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2015, l’anno delle sceneggiate tragiche…ma resta la Speranza che tutto cambi davvero!

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Il 2015 si avvia alla conclusione. Un altro anno terribile, nella storia del mondo. La tragedia tremenda che viviamo, è unica. L’estensione e la gravità dei fatti a cui assistiamo ha raggiunto vette inimmaginabili. Ma c’è un elemento che rende tutto più incredibile e grave, la passività che distingue la cittadinanza tutta. Noi cittadini, noi uomini del cosiddetto “occidente democratico”. NOI TUTTI!  Infatti, mentre il mondo viene ridotto in macerie, gli “uomini”, i “cittadini”, guardano inorriditi. Ma cosa fanno concretamente? Niente… Assolutamente niente! No, statene certi: non saremo noi a fare i “grillini” della situazione (la versione “italyota” delle primavere arabe a stelle e strisce!); tantomeno  i “piazzaroli” che “sfasciano e si oppongono” (a che, poi!). Dunque non scriveremo il solito pistolotto del “vota e cambia” (sì, la solita buffonata democratica!), “vai in piazza, sfascia e fai opposizione” (ripetiamo: a chi?), ecc. NON SONO QUESTE LE MODALITA’ PER CAMBIARE! Casomai, questi sono i modi per OBBEDIRE alla plutocrazia mondiale, che così si assicura la propria perpetuazione. Il primo passo da compiere, per non stare a guardare quali spettatori inerti, consiste invece nella presa di coscienza dell’inganno a cui il MONDO INTERO è soggetto, ma ciò non é possibile senza ELEVARE IL PROPRIO SPIRITO al Sommo Bene ed al principio primo della Giustizia, dal quale solamente discende la capacità di realizzare l’armonia nel mondo, ma su ciò ritorneremo alla fine di questo scritto. Successivamente, acquisita consapevolezza che NON E’ VERO che il “Sistema democratico” (responsabile della catastrofe globale!) sia l’unico possibile e nemmeno il migliore in linea di principio, l’altro passo starebbe nel trarre le giuste e dovute conseguenze, cioè che i Popoli del mondo dovrebbero riprendere in mano il loro destino, UNIRSI TRASVERSALMENTE, senza artificiali discriminazioni fra categorie;  IGNORANDO i parlamenti, le congreghe partitiche, le oligarchie affariste pluto-massoniche, per liberarsene (in alcuni sporadici casi, timidi esempi si stanno affacciando: ci riferiamo a quei piccoli paesi che si sono resi autonomi dall’Euro e dai governi, usando moneta e gestione locale propria), fondando tale unione sull’unico vero principio politico di Civiltà esistente al mondo: il Fascismo mussoliniano.

Scriviamo questo proprio quando l’ennesima pantomima democratica si è appena consumata, stavolta in Francia, l’illuminista e borghesissima Francia! Si sono svolte, infatti, le sempiterne “tornate elettorali”, stavolta, dopo la strage di Parigi. Ennesima, vergognosa carneficina auto-indotta, eseguita dai “delinquenti primaverili” che si armano e si mettono a servizio permanente di chi li arma!

