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LA VERITA’ SU “DIO, PATRIA E FAMIGLIA”, SECONDO BENITO MUSSOLINI

Carissimi lettori e simpatizzanti. Abbiamo ricevuto una segnalazione, giunta nella casella postale della biblioteca, in merito ad un articolo pubblicato sul giornale  dal pretenzioso nome “LaVerità”, dal giornalista F. Agnoli. Tale articolo (qui) prendendo spunto da una fotografia pubblicata dalla “signora” Cirinnà, che recava una scritta ingiuriosa e irripetibile in merito al motto “Dio, Patria e Famiglia”, si diffonde non nella critica di tale indecente atto, ma piuttosto nello spargimento di fango sul defunto e sempre più “vivo” Benito Mussolini. Infatti, i “giornalisti” della repubblica delle banane, al pari dei “politici”, della “cultura”, ecc., non possono fare a meno, in modo ossessivo, di cercare (non riuscendovi, ovviamente!) di colpire la memoria politica e anche umana del GIGANTE Benito Mussolini, il quale pur “morto”, incute un timore atavico nei cuori tremebondi di tali “uomini”, difensori della “tirannide buona”, ovvero quella della cosiddetta “repubblica antifascista nata dalla resistenza”. Ebbene, dopo aver letto l’articolo summenzionato, abbiamo deciso di rispondere a tono, confutando sia gli insulti gratuiti, fatti dal “buon Cattolico Agnoli” nei confronti di un defunto ammazzato, che le corbellerie storico-politiche dallo stesso propalate. Sappiate che, essendo il “buon Cattolico Agnoli” un democristiano, filosoficamente tale, le assurdità da esso diffuse ricalcano fedelmente la vulgata sturziana ed EmilioGentiliana (da Bojano!), da “IlCovo” di già smantellata appositamente e in abbondanza (QUI). Di seguito pubblichiamo la risposta inviata al giornale, che, ovviamente, in pieno rispetto per le opinioni e le “libertà” altrui, non ha ricevuto NESSUN riscontro. Buona lettura (qui, la versione PDF).

 

SULL’ARTICOLO DI AGNOLI “DIO, PATRIA E FAMIGLIA NON E’ SLOGAN FASCISTA”
Cari amici de “LaVerità”. Sono un appassionato ricercatore, co-autore di libri di Scienze Storiche e Politiche, entusiasta di vedere con la nascita del vostro giornale che finalmente qualcuno non ha timore di cercare e dire la Verità! Proprio per questo motivo, soffermandomi sull’articolo di Francesco Agnoli, mi sono però venuti dei seri dubbi, in merito sia al contenuto che allo svolgimento del pezzo in questione. Ma siccome potrei aver frainteso, avendo anch’io dei limiti come ciascun essere umano, mi accingo a fornire alcune informazioni al buon Cattolico Agnoli, il quale sempre in base alla propria vocazione inerente la verità, prontamente mi auguro chiarirà tutto quel che c’è da chiarire. Di seguito:

