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Atto di accusa verso “l’Europa Demoliberale pluto-massonica” bugiarda e assassina!

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Da quando è nata la nostra associazione, i fascisti de “IlCovo” denunciano senza sosta l’ipocrisia della “grande menzogna” costituita dal Liberalismo, così come l’immoralità dei “sacri e immortali principi dell’89” e delle presunte  “magnifiche sorti e progressive”. Tutto ciò che di male, di tragico, vediamo e viviamo nel mondo d’oggi, risulta diretta e innegabile emanazione di tali tremendi e distruttivi principi politico-filosofici. Dunque, noi abbiamo fatto di tale battaglia un segno innegabilmente distintivo, basandoci sulla formazione Politico-Dottrinaria propria del Fascismo . Tutto ciò non costituisce, quindi, una “novità” per chi ci segue. E’ però interessante vedere cosa sta accadendo, nel completo silenzio dei media asserviti ai pluto-massoni mondiali, a seguito delle immani tragedie provocate dall’aggressione allo Stato Sovrano Siriano, o persino all’Iraq “post-baathista” (per completare il “lavoro” di distruzione).

Ebbene, si diffonde finalmente una presa di Coscienza, che potrebbe essere definita anche “vasta”, considerando le condizioni di assoggettamento e lobotomizzazione imperante in cui viviamo, da parte di elementi, istituzioni e/o gruppi sociali che solitamente sono megafoni della “versione ufficiale”. Rimangono, ovviamente, posizioni minoritarie, all’interno di tali realtà che genericamente sono saldamente allineate alla versione dei pluto-massoni di varia nazionalità e provenienza sociale.  Ma sono posizioni di una certa rilevanza, anche numericamente in aumento, dunque degne di nota. Ne segnaliamo tre, di grandissimo spessore e importanza, sia per la provenienza, che per la materia trattata in tali interventi. Riguardano la già citata guerra di aggressione alla sovranità siriana, che però analizzano anche, più in generale, la situazione di quella regione martoriata, nonché le dinamiche politico-militari conseguenti all’aggressione subita dallo Stato siriano. Considerando anche, e diremmo soprattutto, i motivi reali del disastro posto in essere dalle ” demo-plutocrazie” occidentali e dai loro alleati nell’area geografica in questione. Il primo Atto di Accusa è costituito da una lettera, che citeremo in alcuni brani ma che consigliamo di leggere per intero (qui) . Ebbene, si tratta della lettera di un prelato fiammingo “naturalizzato” Siriano. La lettera ha grande rilevanza, anche alla luce delle stragi di Bruxelles, ennesimo dramma indotto dagli stessi burattinai occulti che il giorno dopo hanno versato la canonica “lacrima di coccodrillo”. Il prelato in questione, scrive al Ministro degli Esteri belga. Egli accusa esplicitamente l’Europa, e il Belgio in modo specifico, di collaborare con gli stragisti, di provocare e armare le guerre “estere” di aggressione, e addirittura di propalare menzogne e disinformazione nei media ufficiali occidentali.  Ciò appare di un rilievo ancora maggiore, se non bastasse, poichè il prelato risultava essere da principio in modo manifesto pregiudizialmente contro il regime Siriano, prima che si stabilisse a Damasco. Oggi, dopo il suo personale precorso culturale e dopo 5 anni di guerra di aggressione vissuta in prima persona, ribalta, letteralmente, il suo giudizio negativo. E così egli ci conferma indirettamente, ancora una volta, anche il perché delle cosiddette “Primavere arabe” che, come avevamo già accennato (qui), avevano quale scopo quello di colpire il Baathismo, garantendosi l’accesso e l’influenza piena alle risorse economiche e strategiche della Siria. Il prelato, infatti, scrive (cit): “Ero arrivato con molti pregiudizi e sospetti. Il contatto con la popolazione e il paese, tuttavia, mi ha fatto subire uno shock culturale. È vero, le libertà individuali e politiche in Siria non sembravano molto grandi e neanche così importanti (nel frattempo ci sono stati grandi cambiamenti come la creazione di un sistema pluripartitico). Ma dall’altra parte c’era una società armoniosa composta di molti gruppi religiosi ed etnici diversi , che già da secoli convivevano in pace. Inoltre c’era l’ospitalità orientale generosa e una sicurezza molto grande, che non abbiamo mai conosciuto nel nostro paese. Furti e violenze erano praticamente inesistenti. Il paese non aveva nessun debito e non c’era nessun senzatetto. Al contrario, centinaia di migliaia di rifugiati dai paesi circostanti erano stati accolti e anche mantenuti come se fossero veri cittadini. Per di più, la vita quotidiana era anche molto economica, come anche gli alimenti. Le scuole, le università e gli ospedali erano tutti gratis, anche per noi stranieri che appartenevamo ad una comunità monastica siriana, come noi stessi abbiamo sperimentato.”
Abbiamo voluto evidenziare alcuni termini particolari, che descrivono genericamente alcuni principi-cardine del modello dello Stato Total-Unitario a Partito Unico la cui matrice va ricercata nell’esperienza ITALIANA FASCISTA. Gli strumenti elencati dal prelato, sono tipici della concezione Statale la cui paternità spetta al Fascismo mussoliniano. La dottrina del Baath, siriano o di altra nazionalità, ha garantito per decenni un modello di Stato stabile e armonioso in Egitto, Libia, Iraq, Siria, costituendo un riflesso (in verità pallido!) della concezione etico-corporativa perorata da noi fascisti. Ovunque vi sia una forma Statale diversa dal demo-liberalismo parlamentare pluripartitico, nel sedicente “occidente democratico” aprioristicamente viene associata in modo propagandistico al più turpe crimine “contro l’umanità”, al conculcamento di ogni “diritto elementare”: in questo modo si ottiene l’appiattimento e l’assoggettamento anche della pubblica opinione, che così perora meccanicamente la presunta “libertà” degli altrettanto presunti “oppressi”. I quali non sono affatto chiamati in causa in tale “liberazione” ! Difatti sono i cosiddetti “Liberatori” gli unici a sapere se tali soggetti siano o meno oppressi! E se essi non si sentono tali, peggio per loro! Lo devono essere per forza! Ogni forma di Stato diversa dalla forma demoliberale di marca anglo-sassone, è per definizione dogmatica degli stessi “democratici”, una tirannia potenzialmente genocida! Dunque, se ne faccia una ragione chiunque abbia idee diverse al riguardo! Questo è il messaggio diffuso a tutto il mondo.