Dunque il democraticissimo “Popolo Francese”, in fila, ha emesso la sua “sentenza provvisoria”! Le Pen! …in prima istanza, mentre la Ué gridava al fascismo! In verità, che cosa c’entri la Le Pen ed il suo movimento col Fascismo, non è dato sapere, ma tale constatazione è di poche menti pensanti… (troppo poche!) Ciò basta però! Lei, come i nostrani neo-kamaraden, non deve far altro che assolvere il compito per il quale è precettata dal sistema demoplutocratico, “intimorire” la maggioranza “benpensante” e “galvanizzare” le frange degli “scontenti della domenica” affinché, poi, si realizzi il risultato desiderato dal sistema. Infatti, i cosiddetti ballottaggi della seconda tornata elettorale hanno subito decretato lo “scampato pericolo”. Dunque, la signora Le Pen prende voti, come tutti i gruppi politici che fanno finta di voler contestare il sistema accettandone le regole, ma ovviamente, il potere no! Perché i “democraticissimi francesi” non glielo hanno permesso, così almeno si obietta (premesso che tali movimenti non sarebbero nemmeno in grado di gestirlo, non essendo, per l’appunto, il compito loro assegnato!). Tutto ciò sempre secondo  quel che dicono i “numeri” che, lo sappiamo, rappresentano il novello “dio” della Francia democratica come di tutti i paesi liberal-democratici del mondo! Poi, bisognerebbe controllare magari quanto tale conta di codesti numeri corrisponda al vero. Ma nel mondo dell’iperuraino democratico non è importante. L’importante è che le cifre ci siano. Ecco, dunque, il ruolo “istituzionale” assolto dai vari Grillo, Le Pen, Salvini, Tsipras e via discorrendo. Anzi, quest’ultimo è apparso davvero esilarante. Se ne è andato…per poi ritornare! “Governi di larghe intese”, li chiamano, per fronteggiare “l’emergenza” che li detta. Quale emergenza? …le sempiterne e immancabili emergenze, che variano di volta in volta, il “debito”, il “terrorismo”, la “crisi” e chi più ne ha più ne metta. Mai nessuno che si faccia venire il dubbio che tali “emergenze” ESISTONO APPOSITAMENTE PER DISTRUGGERE IL POPOLO e perpetuare un sistema criminale! Il Popolo si vede depredato, dissanguato e distrutto…e che fa? Come denunciamo da sempre, va ordinatamente al voto e ACCETTA democraticamente il responso delle “sacre” urne! Si sa… c’è la crisi, che altro si può mai fare?

E dunque assistiamo a questa sceneggiata da buffoni di quart’ordine. Le cosiddette “elezioni”, hanno eco “internazionale”. La propaganda non poteva non raggiungere la dirimpettaia “repubblica delle banane mattarelliana”. E, ovviamente, non poteva non raggiungere i “kamaraden” di tutte le correnti e gli “spifferi”. Socialisti, Socializzatori, compagni-camerati, neopagani, nazionali, popolari, eurasiatici, comunitaristi, e chi più ne ha …..DICONO E SCRIVONO TUTTI LE STESSE COSE (al di là dei proclami di segno inverso), partecipano nei fatti allo stesso sistema DUALE (sinistra-destra), accettano di fatto lo stesso MATERIALISMO ECONOMICISTICO, poichè hanno lo stesso obiettivo: il BENESSERE ECONOMICO! Ecco perché, come hanno strizzato l’occhio a Grillo, lo strizzano a Le Pen, ai Salvini, ecc., ecc., … “Non siamo uguali, ma non possiamo ignorare che…”. Questo il solito ritornello che vanno sciorinando ! Invece, se fossimo davvero animati dal proposito di dare una svolta epocale alle nostre esistenze e divenire padroni del nostro destino non solo dovremmo ignorare questi personaggi, ma dovremmo SCHIFARE tutto questo lerciume, dopo 70 anni di vergognose menzogne di un sistema criminale che ha distrutto l’Uomo Integrale, per sostituirlo con “il CONSUMATORE“! Ma no! Chi crede che si debba ignorare, schifare IN BLOCCO tale sistema, ovvero noi fascisti, viene etichettato come “fuori dal tempo, passatista, nostalgico”! Noi dovremmo solamente “evolvere la Socializzazione”, e accettarla in varie salse: neopagane, comunitariste eurasiatiche, razziali… (per carità! sempre rigorosamente all’interno del democraticissimo sistema elettorale!) e fare piacere, così, al sistema plutocratico che scodella esempi pratici di nazioni dove già esistono “evoluzioni” di tal specie: la Germania e l’Austria, ad esempio! …per proseguire, secondo la logica di Matrix, nella linea della plutocrazia materialista, che permette temporanei riempimenti di pance, per monetizzare più proficui svuotamenti della Coscienza e dei Cuori!