CRISTO E’ VIVO

Devo superare il primo scoglio. L’articolo del buon Cattolico Agnoli, vorrebbe svergognare persino la memoria del defunto capo del Fascismo, Benito Mussolini, riprendendo pedissequamente la linea interpretativa dello storico E. Gentile, dove l’esimio professore di Bojano, cerca, a sua volta, di riproporre in modo abbastanza lineare le tesi su un presunto fascismo essenzialmente anticattolico e neopagano. Tesi, queste, del liberale Don Luigi Sturzo, fondatore del Partito popolare. Un partito di per sé controverso, perché, appunto, Liberale. Ricordiamo, infatti, che il liberalismo è condannato solennemente dalla dottrina Cattolico-romana. Ebbene, inaspettatamente, la reprimenda del buon Cattolico Agnoli verso il defunto Mussolini, prende le mosse da una infelice foto che ritrae la signora Cirinnà, che sfoggia un cartello con una scritta vergognosa sul trinomio Dio, Patria e Famiglia, che non ripeterò. Dunque, immaginando lo stupore del buon Cattolico Agnoli, mi dicevo: la criticherà a dovere! Ma, invece di leggere un attacco all’immonda e volgare propaganda della foto in questione, leggo un articolo di condanna del defunto Mussolini! Ma mi ripeto, potrei aver frainteso io. Dunque leggo pazientemente e osservo che il buon Cattolico Agnoli fa l’apologeta (al contrario! Per carità! Ricordiamoci tutti delle leggi sul reato d’opinione vigenti nella repubblica della libertà!) del giovane Mussolini “ateo, anticlericale e radicale”, nonché “blasfemo”. Il cortocircuito definitivo, per me che sono limitato, comincia però quando vedo che il buon Cattolico Agnoli si cimenta malamente nel provare a tratteggiare a tutto tondo la personalità politica e filosofica di Mussolini: dove il periodo principale, per stabilire l’indegnità politica dell’Uomo in questione (che non ha mai conosciuto la Signora Cirinnà, in quanto ammazzato ed appeso per i piedi) sembrerebbe esclusivamente quello “militante ateo-socialista”. Mi sorge allora subito un dubbio, se per caso il buon Cattolico Agnoli abbia saltato a piè pari i successivi 22 anni di Governo Fascista, con annessi e connessi, solo per amore di sintesi. Ma mi dico, sempre conscio dei miei limiti: magari dei brevi cenni ad eventi storici e politici di rilievo, si sarebbero potuti fare! Poi, però, mi viene in mente che se tali cenni fossero stati inseriti, le domande sulla legittimità della versione del buon Cattolico Agnoli sarebbero aumentate a dismisura. Detto questo, risultano fatti ed eventi che fanno da netto contraltare a ciò che il buon Cattolico Agnoli afferma contestando il defunto Mussolini. Ad esempio, che la nascita politica del Mussolini “guida del Fascismo”, dunque fondatore di un movimento politico diverso da quello socialista, data, cronologicamente, 23 marzo 1919. Il giudizio sulla filosofia politica e sugli atti del Mussolini fascista, pertanto, dovrebbero magari partire proprio da quell’evento! Il futuro Duce, casualmente, dichiarava questo: “…bisogna subito mettere le carte in tavola ed impedire che il fascismo – anche il fascismo! – sia exploité dalla massoneria, dalla democrazia e generi affini…I fascisti non possono e non debbono fare dell’anticattolicismo; non possono e non debbono scatenare accanto ai vecchi, nuovi motivi di divisione e di odio, che potrebbero avere ripercussioni fatali sulla compagine della nazione. I fascisti, i quali – lo sappiano o no, se ne rendano conto o no – sono imbevuti di dottrine spiritualistiche, devono lasciare ai formiconi del razionalismo e dell’anticlericalismo la fatica grottesca e inane di combattere le manifestazioni religiose e di bandire Dio dall’universo. Noi siamo andati oltre queste posizioni filosofiche di trent’anni fa, quando imperava la pseudo-filosofia del positivismo” ( Cfr. Il Popolo d’Italia, “Deviazioni”- 11 settembre 1921)(1). Come il buon Cattolico Agnoli potrà notare, siamo in piena fase di affermazione del movimento fascista, poiché il “Partito” non era ancora ufficialmente nato ed il soggetto politico in questione viveva il periodo della propria formazione identitaria, ma di già ormai antitetica, come scrive il “defunto infangato”, rispetto alle idee coeve dei socialisti massimalisti. Come se non bastasse, sempre il “defunto infangato” specificava: “Giova a tal uopo precisare le nostre posizioni mentali e pratiche. Fu detto e ripetuto a sazietà che il fascismo non è un movimento antireligioso. Esso non si propone di bandire, come pretendevano orgogliosamente e stupidamente insieme, talune parole materialistiche, «Dio dal cielo e le religioni dalla terra». Il fascismo non considera la religione come una invenzione dei preti o un trucco dei potenti a scopo di dominazione sulla povera gente. Tali idiote spiegazioni del fenomeno religioso appartengono all’epoca del più degradante anticlericalismo. Non antireligioso in genere, il fascismo non è anticristiano o anticattolico in particolare. Il fascismo vede nel cattolicismo lo sfogo gigantesco e riuscito di adattare ad un popolo come il nostro una religione nata in Oriente fra uomini di altra razza e di altra mentalità. Il cattolicismo è la sintesi fra la Giudea e Roma, fra Cristo e Quirino. E’ la religione praticata da secoli e secoli dall’enorme maggioranza delle popolazioni italiane. Universale, perché creato sull’armatura di un impero universale, il cattolicismo fa di Roma uno dei centri più potenti della vita dello spirito religioso nel mondo. Come si vede, la posizione del fascismo di fronte al cattolicismo è ben diversa da quell’anticlericalismo in voga nell’Italia mediocre dell’anteguerra” ( Cfr. Il Popolo d’Italia, “NOI E IL PARTITO POPOLARE” – 27 luglio 1922)(2).

