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I SERVI ITALY-OTI HANNO ESEGUITO GLI ORDINI DI WASHINGTON!

 

nato

“Per occupazione militare si intende, nel diritto internazionale, la presenza di forze armate straniere all’interno del territorio di uno Stato in una misura preponderante rispetto a quella delle forze armate dello Stato occupato” (cit).

Mentre il sipario è calato sull’ignobile sceneggiata del presunto quanto inesistente “governo del cambiamento”, possiamo di certo già affermare che “gli ordini”, diramati da oltreoceano, sono stati “eseguiti”, in modo assolutamente preciso. Se avrete la pazienza di arrivare fino in fondo all’articolo, vedrete come e capirete il perché, anche dell’immagine posta in apertura.

1. LA SCENEGGIATA.

Come sappiamo, il 4 Marzo scorso è andata in onda la sceneggiata elettorale, che per l’occasione è stata condita dalle grida di allarme generalizzate dei media in merito ai presunti quanto fantasiosi “contestatori del sistema”, rappresentati teoricamente dai “signori” Salvini e Di Maio, ovvero, rispettivamente dalla “Lega” e dal “Movimento 5Stelle”. La loro “ascesa”, ovviamente inverificabile (i “numeri” sono sempre espressione delle “istituzioni della repubblica voluta dagli americani”, il fondamento dei quali è IGNOTO, ma parliamo sempre della stessa repubblica nata dal referendum truccato che ufficiosamente “perse” con la monarchia!) è stata ampiamente propagandata e preparata da giornali e televisioni del sistema, che, con i loro attacchi smaccatamente vergognosi (sembrerà paradossale a molti, ma di fatto è così) li hanno aiutati e li stanno aiutando potentemente ad acquisire consensi tra la gente, proprio a fronte delle polemiche fasulle che gli stessi media hanno innescato e continuano ad inscenare, ossia a seguito degli allarmi rivolti contro il “populismo” o l’ “anti-europeismo”. Ma gli allarmi e le grida di “paura” (!), senza che nessuno, incredibilmente, noti la vera contraddizione che esponiamo, vengono diffuse NON a seguito di reali opzioni politiche e programmi concretamente sovranisti e anti-europeisti, ma proprio in presenza del loro esatto contrario! Come nelle peggiori tirannie orwelliane, la realtà non è quella che è, ma quella che viene dipinta dalla psico-polizia al soldo del potere costituito. Infatti, i movimenti cosiddetti “populisti sovranisti”, già da qualche anno si sono premurati di rinunciare ai loro “programmi contestatori delle origini“. Noi fascisti de “IlCovo” ne abbiamo già discusso in altri articoli ( qui ).

