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La Rivoluzione: tra disfattismi, demolizioni “mirate”, insulti …e Verità!

Che la rivoluzione avesse dovuto e dovesse mirare a creare non solo istituti e leggi ed opere più rispondenti alle esigenze degl’Italiani ed ai fini politici sociali e civili che il Fascismo segnava alla nazione; ma soprattutto a creare una coscienza di quei fini, un ideale vasto e diffuso onde proprio quegli stessi fini si giustificassero, anzi scaturissero, è per più ragioni evidente. In realtà mal si sarebbe potuto chiamare rivoluzione una semplice trasformazione di leggi, e nessuno o scarso significato avrebbe avuto la parola « regime », che più che governo od ordinamento vale spirito che anima uomini e cose di un certo periodo storico nazionale. D’altro lato la rivoluzione, anche nelle sue origini, non aveva mai tradito, nonostante talune sue apparenze pragmatistiche, un intimo contenuto tutto ideale, una sua fede, che si richiamava alle coscienze degli Italiani, e che nelle stesse sue manifestazioni tipiche rivelava motivi quasi trascendentali o mitici, che tuttavia non s’esaurivano nel richiamo di valori tradizionali, ma s’esprimevano come forza, volontà, capacità di rifare temperamenti, caratteri, mentalità di quegli Italiani e soprattutto delle nuove generazioni. Insomma la rivoluzione doveva e voleva penetrare negli spiriti e nelle coscienze, essere in primo luogo una trasformazione dei modi di concepire vita e mondo e cioè una trasformazione di civiltà.

(estratto dal Dizionario di Politica del P.N.F., voce “Rivoluzione Fascista”) http://www.ilcovo.mastertopforum.net/dizionario-di-politica-del-p-n-f-vt2453.html

La parola “Rivoluzione”, abbiamo spesso osservato, ha mille accezioni per il “sistema demoplutocratico”. Ovviamente tutte negative. E tutte strumentali.

Anche gli stessi autoproclamatisi “alternativi” al “sistema” in tutte le tinte fasulle che si danno, che in realtà ne costituiscono i più attivi servitori, usano tale termine dandogli, individualmente, il significato che più si confà al ruolo che devono ricoprire.

Ebbene, di recente certi media in odor di “contestazione” hanno “riportato alla luce” questa locuzione che sembrava ormai “desueta”. E, come al solito, lo hanno fatto strumentalmente. Vi si leggono articoli rabbrividenti, che purtroppo è innegabile si basino su fatti reali, ma che ovviamente differiscono dall’analisi fascista per un elemento fondamentale: l’assenza della Concezione Spiritualista (cfr http://www.ilcovo.mastertopforum.net/-vp20643.html#20643 ). Vi leggiamo che l’ “italiano d’oggi” è un pigro meritevole di vivere nella realtà che lo opprime. Addirittura che oggi, in qualsiasi accezione si voglia usare, la parola “Rivoluzione” dovrebbe essere cancellata e non sarebbe possibile nemmeno immaginarla. Da un certo punto di vista, quello della analisi immediata dei fatti, si potrebbe essere concordi nel definire l’ “italiano” un popolo attualmente fagocitato dal consumismo e dal materialismo più spinto. Ma c’è un elemento fondamentale, come abbiamo detto, che fa la differenza risultando la chiave di volta per comprendere LA VIA d’uscita da questo oscuro baratro incivile, e che ovviamente nessuno dei cosiddetti “alternativi” di tutte le tinte vuol cogliere: è  l’essenza ETICA della Rivoluzione Fascista. Un concetto che, unico al mondo, ha formato e concepito solo il Fascismo mussoliniano. Ebbene, a maggior ragione quando invece si legge che la soluzione per le minoranze sofferenti e schiacciate dal materialismo…sarebbe quella di “emigrare” (!), allora si capisce la differenza di spessore morale e politico che separa il Fascismo da tutti costoro e a cosa siano propedeutiche tali “analisi”… ovvero  a perpetuare lo “status quo”!

Nello stesso solco “disfattista-disperato” vanno collocati coloro che, dopo aver esaltato a parole la forma più “alta” di Rivoluzione, ovvero la Rivoluzione Politica, Ideale, e Culturale, e dopo averla messa a fondamento dei cambiamenti Reali e concreti della Società, quando invece si vedono inclusi a ragion veduta e con tanto di prove alla mano quale parte integrante di quella stessa “società” che dicono di contestare, allora negano ciò che avevano precedentemente affermato (evidentemente solo per se stessi!), e insultano chi sta faticosamente e dolorosamente perseguendo coerentemente tale obiettivo!

C’è evidentemente chi affibbiandosi l’aggettivo di “Fascista”, nel mangiare “pane a libertà vigilata” facendo il “rivoluzionario della pancia”, erge se stesso e la propria opinione a metro-misuratore per il cambiamento della realtà, stabilendo chi, a suo personale e insindacabile giudizio, sia dalla parte giusta o sbagliata della “barricata” . Ebbene: quello che abbiamo fatto noi invece, unici in assoluto, è ergere la DOTTRINA DEL FASCISMO quale solo possibile termine Politico ASSOLUTO per il cambiamento della Società! E questo lo abbiamo fatto in modo INTRANSIGENTE!

E sposando la Dottrina Fascista, ne abbiamo sposato l’analisi Spiritualista che vi sta a fondamento imprescindibile, che sola determina la possibilità di cambiare la realtà politica, mirando a cambiare la concezione individuale e sociale dell’Uomo, facendoci così banditori e diffusori intransigenti moralmente integerrimi dell’Ideale fascista. Con la forza della VERITA’ che risiede nella DOTTRINA ( e non nell’opinione di chicchessia!), con la forza della DEDIZIONE e dell’abnegazione ad essa. Con la forza del SACRIFICIO e della perseveranza nella persecuzione! Infischiandocene della popolarità e della corsa per emergere, senza mai farci guidare da calcoli cinici, o da risentimenti o rivalse di sorta.

Lo sappiamo: questa è una strada dura. Una strada incredibilmente difficile e della quale lo sbocco ancora non si vede. Ma qualcuno dei “sentenziatori a intermittenza”, che si limitano a guardare il mondo solo dal buco della propria serratura e con solo riguardo al “pane che diminuisce” (accreditando di fatto ogni analisi MATERIALISTICA!), ci dovrebbe dire quale sarebbe per lorsignori la soluzione dal punto di vista FASCISTA!  Forse emigrare? O forse denunciare e punire i “venduti allo straniero” e godere dell’ottenuta “vendetta” in una società “Socializzata” dove si torna a badare a riempire la pancia ?

Beh, se dovevamo essere “istruiti” sui modi per continuare a rimanere prigionieri dell’unico e vero MALE ASSOLUTO esistente, i nostri “insegnanti” si potevano pure risparmiare tante inutili chiacchiere. Lo conosciamo già e lo sperimentiamo quotidianamente sulla nostra pelle! Per questo siamo intransigentemente FASCISTI, cioè ligi osservanti dell’ortodossia dottrinaria! Perché conosciamo la grandezza della Civiltà che da essa promana e nella nostra vita la perseguiremo sempre con le forze che Dio ci ha donato. Non importa il risultato nell’immediato. Almeno ci guarderemo in faccia senza doverci mai vergognare di nulla, sapendo che se le nostre forze non lo consentono certamente altri verranno a raccogliere il testimone e avranno la forza di realizzare l’opera che noi abbiamo loro tramandato, ricevendola a nostra volta dai fascisti che ci hanno preceduto…  e per NOI questo è davvero tanto… quasi TUTTO!

IlCovo

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