RIFERIMENTI CATTOLICI

Per una evidente svista, il buon Cattolico Agnoli dimentica che nel 1925, il “defunto infangato” si sposava religiosamente, ritornando ai Sacramenti. L’atto blasfemo compiuto contro una statua della Vergine veniva riparato, come richiesto dal suo Confessore. Inoltre, le dichiarazioni pubbliche dell’ “infangato defunto” si facevano più assidue. Nel 1924, in un discorso pronunciato a Vicenza affermava: “Se poco fa sono entrato nel Tempio e mi sono inchinato dinanzi all’Altare, ciò non ho fatto per rendere un omaggio superficiale alla religione dello Stato, lo ho fatto per un intimo convincimento perché penso che un popolo non può divenire grande e potente, conscio dei suoi destini, se non si accosta  alla religione e non la considera come un elemento essenziale della sua vita privata e pubblica. Se voi che mi ascoltate adeguerete i vostri atti a queste parole, vi convincerete che la Patria si serve soprattutto in silenzio, in umiltà e in disciplina, senza grandi frasi ma col lavoro assiduo e quotidiano” (3). In perfetta consonanza con le affermazioni dottrinali fatte in tempi non sospetti, nel 1932 scriveva nella ufficiale Dottrina del Fascismo quanto segue: “Dunque concezione spiritualistica [quella Fascista], sorta anche essa dalla generale reazione del secolo contro il fiacco e materialistico positivismo dell’Ottocento…Chi nella politica religiosa del regime fascista si è fermato a considerazioni di mera opportunità, non ha inteso che il Fascismo, oltre a essere un sistema di governo, è anche, e prima di tutto, un sistema di pensiero…Lo Stato fascista non rimane indifferente di fronte al fatto religioso in genere e a quella particolare religione positiva che è il cattolicesimo italiano. Lo Stato non ha una teologia, ma ha una morale. Nello Stato fascista la religione viene considerata come una delle manifestazioni più profonde dello spirito; non viene, quindi, soltanto rispettata, ma difesa e protetta. Lo Stato fascista non crea un suo “Dio” così come volle fare a un certo momento, nei deliri estremi della Convenzione, Robespierre; né cerca vanamente di cancellarlo dagli animi come fa il bolscevismo; il fascismo rispetta il Dio degli asceti, dei santi, degli eroi e anche il Dio cosi come visto e pregato dal cuore ingenuo e primitivo del popolo.” (4). Sempre per la medesima svista, il buon Cattolico Agnoli dimentica di notare che, a fronte dei due contrasti politici principali avutisi tra il regime fascista e la Chiesa cattolica romana, ovvero lo scioglimento delle associazioni cattoliche e il problema delle “leggi per la difesa della razza italiana”, entrambi siano stati pacificamente superati. Il primo fu suggellato da un nuovo accordo, seguito ai già stipulati Patti Lateranensi. Il secondo non ebbe le connotazioni di una vera e propria crisi definitiva, poiché quelle leggi del 1938, non furono condannate dalla Chiesa in quanto tali, ma per la parte relativa ai matrimoni misti e per certa pubblicistica effettivamente discriminatoria che le accompagnò. La rivista “Civiltà Cattolica”, in uno studio ad hoc, espresse un parere non del tutto negativo, eccetto che per la questione relativa al già citato problema delle unioni miste ( cfr . Renzo DE FELICE, Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, Torino, Einaudi, 1993, p. 292-293; Scrive: “Con la Mit brennender Sorge del marzo 1937 la Chiesa cattolica aveva condannato il razzismo nazista, ateo e materialista; il razzismo italiano, come si è visto, si presentava però con caratteristiche diverse da questo, per molti aspetti, anzi, si sarebbe potuto armonizzare con la posizione della Chiesa stessa. Questa indubbiamente fu l’opinione di alcuni ambienti cattolici. Non a caso La Civiltà Cattolica del 6 agosto 1938, commentando il manifesto degli scienziati, scrisse: ‘Chi ha presenti le tesi del razzismo tedesco, rileverà subito la notevole divergenza di quelle proposte da queste del gruppo di studiosi fascisti italiani. Questo confermerebbe che il fascismo italiano non vuole confondersi con il nazismo o razzismo tedesco intrinsecamente ed esplicitamente materialistico e anticristiano’”). Capisco che l’Agnoli può “dimenticare” tale fatto, evidenziando solo il contrasto, pure innegabile, che si ebbe in taluni frangenti ben circostanziati, poiché sarebbe obbligato a spiegare al pubblico il perché dell’atteggiamento di apertura persistente della Chiesa nei confronti del Fascismo. E dovrebbe dimostrare che ciò non avvenne per un improvviso inesistente “razzismo” della stessa, ma perché quelle leggi, ancorché degne di critica, non ebbero mai però quei caratteri totalmente nefasti che sono stati ad esse attribuiti dai “sacerdoti benpensanti” dell’antifascismo di professione. Così, magari, si vedrebbe costretto anche a citare quel che la filosofa ebrea Hannah Arendt testimoniava nel suo “La banalità del male” (uno studio fra tanti, ovviamente),(5): ovvero che la legislazione anti-ebraica fascista non aveva connotazioni razzistiche propriamente dette (i “provvedimenti”, in concreto, stabilivano di fatto la perdita della cittadinanza di coloro i quali li subivano), prevedendo esenzioni di vario genere per gli ebrei italiani benemeriti verso la Nazione ed il Fascismo, che, stando sempre agli studi di un’altra docente antifascista, la professoressa Bonucci (6), arrivavano nel 1942 al numero di circa 7.000, mentre vi erano in quel frangente altre circa 8.000 richieste in tal senso al vaglio del Regime. Per un totale di 15.000 ebrei su una comunità che in quel momento ne contava 39.000 in totale! Inoltre,  Agnoli dovrebbe poi dire al pubblico che, il governo fascista salvò un numero indefinito di Ebrei, anche durante la R.S.I., come testimoniato al processo Graziani dall’antifascista Carlo Silvestri (7). Devo dire che tutto questo, mi rendo conto, sarebbe stato davvero troppo da spiegare. Sarebbe stato eccessivo dire “la Verità” su “LaVerità”, poiché capisco bene che il buon Cattolico Agnoli ne avrebbe dovuto subire tutte le conseguenze…