L’anno si conclude anche con la crisi Iraqeno-Siriana, che ha fatto emergere platealmente moventi ed intenti di alcuni dei suoi criminali, democraticissimi, fautori. Mosca, con il suo volitivo Capo, Putin, ha smascherato in modo evidente la doppia, ancorché dubbia, morale della Turchia e degli Stati Uniti. Era il segreto di pulcinella, ma i leoni si scannano. E reagiscono. Erdogan abbatte un caccia Russo, CHE NON AVEVA PER NULLA SCONFINATO (questa la motivazione ufficiale dei Turchi), e Putin lo mette letteralmente “in mutande” davanti al mondo, insieme ai suoi padroni USA. Mostra campi di addestramento per terroristi amici dell’occidente, acquisto di petrolio e vendita di armi al sedicente Califfato! Tutto attraverso lo Stato Turco! Nelle riunioni delle cosiddette Nazioni unite, snocciola documenti sui finanziatori, addestratori, e venditori di armi dei “califfi”: Sauditi, Turchi, Emiri, coordinati dalla CIA! Ripetiamo: il segreto di pulcinella. Ma certo, adesso svelato globalmente. Eppure le sceneggiate non accennano a diminuire… e il sonno indotto dei popoli altrettanto!

Lo stesso sonno che si ostina a non vedere la falsità della democrazia. La menzogna delle cosiddette primavere arabe. Come le “rivoluzioni colorate” (quella Ucraina, ad esempio). Tutti PALESI stratagemmi per ridurre il mondo a un ammasso di macerie e lasciarvi dentro un pugno di schiavi, la cui vita sarà quella di produrre e consumare ciò che l’oligarchia plutocratica globalizzante deciderà! Altro che “secoli bui”!

Eppure vi sono, in questo scenario, attori, comparse e comprimari quali, ad esempio, nel nostro caso  i grillini, gli “attivisti” dei vari gruppi finto contestatori, oppure, su scala mondiale gli islamici wahabiti. Se è vero, infatti, che gli oligarchi plutocrati manovrano, è anche vero che ci sono tare culturali o religiose che favoriscono l’esecuzione di tali manovre. Infatti, daesh esprime un Islam ESISTENTE, quello wahabita. Che esiste in Arabia saudita, per esempio. Non è vero che il Califfato sia un’invenzione esclusivamente statunitense. Essi lo hanno plasmato, ma ha una base in una certa cultura, che può essere adeguatamente sfruttata in questi casi. Lo stesso dicasi per gli altri elementi del “viver democratico”. Non si svilupperebbero, se non esistessero delle basi, che meglio sarebbe definire “tare culturali”.

Per questo è indispensabile tornare all’inizio di ciò che abbiamo scritto: c’è bisogno di SVEGLIARSI una buona volta. Questo è il primo passo. Solo così, e non andando a votare per un qualunque partito, come dei burattini, che si potrà iniziare il cambiamento!

Guardiamo, dunque, all’anno che inizia con questa Speranza. Speranza, lo diciamo chiaramente, RELIGIOSA, poiché, come abbiamo già scritto altrove, [1] tale é il modo corretto di concepire le cose del mondo per noi fascisti, cioè fondato sull’apertura al trascendente, motivo per cui il Fascismo viene ugualmente definito nella sua Dottrina come “concezione religiosa”. Una concezione la nostra, dove l’individuo è un essere pensante, attivo e volitivo, una volontà in perenne rapporto con Dio, che non è annullata da alcun “Dio-Stato” ed anzi, la medesima assolutezza conferita nella Dottrina del Fascismo al valore dello Stato ed alla sua autorità, non si comprenderebbe senza relazione a un Assoluto divino. [2] Come acutamente ha rilevato il filosofo-ideologo del Fascismo, Giovanni Gentile, l’ordine spirituale dello Stato Etico fascista trae la sua legittima moralità ultima da Dio…perché nessun dubbio che il volere dello Stato è un volere divino, sia che s’intenda nella immediatezza della sua autorità, sia che più pienamente si assuma come l’attualità concreta del volere. C’è sempre Dio: il Dio del vecchio e del nuovo testamento. [3] Ciò non è affatto marginale, nella comprensione della alterità della Dottrina Fascista, rispetto a tutti i pensieri politici esistenti. Infatti, se lo Stato non esprimesse la sua Autorità, in relazione a Dio, Principio Primo dell’Autorità e della Giustizia, si rimarrebbe sic et simpliciter nella assolutizzazione di “giustizie relative”, poiché sempre scaturenti dalla volontà di singoli uomini (che siano soli al comando, o che si organizzino in gruppi). Il che non farebbe altro che avallare, di fatto, la logica Liberale, Illuministica e Borghese, che affida all’ “uomo senza freni”, una insita e inesistente “bontà”, che in teoria dovrebbe essere solo “estrinsecata” (e dunque si preparerebbe il despotismo). L’Alta Giustizia, di cui si fa portatrice la Civiltà Fascista, invece, non riferisce se stessa solo a pensieri o azioni di Uomini (per quanto grandi). Essi sono grandi, poiché formati da questi concetti Spiritualistici (e non a caso Benito Mussolini scrisse sul suo giornale, in tempi non sospetti, che i Fascisti sono “imbevuti” di dottrine Spiritualistiche). Spiritualismo non vago, non hegeliano, ma espressione della Civiltà Italiana. Il che significa che si esce dal soggettivismo relativistico, di regimi che inevitabilmente approderanno a despotismi oligarchici (con o senza gruppi concordi al loro interno. Infatti questi gruppi non tenderanno mai alla UNITA’ totale) ! La Giustizia, discende, nel Fascismo, dalla Alta Morale di cui è portatore. La Morale, come scritto dagli stessi Ideologi Fascisti (dopo Benito Mussolini) come Costamagna, Panunzio, Spinetti, Giani, discende da Dio! In quanto tale, la Morale è un Assoluto, è Oggettiva; e per questo il Fascismo, lo Stato Etico Corporativo Fascista, può avere la pretesa di conferire alla sua azione l’Assolutezza che nei fatti gli è propria! Il che significa, tradotto in termini pratici, Armonizzare! Dio è Creatore e Legislatore supremo, perché il Mondo sia costituito in Armonia! L’Armonia è il contrario dell’appiattimento, del relativismo, del livellamento. Da questo concetto Spiritualistico, RELIGIOSO, maturato nella Civiltà Romano-Cattolico-Italiana, il Fascismo trae la sua infinita ed inesauribile forza.