Anche all’apice del loro successo mediatico (sapientemente preparato), le contraddizioni evidenti nei  propositi dichiarati da tali movimenti non erano oscure, per chi avesse voluto approfondire il tema. Ebbene, il fatto stesso di dichiararsi “contestatori” di un “sistema”, che essi stessi si apprestano a sostenere ed applicare, chiedendo formalmente di esserne parte integrante, costituisce la prima e più grande contraddizione irrisolvibile. Pensate, già oggi i “contestatori” hanno una maggioranza nel “parlatoio” in grado di governare, non c’é bisogno di nuove elezioni che sanciscano nuovamente tale maggioranza, ma la costituzione che essi difendono glielo impedisce, poiché il presidente ha facoltà di bloccare la presenza al governo di uomini sgraditi al potere che egli, in qualità di garante non della volontà popolare, ma dell’oligarchia finanziaria internazionale che regge davvero i fili del potere in questo paese, deve tutelare. Dunque, al di là degli odierni protagonisti e fatti contingenti, siamo in presenza di un evidente difetto di rappresentanza congenito, insito proprio nella carta costituzionale del sistema, che non potrà comunque essere risolto mai in virtù di una ulteriore vittoria elettorale… finalmente, forse, si comincia a far strada l’idea che VOTARE IN UN SIMILE CONTESTO ISTITUZIONALE E’ INUTILE! Ma i “contestatori”, invece, cosa propongono nuovamente al popolo per risolvere l’evidente contraddizione di cui sopra? …di andare nuovamente al voto! Il secondo fatto eclatante si ricollega proprio al vulnus venuto fuori in questa situazione e riguarda le “regole della costituzione”, che rappresentano il fondamento “giuridico” su cui il suddetto sistema plutocratico si sostiene; regole che non solo vengono osannate dai cosiddetti “contestatori”, ma anche invocate, proprio come presunto “contraltare” verso chi, secondo gli pseudo contestatori, invece le starebbe disattendendo. Ebbene, queste due clamorose ed evidenti contraddizioni, sono già ignorate dalla massa, sapientemente etero-diretta dall’informazione ufficiale. Ignorando e tacendo i due primi evidenti “falsi ideologici di stato”, si concentra l’attenzione esclusivamente sulle “grida”. Le “grida” che non impegnano nulla e nessuno, che sono un mezzo di propaganda rivolto a catalizzare l’attenzione delle masse e che possono essere (come di fatto sono state) utili vettori per indirizzarle verso una contestazione “addomesticata”… al fine di IMBRIGLIARLE. In tal senso il Movimento 5Stelle, fin dalla sua nascita, ha dimostrato di saper applicare sapientemente la “regola del doppio standard” statunitense. Da un inizio extra-parlamentare, etero-diretto, si è passati alla “fase parlamentare”, addirittura INVOCATA per “mettere alla prova” la presunta “onestà e preparazione” dei militanti. Dalla “fase parlamentare“, si è passati stabilmente a quella “istituzionale” dove le velleità anti sistemiche sono ormai un ricordo. Queste tre fasi “canoniche”, sono emblematiche rispetto alla fine che fanno sempre, da oltre 70 anni, tutti i movimenti della partitocrazia antifascista che a parole contestano il potere costituito dentro il “parlatoio”; fasi che approdano inevitabilmente, sempre, alla “normalizzazione” dei movimenti “riottosi”, costruiti tutti col preciso scopo di  addomesticare le folle, da chi davvero regge i fili di quell’osceno teatro dei pupi che è la repubblica delle banane italy-ota, proprio come è nuovamente avvenuto anche in quest’ultimo caso. Alla “fase istituzionale” potrà succedere, al bisogno, la “fase governativa“. Questo era quello che già stava accadendo, dopo l’incarico affidato a Conte, ennesimo “presidente del consiglio” dei Ministri, non eletto (nemmeno formalmente), quindi di fatto capo di un governo TECNICO. Anche lo stratega della campagna elettorale di Donald Trump, Steve Bannon, aveva espresso il proprio apprezzamento per un governo Lega – 5 stelle ( qui ). Ma le “grida mediatiche” hanno contribuito in modo determinante a cancellare tale possibile realtà. Resta il fatto che in ogni caso in cui si è formato uno qualunque degli ultimi “governi tecnici” (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni), si è gridato (more solito) al “colpo di stato”! Nei precedenti ludi cartacei, così come anche nelle precedenti campagne elettorali, ci si è concentrati comunque su due elementi: 1) la “legge elettorale”, che ogni governicchio fa e disfà per impedire la governabilità senza inciuci; 2) la “tecnocrazia”, che avrebbe “esautorato” la presunta e chimerica “sovranità