UN CITTADINO ROMANO CHE “CERCA”

Ma un’altra cosa che sarà certamente sfuggita ad Agnoli, è che Benito Mussolini era un Uomo del suo tempo, che “cercava” (così si firmava, nei suoi primi articoli). Cercava cosa? Ovviamente, per come si è svolta la sua parabola politica, ma soprattutto personale, cercava la Fede. Cercava Dio. Cercava il “senso della Vita”, e la Vera Giustizia, che non aveva trovato nelle false idee di Giustizia che aveva incrociato nella sua giovinezza, che lo avevano evidentemente deluso per la carica ipocrita di cui erano portatrici. Dunque, Mussolini fu uno dei pochi Uomini coerenti alla propria formazione caratteriale e umana. Cercava la giustizia e con l’aiuto dello “Spiritualismo Cristiano”, già in tempi non sospetti, la trovò secondo la sua creazione politica: il Fascismo. Mentre trovò Dio proprio attraverso quella Fede “nella quale sono nato” e nella quale “voglio morire” (come scrisse a sua sorella nei suoi “Pensieri pontini e sardi”). Mussolini, inoltre, non fu nazionalista alla maniera in cui intende il buon Cattolico Agnoli. Anzi! Aveva un concetto della cittadinanza antitetico alle filosofie materialiste del suo tempo. Lo dimostrò, ad esempio, in Libia concedendo la speciale Cittadinanza italiana-libica agli indigeni. Cosa che, ad esempio, sarebbe stata una bestemmia (ora ci vuole), per i liberi e democratici Inglesi. Sempre nella sua ufficiale Dottrina del Fascismo, è riportato quanto segue: “[La Nazione è] non razza, né regione geograficamente individuata, ma schiatta storicamente perpetuantesi, moltitudine unificata da un’idea, che è volontà di esistenza e di potenza: coscienza di sé, personalità…Non è la nazione a generare lo Stato, secondo il vieto concetto naturalistico che servì di base alla pubblicistica degli Stati nazionali nel secolo XIX…”(8). Dunque, addirittura in tale documento cardine dell’ideale fascista vi è un riferimento diretto all’antirazzismo (riferimento MAI cassato durante tutto il ventennio)! Come si potrebbe mai dire qualcosa del genere ad un pubblico italiano cresciuto ufficialmente nell’odio per Mussolini ed il suo Fascismo a suon di luoghi comuni falsi e tendenziosi ?