Nell’orizzonte politico del Fascismo vi è dunque la volontà di realizzare sulla terra quell’armonia politica all’insegna dell’ordine e della giustizia presenti nelle leggi che regolano l’universo e che promanano da DIO! … se si comprende questo, si è davvero compreso il perché della superiorità morale del Fascismo!

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[1] Marco Piraino,Stefano Fiorito, Pro Caesar – Saggio sulla dottrina fascista dello Stato come concezione politica religiosa, Lulu.com, 2014.

[2] Giovanni Gentile, Origini e dottrina del fascismo, Istituto Nazionale Fascista di Cultura, Roma, 1929.

[3] Giovanni Gentile, Genesi e struttura della società, seconda ediz. , Firenze, 2003, Le Lettere.

 

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La rivista internazionale “La Razòn Històrica” pubblica l’articolo di Marco Piraino su L’ITALIA FASCISTA E LA COLONIZZAZIONE DEMOGRAFICA DELLA LIBIA.

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La rivista accademica ispano-americana “La Razón Histórica”, che si occupa di storia delle idee politiche e sociali, nel numero 31 di settembre-dicembre 2015, ha pubblicato l’articolo di Marco intitolato “L’ITALIA FASCISTA E LA COLONIZZAZIONE DEMOGRAFICA DELLA LIBIA: premesse, sviluppi e conclusione di un progetto politico-sociale totalitario.” Sul sito della rivista è possibile leggere l’articolo e scaricarne il Pdf. 

http://www.revistalarazonhistorica.com/31-10/

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LA STRATEGIA DELL’INGANNO GLOBALE, PARTE II – la deformazione strumentale del concetto di “Totalitarismo Fascista”!

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Nei nostri precedenti articoli, ci siamo occupati della strumentalizzazione di termini quali “libertà”, “uguaglianza”, “fraternità”, e della loro declinazione errata e falsa secondo lo schema che abbiamo definito degli “immorali principi dell’89”. Abbiamo, altresì, prestato attenzione anche, e soprattutto, ai concetti di “Stato” e “Totalitarismo”.