popolare”, mai realmente rappresentata in tutta la storia di questa pseudo-repubblica. Ovviamente due temi funzionali a distogliere l’attenzione delle masse, al fine di nascondere i fondamenti reali del disastro politico-economico in atto, che hanno dei nomi precisi: il Trattato di Maastricht, il Trattato di Lisbona, la cosiddetta Alleanza Atlantica, e, ultima ma non per importanza, l’occupazione militare dell’Europa da parte dell’esercito americano, facente capo a interessi plutocratici lobbistici anti-nazionali. La “legge elettorale”, nelle precedenti sceneggiate, era un indegno papocchio anti-giuridico che tutelava la vita e la sussistenza di un’unica realtà: il “governo tecnico” funzionale ai diktat della Banca Centrale Europea, o più prosaicamente, le “larghe intese”. Alle ultime “elezioni”, dopo una ridda di polemiche che riguardavano l’aria fritta, è stata partorita l’attuale “legge elettorale”; che ha assicurato la stessa cosa: la realtà di un “governo senza un’autonoma maggioranza”. Dunque siamo sempre punto e accapo. Sebbene l’attenzione adesso sia stata sapientemente dirottata, ci ritroviamo comunque con lo stesso scenario politico di 5,10, 20 anni fa; le stesse “leggi-farsa”; la stessa “ingovernabilità”; gli stessi trattati e pseudo-alleanze santificati da tutti i soggetti politici e considerati intangibili; gli stessi vincoli economici capestro (peggiorati). Di fatto, il sistema della repubblica delle banane, camaleonticamente cambia solo la “pelle”. Nella forsennata rincorsa a depistare, spostare, occultare, ignorare (ad opera dei media e della politica serva di interessi anti-nazionali) si vuole nascondere la realtà concreta che racconta sempre più chiaramente di una “assicurazione sulla vita” di tale satanico sistema lobbistico plutocratico, rappresentata proprio da coloro i quali, a differenza di ciò che viene falsamente diffuso, sono aiutati e sostenuti dal regime mediatico, venendo tuttavia definiti come suoi “contestatori”. Grazie al loro fattivo apporto, entrati nella preparazione della “fase governativa“, hanno eliminato tutto ciò che poteva costituire un problema per la compattezza dei sistemi privati globali, anche solo a livello formale, ed hanno invece polemizzato su altra “aria fritta”: la presunta “compagine di governo”. Tale “squadra”, che doveva “aprire il parlamento come una scatola”, ha dato ai media il destro per continuare sulla stessa falsariga della propaganda pre-elettorale: poco importa cosa ci sia al fondo. Poiché, come dicevamo, essendo questa una ignobile sceneggiata, gli attori debbono fare tutti la loro parte. Conte è stato “attaccato”, ma nel suo discorso di pochi minuti, all’insediamento come Capo del governo (tecnico), si è ben guardato dal criticare o attaccare “l’ordine costituito” ( qui ); anzi, ha ribadito a chiare lettere la “collocazione” dell’Italia, nella Unione Europea, nell’Euro e nell’Alleanza Atlantica, e che da tali fondamenti sarebbe derivata la politica interna ed estera che avrebbe seguito (ovvero ciò che determina se una nazione è libera e sovrana oppure occupata ed asservita!). I media al soldo della plutocrazia, però, come sempre, diffondono una lettura deformata dei fatti, come vedete dal titolo dell’articolo sopra linkato: Conte, “avvocato degli italiani”, “difensore dei desiderata, nelle sedi preposte” (SIC! E queste “sedi”, chi le ha stabilite e chi le vuole?), ecc. ecc. Quindi un Conte ufficialmente “attaccato” per la sua presunta ed indimostrabile “volontà popolaristica”! “Conte è morto, Viva Conte”! Dopo tali “attacchi”, la “seconda fase” si è concertizzata nel nome del Signor Savona, candidato del “magnifico duo” Salvini-Di Maio, per il dicastero economico. Ma anche in questo caso, si è trattato di un’altra pantomima fasulla basata sul nulla profuso a piene mani da giornali e televisioni. Qualificato come “anti-europeista”, anti-euro, cosa “pensa” in realtà il Savona? Facciamolo dire ad uno dei media che lo hanno “attaccato”, leggendolo però “andando fino in fondo”: Cosa pensa Savona. Nell’era delle forme spacciate per sostanza, del vuoto spinto ricoperto di oro e incenso, Savona è stato “attaccato” per quello che dice, ma ignorato nel merito di ciò che propone. Stranamente, ciò che propone il Savona è molto diffuso nell’ “area anti-europeista”, che si bea di questi personaggi, i quali sono liberissimi addirittura di candidarsi al governo (dopo aver già fornito i loro “servigi” nel ministero dell’Industria, nel 1993, per il governo Ciampi!), invece di essere politicamente “cancellati”.