Il prelato, in tal modo, ha avuto questa tremenda conferma, vissuta sulla sua stessa pelle: Nel frattempo era scoppiata una guerra terribile. Con i nostri occhi abbiamo visto come stranieri (non Siriani) hanno organizzato manifestazioni di protesta contro il governo. Questi hanno fotografato e filmato le loro stesse manifestazioni, che in seguito sono stati riprese e distribuite – dalla stazione TV  Al Jazeera in Qatar – e cosi in tutto il mondo con il falso messaggio che il popolo siriano si stava ribellando contro una dittatura. Questi stranieri hanno poi invitato i giovani del nostro villaggio ad unirsi a loro. Ci sono stati attentati e omicidi nelle cerchie sunnite e cristiane per dare l’impressione che si trattasse di una vendetta simile ad una guerra civile interna. Nonostante questi tentativi di provocare odio e caos, il popolo siriano è rimasto unito. Come una famiglia unita, i siriani hanno protestato contro i gruppi terroristici stranieri e contro i paesi che li supportano.”

Nel cuore della lettera, il prelato arriva a chiedere al ministro belga, se vuole contribuire a distruggere il popolo Sovrano della Siria, armando e addestrando i ribelli, insieme alle altre nazioni coinvolte (Vedi Turchia): “Sulla base di bugie grossolane, Lei collaborerà  ad uccidere e distruggere ulteriormente questo popolo, contro ogni diritto internazionale e contro la dignità umana [che non è conculcata dal Baath, ma dai “Liberatori”!]? I campi dei rifugiati devono diventare ancora più grandi? Volete buttare un intero popolo in una miseria senza speranza solo perché le superpotenze vogliono costruire un “pipeline” e vogliono anche impadronirsi del petrolio, del gas e altre ricchezze naturali e vogliono conquistare il territorio della Siria per la sua posizione molto strategica?”

La lettera di questo prelato Cattolico Romano, naturalizzato Siriano, fa eco ad un altra, stavolta di un prelato ITALIANO, vicario apostolico emerito di Aleppo. Il gerarca, ha tenuto vari convegni sulla guerra in Siria, ed ha scritto quanto segue (qui):

