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Don Ennio Innocenti redige la postfazione de L’Identità Fascista – Edizione del Decennale!

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Siamo davvero onorati di aver ricevuto l’entusiastico apprezzamento del nostro lavoro da parte di un grande uomo di fede e cultura come Don Ennio Innocenti ( sacerdote, insegnante di teologia e filosofia, saggista con oltre 70 testi pubblicati; come giornalista ha collaborato per lungo tempo con Radio RAI, con riviste e quotidiani nazionali. Componente del Presbiterio della Basilica di San Pietro in Vaticano, cappellano della Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis ) che ha voluto impreziosire ulteriormente la nuova “Edizione del Decennale de L’Identità Fascista” inviandoci una breve postfazione, che quanto prima inseriremo nel testo e che qui pubblichiamo in anteprima sul blog della “Biblioteca fascista del Covo” :

POSTFAZIONE

I cari amici, Stefano Fiorito e Marco Piraino hanno realizzato questa “Summula”, che devo dire è molto utile per la consultazione e che metto subito nel settore “Dottrina Sociale” della mia Biblioteca. Questo settore è nato per riservarlo alla Dottrina Sociale della Chiesa, ma nel mio insegnamento ho sempre fatto posto al confronto critico col Fascismo, che soprattutto in Benito Mussolini e altri suoi collaboratori si è rapidamente evoluto anche in rapporto alla Religione. Mi fa piacere che essi abbiano individuato la fase capitale di questa evoluzione, quella inequivocabile che, per bocca di Mussolini, rifiuta l’illuminismo e perciò apre al Trascendente, alla vera spiritualità Romano-Cristiana, ben espressa dal principio Corporativo fascista. Come ho già avuto modo di dire [1], l’illuminismo francese è estraneo alla civiltà del popolo italiano così come il costituzionalismo borghese liberale, residuo dell’illuminismo massonico. Questi, anche secondo la critica espressa dal regime fascista presente nelle pagine di questo libro, seduce il popolo
 con l’idea neopagana della sovranità, secondo il principio “superiorem non recognoscens”, da cui discende l’illusione della libertà che non dipende da nessuno, l’illusione che ognuno è sovrano e libero, e perciò anche uguale a chiunque altro. Questa illusione fonda l’individualismo che è l’anima del costituzionalismo classista liberale.
 Quell’individualismo, avversato nella dottrina fascista, che non riesce a fondare la solidarietà, ma si serve della libertà per far prevalere chi è più forte, in cui il popolo è frantumato, dove l’individuo è atomo in una massa manipolata perché venga a servizio dei partiti (mascherati da ideologie), che si arrogano una falsa rappresentanza, dove le loro oligarchie si ammantano del mito della volontà generale e per affermarla instaurano una falsa democrazia. Il popolo non riesce ad uscire da questa gabbia per il timore di restare senza pane a causa del mito del capitalismo, che ha preso la strada del liberalismo individualista. 
La soluzione
 politica della solidarietà contro l’individualismo illuminista, fu quel che Mussolini realizzò in risposta alla crisi capitalista del ’29 con le famose leggi sociali, dove lo Stato prese la via dello Stato Sociale.
 E quello era solo l’inizio, perché il Duce puntava a sostituire i partiti ideologizzati con le corporazioni professionali, che mirano al bene comune, e il sistema della proprietà individualista con quello della proprietà con funzione sociale. In tal senso, ritengo che i documenti che Fiorito e Piraino hanno qui raccolto sono addirittura più importanti degli stessi commenti che essi vi antepongono; poiché questi vanno sempre situati in rapporto ad interlocutori mutevoli presenti nel campo del confronto con altri soggetti. De Felice mandò a chiedere il mio libro sulla Conversione religiosa di Benito Mussolini; oggi, nel campo del loro confronto c’è Emilio Gentile (ed altri che negli studi sono meno validi di lui); auguro loro di indire un dibattito aperto, pubblico, rispettoso, degno di studiosi, non di ideologi strumentali ai partiti, tutti pestiferi.

Roma, 07/03/2018

Don Ennio Innocenti, Professore emerito di Teologia e Filosofia

NOTE

[1] Vedere anche: “Per fondare la solidarietà bisogna far leva sulla fraternità”, intervista a Don Ennio Innocenti; http://www.vita.it/it/interview/2018/01/04/per-fondare-la-solidarieta-bisogna-far-leva-sulla-fraternita/160/

 

Un commento su “Don Ennio Innocenti redige la postfazione de L’Identità Fascista – Edizione del Decennale!

  1. E’ una fulgida e onorevole eccezione. Chi è uomo di Dio deve essere uomo di Verità e Giustizia. E non c’è né Verità né Giustizia al governo della Chiesa. Ma la menzogna e l’inganno. Che sono il segno di “colui che fu ingannatore fin dal principio”. E’ dovere di noi uomini di buona Volontà clerici e laici, Cattolici Romani Popolo consacrato da Dio, lottare per “ridare Dio alla Patria e la Patria a Dio” come è stato fatto dal Duce e dal Fascismo che hanno costituito l’azione Katekon, missione che Dio e Cristo hanno dato all’Imperium Romano.

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