2. LA PROPAGANDA TERRORISTICA DEI MEDIA SUL DEBITO E LO “SPREAD”

Adesso poniamo a chi ha letto fin qui una domanda. Rileggete l’articolo “Cosa pensa Savona“. Fatelo per bene, fino in fondo e senza omettere nulla. Ebbene, cosa direste in merito al nocciolo dell’articolo? Cosa vi è rimasto impresso? Vi diamo la nostra opinione. Secondo noi, ciò che rimane impresso, nello svolgimento dell’intero discorso, è lo strisciante “pericolo”. La “stigmatizzazione” dell’Uomo-Savona, rappresentato come un “radicalista”, “putiniano” (nuovo peccato mortale), anti-europeista, che, secondo le citazioni estrapolate, dice anche delle evidenti fesserie in materia storica. Ecco così preparata l’impalcatura mediatica, il dogma demonizzante che viene rispettato da tutti i soggetti della cosiddetta informazione (chi in un senso, chi in un altro). Ora arriviamo al nocciolo della questione: Chi di voi ricorda 3 punti salienti, essenziali, nelle citazioni del Savona? Ovvero i seguenti:

  1.  Savona, dopo aver “insultato e vilipeso l’Euro”, dice che le opzioni per l’Italia sono due.
  2. L’Italia non deve necessariamente “uscire dall’Euro”, ma “prepararsi all’eventualità”.
  3. Savona, attaccato, risponde che lui non ha mai affermato che l’Italia DEVE uscire dall’Euro, o che l’abbia chiesto.

Se qualcuno di voi ha notato tali punti, vi facciamo i nostri complimenti! Questo perché tali 3 punti, annullano definitivamente tutto il resto del discorso presente nell’articolo in questione. Sono i punti che hanno permesso a Savona di ribadire che “non ha mai rifiutato per principio il dialogo con l’Europa, per ottenere condizioni migliori”. Stesso discorso che ha ribadito in merito al “niet” di Mattarella. Ma allora, sorge spontanea la domanda, a quale scopo questa pantomima? Perché allevare e poi eventualmente “accompagnare al governo” dei presunti quanto falsissimi “contestatori”, orchestrando questa messinscena? Perché non usare i metodi “ordinari”? Semplice! Perché il sistema demo-pluto massonico vuol sempre garantirsi una uscita di sicurezza”. Esso pur essendo  grandemente “intelligente” (nel senso del coinvolgimento dei Servizi segreti che usa con zelo e in quantità) ha pensato bene di operare in questo modo; per farlo si avvale comunque anche di “armi ordinarie”. Infatti, una volta costituite le nemesi fasulle, tanto amate dalla marea montante dei cittadini scontenti della politica dei partiti tradizionali (oggi le “cinque stelle”, ieri le varie leghe, un tempo c’era il partito comunista), sfrutta l’opportunità di terrorizzare i cittadini, ancora una volta, nel tempo presente con i fantasmi dello “spread” e del “debito”. Così, in nome della “responsabilità” e del rispetto nei confronti degli investitori, si fanno accettare al popolino tutti i provvedimenti economici imposti dalla B.C.E. che lo getteranno sul lastrico definitivamente (proprio come è avvenuto in Grecia col “grande rivoluzionario” Tsipras ed il suo partito “rivoluzionario anti-casta ed antisistema” Syriza, che doveva mettere in discussione tutto e che invece ha avallato tutto quel che il Fondo Monetario Internazionale ha ordinato, ricordate?), questo quando il quadro politico lo permette; nei casi più gravi, se occorre, il sistema demo-pluto massonico ha da sempre previsto, comunque, anche le maniere forti, ossia le immancabili strategie della tensione…sta di fatto che, le liberal democrazie esportate a suon di bombardamenti dai “liberatori” a stelle e strisce, sopravvivono e si perpetuano da sempre sfruttando ripetutamente le paure da essi inculcate nei propri cittadini.