“La ragione di questa guerra è da ricercarsi nell’interpretazione della legge predominante in quei paesi [che la finanziano, ndr]. Il Signor Bashar Al Assad aveva instaurato nel suo paese un governo a carattere laico, che è in netto contrasto con il sistema di quelle regioni...E così siamo finiti nelle mani di un terrorismo di carattere internazionale, ma sempre pagato e sostenuto da chi ha soffiato sul fuoco della cosiddetta ‘dittatura’ (gli stessi terroristi hanno fatto il nome dei paesi medio orientali che li finanziavano), dei cosiddetti ‘diritti umani’ e tutti hanno seguito questo coro…La conseguenza di tutto ciò è che siamo caduti in mano a varie categorie di terroristi che si potrebbero semplicemente definire mercenari seminatori di morte…Chi ha creato ISIS? Un personaggio che fino ad un paio d’anni addietro era l’incontrastato dominatore in Medio Oriente oggi ha il coraggio di scrivere che: purtroppo la creatura che abbiamo messo al mondo ci è sfuggita di mano e la dobbiamo combattere… Anche un ragazzino comprende che ISIS fa tutto questo non solo per crearsi il proprio califfato, ma anche per spodestare il presidente Assad, e questo è l’obiettivo della cosiddetta opposizione al Regime (che la chiamiate opposizione moderata o fondamentalista, tutti vogliono la stessa cosa), e in conseguenza di tutto ciò avremo che le file di Isis si ingrosseranno anche degli ultimi arrivati, preparati ed armati da 40 Stati della cosiddetta Coalizione [ovvero, della NATO, ndr.]. ” 

Che queste cose vengano scritte da noi fascisti, può essere normale. Ma il fatto che vengano proclamate da uomini o istituzioni notoriamente “allineate” al pensiero “debole” dominante, è molto interessante. Anche perchè notiamo che gli uomini in “buona fede”, constatando i fatti, vengono quasi obbligati a riconoscerne la portata devastante.

Vogliamo chiudere questo nostro articolo con la testimonianza del noto economista politologo statunitense, Luttwak. Le dichiarazioni che egli fa, sono di una gravità incredibile. Affermate anche in diretta televisiva sulle reti generaliste (https://www.youtube.com/watch?v=UeOnBFIqDKg&feature=youtu.be). L’analisi dell’origine Wahabita del “Califfato” (culturalmente  turco-saudita-qatariano, ovvero allineato alla NATO) è incontrovertibile. Ma ciò che è allucinante, per la gravità dell’affermazione, non per l’impensabilità della stessa, riguarda la “soluzione” proposta dal “dotto” politologo statunitense: “lasciamoli fare!”… “Noi non siamo il nemico per loro, lo diventiamo se ci immischiamo! Che facciano il loro stato!” Ecco cosa gli Stati Uniti, la NATO, la Turchia, i Sauditi, ecc, ecc, vogliono ottenere. A spese degli Stati Nazionali di quella martoriata Regione e  dei Popoli dell’area, della sicurezza e stabilità del mondo, si vuole ottenere un mega-emirato, vassallo della NATO affinché quella Regione foraggi plutocrati pescecani senza scrupoli, a spese di tutti !  La cosiddetta “UE”, rappresenta lo scendiletto mediterraneo di questa ignobile strategia, a cominciare dalla migrazione indotta, appositamente studiata per generare squilibri e disastri controllati e per affrettare la costituzione del mega-emirato “unito”. E quando al “dotto” politologo, viene chiesto che ne sarà “dei massacrati” dei perseguitati, “soprattutto Cristiani”, egli fa spallucce! Sul trono del cinico pragmatismo egemonico democratico, i massacri sono da contemplare sempre. Del resto è lo scotto arbitrario che ci è vien fatto pagare dalla fine della II guerra mondiale.

In questo contesto si inserisce la battaglia che si sta combattendo in queste ore per Aleppo. La posizione attendista di Mosca, che non voleva scartare la via diplomatica, anche se è semplicemente un puro formalismo per coprire le altre mire in gioco, è conclusa. Assad ha indetto, nel frattempo, un plebiscito, con grande tempismo politico, che lo ha visto stravincere. Questo lo legittima nuovamente al tavolo delle trattative, se ce ne fosse mai stato bisogno. La CIA ha, nel frattempo, riarmato i cosiddetti “oppositori” al Regime siriano, tra cui Daesh fra i primi. Dunque Putin ha rotto gli indugi, e Assad ne ha beneficiato in immediato (qui).

Sotto i nostri occhi, la consapevolezza della deplorevole strumentalità, del doppiogioco e della vergognosa campagna egemonica demoplutocratica, non è più una chimerica ipotesi complottista, ma un’amara ed innegabile verità di fatto, che rivela platealmente quanto il mondo che ci viene quotidianamente messo innanzi agli occhi dai media ed i suoi presunti valori di libertà siano solo una sequela interminabile di ignobili falsità.

Dobbiamo fare un passo innanzi e riprendere in mano il nostro destino, unendo gli sforzi di tutti gli uomini di buona volontà nel segno del Fascismo di Benito Mussolini, il cui ricordo incancellabile deve fungere da sprone nella lotta immane alla quale siamo necessariamente chiamati, poiché non esiste altra alternativa  ad esso se non la schiavitù plutocratica.

IlCovo

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