Fascismo non ha bisogno di polemiche ma di “MILITI-MISSIONARI” che ne diffondano la Dottrina! Ecco perché il percorso de IlCovo proseguirà con impeto diverso, definitivamente Mistico in senso fascista. Non è un caso, infatti, che le strumentalizzazioni maggiori a nostro danno siano sorte proprio da quando, coerentemente con quanto espresso nella Dottrina, abbiamo ulteriormente sviluppato in tale direzione il nostro operato. Per questo motivo sospenderemo il dibattito sul nostro forum, che rimarrà comunque accessibile alla consultazione quale Archivio politico d’eccezione, strumento di conoscenza ideologica d’eccellenza, testimone di una fase fondamentale della rinascita del Fascismo. L’attività principale sarà pertanto dirottata verso il nostro Blog “Biblioteca fascista del Covo” (senza dimenticare gli altri media dell’Associazione), uno strumento decisamente più funzionale alla sterzata che abbiamo deciso di imprimere al nostro percorso politico. Il 2014 si apre per quel che ci riguarda con questa novità e sarà foriero di altre, ci auguriamo degne del centenario della svolta epocale che Benito Mussolini, giusto cento anni addietro, impresse al corso della Storia abbandonando le false illusioni pseudorivoluzionarie del socialismo per dar vita col suo nuovo giornale, proprio nel “Covo” di via Paolo da Cannobio, alla SUA AUTENTICA RIVOLUZIONE, che ha uno ed un solo nome, FASCISMO! … la cui diffusione rappresenta il motivo essenziale della nostra fatica e dell’esistenza della nostra associazione… AD MAIORA!

IlCovo, 3 gennaio 2014