Abbiamo evidenziato questa contraddizione permanente, anche nel nostro precedente articolo ( qui ). Nella realtà dei fatti, nè la Banca Centrale Europea, nè gli altri “creditori” del “sistema Euro”, sono davvero “a rischio” per eventuali insolvenze dei debitori (tra cui figura la “repubblica italy-ota”), poiché la liquidità dei contanti prodotta dalla B.C.E. è a costo zero (l’euro, di fatto, non essendo ancorato ad alcun bene materiale di riferimento, è carta straccia, che noi cittadini, però, dobbiamo pagare profumatamente ai banchieri privati che la stampano!). Ciò vale esattamente anche per la possibilità di assorbire eventuali insolvenze. Ma il problema reale sta proprio in questo debito “fittizio” artificialmente alimentato dagli sprechi della classe politica asservita alla B.C.E. , risolvibile secondo molti analisti senza colpo ferire, senza che mai alcuno di costoro però vada in fondo alla questione stabilendo cause oggettive e rimedi definitivi. Ed infatti, proprio nell’articolo di Blondet da noi citato, che riprendeva la prosa di un illustre economista INGLESE, la descrizione della soluzione non contempla anche la risoluzione del problema che sta a mote di tutta la faccenda! Il paradosso è proprio questo! L’economista considera “una conquista” il fatto che le Banche Centrali non emettano più moneta in relazione a precisi beni stabili di riferimento (e quindi verrebbe da chiedere da cosa è influenzato, ad esempio, l’aumento del prezzo degli idrocarburi!). In questa situazione, è vero che la moneta può essere distribuita senza soluzione di continuità, ma è anche vero che non vale assolutamente NULLA. Si tratta di carta che ha lo stesso valore del soldo del monopoli! Dunque, davanti a una moneta che non ha valore reale, ma fittizio, tutto ciò che è inerente la sua distribuzione a debito, è frutto degli arbitrii di enti privati, a cui NESSUNO vuole (o può, nel caso degli Stati europei fagocitati dalle politiche della B.C.E.) rispondere adeguatamente. Ed infatti, l’illustre economista inglese, sostiene il metodo keynesiano, da adottare da par suo. Controbilanciare, secondo lui, la situazione di debito, con la remissione di quello “tossico” (vedi: finanziario), e con la circolazione di moneta per fare debito interno (dunque per la cosiddetta “crescita”). Ma il problema è che in questa situazione si contribuisce da un lato a far “respirare” i debitori, dall’altro a produrre nuovo debito a “servaggio”. Il problema capitale, infatti, è che gli “stati sovrani” in Europa sono ormai spariti, e le larve che ad essi sono stati sostituiti non hanno più possibilità di produrre ricchezza interna, e dunque gli rimane solo la produzione di debiti contratti verso soggetti terzi privati! Nessuno di costoro, ovviamente, focalizza questo problema e nessuno individua le  sue radici storiche , anche se esse si ritrovano non molto lontano nel tempo ( qui ).

Nel clima instaurato dall’attuale propaganda terroristica dei media ufficiali del sistema pluto-massonico, vanno evidenziati anche i risultati da essa conseguiti. Il terrorismo informativo è stato alimentato SENZA che le cosiddette “forze del cambiamento” abbiano MAI inserito nelle loro campagne elettorali alcunché possa far pensare ad una seria e concreta messa in discussione, sia pur minima, del sistema politico-economico vigente. Questa campagna di disinformazione sta ottenendo che il discorso sia definitivamente spostato verso temi mai messi in discussione dagli pseudo contestatori, ossia la solita aria fritta. Mattarella che si arroga scelte “anti-popolari”; l’ingerenza tedesca e francese negli affari interni del paese; il governo che si dimette. Tutto, ripetiamo, TUTTO, è sapientemente studiato, col fine di occultare il problema fondamentale, NEGATO DA TUTTE LE FORZE POLITICHE DEL PARLATOIO.