La propaganda tanto martellante quanto fasulla dei media della cosiddetta “società liberale”, innanzi allo sfacelo inenarrabile e perdurante che produce, in modo scientificamente strumentale dirige l’odio e l’insofferenza delle masse, da essa stessa alimentati, verso la concezione ideale maggiormente avversa al proprio modello politico: quella dello Stato Etico Totalitario Fascista, qualificata a mezzo di 70 anni di lavaggio del cervello effettuato utilizzando tutti i mezzi di informazione, quale archetipo del “male assoluto”. Il concetto di “Totalitarismo”, di per sé teoricamente neutro, in quanto caratterizzante una qualunque volontà politica finalizzata a coinvolgere  tanto la totalità del corpo sociale quanto a valorizzare tutte le risorse morali e materiali di una nazione, per il solo fatto di mettere in discussione il principio di una società astrattamente incentrata sull’individualismo viene condannato senza appello, attribuendo i disastri epocali inverati dalla Società Liberal-democratica (che in realtà costituiscono lo sviluppo logico e coerente della visione materialista dell’individuo elaborata da quest’ultima) al concetto distorto di “Stato Totalitario” che essa stessa si è inventata. Anzi, spesso, anche solamente in presenza della possibilità di semplici interventi attivi da parte di uno Stato che non voglia integralmente abdicare alle proprie responsabilità inerenti il benessere materiale e morale della propria cittadinanza, il concetto di totalitarismo viene pretestuosamente tirato in ballo dai benpensanti liberal-democratici, il che, da un punto di vista prettamente tecnico, potrebbe anche essere pertinente. Il problema, però, è che in questi casi il senso Politico e Sociale attribuito a tale termine risulta “totalmente” stravolto (è il caso di dirlo!) acquisendo una valenza esclusivamente negativa e distruttiva, poiché il significato, come ripetiamo, è subdolamente modellato sugli esiti disastrosi a tutti i livelli, economico, politico e sociale, cagionati dai cosiddetti stati liberal-democratici, ma da questi ultimi attribuiti propagandisticamente a priori ad un modello politico, il totalitarismo fascista, di fatto attualmente inesistente. Eccoci così giunti ad uno stravolgimento premeditato del senso ultimo dei termini e ad un preciso rovesciamento delle responsabilità. Cosicché, a sentire i media asserviti alle demoplutocrazie liberal-parlamentari, se siamo in presenza della “Crisi economica” la colpa è del “totalitarismo finanziario”! La “Crisi politica”? Colpa del totalitarismo dello Stato, che ancora non avrebbe accettato e interiorizzato gli “immorali principi dell’89”, sicché tale disastro sarebbe da ascrivere alla “degenerazione ed al tradimento dei valori liberal-democratici”. La “Crisi sociale”? Colpa del totalitarismo delle Amministrazioni, che non starebbero ragionando come vuole l’individualismo “verace”, dunque non starebbero assolutizzando completamente “l’uomo”, come atomo sociale fine a se stesso. Ecco dunque che ogni “male”, concepito come “male assoluto”, sarebbe provocato non già da chi ha la concreta responsabilità prima ed ultima di governare quotidianamente la vita dei cittadini delle cosiddette liberal-democrazie, bensì dal “nemico” immaginario che non c’é: lo Stato Totalitario! Sul fatto che tali “mali” si verifichino proprio A CAUSA e PER MEZZO delle Istituzioni “Liberali”, che per tramite loro siano introdotti i più abominevoli elementi di coercizione e di schiavizzazione individuale e collettiva; che le “divinità” del Liberalismo, ovvero i cosiddetti “parlamenti”, siano banditori di ogni atto propedeutico al disastro globale; che tali “parlamenti” siano espressione degli interessi di lobby criminali di potere economico, e che ciononostante tali organi siano presentati dai mezzi di comunicazione asserviti come quintessenza della “democrazia”; ebbene su tali fatti, dicevamo, vige il più totale SILENZIO. Meglio addossare ogni turpitudine ad un concetto addirittura qualificato come “morto”, come lo “Stato Totalitario”, garantendo così agli attuali responsabili di ogni delitto l’impunità… vigliaccamente forti della lobotomizzazione imperante da essi cagionata tra le masse e dell’assenza forzata di una controparte che smentisca e attacchi la lobby demo-pluto-massonica mondialista al potere.

Ma il Totalitarismo è davvero il “nemico” dell’umanità e della Giustizia come vorrebbero darci ad intendere gli ipocriti paladini demo-liberali? Per noi questa è una domanda retorica. Ma la risposta, che è un sonoro NO,  può e deve essere argomentata.

