Vi sono molteplici modi per insultare la memoria di un caduto. Il peggiore, forse il più indegno e basso, è costituito dalla falsificazione delle altissime ragioni morali ed ideali che lo hanno spinto fino all’estremo sacrificio. Posso ritenere con sufficiente sicurezza, che alla base dell’ orrendo gesto compiuto a danno del Tenente Barbadoro (qui), sta proprio l’odio antifascista. E, purtroppo, manifestato molto probabilmente da coloro che hanno iniziato a mostrare “attenzioni” nei confronti del Piccolo (invero inadatto per il grande sacrificio compiuto!) monumento dedicato all’evento di “Portella della Paglia” (es: qui). Ovviamente, tale “attenzione” è casualmente iniziata da quando questa Associazione ha reso il giusto tributo di Onore al Soldato in questione e ai suoi “camerati” . Il vergognoso atto vandalico, infatti, è benvenuto sia per chi “usurpa” l’identità fascista (rettamente mostrata, qui), che cerca di “appropriarsene” per gli scopi ormai noti (qui), che per chi invece vuole infangarla. Il risultato, in entrambi i “moventi”, rimane lo stesso. Per dare base a quanto sto affermando, come mio costume, rimando alla lettura di tale articolo: qui
Sergio Barbadoro, è inserito in un “contesto storico” totalmente inventato. Inoltre, si omette volutamente un elemento assolutamente fondamentale della sua biografia, e che sta alla base del suo Sacrificio. Ma vediamo cosa scrive l’articolista:
E bene inquadrare innanzitutto nel contesto storico gli avvenimenti. Un esercito unitamente ai regi Carabinieri che non ricevevano direttive e si trovavano allo sbando, molti di questi indecisi se essere fedeli al re o a Mussolini, moltissimi sbandati che abbandonavano armi, divise cercando di ritornare alle proprie case; Vittorio Emanuele III° che chiedeva a Grandi di convocare il Gran Consiglio e far dimettere Mussolini.
Andando oltre la forma di tale scritto, va notato che si sta mostrando un contesto storico inventato di sana pianta. Sergio Barbadoro NON era in una situazione di “sbando generalizzato” e i Soldati NON si trovavano innanzi alla scelta se prestare fede al Savoia fuggiasco e traditore, o al Duce del Fascismo italiano. Esistevano, purtroppo, episodi di fuga o di tradimento. Ma nella misura proporzionata all’evento storico. Inoltre, falsità maggiore, il Savoia NON chiedeva a Grandi di convocare il Gran Consiglio “per far dimettere Mussolini”. La seduta del Gran Consiglio, già pianificata da tempo, venne concessa DA MUSSOLINI, il 25 luglio, NON nel frangente del Sacrificio di Barbadoro e i suoi. Per le falsità propalate in merito a quella seduta, rimandiamo qui
Ma andiamo avanti:
Il sottotenente Barbadoro che presidiava la postazione a Portella della Paglia, con mezzi ed armamenti obsoleti ed insufficienti, cercò di sbarrare l’avanzata degli americani guidati dal generale Patton con i pochi mezzi che aveva a disposizione, restando fedele al suo dovere di militare e patriota non accettando neanche i consigli della propria fidanzata Elvira Giuffrida che aveva cercato invano di distoglierlo dai suoi propositi.
Gli americani dopo un primo momento di sbigottimento si organizzarono e con un potente cannone di assalto reagirono al fuoco. Barbadoro venne investito da una colonna di fuoco, venne ferito e morì con la pistola in pugno in un estremo tentativo di resistenza unitamente ad altri suoi commilitoni.
Di lui non si parlò mai più se non a cura di alcuni singoli studiosi
Intanto: “di lui non si parlò”… finchè l’Associazione IlCovo non rese onore alla sua memoria. Facendolo SECONDO LA VERITA’ dei fatti storici. Ed è esattamente PER QUESTO che si è proceduto al suo vilipendio. In merito allo “sbigottimento” degli invasori anglo-americani, che in realtà erano ingenti perdite, rimandiamo all’articolo di cui al link sopra. Tralasciamo anche la solita frase di circostanza sulle carenze del nostro Esercito, perchè poi dovremmo specificare per quale motivo vi fossero tali “limiti”, che sono addebitati ai “comportamenti” posti in atto a più livelli dagli alti comandi vicini alla Monarchia, ed arrivati fino alla fase finale.
A questo punto si arriva al nocciolo della questione. La lapide posta doverosamente a perenne ricordo dell’eroismo di Barbadoro ed i Suoi, riportava CORRETTAMENTE che essi stavano combattendo PER L’ITALIA FASCISTA. Non vi è aclun dubbio sulla Fede Fascista purissima (da Mistico Fascista!) di Sergio Barbadoro, che era iscritto ai Gruppi Universitari Fascisti (la cui iscrizione, lo ricordiamo, era assolutamente volontaria!), e che come Volontario, chiese di partecipare all’immane scontro che stava interessando la sua amata patria FASCISTA (qualche riferimento qui). Per cui, la dicitura riportata nella nostra lapide divelta indegnamente, era e rimane esatta e riportante la Verità dei fatti storici. Per cui, si è arrivati a cercare di “eliminare” l’ingombrante Eroe, perchè di Eroe Fascista si tratta, come per la grande maggioranza degli Eroi Nazionali a cui anche la “repubblica anglo-americana nata dalla resistenza eterodiretta del nemico” riconosce il sacrificio. Ovviamente, siccome di Fascisti si tratta, come ripeto in moltissimi casi (per non dire tutti), allora o si nega il loro Sacrificio, o lo si falsifica. Tertium non datur.
Ma, come ribadisco, la Verità, rivoluzionaria per antonomasia, non teme nè il tempo, nè gli uomini. Anche se entrambi dovessero mancare al loro compito!
Stefano-RomaInvictaAeterna