COME PAOLO DI TARSO

Uno studio poderoso, quello del Monsignor Ennio Innocenti (9), chiarisce senza ombra di dubbio la “Conversione religiosa di Benito Mussolini”. Dove si osserva come, ad esempio, se i rapporti con Pio XI furono in qualche circostanza tesi, quelli con Pio XII furono invece tendenzialmente ottimi, al netto della differenza di vedute in casi come quello dell’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania. Un nutrito epistolario mostra la maturazione spirituale, graduale, del “Mussolini peccatore”, che proprio in quel periodo abbandona la propria promiscuità, per tornare ad essere un buon marito e buon padre. In tal senso, il buon Cattolico Agnoli, che ovviamente come tale si guarda bene dall’entrare nel foro intimo di un suo fratello nella Fede quale è Benito Mussolini, dovrebbe gioirne! Nel frangente prossimo alla propria fine terrena, vi sono documenti inoppugnabili sull’ormai stabile conversione del Duce del Fascismo, che mostra ciò in modo indiscutibile in uno dei suoi ultimi messaggi alle Forze Armate (10). Se tanto non dovesse ancora bastare, ad abundantiam, vi sono le testimonianze dirette di San Pio da Pietrelcina o della Beata Elena Aiello (11), di certo non trascurabili per il buon Cattolico Agnoli, vicinissimi entrambi alla famiglia Mussolini, che “mostrano” l’anima di Benito salva, anche se all’epoca ancora intenta nell’espiazione per decreto della Giustizia divina. Tale notizia dovrebbe rasserenare il buon Cattolico Agnoli, che adesso, dopo la lettura di codeste seppur limitate e maliziosissime righe, presumo sarà felice di poter rettificare la propria versione (quella del Prof. Emilio Gentile da Bojano, non essendo egli credente, ma antifascista liberale praticante, sta lentamente crollando da sé per mancanza di riscontri oggettivi!). Nella sua immancabile umiltà, il buon Cattolico Agnoli, se vorrà, adesso potrà finalmente davvero proclamare LA VERITA’ dai tetti, come diceva Qualcuno!

Con osservanza
Stefano Fiorito

 

Note:
1 – Cfr. “Opera Omnia di Benito Mussolini”, a cura di Edoardo e Duilio Susmel – La Fenice – 1951

2 – Op. Cit.
3 – Op. Cit.
4 – Op. Cit.
5 – Cfr. H. Arendt, La banalità del Male, Feltrinelli, p. 182 e ss.
6– Cfr. M.A. Matard-Bonucci, “L’Italia fascista e la persecuzione degli ebrei”,Bologna, 2007, Il Mulino, pp. 144 – 150 . Interessantissimo in merito all’argomento, anche il documentario della RAI “Ebraismo e fascismo”, qui:
http://www.raistoria.rai.it/articoli/ebraismo-e-fascismo/4808/default.aspx
7 – Cfr. CARLO SILVESTRI, “MUSSOLINI GRAZIANI E L’ANTIFASCISMO”, Milano, 1949, Longanesi.
8 – Cfr. “Opera omnia di Benito Mussolini”, op. cit.
9 – Cfr. E. Innocenti, La conversione religiosa di Benito Mussolini, Fede e Cultura, 2015
10 – “Cristo si vede a Betlemme, si conosce a Nazareth, si ammira sul Tabor, si crede sul Golgota, si ama attraverso il Vangelo. È l’unico, il vero rivoluzionario, che della sua croce ha fatto leva e bandiera per sollevare il mondo agli splendori della fede divina. Io vedo in lui l’asse della storia e i secoli gli danzano intorno. Stanchi di lotta e odio, gli uomini si appoggiano alla croce e guardano ai suoi occhi, che rischiarano le vie dell’eternità. Il Vangelo è il poema sublime dell’amore universale sgorgato dal cuore di Cristo e scritto con il suo sangue divino. L’eco dell’Eterno si ripercuote sulla terra attraverso la sua parola, che è luce per l’intelligenza e fiamma per lo Spirito. Il Vangelo è il libro dell’umanità, è la chiave del mistero della vita, messaggio di Dio e programma per gli uomini, dove l’amore crea e rinnova, trionfa nel perdono ed impera nell’esaltazione del dolore. L’ultima parola trasformatrice si dice nell’atmosfera del cielo sull’alto della croce, dove Cristo conduce gli uomini oltre le soglie dell’infinito, nel regno dell’amore intenso alle scaturigini dell’immortalità dello spirito.” (qui : http://www.barbadillo.it/26335-cultura-il-cammino-umano-e-spirituale-di-mussolini/# )
11 – Cfr. qui: www.lafedequotidiana.it/mussolini-si-converti-al-cattolicesimo-lo-afferma-un-libro-di-ennio-innocenti/

Un commento su “LA VERITA’ SU “DIO, PATRIA E FAMIGLIA”, SECONDO BENITO MUSSOLINI

  1. Queste letture fanno bene e come!

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