3. LA VERITA’ INDICIBILE

Ed eccoci arrivati al punto dirimente della questione. Perché, dunque, anche la messinscena dei “contestatori” si inserisce all’interno della “scenggiata maggiore”, ovvero la tutela di un “disordine costituito” nel quale non esiste più nulla che abbia attinenza con la giustizia e l’interesse politico, economico e morale del Popolo italiano? Perché, ormai, viene dato per scontato dai media, tutti servi della plutocrazia apolide usuraia, che non vi sia nulla di strano se gli speculatori finanziari dettino le regole alla politica; che sia giusto tagliare pensioni e servizi sociali, poiché altrimenti, non facendo ciò, aumentando la spesa pubblica, diminuisce la possibilità di ottenere introiti per gli speculatori finanziari che hanno investito sul nostro debito? Perché il consesso della Banca Centrale Europea, che è un organismo finanziario privato, a sua volta appendice europea del Fondo Monetario Internazionale con sede a Washington, può decidere insindacabilmente delle nostre vite, ordinando per noi le stesse politiche economiche che hanno massacrato il popolo greco (riducendolo alla fame svendendo i beni dello Stato greco e le sue risorse), senza che il presidente della repubblica delle banane abbia nulla da ridire in contrario, anzi, arrogandosi il diritto di obbedire ciecamente a tali esecrabili e criminali direttive economiche, anche contro la volontà popolare? Perché, tutti gli esponenti politici del “parlatoio”, di governo e di opposizione, vanno sempre a prendere direttive al di là dell’atlantico? Perchè, udite, udite, in Italia la “Sovranità” politica, economica e militare e con essa la possibilità di distribuire i beni in modo potenzialmente equo, NON ESISTE PIU’ …dalla fine della II guerra mondiale. Il problema riguarda tutto il continente europeo. Ma, per ovvi motivi geo-strategici, maggiormente l’Italia. La quale, peggio degli altri ex-stati, ha subito un trattamento atroce, che ancora è in atto. La nostra polemica contro le sceneggiate, tutte le sceneggiate inique che mortificano la vita degli italiani da oltre 70 anni, che essi se ne rendano conto o meno, viene magistralmente sintetizzata nell’immagine che apre questo articolo, che mostra la dislocazione dell’apparato militare statunitense sul territorio della ex Italia. La nostra Nazione subisce da oltre 70 anni una mortificante occupazione militare che lo stesso occupante, a mezzo dei suoi innumerevoli servi nostrani prezzolati che gestiscono “cultura” e “informazione”, ci obbliga a qualificare come “liberazione”. Qualcuno potrebbe obiettare che, in base ai dati aggiornati, i numeri della presenza militare americana sono da vedere al ribasso (vedere qui ). Alcune “installazioni”, infatti, sono state dismesse. La realtà, invece, dice il contrario. Poichè un documento datato 1954, e mai impugnato da nessun governo della repubblica antifascista, descrive lo stato di occupazione militare permanente dell’Italia in modo limpido (vedere articolo di cui sopra): si tratta di un  BIA (accordo bilaterale sulle infrastrutture militari). L’accordo specifica che, anche se le basi militari (tutte le basi militari) italiane sono di pertinenza italiana, la gestione delle stesse è da ritenersi affidata nella plenitudo potestatis agli STATI UNITI (o alla N.A.T.O., la foglia di fico che nasconde l’egemonia statunitense). Questo riguarda dunque non solo le installazioni direttamente Statunitensi o della cosiddetta Alleanza Atlantica, ma anche le basi strettamente italiane; ciò perchè gli accordi prevedono che, in caso di necessità (stabilita da chi?), TUTTE LE BASI MILITARI, DI OGNI TIPO, siano direttamente AGLI ORDINI della N.A.T.O. ossia degli USA (cit: “In teoria [in base agli accordi] tutte le basi militari italiane potrebbero essere messe a disposizione dell’Alleanza e quindi essere considerate basi Nato”). Il governo americano, dunque, dispone pienamente ed incondizionatamente del territorio italiano (ad esempio, ci piazza tutti gli ordigni atomici che ritiene opportuni, qui) e delle vite dei cittadini italiani, tramite l’ingerenza sulla politica Italiana che, a sua volta, resta da oltre 70 anni al suo pieno ed incondizionato servizio. Oggi, la presenza militare statunitense in territorio Italiano, ammonta a circa 20.000 uomini. Quella degli italiani, è di crica 95.000. Ma, alla luce di tali protocolli, gli italiani in realtà NON ESISTONO che sulla carta. Essi DI FATTO E DI DIRITTO, rappresentano TRUPPE AUSILIARIE del governo americano nel territorio della ex Italia. Questo, alla luce del diritto internazionale, costituisce de facto e di diritto una OCCUPAZIONE MILITARE! Dunque, in base a questo scenario, appare del tutto evidente il perché della situazione politica ed economica che subiamo da decenni e vi chiediamo:restando immutata tale situazione, le cosiddette elezioni, A COSA DIAMINE SERVONO?

A voi la risposta!

IlCovo

Un commento su “I SERVI ITALY-OTI HANNO ESEGUITO GLI ORDINI DI WASHINGTON!

  1. Le elezioni non servono a nulla, non serve a nulla nemmeno essere l’unica voce fuori dal coro! Per chi ha la consapevolezza di tutto questo gia’ da tempo, si rende conto che non serve a nulla cercar di spiegare perche’ vieni subito bollato come complottista visionario, che amarezza!!! Sono felice di aver trovato il tuo blog, come si dice, chi cerca trova. Grazie.

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