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INCITAMENTO ALLA VITA DINAMICA!

Vita Dinamica Fascista - Biblioteca del CovoCari lettori, nel difficilissimo frangente storico che stiamo vivendo tutti quanti in tutto il mondo, questo scritto, vuole essere un invito rivolto a voi tutti nel seguire fiduciosi e speranzosi la Via della Verità, un “Incitamento alla Vita Dinamica”, « ragione sufficiente » del peculiare e continuo sforzo attuato da noi fascisti de “IlCovo” verso una vita sempre più alta e sempre più piena – sforzo consistente in un’azione energica che ci conduca alla conquista sempre più larga del Mondo – ossia della realtà esterna – e al suo sempre più intimo possesso. Una vita dinamica che non consiste soltanto nell’azione esterna diretta alla « conquista », ma dove la sua parte più vera e sostanziale sta bensì nel fervore e ardore dell’intima vita di « possesso ». In Dio, per esempio, che è Atto Puro ed ha il massimo della vita dinamica, questa è tutto fervore e ardore di intimo possesso e niente azione di conquista, perché Egli tutto già possiede e nulla ha da conquistare. Presupposti di questo nostro discorso – ossia la parte preparatoria della più vera e sostanziale Vita Dinamica, avente però di mira più la « conquista » che il « possesso», più il costruire che il costruito – sono l’Ottimismo circa questa vita terrena; l’Umanesimo diretto a far vivere il meglio e il più abbondantemente possibile ; e, come conseguenza, una Vita Dinamica sia di conquista che di possesso potenziata al massimo. Presupposti troppo importanti, perché sia lecito accontentarci di un semplice accenno; poiché se vi è un argomento in cui bisogna andare fino in fondo è proprio questo, da cui dipende tutta l’ispirazione e la guida della nostra vita vissuta fascisticamente, la quale per essere veramente forte deve essere « consapevole ». Al riguardo, infatti, lo stesso Benito Mussolini scriveva a Michele Bianchi fin dall’agosto 1921… « I soldati che si battono con cognizione di causa sono sempre i migliori. Il Fascismo può e deve prendere a divisa il binomio mazziniano: Pensiero e azione »… e invocava che si creasse al più presto anche la Filosofia del Fascismo, essendo cosa importantissima, per chi vuole fortemente e nobilmente operare, sapere prima bene che cosa vuole, e non potendolo senza essersi formato una «concezione del mondo e della vita » a cui ispirarsi (qui). Sapere le origini, la natura e il fine del mondo e della vita è infatti la condizione prima per farsi un giudizio anche dei loro valori ; valori che, conosciuti, stimolano in noi la volontà di vivere e dirigono nelle giuste vie il suo bisogno di azione; poiché la volontà non si muove mai che per uno scopo di bene, o che crede tale, avendo per norma suprema il principio: fare il bene e fuggire il male. Da ciò consegue la necessità di una speciale scienza, detta “Etica” o “Filosofia Morale”, che, ispirandosi appunto ad una determinata « concezione del mondo e della vita », stabilisca con rigore e in modo esauriente che cosa è bene e che cosa è male, quale è per ognuno il bene da perseguire e il male da evitare, e, tra i tanti beni che si presentano, quali sono da preferire e da fare passare prima, formando così quella che si chiama « scala dei valori » o « gerarchia dei fini ». L’Etica deve prima di tutto stabilire che cosa vale questa nostra vita: essa rappresenta un fertile giardino da coltivare con amore e ardore, oppure una terra sterile e ingrata che è meglio abbandonare disfacendosene al più presto? Qui sta veramente la grande fondamentale questione, dalla cui risposta dipende l’esistenza stessa della “Vita Dinamica”, che dovrà o negarsi oppure abbandonarsi con fervorosa fede al più potenziatore Ottimismo umanistico. Infatti, coloro che pensano la vita essere un beneficio adotteranno una morale positiva e considereranno una condotta da approvarsi quella che la alimenta e la moltiplica; per quelli, invece, cui la vita appare soltanto un continuo desiderare e soffrire ossia come una sventura, la morale più opportuna sarà una morale negativa di annientamento: siccome il termine di una esistenza non desiderabile è la cosa da desiderarsi ciò che produce la fine di essa deve essere vivamente approvato, mentre si devono riprovare e sopprimere tutte le azioni che ne favoriscono la continuità e lo sviluppo in noi e negli altri. Alla base di ogni condotta morale sta, dunque, una questione di ottimismo o di pessimismo: per vivere bisogna aver fede nella vita e amarla; per chi invece è pessimista non vi può essere altra strada se non quella che conduce al nulla: o suicidio violento con un atto disperato, o suicidio lento per mezzo dell’ascetismo buddista; o… ricorrere alla cocaina e all’oppio per sognare e dimenticare.