Anzitutto sappiamo che il Termine “Totalitario” è stato applicato al Fascismo Mussoliniano in senso assoluto da un suo oppositore: Amendola, che nel 1923,  parla del Fascismo quale “sistema Totalitario(“…promessa del dominio assoluto e dello spadroneggiamento completo e incontrollato nel campo politico e amministrativo“, egli dice ). Nel 1925 Basso, un altro avversario, applica il termine al Partito Fascista, quale  “interprete dell’unanime volere”.  Mussolini accetta il termine come sintesi dello Stato Fascista, ma non in senso generico, bensì in modo specifico e particolareggiato: Totalitarismo Fascista, appunto. Egli accetta tale terminologia nella visione positiva ed unitaria espressa nella dottrina fascista, ovvero come “interprete dell’unanime Volere“, dunque in relazione all’ “armonico collettivo” rappresentante del sommo bene per il popolo, inteso nel divenire storico delle generazioni che si susseguono. In tal senso possiamo dire che risulta appropriata la definizione Amendoliana del Fascismo quale “dominio completo in campo politico“, mentre gli aggettivi correlati, positivi nel caso di Mussolini e negativi nel caso suo, appaiono quali accidenti privi di alcun valore euristico nella definizione del concetto. Tale termine declinato nel senso su accennato e associato al concetto di Stato, descrive una forma politica evidentemente diversa e nuova rispetto al tipo dello stato-borghese nato in ambito illuministico. Ma ciò non significa (e qui torniamo alle tematiche portate all’attenzione dalle opere della nostra “Biblioteca del Covo qui ) che esso rappresenti una riproposizione aggiornata di modelli politici propri dell’antico regime. I quali modelli NON ERANO “Totalitari”, poiché non concepivano il fondamento del Totalitarismo “inventato” dal Fascismo: l’Unità TOTALE, Politica, Sociale e Culturale; la concezione IMPERIALE dello Stato, concepito innanzitutto quale Unità MORALE, oltre che economica. Unità, si badi bene, non MONISTICA, nè livellatrice della personalità individuale, ma armonizzatrice. Qui risiede la differenza NODALE tra la concezione mussoliniana e tutti gli altri Regimi a partito unico del XX secolo, collettivisti o meno, che non possono essere definiti pienamente e sinceramente “Totalitari”, poiché non pienamente né sinceramente antimaterialistici come invece risulta il Fascismo. Così al riguardo si esprimeva, ad esempio, il mistico fascista Gastone Spinetti in una pubblicazione redatta a cura della Scuola di Mistica Fascista:

Lo Stato da noi vagheggiato è uno Stato « etico » non perchè attui necessariamente il bene per il solo fatto che é Stato, ma perchè dovrà proporsi non soltanto di salvaguardare gli interessi dei singoli e di eliminare i contrasti che possono sorgere tra di loro, ma anche di conseguire l’elevazione morale dei cittadini, al fine di permettere ai migliori di poter godere sempre più quella libertà che è il privilegio della loro natura. Pur venendo incontro alle esigenze materiali degli associati, il nuovo Stato non dovrà, quindi, dimenticare mai gli ideali cui devono tendere gli esseri della nostra specie, dovrà cioè spingere gli uomini ad apprezzare i grandi benefici spirituali che si possono conseguire soltanto con il completo autodominio e con la disciplina volontariamente accettata, perchè la vera essenza della personalità umana si manifesta solo nel sacrificarsi per un ordine di valori più alto delle proprie aspirazioni terrene. Il nuovo Stato dovrà esistere perchè l’individuo viva e si perfezioni, ed è perciò che scopo insopprimibile e costante della sua azione politica dovrà essere il ritorno, sia pure per gradi, degli uomini alla loro natura; dovrà dare cioè la garanzia non solo della loro vita, dei loro interessi e dei loro beni, ma anche e soprattutto della loro libertà morale. Lo Stato, insomma, non soltanto dovrà tendere alla soddisfazione delle inclinazioni dei singoli, ove non contrastino con gli interessi della collettività, ma dovrà farsi promotore della loro perfezione interiore, valorizzando al massimo le loro più intime energie spirituali. Il nuovo Stato, in altri termini, dovrà educare i cittadini rivelando e potenziando la loro natura, attuando cioè i loro fini originari che non possono contrastare con i superiori fini dello Stato qualora i cittadini e lo Stato si propongano di adempiere in pieno la loro missione. Non imposizione di un’idea o di un principio estraneo ai cittadini, ma quasi aiuto della collettività alla chiarificazione dell’anima individuale che deve rivelare a se stessa la sua vera natura, l’azione del nuovo Stato non assorbirà e non annullerà, dunque, la volontà degli individui, ma la eleverà integrandone le capacità e le aspirazioni. Creerà un organismo che dovrà agire e svolgersi per il perfezionamento costante della collettività sociale e rappresenterà la sintesi superiore dei valori individuali…[…]