La Nostra Etica

È chiaro, dunque, che la nostra “Etica di Dinamisti” convinti non può essere se non ottimista, ossia ispirata ad una concezione del mondo e della vita che autorizzi l’ottimismo, e quindi anche umanistica, ossia diretta al nostro più ampio e armonioso sviluppo. Per vivere fortemente la vita come noi intendiamo bisogna amarla con pari ardore, e per amarla occorre aver fede in essa, ossia credere nella sua sostanziale bontà, nella sua intima gioia e nella sua globale sufficienza; poiché se la vita vale veramente la pena di essere vissuta, lo può essere soltanto per l’intima gioia di vivere che essa può dare, cioè quando, e per quel tanto che se ne possiede in atto e per ciò che ancora se ne attende con ferma speranza, ognuno può dire a se stesso che è soddisfatto di essere al mondo, che sente di poter dire di sì alla vita e che è sommamente desiderabile il viverla sempre più e sempre meglio. Tuttavia, per giungere ad un giudizio definitivo sulla bontà della vita non basta fare un bilancio dei beni e dei mali che sono in essa contenuti, e vedere se quel che ne risulta è una somma positiva; ma è necessario chiedersi ancora se esista una speranza (sia pure a lunga scadenza !) che plachi tale bisogno, e che, placandolo, ci faccia godere in pace e bene quel poco o quel molto di buono che la vita ora ci dà, – buono che altrimenti si risolverebbe in tormento e inganno, al pari delle briciole di pane date ogni tanto a chi è roso dentro dalla fame.
 Solo a questa condizione si può essere senza riserva e stabilmente ottimisti, e abbandonarsi alla vita con piena confidenza per spremerne tutto il succo di cui essa è capace. Ma, superato il pessimismo, può presentarsi ancora una seconda alternativa: ed è tra un « misticismo » assolutista che proporrà di disprezzare questa vita non perché essa sia cattiva, ma perché assolutamente infima e trascurabile di fronte ad una futura vita eterna piena di felicità da conquistare, inducendoci a lasciare l’effimero per l’eterno; e un « terrenismo » ugualmente rinunciatario, che ci consiglierà di attenerci alla sola terra che è certa, rinunciando al cielo incerto, dicendo che il desiderio del cielo è anzi una illusione dannosa, buona soltanto a turbare e sminuire il godimento della terra. Tuttavia questo secondo bivio non è più da superare, bensì da girare: ossia, tra i due corni del dilemma… basterà rifiutare ambedue, e scegliere una via di mezzo che ci permetta di godere l’effimero, datoci anch’esso da Dio, senza rinunciare all’eterno; che anzi ci guidi ad illuminare e valorizzare ambedue al massimo con una reciproca compenetrazione e una sublimazione dell’uno nell’altro. Ecco l’Etica che fa per noi! In questo ricostruire una scienza dei valori che non rinunci al Cielo per la terra, ma che anzi si serva del Cielo per vieppiù illuminarcela e rendercela buona, e potenzi maggiormente la vita terrena nel farla sgabello alla vita celeste, non potremo avere altra guida che il pensiero cristiano di marca cattolica e la sua « concezione del mondo e della vita ». Ed infatti, un Italiano Fascista, non potrebbe tollerare contraddizione tra la sua vita dinamica e la sua fede cristiana. Il Fascismo, infatti, per il solo fatto di voler essere genuinamente italiano e di voler potenziare tutto ciò che è italiano, quindi anche l’anima e la tradizione italiana che sono essenzialmente cattoliche, deve avere una sua concezione della vita che, pur essendo dinamica, sia anche decisamente cattolica. Al riguardo risulta estremamente chiaro il pensiero esposto da Arnaldo Mussolini nell’autunno 1931, per l’inaugurazione del terzo anno della Scuola di Mistica Fascista (qui), dove egli, fra l’altro disse: “È necessario accettare tutte le responsabilità, comprendere tutti gli eroismi, sentire come giovani italiani e fascisti la poesia maschia dell’avventura e del pericolo. Non bisogna rinnegare nessuna virtù ideale di carattere religioso e civile. La nostra filosofia non deve essere quella del pessimismo, ma del sano virile ottimismo; e deve superare questa vecchia antitesi nel binomio della nostra volontà e dell’azione.
 La nostra esistenza deve essere inquadrata in una marcia solida che sente la collaborazione della gente generosa e audace, che obbedisce al comando, e tiene fissi gli occhi in alto perché ogni cosa vicina e lontana, piccola e grande, contingente ed eterna, nasce e finisce in Dio. E non parlo di quel Dio generico che si chiama talvolta, per sminuirlo, Infinito, Cosmo, Essenza, ma Dio nostro Signore, creatore del cielo e della terra e del suo Figliuolo che un giorno premierà nei regni ultraterreni le nostre poche virtù e perdonerà, speriamo, i molti difetti legati alle vicende della nostra esistenza terrena. Se l’Italia avrà questa gioventù salda di volontà, chiara di idee, volitiva nei desideri, la sua storia scriverà pagine immortali e gloriose”. E questo suo Ottimismo Dinamico, sano e virile, di marca decisamente cattolica, lo concludeva cosi: “La fede nella vita non deve essere soltanto il sussidio delle grandi ore, ma deve essere sempre presente nelle opere quotidiane, nelle azioni di ogni tempo. La fede è un incentivo a progredire; la fede è come la poesia. Sono le forze che ci spingono verso la vita, verso le speranze che consolano gli spiriti doloranti e danno alle anime le ali verso le altitudini. Sentirsi sempre giovani, pieno lo spirito di queste verità supreme è come sentirsi in uno stato di grazia. Solo così si può esser pronti a degnamente vivere e degnamente morire”. Ecco perché, ancora una volta invitiamo tutti quanti voi che ci leggete, a qualsiasi Popolo o Nazione apparteniate, a CONOSCERE IL FASCISMO! …vera e sola Rivoluzione politica dello Spirito capace di salvare il Mondo!

IlCovo

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