…il nuovo Stato non potrà essere la risultanza di un contratto o un semplice agglomeramento d’individui a strati antagonisti, ma dovrà essere la proiezione nel tempo e nello spazio della volontà morale e sociale della comunità, […]

…La nuova concezione dello Stato totalitario in quanto etico non nega quindi il diritto alla rivoluzione che nasce quando i governanti non hanno la capacità o la volontà di scorgere e di attuare i principi morali che devono guidare la loro azione, perchè come le aspirazioni degli individui devono essere subordinate a quelle dello Stato, così gli atti dello Stato devono uniformarsi alle esigenze della vera natura degli individui, dato che lo Stato può avere coscienza del senso spirituale della vita solo quando al vero concetto della natura umana ispiri le sue leggi e le sue istituzioni.    (G.S. Spinetti, Fascismo e Libertà, 1940)

In base a tali presupposti che smentiscono platealmente decenni di malevoli pregiudizi creati ad arte da una propaganda avversa, falsa e tendenziosa, appare evidente che la definizione corretta di “Totalitarismo FASCISTA” vada necessariamente ricercata nell’ambito della concezione ideale realizzata da Mussolini. Essa è efficacemente sintetizzata nell’articolo I della “Carta del Lavoro” (“La Nazione italiana è un organismo avente fini, vita, mezzi di azione superiori per potenza e durata a quelli degli individui divisi o raggruppati che la compongono. E una unità morale, politica ed economica, che si realizza integralmente nello Stato fascista”), e ampiamente descritta nelle opere dottrinarie e pubblicistiche del Partito Fascista. Sergio Panunzio, nella sua fondamentale “Teoria generale dello Stato fascista, 1939”, afferma al riguardo che…”Un carattere dello Stato fascista non abbiamo indicato, per quanto esso sia sottinteso in tutte le pagine che precedono, il quale invece costituisce la qualifica più ripetuta e corrente e più onnicomprensiva di esso : il carattere totalitario. Lo Stato fascista è invero uno Stato tipicamente e pienamente totalitario; e ciò in due sensi :  a) in senso dinamico e filosofico, in quanto lo Stato fascista, promanando direttamente ed immediatamente da una rivoluzione ed essendo formalmente uno Stato « rivoluzionario » per il modo della sua formazione, non può essere, per definizione, che totalitario e dittatoriale, in quanto unica, indivisibile, e non soggetta a divisioni e transazioni di sorta, è l’idea politica o la concezione dello Stato da realizzare, come unico e, per conseguenza, il « partito rivoluzionario », soggetto e titolare dell’idea e della Rivoluzione; … ; b) in senso statico e politico, in quanto, essendo necessario, immanentemente, e non solo provvisoriamente nel tempo, come è di ogni « partito rivoluzionario » per quanto lunga possa essere la durata temporale di una rivoluzione, l’idem velle et sentire de repubblica, un’associazione unitaria ed unica, impropriamente ancora denominata Partito, è e deve rimanere, come il suo cuore, al centro dello Stato”.

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SCONTO 30% DAL 28 OTTOBRE AL 4 NOVEMBRE SUI TITOLI DELLA “BIBLIOTECA DEL COVO”.

Foro Mussolini (apoteosi del Fascismo) 1

In occasione della ricorrenza del “28 ottobre”, verrà applicato uno sconto del 30% sui titoli della “BIBLIOTECA DEL COVO”, fino al 4 novembre ! L’elenco completo delle pubblicazioni è presente sul sito dell’editore LULU.COM :

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